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Le origini di Hitler

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guardrail

unread,
Jun 15, 2004, 4:29:51 PM6/15/04
to

Adolf Hitler nasce in una locanda di Braunau,
in Austria, alle sei e mezzo di sera del 20 aprile 1889. A
Braunau, che è proprio sul confine con la Baviera, suo pa
dre Alois fa il doganiere : ha ormai superata la cinquantina
e il suo aspetto è severo, coi lunghi baffi grigi e gli occhi
indagatori, trent'anni e passa di servizio sulle spalle. Tutto
il contrario la madre, Klara Polzl : 28 anni, longilinea, ca
pelli biondi e occhi chiari, ha fatto la contadina coi genitori
e poi la domestica a Vienna prima di sposarsi ; ora fa la
casalinga con la stessa umiltà e dolcezza. Klara e Alois non
sono di Braunau, ma vengono entrambi dal Waldviertel, un
distretto compreso tra il corso del Danubio e il confine
boemo-moravo, che è la terra d'origine degli Hitler. Il
Waldviertel è una regione povera, prevalentemente rurale;
la gente è di costumi arretrati, tarata spesso dall'alcolismo
e dai frequenti matrimoni tra consanguinei. Anche Alois e
Klara sono cugini di secondo grado, e per sposarsi, all'ini
zio del 1885, hanno dovuto ottenere la dispensa del vescovo.
Questo, per Alois, è il terzo matrimonio, dopo una vita in
quieta e anche un po' avventurosa. Nell'infanzia ha cono
sciuto soltanto la madre, Maria Anna Schicklgruber, dome
stica, che l'ha messo al mondo a 40 anni passati ; il padre è
ignoto. L'uomo che in seguito ha sposato la madre, Johann
Georg Hiedler, li ha abbandonati presto, per continuare la
sua vita di mugnaio ambulante e bevitore instancabile.
Alois è cresciuto così con uno zio, Johann Nepomuk Hied
ler, dopo aver perso la madre a 10 anni. Poi, a 39 anni suo
nati viene legalmente riconosciuto come figlio da Johann
Georg Hiedler, il marito di sua madre. Da questo momento
Alois abbandona il cognome della madre e assume quello
di Hitler (da Hiedler), e si ritrova anche erede del piccolo
patrimonio dello zio Johann Nepomuk. Qualche anno più
tardi, nel 1883, appena un mese dopo la morte della moglie
Anna Glasl-Horer (sposata nel 1864), Alois si risposa con
la giovane e prestante cuoca Franziska Matzelberger, che
gli ha già dato un figlio, Alois jr., e subito gliene mette al
mondo un altro, Angela. Ma anche Franziska muore presto,
di tubercolosi. Il nuovo matrimonio, con Klara Polzl, è di
sei mesi dopo. A differenza dei fratellini Gustav e Ida, nati
prima di lui ma morti in tenera età, Adolf Hitler ha un'in
fanzia abbastanza normale e tranquilla, salvo forse il tram
busto dei vari traslochi che la famiglia deve effettuare sia
per le esigenze di servizio del padre doganiere, sia poi per
la sua irrequietezza di pensionato. Da Braunau gli Hitler si
spostano prima a Gross-Schonau e a Passau, poi ad Hafeld,
a Fischlham, a Lambach e a Leonding, piccoli paesi vicini a
Linz. Nel 1894, intanto, è nato un fratellino, Edmund, e
due anni dopo nasce Paula, l'ultima sorellina. Adolf ini
zia la scuola a Fischlham, nel 1895, poi frequenta per due
anni il monastero benedettino di Lambach, dove si mette
in mostra tra i piccoli coristi ; terminate le elementari a
Leonding, entra (1900) nella scuola media di Linz, la Real
schule. È' il primo passo della carriera che il padre gli vuol
preparare, quella di Oberoffizial, ufficiale dell'imperiale do
gana austriaca : un berretto di velluto col filetto d'oro.
Senonché, mentre fino a quel momento Adolf è stato un
alunno abbastanza bravo e diligente, il suo primo anno al
la Realschule è quasi un disastro; l'anno seguente il ra
gazzo lo ripete alla Staatsrealschule di Steyr. Al padre che
lo rimprovera aspramente di non applicarsi allo studio
come dovrebbe, Adolf replica che vuole fare l'artista, il
pittore, mai e poi mai il doganiere. Poi, improvvisamente,
Alois Hitler muore in una gelida mattina del gennaio 1903.
Con la madre e la sorella Paula (Edmund è morto tre anni
prima, Angela è andata a servizio a Linz, Alois jr. è fuggito
di casa già da qualche tempo) Adolf cambia di nuovo resi
denza, e trascorre a Linz gli anni più intensi e difficili della
pubertà. Ha un solo grande amico, August Kubizek, col
quale passa tutte le ore libere a fantasticare di arte, di sto
ria, d'amore. E s'innamora, infatti. Ma alla bella Stephanie
non riesce a rivolgere, mai, neppure una parola. A 16 anni
Adolf s'ammala: è un inizio di tubercolosi che richiede
mesi di cure e cambiamento d'aria. Ed è la fine degli studi.
Il giovane Hitler va da una zia a Spital, dove si rimette
abbastanza in fretta, ma quando torna a casa l'anno scola
stico è agli sgoccioli. Gli inviti della madre a riprendere i
libri cadono nel vuoto. È' un periodo questo, dai 16 ai 19 an
ni, che Adolf vive in completa e incosciente libertà : pome
riggi d'attesa per catturare uno sguardo di Stephanie ; let
ture strampalate ; serate al Teatro dell'Opera, a esaltarsi
con la musica di Wagner ; lunghi soggiorni a Vienna a fare
la vita d'artista. Mamma Klara ha ormai dato fondo ai suoi
esigui risparmi per soddisfare la passione del figlio, ma al
l'esame di ammissione per l'Accademia di Belle Arti di
Vienna (ottobre del 1907) Adolf viene bocciato, e l'anno
dopo è una nuova bocciatura. Gli consigliano di fare archi
tettura, a cui sembra più portato : ma senza il diploma del
la Realschule non può nemmeno iscriversi. Nel frattempo
gli muore la madre. Il momento di guadagnarsi il pane è
arrivato anche per lui, disgraziatamente per l'ntero mondo.

Spero che gli appassionati (seri) di storia diano dei con
tributi utili per correggere (eventualmente) le inesattezze.
Ma arricchisco l'escursus con alcune domande e qualche
"chicca".

Voleva farsi prete ? Si

A 7 anni Adolf Hitler vuole diventare prete : non certo però
un semplice curato, ma il "signor abate". Come racconta nel
Mein Kampf, molto spesso,a Lambach, si era esaltato "dava
nti allo sfarzo solenne di tutte quelle splendide, esteriori feste
religiose".
Ma questa vocazione per la carriera ecclesiastica non è che
una "infatuazione temporanea", che presto lascerà il posto ad
"aspirazioni più conformi" al suo temperamento.

Il peccato di nonna Schicklgruber :La testimonianza di Hans Frank

All'inizio del 1938, Adolf Hitler ordina ad Hans Frank, ministro
del Reich,di raccogliere tutta la documentazione riguardante la
nonna, Maria Anna Schicklgruber.
Questi i risultati: " ... La signorina Schicklgruber, negli anni
attorno al 1830, lavorava a Graz presso una famiglia di ebrei
di nome Frankenberger. Quando, a un certo punto, la donna
rimase incinta, Frankenberger padre cominciò a pagarle, per
conto del proprio figlio che a quell'epoca aveva 19 anni, una
pensione per gli alimenti. La famiglia Frankenberger
e la nonna di Hitler hanno mantenuto per anni una corrispon
denza dalla quale si deduce che gli interessati sapevano, e ri
conoscevano tacitamente, che il bimbo della domestica era
stato concepito in circostanze tali che obbligavano i Franken
berger a pagare quella pensione... "
(H. Frank, Im Angesicht des Galgens, Monaco di Baviera 1953).

E l'inchiesta di Dollfuss

Anche il cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss, poco prima
del suo assassinio avvenuto per mano nazista il 25 luglio 1934,
aveva ordinato un'inchiesta sulla famiglia Hitler. Dai fascicoli
della polizia austro-ungarica era risultato che la signorina
Schicklgruber era rimasta incinta proprio nel periodo in cui ave
va lavorato come domestica presso la famiglia del barone
Rothschild, la casata di origine ebrea che nel giro di
alcuni decenni sarebbe diventata una delle più potenti famiglie
d'Europa.
"I Rothschild non mancarono mai di una intelligenza anticipa
trice, almeno negli affari. E questo è proprio il tipo di intelligen
za che Hitler ha mostrato di possedere"
(F. Thyssen, II dittatore, O.E.T., Roma).

Il parere degli storici

Secondo alcuni storici molto ben documentati, come Alan
Bullock e William Shirer, è "molto probabile" che il vero padre
di Alois Schicklgruber-Hitler (cioè il vero nonno di Adolf)
sia stato proprio Johann Georg Hiedler, il patrigno che più tardi
lo riconobbe legalmente.

La tomba devastata

Due mesi dopo l'Anschluss dell'Austria, nel maggio 1938,
Hitler dispone che la regione del Waldviertel sia usata come
campo di manovre dell'esercito. Appena tre mesi dopo alcuni
reparti militari accerchiano il villaggio abbandonato di Dollersheim
e vi fanno irruzione coi carri armati pesanti: le case vengono
tutte distrutte, e anche il cimitero è sconvolto e arato con parti
colare determinazione.
In questo cimitero c'era la tomba della nonna di Hitler.

L'encefalite di Adolf

II professor Johann Recktenwaid, ex direttore sanitario della
Vestfalia,ha formulato su basi mediche un'ipotesi piuttosto attraente:
Adolf Hitler sarebbe stato colpito da ragazzo da una encefalite
epidemica, che più tardi gli avrebbe provocato una grave forma
di parkinsonismo, un'infezione al cervello provocata da virus
(non il morbo di Parkinson,che è ereditario e colpisce verso i 50 anni).
Tutti i sintomi presentati in seguito dal Fuhrer lo proverebbero:
i tremori, l'insonnia, la debolezza della vista, il pallore anormale
della pelle, gli eccessi d'ira, l'impotenza sessuale. L'improvviso
insuccesso negli studi di Hitler, il cambiamento così radicale
del suo carattere sarebbero appunto coincisi con l'insorgere della
malattia. Nel febbraio del 1900, infatti, era morto Edmund,
il fratellino di Adolf, per morbillo: Recktenwaid ritiene che Edmund sia
morto invece per encefalite (che spesso si accompagna al morbillo),
dopo aver contagiato della sua malattia il fratello maggiore.

E le altre malattie?

Secondo Jean Amsler, le malattie sofferte da Hitler nell'adole
scenza sarebbero state diverse. Prima di tutto alcuni disordini
glandolari culminanti con la sindrome di Basedow, cioè l'ingros
samento della tiroide; questi malanni sarebbero stati poi aggra
vati dalla tubercolosi e dall'abitudine all'autoerotismo.
A 16 anni Adolf era già completamente sviluppato:
uno schizzo di un suo compagno di scuola di Linz lo mostra alto
di statura ma gracile, con un inizio abbastanza evidente di cifosi,
cioè una deviazione in avanti della spina dorsale
(notizie tratte da "Hitler" di J.Amsler, ed. Du Seuil 1960).

Arturo

unread,
Jun 15, 2004, 9:39:11 PM6/15/04
to
"guardrail" <guar...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:3%Izc.336595$hc5.14...@news3.tin.it...
[cut]

> Spero che gli appassionati (seri) di storia diano dei con
> tributi utili per correggere (eventualmente) le inesattezze.

Ci provo (mi fa piacere che per te lo sforzo di esattezza sia sinonimo di
serietà e non di pedanteria). Premetto che tutte le informazioni che
accluderò sono tratte del primo capitolo della biografia di Hitler scritta
da Ian Kershaw (non starò a indicare il numero di pagina di ogni notizia).
Ci sono diverse inesattezze. In ordine sparso:
-Hitler non nacque in una locanda ma a casa degli Hitler;
-che Nepomuk abbia lasciato i propri averi ad Alois è solo una congettura;
-non mi risulta che Georg abbia abbandonato Alois e la madre, dato che
quest'ultima morì cinque anni dopo il matrimonio;
-il riconoscimento di Alois avvenne sulla base di testimonianze, non di una
volontà diretta di Georg (che era già morto);
-è vero che Alois si risposò solo sei settimane dopo la morte della prima
moglie, ma era già separato da lei da tre anni;
-nella ricostruzione non si ricorda una terzo fratellino nato prima di Adolf
e morto in tenera età, ossia Otto;
-la notizia della tubercolosi di Hitler non è sicura.

E altre analoghe imprecisioni su cui si potrà tornare in un secondo momento.

> Ma arricchisco l'escursus con alcune domande e qualche
> "chicca".
>
> Voleva farsi prete ? Si
>
> A 7 anni Adolf Hitler vuole diventare prete : non certo però
> un semplice curato, ma il "signor abate". Come racconta nel
> Mein Kampf, molto spesso,a Lambach, si era esaltato "dava
> nti allo sfarzo solenne di tutte quelle splendide, esteriori feste
> religiose".
> Ma questa vocazione per la carriera ecclesiastica non è che
> una "infatuazione temporanea", che presto lascerà il posto ad
> "aspirazioni più conformi" al suo temperamento.

Così dice nel Mein Kampf (ed. a cura di Giorgio Galli, Kaos, 2002, p. 76).
Difficile dire se sia vero o l'ennesima contraffazione volta ad aumentare
l'alone di eroismo romanzesco con cui dipinge la sua successiva "vocazione"
per "tutto ciò che aveva a che fare con la guerra e la vita militare".

> Il peccato di nonna Schicklgruber :La testimonianza di Hans Frank
>
> All'inizio del 1938, Adolf Hitler ordina ad Hans Frank, ministro
> del Reich,di raccogliere tutta la documentazione riguardante la
> nonna, Maria Anna Schicklgruber.
> Questi i risultati: " ... La signorina Schicklgruber, negli anni
> attorno al 1830, lavorava a Graz presso una famiglia di ebrei
> di nome Frankenberger. Quando, a un certo punto, la donna
> rimase incinta, Frankenberger padre cominciò a pagarle, per
> conto del proprio figlio che a quell'epoca aveva 19 anni, una
> pensione per gli alimenti. La famiglia Frankenberger
> e la nonna di Hitler hanno mantenuto per anni una corrispon
> denza dalla quale si deduce che gli interessati sapevano, e ri
> conoscevano tacitamente, che il bimbo della domestica era
> stato concepito in circostanze tali che obbligavano i Franken
> berger a pagare quella pensione... "
> (H. Frank, Im Angesicht des Galgens, Monaco di Baviera 1953).

Di nuovo la testimonanza di Frank. La notizia non è credibile: non esistono
riscontri documentali di quanto affermato da Frank; sono state compiute
ricerche a Graz che hanno concluso che non esisteva nessun ebreo di nome
Frankenberger, a cui si aggiunge il fatto che in Stiria gli ebrei erano
quasi assenti stante il divieto di residenza in vigore fino al 1860; alla
nascita di Adolf la nonna era morta da quarant'anni. Per me questo chiude la
partita sull'attendibilità di Frank.

> E l'inchiesta di Dollfuss

[cut]


> "I Rothschild non mancarono mai di una intelligenza anticipa
> trice, almeno negli affari. E questo è proprio il tipo di intelligen
> za che Hitler ha mostrato di possedere"
> (F. Thyssen, II dittatore, O.E.T., Roma).

L'ipotesi è ridicola e priva di riscontri, tanto che il Kershaw non si
disturba nemmeno a confutarla.

[cut]
> L'encefalite di Adolf
[cut]

In assenza di un'autopsia, mi pare niente più che un insieme di congetture.

> E le altre malattie?
>
> Secondo Jean Amsler, le malattie sofferte da Hitler nell'adole
> scenza sarebbero state diverse. Prima di tutto alcuni disordini
> glandolari culminanti con la sindrome di Basedow, cioè l'ingros
> samento della tiroide; questi malanni sarebbero stati poi aggra
> vati dalla tubercolosi e dall'abitudine all'autoerotismo.

Ho mooolti dubbi sul fatto che l'autoerotismo sia un fattore di rischio per
la sindrome di Basedow.

> A 16 anni Adolf era già completamente sviluppato:
> uno schizzo di un suo compagno di scuola di Linz lo mostra alto
> di statura ma gracile, con un inizio abbastanza evidente di cifosi,
> cioè una deviazione in avanti della spina dorsale
> (notizie tratte da "Hitler" di J.Amsler, ed. Du Seuil 1960).

Ho conferma dell'esistenza del disegno.

Saluti,
Arturo


guardrail

unread,
Jun 16, 2004, 2:45:05 AM6/16/04
to

"Arturo" > ha scritto nel messaggio

> "guardrail" > ha scritto nel messaggio


> > Spero che gli appassionati (seri) di storia diano dei con
> > tributi utili per correggere (eventualmente) le inesattezze.

> Ci provo (mi fa piacere che per te lo sforzo di esattezza sia sinonimo di
> serietà e non di pedanteria). Premetto che tutte le informazioni che
> accluderò sono tratte del primo capitolo della biografia di Hitler scritta
> da Ian Kershaw (non starò a indicare il numero di pagina di ogni notizia).
> Ci sono diverse inesattezze. In ordine sparso:

Cut

> Saluti,
> Arturo

Mi dispiace averti tenuto sveglio fino alle ore piccole ma sono contento
e soddisfatto sia per la tempestività e sia per la correttezza (su questo
secondo punto non avevo dubbi).Dovrò quindi anch'io comprare il
Kershaw e paragonare i contenuti con gli altri testi in mio possesso.
Ci sarebbero ancora parecchie questioni da porre sul tappeto ineren
temente all'argomento ma considerando il clima rovente preferisco
rimandare a dopo la lettura del libro segnalato.

Grazie
Guardrail

sergio

unread,
Jun 16, 2004, 3:17:12 AM6/16/04
to
Il 16 Giu 2004, 08:45, "guardrail" <guar...@tin.it> ha scritto:

> Dovrò quindi anch'io comprare il
> Kershaw e paragonare i contenuti con gli altri testi in mio possesso.

una volta comprato Kershaw puoi pure mettere da parte una gran numero di
altri testi.

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

guardrail

unread,
Jun 16, 2004, 7:17:28 AM6/16/04
to

"sergio" > ha scritto nel messaggio

> Il 16 Giu 2004, 08:45, "guardrail" > ha scritto:

> > Dovrò quindi anch'io comprare il
> > Kershaw e paragonare i contenuti con gli altri testi in mio possesso.

> una volta comprato Kershaw puoi pure mettere da parte una gran numero di
> altri testi.

Molto bene, caro Sergio, vorrà dire che finalmente riuscirò ad a fare le
pulizie di primavera che quest'anno non sono riuscito a fare :-)))
Ma nel caso tu ne avessi voglia e tempo non potresti elencarmi i capitoli
che Kershaw abborda nel suo libro?

Grazie.
Ciao
Guardrail


sergio

unread,
Jun 16, 2004, 7:32:10 AM6/16/04
to
Il 16 Giu 2004, 13:17, "guardrail" <guar...@tin.it> ha scritto:

> Ma nel caso tu ne avessi voglia e tempo non potresti elencarmi i capitoli
> che Kershaw abborda nel suo libro?


in che senso abborda? Kershaw tratta dalla nascita alla morte di Hitler.
Infatti ha scritto tutto cio' in due volumoni di almeno 800 pagine ciascuno.
compratelo che ne vale la pena.

bye
s.

guardrail

unread,
Jun 16, 2004, 10:09:21 AM6/16/04
to

"sergio" > ha scritto nel messaggio

> Il 16 Giu 2004, 13:17, "guardrail" > ha scritto:

> > Ma nel caso tu ne avessi voglia e tempo non potresti elencarmi i
capitoli
> > che Kershaw abborda nel suo libro?


> in che senso abborda? Kershaw tratta dalla nascita alla morte di Hitler.
> Infatti ha scritto tutto cio' in due volumoni di almeno 800 pagine
ciascuno.
> compratelo che ne vale la pena.

> bye
> s.

Abborda= affronta. Semplicemente

Ciao
Guardrail


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