Purtroppo la questione non è così pacifica, temo.
1. In presenza di un finanziamento, l'amministratore, in pratica, a fini
di tecnica bancaria, presta una firma di avallo, quindi si rende garante
(in nome e per conto dell'intero condominio) della cifra prestata. Ergo,
comunque e sempre, la Banca (giustamente) si rivarrà, in caso di mancato
pagamento, nei confronti del condominio.
2. A quel punto, in caso di problemi, l'Amministratore potrebbe (non è
un dovere... meglio imporlo in delibera od in caso di problemi dopo),
limitarsi a rispondere alla Banca indicando i condomini che risultano
morosi rispetto agli obblighi assunti.
A quel punto, in linea *teorica*, la Banca dovrebbe, sulla base delle
sentenze attualmente prevalenti in materia di parziarietà degli
obblighi, rivalersi esclusivamente sui morosi.
In *pratica*, se i morosi in questione sono degli attaccabrighe
facoltosi, avranno quel che gli spetta, me se (giusto per fare un
esempio) sono padri di famiglia che hanno perso l'unica fonte di reddito
e che hanno solo l'appartamento in questione, in cui magari vivono con
figli minorenni, la Banca in prima battuta preferirà prendersela con chi
ha qualcosa di meno essenziale da pignorare, tirando alle calende greche
un'eventuale causa intentata dal condominio. Insomma: comunque potrebbe
andarci di mezzo uno qualsiasi di voi. Al di là di quel che potete
scrivere in delibera, perché non è una scelta del condominio, ma della
Banca, decidere come fare per rientrare.