Quartier Generale: 13° sezione mista Carabinieri, 14° sezione motorizzata
Carabinieri, 5° drappello automobilistico, 42° Ufficio Posta Militare
Fanteria
Comandante fanteria divisionale: Gen. B. Vincenzo Robertiello
89° reggimento fanteria "Salerno" (comandante Col. Paolino Maggio) su:
Comando e compagnia Comando di reggimento
compagnia mortai 81
battaglione cannoni accompagnamento da 65/17
Battaglioni fanteria (I,II,III,) su C.do e cp. C.do di battaglione, tre cp.
fucilieri, cp. armi d'accompagnamento (mitragliatrici e mortai da 45)
90° reggimento fanteria "Salerno" (C.te Ten. Col. Giacomo Lapenna) su:
C.do e cp. Comando di reggimento
cp. mortai da 81
battaglione cannoni da 65/17
Battaglioni fanteria (I,II,III) ciascuno su C.do e cp. C.do di battaglione,
tre cp. di fucilieri, cp. armi d'accompagnamento (mitragliatrici e mortai
da 45)
Battaglione Mortai divisionale (da 81mm)
135° e 355° Compagnia Cannoni controcarro da 47/32
Artiglieria
108° reggimento artiglieria motorizzato (Comandante Col. Ernesto Drommi)
su.
C.do e reparto C.do di reggimento
Reparto Munizioni e viveri reggimentale (per i gruppi da 75/18)
IV Gruppo da 105/28 (su tre batterie e Reparto munizioni e viveri)
I e II Gruppo obici da 75/18 ciascuno su tre batterie
87° e 305° batteria cannoni controcarro da 20mm
72° batteria cannoni controcarro da 75/39 ( su sei pezzi9
Genio
23° compagnia artieri
5° Compagnia telegrafisti e marconisti
53° sezione fotoelettricisti
Servizi
47° sezione di sanita'
48° sezione di sussistenza
5° sezione di autocarrette
La divisione era schierata lungo il Don all'altezza di Novo
Kalitva-Samodurkova,inquadrata nel II Corpo d'Armata, quando si scateno'
l'attacco sovietico dell'11 dicembre.Dall' 11 al 16 vi fu l'investimento
del fronte assegnato alla Grande Unita', entrata in seria crisi il 16
stesso, quando ormai tutte le riserve divisionali, peraltro esigue erano in
linea.La divisione aveva a destra la Divisione Ravenna a sinistra reparti
della 385à divisione tedesca (537à granatieri).Contro la giunzione tra le
due unita' italiane il 16 mossero circa 250-300 carri sovietici,
l'equivalente di un corpo corazzato, contro cui le difese italiane non
poterono nulla.L'ottava Armata venne spezzata in due e dal 17 inizio' la
fase di ripiegamento.Quindi a seguito del proseguimento dell'azione
sovie4tica, il comando divisionale e parte dell'unita' vennero raccolti a
Sofjevka, mentre resti dell89à fanteria erano raccolti verso Lostoscina.Il
23 dicembre '42 tutta la Cosseria (o meglio cio' che restava) si trasferiva
nella zona Lisinovka-Jekaterinovka, vicino Rossac, dove restava fino al 31
alle dipendenze del Corpo d'Armata Alpino.Nei primi giorni di gennaio la
Divisione venne nuovamente spostata nella zona di Rovenki-Beloluzkaja, a
protezione del fianco destro del Corpo Alpino, proseguendo nella
riorganizzazione dei reparti superstiti.Quindi l'unita' a seguito del
precipitare della situazione sul fronte del XXIV Corpo d'Armata corazzato
tedesco passo' alle dipendenze del Comando d'Armata, venendo
successivamente avviata verso Izjum.Da qui inizio' una marcia a piedi di
1300 km con temperature attorno ai -40° lungo l'itinerario
Karkov-Ahtyrka-Romny-Priluki-Neshin fino a Novo Beliza, vicino Gomel, in
Bielorussia, raggiunta il 7 marzo 43, ricongiungendosi alla divisione
Ravenna e al Comando del II Corpo.
Veniva quindi rimpatriata alla fine di marzo.Le perdite percentuali della
Cosseria in termini di uomini non furono le peggiori subite dall'ARMIR
durante lo sfondamento russo e alla fine nelle zone di raccolta per il
rientro in Italia vennero contati 420 ufficiali e 9050 uomini di truppa,
mentre del materiale praticamente non venne salvato nulla oltre l'armamento
individuale.
Jaco
Non so, davvero, come ringraziarti, per la Tua straordinaria gentilezza. E'
stato un bellissimo regalo, anche perchè mia madre si chiama Cosseria ed ho
saputo, per l'appunto, che i miei nonni decisero di dare tale nome alla propria
figlia, in ricordo del sacrificio di quella divisione.
Spero di poter contraccambiare al meglio.
Di cuore.
Andrea M. Michelozzi
Responsabile Redazione RETEMIA
Io l'avrei chiamata Giulia, in ricordo della piu' eroica divisione
dell'esercito italiano che ebbe il 90% delle perdite sul Don.
P.S.
Sarei interessato a sapere la provenienza geografica degli alpini
della Julia, la maggior parte erano friulani ma so che vi era un
consistente gruppo di abruzzesi.
Qualcuno puo' aiutare?