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Temperatura di 23 gradi in appartamento

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Nicola Scutti

unread,
Mar 11, 1999, 3:00:00 AM3/11/99
to
La temperatura nel mio appartamento, con riscaldamento centralizzato, non
scende mai (in nessuna stanza) sotto i 23 gradi; mio figlio ha continuamente
problemi alle vie respiratorie.
Desidero avere un consiglio su come far abbassare la temperatura
dell'impianto di riscaldamento condominiale; considerando che anche altri
inquilini si lamentano per la temperatura troppo alta, per il prolungato
periodo di accensione e per il costo eccessivo.
Saluti
Nicola

Maurizio

unread,
Mar 12, 1999, 3:00:00 AM3/12/99
to
Č compito dell'amministratore (se si tratta di condominio) o del
proprietario dell'edificio.
Rivolgiti a Lui.

Maurizio

Fabio

unread,
Mar 13, 1999, 3:00:00 AM3/13/99
to
Fra poco fra i compiti dell'Amm.re ci sara' anche quello di cucinare
gustosi manicaretti per i Condomini ( per tutti, non solo per la signorina
del secondo piano ;-) ).

Premesso che, al di la delle tolleranze +/- 1°, il differenziale fra la
temperatura rilevata e quella stabilita dalla norma non mi sembra eccessiva.

Va detto che l'impianto centralizzato deve, in genere, servire una
realta' complessa come quella di un fabbricato condominiale. Ogni unita'
immobiliare ha la sua esposizione, la sua distanza dalla centrale termica e
cosi' via; ogni impianto ha le sue caratteristiche strutturali e di
dimensionamento e di coibenza. La temperatura prescritta dalla norma deve,
ovviamente ed intuitivamente, essere mantenuta nella unita' immobiliare piu'
disagiata. I livelli termici erogati nelle altre unita' immobiliari saranno
conseguenti.

A titolo meramente esemplificativo si pensi alla differenza tra la
temperatura rilevabile in un primo piano, magari poco sopra il locale della
centrale termica e quella ad un piano attico ( fermo restando che rifare la
coibentazione del tetto sarebbe abbastanza costoso ) magari posto nella
scala contigua ( distanza, in un fabbricato non particolarmente esteso, di
tubazione circa 60 mt. con le " mitiche " coibentazioni esistenti ).

Ove il problema dell'eccessivo calore fosse sufficientemente sentito
anche da altre persone, si rammenta che le modalita' di erogazione del
servizio riscaldamento, compatibilmente con gli orari vigenti per zona
climatica , sono stabilite in Assemblea, alla quale, per il servizio in
parola, possono intervenire, con diritto di voto, anche i conduttori.

Ove, invece, tale problema non fosse cosi' diffusamente sentito, non
restera' altro da fare che " aprire le finestre ".

Saluti Fabio

Maurizio ha scritto nel messaggio <7cb1vh$9at$1...@news.flashnet.it>...

Lino Petrella

unread,
Mar 13, 1999, 3:00:00 AM3/13/99
to

Fabio ha scritto nel messaggio <7cdrni$tcn$1...@news.flashnet.it>...

> La temperatura prescritta dalla norma deve,
>ovviamente ed intuitivamente, essere mantenuta nella unita' immobiliare
piu'
>disagiata. I livelli termici erogati nelle altre unita' immobiliari saranno
>conseguenti.
>


Non credo che l'obbiettivo della legge sul risparmio energetico sia
raggiungibile attraverso questa interpretazione.
Se ci sono delle dispersioni di calore dovute all'impianto mal congegnato
dovrebbero essere rimosse onde permettere al condomino di non morire
arrostito e quand'anche aprisse le finestre di non subire oneri da
riscaldamento per cattiva gestione energetica.
Dato che ti conosco come buon ricercatore di giurisprudenza ti sarei grato
volessi trovare un eventuale decisione della nostra suprema Corte (se
esiste).

Un saluto.

Lino P.
lin...@infuturo.it

Fabio

unread,
Mar 14, 1999, 3:00:00 AM3/14/99
to
Eseguiro' la ricerca, anche se, credo, non ne verra' fuori granche'.
Resto comunque della mia idea. Quanto prescritto dalla norma e' sicuramente
valido per impianti di nuova costruzione ( ed in questo concordo
pienamente ). Per quanto riguarda impianti preesistenti alla entrata in
vigore delle varie norme il discorso non puo' essere diverso da quello da me
fatto.
Ove il legislatore, con l'obiettivo di contenere i consumi energetici e
limitare l'inquinamento atmosferico dovrebbe stabilire norme ben piu'
favorevoli al fine preposto delle misere detrazioni 41 % ex L. 449/97.
Al di la delle belle teorie ( tralascio a cosa hanno portato, nella storia
umana, le belle teorie ), io sono uno che opera " sul campo ". So quindi
benissimo che rifacendo completamente, con nuove tecnologie e materiali, gli
impianti esistenti si potrebbe raggiungere un qualche tipo di risultato.
Potrei farlo, a condizione che qualche " bel teorico " venga con me in
Assemblea a spiegare che, per ottenere le temperature prescritte dalla norma
uniformemente ripartite fra tutte le u.i., sara' necessario " smontare il
fabbricato " o quasi ( senza, fra l'altro, che cio' sia imposto da una
specifica norma ) e, quindi, questo bel teorico si prenda le conseguenti
risposte.
E' facile voler estendere il campo di applicazione di una norma non avendone
ne' il diritto, ne' l'autorita' e, soprattutto, quando sarebbero gli altri a
pagare.

Saluti Fabio
Lino Petrella ha scritto nel messaggio <7ce37h$cgv$1...@serv2.iunet.it>...

*mazz...@mclink.it

unread,
Mar 15, 1999, 3:00:00 AM3/15/99
to

Leggo diverse risposte di tipo burocratico/amministrativo.
Non si potrebbe proporre qualcosa di tecnico all'assemblea ?
L'impianto, dalla descrizione data, se non č mal regolato č quantomeno
sbilanciato, quindi installare delle elettrovalvole con relativi
contaore di funzionamento pilotate da semplici termostati ambiente
permetterebbe temperature confortevoli, risparmio energetico e
corretta ripartizione dei costi di riscaldamento.
O almeno si puň tentare di chiudere parzialmente i rubinetti dei
singoli radiatori !


MazE

per rispondere togliete gli asterischi dall'email

Bettetini Geom. Nicola

unread,
Mar 16, 1999, 3:00:00 AM3/16/99
to Nicola Scutti
Come dico sempre:
"Se non sei contento cambia compagnia!"
Ovvero cambia amministratore.

Distinti saluti
Bettetini Nicola


Nicola Scutti ha scritto:

Fabio

unread,
Mar 19, 1999, 3:00:00 AM3/19/99
to
Forse sembra una scicchezza detta da un incompetente in materia di diritto del condominio,

ma mi sono chiesto perchč non spegni o abbassi semplicemete i termosifoni??
Ti risparmieresti anche di dover aprire le finestre come qualcuno ha giustamente suggerito
come alternativa.
E cosě anche gli altri condomini che si lamentano della temperatura troppo alta e per i
costi:
dove sta scritto che devono sempre tenere acceso tutto a "manetta"???

Ma forse speravate in una risposta legale piů attinente al NG... ;-)

Ciao

Fabio

*mazz...@mclink.it

unread,
Mar 20, 1999, 3:00:00 AM3/20/99
to
On Fri, 19 Mar 1999 13:30:16 +0100, Fabio <fa...@pulsar.it> wrote:

>Forse sembra una scicchezza detta da un incompetente in materia di diritto del condominio,
>

>ma mi sono chiesto perchè non spegni o abbassi semplicemete i termosifoni??

Probabilmente non ne hanno la possibilità:
Se l'impianto è centralizzato c'è solo un orologio con l'orario di accensione in
centrale termica oltre ad una valvola con centralina climatica.
Sulla centralina c'è un potenziometro con la regolazione del fattore 'k' che
determina la temperatura dell'acqua di mandata rispetto alla temperatura esterna
ed in definitiva la temperatura che si vuole raggiungere negli ambienti.
Solo che magari ci sono ambienti male isolati o disposti in modo sfortunato,
dove la dispersione di calore è maggiore e per far raggiungere quella
temperatura in quei luoghi si arrostiscono gli altri.
Sicuramente una buona controllata da un tecnico VALIDO (a trovarlo...)potrebbe
migliorare la situazione .
Poi comunque c'è la solita vecchietta che ha sempre e comunque freddo (anche se
in casa ci sono 25 gradi) e vuole il radiatore bollente e ha tutto il tempo che
vuole per scocciare l'amministratore da mattina a sera.

crl

unread,
Mar 23, 1999, 3:00:00 AM3/23/99
to
per risolvere il problema basta montare delle valvole termostatiche sui
singoli radiatori e l'inconveniente č risolto.
trattasi di intervento abbastanza semplice che permette di regolare la
temperatura per singola stanza, permettendo anche un notevole risparmio
energetico.
fatevi vare un preventivo dal vostro manutentore di fiducia e il problema č
risolto
bob

Fabio ha scritto nel messaggio <7cftcg$a7h$1...@news.flashnet.it>...

Fabio

unread,
Mar 23, 1999, 3:00:00 AM3/23/99
to

crl <_xxxx_...@spqr.net> ha scritto nel messaggio
<7d7m6m$ocl$1...@auth2.ats.it>...

>per risolvere il problema basta montare delle valvole termostatiche sui
>singoli radiatori e l'inconveniente č risolto.

Accesso in ogni singola proprieta', modifica dell'impianto, applicazione
delle valvole, addebito di costi a persone alle quali non " gliene potrebbe
interessare di meno ".... e cosi' via.

>trattasi di intervento abbastanza semplice che permette di regolare la
>temperatura per singola stanza, permettendo anche un notevole risparmio
>energetico.


Contestazioni in merito alla ripartizione delle spese. Non sara' piu' valido
il criterio della superficie radiante installata ( elemento di riferimento
per la compilazione delle tabelle m/m di uso riscaldamento ). Quindi
installazione di contatori di calore ad ogni singolo radiatore, servizio di
lettura consumi e ripartizione degli stessi. Oneri conseguenti.
Contabilizzazione delle dispersioni termiche dell'impianto. Attribuzione dei
consumi conseguenti alle dispersioni stesse .....

Potrei continuare. Cio' significa ( o significherebbe ) trasformare un
impianto centralizzato in uno a contabilizzazione di calore: cosa buona
non la condivido ma .... cosi' si dice ) e fattibile ma non cosi' semplice
come ...... " mettemo ddu' valvole e amo risorto ".

Cordialita' Fabio

Stefano Batisti

unread,
Mar 23, 1999, 3:00:00 AM3/23/99
to

*mazzetti*@mclink.it <*mazzetti*@mclink.it> ha scritto nel messaggio
<36ed57eb...@news.cs.interbusiness.it>...

>On Thu, 11 Mar 1999 21:51:28 +0100, "Nicola Scutti"
><nsc...@cyberforli.it> wrote:
>
>>La temperatura nel mio appartamento, con riscaldamento centralizzato, non
>>scende mai (in nessuna stanza) sotto i 23 gradi; ...

L'unica risposta ragionevole, IMO, č: agisci sui detentori dei corpi
scaldanti (la prossima volta perň sarebbe utile conoscere di che tipo sono
i corpi scaldanti medesimi).
Saluti

robyroma

unread,
Mar 23, 1999, 3:00:00 AM3/23/99
to

>
> Ove, invece, tale problema non fosse cosi' diffusamente sentito, non
>restera' altro da fare che " aprire le finestre ".
>


Che i condomini pensino che non esistano altre alternative percorribili tra
costose modifiche di impianto e l' " aprire le finestre " posso anche
capirlo.
Non capisco quando ad accettarlo (anche se come soluzione estrema) è un
amministratore.
Molto più semplice (ed economico per tutti) è chiudere i caloriferi.
La temperatura dell'impianto va regolata per favorire l'utenza più
disagiata, i condomini che in appartamento non riescono a scendere sotto i
23°C devono semplicemente regolare le valvole in uscita dai termosifoni in
modo da arrivare alla temperatura desiderata (diminuendo la portata si
riduce la quantità di calore introdotta nell'unità di tempo).
Se tutti si comportano in questo modo il consumo colettivo dell'immobile
cala (e spesso sensibilmente) e di conseguenza calano anche le bollette,
senza che gli appartamenti termicamente meno fortunati vengano penalizzati.
E vero che in questo modo gli appartamenti meno energivori pagheranno più di
quanto realmente consumano, ma pagheranno sicuramente molto meno di quanto
pagavano prima (magari aprendo le finestre).
Dovere dell'amministratore è anche spiegare queste cose.
Bisogna rimuovere il luogo comune per cui si pensa che in un impianto
centralizzato è inutile attuare interventi personali di risparmio energetico
visto che in ogni caso poi bisogna pagare ugualmente indipendentemente dal
consumo.
Quanto si paga è una quota parte del consumo totale. Se tutti nel loro
appartamento si occupano di non sciupare calore il totale diminuisce e la
quota parte anche.

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