On Sun, 13 Jan 2019 17:35:09 +0100, Tarantola wrote:
> Il 12/01/2019 23:42, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>
>> Ovvero posso acquistare targhe che mi piacciono di una marca ed usarle
>> con l'impianto citofonico esistente o di altra marca.
>
> Non funziona più la parte elettrica e pure quella meccanica delle targhe
> ha dei problemi.
Riparare la parte elettrica comune costa poco
considerando che la spesa va divisa tra tanti.
Altro discorso diventa cambiare le parti
elettriche individuali.
In quanto alla "meccanica" della pulsantiera, se
la pulsantiera e' prestigiosa vale la pena di
farla ripare da un bravo artigiano. Altrimenti
si cambia in blocco, senza problemi, potete
scegliere l'estetica che volete, basta che i
pulsanti siano pulsanti semplici e non digitali.
>> In ogni caso, se lei parla di pezzi di ricambio che non si trovano (io
>> della Elvox trovo ancora i pezzi di modelli del secolo scorso),
>> suppongo che il vostro sia un impianto citofonico antediluviano, quindi
>> sicuramente non digitale.
>
> Anni 80, sono state cambiati solo i citofoni negli
> appartamento circa 10 anni fa.
Questo dovrebbe implicare che al 99% tutti i
pezzi comuni dell'impianto sono riparabili da
un riparatore elettronico. Il vero problema e'
trovarlo, oggi giorno. Infatti, il riparatore
"costa", ma per le parti comuni, considerando
che la spesa va suddivisa e che in ogni caso
si dovrebbe andare altrimenti a rifare tutto,
puo' sicuramente essere conveniente.
Notare che gli schemi elettrici di tutti gli
apparecchi elettrici degli anni '80 sono
disponibili in rete (i fabbricanti le mettevano
nelle scatole degli apparecchi per aiutare
l'elettricista a capire come collegare se
stava faccendo un misto di marche diverse).
Del resto non dare lo schema elettrico sarebbe
stato come nascondere il segreto di pulcinella
tanto sono semplici i circuiti e quindi la
riproduzione dello schema semplicemente guardando
la schedina.
>> Un citofono e' un apparecchio piuttosto semplice,
>> direi, fino al "rustico".
>
> L'hanno visto due elettricisti. Entrambi hanno
> detto che come ci si mette le mani si rompono
> pezzi e non esistono più i ricambi.
Gli elettricisti hanno un conflitto di interesse
quando fanno queste valutazioni. E purtroppo oggi
trovare un artigiano onesto (quello che dice pane
al pane) pare essere diventato una ricerca del
sacro graal. Notare che pero' se nel condominio
abita un elettronico, e devono rivolgersi a lui,
improvvisamente gli elettricisti cambiano versione.
PS: nove elettricisti su 10 non capiscono nulla
dell'impianto citofonico, limitandosi a collegare
i fili come spiegato in schemi che i costruttori
forniscono a loro, ed attaccandosi alla hot-line
di assistenza del costruttore una volta si' ed
una no. Si trovano insomma, nella vostra stressa
situazione quando dovete installare il televisore
nuovo per collegarlo al decoder, lettore blu-ray,
al selettore di LNB del satellitare, al PC,
alle rete ethernet o wi-fi, impianto Hi-Fi (o HT ?),
etc.
Voi, se non capite nulla di come collegare un
televisore (ad esempio perche' c'e' solo
l'HDMI e manca la porta VGA per il PC), lo
riportate indietro per cambiarlo. Lo stesso fa
un elettricista: con la differenza che la spesa
di cambiare tutto per la sua incompetenza,
l'elettricista la fa pagare a voi.
>> Questo significa che se
>> qualcuno ha il citofono in casa che non funziona,
>
> Le pulsantiere non funzionano. Si suona e non suona in casa.
Se non funziona in tutte le case, significa che
- e' bruciato l'alimentatore di 12-15 volt (66%)
- qualcuno ha messo le mani e staccato il filo
comune di ritorno (33%)
- altra ipotesi di guasto a manipolazione (1%)
Lo schema dei campanelli anni '80 e' di una banalita'
da bambino della quinta elementare (almeno della mia
generazione, oggi con gli smartphone non ho idea di
cosa sta venendo fuori):
+-P1->
!
+--> (Alimentatore CA 12 o 15 volt) --+-P2->
! !
! ...
! +-PN->
Ritorno da tutte la abitazioni
Da ogni pulsante Px parte un filo che va direttamente
a casa vostra, entra nel campanello e ritorna
all'alimentatore comune tramite un montante comune.
E cosa importante: l'impianto campanelli e'
indipendente dal citofono vero e proprio.
Un elettricista che non e' capace di ripristinare
almeno i campanelli e' un incompetente o un
truffatore (come definito dalla semplice lettura
dell'articolo 640 del codice penale).
>> e non si trova uno nuovo, oppure e' solo una scusa per avere un modello
>> meno antidiluviano da mosrare ai visitatori, per la semplicita' della
>> vecchia tecnologia cifonica e possibile trovare citofoni base nella
>> concorrenza o con una estetica piu'
>> recente che sono perfettamente compatibili.
>
> Dobbiamo cambiare pulsantiere e, forse, i ricevitori in casa.
I ricevitori in casa vanno cambiati a tutti
solo se passate ad un citofono digitale o se
volete le nuove funzionalita' come il video.
>> Piu' costosa e' la sostituzione delle pulsantiere,
>
> Questo è quello che dobbiamo fare.
>
>
>> Assolutamente costoso e' invece il rifacimento del cablaggio. A meno
>> che non installate un sistema digitale a due fili, il cui costo pero'
>> si alza sull'elettronica.
>
> I cavi, dicono, che non devono essere cambiati.
Cosa hanno proposto ?
>> Il costo dell'apparecchio in dotazione ad ogni appartamento e' modesto
>> (meno di 20 euro) se si tratta di una semplice comunicazione audio.
>
> Si parlava di cifre ben diverse.
Quanto ?
>> Il videocitofono individuale e' invece da tre volte a dieci volte piu'
>> costoso. Ma qui e' facile mettere tutti d'accordo, perche' chi non
>> vuole la ricezione video, puo' limitarsi ad un economico citofono solo
>> audio, senza che cio' vada a limitare gli altri condomini.
>
> Alcuni hanno rotto le balle per non spendere 150 euro che avrebbero
> risolto un problema che fa perdere a tutte le assemblee più di mezz'ora.
150 da dividersi tra tutti ?
Quanti siete in condominio ?
> Il costo della telecamere e'
>> invece significativo, ma se il condominio e' grosso,
>> essendo che va diviso tra tutti, non viene a pesare sui dissenzienti
>> quanto il videocitofono interno di ogni appartamento, a cui possono
>> rinunciare.
>
> All'ultima assemblea l'amministratore non aveva il preventivo senza
> videocitorono perché gli elettricisti gli avevano detto che non aveva
> senso.
Elettricisti cugini della sig.ra Fornero ?
In ogni caso, non ha capito: quello che intendevo dire e'
che, se viene installato un impianto videocitofonico
convenzionale (cioe' non digitale), ogni condomino
puo' scegliere di tenersi il citofono che ha
adesso, e che senza che l'assemblea possa imporre nulla
nelle singole abitazioni, questi condomini possono
farsi collegare il vecchio citofono solo audio al
nuovo impianto video-citofonico.
Se gli elettricisti rifiutano questa opzione, sapendo
benissimo cosa c'e' oggi nel condominio, sono degli
incompetenti o dei truffatori.
Questo significa che nel preventivo devono separare
i costi delle parti condominiali da quelli di ogni
apparecchio individuale, tutto qui.
> Alla prossima assemblea ci saranno anche questi preventivi.
Intende con divise le parti condominiali da quelle
individuali ?
>> 1) si vuole il risparmio a tutti i costi ?
>> (cioe' un condominio dove le maggioranze sono risicate) allora
>> seguono
>
> Per alcuni si, per altri no.
Se la maggioranza e' risicata non dipende da alcuni
si o no ... ma e' una condizione oggettiva.
>> 1a) la questione e' piu' che altro estetica ?
>
> No.
>
>
>> 1b) la questione e' funzionale ?
>
> Si.
>
>
>> Allora ci si limitava alla sostituzione dei pezzi guasti.
>
> Non si trovano.
O alla loro riparazione. Sa come e' fatto un
alimentatore per campanelli anni '80 ?
Un semplice trasformatore 220V-15V con uno o
due fusibili sull'uscita. La riparazione spesso
significa semplicemente cambiare il fusibile.
I trasformatori sono dei carri-armati che
sopportano di stare in corto-circuito per
mesi prima di tirare l'ultimo.
>>> Se l'asemblea decidesse di non sostituirli si può impugnare la
>>> delibera (quantomeno da parte dei condomini che non hanno il citofono
>>> funzionante)?
>>
>> Se non e' provata la necessita' di rifare tutto l'impianto solo perche'
>> ad alcuni non funziona, non c'e' speranza di potere impugnare.
>
> Ma il servizio deve funzionare.
Certamente, quindi l'amministratore dovra'
cercarsi tecnici piu' competenti (li conosce,
state certi, per casi VIP, sa dove andare).
>> Come avra' capito dalle considerazioni
>> tecniche sopra, non c'e' certezza di potere imporre a tutti una
>> citofonia nuova solo perche' quella personale non funziona.
>
> Le pulsantiere non funzionano...
Dire a ripetizione che "il televisore non funziona"
non e' informativo ne' di aiuto, signora longari ..."
>> In genere, il problema di un citofono che non funziona si risolve
>> cambiando l'elettricista, non i citofoni.
>
> Ci hanno messo le mani in due.
Se nel vostro condominio l'amministratore riesce
a spuntare buone creste ed ha sentore che siete
disposti a pagare pur di finirla ...
Ora che lei ha visto quanto e' semplice il
circuito di un campanello, cosa pensa del suo
amministratore ?
Una volta nelle medie inferiori c'erano le
lezioni di educazione tecnica, dove c'era
l'esercizio di fare un semplice circuito
elettrico con una batteria, un pulsante ed
una lampadina o cicalina.
Se al posto della batteria ci mette un
alimentatore corrente alternata da 12-15V
e usi un po' di immaginazione per pensare
a tanti circuiti paralleli di quel tipo,
con sempre lo stesso alimentatore in
comune, ha appena fatto un impianto di
campanelli condominiale.
Un elettricista che dice di non sapere
ripararlo, anche senza pezzi nuovi di
ricambio, o e' uno stupido, a cui la CCIAA
dovrebbe togliere l'autorizzazione, oppure
un truffatore.
>>> Per quanto riguarda la ripartizione delle spese dovrebbe essere per
>>> millesimi l'impianto e, per unità immobiliare il citofono. In rete ho
>>> trovato diverse sentenze citate ma nessun riferimento. Ne avete?
>>
>> Se non e' specificato nel regolamento condominiale (trattandosi di
>> questione non univoca, viene spesso disciplinato nei regolamenti), vale
>> il riferimento al solito articolo sulla ripartizione delle spese in
>> base all'uso che ognuno fa dell'impianto comune, come per l'antenna TV,
>> a meno che non entri in gioco il criterio dell'aumentato valore
>> dell'immobile.
>
> Per l'antenna TV vale prorpio l'opposto. Su questo c'è giurisprudenza.
C'e' abbondante giurisprudenza anche sui sulla citofonia.
A parte il fatto che in giurisprudenza non si va a chilo
(numero di sentenze).
Forse intendeva dire altro ?
>> Nel caso dell'ascensore, ad esempio, e' fuor di dubbio che abbiamo un
>> aumento del valore degli appartamenti,
>> aumento che proporzionalmente e' maggiore per gli appartamenti piu'
>> grandi.
>
> L'ascensore si applica la tabella scale per il 50%.
Si e' mai domandato della ratio della tabella scale ?
E' esattamente la stessa che ho descritto.
La manutenzione scale ha due risvolti: uno funzionale
ed uno estetico (decoro condominiale). Una scala
elegante aggiunge valore alle proprieta' immobiliari,
questo dice il mercato.
Se le stesse locazioni (equo canone) aumentano, quando
ad esempio, le scale hanno pareti rivestite di marmo o
legno pregiato per un'altezza superiore a cm 170 di
media, cosi' aumenta il valore commerciale di quei
immobili.
Quindi anche nelle sale, il legislatore ha voluto
tenere conto al 50% dell'utilita' (che si divide
in base all'altezza dei piani, e quando l'altezza
dei piani non incide, come nelle antenne TV o
nei citofoni, significa in parti uguali) ed al
restante 50% per il pregio (che si divide per
millesimi, per la ragione che ho spiegato).
>> Nel caso di un citofono, il servizio base, quello solo voce, non
>> aumenta il valore degli immobili, perche' e' un servizio che tutti si
>> aspettano di trovare.
>
> Resta una parte comune.
?
>> Quindi per quanto riguarda
>> il montante dell'impianto base, non vedo corretta l'applicazione per
>> millesimi (a meno di non volere ragionare da comunisti). Percio', e'
>> mia opinione, che la spesa per pulsantiere e/o elettronica di
>> alimentazione, amplificatore, posto esterno e derivatori ai piani e/o
>> cablaggi fino al montante ai derivatori dei piani, vada divisa in parti
>> uguali.
>
> Per quale motivo se è una parte comune?
Mi scusi, ma se stiamo a discutere di ripartizione, deve
per forza essere una parte comune. Altrimenti di che
stiamo a discutere ? Esiste la voce spese personali
per cioe' che sono parti individuali.
Mi sa che si sta sbalestrando nel cercare di capire.
Io le sto insegnando a pescare (capire cioe' la
ratio base della giurisprudenza in materia), e forse
questo e' troppo. Pero' non mi sembra cosi'
complicato (ci sono arrivato anch'io che non sono
avvocato).
>> Per quanto riguarda le derivazioni (i cavi che vanno al proprio
>> apparecchio personale), quelle sarebbero a carico di ogni singolo
>> proprietario, come la spesa dell'apparecchio stesso.
>
> Questo è ovvio.
Attenzione: ogni spesa addebita come "individuale"
non segue in alcun modo un criterio di "ripartizione",
ma di "imputazione". Imputare la spesa ad un soggetto
ben preciso non ha nulla a che fare con "dividere la
spesa tra piu' soggetti" = "ripartizione".
Forse e' li' che mi fa confusione ?
>> Queste distinzioni sopra sono, a mio modesto parere,
>> le ragioni per chi non ci sono sentenze univoche sul tema.
>
> non ci sono proprio sentenze...
Cos'e' ? Un modo di far cercare le sentenze
ad altri, provocandoli ?
Se invece di scrivere in modo cosi' perentorio
e sfidante avesse scritto con cortesia:
"Avete qualche sentenza sul tema ?"
avrebbe fatto piu' bella figura.
22824/2013, 4806/2005, 12654/2006,
24006/2004, 1004/2004, 14384/2004,
8553/2006, 20639/2005, 12873/2005,
15460/2002, 9033/2001, 3795/1982
Non sono un avvocato, ma ho capito che se prima non
si comprende la ratio dietro le decisioni (dalla
motivazione e dal legislatore), e' difficile
seguire la giurisprudenza, a meno che non rispecchi
in modo identico proprio il caso proprio.
Chiudo riguardo al tema della innovazione, ritenedo
che perche' sussista innovazione occorre che le
modificazioni apportate alle cose comuni siano di
tale entita' qualitativa e quantitativa da incidere
sulla sostanza del bene sino a fargli perdere la sua
originaria destinazione ovvero variare il valore
degli immobili afferenti. Ma proprio l'impatto sul
valore immobiliare individuale sta dietro alla
ripartizione millesimale, v.2000 n. 8292, come ho
ragionato in questa discussione.