Era nato lì, Mat Campana , in quel paese toscano dove
parlavano il dialetto romagnolo , da un insegnante elementare
siciliano complessato , desideroso di integrarsi ed emergere nella
società piccolo borghese provinciale del piccolo paese di Toscana ,
fino ad arrivare ad essere Direttore didattico , e da Fanny
Luti , una ragazza puritana toscana tutta scialle nero sulle
spalle e rosario tra le mani , che presto odiò pervicacemente quel
figlio balzano e non cercò altro che di sbarazzarsene il più presto
possibile , facendolo dichiarare pazzo dal marito e condannandolo ,
infine , alla orrenda prigione manicomiale.
Lui, Dino , era inadatto a vivere come tutti i poeti , ma era anche
ribelle e disperato, anarchico , contro qualsiasi regola o
disciplina , e fu costretto per tutta la vita a fughe, ritorni,
viaggi, illusioni, chimere, prostitute, visioni deliranti, ricoveri
nei manicomi, ci mise del suo per farsi dichiarare pazzo e alla fine
si riconobbe, fatalmente, tale: Il sorteggio della pazzia è toccato a
me!/Allora avanti coraggio...Mi tuffo dal più alto precipizio della
mente/ non c'è fondo... Oblio fedeltà, solo i dubbi assassini
tormentano l'anima,/ma la pazzia possiede un'anima?.......Musica
silenziosa che vuoi ballerine danzanti su note fantasma. Prendimi
alienazione e portami con te in caverne primitive dove l'essere
razionale è escluso... inebria l'abulia dell'animo di dissomiglianza
di saggezza invecchiata.Tienimi pazzia...tienimi....!( continua)
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augusto