Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Ponzio Pilato - la misteriosa strage di galilei

561 views
Skip to first unread message

Bhisma

unread,
Mar 10, 2015, 6:44:10 AM3/10/15
to
I Canonici non riportano quasi nulla sull'attività di Pilato in Giudea
prima dell'inizio del "processo a Gesù".

Nella narrazione evangelica il prefetto fa praticamente la sua entrata
in scena in quel momento, e la sua vicenda si esaurisce con la
crocifissione di Cristo e la consegna del corpo a Giuseppe d'Arimatea,
malgrado che gli incidenti con la popolazione ebraica e i motivi di
malcontento della popolazione nei suoi confronti non fossero certo
mancati, stando alle fonti storiche.

In questo è forse possibile vedere (e per quel che vale ce lo vedo
anch'io) uno degli aspetti della generale minimizzazione del ruolo
romano e di Pilato nella condanna del Cristo e dell'attenuazione del
tema antiromano che sono all'opera nei Canonici e ancor più in diversi
Apocrifi, dovuta forse a motivi di opportunità politica.

Tuttavia esiste una importante eccezione a questo silenzio: uno solo
dei canonici, Luca 13: 1-3, racconta del <<fatto dei Galilei il cui
sangue Pilato aveva mescolato con i loro sacrifici>>.

Prima di tutto, questo accenno non mi pare da intendersi in senso
particolarmente antiromano o anti-Pilato: la cosa viene riferita a
Gesù da alcuni che sembrano sollecitare una risposta: si tratta pur
sempre di galilei, cioè di suoi conterranei in fondo; ma anche se non
è irragionevole supporre che si trattasse di curiosità su come avrebbe
reagito alla cosa se non proprio di una domanda trabocchetto, come in
altri luoghi evangelici se chi pone la domanda si aspettava una tirata
antiromana, le sue aspettative vanno deluse.

Cristo infatti risponde: <<Pensate che quei Galilei fossero più
peccatori di tutti i Galilei, perché hanno sofferto quelle cose?
No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti allo stesso modo>>

Di contro al pensiero ebraico -- tradizionale sin dai tempi di Giobbe
-- per cui se ti capita un guaio vuol dire che comunque in qualche
modo hai peccato e Dio ti sta punendo, Cristo ribadisce che tutti sono
ugualmente peccatori se non si ravvedono e rafforza questo concetto
estendendolo subito dopo ai morti per il crollo della "Torre di
Siloe": nemmeno chi perisce per una disgrazia è più peccatore di chi
non la subisce, sola salvezza, per tutti, resta il ravvedimento.
Spostando la questione sulla teologia del "siamo tutti peccatori", la
risposta risulta probabilmente molto abile anche sotto il profilo
politico, come quella celebre sul tributo a Cesare: Gesù, per come lo
rappresenta l'evangelista, non condanna né approva quei galilei (forse
rivoltosi) ma nemmeno condanna o approva Pilato o il potere romano,
eludendo l'aspetto più scottante ed attuale del problema.

Resta però del tutto irrisolta la questione di chi diavolo fossero
quei galilei citati da Luca, e di cosa mai fosse successo: di stragi
di galilei ai tempi di Cristo non abbiamo nessun'altra notizia da
nessuno, e la citazione evangelica, essendo monofonte, non dà nessuna
possibilità di sapere altro, anche l'accenno al fatto che i galilei
uccisi stavano compiendo sacrifici non vuol dire molto, dato che
religione, politica, rivolte etc. erano all'epoca inestricabilmente
mescolate.

Comunque, anche questo passo evangelico è stato molto studiato.
L'idea largamente prevalente è che si tratti di seguacipiù tardi di
Giuda il Galileo, che secondo Atti 5:37 nel 6 o 7 d.C. si pose a capo
di una rivolta ai tempi del primo censimento indetto dal governatore
Quirino.

E' discusso se questo Giuda sia da identificare o meno con il Giuda
figlio di Ezechia (un rivoltoso catturato da Erode) che secondo Flavio
Giuseppe avrebbe condotto in Galilea una rivolta qualche anno prima,
ai tempi tumultuosi dell'intervento delle legioni di Quintilio Varo in
Giudea per porre fine alle ribellioni scatenate dalle morte di Erode,
impadronendosi dell'arsenale di Sefforah per armare i suoi seguaci e
offrendo forte resistenza ai Romani.
Di solito questo Giuda viene individuato come il fondatore e il primo
capo della fazione degli zeloti che quindi, va sottolineato, avrebbero
una forte connotazione galilea.
Comunque, Giuda il Galileo viene messo a morte e la sua insurrezione
repressa, ma la sua famiglia continua a guidare ribellioni: nel 44,
dopo Pilato, due figli di Giuda saranno fatti crocifiggere dall'allora
governatore Tiberio Alessandro e nel 66 un altro suo figlio, Menahem,
è il leader dei "sicarii" ed ha per un certo tempo molto potere, ma
viene infine ucciso dalla fazione dei gra sacerdoti, ed è plausibile,
anche se tutt'altro che certo, che i galilei del passo in questione
facciano parte di queste tormentate vicende. [1]

Superfluo forse aggiungere che le tesi che vogliono vedere in Cristo
uno zelota e un figlio di Giuda il Galileo non trovano il minimo
riscontro documentario.

==================
[1] Le notizie su riportate sono frammentate in più parti de
"La guerra giudaica" e de "Le antichità giudaiche" di Flavio Giuseppe.
Per un richiamo dettagliato delle fonti rimando alla Jewish
Enciclopedia alla voce "Judas the Galilean"
http://tinyurl.com/npbltho









--
... e il pensier libero, è la mia fé!

Bhisma

unread,
Mar 12, 2015, 6:03:54 AM3/12/15
to
On Tue, 10 Mar 2015 12:38:53 +0100, scri...@mauriziopistone.it
(Maurizio Pistone) wrote:

Bhisma
>> Superfluo forse aggiungere che le tesi che vogliono vedere in Cristo
>> uno zelota e un figlio di Giuda il Galileo non trovano il minimo
>> riscontro documentario

>certo, ma bisogna vedere quanto le notizie riportate su Gesù siano
>influenzati da un clima generale di irrequietezza, per cui qualunque
>voce un po' eterodossa rischiava di essere letta come un incitamento
>alla rivolta

Come ho scritto più volte, mi sembra molto plausibile che dal punto di
vista dell' "antiromanità", chiamiamola così, i canonici abbiano
operato un deciso addomesticamento.

Dopo la Prima Guerra Giudaica, essere equiparati ai rivoltosi ebrei
sarebbe stato il bacio della morte per il nascente movimento cristiano
e in generale era più conveniente, specie al momento in cui il nuovo
movimento religioso inizia a proporsi anche ai "gentili", presentare
la condanna di Cristo come voluta molto più fortemente dal potere
locale giudaico che non dal locale governatore romano.

Ma tra questo addomesticamento e fare di Cristo una zelota (per non
parlare dell'esser figlio di Giuda il Galileo) corre la classica cèa,
anzi direi che corre la differenza che c'è tra un ragionamento storico
e la fuffa pura e semplice.

E' vero, nei Vangeli specie in Luca che al tema è quello che dà più
spazio, ci sono tracce evidenti di rapporti con zeloti, e una certa
rivendicazione di regalità davidica all'atto dell'ingresso "trionfale"
a Gerusalemme. Del resto nei canonici, con molta chiarezza, il motivo
della condanna romana di Cristo è la pretesa regale e la rivolta.

Ma quanto di questo gli è stato cucito addosso?

Le acclamazioni regali sono della folla, possono rientrare benissimo
in una manifestazione d'entusiasmo ed è del tutto possibile che gli
siano costate la condanna romana (d'altra parte i romani si
interessano di lui solo dopo la denuncia del potere sacerdotale
locale), ma dopo l'ingresso a Gerusalemme l'unico vero tumulto
suscitato dal Cristo è contro la gestione del Tempio, che
difficilmente può essere interpretato come antiromano in senso
stretto. Quanto agli zeloti, immagino che una certa percentuale di
zelotismo fosse inevitabile, tra i seguaci del Cristo, ma quanto
significativa?

D'altra parte, se lo scopo degli evangelisti fosse stato quello di
occultare completamente l'aspetto insurrezionale-antiromano di Gesù,
perché lasciare tracce del genere?

Quando chi redige il vangelo di Tommaso vuole farne esclusivamente un
mistico dedito ad un insegnamento da interpretare in chiave
esclusivamente interiore, non ha la minima remora a tagliare tutto ciò
che non coincide con questa visione.

Inoltre, l'insegnamento religioso in Cristo risulta assai più centrale
di una qualche rivendicazione politica in *tutte* le fonti antiche.
Appare assai più un maestro di sapienza, per quanto
mistico-eterodossa, e un taumaturgo, che non un rivoluzionario o un
pretendente alla regalità (la genealogia davidica potrebbe anche
essere un modo per celebrarne la figura, enfatizzarne un'ebraicità
piuttosto contestata perché galileo etc.)
E' vero che anche gli zeloti vengono presentati come i seguaci di una
dottrina religiosa ebraica a sè stante, ma da quanto sappiamo è molto
più collegata a rivendicazioni precise antiromane e di regalità (certi
ritengono che il padre di Giuda il Galileo rivendicasse contro Erode
una discendenza regale asmonea, ma le tracce sono davvero labili) e
molto meno innovativa di quella del Cristo.

Insomma, dovrebbe aver avuto luogo una riscrittura enorme del Cristo
sin dalla primissima tradizione cristiana che riceviamo, perché egli
fosse uno zelota duro e puro, e una massiccia e voluta operazione del
genere, mal si concilia con le tracce di zelotismo e rivendicazione
regale nel suo movimento e nella sua condanna che pure sono state
lasciate nei testi. Inoltre, manca qualunque prova di qualunque tipo
che fosse uno zelota del genere, solo vaghe ipotesi suggerite da nomi,
assonanze eccetera, che possono benissimo essere spiegate in altri
modi più plausibili, come contatti con gli zeloti, presenza di essi
tra i suoi seguaci, manifestazioni di entusiasmo popolare etc.

Per concludere, poi, l'idea che fosse un figlio di Giuda il Galileo e
precisamente "Giovanni di Gamala", è fuffa allo stato brado.

Con buona pace del Cascioli, che era un ex-seminarista che aveva
portato nel suo ateismo le stesse tendenze di un religioso, non esiste
storicamente nessun "Giovanni di Gamala" in nessuna fonte antica: il
personaggio compare per la prima volta, come esplicito frutto di
immaginazione letteraria, in un romanzo del 1800.

Il ragionamento cascioliano è del tipo:

1) Dell'esistenza di Giovanni di Gamala non c'è nessuna prova
2) Questo dimostra che tutte le prove della sua esistenza sono state
rimosse
3) Quindi, era il Cristo

Direi che non vale la pena di discuterne oltre :-DDD

Maurizio Pistone

unread,
Mar 12, 2015, 7:01:09 AM3/12/15
to
Bhisma <Af.b...@gmail.com> wrote:

> Inoltre, l'insegnamento religioso in Cristo risulta assai più centrale
> di una qualche rivendicazione politica in *tutte* le fonti antiche.
> Appare assai più un maestro di sapienza, per quanto
> mistico-eterodossa, e un taumaturgo, che non un rivoluzionario o un
> pretendente alla regalità (la genealogia davidica potrebbe anche
> essere un modo per celebrarne la figura, enfatizzarne un'ebraicità
> piuttosto contestata perché galileo etc.)

occorrono qui diverse cautele

la prima, è che non possiamo proiettare immediatamente sul passato, e
soprattutto sul pensiero religioso, la nostra idea di che cosa significa
essere "rivoluzionari" o "progressisti"

il messaggio di Gesù è sicuramente rivoluzionario, perché dà origine ad
una religione che prima non esisteva, e che sotto multi punti di vista è
completamente diversa da quelle che esistevano all'epoca

per noi oggi, tra l'altro, l'idea di una società in cui la religione è
staccata dalla politica, o per lo meno non si identifica immediatamente
con essa, è molto più "progressista" di tutti millenarismi profetici che
si sono visti - e che si vedono ancora, purtroppo

è fin troppo facile alzarsi in piedi e gridare "ecco il mondo nuovo!" e
trascinare i seguaci verso un progetto utopistico, che solitamente
finisce in una strage, e le poche volte che si realizza crea un
terrificante regime di oppressione

l'insistenza di Gesù nel ricollegarsi alla tradizione ebraica,
nell'innovare senza tagliare del tutto (implicitamente o esplicitamente)
i ponti con il passato, che è quello che io chiamo il "fariseismo" di
Gesù, non può essere adeguatamente spiegato né con il timore di essere
confuso con la pletora dei "profeti" più o meno armati, né con la
preoccupazione dei seguaci di professare il rispetto della legge romana
per scampare all'inevitabile repressione

mi sembra che sia proprio l'idea del "vino vecchio in botti nuove"

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it

Bhisma

unread,
Mar 12, 2015, 7:45:25 AM3/12/15
to
On Thu, 12 Mar 2015 12:01:07 +0100, scri...@mauriziopistone.it
(Maurizio Pistone) wrote:

>la prima, è che non possiamo proiettare immediatamente sul passato, e
>soprattutto sul pensiero religioso, la nostra idea di che cosa significa
>essere "rivoluzionari" o "progressisti"

Da parte mia in quel contesto "rivoluzionario" voleva semplicemente
dire "un ribelle antiromano che voleva l'indipendenza della Giudea e
dintorni (e magari anche regnarci su)".

Uno zelota sullo stile di Giuda il Galileo, insomma, e non mi pare
proprio il caso.

>l'insistenza di Gesù nel ricollegarsi alla tradizione ebraica,
>nell'innovare senza tagliare del tutto (implicitamente o esplicitamente)
>i ponti con il passato, che è quello che io chiamo il "fariseismo" di
>Gesù,

Su questo dovrei conoscere la tradizione ebraica molto meglio di
quanto la conosco.

Quello che posso dire è che mi pare che per diversi aspetti Gesù si
collochi nel solco della consolidatissima tradizione profetica biblica
"scomoda", molto probabilmente rivisitata nello stile di Giovanni il
Battista: mi sembra importante notare che il suo richiamo a Giovanni è
esplicito proprio quando i sacerdoti gli domandano da chi derivi la
sua autorità dopo l'ingresso a Geusalemme e la cacciata dei mercanti
dal Tempio; molto probabilmente per molti all'epoca era l'erede o
comunque un continuatore di Giovanni.
Però Giovanni viene messo a morte perché inviso al potere regale, e
anche questo è molto nel solco della tradizione biblica, senza che vi
siano accuse di bestemmia, cioè di rottura estrema con la tradizione
della Legge ebraica.

Gesù invece viene giudicato reo di bestemmia dai sacerdoti secondo i
sinottici; e al momento in cui si rappresenta come pronto al ritorno
tra le nubi seduto alla destra di Dio eccetera, il sinedrio non ha
nemmeno tutti i torti, dal punto di vista tradizionale ebraico.
Proprio questa autorappresentazione mi pare, per quanto ne so, una
rottura fortissima con la tradizione biblica.
Altri elementi di rottura forse ci sono nella sua predicazione, in
particolare pare spesso richiamarsi a una sua personale e mistica
conoscenza diretta della Verità che rende vane le faticose e
consolidatissime interpretazioni scritturali tradizionali (lo spirito
soffia dove vuole eccetera) ma non saprei dire se questa sia una vera
rottura con la tradizione profetica o ci sia qualche antecedente in
questo senso

Insomma, l'idea che mi sono fatto è che se si è cristiani e si pensa
che davvero era il Figlio di Dio che ritornerà alla destra del Padre,
allora va tutto bene, ma se sei ebreo allora era davvero un
bestemmiatore e proprio questo ruolo che si autoassegnava era una
rottura insanabile con la tradizione.

pgm

unread,
Mar 13, 2015, 2:18:34 AM3/13/15
to
Il 12/03/2015 12:45, Bhisma ha scritto:

> Insomma, l'idea che mi sono fatto è che se si è cristiani e si pensa
> che davvero era il Figlio di Dio che ritornerà alla destra del Padre,
> allora va tutto bene, ma se sei ebreo allora era davvero un
> bestemmiatore e proprio questo ruolo che si autoassegnava era una
> rottura insanabile con la tradizione.

Mi pare che non ci sia da stupirsi se da queste dotte
distinzioni si ha anche l'impressione della generale
debolezza delle addomesticate ideologie moderne che
predispongono le persone ad accettare tutto, a non
fare differenze nelle opinioni altrui, a non dar
fastidio a chi di fatto per comodità ha deciso
di accettare tutte le indifferenziazioni.
è quello che precede la fine ?

Bhisma

unread,
Mar 13, 2015, 4:50:22 AM3/13/15
to
On Fri, 13 Mar 2015 07:18:30 +0100, pgm
<piergiorgi...@alice.it> wrote:

Bhisma
>> Insomma, l'idea che mi sono fatto è che se si è cristiani e si pensa
>> che davvero era il Figlio di Dio che ritornerà alla destra del Padre,
>> allora va tutto bene, ma se sei ebreo allora era davvero un
>> bestemmiatore e proprio questo ruolo che si autoassegnava era una
>> rottura insanabile con la tradizione.

Pgm
>Mi pare che non ci sia da stupirsi se da queste dotte
>distinzioni si ha anche l'impressione della generale
>debolezza delle addomesticate ideologie moderne che
>predispongono le persone ad accettare tutto, a non
>fare differenze nelle opinioni altrui, a non dar
>fastidio a chi di fatto per comodità ha deciso
>di accettare tutte le indifferenziazioni.
> è quello che precede la fine ?

Ettepareva che uno come te non preferirebbe una bella versione alla
Mel Gibson, forte, dura e pura, quasi medievaleggiante, scevra da ogni
problema e dubbio, finto-storicizzata e con quella bella venatura di
razzismo che non guasta mai, facilmente strumentalizzabile per
crociate, razzismi e reazionarismi vari? :-D

Però vedi, nini, solo i fanatici ignoranti come te non si rendono
conto che una singola versione "forte" ed (entro certi limiti) univoca
del cristianesimo, estesa a quasi tutti i suoi aspetti dottrinali, in
grado di cattolicizzarsi (cioè universalizzarsi) tra le masse
cristiane, ci mette *secoli e secoli* per maturare e che si tratta di
un processo nè rapido nè indolore.

I problemi che sto cercando di affrontare qui, sono problemi ben noti
e in ambito cristiano e dentro la stessa Chiesa Cattolica, e sono
stati dibattuti per secoli entro di essa. Le soluzioni che cerco di
identificare, spesso e volentieri non differiscono da quelle che molti
storici e teologi e cardinali e papi e santi propongono, dal punto di
vista storico, altro che "ideologie moderne e indifferenziazioni" :-D

Ma tu, da quel salame ignorante reazionario e razzista che sei, di
questo non ti rendi conto, né ti rendi che soprattutto oggigiorno (ma
non solo) il vero discrimine tra chi cattolico e cristiano è e chi non
lo è sta nel credere o meno che Cristo, crocifisso per noi sotto
Ponzio Pilato, morì e fu sepolto, è stato resuscitato il terzo giorno
ed è salito al Cielo e siede alla destra del Padre e di nuovo verrà
nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avrà
fine, punto.

Se poi era davvero un bestemmiatore secondo la Legge giudaica o no, se
l'hanno ammazzato i perfidi ebrei deicidi o gli imperialisti romani,
se gli ebrei sono portatori o meno di una maledizione collettiva per
averne reclamato la crocifissione, eccetera eccetera bla bla bla, dal
punto di vista della fede cristiana non gliene frega più niente a
nessuno o quasi. Tranne che a quelli come te, che al cristianesimo si
attaccano non per fede sincera negli insegnamenti del Cristo, ma per
trovare un pretesto al loro reazionarismo e al loro razzismo e al loro
ignorante e becero pregiudizio antimoderno.

pgm

unread,
Mar 13, 2015, 11:11:53 AM3/13/15
to
Il 13/03/2015 09:50, Bhisma ha scritto:

>> non fare differenze nelle opinioni altrui, a non dar
>> fastidio a chi di fatto per comodità ha deciso
>> di accettare tutte le indifferenziazioni.
>> è quello che precede la fine ?
>
> Ettepareva che uno come te non preferirebbe una bella versione alla
> Mel Gibson,
e chi è ?

> Però vedi, nini, solo i fanatici ignoranti come te non si rendono
> conto che una singola versione "forte" ed (entro certi limiti) univoca
> del cristianesimo,

sai che a fronte della tua alterigia è
quasi meglio essere ignoranti come me ?

> I problemi che sto cercando di affrontare qui, sono problemi ben noti
> e in ambito cristiano e dentro la stessa Chiesa Cattolica, e sono
> stati dibattuti per secoli entro di essa.

e lo so
Quello che non sapevo è della crudeltà di alcuni
a mettere questi fardelli sulle tue spallucce da Atlante
tanto di cappello....maestro...


0 new messages