La CU della moto non e' trasferibile su veicoli di altri settori
tariffari.
> E se invece
> acquistassi un'auto ma mantenendo anche la moto?
L'auto avrebbe la CU 14.
O altra migliore, se posseduta su un altro veicolo del medesimo settore,
anche da altro componente della propria famiglia anagrafica.
> La CU della moto non e' trasferibile su veicoli di altri settori
> tariffari.
[...]
> L'auto avrebbe la CU 14.
> O altra migliore, se posseduta su un altro veicolo del medesimo settore,
> anche da altro componente della propria famiglia anagrafica.
Grazie della risposta.
Sinceramente mi pare una regola un po' del cavolo. Dunque la mia
esperienza di guida per anni senza incidenti su moto conta
assolutamente zero nel caso passassi a un'automobile? E invece conta
l'esperienza di guida di un'altra persona sul mio stato di famiglia!
E' una follia, IMHO. Non c'è per caso una compagnia che valorizza
contrattualmente l'esperienza anche su veicoli di tipo diverso?
> Sinceramente mi pare una regola un po' del cavolo. Dunque la mia
> esperienza di guida per anni senza incidenti su moto conta
> assolutamente zero nel caso passassi a un'automobile?
Peraltro, prima della moto avevo un'auto, anche quella senza
incidenti, ma immagino che anche quell'esperienza non valga nulla agli
occhi delle compagnie, perché è passato qualche anno.
> E invece conta
> l'esperienza di guida di un'altra persona sul mio stato di famiglia!
Come se l'esperienza di guida si trasmettesse per co-abitazione! :-/
> E' una follia, IMHO.
A questo punto direi di abolire il sistema del bonus malus e passare
all'estrazione dei numeri alla lotteria, almeno sarebbe più equo,
secondo pura fortuna.
Ditemi almeno che in altre nazioni più civili non si seguono le stesse
regole di questa pazza Italia!
Considerato che per guidare auto e moto servono due patenti diverse,
direi che è la legge italiana a sostenerlo. Per altro, è sempre la
legge ad affermare che non si possono mutuare le classi tra veicoli di
"categoria" diversa.
> E invece conta
> l'esperienza di guida di un'altra persona sul mio stato di famiglia!
Di questo se ne è parlato fino alla nausea negli ultimi 3 anni... in
ogni caso, la classe di merito non è mai stata strettamente legata al
fattore di rischio di chi guida, essendo associata all'intestatario
del veicolo e non alla patente del guidatore. E questo da ben prima
della Bersani.
> E' una follia, IMHO.
Prima capitava che l'auto guidata dal neo-patentato diciottenne
venisse intestata a padre/madre/nonno per mitigare il premio
dell'assicurazione. Per quanto non mi piaccia la Bersani, non è che
sia stato poi questo grande stravolgimento... anche perchè la classe
CU si eredita, ma molti altri parametri che incidono sul premio invece
no.
> Considerato che per guidare auto e moto servono due patenti diverse,
Non mi pare un argomento decisivo. Fino a 125 cc si guida una moto
anche con una vecchia patente B, e per gli scooter non serve neanche
la patente.
Ma, soprattutto, le classi bonus malus non accertano la capacità di
guidare un tipo veicolo (che è data per scontata al conseguimento
della patente o comunque con i primi anni di esperienza di guida) ma
piuttosto accertano la "sinistrosità" o viceversa non sinistrosità, in
altre parole la prudenza e accortezza del guidatore, che gli consnte
di non essere causa di incidenti.
> direi che è la legge italiana a sostenerlo. Per altro, è sempre la
> legge ad affermare che non si possono mutuare le classi tra veicoli di
> "categoria" diversa.
Sparrow ha spiegato ciò che dice la legge e non intendevo affatto
metterlo in dubbio.
Però mi sia consentito commentare e non concordare con il criterio
della legge, ed auspicare che alcune compagnie tengano in conto
contrattualmente anche criteri non obbligatori per legge, quali
appunto la prudenza o non prudenza dimostrata da un guidatore alla
guida di veicoli diversi. Credo che sia nell'interesse delle stesse
compagnie attirare guidatori poco sinistrosi, anche se la non
sinistrosità è stata dimostrata alla guida di veicoli d'altro tipo,
oppure alla guida di veicoli dello stesso tipo in anni precedenti (nel
mio caso, per esempio, avevo un'auto prima di passare a una moto, e mi
pare incredibile che anni di "zero sinistri", prima in auto e poi in
moto,, ora valgano zero se volessi assicurare nuovamente
un'automobile).
> > E invece conta
> > l'esperienza di guida di un'altra persona sul mio stato di famiglia!
>
> Di questo se ne è parlato fino alla nausea negli ultimi 3 anni...
Lo credo bene, essendo una follia bella e buona, come se la prudenza
si trasmettesse con l'aria respirata in casa. E' anche un'ingiustizia
ai danni di chi non ha la fortuna di avere un familiare convivente con
classe bassa: quel che le compagnie perdono da una parte concedendo
classi immeritate solo per via dello stato di famiglia, lo faranno
ovviamente pagare dall'altra, spalmandolo su tutte le tariffe, a chi
si guadagna il bonus malus solo sul campo.
E credo che la follia della norma risalti ancor di più al confronto
dell'elemento di cui parlavo sopra, cioè del fatto di non tener in
*alcun* conto (sottolineo *alcun*, perché capirei al limite una
percentuale di riduzione per via della differenza dei veicoli, ma non
capisco l'azzeramento totale) la prudenza o non prudenza dimostrata su
veicoli di tipo diverso.
> in
> ogni caso, la classe di merito non è mai stata strettamente legata al
> fattore di rischio di chi guida, essendo associata all'intestatario
> del veicolo e non alla patente del guidatore. E questo da ben prima
> della Bersani.
Questo comunque non giustifica la distorsione totale operata dalla
Bersani.
Il senso del sistema è, anzi dovrebbe essere, premiare l'assenza di
incidenti e penalizzare la sinistrosità. Se invece si legittima
l'"ereditarietà" delle classi, il sistema perde di senso.
>
> > E' una follia, IMHO.
>
> Prima capitava che l'auto guidata dal neo-patentato diciottenne
> venisse intestata a padre/madre/nonno per mitigare il premio
> dell'assicurazione. Per quanto non mi piaccia la Bersani, non è che
> sia stato poi questo grande stravolgimento... anche perchè la classe
> CU si eredita, ma molti altri parametri che incidono sul premio invece
> no.
Certo la Bersani ha consacrato ciò che si poteva ottenere in un modo o
nell'altro con stratagemmi vari, ma ha reso procedura ordinaria ciò
che prima era l'eccezione, togliendo definitivamente senso al sistema
del bonus malus. Peraltro se il nonno intestatario e contraente
passava improvvisamente a miglior vita, il nipote guidatore di fatto,
rimasto solo, rischiava di dover ripartire dalla 14esima. Ora invece
"eredita" la classe una volta per tutte, no?
[...]
> piuttosto accertano la "sinistrosità" o viceversa non sinistrosità, in
> altre parole la prudenza e accortezza del guidatore, che gli consnte
> di non essere causa di incidenti.
Mi correggo: la sinistrosità non si riferisce direttamente al
guidatore, ma al contraente, che però in fin dei conti beneficia o non
beneficia della prudenza del guidatore o dei guidatori cui il veicolo
è affidato. Insomma, se il contraente contrae un polizza per un'auto o
una moto messa nelle mani di familiari scapestrati, il contraente ne
pagherà le conseguenze in termini di bonus malus. Se invece la mette
nelle mani di familiari prudenti, la sua classe bonus malus ne avrà
giovamento. Se poi lo stesso contraente passa da una moto a un'auto,
mi pare lecito suppore, salvo prova contraria, che manterrà la stessa
"sinistrosità" che aveva dimostrato col veicolo precendente anche se
di tipo diverso e anche se affidato alla guida dei familiari.
Serve un'ulteriore correzione: la CU fa riferimento al proprietario. Non
al contraente.
Anzi, con una vecchia patente B, si guida qualsiasi tipo di moto,
mentre con una nuova patente B si guidano motocicli fino a 125 cc.
> Serve un'ulteriore correzione: la CU fa riferimento al proprietario. Non
> al contraente.
Grazie della precisazione. Credo comunque che il mio concetto valga
in ogni caso, perché per la compagnia dovrebbe essere desiderabile
assicurare un veicolo con proprietario che ha una storia assicurativa
di bassa sinistrosità, quindi buona C.U., sia che il proprietario
coincida con il guidatore, sia che non coincida (ma la bassa. C.U.
dimostra che quel proprietario affida il veicolo a guidatori
prudenti).
Prendiamo ad esempio Mario Rossi e Giovanni Bianchi, entrambi
trentaduenni.
Mario, che vive da solo, ha posseduto e assicurato una moto da quando
ha raggiunto la maggior età e per 14 anni di seguito senza incidenti.
Giovanni invece, che convive ancora con mamma e papà, non ha storia
assicurativa.
Ora sia Mario sia Giovanni acquistano e assicurano un'automobile.
Mario, che ha una storia assicurativa lunga e positiva, ma con veicolo
di tipo diverso, sarà trattato dalla compagnia come un perfetto
sconosciuto di cui non si sa nulla, e assegnato in 14esima.
Giovanni, invece, siccome convive con mamma e papà, potrà usufruire
della Bersani e della classe "da stato di famiglia".
Ok, è quel che prevede la legge, ma la legge consentirebbe alle
compagnie, se volessero, di valorizzare contrattualmente anche criteri
diversi, come appunto la storia assicurativa con qualsiasi tipo di
veicolo, no?
Le compagnie sono libere di applicare il modello tariffario che
ritengono più opportuno;
esistono polizze RCA che prevedono un costo su base percorrenza
chilometrica, tanto per fare un esempio.
A questo punto però, IMHO più che di modellazione statistica del
rischio stiamo parlando di marketing.
Esatto. Sto appunto suggerendo un modello tariffario basato sulla
storia assicurativa reale degli assicurati sul lungo periodo.
Guardiamo per esempio agli ultimi dieci anni, con qualsiasi tipo di
veicolo. Se non si sono causati incidenti, io scommetterei sulla
probabilità che non se ne faranno neanche nei dieci anni successivi, o
almeno non incidenti gravi. Mi sembrerebbe un modello tariffario più
solido di altri, visto che consentirebbe alle compagnie di incassare
premi senza pagare molti danni, e lascerebbe soddisfatti i clienti che
ottengono una buona tariffa grazie alla propria effettiva prudenza.
> esistono polizze RCA che prevedono un costo su base percorrenza
> chilometrica, tanto per fare un esempio.
> A questo punto però, IMHO più che di modellazione statistica del
> rischio stiamo parlando di marketing.
Beh, dipende. Credo che il mio modello avrebbe riscontri statistici,
non solo marketing. Certo però potrebbe funzionare anche dal punto di
vista del marketing.