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Sostituzione citofoni

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Tarantola

unread,
Jan 8, 2019, 5:58:49 PM1/8/19
to

Abbiamo citofoni vecchi e alcuni non funzionano, non si trovano pezzi di
ricambio.

La sostituzione dei citofoni viene deliberata a maggioranza semplice
mentre l'installazione dei videocitofoni a maggioranza 50%+1 (innovazione)?

Se l'asemblea decidesse di non sostituirli si può impugnare la delibera
(quantomeno da parte dei condomini che non hnno il citofono funzionante)?

Per quanto riguarda la ripartizione delle spese dovrebbe essere per
millesimi l'impianto e, per unità immobiliare il citofono. In rete ho
trovato diverse sentenze citate ma nessun riferimento. Ne avete?

Giovanni

unread,
Jan 9, 2019, 6:53:19 AM1/9/19
to
On 01/08/2019 11:58 PM, Tarantola wrote:

> La sostituzione dei citofoni viene deliberata a maggioranza semplice
> mentre l'installazione dei videocitofoni a maggioranza 50%+1 (innovazione)?

Può sembrare che i video citofoni siano un innovazione ma, visto che
rientrano nelle dotazioni che aumentano la sicurezza, a mio avviso
potrebbe bastare la maggioranza semplice. Inoltre, anche se l'impianto
esterno prevede il videocitofono i condomini possono richiedere nella
propria unità (e quindi pagare) solo il normale citofono.

> Se l'assemblea decidesse di non sostituirli si può impugnare la delibera
> (quantomeno da parte dei condomini che non hnno il citofono funzionante)?

L'assemblea può anche decidere di non sostituire l'impianto, ma deve
garantire che tutti i citofoni funzionino. Se l'unico modo è un
impianto nuovo occorre fare un impianto nuovo.

> Per quanto riguarda la ripartizione delle spese dovrebbe essere per
> millesimi l'impianto e, per unità immobiliare il citofono. In rete ho
> trovato diverse sentenze citate ma nessun riferimento. Ne avete?

Il mio amministratore ha ripartito tutto per unità immobiliare
riferendosi al fatto che serve in egual misura ad ogni unità.

Ciao
Giovanni
--
A computer is like an air conditioner,
it stops working when you open Windows.
< http://giovanni.homelinux.net/ >

Tarantola

unread,
Jan 9, 2019, 4:08:15 PM1/9/19
to
Il 09/01/2019 12:53, Giovanni ha scritto:

>> La sostituzione dei citofoni viene deliberata a maggioranza semplice
>> mentre l'installazione dei videocitofoni a maggioranza 50%+1
>> (innovazione)?
> Può sembrare che i video citofoni siano un innovazione ma, visto che
> rientrano nelle dotazioni che aumentano la sicurezza, a mio avviso
> potrebbe bastare la maggioranza semplice.  Inoltre, anche se l'impianto
> esterno prevede il videocitofono i condomini possono richiedere nella
> propria unità (e quindi pagare) solo il normale citofono.

Il condominio è abitato da dementi che non cambierebbero nemmeno i
citofoni vecchi. Hanno fatto problemi per acquistare 150 euro di
panettni che avrebbero risolto un problema che, ad ogni assembea, fa
perdere più di mezz'ora. E siamo n più di 40.



>> Se l'assemblea decidesse di non sostituirli si può impugnare la delibera
>> (quantomeno da parte dei condomini che non hnno il citofono funzionante)?
> L'assemblea può anche decidere di non sostituire l'impianto, ma deve
> garantire che tutti i citofoni funzionino.  Se l'unico modo è un
> impianto nuovo occorre fare un impianto nuovo.

La pulsantiera è da sostituire di sicuro. Poi bisogna vedere se i
citofoni interni sono compatibili con la pulsantiera nuova..


>> Per quanto riguarda la ripartizione delle spese dovrebbe essere per
>> millesimi l'impianto e, per unità immobiliare il citofono. In rete ho
>> trovato diverse sentenze citate ma nessun riferimento. Ne avete?
> Il mio amministratore ha ripartito tutto per unità immobiliare
> riferendosi al fatto che serve in egual misura ad ogni unità.

Qua c'è confusione tra citofoo interno e impianto.
Così opinando tutto viene servito in egual misura.

Giovanni

unread,
Jan 10, 2019, 4:29:13 AM1/10/19
to
On 01/09/2019 10:08 PM, Tarantola wrote:

>> Il mio amministratore ha ripartito tutto per unità immobiliare
>> riferendosi al fatto che serve in egual misura ad ogni unità.
>
> Qua c'è confusione tra citofono interno e impianto. Così opinando
> tutto viene servito in egual misura.

Questa è stata la mia obiezione ma l'amministratore ha portato come
supporto un documento di cui ti riporto il 2o paragrafo:

Il riparto delle spese. Trattasi di un’opera a cui nessuno dei
partecipanti al condominio può rinunciare e che porta a loro un pari
vantaggio, svincolato cioè dal valore millesimale del singolo immobile
in quanto destinato a servirli in modo uguale ed indiscriminato.
La relativa spesa va pertanto ripartita in ragione del numero degli
allacciamenti, restando naturalmente esonerati dal parteciparvi i
proprietari di quelle unità immobiliari per le quali è oggettivamente
escluso il collegamento: ci si riferisce ai negozi, che avendo il
diretto accesso dalla strada non necessitano certo del citofono. Del
pari dicasi per i boxes, in quanto funzionalmente destinati ad un uso
che non prevede la costante permanenza di persone.
E’ necessario però operare una distinzione tra le parti comuni
dell’impianto e quelle invece di proprietà esclusiva del singolo condomino.
Appartengono alle prime il quadro esterno e in genere tutte le parti
dell’impianto che precedono le diramazioni dei cavi elettrici
indirizzati alle singole unità immobiliari. Sono invece di proprietà
esclusiva tutte le altre parti che si estendono dall’ingresso
dell’appartamento o dell’ufficio in poi, vale a dire il ricevitore, uno
o più che siano, e tutta la rete elettrica necessaria al collegamento.
Nel caso di unico impianto destinato a servire più edifici, resta di
proprietà comune tutto ciò che, partendo dal quadro centrale esterno,
arriva sino all’ingresso del singolo edificio, mentre rimane di
competenza di quest’ultimo tutto ciò che da tale punto si dirama verso
il singolo appartamento. Tale distinzione assume primario rilievo
ai fini della ripartizione delle spese, dovendosi addebitare a
tutti i condomini in parti uguali quelle relative all’installazione
e alla manutenzione delle parti dell’impianto che servono in maniera
indistinta l’intera collettività dei partecipanti al
condominio, mentre devono restare a carico di ogni condomino (o
dell’autonomo fabbricato) quelle destinati a servire il singolo
appartamento. All’interno di ogni fabbricato, costituente come tale un
cosiddetto condominio parziale, la spesa va poi suddivisa tra i
proprietari dei piani o delle porzioni di piano situati nel fabbricato
stesso.

http://rivistacondominio.ideaetica.it/images/Documenti/citofoni.pdf

Come vedi qui si parla di "parti uguali", salvo fate riferimento ai
regolamenti condominiali che possono disporre diversamente. Alla fine
dell'articolo sono riportati alcuni riferimenti normativi che dovrebbero
essere pertinenti (non li ho consultati).

Tarantola

unread,
Jan 10, 2019, 7:06:44 PM1/10/19
to
Il 10/01/2019 10:29, Giovanni ha scritto:

> Questa è stata la mia obiezione ma l'amministratore ha portato come
> supporto un documento di cui ti riporto il 2o paragrafo:
>
> Il riparto delle spese. Trattasi di un’opera a cui nessuno dei
> partecipanti al condominio può rinunciare e che porta a loro un pari
> vantaggio, svincolato cioè dal valore millesimale del singolo immobile
> in quanto destinato a servirli in modo uguale ed indiscriminato.
> La relativa spesa va pertanto ripartita in ragione del numero degli
> allacciamenti, restando naturalmente esonerati dal parteciparvi i
> proprietari di quelle unità immobiliari per le quali è oggettivamente
> escluso il collegamento:

Quindi si ripartiscono per appartamento pure le spese della svuotatura
dei pozzi neri. Perché quanto descritto si applica anche a quel caso
(giusto per fare un esempio).

Giovanni

unread,
Jan 11, 2019, 6:58:33 AM1/11/19
to
Sembra che questo sia l'orientamento della giurisprudenza.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Jan 12, 2019, 5:42:39 PM1/12/19
to
On Tue, 08 Jan 2019 23:58:45 +0100, Tarantola wrote:

> Abbiamo citofoni vecchi e alcuni non funzionano,
> non si trovano pezzi di ricambio.

Mi limito ad alcune considerazione tecniche ed
economiche.

Precisazione tecnica: in genere targhe (cioe' le
pulsantiere) e parte elettrica sono parti separate.
Ovvero posso acquistare targhe che mi piacciono
di una marca ed usarle con l'impianto citofonico
esistente o di altra marca.
In fondo la targa e' solo un serie di semplici
pulsanti. Nel passaggio ad un impianto citofonico
digitale, invece la targa diventa "intelligente"
e quindi cominciano i problemi di configurazione
con marche diverse.

In ogni caso, se lei parla di pezzi di ricambio che
non si trovano (io della Elvox trovo ancora i pezzi
di modelli del secolo scorso), suppongo che il vostro
sia un impianto citofonico antediluviano, quindi
sicuramente non digitale.

Un citofono e' un apparecchio piuttosto semplice,
direi, fino al "rustico". Questo significa che se
qualcuno ha il citofono in casa che non funziona,
e non si trova uno nuovo, oppure e' solo una scusa
per avere un modello meno antidiluviano da mosrare
ai visitatori, per la semplicita' della vecchia
tecnologia cifonica e possibile trovare citofoni
base nella concorrenza o con una estetica piu'
recente che sono perfettamente compatibili.
Un qualsiasi elettricista che abbia un minimo di
pratica con i citofoni, e' in grado di trovare la
soluzione (che sostanzialmente consiste nello
scoprire quale sigla del morsetto combaccia con
quello di un concorrente o altra serie(.

Il costo delle parti elettroniche, tipicamente
l'amplificatore, e' abbastanza ragionevole.
Piu' costosa e' la sostituzione delle pulsantiere,
Assolutamente costoso e' invece il rifacimento
del cablaggio. A meno che non installate un
sistema digitale a due fili, il cui costo pero'
si alza sull'elettronica.

Il costo dell'apparecchio in dotazione ad ogni
appartamento e' modesto (meno di 20 euro) se si
tratta di una semplice comunicazione audo.
Il videocitofono individuale e' invece da tre volte
a dieci volte piu' costoso. Ma qui e' facile
mettere tutti d'accordo, perche' chi non vuole
la ricezione video, puo' limitarsi ad un economico
citofono solo audio, senza che cio' vada a limitare
gli altri condomini. Il costo della telecamere e'
invece significativo, ma se il condominio e' grosso,
essendo che va diviso tra tutti, non viene a pesare
sui dissenzienti quanto il videocitofono interno di
ogni appartamento, a cui possono rinunciare.


Di regola, quando dovevo intervenire su un condominio,
ponevo una serie di domande:

1) si vuole il risparmio a tutti i costi ?
(cioe' un condominio dove le maggioranze sono risicate)
allora seguono

1a) la questione e' piu' che altro estetica ?
Allora proponevo solo la sostituzione delle targhe
ed una offerta, per chi voleva, di apparecchi interni
di disegno piu' gradevole e moderno

1b) la questione e' funzionale ?
Allora ci si limitava alla sostituzione dei pezzi guasti.
Peraltro i circuiti anti-diluviano sono cosi' semplici
che spesso era facile riparare direttamente l'apparecchio
guasto, ma il costo per il cliente e' uguale (un'oretta a
smontare, cercare e riparare il guasto e rimontare alla
fine costa come uno nuovo - ma se il pezzo e' introvabile,
la riparazione e' una opzione valida e duratura(

2) se non ci sono problemi di soldi, vale la solita trafila ...

3) aggiornamento richiesto dalla normativa ? (ovvero mettere le
mani al cablaggio) - essendo un obbligo si finisce nel caso 2)

> La sostituzione dei citofoni viene deliberata a maggioranza semplice
> mentre l'installazione dei videocitofoni a maggioranza 50%+1
> (innovazione)?

Sarebbe meglio dividere la questione tra funzionale
ed estetica ...

> Se l'asemblea decidesse di non sostituirli si può impugnare
> la delibera (quantomeno da parte dei condomini che non hanno
> il citofono funzionante)?

Se non e' provata la necessita' di rifare tutto l'impianto
solo perche' ad alcuni non funziona, non c'e' speranza di
potere impugnare. Come avra' capito dalle considerazioni
tecniche sopra, non c'e' certezza di potere imporre a tutti
una citofonia nuova solo perche' quella personale non
funziona.

In genere, il problema di un citofono che non funziona si
risolve cambiando l'elettricista, non i citofoni.

> Per quanto riguarda la ripartizione delle spese dovrebbe
> essere per millesimi l'impianto e, per unità immobiliare
> il citofono. In rete ho trovato diverse sentenze citate
> ma nessun riferimento. Ne avete?

Se non e' specificato nel regolamento condominiale
(trattandosi di questione non univoca, viene spesso
disciplinato nei regolamenti), vale il riferimento al
solito articolo sulla ripartizione delle spese in base
all'uso che ognuno fa dell'impianto comune, come per
l'antenna TV, a meno che non entri in gioco il criterio
dell'aumentato valore dell'immobile.

Nel caso dell'ascensore, ad esempio, e' fuor di dubbio
che abbiamo un aumento del valore degli appartamenti,
aumento che proporzionalmente e' maggiore per gli
appartamenti piu' grandi. D'altra parte si aggiunge
anche il fattore per cui gli appartamenti piu' in alto
fanno un 'maggior uso' dell'ascensore. Ed ecco che cosi'
il legislatore (non la giurisprudenza, ma proprio la legge)
e' venuto fuori con un compromesso salamonico:
- meta' della spesa dell'ascensore e' imputata per valore
millesimale (perche' la presenza del servizio fa
aumentare il valore degli appartamenti - anche dei piani
bassi, perche' significa meno via-vai davanti alle loro
porte, perche' chi ha per meta i piani alti non usa le
scale, e quindi meno rumori dalla porta)
- meta' della spesa dell'ascensore e' imputata tenendo
conto del diverso uso fatto da ognuno, in questo caso il
legislatore si limita all'altezza del piano (ma ci sono
regolamenti condominiali che considerano anche il numero
di residenti ovvero l'utilizzo di una gettoniera, oggi si
direbbe una schedina RFID, etc.)

Mi sono dilungato per il caso dell'ascensore, perche' gli
elevati costi in gioco hanno spinto il legislatore ad usare
il 'bilancino' nel definire la regola.

Nel caso di un citofono, il servizio base, quello solo voce,
non aumenta il valore degli immobili, perche' e' un servizio
che tutti si aspettano di trovare. Quindi per quanto riguarda
il montante dell'impianto base, non vedo corretta
l'applicazione per millesimi (a meno di non volere ragionare
da comunisti). Percio', e' mia opinione, che la spesa per
pulsantiere e/o elettronica di alimentazione, amplificatore,
posto esterno e derivatori ai piani e/o cablaggi fino al
montante ai derivatori dei piani, vada divisa in parti uguali.

Per quanto riguarda le derivazioni (i cavi che vanno al proprio
apparecchio personale), quelle sarebbero a carico di ogni
singolo proprietario, come la spesa dell'apparecchio stesso.
Se si tratta di un rifacimento, e non ci sono problematiche
particolari che riguardano un appartamento solo (ad esempio,
una ristrutturazione ha schiacciato i tubi al citofono
interno - ho deciso che le ore di lavoro per risolvere quella
derivazione con nuovo impianto era tutta a carico di
quell'appartamento), dato che una ripartizione delle derivazioni
per 'imputazione individuale' darebbe un risultato praticamente
uguali a dividere tutto l'impianto per parti uguali, si risolve
dividendo l'intera spesa in parti uguali. Poi spesso le cifre
in gioco, sono modeste, per cui non si sta a fare i pignoli
per spostare dieci euro ad un condomino con problemi tecnici,
e si divide per parti uguali l'intera fattura, a meno che il
condominio si di poche persone (4-6 ?). Spesso poi gli
elettricisti mostrano fattura unica e quindi e' difficile
fare altrimenti.

E se viene aggiunto il video-citofono ? Secondo il criterio
dell'aumento del valore, se si tratta di edilizia economica,
la spesa andrebbe divisa per millesimi, perche' la presenza
della sezione video non sarebbe pacifica.
Se si tratta di edilizia signorile, invece la sezione video
e' un elemento pacifico nel mercato e quindi non aumenta
il valore e quindi si divide per parti uguali.

Queste distinzioni sopra sono, a mio modesto parere, le
ragioni per chi non ci sono sentenze univoche sul tema. Per
questa ragione, sarebbe opportuno inserire, una volta per
tutte, il criterio di ripartizione nei regolamenti condominiali,
che cosi' decidono se l'immobile e' da considerarsi economico,
con ripartizioni differenziati a seconda del livello di 'lusso'
delle aggiunte, oppure a livello signorile, dove quindi si
applica la ripartizione in parti uguali, salvo non si installi
un servizio decisamente innovativo e di prestigio (come potrebbe
essere un servizio video-citofonico di portineria intelligente,
cio' che riceve con un messaggio chi suona al campanello e ne
registra la risposta, con facolta' del residente di rispondere
o meno, ovvero di essere avvisato via smartphone o attivare
altre desiderato funzionalita' domotiche: un tale tipo di
impianto non sarebbe oggi 'pacifico' neanche per una abitazione
signorile, quindi in quelcaso i costi vanno per millesimi, perche'
sono costi che vanno ad aumentare il valore dell'intero fabbricato
e quindi di piu' quello degli appartamenti con maggiori millesimi).

Il tutto IMHO (se no qualcuno mi spara che farei il solone ...)

PS: usando il centralino apposito della BTicino aveva sperimentato
qualcosa del genere, ma poi ho lasciato perdere perche' il centralino
piu' il risponditore automatico da solo consumavano il duppio di
tutti gli standby messi insieme, e, a parte l'interesse tecnico
(o il divertirsi a guardare la faccia di chi aveva fruito del
servizio in mia assenza) non e' il servizio mi fosse cosi' utile.
Oggi pero', gli apparecchi sono progettati per consumare molto poco
quando in pausa, e quindi potrei riprendere in mano la
sperimentazione riprogettando con cio' che oggi offre il mercato.
L'ho menzionato se qualcuno si domandasse cosa si puo' fare,
oltre a registrare la ricezione video.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Jan 12, 2019, 6:01:49 PM1/12/19
to
On Wed, 09 Jan 2019 12:53:16 +0100, Giovanni wrote:

> On 01/08/2019 11:58 PM, Tarantola wrote:
>
>> La sostituzione dei citofoni viene deliberata a maggioranza semplice
>> mentre l'installazione dei videocitofoni a maggioranza 50%+1
>> (innovazione)?
>
> Può sembrare che i video citofoni siano un innovazione

In realta' gia' nelle abitazioni signorili non e' proprio
una innovazione, ma il mercato si aspetta di trovarlo.

> ma, visto che
> rientrano nelle dotazioni che aumentano la sicurezza,

Ragione di piu' per cui riguarda di piu' le case di
categoria maggiore di quelle economiche.
Sarebbe quindi il caso che l'OP ci indicasse in
che genere rientra il condominio citato.

...snip...

>> Se l'assemblea decidesse di non sostituirli si può impugnare la
>> delibera (quantomeno da parte dei condomini che non hnno il citofono
>> funzionante)?
>
> L'assemblea può anche decidere di non sostituire l'impianto,

Esatto.

> ma deve garantire che tutti i citofoni funzionino.

Quello e' compito dell'amministratore.
Ovviamente l'assemblea dovra' approvare le spese
necessarie.

> Se l'unico modo è un
> impianto nuovo occorre fare un impianto nuovo.

Come tecnico voglio prorio vedere un caso in cui
l'intero impianto citofonico "debba" essere rinnovato.
E' ironico, ma tale 'pericolo' e' invece reale
proprio con gli impianti moderni digitali, ad esempio,
se il fabbricante e' fallito ... ed i pezzi non si
trovano piu'.
A questo riguardo dovremo stabilire una norma comune
sui componenti, come fatto costringendo tutti i
costruttori di cellulari di utilizzare una ricarica
basata sul connettore USB invece della pletora di
alimentatori che c'era una volta.
Una volta non era necessario, perche', come scritto
nell'altro messaggio, utilizzare componenti misti di
costruttori diversi non era difficile.
Ma oggi, che i componenti diventano sempre piu'
sofisticati, sarebbe il caso di evitare che un
condominio finisca in ostaggio di quell'unico
installatore che ha l'addestramento e la documentazione
di una specifica marca.

E se e' per quello, ogni mezzo secolo si
dovrebbe (mia opinione) rifare l'intero cablaggio
elettrico ... o almeno ripassare tutte le giunzioni.

>> Per quanto riguarda la ripartizione delle spese dovrebbe essere per
>> millesimi l'impianto e, per unità immobiliare il citofono. In rete ho
>> trovato diverse sentenze citate ma nessun riferimento. Ne avete?
>
> Il mio amministratore ha ripartito tutto per unità immobiliare
> riferendosi al fatto che serve in egual misura ad ogni unità.

Tale ripartizione e' corretta se dalla presenza o meno
dell'impianto gli immobili non subiscano alcuna variazione
di valore sul mercato.

Ma se come conseguenza e' oggettivamente riconoscibile un
aumento del valore di mercato dell'immobile, una ripartizione
per parti uguali, specialmente con differenze importanti di
millesimi, sarebbe un ingiusto arricchimento dei 'ricchi'.
In ogni caso, sicuramente, per la sola parte audio non vedo
alcun 'rischio' del genere, quindi parte uguali sia.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Jan 12, 2019, 6:08:40 PM1/12/19
to
On Fri, 11 Jan 2019 01:06:40 +0100, Tarantola wrote:

...snip...

> Quindi si ripartiscono per appartamento pure le spese della svuotatura
> dei pozzi neri. Perché quanto descritto si applica anche a quel caso
> (giusto per fare un esempio).

Quello e' un casa di ripartizione sulla base dell'uso
che ognuno fa, diversamente dall'incidenza sul valore
degli immobili. In assenza di soluzioni pratiche per
individuare come ognuno usasse diversamente i pozzi
neri, non resta che la divisione per parti uguali.

Certo che se mettono i contatori anche sugli scarichi
della fognatura allora le cose potrebbero essere
diverse :-)

In alcuni regolamenti considerano il numero di persone
che fa parte del nucleo famigliare (come per
l'acquedotto). Gia', l'acquedotto: gli enti locali
utilizzano una soluzione interessante per come ripartire
il costo dei depuratori: si paga in base alla quantita'
di acqua consumata. Il che ha abbastanza senso.

Riflessione: quando il condominio ha in mano i consumi
di acqua di ogni famiglia (tipico il caso dell'unico
contatore condominiale) fare pagare i pozzi neri in
proporzione alla quantita' di acqua consumata (che
per la maggior parte finisce in fognatura) sarebbe
un metodo equo che ricalca la soluzione preferita
dagli enti locali.

Tarantola

unread,
Jan 13, 2019, 11:20:37 AM1/13/19
to
Il 13/01/2019 00:01, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

> Come tecnico voglio prorio vedere un caso in cui
> l'intero impianto citofonico "debba" essere rinnovato.

C'è da cambiare pulsantiere e ricevitori in casa. Di fatto...


>> Il mio amministratore ha ripartito tutto per unità immobiliare
>> riferendosi al fatto che serve in egual misura ad ogni unità.
>
> Tale ripartizione e' corretta se dalla presenza o meno
> dell'impianto gli immobili non subiscano alcuna variazione
> di valore sul mercato.

Così si svuota di significato (e si rischia di adare contro) il 1117.

Tarantola

unread,
Jan 13, 2019, 11:35:12 AM1/13/19
to
Il 12/01/2019 23:42, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

> Ovvero posso acquistare targhe che mi piacciono
> di una marca ed usarle con l'impianto citofonico
> esistente o di altra marca.

Non funziona più la parte elettrica e pure quella meccanica delle targhe
ha dei problemi.


> In ogni caso, se lei parla di pezzi di ricambio che
> non si trovano (io della Elvox trovo ancora i pezzi
> di modelli del secolo scorso), suppongo che il vostro
> sia un impianto citofonico antediluviano, quindi
> sicuramente non digitale.

Anni 80, sono state cambiati solo i citofoni negli appartamento circa 10
ani fa.


> Un citofono e' un apparecchio piuttosto semplice,
> direi, fino al "rustico".

L'hanno visto due elettricisti. Entrambi hanno detto che come ci si
mette le mani si rompono pezzi e non esistono più i ricambi.


Questo significa che se
> qualcuno ha il citofono in casa che non funziona,

Le pulsantiere non funzionano. Si suona e non suona in casa.


> e non si trova uno nuovo, oppure e' solo una scusa
> per avere un modello meno antidiluviano da mosrare
> ai visitatori, per la semplicita' della vecchia
> tecnologia cifonica e possibile trovare citofoni
> base nella concorrenza o con una estetica piu'
> recente che sono perfettamente compatibili.

Dobbiamo cambiare pulsantiere e, forse, i ricevitori in casa.


> Piu' costosa e' la sostituzione delle pulsantiere,

Questo è quello che dobbiamo fare.


> Assolutamente costoso e' invece il rifacimento
> del cablaggio. A meno che non installate un
> sistema digitale a due fili, il cui costo pero'
> si alza sull'elettronica.

I cavi, dicono, che non devono essere cambiati.


> Il costo dell'apparecchio in dotazione ad ogni
> appartamento e' modesto (meno di 20 euro) se si
> tratta di una semplice comunicazione audo.

Si parlava di cifre ben diverse.


> Il videocitofono individuale e' invece da tre volte
> a dieci volte piu' costoso. Ma qui e' facile
> mettere tutti d'accordo, perche' chi non vuole
> la ricezione video, puo' limitarsi ad un economico
> citofono solo audio, senza che cio' vada a limitare
> gli altri condomini.

Alcuni hanno rotto le balle per non spendere 150 euro che avrebbero
risolto un problema che fa perdere a tutte le assemblee più di mezz'ora.


Il costo della telecamere e'
> invece significativo, ma se il condominio e' grosso,
> essendo che va diviso tra tutti, non viene a pesare
> sui dissenzienti quanto il videocitofono interno di
> ogni appartamento, a cui possono rinunciare.

All'ultima assemblea l'amministratore non aveva il preventivo senza
videocitorono perché gli elettricisti gli avevano detto che non aveva
senso. Alla prossima assemblea ci saranno anche questi preventivi.


> 1) si vuole il risparmio a tutti i costi ?
> (cioe' un condominio dove le maggioranze sono risicate)
> allora seguono

Per alcuni si, per altri no.


> 1a) la questione e' piu' che altro estetica ?

No.


> 1b) la questione e' funzionale ?

Si.


> Allora ci si limitava alla sostituzione dei pezzi guasti.

Non si trovano.


>> Se l'asemblea decidesse di non sostituirli si può impugnare
>> la delibera (quantomeno da parte dei condomini che non hanno
>> il citofono funzionante)?
>
> Se non e' provata la necessita' di rifare tutto l'impianto
> solo perche' ad alcuni non funziona, non c'e' speranza di
> potere impugnare.

Ma il servizio deve funzionare.


Come avra' capito dalle considerazioni
> tecniche sopra, non c'e' certezza di potere imporre a tutti
> una citofonia nuova solo perche' quella personale non
> funziona.

Le pulsantiere non funzionano...


> In genere, il problema di un citofono che non funziona si
> risolve cambiando l'elettricista, non i citofoni.

Ci hanno messo le mani in due.


>> Per quanto riguarda la ripartizione delle spese dovrebbe
>> essere per millesimi l'impianto e, per unità immobiliare
>> il citofono. In rete ho trovato diverse sentenze citate
>> ma nessun riferimento. Ne avete?
>
> Se non e' specificato nel regolamento condominiale
> (trattandosi di questione non univoca, viene spesso
> disciplinato nei regolamenti), vale il riferimento al
> solito articolo sulla ripartizione delle spese in base
> all'uso che ognuno fa dell'impianto comune, come per
> l'antenna TV, a meno che non entri in gioco il criterio
> dell'aumentato valore dell'immobile.

Per l'antenna TV vale prorpio l'opposto. Su questo c'è giurisprudenza.


> Nel caso dell'ascensore, ad esempio, e' fuor di dubbio
> che abbiamo un aumento del valore degli appartamenti,
> aumento che proporzionalmente e' maggiore per gli
> appartamenti piu' grandi.

L'ascensore si applica la tabella scale per il 50%.


> Nel caso di un citofono, il servizio base, quello solo voce,
> non aumenta il valore degli immobili, perche' e' un servizio
> che tutti si aspettano di trovare.

Resta una parte comune.


Quindi per quanto riguarda
> il montante dell'impianto base, non vedo corretta
> l'applicazione per millesimi (a meno di non volere ragionare
> da comunisti). Percio', e' mia opinione, che la spesa per
> pulsantiere e/o elettronica di alimentazione, amplificatore,
> posto esterno e derivatori ai piani e/o cablaggi fino al
> montante ai derivatori dei piani, vada divisa in parti uguali.

Per quale motivo se è una parte comune?


> Per quanto riguarda le derivazioni (i cavi che vanno al proprio
> apparecchio personale), quelle sarebbero a carico di ogni
> singolo proprietario, come la spesa dell'apparecchio stesso.

Questo è ovvio.


> Queste distinzioni sopra sono, a mio modesto parere, le
> ragioni per chi non ci sono sentenze univoche sul tema.

non ci sono proprio sentenze...

Roberto Deboni

unread,
Jan 14, 2019, 11:58:36 AM1/14/19
to
On Sun, 13 Jan 2019 17:20:33 +0100, Tarantola wrote:

> Il 13/01/2019 00:01, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>
>> Come tecnico voglio prorio vedere un caso in cui l'intero impianto
>> citofonico "debba" essere rinnovato.
>
> C'è da cambiare pulsantiere e ricevitori in casa. Di fatto...

Di che anno e' l'impianto, all'incirca ?
Per caso sa anche la marca ?

Inoltre, perche' sarebbero da cambiare i ricevitori
in casa anche a chi funziona ?

>>> Il mio amministratore ha ripartito tutto per unità immobiliare
>>> riferendosi al fatto che serve in egual misura ad ogni unità.
>>
>> Tale ripartizione e' corretta se dalla presenza o meno dell'impianto
>> gli immobili non subiscano alcuna variazione di valore sul mercato.
>
> Così si svuota di significato (e si rischia di adare contro) il 1117.

Spiegarsi, prego. Il 1117 stabilisce semplicemente di cosa
e' formato il condominio. In cosa il mercato (che e' signore,
e neanche lo Stato del sig.Putin riesce a piegarlo) andrebbe
a svuotare l'art.1117 quando tiene conto delle condizioni del
condominio nel momento che stabilisce il valore di un
immobile ?

Sono veramente interessato (non sono domande retoriche,
se per caso, cosi' le ha intese) ad una diversa visione
dell'articolo e della lettura delle stesse.

Roberto Deboni

unread,
Jan 14, 2019, 1:25:03 PM1/14/19
to
On Sun, 13 Jan 2019 17:35:09 +0100, Tarantola wrote:

> Il 12/01/2019 23:42, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>
>> Ovvero posso acquistare targhe che mi piacciono di una marca ed usarle
>> con l'impianto citofonico esistente o di altra marca.
>
> Non funziona più la parte elettrica e pure quella meccanica delle targhe
> ha dei problemi.

Riparare la parte elettrica comune costa poco
considerando che la spesa va divisa tra tanti.
Altro discorso diventa cambiare le parti
elettriche individuali.

In quanto alla "meccanica" della pulsantiera, se
la pulsantiera e' prestigiosa vale la pena di
farla ripare da un bravo artigiano. Altrimenti
si cambia in blocco, senza problemi, potete
scegliere l'estetica che volete, basta che i
pulsanti siano pulsanti semplici e non digitali.

>> In ogni caso, se lei parla di pezzi di ricambio che non si trovano (io
>> della Elvox trovo ancora i pezzi di modelli del secolo scorso),
>> suppongo che il vostro sia un impianto citofonico antediluviano, quindi
>> sicuramente non digitale.
>
> Anni 80, sono state cambiati solo i citofoni negli
> appartamento circa 10 anni fa.

Questo dovrebbe implicare che al 99% tutti i
pezzi comuni dell'impianto sono riparabili da
un riparatore elettronico. Il vero problema e'
trovarlo, oggi giorno. Infatti, il riparatore
"costa", ma per le parti comuni, considerando
che la spesa va suddivisa e che in ogni caso
si dovrebbe andare altrimenti a rifare tutto,
puo' sicuramente essere conveniente.
Notare che gli schemi elettrici di tutti gli
apparecchi elettrici degli anni '80 sono
disponibili in rete (i fabbricanti le mettevano
nelle scatole degli apparecchi per aiutare
l'elettricista a capire come collegare se
stava faccendo un misto di marche diverse).
Del resto non dare lo schema elettrico sarebbe
stato come nascondere il segreto di pulcinella
tanto sono semplici i circuiti e quindi la
riproduzione dello schema semplicemente guardando
la schedina.

>> Un citofono e' un apparecchio piuttosto semplice,
>> direi, fino al "rustico".
>
> L'hanno visto due elettricisti. Entrambi hanno
> detto che come ci si mette le mani si rompono
> pezzi e non esistono più i ricambi.

Gli elettricisti hanno un conflitto di interesse
quando fanno queste valutazioni. E purtroppo oggi
trovare un artigiano onesto (quello che dice pane
al pane) pare essere diventato una ricerca del
sacro graal. Notare che pero' se nel condominio
abita un elettronico, e devono rivolgersi a lui,
improvvisamente gli elettricisti cambiano versione.

PS: nove elettricisti su 10 non capiscono nulla
dell'impianto citofonico, limitandosi a collegare
i fili come spiegato in schemi che i costruttori
forniscono a loro, ed attaccandosi alla hot-line
di assistenza del costruttore una volta si' ed
una no. Si trovano insomma, nella vostra stressa
situazione quando dovete installare il televisore
nuovo per collegarlo al decoder, lettore blu-ray,
al selettore di LNB del satellitare, al PC,
alle rete ethernet o wi-fi, impianto Hi-Fi (o HT ?),
etc.

Voi, se non capite nulla di come collegare un
televisore (ad esempio perche' c'e' solo
l'HDMI e manca la porta VGA per il PC), lo
riportate indietro per cambiarlo. Lo stesso fa
un elettricista: con la differenza che la spesa
di cambiare tutto per la sua incompetenza,
l'elettricista la fa pagare a voi.

>> Questo significa che se
>> qualcuno ha il citofono in casa che non funziona,
>
> Le pulsantiere non funzionano. Si suona e non suona in casa.

Se non funziona in tutte le case, significa che
- e' bruciato l'alimentatore di 12-15 volt (66%)
- qualcuno ha messo le mani e staccato il filo
comune di ritorno (33%)
- altra ipotesi di guasto a manipolazione (1%)

Lo schema dei campanelli anni '80 e' di una banalita'
da bambino della quinta elementare (almeno della mia
generazione, oggi con gli smartphone non ho idea di
cosa sta venendo fuori):
+-P1->
!
+--> (Alimentatore CA 12 o 15 volt) --+-P2->
! !
! ...
! +-PN->
Ritorno da tutte la abitazioni

Da ogni pulsante Px parte un filo che va direttamente
a casa vostra, entra nel campanello e ritorna
all'alimentatore comune tramite un montante comune.

E cosa importante: l'impianto campanelli e'
indipendente dal citofono vero e proprio.

Un elettricista che non e' capace di ripristinare
almeno i campanelli e' un incompetente o un
truffatore (come definito dalla semplice lettura
dell'articolo 640 del codice penale).

>> e non si trova uno nuovo, oppure e' solo una scusa per avere un modello
>> meno antidiluviano da mosrare ai visitatori, per la semplicita' della
>> vecchia tecnologia cifonica e possibile trovare citofoni base nella
>> concorrenza o con una estetica piu'
>> recente che sono perfettamente compatibili.
>
> Dobbiamo cambiare pulsantiere e, forse, i ricevitori in casa.

I ricevitori in casa vanno cambiati a tutti
solo se passate ad un citofono digitale o se
volete le nuove funzionalita' come il video.

>> Piu' costosa e' la sostituzione delle pulsantiere,
>
> Questo è quello che dobbiamo fare.
>
>
>> Assolutamente costoso e' invece il rifacimento del cablaggio. A meno
>> che non installate un sistema digitale a due fili, il cui costo pero'
>> si alza sull'elettronica.
>
> I cavi, dicono, che non devono essere cambiati.

Cosa hanno proposto ?

>> Il costo dell'apparecchio in dotazione ad ogni appartamento e' modesto
>> (meno di 20 euro) se si tratta di una semplice comunicazione audio.
>
> Si parlava di cifre ben diverse.

Quanto ?

>> Il videocitofono individuale e' invece da tre volte a dieci volte piu'
>> costoso. Ma qui e' facile mettere tutti d'accordo, perche' chi non
>> vuole la ricezione video, puo' limitarsi ad un economico citofono solo
>> audio, senza che cio' vada a limitare gli altri condomini.
>
> Alcuni hanno rotto le balle per non spendere 150 euro che avrebbero
> risolto un problema che fa perdere a tutte le assemblee più di mezz'ora.

150 da dividersi tra tutti ?

Quanti siete in condominio ?

> Il costo della telecamere e'
>> invece significativo, ma se il condominio e' grosso,
>> essendo che va diviso tra tutti, non viene a pesare sui dissenzienti
>> quanto il videocitofono interno di ogni appartamento, a cui possono
>> rinunciare.
>
> All'ultima assemblea l'amministratore non aveva il preventivo senza
> videocitorono perché gli elettricisti gli avevano detto che non aveva
> senso.

Elettricisti cugini della sig.ra Fornero ?

In ogni caso, non ha capito: quello che intendevo dire e'
che, se viene installato un impianto videocitofonico
convenzionale (cioe' non digitale), ogni condomino
puo' scegliere di tenersi il citofono che ha
adesso, e che senza che l'assemblea possa imporre nulla
nelle singole abitazioni, questi condomini possono
farsi collegare il vecchio citofono solo audio al
nuovo impianto video-citofonico.
Se gli elettricisti rifiutano questa opzione, sapendo
benissimo cosa c'e' oggi nel condominio, sono degli
incompetenti o dei truffatori.
Questo significa che nel preventivo devono separare
i costi delle parti condominiali da quelli di ogni
apparecchio individuale, tutto qui.

> Alla prossima assemblea ci saranno anche questi preventivi.

Intende con divise le parti condominiali da quelle
individuali ?

>> 1) si vuole il risparmio a tutti i costi ?
>> (cioe' un condominio dove le maggioranze sono risicate) allora
>> seguono
>
> Per alcuni si, per altri no.

Se la maggioranza e' risicata non dipende da alcuni
si o no ... ma e' una condizione oggettiva.

>> 1a) la questione e' piu' che altro estetica ?
>
> No.
>
>
>> 1b) la questione e' funzionale ?
>
> Si.
>
>
>> Allora ci si limitava alla sostituzione dei pezzi guasti.
>
> Non si trovano.

O alla loro riparazione. Sa come e' fatto un
alimentatore per campanelli anni '80 ?

Un semplice trasformatore 220V-15V con uno o
due fusibili sull'uscita. La riparazione spesso
significa semplicemente cambiare il fusibile.

I trasformatori sono dei carri-armati che
sopportano di stare in corto-circuito per
mesi prima di tirare l'ultimo.

>>> Se l'asemblea decidesse di non sostituirli si può impugnare la
>>> delibera (quantomeno da parte dei condomini che non hanno il citofono
>>> funzionante)?
>>
>> Se non e' provata la necessita' di rifare tutto l'impianto solo perche'
>> ad alcuni non funziona, non c'e' speranza di potere impugnare.
>
> Ma il servizio deve funzionare.

Certamente, quindi l'amministratore dovra'
cercarsi tecnici piu' competenti (li conosce,
state certi, per casi VIP, sa dove andare).

>> Come avra' capito dalle considerazioni
>> tecniche sopra, non c'e' certezza di potere imporre a tutti una
>> citofonia nuova solo perche' quella personale non funziona.
>
> Le pulsantiere non funzionano...

Dire a ripetizione che "il televisore non funziona"
non e' informativo ne' di aiuto, signora longari ..."

>> In genere, il problema di un citofono che non funziona si risolve
>> cambiando l'elettricista, non i citofoni.
>
> Ci hanno messo le mani in due.

Se nel vostro condominio l'amministratore riesce
a spuntare buone creste ed ha sentore che siete
disposti a pagare pur di finirla ...

Ora che lei ha visto quanto e' semplice il
circuito di un campanello, cosa pensa del suo
amministratore ?

Una volta nelle medie inferiori c'erano le
lezioni di educazione tecnica, dove c'era
l'esercizio di fare un semplice circuito
elettrico con una batteria, un pulsante ed
una lampadina o cicalina.

Se al posto della batteria ci mette un
alimentatore corrente alternata da 12-15V
e usi un po' di immaginazione per pensare
a tanti circuiti paralleli di quel tipo,
con sempre lo stesso alimentatore in
comune, ha appena fatto un impianto di
campanelli condominiale.

Un elettricista che dice di non sapere
ripararlo, anche senza pezzi nuovi di
ricambio, o e' uno stupido, a cui la CCIAA
dovrebbe togliere l'autorizzazione, oppure
un truffatore.

>>> Per quanto riguarda la ripartizione delle spese dovrebbe essere per
>>> millesimi l'impianto e, per unità immobiliare il citofono. In rete ho
>>> trovato diverse sentenze citate ma nessun riferimento. Ne avete?
>>
>> Se non e' specificato nel regolamento condominiale (trattandosi di
>> questione non univoca, viene spesso disciplinato nei regolamenti), vale
>> il riferimento al solito articolo sulla ripartizione delle spese in
>> base all'uso che ognuno fa dell'impianto comune, come per l'antenna TV,
>> a meno che non entri in gioco il criterio dell'aumentato valore
>> dell'immobile.
>
> Per l'antenna TV vale prorpio l'opposto. Su questo c'è giurisprudenza.

C'e' abbondante giurisprudenza anche sui sulla citofonia.
A parte il fatto che in giurisprudenza non si va a chilo
(numero di sentenze).
Forse intendeva dire altro ?

>> Nel caso dell'ascensore, ad esempio, e' fuor di dubbio che abbiamo un
>> aumento del valore degli appartamenti,
>> aumento che proporzionalmente e' maggiore per gli appartamenti piu'
>> grandi.
>
> L'ascensore si applica la tabella scale per il 50%.

Si e' mai domandato della ratio della tabella scale ?
E' esattamente la stessa che ho descritto.

La manutenzione scale ha due risvolti: uno funzionale
ed uno estetico (decoro condominiale). Una scala
elegante aggiunge valore alle proprieta' immobiliari,
questo dice il mercato.

Se le stesse locazioni (equo canone) aumentano, quando
ad esempio, le scale hanno pareti rivestite di marmo o
legno pregiato per un'altezza superiore a cm 170 di
media, cosi' aumenta il valore commerciale di quei
immobili.

Quindi anche nelle sale, il legislatore ha voluto
tenere conto al 50% dell'utilita' (che si divide
in base all'altezza dei piani, e quando l'altezza
dei piani non incide, come nelle antenne TV o
nei citofoni, significa in parti uguali) ed al
restante 50% per il pregio (che si divide per
millesimi, per la ragione che ho spiegato).

>> Nel caso di un citofono, il servizio base, quello solo voce, non
>> aumenta il valore degli immobili, perche' e' un servizio che tutti si
>> aspettano di trovare.
>
> Resta una parte comune.

?

>> Quindi per quanto riguarda
>> il montante dell'impianto base, non vedo corretta l'applicazione per
>> millesimi (a meno di non volere ragionare da comunisti). Percio', e'
>> mia opinione, che la spesa per pulsantiere e/o elettronica di
>> alimentazione, amplificatore, posto esterno e derivatori ai piani e/o
>> cablaggi fino al montante ai derivatori dei piani, vada divisa in parti
>> uguali.
>
> Per quale motivo se è una parte comune?

Mi scusi, ma se stiamo a discutere di ripartizione, deve
per forza essere una parte comune. Altrimenti di che
stiamo a discutere ? Esiste la voce spese personali
per cioe' che sono parti individuali.

Mi sa che si sta sbalestrando nel cercare di capire.
Io le sto insegnando a pescare (capire cioe' la
ratio base della giurisprudenza in materia), e forse
questo e' troppo. Pero' non mi sembra cosi'
complicato (ci sono arrivato anch'io che non sono
avvocato).

>> Per quanto riguarda le derivazioni (i cavi che vanno al proprio
>> apparecchio personale), quelle sarebbero a carico di ogni singolo
>> proprietario, come la spesa dell'apparecchio stesso.
>
> Questo è ovvio.

Attenzione: ogni spesa addebita come "individuale"
non segue in alcun modo un criterio di "ripartizione",
ma di "imputazione". Imputare la spesa ad un soggetto
ben preciso non ha nulla a che fare con "dividere la
spesa tra piu' soggetti" = "ripartizione".
Forse e' li' che mi fa confusione ?

>> Queste distinzioni sopra sono, a mio modesto parere,
>> le ragioni per chi non ci sono sentenze univoche sul tema.
>
> non ci sono proprio sentenze...

Cos'e' ? Un modo di far cercare le sentenze
ad altri, provocandoli ?

Se invece di scrivere in modo cosi' perentorio
e sfidante avesse scritto con cortesia:

"Avete qualche sentenza sul tema ?"

avrebbe fatto piu' bella figura.

22824/2013, 4806/2005, 12654/2006,
24006/2004, 1004/2004, 14384/2004,
8553/2006, 20639/2005, 12873/2005,
15460/2002, 9033/2001, 3795/1982

Non sono un avvocato, ma ho capito che se prima non
si comprende la ratio dietro le decisioni (dalla
motivazione e dal legislatore), e' difficile
seguire la giurisprudenza, a meno che non rispecchi
in modo identico proprio il caso proprio.

Chiudo riguardo al tema della innovazione, ritenedo
che perche' sussista innovazione occorre che le
modificazioni apportate alle cose comuni siano di
tale entita' qualitativa e quantitativa da incidere
sulla sostanza del bene sino a fargli perdere la sua
originaria destinazione ovvero variare il valore
degli immobili afferenti. Ma proprio l'impatto sul
valore immobiliare individuale sta dietro alla
ripartizione millesimale, v.2000 n. 8292, come ho
ragionato in questa discussione.

Tarantola

unread,
Jan 17, 2019, 3:27:31 PM1/17/19
to
Il 14/01/2019 17:58, Roberto Deboni ha scritto:

>>> Come tecnico voglio prorio vedere un caso in cui l'intero impianto
>>> citofonico "debba" essere rinnovato.
>> C'è da cambiare pulsantiere e ricevitori in casa. Di fatto...
> Di che anno e' l'impianto, all'incirca ?
> Per caso sa anche la marca ?

Metà anni 80, 8 anni fa cambiarno i ricevitori in casa.


> Inoltre, perche' sarebbero da cambiare i ricevitori
> in casa anche a chi funziona ?

Perché incompatibili col nuovo impianto.
Questa cosa mi stona un po' perché il costo degli apparecchi interni è
di circa 200 euro.


>> Così si svuota di significato (e si rischia di adare contro) il 1117.
> Spiegarsi, prego. Il 1117 stabilisce semplicemente di cosa
> e' formato il condominio. In cosa il mercato (che e' signore,
> e neanche lo Stato del sig.Putin riesce a piegarlo) andrebbe
> a svuotare l'art.1117 quando tiene conto delle condizioni del
> condominio nel momento che stabilisce il valore di un
> immobile ?

Combinato disposto 1117, 1118.

Giovanni

unread,
Jan 18, 2019, 3:45:59 AM1/18/19
to
On 01/17/2019 09:27 PM, Tarantola wrote:
> Perché incompatibili col nuovo impianto. Questa cosa mi stona un po'
> perché il costo degli apparecchi interni è di circa 200 euro.

Due anni fa ho pagato 150 €. il video citofono "Giotto" a colori. Chi
ha scelto il citofono normale (solo voce ed apri-porta) ha pagato
l'apparecchio appena 60 €.

Globalmente per 28 unità, con 3 pulsantiere video-citofono (una esterna
+ una per ciascuna scala) ed il rifacimento di tutto l'impianto la spesa
è stata di 150 €. per unità. Chi ha scelto il citofono solo voce ha
speso poco più di quanto dici che costerebbe il solo apparecchio interno.

http://tinyurl.com/y94f6a9c

Tarantola

unread,
Jan 18, 2019, 3:02:23 PM1/18/19
to
Il 14/01/2019 19:24, Roberto Deboni ha scritto:

> Riparare la parte elettrica comune costa poco
> considerando che la spesa va divisa tra tanti.

Non è riparabile.


> In quanto alla "meccanica" della pulsantiera, se
> la pulsantiera e' prestigiosa vale la pena di
> farla ripare da un bravo artigiano.

Fa schifo...


Altrimenti
> si cambia in blocco, senza problemi, potete
> scegliere l'estetica che volete, basta che i
> pulsanti siano pulsanti semplici e non digitali.

Quello che faremo.


>> Anni 80, sono state cambiati solo i citofoni negli
>> appartamento circa 10 anni fa.
> Questo dovrebbe implicare che al 99% tutti i
> pezzi comuni dell'impianto sono riparabili da
> un riparatore elettronico. Il vero problema e'
> trovarlo, oggi giorno. Infatti, il riparatore
> "costa", ma per le parti comuni, considerando
> che la spesa va suddivisa e che in ogni caso
> si dovrebbe andare altrimenti a rifare tutto,
> puo' sicuramente essere conveniente.

Gli elettricisti hanno detto che i pezzi non ci sono più.
Riprogettare tutto...


>> L'hanno visto due elettricisti. Entrambi hanno
>> detto che come ci si mette le mani si rompono
>> pezzi e non esistono più i ricambi.
> Gli elettricisti hanno un conflitto di interesse
> quando fanno queste valutazioni. E purtroppo oggi
> trovare un artigiano onesto (quello che dice pane
> al pane) pare essere diventato una ricerca del
> sacro graal. Notare che pero' se nel condominio
> abita un elettronico, e devono rivolgersi a lui,
> improvvisamente gli elettricisti cambiano versione.

Magari non conviene riparare una roba vecchia.

>

> PS: nove elettricisti su 10 non capiscono nulla
> dell'impianto citofonico, limitandosi a collegare
> i fili come spiegato in schemi che i costruttori
> forniscono a loro, ed attaccandosi alla hot-line
> di assistenza del costruttore una volta si' ed
> una no.

Domani viene un mio amico a fare un preventivo.


>>> Questo significa che se
>>> qualcuno ha il citofono in casa che non funziona,
>> Le pulsantiere non funzionano. Si suona e non suona in casa.
> Se non funziona in tutte le case, significa che
> - e' bruciato l'alimentatore di 12-15 volt (66%)
> - qualcuno ha messo le mani e staccato il filo
> comune di ritorno (33%)
> - altra ipotesi di guasto a manipolazione (1%)

I contatti sono rotti.



>> Dobbiamo cambiare pulsantiere e, forse, i ricevitori in casa.
> I ricevitori in casa vanno cambiati a tutti
> solo se passate ad un citofono digitale o se
> volete le nuove funzionalita' come il video.

Questo lo chiederò domani al mio amico.


>> I cavi, dicono, che non devono essere cambiati.
> Cosa hanno proposto ?

Una pulsantiera da 40 per strada + 2 pulsantiere da 20, con videocamera,
qualcosa tipo 8.000 euro se no nricordo male.


>>> Il videocitofono individuale e' invece da tre volte a dieci volte piu'
>>> costoso. Ma qui e' facile mettere tutti d'accordo, perche' chi non
>>> vuole la ricezione video, puo' limitarsi ad un economico citofono solo
>>> audio, senza che cio' vada a limitare gli altri condomini.
>>
>> Alcuni hanno rotto le balle per non spendere 150 euro che avrebbero
>> risolto un problema che fa perdere a tutte le assemblee più di mezz'ora.
>
> 150 da dividersi tra tutti ?

In 40, la prossima assemblea faccio mettere i nomi a verbale e li faccio
interdire?


>> All'ultima assemblea l'amministratore non aveva il preventivo senza
>> videocitorono perché gli elettricisti gli avevano detto che non aveva
>> senso.
> Elettricisti cugini della sig.ra Fornero ?

Se tra impianto con video e impianto senza video ci sono 300 euro, non
ha senso farlo senza...


> In ogni caso, non ha capito: quello che intendevo dire e'
> che, se viene installato un impianto videocitofonico
> convenzionale (cioe' non digitale), ogni condomino
> puo' scegliere di tenersi il citofono che ha
> adesso, e che senza che l'assemblea possa imporre nulla
> nelle singole abitazioni,

Questi mentecatti fanno storie perché la pulsantera con la videocamera
costa 2/300 euro in più (diviso 40).


questi condomini possono
> farsi collegare il vecchio citofono solo audio al
> nuovo impianto video-citofonico.

Non è questo il problema, buttano i soldi in vestiti, non pagano le
spese condominiali regolarmente, e si lamentano.


> Questo significa che nel preventivo devono separare
> i costi delle parti condominiali da quelli di ogni
> apparecchio individuale, tutto qui.

Così verrà fatto.


>> Alla prossima assemblea ci saranno anche questi preventivi.
> Intende con divise le parti condominiali da quelle
> individuali ?

Intendo senza videocitofono.


>> Ma il servizio deve funzionare.
> Certamente, quindi l'amministratore dovra'
> cercarsi tecnici piu' competenti (li conosce,
> state certi, per casi VIP, sa dove andare).

Riparare la pulsantiera costra più che farla nuova.


>> Le pulsantiere non funzionano...
> Dire a ripetizione che "il televisore non funziona"
> non e' informativo ne' di aiuto, signora longari ..."

E' quello il problema, se uno preme e il pulsante non fa contatto...


>> Ci hanno messo le mani in due.
> Se nel vostro condominio l'amministratore riesce
> a spuntare buone creste ed ha sentore che siete
> disposti a pagare pur di finirla ...

L'amministratore è cambiato. Il primo elettricista era del primo
mministratore, il secondo di quello nuovo.


> Ora che lei ha visto quanto e' semplice il
> circuito di un campanello, cosa pensa del suo
> amministratore ?

Non è un problema del circuito.


>> Per l'antenna TV vale prorpio l'opposto. Su questo c'è giurisprudenza.
> C'e' abbondante giurisprudenza anche sui sulla citofonia.

Dove?


> A parte il fatto che in giurisprudenza non si va a chilo
> (numero di sentenze).
> Forse intendeva dire altro ?

Inendevo dire che sui citofoni non c'è nulla, salvo un risalente
tribunale di blogna ampiamente criticato.



>> Per quale motivo se è una parte comune?
> Mi scusi, ma se stiamo a discutere di ripartizione, deve
> per forza essere una parte comune. Altrimenti di che
> stiamo a discutere ? Esiste la voce spese personali
> per cioe' che sono parti individuali.

Infatti la voce "spese personali" non è quasi mai usata o è usata a
sproposito (tipo le spese per l'invio delle raccomandate di convocazione
dell'assemblea,


>> non ci sono proprio sentenze...
>
> Cos'e' ? Un modo di far cercare le sentenze
> ad altri, provocandoli ?
>
> Se invece di scrivere in modo cosi' perentorio
> e sfidante avesse scritto con cortesia:
>
> "Avete qualche sentenza sul tema ?"

Mi pareva di averlo scritto...


> avrebbe fatto piu' bella figura.
>
> 22824/2013, 4806/2005, 12654/2006,
> 24006/2004, 1004/2004, 14384/2004,
> 8553/2006, 20639/2005, 12873/2005,
> 15460/2002, 9033/2001, 3795/1982

Queste sentenze non riguardano i citofoni...

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