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autocertificazione e legge bersani

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sgar...@tiscali.it

unread,
Mar 4, 2009, 10:52:14 AM3/4/09
to
in molti, recatisi al comune a chiedere uno stato di famiglia per
usufruire della classe di meruto di un familiare, si sono visti
richiedere la marca da bollo per il certificato.
ci sono compagnie che accettano l'autocertificazione, ma secondo me il
certificato di stato di famiglia può essere emesso in carta libera.
il funzionario non si può rifiutare di emetterlo, salvo poi far fare le
verifiche all'agenzia delle entrate.
la dicitura da far apporre al certificato di stato di famiglia per
usufruire dell'esenzione dal bollo dovrebbe essere la seguente:
ESENTE DA BOLLO AI SENSI DELL'ART. 34 D.P.R. 601/73
detto articolo include nelle esenzioni i certificati emessi per pratiche
di assicurazione, in quanto i contratti sono già soggetti a imposta di
bollo.
non sono sicuro al 100% ma qualcuno più esperto di me saprà precisare.
e poi dicono che non siamo dalla parte dei clienti...
ciao
stefano

Sparrow®

unread,
Mar 4, 2009, 11:42:08 AM3/4/09
to
sgar...@tiscali.it scrisse:

> la dicitura da far apporre al certificato di stato di famiglia per
> usufruire dell'esenzione dal bollo dovrebbe essere la seguente:
> ESENTE DA BOLLO AI SENSI DELL'ART. 34 D.P.R. 601/73

Dovrebbe essere corretto.
Se non sbaglio, ci dovrebbe essere una risposta a un'istanza di
interpello della DRE della regione Friuli Venezia Giulia che ritiene
esente dall'imposta di bollo lo stato di famiglia anagrafica per
quell'uso.

Alex Lustig

unread,
Mar 5, 2009, 6:23:15 PM3/5/09
to
>in molti, recatisi al comune a chiedere uno stato di famiglia per
>usufruire della classe di meruto di un familiare, si sono visti
>richiedere la marca da bollo per il certificato.
>ci sono compagnie che accettano l'autocertificazione, ma secondo me il
>certificato di stato di famiglia può essere emesso in carta libera.
>il funzionario non si può rifiutare di emetterlo, salvo poi far fare le
>verifiche all'agenzia delle entrate.

Questa è materia per cui io ho sporto una personale doglianza con
l'assessorato competente.
Ma sarà il caso di interessare anche il ministro Brunetta, perchè
qualche solerte funzionario dell'anagrafe (diciamo la larga
maggioranza) ha interpretato la norma sull'autocertificazione come
scusa per scansare qualsiasi attività lavorativa.
Premesso che solo la pubblica amministrazione è tenuta ad accettare
l'autocertificazione e che comunque nessun cittadino è obbligato a
ricorrervi, sembra che agli sportelli dell'anagrafe qualsiasi
richiesta di certificazione venga interpretata come scocciatura da
evitare ad ogni costo.
Si assiste quindi ad una prima tecnica dissuasiva, diciamo di fase 1,
con il funzionario che strapazza il richiedente dandogli
dell'ignorante, perchè a sentir lui l'autocertificazione va usata
sempre, comunque e dovunque.
Se il cittadino persiste, ecco la tecnica di fase 2 che consiste
nell'interpretazione assai dubbia della faccenda "bollo". Tale bollo
sarebbe dovuto in qualsiasi caso, e siccome questo non è vero viene da
leggere anche questo atteggiamento in chiave dissuasiva.
Insomma, il cittadino i certificati non li deve proprio chiedere, così
all'anagrafe staranno finamente in pace.

La mia reazione di solito è quella di chiedere cinque o sei
certificati "per uso interno amministrativo" (esenti da bollo):
capirete che dovendomi spostare dallo sportello 1 allo sportello 2
(che è di fianco) ho bisogno che l'addetto A mi stampi i dati che io
devo produrre all'addetto B (che è a un metro di distanza).
Questa è la moneta con cui è bene ripagare determinati atteggiamenti
che, purtroppo, vedo anche troppo spesso.


A.L.

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