Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Divisione Sforzesca sul Don -fine agosto 1942

133 views
Skip to first unread message

francesco

unread,
Mar 13, 2018, 12:07:17 PM3/13/18
to
Ci sono dei resoconti di generali tedeschi ( mi pare, se non mi sbaglio,
del generale Von Senger ed altri) che affermano che a fine agosto 1942
la divisione Sforzesca fu attaccata sul Don da un solo battaglione
russo, che mise in fuga l'intera divisione, e dovette intervenire una
divisione tedesca per contenerne la fuga.

La divisione divenne nota col soprannome "divisione scappa"

Per contro i resoconti dei comandi italiani affermano che la divisione
resistette gagliardamente contro l'attacco di ben venticinque
battaglioni russi, senza ricevere alcun aiuto dai tedeschi schierati a
fianco.

C'è qualche resoconto che certifichi cos'è avvenuto con buona credibilità?

---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus

Bhisma

unread,
Mar 13, 2018, 2:19:07 PM3/13/18
to
francesco wrote:

> la divisione Sforzesca fu attaccata sul Don da un solo battaglione
> russo

L'episodio in questione a quanto ne so avvenne in estate, quando la
Sforzesca era stata appena schierata in quella zona, prima che potesse
costruire una solida linea difensiva e dopo una lunga marcia a piedi
all'inseguimento dei russi in ritirata che l'aveva piuttosto logorata.
In ogni caso, nella cronistoria della divisione che fa il familiare di
un reduce della Sforzesca, morto in Russia, l'attacco in soggetto venne
portato da due divisioni russe.
https://goo.gl/DwicJ7

No dubito che esistano online pubblicazioni anche più specialistiche e
accreditate, che lascio a te di di cercare; ma considerando che i
soldati della Sforzesca partirono in dodicimila e tornarono in
quattromila, ci andrei cauto a prendere sul serio certi facili
soprannomi.

Bhisma

unread,
Mar 14, 2018, 5:26:23 AM3/14/18
to
Bhisma wrote:

> > la divisione Sforzesca fu attaccata sul Don da un solo battaglione
> > russo

Vedi anche il libro "Clemente Nardon, soldato della Sforzesca in
Russia" di Clara Nardon, al capitolo "La Sforzesca nella prima
battaglia difensiva sul Don", per una raccolta di documenti d'archivio,
testiminianze di reduci, ricostruzioni a posteriori di storici e
giornalisti etc. Mi pare siano tutti piuttosto concordi sulla sensibile
inferiorità numerica italiana e sulle elevate perdite della Sforzesca
in quella situazione
https://goo.gl/oC5Vww

francesco

unread,
Mar 14, 2018, 8:41:28 AM3/14/18
to
Questo sito http://unirr.it/storia/l-arm-i-r-armata-italiana-in-russia
mi pare ben argomentato, ma come tanti altri è di parte italiana.
Le pochissime pubblicazioni di parte inglese, che riportano
dichiarazioni di generali tedeschi, dicono l'esatto opposto.
Non conosco il russo e pertanto non so se esistano resoconti della loro
parte.

Le forze russe attaccanti, variano, a seconda dell'autore e della sua
nazionalità, da un battaglione a 4 divisioni...

Come sempre, chi perde reclama come causa la superiorità dell'avversario.

Peraltro sembra innegabile che alla fine i russi ricavarono quello che
cercavano, una testa di ponte oltre il Don, da cui il 16 dicembre partì
l'operazione Piccolo Saturno.

Arduino

unread,
Mar 14, 2018, 11:11:15 AM3/14/18
to
francesco <fra...@fastwebnet.it> ha scritto:

> C'è qualche resoconto che certifichi cos'è avvenuto con buona
credibilità?

Contrariamente a quanto comunemente si crede, la divisione Sforzesca è
del tutto estranea agli Sforza e a Milano, il suo nome deriva da una
piccola località del Piemonte dove il 21 Marzo 1949 i piemontesi avevano
battuto reparti leggeri austriaci che risalivano la sponda destra del
Ticino per prendere alle spalle l'esercito sabaudo che si era spinto a
Magenta.
Inviata in Russia nel Giugno 1942, dopo essere stata rafforzata con
artiglieria meccanizzata e una sezione anticarro, giunse in contatto con
il nemico a metà luglio, e dopo un lungo inseguimento si assestò a metà
agosto in un ansa del Don fra le divisioni Ravenna e Cosseria (quindi non
c'erano i fantomatici tedeschi che non diedero nessun aiuto) in
sostituzione della divisione Celere "Amedeo d'Aosta", che avendo subito
dure perdite per la conquista di quell'ansa, veniva posta in riserva.
Dopo un attacco di assaggio da parte di Un battaglione russo, la
divisione fu attaccata il 20 agosto dalla 197* divisione fucilieri
sovietica.
La divisione abbandonò in tutta fretta le sue posizioni dopo una breve
resistenza, esponendosi così a dure perdite dato che un conto è stare al
riparo in postazione, altro conto essere esposti al nemico inseguitore.
In questo modo si guadagnò l'appellativo di divisione Cikaj (Scappa) da
parte degli altri soldati italiani.
I Russi cercarono subito di approfittare della situazione inviando nella
testa di ponte la 14° e la 203° divisione. Per riparare la falla gli
italiani richiamarono in prima linea la divisione Celere, che si distinse
particolarmente con lo squadrone Savoia cavalleria, che sconfisse un
contingente di duemila mitraglieri siberiani. Affluirono inoltre il
battaglione alpino: Monte Cervino, la Legione Croata e il 179° reggimento
tedesco.
Nel frattempo, mentre il 53° reggimento della Sforzesca riusciva a
resistere su una postazione arretrata, il 54° si sfaldava nonostante
avesse ricevuto in rinforzo un battaglione di Camicie Nere. A quel punto
in comando italiano gettò nella mischia anche il secondo reggimento
alpino della tridentina e un battaglione autonomo di bersaglieri.
I russi che avevano a loro volta subito pesanti perdite, a questo punto
il 26 agosto si fermarono. il 1° settembre gli italiani cercarono di
riconquistare la testa di ponte con i battaglioni alpini Vestotene e
Valchiese sostenuti da alcuni reparti di carri leggeri. Ma i russi che
nel frattempo avevano ricevuto un'altra divisione in rinforzo, respinsero
agevolmente l'attacco.
In totale le perdite italiane assommarono a 900 morti, 1.700 dispersi e
4.200 feriti.
A metà ottobre i reparti dell'armata italiana furono inviati in un
settore più a nord del Don, e furono rilevati da reparti romeni.
Fu dalla testa di ponte persa dalla Sforzesca che il 19 novembre i
sovietici scatenarono l'attacco che avrebbe portato alla disfatta di
Stalingrado.



--
Arduino d'Ivrea

Michele

unread,
Mar 15, 2018, 6:58:10 AM3/15/18
to
Il 14/03/2018 13.41, francesco ha scritto:
> Il 14/03/2018 10:26, Bhisma ha scritto:
>> Bhisma wrote:
>>
>>>>   la divisione Sforzesca fu attaccata sul Don da un solo battaglione
>>>> russo
>>
>> Vedi anche il libro "Clemente Nardon, soldato della Sforzesca in
>> Russia" di Clara Nardon, al capitolo "La Sforzesca nella prima
>> battaglia difensiva sul Don", per una raccolta di documenti d'archivio,
>> testiminianze di reduci, ricostruzioni a posteriori di storici e
>> giornalisti etc. Mi pare siano tutti piuttosto concordi sulla sensibile
>> inferiorità numerica italiana e sulle elevate perdite della Sforzesca
>> in quella situazione
>> https://goo.gl/oC5Vww
>>
>
> Questo sito http://unirr.it/storia/l-arm-i-r-armata-italiana-in-russia
> mi pare ben argomentato, ma come tanti altri è di parte italiana.
> Le pochissime pubblicazioni di parte inglese, che riportano
> dichiarazioni di generali tedeschi, dicono l'esatto opposto.

Beh. Cloutier, citando Safronov, dice, in "Regio Esercito: The Italian
Royal Army in Mussolini's Wars, 1935-1943", che l'operazione sovietica
alla cerniera tra la 6a armata tedesca e l'8a italiana contava su 6
divisioni, cioè tre divisioni fucilieri, una di fucilieri della guardia,
e due di cavalleria, con l'appoggio di battaglioni di carri armati.
Aggiunge che il fulcro dell'attacco di questo corpo sarebbe caduto tra
il 53° e il 54° reggimento della Sforzesca, mentre solo uno sforzo
secondario sarebbe stato diretto verso la divisione tedesca limitrofa,
la 79a fanteria.


---
Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus da AVG.
http://www.avg.com

Arduino

unread,
Mar 17, 2018, 12:02:03 PM3/17/18
to
francesco <fra...@fastwebnet.it> ha scritto:


> Questo sito http://unirr.it/storia/l-arm-i-r-armata-italiana-in-russia
> mi pare ben argomentato, ma come tanti altri è di parte italiana.
> Le pochissime pubblicazioni di parte inglese, che riportano
> dichiarazioni di generali tedeschi, dicono l'esatto opposto.
> Non conosco il russo e pertanto non so se esistano resoconti della loro
> parte.
> Le forze russe attaccanti, variano, a seconda dell'autore e della sua
> nazionalità, da un battaglione a 4 divisioni...

Con tutta evidenza, Michele conta come partecipanti all'attacco alla
Sforzesca truppe che in realtà attaccarono le divisioni Ravenna e Pasubio.

Ad attaccare la Sforzesca fu la 197^ sovietica, supportata da altri piccoli
reparti e in seguito, per ampliare la testa di ponte, confluirono la 14^, la
203^ e infine la 38^. Scopo di queste forze era quello di tagliare i
rifornimenti all'armata di Paolus, in avanzata verso Stalingrado.

Causa la resistenza delle truppe italiane, tedesche e croate, questo
obiettivo non fu raggiunto, ma fu forse allora che ai russi venne in mente un
altro micidiale piano: i tedeschi, dopo aver sfiorato la vittoria, erano
stati a un passo dalla catastrofe nell'inverno 1941-42, ma l'abile difesa del
generale Heinrici evitò il peggio, e il 31 marzo i soldati tedeschi poterono
tirare un sospiro di sollievo, il terreno davanti a Mosca si stava
scongelando, l'offensiva invernale russa era finita.

Hitler, il 5 successivo ordinò un nuovo piano d'attacco, l'Operazione Blu,
che avrebbe dovuto portare ai pozzi di petrolio del Caucaso. Come azione
preliminare fu attaccata la Crimea dove i russi subirono dure perdite in
uomini e armi. Poi iniziò l'attacco a est che era parso nascere sotto i
migliori auspici. Ma a questo punto il dittatore tedesco aveva commesso una
serie di errori: aveva dirottato su un altro fronte l'armata di Von Manstein,
aveva poi abbandonato il piano iniziale di compiere prima l'avanzata
sull'ansa del Volga per tagliare il collegamento fluviale, e dopo avanzare in
Caucaso, trovandosi così a dover alimentare due avanzate contemporanee.
Inoltre, l'inetto Paolus ci aveva messo del suo, non mandando avanti le sue
colonne corazzate a congiungersi con la quarta armata, lasciandosi così
sfuggire due armate sovietiche che si rifugiarono nella città di Stalingrado.
I sovietici elaborarono allora il piano di resistere il più possibile nella
città, per poi attaccare, quando il terreno fosse gelato, le armate dei paesi
alleati della Germania, che si trovavano al fianco e alle spalle della 6^
armata germanica.

Però, a quella latitudine il terreno congelava all'incirca a metà novembre,
ma in quel periodo e fino a circa metà dicembre era impossibile un'azione
anfibia di attraversamento del Don, perché il fiume era percorso da lastroni
di ghiaccio trascinati dalla corrente. Perciò, sarebbe stato necessario
aspettare la metà dicembre, quando sul fiume si fosse consolidato uno spesso
strato ghiacciato. Difficile però ipotizzare che Stalingrado potesse
resistere così a lungo. I sovietici progettarono allora di lanciare l'attacco
dalla testa di ponte che avevano conquistato alla Sforzesca. I romeni, quando
a metà ottobre rilevarono le postazioni italiane, si avvidero del pericolo,
ma per sloggiare i sovietici avrebbero avuto bisogno dell'aiuto dei tedeschi,
che in quel momento non ne potevano dare. Fu così che il 19 novembre iniziò
l'operazione Urano che si sarebbe conclusa con la disfatta di Stalingrado.




--
Arduino d'Ivrea

0 new messages