Il pediatra ha detto che deve restare a casa almeno una settimana.
Grazie,
cdr
Che ti frega?
Quello che non rimborsa l'assicurazione lo rimborsa la scuola..
In particolare volevo sapere se è possibile chiedere il rimborso della
retta mensile in base ai giorni non usufruiti, lo deve rimborsare la
scuola?
C'è un indennizzo anche per le lesioni subite?
Grazie,
cdr
--
Dal blog di Daniele Luttazzi:
- Alemanno vuole una strada per Craxi. Esultano i proprietari di cani: da
oggi sanno dove portare Fido a cagare. (piero esposito)
- L'Aquila. Berlusconi all'ospedale viene accolto da scroscianti applausi.
Poi non si ricovera. (Diego Leonardi)
- Vaticano, anno 2009: "Cos� abbiamo salvato Galileo dal rogo".
Vaticano, anno 2409: "Cos� abbiamo aiutato Eluana Englaro". (franz foti)
Se avessi visto la carne viva sulle sue due dita te ne staresti zitto!
Il pure' bollente si è attaccato alla mano e prima che riuscissero a
lavarlo via ha provocato un bel danno :(
Secondo te è giusto che la scuola materna la passi liscia in seguito a
comportamenti così maldestri degli inservienti?
Lato mio non posso fare altro che chiedere un risarcimento, oppure
conosci altre strade?
E' giusto che la retta mensile venga pagata comunque quando tuo figlio
resta a casa l'intero mese ammalato dopo che ha contratto la malattia
in asilo ?
Se qualcuno sa rispondermi al post precedente lo ringrazio in
anticipo.
Ciao,
cdr
Il quesito è mal posto.
In primo luogo la scuola materna non ha alcun obbligazione giuridica a
sottoscrivere una polizza di assicurazione;
In secondo luogo, qualora la scuola avesse sottoscritto una polizza
assicurativa di RCT/O Responsabilità civile verso terzi e per gli
operai (definizione risalente al legislatore degli anni'50 ma ancora
in vigore e che ricomprende tutto il personale dipendente e coloro che
hanno un rapporto di servizio con la scuola) Lei non avrebbe titolo ad
agire direttamente nei confronti della compagnia di assicurazione. In
termini giuridici si parla di carenza di legittimazione passiva.
Sulla scorta di quanto suespresso in relazione al danno ingiusto
subito dalla minore Lei deve agire, ai sensi degli artt.2051 e 2043
codice civile nei confronti della scuola materna.
In pratica dovrà inoltrare alla scuola materna una lettera
raccomandata con avviso di ricevimento nella quale richiederà, in nome
e per conto della minore, per la quale esercita la potestà
genitoriale, il risarcimento dei danni patiti.
Dopodiché, se la Sua domanda è ben formulata e documentata (ex art.
2697 cc), la scuola si attiverà per la gestione del sinistro che potrà
essere in ritenzione (gestito in proprio dalla scuola materna), ovvero
trasmesso alla propria compagnia di assicurazione del ramo RCT/O. e a
Lei per conoscenza.
Se avesse delle difficoltà nella compilazione della lettera, le
suggerisco vivamente di essere assistita da un suo legale di fiducia o
da un patronato.
Cordiali saluti
La informo che Lei non ha alcuna possibilità di azione diretta nei
confronti della compagnia di assicurazione Ritengo che Lei abbia
formulato male il suo quesito in quanto non essendoci obbligatorietà
nella polizza di assicurazione lei è un legittimato passivo
Non hai figli, eh?
La ringrazio per la precisa spiegazione, tuttavia essendo in buoni
rapporti, preferirei non agire tramite legale.
Secondo lei è possibile chiedere un risarcimento oltre al banale
prezzo dei farmaci acquistati?
Ho parlato di assicurazione perche' loro mi hanno detto di averla.
Grazie,
cdr
La regola generale comporta quindi che l’esercizio del diritto di
risarcimento per il danno ingiusto altrui è sempre legittimo e non può
essere fonte di responsabilità alcuno di chi lo esercita.
Quindi, si legga l'art. 2043 del codice civile e non abbia timore ad
agire. Lei è nel giusto se suo figlio ha subito un "danno ingiusto".
Richieda dunque i danni "materiali diretti" incluse le spese
farmaceutiche. Per quanto possa essere in buonissimi rapporti con il/
la danneggiante, Lei esercita un'azione dovuta.
In Conclusione, se vuole provare lei a scrivere una lettera veda i
vari moduli, esempi etc. che si trovano su internet, diversamente si
faccia aiutare da qualcuno, o da un patronato. Ma si muova, non resti
col rimorso per la eventuale prescrizione del danno.
Ovviamente non posso farle la lettera perché violerei lo spirito di
questo gruppo.
Con viva cordialità
Walter Rossi
Grazie mille, è stato molto gentile ed esaustivo.
Mi documenterò come suggerito.
Cordiali saluti,
cdr
se � un danno che (spero di no) le pu� arrecare anche per il futuro un
qualsiasi danno, anche minimo, mi scuso (come detto inizialmente)....
viceversa, leggendoti, mi era sembrato di vederci un "come posso farmi
risarcire per una scottatura?".....
che mi ricorda quelle richieste danni di bambini che, giocando nel cortile
delle scuole, cadono e si sbucciano le ginocchia....
un tempo, oltre alle ginocchia sbucciate, si arrivava a casa e si prendevano
due ceffoni per aver rovinato i pantaloni... oggi si chiedono danni....
ripeto: se � qualcosa di serio, la mia uscita era fuori luogo...
se vuoi invece solo monetizzare il dolore, resto della mia idea....
tutto qui...
spero cmq (in ogni caso) che si riprenda al pi� presto!
Sono d'accordo su questo ma c'è una bella differenza tra farsi male
durante il gioco (anche con altri bambini) e subire un danno provocato
da un inserviente maldestra, non ti sembra?
Se si fosse fatta male durante il gioco non avrei avuto nulla da
rimproverare alla scuola materna.
Saluti,
cdr
>
> Sono d'accordo su questo ma c'� una bella differenza tra farsi male
> durante il gioco (anche con altri bambini) e subire un danno
> provocato da un inserviente maldestra, non ti sembra?
> Se si fosse fatta male durante il gioco non avrei avuto nulla da
> rimproverare alla scuola materna.
>
> Saluti,
> cdr
Guarda, per puro spirito dialettico e nulla pi�:
sei proprio sicuro che sia stato solamente un atto maldestro
dell'inserviente?
Potrebbe essere successo che tua figlia ha spostato la mano di colpo andando
a centrare, si fa per dire, il cucchiaio pieno di pur�?
Ancora, potrebbe essere che la bimba vicina a tua figlia abbia colpito il
braccio dell'inserviente provocando il resto?
Ciao
Giampaolo Natali
natalia...@NOSPAMlibero.it
IMHO - Mi permetto di obiettare a questa Sua affermazione ricordandoLe
la culpa in vigilando et in eligendo degli insegnanti e del corpo
ausiliario.
Ogni caso legale va letto e valutato a sé stante.
E' evidente che ci può essere una responsabilità per fatto accidentale
del prestatore d'opera professionale (la c.d. culpa lieve) e la
precipua responsabilità del soggetto per negligenza palese (se non
addirittura il dolo) nella condotta omissiva. In tal caso siamo in
presenza di colpa grave o di dolo del soggetto.
La scuola risponde nei confronti del terzo danneggiato nel
procedimento civile (in quello penale è sempre il soggetto persona
fisica che risponde della propria azione),
Tanto nel caso di grave negligenza quanto nel caso di dolo, la scuola
deve segnalare la circostanza al P.M. Regionale della Corte dei Conti
che agirà per quanto di sua competenza.
Cordialità
Walter Rossi
Le cose sono andate così, come ammesso dalla stessa inserviente:
mentre stava mettendo il purè nel piatto di mia figlia l'inserviente è
stata chiamata da un altro bambino e girandosi dall'altra parte ha
comunque continuato a servire mia figlia centrando la sua mano anziché
il piatto. La stessa versione è stata confermata da mia figlia che non
è solita raccontare bugie.
Ciao,
cdr
Non intendevo dal punto di vista legale, volevo solo dire che avendo
due bambine piccole so che si possono fare male anche controllandole a
vista, a maggior ragione un'insegnate con 25 bambini non può fare
miracoli in tal senso.
Saluti,
cdr
Voglio farti una domanda volutamente provocatoria.
La scuola risponde del proprio dipendente, e la scuola è anche
assicurata. Per cui abbiamo un soggetto, diciamo "ricco", che paga il
danno. E allora non possono passarla liscia, il fatto è gravissimo,
tua figlia è ustionata ecc. ecc.
Mettiamo che l'inserviente fosse un operatore libero professionista,
come capita talvolta nella sanità. Oppure facciamo finta che abbia
agito in modo tale da configurare uno dei rari casi di rivalsa da
parte dell'assicuratore.
Mettiamo in sostanza che il danno lo debba pagare l'operatrice di
tasca propria, un soggetto diciamo "povero".
E' ancora un fatto gravissimo o sono cose che possono succedere ai
lavoratori, magari con famiglia ecc. ecc.?
Traduzione spiccola: l'indignazione e la voglia di agire sono
proporzionali alla solvibilità di chi deve rispondere del danno?
Perchè nel nostro lavoro capita sovente.
A.L.
Va pur detto che la polizza assicurativa per il libero professionista
operatore di sanità il premio assicurativo richiesto è relativamente
modesto (da circa 200 Euro in su a seconda del massimale e dei
limiti). Certo è sempre un onere!.
Quanto alla polizza di RC Patrimoniale per la colpa grave individuale,
con eventuale estensione alla Tutela legale, a seguito delle
previsioni di cui all'art. 3 comma 59 della Legge. 244/2007
"Finanziaria 2008") i premi partono da 100 euro in su (dipende dai
limiti di massimale e dalle esclusioni) - no franchigie.
Tuttavia sulla eventuale rivalsa della P.A della struttura sanitaria o
dell'Az. Ospedaliera o della scuola nei confronti del libero
professionista dovremmo aprire un nuovo NG.
Se invece il professionista è dipendente, a mente dell'art. 22 della
L. 3/57 risponde esclusivamente per la responsbailità derivante da
grave negligenza, e l'assicuratore della struttura sanitaria o della
P.A. in genere non ha possibilità di azione di rivalsa nei confronti
del soggetto in quanto non può partecipare nel giudizio avanti la
Corte dei Conti.
Walter Rossi
Porrei la questione diversamente: la voglia di agire è motivata dal
fatto di avere una figlia sofferente e che forse riporterà segni
permanenti, causati da una grave disattenzione da parte di
un'inserviente.
Certo che se tale inserviente non avesse copertura assicurativa e
fosse in difficoltà finanziarie mi guarderei bene prima di rovinarle
la vita.
Nel frattempo la scuola materna mi ha comunicato l'agenzia
assicurativa a cui rivolgermi e mi ha detto di mandare direttamente a
loro la richiesta di risarcimento.
Ciao,
cdr.
Grazie,
cdr
>Risponde direttamente la scuola materna per queste cose?
Secondo me non risponde nessuno, a meno che non inizi ad andare da un
avvocato, citare in giudizio, ecc. ecc...
"E' la vita..."
--
Neomamma o neopap�? http://spaziomamma.altervista.org/
Per rispondermi via email rimuovi _removethis_ e .invalid dall'indirizzo
Grazie per la risposta, credo anche io che sia così: stamattina mi
hanno detto arrogantemente che la quota mensile va pagata per intero,
nonostante i giorni persi a causa loro.
Giusto per avere un'idea, che risarcimento potrei chiedere
considerando:
- ustioni di terzo grado certificate dal pediatra
- 8 ore lavorative perse per 4 visite dal pediatra
- farmaci acquistati per circa 40€
- una settimana della bimba a casa
Grazie,
cdr
Non sono un medico e non posso dare un parere professionale.
Però, però... il cibo cotto in un liquido non raggiunge i 100 gradi, e
la temperatura comincia a scendere nell'istante in cui viene tolto dal
fornello. Quando viene servito è ancora nel pentolone, il che conserva
il calore, ma dubito che si raggiungano i 70 gradi. Viene prelevato
con un cucchiato di acciaio inossidabile, freddo: il calore si
trasferisce al metallo e c'è un'altra perdita. Il cucchiaio cede
calore all'ambiente (immagino l'ambiente intorno ai 22 gradi) la
temperatura scende ancora.
Mi stai dicendo che questo cucchiaio è ancora in grado di bruciare
l'epidermide, il derma ed il tessuto sottocutaneo? Bruciare,
distruggere, necrotizzare? Perchè tale è la definizione di "ustione di
terzo grado".
E di solito il malcapitato non se la cava con sette giorni di
prognosi, quando normalmente al pronto soccorso se ne danno quindici
per il male al collo.
Quanto ai farmaci... 40 Euro? Mi aspettavo quantomeno la parcella
della visita vascolare e di quella del chirurgo plastico.
C'è qualcosa che non mi torna.
Anche perchè personalmente ho avuto un'ustione diretta da liquido
bollente sotto pressione, ben oltre i 130 gradi, con due mesi di
prognosi: e quello, stando agli specialisti, era il "secondo" grado.
Ho solo riportato quello che ha detto il pediatra, non me ne intendo
di queste cose. Posso però dirti che c'era una parte di tessuto quasi
nera.
> E di solito il malcapitato non se la cava con sette giorni di
> prognosi, quando normalmente al pronto soccorso se ne danno quindici
> per il male al collo.
Il pediatra ha detto che per guarire completamente, sempre se non
rimarranno segni, ci vorrà circa un mese.
> Anche perchè personalmente ho avuto un'ustione diretta da liquido
> bollente sotto pressione, ben oltre i 130 gradi, con due mesi di
> prognosi: e quello, stando agli specialisti, era il "secondo" grado.
Non è rilevante solo la temperatura ma anche il tempo di contatto e
come ho scritto ci hanno messo un po' a lavare via il cibo bollente
dalla mano.
Comunque ho deciso di concludere in via bonaria chiedendo solo il
rimborso delle spese alla scuola materna, vediamo se accettano.
Ciao,
cdr
Gentilissima cdr,
IMHO mi sembra piuttosto chiaro il sinistro e la sua dinamica. Non mi
è chiaro, invece, perché Lei, se non vuole andare da un legale o da un
patronato,
non inizi ad agire per iscritto indirizzando alla scuola e/o alla
società che effettua il servizio di mensa/refezione scolastica, la
richiesta di risarcimento danni da Lei lamentati,
Per quanto Lei continui a chiedere "verbalmente" all'assicurazione
(della scuola, della società che gestisce il servizio mensa, ad
entrambe ???) cosa rimborsa, anziché quanto voglio in relazione al
danno ingiusto subito dalla figlia sulla quale esercita la potestà
genitoriale, la compagnia di assicurazione, sempre "verbalmente", le
risponderà tutto quello che vuole.
Quando capirà che la sua domanda verbale o scritta diretta unicamente
all'assicuratore (di chi???) difetta di carenza di legittimazione
attiva (cioé lei non ha alcun titolo per richiedere il risarcimento
dei danni direttamente all'assicurazione), forse inizierà a scrivere
una lettera raccomandata con avviso di ricevimento alla scuola e/o la
società che gestisce il servizio mensa scolastica ex art. 2049 cc,.
richiedendo il risarcimento di tutti i danni patiti et patendi ex art.
2043 c.c, documentando la sua richiesta in relazione al danno ingiusto
subito da sua figlia, secondo le previsioni di cui all'art. 2697 cc.
Solo allora, forse, qualcuno inizierà a prenderla seriamente in
considerazione.
Se non sa scrivere la lettera, faccia come le ho già suggerito se
vuole ottnere soddisfazione.
L'importante è che si muova, ed in un modo o nell'altro raccolga e
produca documentazione idonea a supportare la sua richiesta di
risarcimento del danno.
Chi le ha risposto verbalmente che paga solo i farmaci, mi permetta,
le ha detto una "fregnaccia".E di questo legalmente ne sono
certissimo.
Adesso tocca a Lei. Carpe diem!!!
Cordialmente
Ho già portato alla scuola materna una lettera scritta con la proposta
di risoluzione in via bonaria nella quale chiedo unicamente il
rimborso delle spese ed ore lavorative perse. Lunedì avrò la risposta.
Per nostra fortuna la scuola materna è "vecchio stile" e non ha un
servizio mensa esterno: le cuoche sono dipendenti della stessa.
> Quando capirà che la sua domanda verbale o scritta diretta unicamente
> all'assicuratore (di chi???) difetta di carenza di legittimazione
> attiva (cioé lei non ha alcun titolo per richiedere il risarcimento
> dei danni direttamente all'assicurazione), forse inizierà a scrivere
> una lettera raccomandata con avviso di ricevimento alla scuola e/o la
> società che gestisce il servizio mensa scolastica ex art. 2049 cc,.
Come ho detto, prima vorrei risolvere bonariamente per mantenere buoni
rapporti con la scuola.
Se non accettano la mia proposta vedrò il da farsi.
> richiedendo il risarcimento di tutti i danni patiti et patendi ex art.
> 2043 c.c,
La ringrazio per i suggerimenti ma perchè non risponde alla mia
domanda: che risarcimento si ottiene normalmente per un ustione di
terzo grado alla mano?
Questo ovviamente mi sarà utile se la scuola materna non accetterà la
mia proposta.
> Chi le ha risposto verbalmente che paga solo i farmaci, mi permetta,
> le ha detto una "fregnaccia".E di questo legalmente ne sono
> certissimo.
Mi hanno detto che paga solo i farmaci (ed eventuali visite fino a un
tetto di 4000€) solo nel caso in cui non ci siano danni permanenti;
non mi sembrano "fregnaccie" ma comuni contratti assicurativi.
Saluti,
cdr
Non intendo polemizzare con Lei, ma vorrei che si rendesse conto che
le hanno aperto il sinistro sulla polizza infortuni e non le hanno
aperto il sinistro anche sulla polizza RCT (Responsabilità Civile
verso Terzi), sulla quale può ottenere il risarcimento degli altri
danni materiali diretti.
> non mi sembrano "fregnaccie" ma comuni contratti assicurativi.
Se conosce i contratti assicurativi dovrebbe anche sapere che al
momento non è possibile determinare il quantum-debeatur (ammontare del
risarcimento) poiché dovrebbe documentare a periodi regolari con foto
e certificazioni del medico ASL, (non quello di base!!!) l'andamento
della guarigione o meno per poter poi determinare non solo il danno
residuo finale,ma anche il danno esistenziale di questo periodo.
Ma se lei vuol risolvere bonariamente senza troppi problemi, questi,
IMO, li avrà fino a quando non sottoscriverà un atto di transazione e
di quietanza con la parte danneggiante.
Cordialità
Confermo che hanno aperto il sinistro solo presso la polizza infortuni
e non vogliono risolvere bonariamente, demandando tutto
all'assicurazione infortuni. Hanno scritto di portar loro i cedolini
lavorativi per mostrare le ore perse... ma su tali cedolini non
risulta indicato il giorno e l'ora ma solo il totale dei ROL goduti
nel mese: che utilità hanno?
> Se conosce i contratti assicurativi dovrebbe anche sapere che al
> momento non è possibile determinare il quantum-debeatur (ammontare del
> risarcimento) poiché dovrebbe documentare a periodi regolari con foto
> e certificazioni del medico ASL, (non quello di base!!!) l'andamento
> della guarigione o meno per poter poi determinare non solo il danno
> residuo finale,ma anche il danno esistenziale di questo periodo.
Considerando che la bambina non è stata portata al pronto soccorso e
non abbiamo certificazioni del medico dell'ASL ma solo delle foto, per
poter presentare la richiesta di risarcimento del danno è necessaria
una visita dal medico legale? Perchè se si facesse ora non si avrebbe
piu' l'evidenza del danno.
Grazie ancora,
cdr
>una visita dal medico legale? Perch� se si facesse ora non si avrebbe
>piu' l'evidenza del danno.
Primo, se non si vede + il danno sono contento per la vostra bimba e per
voi!
Secondo, se l'idea della richiesta danni ti era venuta da subito, una
visitina al PS avrebbe reso disponibile un referto che avresti potuto
utilizzare in seguito
Le prove assumono sempre rilevanza, quale "mezzo" o "strumento"
accordato a chiunque per far valere o, a seconda dei casi, per
difendere i propri diritti "non solo in giudizio - come indicato
dal'art. 2697 cod. civ.- ma fuori e prima di questo". Infatti,
l'evidenza e la virtuale sicurezza di ottenere il loro riconoscimento,
in forza delle prove eventualmente disponibili, costituiscono una
"condizione già di per sé normativamente sufficiente" per imporre il
rispetto di quei diritti, anche a prescindere dall'eventuale tutela
giudiziaria e legale (quest'ultimo termini indicato nell'accensione di
cui al D.Lgs. 209/2005 "Codice delle Assicurazioni"), assicurandone il
tranquillo godimento. Per queste considerazioni, le norme sulle prove
- tendenzialmente dirette a disciplinare, sin dove possibile, la loro
"precostituzione" ante judicium, nonché le condizioni della loro
ammissibilità ed efficacia "legale" - trovano una loro logica
collocazione nel sistema del Codice civile, precedendo addirittura
quelle sulla tutela giurisdizionale vera e propria. Al Codice di
procedura civile ed alle norme processuali rimane, invece, riservata
la disciplina tecnica delle modalità e delle forme con cui le prove
possano essere acquisite od assunte nel corso di un giudizio che debba
essere promosso, quando occorra, per ottenere il riconoscimento e la
tutela dei diritti lesi, come nel suo caso, contra jus, dalla condotta
altrui (cfr. la rel. del Guardasigilli al Re sul Codice civile del
1942, n. 1065, cpv. 8, 9).
In altre parole, chi ha l'interesse e la convenienza della prova, ha
l'onere di provare i fatti giuridici a sé favorevoli accollandosi
anche il correlato rischio della mancata prova, come sembrerebbe da
quanto Lei indica nell'ultimo post.
Il brocardo latino ci ricorda che "actore non probante reus
absolvitur".
Cordialmente
Walter Rossi