On Sun, 13 Jan 2013 20:18:09 +0100, Unilì wrote:
> Il 13/01/13 12.55, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>
>
>> Ma quale e' la domanda ?
>
>
> Nella ripartizione delle spese della "luce scale" la ripartizione si fa
> prendendo come totale l'importo della bolletta elettrica o si scorporano
> i costi fissi dai costi dell'energia in kwh?
La sua logica merita considerazione, ma si basa su informazioni parziali.
Personalmente, se le differenze sono modeste, considero quale e' la
quota maggiore ed uso la quota relativa.
Facciamo un esempio pratico (e ho l'impressione sia molto frequente, visto
il livello di competenza medio degli amministratori di mestiere italiani,
in quanto a quelli in proprio, e' difficile che sappiano di tutto).
Contatore da 10 kW (usato dai 3 agli 8 piani ...).
Quota fissa/cliente 4,14+12,40-0,78 = 15,76
Quota potenza = 27,62
---------------------------------------------------
Totale fisso = 43,38
Fatturato per consumo 11,90+18,50+2,35-0,13 = 32,62
Accisa = 2,46
---------------------------------------------------
Totale variabile = 35,08
A prima vista, in questo caso, sembra pacifico che sarebbe da usare la
tabella millesimale semplice, come mi pare vorrebbe lei.
Ma guardiamo meglio le componenti "fisse".
E' evidente (come da lei anche osservato) che la quota potenza gioca una
grossa parte. Ed e' qui che sta l'inghippo: la potenza contrattuale
dipende (o meglio dovrebbe dipendere, ma questo e' appunto il discorso
legato al livello di competenza medio degli amministratori) dall'altezza
dell'edificio ovvero dalla lunghezza della corsia percorsa dall'ascensore.
Infatti, la potenza e' proporzionale allo spunto che dipende dal rapporto
masse cabina/contrappesi/funi.
Per la precisione, il momento critico, di massimo sforzo per
un'ascensore a fune e' quando la cabina vuota parte dall'ultimo piano
per scendere (forse pensavate diversamente ?).
Infatti in quella situazione, il motore deve "sollevare" il contrappeso
con quasi la massima lunghezza delle funi, senza che la cabina vuota
bilanci adeguatamente le masse da sollevare.
Ed i contrappesi ? Non sono uguali per tutti gli ascensori, ma calcolati
per equilibrare la cabina+funi quando partono dal piano piu' basso a
pieno carico (come indicato dalla targhetta in cabina). Per esempio,
se sono 320 kg si mettono quattro uomini da 80 kg e si tolgono blocchi
fino a quando la cabina non si muove all'avvio (il motore non e' cosi'
potente come si potrebbe pensare, e senza adeguati contrappesi non riesce
a smuovere la cabina). A quel punto si rimette un blocco ed il contrappeso
e' bilanciato per quell'impianto. Ora, oltre al peso della cabina+passeggeri
conta anche il peso delle funi "sopra la cabina". Questo peso e' diverso
se la cabina sopra ha 4 fermate (3 piani, circa 12 metri, tolto il peso
equilibrato dalle funi che terminano al contrappeso) oppure se ha 9
fermate (circa 30 metri).
[Divagazione]
Aiuta anche eliminare ogni peso superfluo in cabina (decorazioni in
materiale pesante, specchi di vetro invece che di plastica, e magari,
se occorre, per stare sotto la soglia fatidica di spunto, magari
concordare con la ditta di manutenzione una modifica della cabina,
ricorrendo estensivamente all'alluminio ove sia stato usato il ferro).
In ogni caso, c'e' una relazione tra potenza ed altezza dell'edificio.
Come direbbe dovrebbe incidere sulla ripartizione delle spese ?
Per quanto riguarda il mio condominio, i consumi elettrici superano
i costi fissi, potenza inclusa, come dovrebbero essere ripartite le
spese di energia elettrica ?
> Ricordo che qualcuno (forse proprio Lei) scrisse che se la luce delle
> scale sta accesa 3 minuti, è solo per necessità del condomino
> dell'ultimo piano, per un condomino intermedio basterebbe un minuto e
> mezzo e per un condomino del piano terra basterebbe un tempo brevissimo
> (escludendo l'esistenza di garages e terrazza accessibile). Quindi
> apparirebbe pacificamente corretto applicare un moltiplicatore dato dal
> numero del piano e ripartire in maniera che il primo piano paghi x, il
> secondo 2x, il terzo 3x e cosi' via.
In realta' e' piu' giusto un compromesso, come quello del codice civile
per cui si fa pesare solo per meta' l'altezza del piano.
Infatti non si tratta di criteri perferti (e forse l'unico criterio
perfetto e' quello di un sistema elettronico - ad esempio -
...snip...
> Per fare un esempio piu' evidente:
> la nostra scala ha deciso all'unanimità di non attivare l'ascensore; la
> scala accanto alla nostra l'ha attivato e, essendo un ascensore
> idraulico, richiede purtroppo un contratto da 11 (o 12kw, non ricordo)
> per una scala con 3 appartamenti, uno per piano.
Ma il vostro amministratore si e' consultato con i tecnici
del settore ? Possibile che non gli hanno proposto una
semplice e diffusa soluzione ad inverter da tempo sul
mercato per gli ascensori idraulici ?
> Va da se che i costi fissi saranno molto alti: quello che si paga non è
> tanto l'"energia" (i kwh assorbiti/consumati) ma la "disponibilità di
> potenza", cioè la disponibilità di 11 kw di potenza per dare lo spunto
> all'ascensore.
Chiaro.
> E la "disponibilità di potenza" è necessaria/utile in pari maniera al
> condomino del primo piano come a quello del terzo, quando usano
> l'ascensore.
Ma cresce con l'altezza degli edifici ...
> Certo, il condomino del terzo piano utilizzerà tale potenza
> per piu' tempo e qui' quindi entra in gioco il consumo che quindi sarà
> da addebbitare in misura maggiore ai piani piu' alti.
Di piu', il condomino del terzo piano ha bisogno di TUTTA quella
potenza perche' l'ascensore funzioni fino al 3zo piano.