Dovrebbe essere corretto.
Se non sbaglio, ci dovrebbe essere una risposta a un'istanza di
interpello della DRE della regione Friuli Venezia Giulia che ritiene
esente dall'imposta di bollo lo stato di famiglia anagrafica per
quell'uso.
Questa è materia per cui io ho sporto una personale doglianza con
l'assessorato competente.
Ma sarà il caso di interessare anche il ministro Brunetta, perchè
qualche solerte funzionario dell'anagrafe (diciamo la larga
maggioranza) ha interpretato la norma sull'autocertificazione come
scusa per scansare qualsiasi attività lavorativa.
Premesso che solo la pubblica amministrazione è tenuta ad accettare
l'autocertificazione e che comunque nessun cittadino è obbligato a
ricorrervi, sembra che agli sportelli dell'anagrafe qualsiasi
richiesta di certificazione venga interpretata come scocciatura da
evitare ad ogni costo.
Si assiste quindi ad una prima tecnica dissuasiva, diciamo di fase 1,
con il funzionario che strapazza il richiedente dandogli
dell'ignorante, perchè a sentir lui l'autocertificazione va usata
sempre, comunque e dovunque.
Se il cittadino persiste, ecco la tecnica di fase 2 che consiste
nell'interpretazione assai dubbia della faccenda "bollo". Tale bollo
sarebbe dovuto in qualsiasi caso, e siccome questo non è vero viene da
leggere anche questo atteggiamento in chiave dissuasiva.
Insomma, il cittadino i certificati non li deve proprio chiedere, così
all'anagrafe staranno finamente in pace.
La mia reazione di solito è quella di chiedere cinque o sei
certificati "per uso interno amministrativo" (esenti da bollo):
capirete che dovendomi spostare dallo sportello 1 allo sportello 2
(che è di fianco) ho bisogno che l'addetto A mi stampi i dati che io
devo produrre all'addetto B (che è a un metro di distanza).
Questa è la moneta con cui è bene ripagare determinati atteggiamenti
che, purtroppo, vedo anche troppo spesso.
A.L.