Per caso c'e' qualcuno che conosce la polizza vita
INA a tariffa 9i - 9ui che poggia sul fondo INA-2000 ?
L'ho sottoscritta nel 1999 ed ora la sto tenendo in piedi per il solo
beneficio fiscale.
Il rendimento minimo garantito e' del 2.5% retrocessione inclusa, infatti
ora il fondo sta rendendo meno del 2.5% e loro sono tenuti a darmi
comunque il 2.5%, ma, ad occhio mi sembre che i caricamenti siano un po'
alti e che quindi alla fine c'e' solo il beneficio fiscale a motivarla, se
no sarebbe in perdita.
Io ho il contratto e tutti i parametri, ma non sono capace di capire
quanto potro' incassare alla sua scadenza (20 anni di durata).
Non so che fare... estinguerla oppure mandarla in riduzione oppure
continuare a pagare.
C'e' qualcuno che puo' aiutarmi? Non so che fare e il "consulente INA" o
non vuole parlare o non e' capace di farlo.
Grazie.
--
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http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
Ti condivido il ragionamento che ho fatto e che mi ha portato a chiedere il
riscatto di recente.
Stessa polizza, stipulata nel 1998 per 20 anni quando ero sostanzialmente
ignorante sulle mie opzioni investimenti.
Perche' non continuare a pagare i premi:
- Poca trasparenza dell'INA riguardo all'andamento del fondo. Contratti
criptici e formule di calcolo complicate. Relativamente difficile
controllare e verificare l'andamento del fondo collegato. Ogni interazione
con INA ti da' un senso di arretratezza e burocrazia, a partire dal sito
fino alle Agenzie.
- Altissimi costi di commissione rispetto ad alternative che ottengono gli
stessi obiettivi del fondo
- Rendimenti scarsi
- La detrazione fiscale non basta - nel mio caso - a controbilanciare i
punti sopra
Perche' non mandarla in riduzione:
- Stessi motivi esposti qui sopra
- Se devo lasciare i soldi investiti per altri 13 anni, tanto vale metterli
su mercato azionario (es. ETF) che su quel periodo di tempo ha buone
probabilita' di rendimenti molto migliori. Anziche' pagare le commissioni
alte di Ina.
- Dopo 7 anni il riscatto determina una penalty di circa il 25-30% rispetto
al valore delle quote acquisite. Ma a conti fatti, a meno di una improbabile
gestione record del fondo ina, persino con quelle penalty conviene
riprendersi i soldi se si sa come investirli oculatamente.
ciao,
-Massi
"lucamontrossett" <lmonti...@yahoo.com> wrote in message
news:do96c5$7eh$1...@news.newsland.it...
Qui, su questo stampato fresco fresco di stasera c'e' scritto (oltre alle
cose gia' indicate nel contratto e sopra rriportate)
==========
Prestazioni assicurate alla ricorrenza annua 30 novembre 2004
(non ho ancora pagato il premio in scadenza ora del nov. 2005)
Valore rendita assicurata a scadenza=1913 euro (in contratto dice 1919)
Proiezione a scadenza della rendita assicurata sulla base di un rendimento
del fondo INA 2000 del 4% (ISVAP???) = 1830 euro
Cumulo premi corrisposti = 7941 euro
Valore di riscatto netto pagabile immediatamente = 5768
Rendimenti del fondo INA 2000 per il periodo:
2000 = 7.21%
2001 = 6.03%
2002 = 3.90 %
2003 = 3.13 %
2004 = 2.45 %
==============
Morale... avendo il beneficio fiscale del 19%... che fare?
Per me sono tutti numeri che alla fine non mi dicono molto...
Siccome il rendimento del fondo e' inferiore al 2.50% che e' comunque il
minimo garantito... come posso sapere cosa avro' alla scadenza SUPPONENDO
che continui a pagare e che mi riconoscano il 2.50% minimo garantito?
GRAZIE mille.
Massi T ha scritto:
> Sono andato all'agenzia INA e ho notato una totale incompetenza di fronte
> alle mie domande.
> In pratica volevo lo sviluppo dei premi pagati, caricamenti, ecc...
> Nulla... mi hanno detto: "... la macchina (n.d.r. il computer) stampa
> questo e questo solo e questo abbiamo:
>
Beh, questa mail la stampo e la appendo in ufficio ... ormai ne ho una
collezione ;-)
Le persone nella agenzia ora sono tutte nuove e posso dirvi:
Il "vecchio" titolare avra' promesso il paradiso, ma se ne intendeva.
Le nuove persone dicono un gran male del vecchio titolare, ma tecnicamente
non sono in grado di rispondere alle domande delle quali vorrei risposta,
ovvero:
"Anche supponendo che il fondo INA 2000 della polizza renda ZERO per i
prossimi venti anni, visto che il rendimento minimo garantito e' 2.5%,
quanto potro' incassare alla scadenza?"
Mi sembra che la risposta a questa domanda non possa essere una stima,
visto che i parametri sono tutti certi.
Stefano ha scritto:
Hai perfettamente ragione.
Le persone che parlano male del prossimo sono shifose.
Conosco anch'io agentucoli generali di quello stampo.
Parlano male di chi li ha preceduti, dicono che era un buono a nulla che
creava solo casini e loro, dall'alto della loro presunta professionalità
i casini non li risolvono affatto.
Anzi, continuano a guadagnare del lavoro degli altri; in parole povere
sputano nel piatto in cui mangiano.
Io faccio il subagente e in quattro anni di lavoro non ho ancora capito
una cosa: come fa una Compagnia che si rispetti ad avallare
comportamenti del genere?
Comunque prendi il tuo contratto e verifica il capitale minimo
assicurato a scadenza: il valore dovrebbe essere quello in quanto
dovrebbe già tenere conto delle rivalutazioni minime garantite.
Stefano
subagente
non c'e' scritto quanto sara' il capitale assicurato minimo a scadenza.
Sul contratto, quello che sembra fatto di carta di francobolli, c'e'
scritto:
Rendita annua iniziale assicurata = 1919 euro.
Invece ieri sera mi hanno fatto un "estratto" della polizza e c'e' scritto:
.. alla voce "valore prestazione assicurate"
Valore iniziale della rendita assicurata a scadenza = 1919 euro
.. alla voce "valore prestazioni assicurate alla ricorrenza annua del
30/11/2004 (data ultimo mio pagamento premio)"
Valore della rendita complessivamente assicurata a scadenza = 1913
.. alla voce "proiezione a scadenza della rendita assicurata (ISVAP) con
ipotesi del rendimento lordo del 4%" = 1830 €
Non so che dire...
sono allibito e amareggiato per due motivi:
1) non capisco questo linguaggio
2) chi lo dovrebbe capire o non lo capisce o fa finta di non capirlo.
> Comunque prendi il tuo contratto e verifica il capitale minimo
> assicurato a scadenza: il valore dovrebbe essere quello in quanto
> dovrebbe già tenere conto delle rivalutazioni minime garantite.
> Stefano
> subagente
--
Vedi, c'è un gravissimo errore di fondo. Il consumatore è legato per
tradizione al concetto classico di rendimento, che dipende dal versato e
dall'interesse attivo come in Banca o alla Posta. Nella polizza vita
tradizionale non c'è nè l'uno nè l'altro.
Non è un buono postale e non è un conto corrente, ma questo schema
(interesse sul versato) è talmente radicato, dal generare pericolosi errori
di valutazione ed interpretazione.
Tu stesso parli di "rendimento minimo garantito del 2,5%", ma non esiste una
polizza assicurativa che offre un rendimento minimo garantito del 2,5% così
come di qualsiasi altro valore percentuale.
Leggi la nota informativa, o la scheda sintetica, o il contratto o
quant'altro: troverai la parola RIVALUTAZIONE e non RENDIMENTO.
Sono cose profondamente diverse.
A.L.
> Ciao,
> non c'e' scritto quanto sara' il capitale assicurato minimo a scadenza.
> Sul contratto, quello che sembra fatto di carta di francobolli, c'e'
> scritto:
> Rendita annua iniziale assicurata = 1919 euro.
> Invece ieri sera mi hanno fatto un "estratto" della polizza e c'e' scritto:
> ... alla voce "valore prestazione assicurate"
> Valore iniziale della rendita assicurata a scadenza = 1919 euro
> ... alla voce "valore prestazioni assicurate alla ricorrenza annua del
> 30/11/2004 (data ultimo mio pagamento premio)"
> Valore della rendita complessivamente assicurata a scadenza = 1913
> ... alla voce "proiezione a scadenza della rendita assicurata (ISVAP) con
> ipotesi del rendimento lordo del 4%" = 1830 €
> Non so che dire...
> sono allibito e amareggiato per due motivi:
> 1) non capisco questo linguaggio
> 2) chi lo dovrebbe capire o non lo capisce o fa finta di non capirlo.
Leggo soltanto ora il thread e spero di poterti dare qualche chiarimento.
Andiamo con ordine: la polizza INA Duemila è uno dei prodotti più
sofisticati che esistano sul mercato assicurativo italiano e per capirne
compiutamente il funzionamento occorre essere attuari o assicuratori vita
con molta, molta esperienza.
Per quello che interessa te, cerco di darti qualche risposta: innanzitutto
la polizza in questione non è una mista, ma una caso vita, per essere più
precisi una rendita differita con controassicurazione a premio
rivalutabile. Tutte le prestazioni sono espresse in forma di rendita,
essendo un prodotto squisitamente previdenziale. Il prodotto non viene più
commercializzato dal dicembre 2000, quando il riordino fiscale della
previdenza ha introdotto nuovi prodotti (le FIP) privando di fatto
prodotti come questo del beneficio fiscale, pur essendo prodotti rivolti
proprio all'integrazione della pensione.
La rendita raggiunta ad oggi è inferiore a quella iniziale, in quanto
quest'ultima viene calcolata precontando un tasso di interesse (tasso
tecnico) del 4% per tutta la durata contrattuale. Poiché il rendimento di
questi anni è stato inferiore al 4% la prestazione è diminuita di anno in
anno.
Lo stesso tasso tecnico viene applicato anche all'evoluzione del premio da
versare, ma qui anziché diminuire il premio (che può soltanto aumentare o
restare costante, come si sta verificando) si genera un'eccedenza di
versamento che dà luogo ad una rendita aggiuntiva.
Il minimo garantito inizialmente coincideva con il tasso tecnico, poi i
vari interventi dell'ISVAP lo hanno ridotto prima al 3% e poi al 2,5%.
Tieni presente che la gestione Duemila non ha il consolidamento dei
rendimenti: in altre parole il 2,5% va inteso come medio annuo a scadenza.
Purtroppo questa gestione non ha incontrato un successo diffuso, proprio a
causa della difficoltà tecnica: in pratica è stata venduta a macchia di
leopardo in quelle agenzie dove c'erano formatori in grado di trasmettere
alla rete di vendita il contenuto tecnico del prodotto. Ciò ha influito
sul rendimento della gestione che è servita da serbatoio per lanciare
altre gestioni, spostando titoli ad alta redditività verso queste ultime.
La circolare ISVAP 551/D entrata in vigore il 1° dicembre vieta alle
compagnie tali operazioni per il futuro.
Ultimo aspetto da non sottovalutare (importantissimo): i coefficienti di
rendita sono ancora calcolati sulle basi demografiche del 1971 e dunque di
circa il 30% superiori a quelli correnti: significa che, a parità di
capitale di scadenza la rendita risulta un 30% più elevata.
Per quanto riguarda l'assistenza che hai ricevuto, non so quale sia la tua
agenzia di riferimento (e non tutte hanno tecnici vita all'altezza del
nome che portano), ma c'è sempre un ufficio Assistenza alla Clientela
presso la Direzione Generale (tel. 06 47224020) in grado di fornirti tutte
le risposte del caso.
Saluti, Marco
"lucamontrossett" <lmonti...@yahoo.com> ha scritto nel messaggio
news:do96c5$7eh$1...@news.newsland.it...
Provero' con l'INA direttamente.
la cosa strana e' che (correggimi se sbaglio):
Sulla nota informativa della polizza ci sono pagine e pagine di esempi di
sviluppo, maschi, femmine, 15 anni... 20 anni, 4%... 6% ecc...
Sull'estratto che mi hanno fatto qualche gg fa, vi e' una "proiezione"
alla scadenza, di nuovo fatta al 4%.
Io non so se le persone con cui parlo siano o meno all'altezza... fatto
sta che ho chiesto:
"quale sara' il capitale MINIMO garantito alla scadenza?"
Mi hanno risposto: c'e' una rendita, per calcolare il capitale, basta
moltiplicare per il coeff. di conversione.
Allora ho chiesto:
"quale sara' allora la rendita MINIMA garantita alla scadenza?"
Buio completo.
A detta loro esiste tale rendita mimina garantita, ma, sempre secondo loro:
"il computer o la macchina come lo chiamano loro fa questo e basta, ovvero
una proiezione con una ipotesi di rendimento del 4%, anche se il fondo
rende meno del 2.5%
> la cosa strana e' che (correggimi se sbaglio):
> Sulla nota informativa della polizza ci sono pagine e pagine di esempi di
> sviluppo, maschi, femmine, 15 anni... 20 anni, 4%... 6% ecc...
> Sull'estratto che mi hanno fatto qualche gg fa, vi e' una "proiezione"
> alla scadenza, di nuovo fatta al 4%.
> Io non so se le persone con cui parlo siano o meno all'altezza... fatto
> sta che ho chiesto:
> "quale sara' il capitale MINIMO garantito alla scadenza?"
> Mi hanno risposto: c'e' una rendita, per calcolare il capitale, basta
> moltiplicare per il coeff. di conversione.
> Allora ho chiesto:
> "quale sara' allora la rendita MINIMA garantita alla scadenza?"
> Buio completo.
> A detta loro esiste tale rendita mimina garantita, ma, sempre secondo loro:
> "il computer o la macchina come lo chiamano loro fa questo e basta, ovvero
> una proiezione con una ipotesi di rendimento del 4%, anche se il fondo
> rende meno del 2.5%
All'epoca in cui hai stipulato il contratto l'ISVAP stabiliva due ipotesi
di progettazione, appunto 4% e 6%. Oggi il tasso imposto dall'ISVAP è il
4% che trovi sull'estratto conto elaborato oggi. Il conteggio del minimo
garantito va effettuato manualmente e non è, in virtù della complicazione
tecnica del prodotto, operazione agevole. Gli attuari della D.G.
sicuramente ti possono aiutare. Curiosità: qual è l'Agenzia cui è
appoggiata la polizza?
Saluti, Marco
Agenzia generale di Torino.
Serve il numero di polizza?
Grazie, ciao.
> > sicuramente ti possono aiutare. Curiosità: qual è l'Agenzia cui è
> > appoggiata la polizza?
> > Saluti, Marco
> Agenzia generale di Torino.
> Serve il numero di polizza?
> Grazie, ciao.
É strano che, trattandosi di una grande agenzia, non ci sia qualcuno che
conosca a fondo quella polizza e possa darti le risposte corrette. Mi
spiace ma non conosco nessuno cui indirizzarti.
Saluti, Marco