On 2016-08-07, Drago <
dra...@alice.it> wrote:
> Ho presieduto una assemblea dove un condomino, per suoi motivi personali
> di astio nei confronti dell'amministratore, ha iniziato e continuato a
> fare domande di estremo dettaglio, esigendo risposte.
Guardi che, oltretutto considerando che lei non appare avere in simpatia
il condomino, e quindi la sua descrizione e' da ritenersi di parte, ci
descrive cio' che dovrebbe essere un dovere/diritto di ogni condomino
diligente.
Il fatto dirimente e': le domande erano pertinenti ?
> Dopo circa un quarto d'ora
Suppongo che abbia avuto l'orologio davanti, come verifica.
> l'ho richiamato ad una sintesi degli argomenti e a
> concludere, ma la persona, al limite dell'insolenza, a continuato a
> "sequestrare" l'assemblea per circa 1 ora e mezza.
Attenzione: la lunghezza era dovuto al numero delle domande ovvero degli
argomenti o perche' su ogni domanda si dilungava oltre il necessario ?
Ovviamente, sempre valutando la loro pertinenza.
> Chiedo, cosa puo' fare il presidente in un caso analogo?
Prima di tutto mettere a verbale la sintesi delle domande poste dal
condomino: l'ha fatto ?
Rispondo per il caso che si trattasse di interventi petulanti ovvero
domande retoriche (sono quel tipo di domande ove una risposta puntuale
sarebbe ridicola o senza senso, tipo cosa fa 2+2=4 ? per citare un
esempio il piu' idiota, ma si puo' arrivare a livello molto piu'
sofisticati e insultanti) o premesse o richieste insultanti.
Prima di tutto, il Presidente puo' stabilire un limite di tempo per ogni
intervento. Diciamo che 5 minuti mediamente possono bastare. Ovviamente
si tratta di 5 minuti d'orologio e senza interruzioni dell'intervento.
Se il ragionamento e' complesso, l'intervenuto avrebbe il diritto morale
di riprendere i 5 minuti, per recuperare il filo, ma questo ovviamente sta
alla civilta' democratica del Presidente.
Poi il Presidente puo' bloccare qualsiasi intervento che non ritenga
pertinente alla discussione in assemblea, ad esempio, le solite idiote
cretine domande di chiarimenti sui conteggi personali. Se proprio il
condomino insiste, gli chiedera' se vuole che la sua domanda venga
verbalizzata, cosi' l'amministratore gli rispondera' in privato.
Le domande sui conteggi personali sono cretine quando fatte in assemblea
(oltre che un comportamento da cafone perche' monopolizza arbitrariamente
il tempo altrui) anche perche' spesso non e' possibile rispondere
puntualmente su due piedi in assemblea anche da parte di un amministratore
diligente, perche' ha necessita' di consultare documenti oltre che farsi
"mente locale" della faccenda.
Nota: un condomino potrebbe chiedere la verbalizzazione se ritiene che
le sue domande personali aprono punti di riflessione sull'operato
dell'amministratore - non e' detto che a priori si tratti di dispetti
o maleducazione.
Se il Presidente e' un fifone (si tratta di mero esercizio dei suoi poteri
naturali della carica), puo' chiedere di votare una mozione (anche un
Presidente puo' proporre mozioni) per ogni sua decisione (tipo il limite
di 5 minuti per ogni intervento). Aggiungo che se il problema di discussioni
"selvagge" (tra l'altro causate anche da amministratori che vogliono far
tacere condomini "pericolosi" per la loro macchinazioni) e' cronico, nulla
impedisce all'assemblea di inserire nel regolamento delle regole guida per
i Presidenti di assemblea, in cui si formalizza principi di riferimento.
L'inserimento regolamentare ha anche il vantaggio di rendere edotti a tutti
i condomini quali sono i loro spazi di movimento dialettico, tranciando in
partenza l'idea che in assemblea possano parlare quando vogliono e su cosa
vogliono.
La decisione piu' difficile da prendere e' quella terminale verso il
condomino che si rifiuta di rispettare le "ordinanze" del Presidente,
ovvero quella dell'espulsione dalla sala. Chiaramente e' opportuno che il
Presidente si faccia appoggiare dall'assemblea, nella forma di una firma
di almeno due condomini, meglio se la maggioranza dei presenti, sotto due
righe che dichiarano l'appoggio alla decisione del Presidente.
Qualora il condomino rifiuti l'espulsione, si puo' telefonare per chiedere
l'intervento delle forze dell'ordine.
In alternativa l'assemblea puo' anche deliberare, su proposta del
Presidente, che essa venga rinviata (indicando luogo, data e ora), con
addebito dei costi sul responsabile dell'impedita continuazione.
Ci sarebbe anche l'opzione pratica della sanzione, che oggi puo' essere
monetariamente pesante, ma non e' detto che basti per far tacere (anzi
potrebbe risultare nella reazione opposta) l'esagitato o chi vuole
scientemente fare saltare l'assemblea.
Chiaramente, quando c'e' stata una espulsione, occorre considerare la
possibilita' di impugnazione delle delibere successive alla impugnazione,
oltre ad eventuali richieste di danni morali ed economici dell'espulso.
Insomma, a tutti gli effetti e' un contenzioso.
Questa e' anche la ragione (in questo caso a tutela del Presidente) per cui
nei paesi civili le assemblee si registrano. Tra parentesi, con la
disponibilita' di strumenti di registrazione in tasca a molti, sarebbe
banale per il Presidente, decidere (con l'appoggio dell'assemblea se e'
un fifone) che da un certo punto l'assemblea sia registrata. Questo e'
sicuramente utile e pratico se occorre verbalizzare tante domande lunghe
e complesse di uno o piu' condomini. Infatti, una cosa deve essere chiara:
un condomino ha sempre il diritto di farsi verbalizzare delle dichiarazioni,
il Presidente che si rifiuta espone il condominio all'impugnazione delle
delibere assembleari (ovviamente se le verbalizzazioni erano pertinenti e
possibilmente influenti sulle decisioni - certe maggioranza vigliacche
perdono il coraggio se viene verbalizzata la porcata che stanno appoggiando).
Chiaramente, grazie alla registrazione, un partecipante petulante si rende
conto che deve comportarsi a modo, altrimenti rischia anche conseguenze
penali (spesso la petulanza si associa alla ingiuria, per quanto sottile)
e potrebbe bastare per riportarlo ai ranghi. Inoltre, se non e' un idiota o
non ha perso il controllo, si rende conto che la sua opposizione a richieste
corrette di tornare all'ordine del Presidente non potra' mascherarle con
bugie o travisando i fatti (testimoni a parte). Se anche la registrazione
non basta per aiutare a comportamenti rispettosi dell'assemblea, esse
portano il valore aggiunto di una efficace testimonianza a difesa
dell'operato del Presidente diligente. Infatti, la testimonianze a memoria
degli essere umani sono quanto di piu' incerto esista (oggi e' provato
anche scientificamente, come la memoria dei piu' e' influenzata dalle
affermazioni delle persone con carisma o piu' violente - l'equivalente
del capo branco oppure dalle domande di interroganti insistenti, come
possono essere certi avvocati abili durante le udienze). Il problema delle
false memorie poi e' certamente complicato dal fatto che durante
discussioni vivaci o intense o con interventi prolissi o complicati,
molti capiscono diversamente frasi e contenuti, adeguando poi la memoria
a cio' che credono di avere capito (tipo: se crede di avere capito che
Tizio si riferiva a Caio, la sua memoria arriva a registrare che chi
e' intervenuto ha esplicitamente nominato Caio anche se non e' vero).
In pratica le registrazioni assembleari, oltre a tagliare le gambe a bugiardi
e manipolazioni ad arte (questo spesso operato da amministratori truffaldini)
sono utili ad eliminare equivoci ed incomprensioni, magari evitando in
partenza la nascita di faide illogiche (tipo quelle tra due condomini che
vogliono in sostanza la stessa cosa, ma hanno difficolta' a parlarsi
pacatamente).
Il Presidente dell'assemblea si trova nella rara situazione, per un comune
cittadino in Italia, di essere "libero" ovvero "responsabile delle proprie
scelte", e probabilmente e' questo che spaventa chi e' vissuto da sempre
nella cultura fascistoide nazionale.
Quindi, sia diligente (questo significa anche "informarsi" se si hanno
dubbi: magari chiedendo anche all'assemblea e all'amministratore, se
presente, con domande tipo - c'e' qualcuno che ha suggerimenti da darmi
su come posso comportarmi con Sempronio ?), sia civile, ma anche deciso.
E si faccia appoggiare da una registrazione, che oltretutto agevola il
rispetto del diritto di verbalizzazione e snellisce l'assemblea, non
dovendo piu' fidarsi alla lentezza del segretario nello scrivere sotto
dettatura testi lunghi. Ovviamente questo significa che dopo qualcuno
dovra' perdere un paio di ore per trascrivere la registrazione (che e'
opportuno venga trasferita su un supporto non cancellabile ed allegato
al verbale di assemblea), ma e' necessario per finirla con le
assemblee farsa dove decide il branco, senza che gli assenti che
rilasciano deleghe su una fiducia malposta sappiano delle porcate in
corso, oppure dove un amministratore-padrone usa il branco per
eliminare l'opposizione informata e diligente.
Per non dimenticare i casi non rari di verbali falsi (dichiaranti
delibere e votazioni mai prese o diversamente prese).