Nel saggio "Mai dire Maia. Un'ipotesi sulla causa dell'esilio di Ovidio
e sul nome segreto di Roma" di A. Maiuri,
https://goo.gl/Ko3zwv che
linkavo in un precedente articolo, l'autore non si limita a
sottolineare l'unicità del collegamento che fa il poeta tra Pleiadi,
Maia e fondazione mitica di Roma (unicità che di per sé potrebbe ben
essere significativa: Ovidio di solito non inventa, preferisce
piuttosto rifarsi a consolidate tradizioni mitologiche, il che fa
legittimamente supporre l'esistenza di una tradizione in questo senso,
a noi non pervenuta forse proprio perché "pericolosa") e ad altri
aspetti letterari e religiosi, come per esempio la non motivata
attribuzione dell'epiteto di "sanctissima" a Maia da parte di Cicerone,
e la corrispondenza Maggio-Maia-Bona Dea, ma pone un interessante
parallelo tra la configuzione geografica dei sette principali centri
abitativi di Roma sui classici "sette colli" e la configurazione
astrale delle stelle Pleiadi visibili ad occhio nudo.
A suo dire la configurazione abitativa della Roma arcaica potrebbe
essere stata guidata dai "pontefices" antichi in modo da rispecchiare
quella precisa configurazione stellare, secondo procedure che gli studi
archeoastronomici dimostrano tutt'altro che impossibili anche se spesso
incerte.
Un ulteriore elemento presentato a rinforzo della tesi è costituito
dal nome di uno dei colli, il Celio, che potrebbe essere associato a
Celeno, una delle Pleiadi.
L'autore non manca di ricordare che il monte Taigete che dominava
Sparta prende anch'esso il nome di una Pleiade, e precisamente di
quella che sarebbe stata resa da Zeus madre di Lacedemone, il mitico
eroe fondatore di Sparta. Va ricordato che in molte varianti
mitologiche le Pleiadi sono ninfe o fanciuille che vivono sulla Terra
ma per qualche ragione vengono assunte in cielo come stelle e che i
loro figli sono spesso eroi fondatori ed eponimi di città o nazioni.
Naturalmente ipotesi del genere vanno prese con largo beneficio
d'inventario, ma è pur vero che l'ammasso stellare delle Pleiadi assume
enorme importanza religiosa e mitologica sin da tempi assai remoti ed
in molte culture lontane e differenti tra loro, per via della sua
evidente luminosità e bellezza.
E' molto probabile che il disco di Nebra (
https://goo.gl/ddffsU --
risale al 1600 a.C. come minimo e rappresenta un mistero di per sé,
complicato dalle circostanze della sua scoperta da parte di tombaroli
poi processati ) rappresenti proprio Luna e Pleiadi. Questo ammasso
celeste ha colpito la fantasia ed è entrato nel mito nella tradizione e
nella religione di innumerevoli popoli antichi, con caratteristiche
diverse a seconda della sua presentazione astronomica in relazione alla
posizione terrestre e relative variazioni.
Qui mi limito a ricordare, per la sua analogia con i miti mediterranei,
un mito degli indiani d'America, per i quali le stelle sarebbero state
delle ragazze assunte in cielo per sottrarle all'attacco di un gruppo
di orsi feroci che, frustrati per l'insuccesso, avrebbero segnato con
gli artigli il monte "Devil's Tower", nella zona sacra delle Black
Hills"
https://goo.gl/iAbtNC e l'idea suggerita da archeastrologi che
templi aztechi -- ma anche greci -- fossero orientati verso le Pleiadi
al momento della loro fondazione.
In ogni caso, per venire alla mitologia "nostra", riferimenti alle
Pleiadi sono presenti in Omero, che ne fa un riferimento importante per
la navigazione, su di esse tiene fissa la rotta Odisseo [ Né gli cadea
su le palpèbre il sonno/ Mentre attento le Pleiadi mirava ]ed in
Esiodo, che ne fa un riferimento sia per la navigazione che per
l'agricoltura [ Quando sorgono le figlie di Atlante, le Pleiadi /
incomincia la mietitura; l'aratura quando tramontano; / esse infatti
quaranta notti e quaranta giorni / stanno nascoste, poi, volgendosi
l'anno / appaiono per la prima volta quando viene l'ora di affilare
gli arnesi ] e nella Bibbia [Puoi tu incatenare la dolce influenza
delle Pleiadi, o perdere i legami di Orione?].
A questo proposito è interessante rilevare che nella Bibbia le Pleiadi
vengono associate ad Orione, altra costellazione di importanza estrema
ed antichissima, forse dai tempi del Paleolitico addirittura, se la
tavoletta di Ach rappresenta effettivamente lui. Questa associazione è
presente in alcune varianti della mitologia classica che ne fa sette
ninfe perseguitate da Orione e dai suoi cani sinché Zeus per porre fine
all'interminabile inseguimento non elevò tutti quanti in cielo.
Un enigma particolare è costituito dal *numero* delle Pleiadi. Del
molto più numeroso ammasso secondo l'astronomia moderna ad occhio nudo
sono visibili da sei a dodici stelle, a seconda delle condizioni di
visibilità e dell'acutezza visiva dell'osservatore, ma il numero
classicamente fissato delle stelle costituenti la costellazione è di
sette e sette sono anche nella Bibbia.
Eppure proprio per Ovidio [Le Pleiadi sono sei ma si dicon sette] e già
per Arato [ Sette tracce gli uomini dicono esse percorrano lassù benché
soltanto sei siano visibili agli occhi dei mortali] addirittura
Galileo, che le studiò a fondo, osserva che [...ho disegnato le sei
Stelle del Toro, dette Pleiadi (dico sei, in quanto la settima non
appare quasi mai),...]
Infatti presso molte popolazioni estranee all'area classica le Pleiadi
sono sei e non sette.
La questione della Pleiade "scomparsa" (evidenti possibili connotazioni
simboliche a parte) di solito è affrontata nel mito greco con l'idea
che una o l'altra delle stelle fosse scomparsa dal cielo per motivi di
vergogna, perché sedotta da un mortale o simili, ma la la stella
"sparita" non coincide con le variazioni di luminosità oggi note. C'è
chi ipotizza che le condizioni di visibilità potrebbero essere mutate
per x motivi.
I nomi "classici" delle singole stelle Pleiadi e relativi miti vengono
comunque fissati nel terzo secolo a.C con poche variazioni successive,
da Arato di Soli, un poeta ellenistico che si occupò a fondo di
questioni astronomiche e mitologiche, ma vale la pena ricordare che le
più diffuse etimologie antiche del nome collettivo Pleiadi lo collegano
o al verbo "plein", navigare, a riprova dell'importanza che assumevano
nella navigazione o alle colombe o ad altri volatili (in altre varianti
del mito sarebbero state trasformate in colombe per sottrarle a qualche
pericolo, prima di assumere dimora come stelle in cielo, ma si
ritrasformano in colombe per portare l'ambrosia a Zeus).
Anche nel folclore dialettale nostro italiano recente, spesso le
Pleiadi sono denominate "Gallinelle" o qualcosa di simile. Mi domando
(ma sono mie illazioni del tutto personali) se il noto "andare a letto
con le galline" o la diffusissima leggenda del tesoro antico nascosto
costituito da chioccia e pulcini d'oro non c'entrino qualcosa con le
"galline" stellari.
Comunque il loro influsso sulla cultura classica fu enorme e di regola
collegato con l'eccellenza, tanto da dare il nome a numerose accademie
letterarie, movimenti culturali eccetera anche in epoche recenti.
P. Capponi "La stella perduta. Le Pleiadi nella tradizione mitologica
e popolare” recensione su "La Stampa"
https://goo.gl/aAoJGF
M. Marchetti "Le Pleiadi"
https://goo.gl/4nRLEH
G. Levanin "Le Pleiadi e la leggenda dell'Atlantide perduta"
https://goo.gl/AnA2nQ
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Saluti da Bhisma
... e il pensier libero, è la mia fé!