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assicurato minorenne

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Emanuele Fazio

unread,
Apr 18, 1999, 3:00:00 AM4/18/99
to
Salve a tutti.
Questo è il mio primo intervento sul ng e ringrazio ex ante per le risposte.

Può un assicurato essere un minorenne?
Voglio garantire una rendita a mia figlia, che ha cinque anni, in caso che
al compimento del 18 anno di età io non sia in vita.
Per 13 anni sottoscriverò una polizza temporanea caso morte.
Per la polizza di rendita, che farò con durata 13 anni, chi devo indicare
come assicurato, se non posso indicare mia figlia in quanto minorenne?

Saluti

Emanuele Fazio

Giampaolo Natali

unread,
Apr 19, 1999, 3:00:00 AM4/19/99
to
La "testa" assicurata è la tua, beneficiaria è, indubbiamente, tua figlia.
Ciao,

--
Giampaolo Natali
nata...@persiceto.it
nata...@mail.acronet.it
nata...@mail.intervision.it

Emanuele Fazio ha scritto nel messaggio
<7fd68v$6u7$1...@fe2.cs.interbusiness.it>...

Alex Lustig

unread,
Apr 20, 1999, 3:00:00 AM4/20/99
to
L'assicurato puo' anche essere minorenne se non viene incluso il caso di
morte.
Quindi una polizza di rendita differita puo' avere come assicurata anche tua
figlia, il che e' essenziale se si vuole che i coefficienti siano calcolati
su di lei (come corretto) invece che su di te. In ogni caso fai una polizza
per un CAPITALE al termine, non per una rendita.
Saluti.

Alex.

Riccardo Ciavarella

unread,
Apr 21, 1999, 3:00:00 AM4/21/99
to
"Emanuele Fazio" <fa...@ser-tel.it> wrote:

>Salve a tutti.
>Questo è il mio primo intervento sul ng e ringrazio ex ante per le risposte.
>
>Può un assicurato essere un minorenne?

>Voglio garantire una rendita a mia figlia, che ha cinque anni, in caso che
>al compimento del 18 anno di età io non sia in vita.

>Per 13 anni sottoscriverò una polizza temporanea caso morte.
>Per la polizza di rendita, che farò con durata 13 anni, chi devo indicare
>come assicurato, se non posso indicare mia figlia in quanto minorenne?
>
>Saluti
>
>Emanuele Fazio
>
>

La persona su cui si basa l'assicurazione e' la tua ed il beneficiario puo' essere il
figlio ai 18 anni. inoltre in caso di premorienza, esistono fomule che completano il piano
e danno alla scadenza il realizzo come se si fosse completata la polizza.

Mauro Pecchini

unread,
Apr 21, 1999, 3:00:00 AM4/21/99
to

Alex Lustig <iqu...@geocities.com> wrote in message
7fl8os$1s...@w2.ntt.it...

Perchè Alex escludi a priori la rendita? Premetto che sono daccordo con te,
ma tu sicuramente avrai una spiegazione molto più tecnica e accurata che mi
piacerebbe conoscere.
Grazie

-----------------------------------------------------------------
maur...@uol.it
maurop...@altavista.net
Agente di Assicurazione


Alex Lustig

unread,
May 2, 1999, 3:00:00 AM5/2/99
to
Rispondo in ritardo (scusa!) al tuo msg che conteneva la domanda "perche'
dici di incassare le polizze vita come capitale e non come rendita?".

Il problema comprende due fattori. Il primo e' "da dove tira fuori la
rendita la Compagnia assicuratrice?".
La risposta banale sarebbe "dalla polizza che il cliente ha completato, e
che prevede l'opzione di rendita al termine". Questo e' vero solo in una
certa percentuale di casi; per esempio nei fondi pensione aperti (che, pur
non essendo polizze vita, ci si avvicinano molto) non e' vero.
Anche in alcune polizze miste non e' vero.
In questi casi, alla scadenza la Compagnia prende la polizza e la liquida in
forma di capitale. Con il capitale cosi' ottenuto attiva una nuova polizza,
detta "di rendita immediata", che prevede l'erogazione istantanea di una
pensione a seguito del versamento di un premio unico. Questa e'
un'operazione invisibile, dal punto di vista del cliente, che puo' sembrare
inutile, mentre in realta' ha alcune conseguenze.
Innanzitutto in questa conversione la Compagnia puo' cambiare la gestione
tecnica della riserva matematica. Il che, tradotto in italiano, significa
che per quindici anni abbiamo pagato premi gestiti attraverso il fondo
"Tizio" e ci siamo abituati ai suoi rendimenti, ai suoi pregi ed ai suoi
difetti. La rendita, tuttavia, sara' gestita attraverso il fondo "Caio" in
cui il capitale e' stato "travasato", che potra' avere piu' pregi rispetto
al suo predecessore ma anche piu' difetti. Solitamente e' piu' tranquillo e
stabile, ma questo puo' anche significare che rende di meno.
Secondariamente, questa conversione non e' immune da costi. La nuova polizza
di rendita, che sostanzialmente assorbe il capitale di quella giunta a
scadenza, ha i suoi bravi caricamenti.
Naturalmente, a favore di chi sceglie la rendita c'e' un'agevolazione
fiscale, che verra' confermata per quanto la materia sia oggetto di riforma.
Come secondo fattore indico il cosiddetto coefficiente di conversione, che
l'INPS chiama anche "di trasformazione". E' il tasso per il quale
moltiplicare il capitale accumulato per ottenere la misura della rendita.
Nella pensione pubblica e' appena superiore a 6, per un lavoratore in
sistema contributivo con 40 anni di versamenti: si ottiene cioe' una
pensione di un milione al mese (lordo) versandone duecento.
Nelle polizze vita, fino a non molto tempo fa, fattori superiori a 9 erano
comuni. Oggi sono in discesa: "colpa" della vita media che si allunga.
Questo coefficiente si va avvicinando al rendimento dei fondi
obbligazionari, il che significa che il cliente otterrebbe piu' o meno la
stessa prestazione ritirando il suo capitale, investendolo in un fondo e
prendendosi gli interessi. Il rischio e' superiore, ma neppure troppo (non
si tratta di giocarsi in Borsa la pensione, intendiamoci!), E il vantaggio
e' immenso: si prendono gli interessi e si conserva anche il capitale.
Per chi non ama il settore finanziario, c'e' il solito mattone. Il mercato
sara' anche in crisi, ma con duecento milioni di capitale si riesce ricavare
senza dubbio almeno un milione di affitto mensile. La stessa prestazione
dell'INPS, con in piu' il vantaggio di conservare il possesso dell'immobile.
Tu cosa faresti? Per me la risposta e' semplice: ritirando il capitale e
gestendoselo in proprio, si ricavano piu' quattrini che non incassando la
rendita.
Ciascuno, poi, la pensi come preferisce...

Alex.


Giampaolo

unread,
May 2, 1999, 3:00:00 AM5/2/99
to
Scusa Alex, ma non sono d'accordo (almeno non totalmente).
Se io ho stipulato una polizza rendita, il coefficiente di conversione (in
questo caso da rendita a capitale) è fissato per contratto. Per un 65enne
oggi è circa (guarda l'ora del mio post) il 10%.
Quale fondo obbligazionario mi garantisce, vita natural durante, un
interesse del 10%?
Oggi il rendimento dei fondi si avvicina paurosamente al 5%, ormai è finito
l'effetto BTP.
Una ultima considerazione:
se converti i coefficienti di conversione (scusa il gioco di parole) da
capitale a rendita e da rendita a capitale, noterai che sono identici,
quindi il tuo discorso sulla polizza rendita immediata, a mio avviso, cade.
Ciao

Alex Lustig <iqu...@geocities.com> wrote in message

7gfvem$1o...@w2.ntt.it...

Mauro Pecchini

unread,
May 2, 1999, 3:00:00 AM5/2/99
to
Alex Lustig <iqu...@geocities.com> wrote in message
7gfvem$1o...@w2.ntt.it...
> Rispondo in ritardo (scusa!) al tuo msg che conteneva la domanda "perche'
> dici di incassare le polizze vita come capitale e non come rendita?".
.....cut

> Ciascuno, poi, la pensi come preferisce...
>
> Alex.
>

Più chario di così ....

Alex Lustig

unread,
May 2, 1999, 3:00:00 AM5/2/99
to
>Se io ho stipulato una polizza rendita, il coefficiente di conversione (in
>questo caso da rendita a capitale) è fissato per contratto. Per un 65enne
>oggi è circa (guarda l'ora del mio post) il 10%.

Vero. Qui mi sono espreso male io: naturalmente non cambia durante il
contratto, una volta che e' stato perfezionato. Diminuisce pero' lentamente
con il passare degli anni, per cui chi fa oggi una nuova polizza riceve una
prestazione inferiore rispetto a chi ha firmato lo stesso contratto due anni
prima.
In economia si definisce "curva di indifferenza" l'insieme delle
possibilita' che portano all'identico beneficio, per cui diventa
indifferente la scelta tra di esse. A mio parere, vi sono prodotti
finanziari che si trovano oggi sulla stessa curva di indifferenza delle
rendite assicurative; domani potrebbero anche offrire una prestazione
addirittura superiore. Non dimentichiamo che un interesse inferiore con
conservazione del capitale e' comunque preferibile rispetto ad un interesse
leggermente superiore con distruzione del capitale stesso.

>se converti i coefficienti di conversione (scusa il gioco di parole) da
>capitale a rendita e da rendita a capitale, noterai che sono identici,
>quindi il tuo discorso sulla polizza rendita immediata, a mio avviso, cade.

Anche questo e' vero, e' il capitale che pero' cambia. Quando la polizza
scaduta viene liquidata in forma di capitale, ed il capitale viene
utilizzato per fare un contratto di rendita immediata, se ne perde un pezzo.

Alex.


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