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Incidente e falso testimone

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Giuseppe Ciaramella

unread,
May 19, 1998, 3:00:00 AM5/19/98
to

Saracino avv. Cosimo <sara...@netservice.peg.it> wrote:


> Credo che Ella abbia moltissime possibilita' di farsi riconoscere le Sue
> ragioni.
> Mi creda non e' cosi' semplice far passare per veritiere delle
> dichairazionie testimoniali false.

Mi permetto di intervenire per dire che (purtroppo!) non sono d'accordo,
e ritengo opportuno fare alcune riflessioni sul "falso testimone".

Facendo quasi prevalentemente passivo (traduco per chi non e' del campo
= difendo Compagnie Assicuratrici nelle cause di infortunistica
stradale) tutti i giorni mi capita di escutere testi.
Ebbene: il testimone falso (fenomeno diffusissimo, a mio avviso, e non
credo solo qui a Napoli) e' per antonomasia colui che sa con perfezione
tutti gli aspetti della vicenda: viene ben preparato dall'avvocato la
sera prima, e pare proprio ricordare tutto. Ricorda perfino il tagliando
assicurativo del veicolo danneggiante, anche se magari "si trovava li'
di passaggio"!!
Cosa resta da fare allora? In primo luogo cercare di farlo cadere in
contraddizione (ma non sempre si riesce, se ha imparato bene la
storiella); poi naturalmente avere propri testi che con le loro
dichiarazioni confutino con precisione quanto affermato dal teste in
questione (in quest'ultimo caso, spesso e volentieri si ottiene, grazie
a una infelice "equita'" del Giudice di pace di turno, un concorso di
colpa!); oppure ancora chiedere una CTU comparativa con accostamento dei
veicoli per accertare la corrispondenza dei danni, etc.

> A me una volta capito' che l'INA-Assitalia indico' un testimone falso per
> un incedente stradale; il delinquente in questione poi venne condannato ad
> una anno, 10 mesi e 12 gg di reclusione e da allora la suddetta Compagnia
> Ass.ce -per lo meno per quanto mi riguarda- e' stata molto piu scrupolosa
> nella indicazione dei testimoni.
Io mi augurerei che il caso indicato dall'Avv. Saracino si ripetesse
piu' spesso. Sarebbe interessante sapere i particolari della vicenda.

Io posso raccontare un fatto fresco di qualche settimana: ci e' capitato
di sentire un teste (di controparte) in una prima causa; dopo due
settimane ce lo ritroviamo in un'altra causa (presentato da un altro
avvocato) davanti ad un altro giudice di pace; dopo pochi giorni lo
riconosciamo per caso in aula zeppa affollata che sta prestando ancora
testimonianza (altro avvocato, altro giudice) in una causa non nostra:
abbiamo fatto le copie dei verbali delle tre cause, da produrre per
ottenere la rimessione degli atti innanzi alla Procura.
E' evidente che esiste un vero e proprio mercato di testi falsi.

Comunque devo dire che di solito il teste falso e' quello di parte
attorea: io sono tenacemente convinto (gradirei sapere l'opinione di chi
mi legge) che buona parte delle cause di risarcimento danni per
circolazione stradale si fondano su dichiarazioni di testi falsi.

I testi falsi capitano alla Compagnia solo quando vengono indicati in
denuncia cautelativa, non vengono certo inventati dall'avvocato. Sarebbe
bene per l'avvocato della Compagnia rinunciare sempre a questo tipo di
testi, chiaramente persone di favore per l'assicurato che non vuole far
scattare il "malus".

> Si rivolga al Suo avvocato e ponga la questione nel modo piu' dettagliato
> possibile e stia sicuro che le sue ragioni verrano chiaramente in luce.
Concordo in pieno. Ricordo al sig. Devig (che ha originato il thread)
che puo' indicare a teste anche la moglie se in separazione dei beni.

Un saluto a tutti, scusate la prolissita'

-----------------------------------------------------------------
Giuseppe Ciaramella
mac user since 1991 - praticante avvocato in Napoli
G.Ciar...@mclink.it md1...@mclink.it g.ciar...@mailcity.com
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Saracino avv. Cosimo

unread,
May 20, 1998, 3:00:00 AM5/20/98
to


Stim.mo avv. Giuseppe Ciaramella,
Lei ha scritto nell'articolo:
> Ebbene: il testimone falso ecc. ecc.


> Cosa resta da fare allora? In primo luogo cercare di farlo cadere in
> contraddizione (ma non sempre si riesce, se ha imparato bene la
> storiella); poi naturalmente avere propri testi che con le loro
> dichiarazioni confutino con precisione quanto affermato dal teste in
> questione (in quest'ultimo caso, spesso e volentieri si ottiene, grazie
> a una infelice "equita'" del Giudice di pace di turno, un concorso di
> colpa!); oppure ancora chiedere una CTU comparativa con accostamento dei
> veicoli per accertare la corrispondenza dei danni, etc.

Guardi che Ella ha indicato in modo estremamente pertinente sia le
modalità che gli esiti di una seria attivita' di indagine al fine di far
emergere tali comportamenti delinquenziali. Io vi aggiungo (come e' stato
fatto nel mio caso) anche l'investigazione a mezzo detective abilitato.


> > A me una volta capito' che l'INA-Assitalia indico' un testimone falso
per

> > un incidente stradale; il delinquente in questione poi venne condannato
ad
> > un anno, 10 mesi e 12 gg di reclusione e da allora la suddetta


Compagnia
> > Ass.ce -per lo meno per quanto mi riguarda- e' stata molto piu
scrupolosa
> > nella indicazione dei testimoni.
> Io mi augurerei che il caso indicato dall'Avv. Saracino si ripetesse
> piu' spesso. Sarebbe interessante sapere i particolari della vicenda.
>

La causa in questione e' ancora pendente in grado di revocazione innanzi
al Tribunale di Taranto, Consigliere Istruttore il dott. La Vegas, le parti
sono Mancino Remo, da me assistito, contro l'INA-Assitalia + 1., Avvocato
dell'INA-Assitalia e' l'avv. Claudio Comegna del Foro di Taranto e la causa
verra' chiamata nella prossima udienza del 19/06/1998.
Non vi sono eventi 'particolari' in questa vicenda.
Si trattava di una semplicissima causa in cui persino l'altra parte era
contumace. Il teste non venne indicato subito ma solo in corso di causa e
nonostante mia opposizione in rito ed in merito il Giudice ritenne di
escuterlo. Successivamente all'escussione, il mio Cliente incarico' un
detective che scoprì che quel giorno quel signore era in località
balneare insieme alla sua famiglia e pertanto venne presentata denuncia
allegando tutte le prove documentali raccolte. In sede di udienza dinanzi
al GUP questo signore, difeso dall'avv. Leonardo Di Noi del Foro di
Taranto, decise di chiedere il 'patteggiamento' e pertanto da una pena
adittale di anni 6 venne condannato alla pena sopra indicata.
Se lo desidera posso inviarLe per posta tutti i documenti in mio
possesso.
Circa le ragioni di tale comportamento non sono in grado di comunicarLe in
quanto non mi sono mai state esternate.
In via di mera ipotesi (ma onestamente non vi e' univocita' d'indizi)
sarei propenso a ritenere che forse all'interno dell'ufficio liquidazione
dell'INA-Assitalia vi possa essere qualcuno che non nutra verso di me
sviscerata simpatia in considerazione che, in dieci anni di attivita', non
sono mai andato a bussare alla loro porta e che ho sempre preteso il giusto
ed il dovuto senza sconti di sorta ed iniziando subito causa appena il
giorno dopo lo spatium deliberandi: anche i liquidatori devono guadagnarsi
da vivere lavorando sodo come tutti i mortali e senza godere di sotterranee
complicita'.

> Io posso raccontare un fatto fresco di qualche settimana: ci e' capitato
> di sentire un teste (di controparte) in una prima causa; dopo due
> settimane ce lo ritroviamo in un'altra causa (presentato da un altro
> avvocato) davanti ad un altro giudice di pace; dopo pochi giorni lo
> riconosciamo per caso in aula zeppa affollata che sta prestando ancora
> testimonianza (altro avvocato, altro giudice) in una causa non nostra:
> abbiamo fatto le copie dei verbali delle tre cause, da produrre per
> ottenere la rimessione degli atti innanzi alla Procura.

Anche cio' e' una buonissima cosa da fare.
>

Comunque devo dire che di solito il teste falso e' quello di parte
> attorea: io sono tenacemente convinto (gradirei sapere l'opinione di chi
> mi legge) che buona parte delle cause di risarcimento danni per
> circolazione stradale si fondano su dichiarazioni di testi falsi.

Quanto da Ella indicato mi meraviglia moltissimo e non credo che possa
essere un evento paradigmatico e tanto per due (per me) buone ragioni: la
prima di ordine psicologico, la seconda di ordine sociologico.
La prima e' che ricorrere ad un avvocato richiede un dispendio di energia
psichica (l'iniziare una lotta) che non può non essere connessa ad una
condizione di propria (seppure pretesa) correttezza riconducibile ai
presupposti empirici della convinzione (sento di aver ragione), della
convenienza (l'interesse all'esito della lite), della convenzione (il
diritto positivo). Iniziare una causa in forza di un atto geneticamente
illecito renderebbe psicologicamente insopportabile il peso del processo ed
in piu' tale condizione del soggetto agente non potrebbe certamente trovare
conforto in una parallela deliberazione volitiva dell'avvocato adiuvante.
La seconda e' che la nostra società si definisce attraverso delle razioni
interpersonali sempre meno atomistiche e sempre piu' si vedono nelle
istituzioni delle 'somiglianze di famiglia' intendendo con esse una
complicata rete di rapporti politici, di interessi, di partecipazione e
quant'altro rende la nostra vita di relazione sempre più'' stimolata da
condizioni esterne di globalità' . In concerto. Siccome tutti sappiamo che
le Compagnie di assicurazioni traggono gli elementi di calcolo per la
determinazione del premio dal numero e dai costi medi dei sinistri, allora
e' chiaro che tutti sono spinti a prestare attenzione a comportamenti che
contrastino con l'interesse collettivo acche' tali tariffe siano funzionali
con lo scopo di distribuire su tutti i consociati le conseguenze
patrimoniali dell'imprevedibile
e singolo destino umano. I partecipanti a tale sistema (ovvero
tutti gli automobilisti) non tarderebbero a pervenire ad un reazione etica
(che diverrebbe per forza di cose prima politica e poi normativa) vero
tali comportamenti. La mancanza di una reazione in tal senso fa per
convesso sociologicamente intendere l'inesistenza di tale pericolo.

>
> I testi falsi capitano alla Compagnia solo quando vengono indicati in
> denuncia cautelativa, non vengono certo inventati dall'avvocato. Sarebbe
> bene per l'avvocato della Compagnia rinunciare sempre a questo tipo di
> testi, chiaramente persone di favore per l'assicurato che non vuole far
> scattare il "malus".

La cosa mi riesce veramente alquanto strana.
Il teste falso deve necessariamente avere un costo (certamente non
rimborsabile dal soccombente) e non credo che tale costo possa essere di
gran lunga inferiore alle poche
centinaia di migliaia di lire dell'aumento della classe di (de)merito.


>
> > Si rivolga al Suo avvocato e ponga la questione nel modo piu'
dettagliato

> > possibile e stia sicuro che le sue ragioni verranno chiaramente in


luce.
> Concordo in pieno. Ricordo al sig. Devig (che ha originato il thread)
> che puo' indicare a teste anche la moglie se in separazione dei beni.
>

> Un saluto a tutti, scusate la prolissita'.
Anche la mia. Cordialita'


--
avv. Cosimo Saracino del Foro di Taranto

Bruno Cuzzola

unread,
May 20, 1998, 3:00:00 AM5/20/98
to

Sono daccordo, soprattutto sulla seconda parte della frase che cito sotto.
Purtroppo una testimonianza in alcuni ambienti costa un tanto al chilo.

Il 19 May 1998 22:23:49 +0200, Giuseppe Ciaramella ha scritto:

Saracino avv. Cosimo

unread,
May 21, 1998, 3:00:00 AM5/21/98
to

Perché delle affermazioni cosi feroci?
Se vi sono delle possibilità legali di individuare e far condannare i
colpevoli e si hanno dei sospetti, non denunciare tali (presunti)
deliquenti e limitarsi ad affermazioni latemente ingiuriose (non
dimentichiamo che il testimone -vero- collabora con sacrficio personale
all'accertamento della giustizia: non ha rimborso per le spese e per i
mancati guadagni, mentre sia i magistrati che gli avvocati vengono pagati
profumatamente ) denota mancanza di cultura della legalità.
A mio avviso la nostra strumentazione giuridica ha eccellenti capacità
'antibobiotiche' verso tali fenomeni e comunque va conservata la priorità
della legge come emanazione dei (i più) buoni e limite per i cattivi
(sempre e comunque: i meno).

Bruno Cuzzola <buc...@fi.flashnet.it> scritto nell'articolo
<35694cc2...@news.flashnet.it>...
> Sono d'accordo, soprattutto sulla seconda parte della frase che cito

Alessandro Bonfanti

unread,
May 23, 1998, 3:00:00 AM5/23/98
to

Ho letto un messaggio inerente i falsi testimoni.
Alcuni mesi fa un mio cliente (sono sub-agente assicurativo) ha avuto un
incidente, dove sono intervenuti i carabinieri, che oltre a rilevare
l'accaduto, hanno chiesto alle persone presenti se avevano visto
qualcosa, in poche parole se c'era un testimone.
Nel verbale dei carabinieri è rilevato che non c'era nessun testimone.
Il mio cliente, dalla dinamica dell'incidente ricostruita in base alle
due versioni e ai danni, aveva ragione.
A distanza di un mese circa la controparte dichiara di avere un
testimone che, a detta del mio cliente, non è vero, ossia un falso
testimone.
Ora la domanda che Vi pongo è quella che ha posto a me il mio cliente:
può denunciare il testimone?
E se sì, ci sono ragionevoli possibilità, o solitamente è difficile
dimostrare una testimonianza falsa?
Ringrazio in anticipo chi mi darà suggerimenti.
Ciao,
Alessandro

Saracino avv. Cosimo

unread,
May 23, 1998, 3:00:00 AM5/23/98
to

Alessandro Bonfanti <aless...@wiretek.com> scritto nell'articolo
<3565FE35...@wiretek.com>...


> Ho letto un messaggio inerente i falsi testimoni.

>ecc. ecc.

Risponde l'avv. Cosimo Saracino del Foro di Taranto:
Per una mia causa venne incaricato un detective privato e venne scoperto
che il delinquente in questione stava in località balnare il giorno
dell'incidente.
Forse comunque nel mio caso la faccenda era più semplice perché il teste
falso era stato indicato dall'Ass.ce, terza estranea non a diretta
conoscenza dei fatti. Per il Suo assistito la cosa potrebbe essere più
laboriosa.
Lo inviti comunque a procedere in via giudiziaria. E' preciso obbligo
morale di ognuno tentare di eliminare tal fenomeni (che mi sto accorgendo
-frequentando questo newsgroup- non sono poi così radi ed isolati come
ritenevo).
Se Lei va a guardare i messaggi postati in precedenza sull'argomento
troverà molte buone idee in proposito.
Cordialità.

>

Giulio della Valle

unread,
May 23, 1998, 3:00:00 AM5/23/98
to

Il Sat, 23 May 1998 00:37:41 +0200, Alessandro Bonfanti
<aless...@wiretek.com> scrisse:

>Ho letto un messaggio inerente i falsi testimoni.

>Alcuni mesi fa un mio cliente (sono sub-agente assicurativo) ha avuto un
>incidente, dove sono intervenuti i carabinieri

[ZIP]


>Nel verbale dei carabinieri è rilevato che non c'era nessun testimone.

[zip]


>A distanza di un mese circa la controparte dichiara di avere un
>testimone che, a detta del mio cliente, non è vero, ossia un falso
>testimone.
>Ora la domanda che Vi pongo è quella che ha posto a me il mio cliente:
>può denunciare il testimone?
>E se sì, ci sono ragionevoli possibilità, o solitamente è difficile
>dimostrare una testimonianza falsa?
>Ringrazio in anticipo chi mi darà suggerimenti.
>Ciao,
>Alessandro

Proceda in via giudiziale alla richiesta di risarcimento del danno. Il
suo avvocato chiederà in via istruttoria l'acquisizione agli atti del
verbale dei carabinieri, e se il teste conferisce in giudizio farà
notare al giudice l'incongruenza tra il verbale dei Carabinieri e
l'intervento di un teste.


Giulio della Valle
E-Mail giud...@tin.it

Giuseppe Ciaramella

unread,
May 25, 1998, 3:00:00 AM5/25/98
to

Saracino avv. Cosimo <sara...@netservice.peg.it> wrote:

> Il teste falso deve necessariamente avere un costo (certamente non
> rimborsabile dal soccombente) e non credo che tale costo possa essere di
> gran lunga inferiore alle poche
> centinaia di migliaia di lire dell'aumento della classe di (de)merito.

Molto spesso il teste falso e' un amico della parte, e quindi come tale
(evidentemente) non ha costo.
Presumibilmente, altrettanto spesso, si ha il teste falso "mercenario",
le cui prestazioni vengono remunerate (da quello che si sente in giro)
con un'"indennita'" che varia dalle 50.000 alle 100.000 lire.

Queste mie affermazioni potrebbero sembrare provocatorie o frutto di
fantasia, ma per chi ha avuto modo di frequentare questo mondo
particolare (dall'epoca d'oro delle Conciliazioni agli attuali Giudici
di pace), credo che non siano una novita'.

Ma aggiungo altra carne a cuocere.
Traendo spunto da alcune e-mail che mi sono giunte a proposito del
"falso testimone", attiro l'attenzione dei frequentatori di questo NG su
di un argomento di discussione affine: non piu' (solo) falso testimone,
ma proprio "falso incidente".

Parlo di cause inventate di sana pianta, su fatti mai accaduti, tra
persone colluse: insomma il bidone, la "trastola", come si dice da
queste parti (sarei curioso di sapere l'etimologia di questo termine).
Un fenomeno che le Compagnie molto spesso non riescono a contrastare.
Vorrei sapere la vostra opinione in merito, e soprattutto se e in che
misura questo tipo di truffe sia diffuso in altre parti d'Italia.

Un saluto a tutti

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