On Sat, 26 Apr 2014 09:48:03 +0200, *GB* wrote:
> Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>
>> Libia era gia' amministrativamente integrata all'Italia con quattro
>> province (TL, BE, MU, DE) piu' un distretto autonomo per la parte
>> interna desertica (che oggi sarebbe perfetta per costruire immense
>> centrali solari).
>>
>> Insomma, la Libia era gia' un boccone grosso da digerire, per
>> trasformarla da deserto ad un pezzo produttivo d'Italia: era necessario
>> fare la guerra con il resto del mondo ?
>
> In effetti la Libia ci avrebbe dato l'indipendenza energetica e nuove
> terre da coltivare (sulla sponda). Tuttavia nel dopoguerra ci sarebbero
> stati anche in Libia, come in Algeria, moti di rivolta anticolonialista:
>
>
http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_d'Algeria
D'altra parte, la repressione attuata da Graziani fu talmente completa che
nelle sue memorie, Winston Churchill lamento di non avere avuto alcun
supporto da arabi e berberi libici (Winston Churchill, The Second World
War, London, 1952. ISBN 978-0-7126-6702-9).
Anzi, hanno combattuto con onore a favore dell'Italia oltre 30'000 ascari
libici. Insomma. nel 1939, la Libia era chiaramente pacificata.
All'inizio (specie tra nel 1930-33) e' stato usato duramente il "bastone":
- esplusione forzata di 100'000 beduini dalla Cirenaica (praticamente
meta' della popolazione)
- uccisi circa 60'000 abitanti della Cirenaica
Poi nel 1935 si passo alla "carota" verso i libici (restanti):
- liberta' individuale
- inviolabilita' della abitazione e della proprieta'
- il diritto di aderire alle amministrazioni militari e civili
- il diritto di perseguire liberamente una carriera o un impiego
https://en.wikipedia.org/wiki/Italian_Libya
E nel 1939 i libici ebbero la cittadinanza italiana (seppure "speciale") ed
il diritto ad iscriversi al partito fascista, nella Associazione Musulmana
del Littorio.
Insomma c'erano delle premesse interessanti. Tutto naturalmente sta nella
proporzione di italiani verso arabi e specialmente l'atteggiamento della
"nazione" verso "il sud". Se l'ipotesi di Balbo di portare ad una
maggioranza italiana verso la fine degli anni '50 avesse preso piede,
considerando la vastita' del territorio, non ci sarebbe stato alcuna
possibilita' di una rivolta (salvo che non fosse capeggiata da
"secessionisti" italiani, cosa che mi pare improbabile).
Facciamo un parallelo:
Algeria-FR Algeria-ar Libia-IT Libia-ar
1940 2'000'000 5'600'000 120'000 680'000
1960 2'800'000 8'000'000 500'000(*) 700'000(*)
Poi leggiamo:
"The colonial regime imposed more and higher taxes on Muslims than on
Europeans. The Muslims, in addition to paying traditional taxes dating
from before the French conquest, also paid new taxes, from which the
colons were normally exempted. In 1909, for instance, Muslims, who made
up almost 90% of the population but produced 20% of Algeria's income,
paid 70% of direct taxes and 45% of the total taxes collected.
And colons controlled how these revenues would be spent."
Insomma, i francesi trattavano l'Algeria come una colonia, non una sua
provincia. Una colonia da "spremere". Inoltre la Francia esercito un
"quasi" apartheid, il che non significa certamente "integrazione".
Anzi, fu l'altra causa (con le tasse) che scateno l'insurrezione del 1954.
(*) si tratta di ipotesi (Balbo), ma plausibile, considerando che nel
dopoguerra l'Italia ha continuato ad avere una forte emigrazione,
insomma, potendo scegliere, molti italiani avrebbero certamente preferito
spostarsi nella "nuova" Libia, piuttosto che andare nel Sud America (non
perche' il "Sud America" sia negativo, ma semplicemente perche' e' cosi'
lontano che il viaggio costa una cifra e quindi i rapporti con i parenti
sono inevitabilmente persi). Insomma, l'ipotesi di Balbo mi sembra
"conservativa", specie considerando che dall'Italia nel dopoguerra sono
emigrati circa 3 milioni solo verso il Nord Europa (oggi sono rimasti
650'000 italiani in Germania e 500'000 in Svizzera). Ma forse e' meglio
puntare l'attenzione sui 50 milioni di italiani che si trovano nel
Sud-America (climaticamente "caldi" e "lontani").
Allora, e' evidente quale era il problema della Francia in Algeria:
"8 milioni di arabi furiosi per le tasse e le offese"
Supponiamo (ma l'Italia non ha affatto mostrato di avere preso una tale
strada di tassazione ed apartheid) che nella Libia "italiana" anni '50-'60,
si fossero parimenti infuriati: 700'000 arabi. Si tratta di numeri ben
piu' "gestibili", anzi con un "divide et impera", si riducono ad un
problema "locale". E non dimentichiamo che ci sarebbero stati almeno
500'000 italiani. Insomma, tra una Algeria con una minoranza di francesi
"sfruttatori" ed una Libia scarsamente popolata ed una parita' tra le
due popolazioni, direi che non sono paragonabili.
> Per cui tale prospettiva avrebbe potuto realizzarsi solo se il regime
> fascista avesse saggiamente provveduto a ri-dividere in due la Libia,
L'aveva fatto, ma in senso Nord-Sud: la costa era divisa in 4 province,
l'interno con una amministrazione autonoma.
Questa era la logica dei turchi, che essendo mussulmani, avevano altre
priorita' e problemi.
> Quindi avrebbe dovuto rendere disumane le condizioni di vita dei libici
> di Tripolitania che non accettassero di convertirsi al cattolicesimo e
> mettersi a parlare italiano (magari avrebbero anche potuto iniettargli
> tintura di iodio al posto del vaccino antivaioloso), per poi proporgli
> di trasferirsi in Cirenaica in cambio dell'indipendenza e conseguente
> creazione, con opportuno trattato sottoscritto da entrambe le parti, di
> un regno o repubblica libico-cirenaica di religione islamica.
Non necessario. Riguardo alla "crescita" della popolazione araba, se
osserviamo cosa il fascismo ha fatto in una situazione simile all'altro
capo d'Italia (nell'Alto Adige), direi che avrebbero avuto cura di
evitare una "esplosione" demografica araba, semplicemente "ospitandoli"
nei campi di concentramento se non si integravano. Trattandosi di numeri
sulle centinaia di migliaia e non "milioni", avrebbe solo causato
proteste "diplomatiche", ma non vere e proprie sanzioni internazionali.
> Ma siccome i fascisti non erano così lungimiranti,
Su questo non ci piove, visto che appunto, sono entrati in guerra al fianco
di Hitler. Ma l'ipotesi di questa discussione e' una fascismo "lungimirante"
che si "accontentava" di cio' che aveva e lo gestiva al meglio.
> ci saremmo trovati
> invece con il fascismo più una guerra coloniale e successiva perdita
> della Libia, così come è successo al Portogallo con Angola e Mozambico.
Ripeto: concordo su una ipotesi di perdita' di Somalia ed Etiopia. Per
esempio, l'Etiopia nel 1940 aveva 5 milioni di abitanti e 5'000 italiani.
Invece in Somalia c'erano nel 1940 50'000 coloni italiani (e 220'000
soldati) con una popolazione nativa di 1'200'000 abitanti.
Il tutto poi combinato con una distanza in linea d'aria di 6000 km verso
i 500 km della Libia.
Pero' ... la Somalia italiana, secondo una fonte neutrale (inglese), era
bene amministrata e si ripetuto quanto accaduto in Libia: svariati somali
hanno combattuto a fianco degli italiani contro gli alleati. Forse il
motivo va ricercato in:
"The colony was also one of the most developed in Africa in terms of the
standard of living of the colonists and of the local inhabitants ..."
Inoltre lo sviluppo dell'Etiopia richiedeva investimenti per 20 miliardi
di Lire, a fronte di un bilancio italiano annuo solo di 18,5 miliardi di
Lire. Insomma, l'Etiopia era una avventura "costosa".
In quanto all'Angola, 5 milioni di abitanti e Mozambico 7 milioni di
abitanti.
Insomma, come vede, la Libia era una situazione unica, sostanzialmente una
terra "vergine" ed il tutto sulla sponda "di fronte" all'Italia.
Non c'e' alcun paragone con Algeria, Angola, Etiopia, Mozambico, Somalia.
In francesi avevano la "vicinanza" (circa 600 km), ma avevano una
popolazione 10 volte maggiore da gestire ed hanno pure fatto l'errore
di "spremerla" e di "segregarla". C'e' pero' una giustificazione per i
francesi: la loro nazione e' ampia mediamente popolata (circa 100/km2)
ed "era" ricca di risorse.
L'Italia invece e' meno della meta', povera di risorse e con una
densita' doppia di quella francese. Del resto, ripeto, a riprova,
l'Italia ha subito un forte fenomeno migratorio, che i francesi non
hanno avuto.