On 2016-03-31, AS <
64sq...@gmail.com> wrote:
...snip...
> Nel mio condominio ormai da parecchi anni c'è un locale adibito alla
> raccolta rifiuti, una piccola stanzetta tirata su in muratura
> di 1m x 3m, con sistema di aerazione e tutto.
...snip...
> Il locale spazzatura è decisamente lontano dalle porte di qualsiasi
> altro condomino, eccetto la mia.
> Quando dico "di fronte" intendo che è letteralmente ad un metro, se
> entrambe la mia porta e quella della spazzatura fossero aperte potrei
> accedervi con un salto, non sto scherzando.
Scriva "con un passo", perche' con un salto arriva fino a 3 metri.
> Malgrado non mi arrivino odori di sorta, è un disturbo il continuo aprire
> e chiudere la porta. La ventola che entra in azione ogni due per tre.
> Senza contare che ogni mattina alle 5 vengono a prendere i bidoni,
> trascinandoli fuori e facendo un baccano mostruoso.
A) Primo approccio:
"Scusate, quando ho dato l'assenso, tanti anni fa, non avevo considerato
a pieno l'effetto pratico del via-vai e notevoli rumori da ventole di
aspirazione, sbattimento porte e bidoni sbattuti dagli operatori."
"Chiedo percio' che si costruisca un nuovo stanzino altrove."
Se l'assemblea e' fatta da gentiluomini, ovvero persone civili, trovera'
appoggio e la proposta viene approvata (la spesa a testa dovrebbe essere
ragionevole e l'unico punto di contestazione, specialmente alla luce
della sue argomentazioni, sara' dove trovare una nuova posizione,
perche' sicuramente ci sara' qualcun altro che teme un pari destino).
Se la reazione invece e' di chiusura, ci sono due possibilita'
conseguenti:
B) se la reazione della assemblea era del tipo: non abbiamo problemi a
vedere spostato il luogo, ma dato che l'errore e' stato suo, le spese
conseguenti saranno tutte sue.
In questo caso, la vedo dura, perche' effettivamente lei ha dato un
assenso un po' frettoloso, senza ponderare accuratamente le
conseguenze.
C) l'assemblea non vuole proprio sentire di spostare lo stanzino,
perche' trovano che ogni altra soluzione gli darebbe fastidio (magari
anche solo per mera pigrizia). In questo caso occorre rivolgersi
ad un giudice, che pero' potrebbe anche decidere: lo stanzino si
sposta altrove, ma a spese sue.
In alternativa a queste soluzioni, ci potrebbe essere quello di chiedere
al condominio di sostituire la ventola con una silenziosa, e di
insonorizzare le pareti tra il suo locale e stanzino e corridoio
(occorre anche sostituire la porta con una apposita).
Inoltre di stabilire orari ben precisi in cui si possa accedere allo
stanzino (in modo che durante le ore di riposo, non solo la notte, non
sara' disturbato).
Questo approccio, in cui lei pretende il rispetto del suo diritto a
vedere limitate le emissioni a livelli "domestici", potrebbe vedere il
condominio obbligato ad ottemperare (ci sara' una valutazione se i
rumori superano la normale tollerabilita', dato atto anche della sua
situazione). Dato che se lei vince questa posizione, e' possibile
che la spesa sia superiore, o almeno uguale (e non c'e' certezza che
i primi interventi siano sufficienti) a quella di uno spostamento
dello stanzino, potrebbe convenire al condominio di ritornare sui
propri passi e scegliere la soluzione A.
La questione diventa quindi: come fare capire al condominio, qualora
la soluziona A) non passi, senza che sembri una minaccia, che nel caso
si comportino da cafoni, e' vero che faranno spendere un mucchio di
soldi in spese legali a lei (pero' se l'avvocato e' buono, li ricevera'
indietro), ma e' probabile che non avranno risparmiato nulla, anzi.
In questi casi, puo' fare miracoli se viene una persona terza (senza
rapporti con i condomini e lei), con competenze legali dichiarate,
che spieghi le varie ipotesi e conseguenze.
In genere, in una posizione del genere, si trova un amministratore
imparziale, e noto ai condomini come essere tale, ma si tratta di una
persona "rara".
Il vostro amministratore che tipo e' ?