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Processo per la strage nazifascista di Farneta

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Pomero

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Dec 11, 2004, 6:53:12 AM12/11/04
to
Il Tribunale Militare di La Spezia sta processando Hermann Langer classe
1919, ex tenente appartenente alla 16° SS Panzergrenadier-Division, la notte
dell'1 settembre 1944 guidò una pattuglia di soldati tedeschi dentro la
Certosa di Farneta, colpevole di strage
È stato chiesta la pena dell'ergastolo che l'85enne tenente non sconterà
essendo campato 60 anni di più delle sue vittime

Comune di LUCCA (LU)
2-10 settembre
Nel territorio comunale di Lucca c'è una località chiamata "FARNETA" ove -
ancora ai nostri giorni - ha sede la "CERTOSA DI FARNETA".
Era ed è tuttora "un sacro recesso dedicato alla preghiera ed alla
penitenza" che la pietà dei fedeli lucchesi aveva eretto sei secoli or sono,
affidandola ai Monaci di S. Brunone.
All'invasione teutonica del nostro Paese (settembre 1943), i Certosini di
Farneta aprirono le porte del Convento a quanti avevano bisogno di aiuto e
di rifugio, senza distinzione né preferenza di classe, di razza e di
religione. Quel vasto complesso, in cui venivano soltanto una quarantina di
monaci, per quei sentimenti di fratellanza e di solidarietà, si riempi fino
all'inverosimile di povera gente bisognosa di aiuto e di asilo.
L'opera umanitaria dei Certosini di Fameta viene appresa attraverso luride
spie repubblichine dal comando delle SS naziste, che intende stroncarla e si
valgono di un sottufficiale del corpo criminale medesimo.
Il sottufficiale SS, un sergente, definendosi austriaco, cattolico, stanco
della folle guerra di Hitler, riesce a convincere i Monaci ed entra nella
Certosa, si incontra con gli altri rifugiati, fissa nella sua memoria
l'intero ambiente.
Poi, adducendo i suoi obblighi militari malgrado sia stanco della guerra, si
assenta dal pio luogo, ma la sua partenza improvvisa non impressiona né i
Certosini, né gli altri.
Giunge la sera del 10 settembre 1944: i Monaci stanno radunandosi per il
rituale "Mattutino", quando una lunga scampanellata rompe il perfetto
silenzio. Sono le ore 23.45!...
Il "Padre Guardiano" dallo spioncino del portone scorge il sergente, che,
molto affabilmente, come di consueto, lo prega di aprire, perché deve
partire e desidera un pacchetto di cibo.
Il Padre lo prega di attendere, ché deve avvertire il Padre Maestro, ma il
sergente è così insistente, poi è ben conosciuto da tutti, che il Padre
Guardiano apre il portone.
Dietro il sergente vi sono una ventina di SS nazisti, con i mitragliatori
puntati ed in tale maniera ha luogo l'invasione della Certosa. Segue, da
parte di quella soldataglia criminale, l'accurata perquisizione nell'intero
complesso del Convento ed hanno luogo anche violenze alle persone di diversi
Monaci e Certosini laici.
I Padri ed i Fratelli vengono arrestati e riuniti in un minuscolo vano,
sotto la sorveglianza di un armato.
Quindi vengono catturati i civili che sono rifugiati nel Convento e che
superano il centinaio. Soltanto una ventina di essi riesce a saltare il muro
di cinta ed a mettersi in salvo.
La deportazione dalla Certosa degli arrestati avviene in due tempi, a mezzo
di camion.
La prima partenza comprende i civili, i Padri Superiori don Pio Egger e don
Martino Binz, con l'aggiunta di alcuni religiosi.
Nella seconda partenza sono compresi tutti gli altri. Da notarsi che i
monaci, prima della partenza, sono obbligati a deporre le loro vesti per
indossare abiti civili. Tutte le loro cose e le suppellettili sacre devono
essere accatastate in una stanza, per essere poi consegnate all'Arcivescovo.
Monaci e borghesi sono trasportati con i camion in località "NOCCHI DI
CAMAIORE" e stipati in un capannone. Tre volte, in quattro giorni i
prigionieri sono decimati: sono 23 i destinati allo sterminio immediato
parte impiccati con filo di ferro spinato e parte colpiti a morte con
raffiche di mitra, che giacciono nel loro sangue. Le mani di tutti questi
Martiri sono strettamente legate dietro la schiena con filo di ferro pure
spinato ...
I giorni trascorrono lenti tra sofferenze di Monaci e di borghesi: un
malcapitato viene ucciso dalle SS a forza di nerbate sulla testa e sul
dorso. La lunga e straziante agonia è accompagnata dall'osceno scherno della
soldataglia. Ad un frate vien dato fuoco alla sua fluente barba per due
volte.
Il giorno 6 settembre, di buon'ora, tutti i prigionieri sono divisi in
gruppi e partono per diverse mete. Tutte, pero, in direzione di Massa.
Domenica 10 settembre 1944, Mons. Terzi, per delega di S.E. il Vescovo di
Massa, convoca in Vescovado il comandante germanico della Piazza,
scongiurandolo di salvare la vita dei rastrellati, ma si sente rispondere
che le notizie diffuse sulle fucilazioni sono prive di fondamento!...
Invece, esattamente nello stesso momento del suddetto incontro al Vescovado,
il comando delle SS - autonomo dagli altri Comandi - ordina il prelevamento
dal carcere (Castello di Malaspina di Massa) di QUARANTA DETENUTI, tra i
quali i QUINDICI CERTOSINI di Farneta.
Tutti vengono caricati su camionette e destinati al massacro in varie
località periferiche della stessa città di Massa (132).

Ecco la cronologia della strage:
ore 09.00 - ECCIDIO ALLA FOCE;
ore 10.00 - ECCIDIO AL PONTE DI FORNO;
ore 12-13 - ECCIDIO AL PONTE DI LAZZERI;
ore 13.00 - ECCIDIO AL PONTE DI MIGNAN;
ore 16.00 - ECCIDIO ALLE CAPANNELLE;
ore 17.00 - ECCIDIO ALLA RINCHIOSTRA;
ore 17.30 - ECCIDIO AI QUERCIOLI;
ore 18.00 - ECCIDIO DI TURANO;
ore 19.00 - ECCIDIO DI VIA PALESTRO.

I nomi dei Martiri:

(alla "FOCE")
COTURRI ITALO - da Farneta (33)
GHILARDI PIETRO - da Camaiore (42)
LIPPI FELICE - da Farneta (63)
GIANNINI DOMENICO - da Lucca (a) (?)
MORAGLIA MAURIZIO - da Oneglia (b) (46)
PASQUINI PIETRO - da Colognara (c) (35)
PUOSI ALIREDO - da Viareggio (35)
BIGONGIARI don GIORGIO - da Lucci (d) e (33)
GORI don RENZO - da Pisa (e) (29)

(a) Podestà" di LUCCA;
(b) Questore di LIVORNO e Console Generale della milizia, squadrista;
(c) Sotto fattore della "Certosa"; Parroco di Lunata - Capannori; (e)
Parroco della Chiesa SS. Pietro e Paolo di LIVORNO

(al PONTE DI FORNO)
EGGER V.P.D. PIO - MARIA (Svizzera) (39) - Padre maestro dei novizi della
Certosa di Farneta
COSTA GABRIELE - MARIA - Massalombarda (46) Procuratore di detta Certosa
TOGNETTI RENZO - da Pietrasanta (25) - Chierico e studente di teologia (2°
anno) al Seminario di Pisa
LIPPI FRANCESCONI Prof. GUGLIELMO (47) - da Lucca - Direttore dell'Ospedale
Psichiatrico di Fregionaia Maggiano (LU)
LUPETTI RASI LILIANA - da Pisa (24)
TONNARI FRANCESCO - da Forte dei Marmi (32)

(al PONTE DI LAZZARI)
NOTA Fra' MICHEI - da Lusemetta (TO) (56) Certosino
MARITANO Fra' GIORGIO - da Casellette (TO) (62) Certosino
RASI UGO - da Pisa (25)
BARSELLA RINALDO - da Viareggio (19)
ANDREAZZOI RENZO - da Massa (24)
CANTARELLI PIETRO - da Massa (44)

(al PONTE DI MIGNA)
COMPAGNON V.P.D. ADRIANO - da Versailles (70) Certosino
CLERC Fra' ADRIANO - da Estaveyer (74) Certosino
MORAGLIA. VITTORIO - da Roma (16) - suo padre Maurizio è fucilato lo stesso
giorno in loc. "Foce"

(alle CAPANELLE)
PAOLICCHI LIBERO - da Pisa (24)
TORCIGLIANNI ALAMONE - da Camaiore (56)
TORCIGLI NILO - da Camaiore (20)

(alla RINCHIOSTRA)
CANTERO Fra' RAFFAELE - da Saragoza (47) Certosino
MORGANTINI FELICE - di Farneta (57) Fattore della Certosa
DI PUCCIO ADELMO - da Camaiore (47)

(ai QUERCIOLI)
BERTINI don GIUSEPPE - da Pietrasanta (35) Parroco di Molina di Quasa -
Vedere anche 11 agosto - Comune di S. Giuliano Terme
Fra' MARCELLO DEI MINORI - da Stazzema (25) al secolo VERONA CARLO PERNA
BRUNO - da Farneta (30)

(a TURANO)
Le testimonianze raccolte dagli storici indicano il numero di SEI persone e
più precisamente tre umili frati della Certosa di Farneta e tre civili che,
nel pomeriggio del 10 settembre 1944 vengono fatti salite su una camionetta
ed avviati a morte.
Il luogo scelto dai criminali nazisti è TURANO. Quando la camionetta giunge
nelle vicinanze delle Scuole Elementari di tale località, si ferma e gli
sventurati, fatti scendere dall'automezzo, proseguono a piedi e sono
condotti a calci nell'interno della Tenuta di don Frizzotti (ora Pigoni) e
fatti sostare nei pressi di un canneto dove vengono barbaramente trucidati.
Le salme sono gettate in un canaletto.
Chi sono questi Martiri? E' indiscusso che gli uccisi sono stati SEI, ma lo
strano è che le Salme raccolte dalla Pubblica Assistenza, nel canaletto,
sono soltanto tre. Dagli oggetti rinvenuti sulle Salme è certo che esse sono
dei tre Frati di Farneta.

(a VIA PALESIRO)
MATTEOLI VASCO - da Farneta (30)
PRESENTI CASIMIRRO - da Farneta (29)

Comune di CAMAIORE (LU)
7 settembre
In località "Montemagno", le SS naziste fucilano, per rappresaglia due dei
Padri certosini di Farneta, catturati il 2 settembre (i rimanenti dieci
verranno trucidati il 10 settembre nel territorio di Massa (MS) e due civili
(138).

I nomi dei Martiri:

BINZ Padre MARTINO Padre della Certosa (65)
MONTE DE OCA Padre SALVATORE, Novizio della Certosa (48)
MARCHETTI ENRICO (41)
TOMMASI GIUSEPPE (73)
--
Zolle insanguinate ...
in esse
ha le radici
la nostra liberta!...
www.eccidi1943-44.toscana.it


Andrea

unread,
Dec 11, 2004, 7:26:25 AM12/11/04
to
"Pomero" <terz...@tin.ti.it> ha scritto nel messaggio
news:IcBud.496093$35.21...@news4.tin.it...

> È stato chiesta la pena dell'ergastolo che l'85enne tenente non sconterà
> essendo campato 60 anni di più delle sue vittime

No no... non la sconterà perché è stato ASSOLTO PIENAMENTE PERCHE' IL FATTO
NON SUSSISTEVA.
La giustizia ha fatto il suo corso, caro pomero. Hermann Langer è innocente,
secondo la giustizia italiana, che è esercitata in nome del Popolo Italiano.


Pomero

unread,
Dec 11, 2004, 11:09:15 AM12/11/04
to

"Andrea" <and...@andrea.andrea> ha scritto nel messaggio
news:RHBud.496242$35.21...@news4.tin.it...
Questo è vero ma non ne fare trionfalisni che non ti competono non credo che
il fatto non sussista nessuno giudice commetterebbe una bischerata simile,
quando vi sono i morti che sussistono sarà per non avere responsabilità sul
fatto commesso, che noto non ti interessa per niente fai parte dei
gruppetti?


Andrea

unread,
Dec 11, 2004, 1:51:37 PM12/11/04
to
"Pomero" <terz...@tin.ti.it> ha scritto nel messaggio
news:LYEud.497508$35.21...@news4.tin.it...

> Questo è vero ma non ne fare trionfalisni che non ti competono non credo
> che
> il fatto non sussista nessuno giudice commetterebbe una bischerata simile,
> quando vi sono i morti che sussistono sarà per non avere responsabilità
> sul
> fatto commesso, che noto non ti interessa per niente fai parte dei
> gruppetti?

Esatto, il fatto non sustiveva (con IL FATTO Si intende: Hermann tizio non
ha comandato o ucciso nessunO: è stato qualcun altro, qualche altra SS).


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