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Falsi incidenti 1

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Giuseppe Calì

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Jan 20, 2000, 3:00:00 AM1/20/00
to
Credo di fare cosa gradita postandoVi qualche articolo apparso ieri
19/01/2000 sul Mattino di Napoli

«Falsi incidenti, creata una fabbrica di sentenze»
I verbali dell'accusa: giudici o avvocati, a ruoli alternati, per favorirsi
reciprocamente
DA SALERNO
CRISTIANO TARSIA
I testimoni erano inesistenti. Del resto, non c'era niente da testimoniare,
visto che gli incidenti non erano mai avvenuti. E attori e convenuti non
sapevano neanche di essersi tozzati. Un meccanismo perfetto era stato messo
in piedi dalla gang dei falsi incidenti. Perfetto sino a quando Romano e
soci non sono stati traditi dall'ingordigia.
A segnalare l'oscuro business messo in piedi alla Pretura di Mugnano, una
denuncia del liquidatore dell'Ambra Assicurazioni, in cui si sottolineava la
liquidazione di una cinquantina di pratiche di infortunistica stradale in
base a sentenze esecutive emesse dal Giudice Conciliatore Rita Di Marino, in
assenza, per ogni sinistro, di una segnalazione di danno da parte dell'
assicurato e di una notifica alla compagnia assicurativa dell'atto
introduttivo del giudizio e della sentenza esecutiva.
Le sentenze
E, in effetti, si è scoperto che le sentenze erano in fotocopia, tutte
stilate su di un modello predisposto, presentando, come unica variazione, il
nome dell'attore, quello del convenuto, la data e il luogo del sinistro e la
targa dei veicoli coinvolti. Come segno particolare, il fatto che i
convenuti rimanevano sempre contumaci e i danni e gli onorari liquidati in
maniera identica.
La gang in famiglia
Stretto il legame tra i membri dell'organizzazione, quasi a conduzione
familiare. L'avvocato Loredana Romano è sorella di Vincenzo, ancora
latitante; quest'ultimo ha avuto lo studio legale a via Giardinetto a
Toledo; dove risultava il domicilio legale di Antonio Capasso. Francesco
Savanelli è il marito di Filomena Cavallo; una stessa autovettura, una Fiat
Panda, indicata come di proprietà di due diverse persone e in realtà di
proprietà di tutt'altra persona, è riportata in due diversi sinistri, uno in
giudizio patrocinato da Capasso e uno dalla Romano.
Gli scambi
E poi «scambi» di ruoli. Antonio Capasso era patrocinante legale in alcuni
dei giudizi davanti all'avvocato Rita Di Marino quale conciliatore a
Mugnano; e la stessa Di Marino ricambiava le «visite» a Capasso,
comparendogli davanti quando fungeva da giudice di pace presso la Pretura di
Torre Annunziata.
Tutti particolari accertati dai carabinieri. Il lavoro degli inquirenti,
però, non è stato facile, anzi.
Il porto delle nebbie
La Pretura di Mugnano è stata un vero e proprio porto delle nebbie. Al fine
di acquisire le relate di notifica degli atti di causa, infatti, venivano
interessati sia gli Uffici di Cancelleria che i singoli legali.
In Pretura rispondevano in un primo momento che le notifiche effettuate dai
messi conciliatori erano inserite nei fascioli di parte in possesso dei
legali, che avevano provveduto a ritirarli dopo l'emissione della sentenza,
specificando, in seguito, che a causa del trasloco dei locali dell'archivio,
risultava impossibile reperire gran parte dei fascicoli richiesti.
Da parte loro i legali adducevano l'impossibilità di reperire ed esibire
tali atti in quanto giacenti presso l'archivio dell'Ufficio del
Conciliatore.
Il danno sociale
Il gip Alberta Cappelli, nell'ordinanza di custodia cautelare, spende due
parole anche sull'enorme danno sociale prodotto dalla gang dei falsi
incidenti, visto che «l'attività criminale degli indagati può essere
ricondotta al più vasto e diffuso fenomeno criminoso, specie in Campania,
delle truffe assicurative, la cui entità è tale da comportare un aggravio
enorme sulle tariffe assicurative con rilevanti conseguenze sul tessuto
sociale, sia esso individuale che aziendale».

cal...@tin.it


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