On Thu, 07 Apr 2022 23:24:54 -0700, Rita Fiorello wrote:
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> Si tratta di uno stabile di case popolari di 3 piani,
> gli appartamenti sono stati acquistati molti anni fa.
> Al Sub 1 ci abita una zia del proprietario, al Sub 2
> sono io la proprietaria ma l'appartamento non è
> abitato da molti anni e al sub 3 vive la figlia della
> proprietaria.
Degli inquilini o dello stato vuoto non c'e' ne frega
proprio nulla (proviamo a vedere se la schiettezza aiuta).
Quello che mi interessa e' l'elenco dei proprietari:
1) lei
2) un proprietario (sesso maschile)
3) una proprietaria (sesso femminile)
Deduco quindi che ci sono tre condomini.
Questo e' importante, perche' nel caso fossero solo due,
scatta il cosidetto "condominio minimo giuridico"
(che non c'entra nulla con l'idiota "condominio minimo"
inventato dall'agenzia delle entrate).
Ma questo del condominio minimo e' un altro tema
e quindi lo chiudiamo subito, volendo solo evidenziare
cosa e' importante guardare del suo racconto.
Cioe' la conclusione che siete in *TRE*. Punto.
E di zie e figlie e' appartamenti vuoti non interessa
a nessuno.
> Presumo che non abbiano nessun contratto di locazione
Non c'e' ne frega nulla! :-)
(ovvero non deve fregare nulla a lei :-)
Ma perche' secondo lei sapere dell'inquilinatura
dello stabile dovrebbe avere importanzea ? ;-)
> essendo familiari,
Messo in un forbito linguaggio elegante:
"E' irrilevante" della questione posta.
> adesso chiedo volendo fare una riunione di condominio
> (sarebbe la prima volta) bisogna chiamare i proprietari
> (che abitano altrove) o anche con i familiari è valida?
Mi scusi: ma se deve acquistare un auto, tratta
l'acquisto e fa firmare la vendita al figlio o al
proprietario intestatario ?
> Questo sempre per la questione di ragionare sul
> chiedere dei contributi per sistemare il tetto
Vediamo di capirci: se si tratta di tirare fuori soldi
per mandare avanti la baracca, ovvero tenere in piedi
la casa, si puo' anche tentare la scorciatoia di
un contributo volontario di chi ci abita (una
applicazione della massima anarchica che la casa e'
di chi l'abita).
Ma questa e' un strada "particolare".
E pare che sia stata aperta con il Bonsu Facciate 2022
e il Bonus 110: possono chiederlo anche gli inquilini.
E' quella che vuole intraprendre lei ?
> e la facciata (bonus) oltretutto siamo tutti e 3
> senza disponibilità economica e quindi sarebbe
> una manna da cielo approfittare dei bonus.
E un rischio.
Sa cosa succede se il bonus salta ?
(cioe' se l'Agenzia delle Entrate torna da voi
tra alcuni anni per chiedervi indietro i soldi a
causa di qualche errore formale o irregolarita'
urbanistica ?)
Se riesce a convincere la zia e la figlia, in ogni
caso occorre la firma del proprietario e della
proprietaria per la pratica.
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che anche gli
inquilini che hanno case in affitto possono usufruire
della detrazione al 90% prevista dal bonus facciate
2022 per effettuare lavori di tinteggiatura, recupero,
restauro del fabbricato e di balconi, cornicioni,
grondaie, pluviali, parapetti e parti impiantistiche
interessate a patto che siano parte della facciata
dello stabile o, ancora, lavori a livello termico o
che interessino oltre il 10% dell'intonaco della
superficie disperdente lorda complessiva dello stabile.
Ovviamente sono incluse anche le spese propedeutiche
e per i ponteggi.
Non solo gli affittuari, ma anche chi sta nella
abitazione per comodato (prestito grauito) o
altro motivo per detenere l'immobile. Quindi, ancora
una volta non interessa il tipo di inquilinato
dello stabile. Sara' cura del professionista incaricato
della pratica di ottenere la necessaria prova (una
dichiarazione del proprietario o una copia del
contratto, etc.) oltre che l'assenso del proprietario
(non si puo' fare lavori importanti senza il permesso
del "padrone" sulla sua proprieta').