Se una maggioranza qualificata si riunisce via Zoom per la
gestione ordinaria, e si evince durante la discussione che
c'e' una totale uniformita' di vedute, che quindi si
trasferirebbe anche nella assemblea "fisica" alla prima
occasione post-covid, direi che le delibere sono validabili,
ovvero:
1) quelli che vogliono fare la riunione, cerchino di
ottenere il maggior numero di deleghe possibili dagli
"assenti virtuali", in modo da ridurre al minimo gli
oltranzisti/puristi della riunione fisica;
2) si decide quello che c'e' da decidere, incluso *un*
riparto per dare i mezzi (soldi) all'amministratore, come una
qualsiasi assemblea ordinaria, faccendo "finta" che sia
valida a tutti gli effetti
3) si manda verbale e riparto a tutti i condomini, come
normalmente si fa; ma nel fare cosi', stante la situazione
giuridica incerta (il governo dice si puo' fare, ma ha
dimenticato di metterlo in una legge) sarebbe un rischio
tentare un decreto ingiuntivo verso eventuali assenti che
si rifiutassero di pagare; ritengo che pero' verso i
presenti via Zoom (e loro deleganti) che hanno votato si,
l'eventuale ricorso al decreto ingiuntivo sarebbe
perfettametne valido
4) per il rischio di morosita' da parte dei puristi della
riunione fisica, si calcola un fondo spese per un valore
corrispondente alla cifra che manca se gli assenti non
pagano (essendo un fondo non implica alcun "prestito"
da parte di un gruppo di condomini, ma un banale fondo
a bilancio preventivo che viene "assorbito" nel
rendiconto, trasformato in credito individuale per la
prossima gestione a favore di chi ha pagato; questo e'
necessario affinche l'amministratore abbia effettivamente
le cifre per le spese approvate in assemblea
5) alla prima assemblea tenuta di persona, si ripetono
nell'ordine del giorno tutte le delibere approvata nelle
zoom-assemblee
6) la maggioranza "Zoom" ha tutto l'interesse a riapprovare
tutte le delibere votate nelle zoom-assemblee e quindi
l'incertezza giuridica precedente viene sanata, rendendo
cogenti le ripartizioni spese approvate nelle zoom-assemblee
e quindi permettendo la richiesta di decreti ingiuntivi verso
gli obiettori virtuali
7) i presenti all'assemblea Zoom pagano quindi quella che in
realta' e' una quota maggiorata delle spese che pagherebbero
se tutti pagassero, ma appena si fa l'assemblea nel mondo reale,
si trovano in automatico (senza delibera o marchingegni
contabili strani) in credito per il banale meccanismo di
dissoluzione del menzionato fondo speso nel rendiconto (*)
(*) dato che la domanda piu' frequente che incontra un amministratore
e' che fine fanno i soldi di un fondo spese in preventivo, provero'
con un paragone a chiarire a chi non e' convinto del suo funzionamento,
come esso funziona:
"pensatelo ad un cifra preventivata per un lavoro che ... poi
non si fa"
Esempio: si stanziano 2'000 euro per la tinteggiatura di una
palazzina con 10 condomini proprietari di 10 appartamenti uguali.
A riparto preventivo, quindi ogni proprietario si trova in
conto 200 euro per questa "tinteggiatura".
La cifra della tinteggiatura va ad aggiungersi per 2'000 euro
sul totale a bilancio preventivo e la singola quota di 200 euro
va ad aggiungersi alle quote individuali di tutte le altre spese
ordinarie.
A fine anno poi si fa il rendiconto. Ebbene, se il lavoro di
tinteggiatura non e' stato fatto, supponendo che il resto del
preventivo e' stato rispettato al centesimo, il rendiconto
finale risultera' pari alla somma a preventivo meno 2'000 euro.
E nel riparto di ognuno, la quota a rendiconto sara' pari alla
quota pagata a preventivo meno 200 euro che finiscono a credito
e riportati all'anno successivo. In pratica, la somma messa da
parte per la tinteggiatura si e' semplicemente dissolta in tanti
crediti.
Che vantaggio hanno i zoom-partecipanti (presenti virtuali e
delegati poco pratici della informatica, ma ragionevoli) ?
Che possono continuare a pagare le spese dovute per la gestione
ordinarie anche in questi frangenti "covid", evitando di
trovarsi di colpo a pagare 2-3 annualita' in un colpo solo.
E che i servizi condominiali continuano regolarmente ad
essere pagati, senza il rischio di interruzioni (nessun
amministratore e' tenuto ad anticipare i soldi una volta
finiti quelli nella cassa condominiale - e' solo tenuto
ad avvisare per tempo i condomini della chiusura delle
utenze e della cessazione dei servizi a pagamento,
spiegando che e' dovuto alla mancanza di soldi).
Eccezione: chi a causa del covid ha perso il lavoro o le entrate,
puo' invece avere interesse, anzi, necessita', di rinviare il
pagamento a fine epidemie: se e' questa la ragione della
opposizione all'assemblea virtuale, perche' non avviare una
trattativa per trovare una soluzione dilatoria per i pagamenti
approvati in assemblea virtuale, per queste situazioni ?
Il che ci suggerisce che e' opportuno chiarire, condomino per
condomino, il motivo per la propria opposizione, chiarendo
che in ogni caso l'assemblea zoom si fara'.
Ormai e' tardi, ma sarebbe anche stato opportuno che se quelli
trovatissi senza reddito fossero stati un numero consistente,
avessero concordato su una richiesta comune sottoscritta per
sospendere i servizi a pagamento non indispensabili, come la
pulizia scale (che in genere e' la voce piu' consistente del
bilancio ordinario), in modo da ridurre l'impatto a fine covid.
Se i condomini "danarosi" vogliono possono anche controproporre
che in questa fase transitoria, i condomini "senza entrate"
possano, se d'accordo a farlo, svolgere loro le pulizie con un
compenso proporzionato, il che, oltre a ridurre le spese
condominiali, permette loro di compensare i costi condominiali
con un minimo di entrate in questa emergenza. In altri paesi
la chiamano solidarieta', al posto della carita'.