recentemente ho avuto un incidente stradale con l'auto aziendale
durante le ore di lavoro. Ero fermo ad un semaforo e mi sono venuti
addosso, quindi senza alcuna colpa. Dopo la denuncia al pronto
soccorso sono scattati 5 giorni di INAIL chiesti tramite denuncia da
parte dell'azienda per la quale lavoro ma indicati dal PS.
Il mezzo è in locazione quindi l'assicurazione dell'auto che guidavo è
intestata ad una quarta parte coinvolta (una concessionaria).
Attualmente ho intenzione di interrompere l'assistenza da parte
dell'INAIL in quanto ho necessità di tornare a lavorare (oggi è il
sesto giorno e sono rientrato) ma vorrei comunque chiedere un
risarcimento all'assicurazione della controparte in quanto
effettivamente sono stati riscontrati dei danni "veri" alla colonna
vertebrale (anche se inizialmente non ho avviato alcuna pratica
credendo che i danni fossero più lievi). Il medico curante mi ha
rilasciato un certificato che prevede 30 giorni, ma non ho capito cosa
rappresentino questi giorni e se implichino qualcosa a livello INAIL.
Per richiedere un risarcimento in questo caso è necessario
l'intervento di un avvocato o esistono delle soluzioni alternative?
Grazie.
recentemente ho avuto un incidente stradale con l'auto aziendale
durante le ore di lavoro. ...
Il medico curante mi ha
rilasciato un certificato che prevede 30 giorni, ma non ho capito cosa
rappresentino questi giorni e se implichino qualcosa a livello INAIL.
Per richiedere un risarcimento in questo caso � necessario
l'intervento di un avvocato o esistono delle soluzioni alternative?
le soluzioni sono due:
torni a lavorare o stai a casa, non puoi farti dare giorni dal medico
usare quelli per richiedere dei danni ma nel frattempo andare al lavoro.
In soldoni: o hai subito un danno grave, sei temporaneamente invalido
e quindi resti a casa e chiedi il risarcimento, oppure vai al lavoro e
quindi
non hai subito danni gravi.
alberto
> le soluzioni sono due:
> torni a lavorare o stai a casa, non puoi farti dare giorni dal medico
> usare quelli per richiedere dei danni ma nel frattempo andare al lavoro.
> In soldoni: o hai subito un danno grave, sei temporaneamente invalido
> e quindi resti a casa e chiedi il risarcimento, oppure vai al lavoro e
> quindi
> non hai subito danni gravi.
>
> alberto
Grazie per la risposta Alberto.
Quindi mi stai dicendo che se faccio un incidente che mi provoca dei
danni permanenti non invalidanti al 100% non posso chiedere alcun
risarcimento, giusto?
Oppure devo chiedere il risarcimento e rinuncio al lavoro?
Nel caso in cui l'incidente non porti in causa l'INAIL generalmente si
procede alla verifica dello stato di salute attraverso il certificato
medico (in genere quei giorni di riposo indicati sono una sorta di
indice di valutazione del livello di danno) con il quale viene
concordato il risarcimento da parte dell'assicurazione. Mi è successo
diversi anni fa, solo che fuori orario di lavoro e senza problemi ne
avvocati ho avuto un risarcimento presentando il certificato
all'assicurazione. In quei 30 giorni io andavo a lavorare (ovviamente
ero un po' acciaccato, ma potevo benissimo e l'ho fatto) e non ho
fatto richiesta di giorni di assenza per malattia o altro. Dal punto
di vista dell'azienda ero ok. Ovvio che poi a livello di risarcimento
assicurativo avrei anche potuto non farmi fare i certificati e
starmene in silenzio senza chiedere un minimo di risarcimento a
quell'imbecille che mi ha travolto mentre ero fermo allo stop... Ma
non mi sembrava giusto, visto che la sua assicurazione viene pagata
per questo, e i miei dolori, le rotture di scatole, le ore di attesa
al pronto soccorso... avranno avuto un minimo di valore, no?
Adesso però il discorso è diverso, in mezzo c'è l'INAIL. Io ho
necessità di dimostrare i danni all'assicurazione (ed il medico usa i
famosi "giorni") ma anche di dichiarare all'INAIL che non sono
invalidato e non voglio assistenza pubblica.
Ci tengo a precisare che da quanto ho letto dalla tua risposta
sembrerebbe che io voglia tenere un piede in due scarpe e prendere da
entrambe le parti. Invece è esattamente il contrario: non voglio
imbrogliare lo Stato perchè NON ho bisogno di assistenza economica e
di starmene a casa (sarebbe come rubare per me) ma, nel frattempo,
vorrei un po' di giustizia chiedendo che mi venga riconosciuto un
"minimo" di risarcimento come parte lesa. Non ci crederai ma il collo
mi fa male davvero adesso, e alla dottoressa del Pronto Soccorso ho
detto che stavo benissimo (allora).. Altri avrebbero iniziato a
piagnucolare "mi fa male il collo!". Troppi ne ho visti cercare di
arricchirsi un minimo in questo modo squallido.
Il mio problema è la burocrazia.
Ciao