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Staccarsi dal riscaldamento centralizzato che non funziona

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ant.r...@gmail.com

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Jul 4, 2018, 8:44:57 AM7/4/18
to
Oramai da due anni nel mio condominio il riscaldamento centralizzato non funziona. Il prossimo sarà quindi il terzo anno al freddo.

Per varie ragioni (un debito esorbitante verso il fornitore del gas causato dal fatto che il precedente amministratore preferiva intascare le quote condominiali anziché pagare le bollette, oltre a vari e molto ingenti lavori di riparazione che da anni aspettando di essere effettuati sull’impianto) molto probabilmente non verrà più riattivato.

Molti condomini si stanno staccando e si stanno mettendo una caldaia ognuno per proprio conto, senza però chiedere alcuna autorizzazione all’assemblea.

Anche io vorrei mettere il riscaldamento autonomo. Per essere però sicuro che nessuno abbia nulla da chiedermi nel caso (molto improbabile) che un giorno l’impianto centralizzato venga riattivato, pensavo di mandare prima una diffida formale all’amministratore.

Nella diffida fisserei un termine entro cui l’impianto dovrà essere reso funzionante. Decorso tale termine mi riterrò libero di staccarmi e di mettere il riscaldamento autonomo.

Ritengo infatti che il condominio non possa costringermi a stare collegato ad un impianto che non intende far funzionare.

Che ne pensate?

Antonio

cicero

unread,
Jul 4, 2018, 2:01:24 PM7/4/18
to
On Wed, 4 Jul 2018 05:44:55 -0700 (PDT), ant.r...@gmail.com wrote:

>Che ne pensate?

Leggi il regolamento condominiale. Il mio permetteva il distacco
pagando il 10% dell'importo.
cicero®

Gi

unread,
Jul 4, 2018, 3:18:16 PM7/4/18
to
ha scritto nel messaggio
news:d1961936-91ce-4dda...@googlegroups.com...

>Oramai da due anni nel mio condominio il riscaldamento centralizzato non
>funziona. Il prossimo sarà quindi il >terzo anno al freddo.

E l'assemblea cosa ha detto e fatto?

>Per varie ragioni (un debito esorbitante verso il fornitore del gas causato
>dal fatto che il precedente >amministratore preferiva intascare le quote
>condominiali anziché pagare le bollette, oltre a vari e molto ingenti
> >lavori di riparazione che da anni aspettando di essere effettuati sull’impianto)
>molto probabilmente non verrà più >riattivato.

E l'assemblea?

>Molti condomini si stanno staccando e si stanno mettendo una caldaia ognuno
>per proprio conto, senza però >chiedere alcuna autorizzazione all’assemblea.

Vedi sopra

>Anche io vorrei mettere il riscaldamento autonomo. Per essere però sicuro
>che nessuno abbia nulla da chiedermi >nel caso (molto improbabile) che un
>giorno l’impianto centralizzato venga riattivato, pensavo di mandare prima
> >una diffida formale all’amministratore.

L'amministratore, come dice la parola amministra in nome e per conto dei
condomini che in assemblea, a maggioranza, decide cosa l'amministratore deve
fare.

>Nella diffida fisserei un termine entro cui l’impianto dovrà essere reso
>funzionante. Decorso tale termine mi >riterrò libero di staccarmi e di
>mettere il riscaldamento autonomo.

L'amm.re non può fare nulla senza ordini e fondi dei condomini.

Se ognuno agisce e/o ha agito in perfetta autonomia in barba al vivere in
comune, difficilmente in assemblea porrà problemi. Rimane il fatto che nel
caso uno non voglia spendere per farsi un impianto autonomo tutti i
condomini dovranno partecipare alla spesa, pro quota, per la gestione della
caldaia.
Particolare molto importante, le pendenze non si estinguono facendosi il
riscaldamento autonomo.
E non escludiamo che prima o poi qualcuno possa rivolgersi ad un giudice.
Il tutto secondo me, eh
Gi


---
Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus da AVG.
http://www.avg.com

ant.r...@gmail.com

unread,
Jul 4, 2018, 3:33:54 PM7/4/18
to
Questo però nel caso intendessi staccarmi da un riscaldamento centralizzato che funziona. In realtà se funzionasse non avrei nessun motivo per staccarmi.

Mi stacco perché è molto difficile che l'impianto venga riattivato, e ritengo che non posso essere costretto a restare collegato ad un impianto che non funziona e che non ha prospettive per essere rimesso in funzione.

ant.r...@gmail.com

unread,
Jul 4, 2018, 3:38:36 PM7/4/18
to
L'assemblea non ha mai detto o fatto nulla.

Ovviamente so benissimo che l'amministratore non può fare nulla se non autorizzato dall'assemblea. Io non diffiderei quindi l'amministratore come persona fisica, ma in quanto rappresentante del condominio (altrimenti dovrei mandare la diffida ad ogni singolo condomino).

Poi sarà l'amministratore, sotto la sua responsabilità, a decidere per esempio di convocare l'assemblea è sottoporle la questione.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Jul 6, 2018, 8:25:58 AM7/6/18
to
On 04/07/18 21:18, Gi wrote:

...snip...

> Particolare molto importante, le pendenze non si estinguono facendosi il
> riscaldamento autonomo.
> E non escludiamo che prima o poi qualcuno possa rivolgersi ad un giudice.

In nessuno dei messaggi di Gi mi pare che si potesse evincere che
la sua intenzione era di sfuggire ai debiti pregressi che gli
competono pro quota.

Invece la posizione di Gi mi sembra chiaramente quella di:
"Se mi costringono a farmi l'impianto autonomo, non voglio mai
piu' *in futuro* contribuire all'impianto centralizzato,
qualora venisse riattivato.

Se invece dovessi fare "ilazioni", la mia e' che, stante
l'esperienza subita, al condominio in generale e' passata la
voglia del "centralizzato".



Roberto Deboni DMIsr

unread,
Jul 6, 2018, 8:47:28 AM7/6/18
to
On 04/07/18 14:44, ant.r...@gmail.com wrote:
> Oramai da due anni nel mio condominio il riscaldamento centralizzato non
> funziona. Il prossimo sarà quindi il terzo anno al freddo.

E' rotto ?

> Per varie ragioni (un debito esorbitante verso il fornitore
> del gas causato dal fatto che il precedente amministratore
> preferiva intascare le quote condominiali anziché pagare le
> bollette

Non capisco perche' i condomini, in generale, non vogliono mai
nominare un rappresentante "ufficiale" (il cosidetto componente
di un consiglio di condominio, e non il solito cosidetto
"caposcala", senza responsabilita' e senza gloria), fornendo
il nome ufficialmente alle aziende di grosse forniture, con
l'indicazione che in caso di contenzioso, di comunicare copia
delle messe in mora, al consigliere nominato.
Meglio ancora se, visto che oggi si fatto tutto con bolletta
elettronica, ogni volta si manda copia della fattura elettronica
anche al consigliere, cosi' non solo puo' verificare eventuali
morosita', ma anche controllare l'andamento delle tariffe.
E poi accadono di queste cose.

>, oltre a vari e molto ingenti lavori di riparazione che da
> anni aspettando di essere effettuati sull’impianto) molto
> probabilmente non verrà più riattivato.

Ed allora, perche' non ufficializzare la cosa ?

> Molti condomini si stanno staccando e si stanno mettendo una
> caldaia ognuno per proprio conto, senza però chiedere alcuna
> autorizzazione all’assemblea.

Non importa, visto cosa scrive dopo.

> Anche io vorrei mettere il riscaldamento autonomo. Per essere
> però sicuro che nessuno abbia nulla da chiedermi nel caso
> (molto improbabile) che un giorno l’impianto centralizzato
> venga riattivato, pensavo di mandare prima una diffida formale
> all’amministratore.
>
> Nella diffida fisserei un termine entro cui l’impianto dovrà
> essere reso funzionante. Decorso tale termine mi riterrò libero
> di staccarmi e di mettere il riscaldamento autonomo.

Ma perche' rischiare di rovinarsi la vita in futuro ? Non e' che
la sua posizione sia diversa di chi si fa la caldaia
autonoma. (per cui non esiste alcun obbligo di chiedere il permesso,
ma da dove le viene questa convinzione ?)

La procedura piu' intelligente, sulla base delle informazioni
che ha fornito, e' prendere un foglio, scrivere sompra che si
vuole la convocazioni di una assemblea urgente entro dieci
giorni, con ordine del giorno:

* dismissione impianto di riscaldamento centralizzato e quindi
cessazione del servizio centralizzato, con invito ai condomini
non ancora provvisti di riscaldamento autonomo a farselo

Come motivazione si mettera che a fronte dell'enormita' delle
spese di riparazione e ristrutturazione, costa meno farsi un
impianto autonomo; inoltre l'esperienza passata mostra che
l'impianto centralizzato presenta rischi finanziari che la
maggioranza non vuole piu' trovarsi ad affrontare.

Poi faccia il giro dei condomini che lei sa hanno gia' fatto
la caldaia autonoma e la faccia firmare. Se ha almeno 2 firme
ed minimo un sesto dei millesimi, se l'amministratore, ricevuta
la richiesta cosi' sottoscritta, non provvede con rapidita',
puo' essere revocato d'ufficcio su richiesta di un solo
condomino tramite la procedura della volontaria giurisdizione che
non richiede avvocato ed e' una procedura semplificata in cui il
condomino presenta la sua richiesta direttamente al giudice
incaricato. Se dopo un mese, l'amministratore non vi ha
ancora fissato la data dell'assemblea, puo' telefonargli
e spiegarli che non si da' una mossa, e' pronto per andare
alla cancelleria delle volontaria giurisdizione per la sua
revoca. Vedra' che si sveglia.

> Ritengo infatti che il condominio non possa costringermi a stare
> collegato ad un impianto che non intende far funzionare.

Ritiene male. Come sempre, le vie semplici sono trappole per ingenui.

> Che ne pensate?

Che deve sempre ricordarsi che siamo in Italia e del tipo di
professionisti abbiamo a disposizioni dei cittadini comuni.
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