PiEffeBi ha scritto:
>
> Alle origini della guerra civile italiana, ovvero del suo incattivimento già
> trattato nel post sulla storia del comunismo italiano, vi è, come detto
> l'uccisione di fascisti moderati come il federale di Ferrara Ghisellini e il
> filosofo Giovanni Gentile.
Uno dei problemi piu' seri ed importanti che si trova di fronte chi si
occupa di storia e' il problema della selezione delle fonti, dei fatti e
delle periodizzazioni. Ad esempio è certo possibilissimo parlare di
fascismo, comunismo e nazismo a partire dal 1918, cioè escludendo dai
fattori dell'analisi storica gli avvenimenti della I Guerra Mondiale e
le sue peculiarità. Il fascismo italiano diventa allora la reazione
(magari un po' esagerata) alle profonde agitazioni sociali del Biennio
Rosso, che incrinavano le basi della convivenza civile e della
democrazia liberale che si era venuta configurando in Italia dopo il
1860: il comunismo e' quindi un corpo ideologico estraneo, proveniente
dalle steppe mongoliche, contro cui la civilta' italiana (e, piu' in
generale, quella occidentale) ha reagito con gli anticorpi del regime
totalitario, sbagliato in se', ma in fondo giustificabile come reazione
ad una aggressione esterna. Questa teleologia storica ha fatto le sue
prove in Germania (con l'Historikerstreit) ed ora si cala anche in
Italia, avendo dietro di se' praticamente tutto l'apparato dei
mass-media. Ma le cose, guarda caso, cambiano di prospettiva se solo
introduciamo nel quadro la I Guerra Mondiale. Cinque anni di massacro
"industriale" (prefigurazione tecnico-organizzativa e dei lager nazisti
e dei gulag stalinisti) frutto dell'insipienza, dell'egoismo, della
"inumanita'" dei ceti dirigenti liberali europei. Di fronte a questo
immane massacro di milioni di contadini (e di parecchi operai),
ammantato con squallida impudenza dai ceti dirigenti nella retorica del
"patriottismo" e della "bandiera", mantennero alte le ragioni
dell'umanita' e della vita solo alcune correnti socialiste di sinistra
europee ed un unico partito nella sua totalita': il PSI. Di qui il
prestigio del movimento socialista nel dopo-guerra, ma anche le radici
della sua involuzione: la violenza "rivoluzionaria" trovava la sua
giustificazione "morale" nella rivolta contro la "violenza borghese"
ecc. ecc.
Chiedo scusa per la lunghissima protasi, ma mi e' sembrata necessaria
perche' illustra benissimo, paradigmaticamente, il metodo "storico" di
PiEffeBi, ex-gruppettaro trockijsta diventato sin troppo zelante neofita
dell'anticomunismo (Talleyrand, dove sei?): alle origini della "guerra
civile italiana" (o del suo incattivimento) per costui non c'e' la
dittatura fascista, non la dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940
"solo per portare al tavolo della pace qualche migliaio di morti", non
la criminale continuazione di quella guerra accanto all'alleato nazista
quando apparve chiaro che qualche migliaio di morti non sarebbe bastato,
non la ritirata di Russia, non la fame e i bombardamenti, non il disarmo
e l'avvio in campo di concentramento dei militari italiani, non i
rastrellamenti di uomini avviati al lavoro coatto in Germania, ma SOLO
la perfida volonta' dei comunisti (il corpo estraneo di cui sopra) di
arrivare (bordighianamente) al muro contro muro, per costruire le
condizioni piu' favorevoli alla violenta presa di potere della "tirannia
rossa".
Che importa se a Porta S. Paolo combatterono insieme Granatieri di
Sardegna, comunisti, azionisti, semplici popolani? Che importa se gia'
tra il settembre e l'ottobre '43 i tedeschi mostrano il pugno di ferro a
chi tenti di opporsi, con mezzi patetici, alla loro invasione? Che
importa se la lotta contro il nazismo e il fascismo si era ormai
configurata mondialmente come una lotta a morte, in cui anche gli
alleati occidentali commisero eccessi od orrori (sino ad arrivare
all'abominio dell'uso della bomba A)? Gli orrori della guerra civile
italiana si debbono imputare solo ai fautori della "tirannia rossa" che
assassinarono gli agnelli sacrificali Ghisellini e Gentile! Se questa e'
la storiografia della "pacificazione nazionale", con tutto il rispetto
per i morti di entrambi le parti, che "tutti ci guardano muti e ci
chiedono *Perche?*, beh, francamente, con questa pseudo-storiografia "ad
usum cuiusdam Delphini" ci si puo' solo nettare il culo.
Bene
semplicemente evidenzio che i comunisti, in quel contesto, cercarono si
svolgere un ruolo autonomo, egemonizzando con ogni mezzo il CLN e il fronte
antifascista, per SCOPI propri di Bottega.
I comunisti, a tal fine, per ammissione di alcuni fra i loro combattenti,
dovevano colpire in primo luogo non i fanatici filonazisti alla Farinacci,
Pavolini ecc.... ma i fascisti moderati, quelli che, certo utopisticamente,
cercavano di evitare, contattando antifascisti moderati, una lotta
fratricida senza quartiere.
L'assassinio del federale di Ferrara si inquadra in detta strategia
terroristica, e ciò non diminuisce in nulla (anzi l'aggrava soprattutto
sotto il profilo dell'intelligenza politica, al di là di ogni considerazione
morale) la responsabilità dei fanatici autori della sanguinosa rappresaglia,
che fucilarono barbaramente proprio gli antifascisti moderati "in contatto"
con il Ghisellini.
Pieffebi
"bene" <be...@mclink.it> ha scritto nel messaggio
news:38DC252...@mclink.it...
"alexander" <perisponderet...@freemail.it> ha scritto nel
messaggio news:8bjhma$qtq$1...@nslave2.tin.it...
Quelle stesse frontiere in cui si sono consumati uomini, armi e risorse in
quantità immani sono oggi valicabili senza alcuna formalità.
Di loro non resta più traccia mentre ci sono famiglie di industriali che
vivono ancora oggi di patrimoni costruiti speculando su tali avvenimenti,
generazioni che non mandavano i propri figli a morire nelle trincee, o a
farsi decimare dai plotoni italiani per coprire l'insipienza dei generali.
Bisognerebbe ricordare questi avvenimenti tutte le volte che la grancassa
della propaganda di parte chiama a raccolta l'attenzione delle persone
sulle varie crociate che interessi più o meno velati tentano di promuovere.
ciao, alex.
PiEffeBi ha scritto:
>
> Caro compagno bene,
> visto che difetti sia in educazione, che in ben dell'intelletto e non hai
> saputo confutare UN SOLO punto di fatti storici inoppugnabili da me
> evidenziati, limitandoti a ... spostare il tiro su altri argomenti
> correlati, ti rammento alcune piccole cose:
Al di la' dei giudizi su educazione ed intelletto, su cui (se la cosa
interessa) giudicheranno gli altri frequentatori, e sullo spostamento
del tiro (tutto sommato, se ci pensi, ti ho fatto un complimento,
paragonando le tue argomentazioni a quelle, ad es., di un Nolte, che per
me non e' affatto un cretino) una cosa almeno l'ho ottenuta, cioe' la
tua correzione di tiro nei successivi quattro punti
> 1) io non metto in discussione assolutamente gli errori e gli orrori della
> parte sconfitta della guerra civile, e nessuna delle responsabilità
> storiche, politiche e morali connesse a detti orrori;
> 2) non metto in discussione le ragioni di chi ha combattuto la guerra civile
> per la libertà e la democrazia pluralistica;
> 3) non metto in discussione la necessità dell'unità di detti combattenti;
> 4) non metto in discussione la ferocia dei nazisti, incattiviti dall'otto
> settembre..
da cui si evince (almeno), che la responsabilita' della guerra civile
(almeno quella!) non e' dei cattivi comunisti. A questo punto (sgombrato
il campo dagli equivoci) possiamo ragionare su quello che scrivi
> semplicemente evidenzio che i comunisti, in quel contesto, cercarono si
> svolgere un ruolo autonomo, egemonizzando con ogni mezzo il CLN e il fronte
> antifascista, per SCOPI propri di Bottega.
Cioe' stai dicendo che i comunisti italiani hanno fatto politica! Che
orrore! Invece Garibaldi, Mazzini, Cavour e re Vittorio Emanuele invece
non facevano politica, ma pensavano solo all'Unita' d'Italia. E, per
stare sul punto, Nenni, Pertini, Foa, De Gasperi, Croce, Badoglio,
Bonomi non hanno fatto politica, non hanno tentato di influenzare il CLN
ne' i combattenti clandestini: politica per interessi di bottega (quando
fare politica, nelle zone ocupate, significava *anche* rischiare giorno
per giorno la pelle) l'hanno fatta solo i comunisti. Vabbe' ...
> I comunisti, a tal fine, per ammissione di alcuni fra i loro combattenti,
> dovevano colpire in primo luogo non i fanatici filonazisti alla Farinacci,
> Pavolini ecc.... ma i fascisti moderati, quelli che, certo utopisticamente,
> cercavano di evitare, contattando antifascisti moderati, una lotta
> fratricida senza quartiere.
Hic Rhodus: certo, a freddo, oggi e' facile provare orrore per
l'omicidio di Gentile e di quei fascisti moderati che hanno tentato di
far scorrere meno sangue possibile. Quell'orrore lo provo anch'io (che
non a caso non ho provato mai ebbrezza ne' per la ghigliottina ne' per
la presa del Palazzo d'Inverno). Ma quei fascisti moderati (cui sono
pronto a riconoscere l'assenza di secondi fini e l'afflato umanitario)
erano in grado, contestualmente, di bloccare il saccheggio delle risorse
economiche del nostro Paese, le razzie degli ebrei, i rastrellamenti di
uomini per l'Organizzazione Todt o per il lavoro in Germania, la leva
obbligatoria e l'avvio al fronte dei giovani che non volessero fare la
guerra? Dalla lettura del libro di Lutz Klinkhammer sull'Occupazione
tedesca in Italia e di quello di Dianella Gagliani, "Brigate nere",
Torino, Bollati Boringhieri, 1999, pare proprio (anzi, assolutamente) di
no. E allora quel tentativo di "conciliazione", come dici tu
"utopistico", e certo generoso sul piano umano, era solo, stanti le
concrete condizioni storiche, un equivoco. Un equivoco che venne
spazzato via nel modo tragico e sanguinoso che conosciamo, da gente che,
pero', era pronta a pagare di persona e che il prezzo del sangue lo ha
pagato sino in fondo.
> L'assassinio del federale di Ferrara si inquadra in detta strategia
> terroristica, e ciò non diminuisce in nulla (anzi l'aggrava soprattutto
> sotto il profilo dell'intelligenza politica, al di là di ogni considerazione
> morale) la responsabilità dei fanatici autori della sanguinosa rappresaglia,
> che fucilarono barbaramente proprio gli antifascisti moderati "in contatto"
> con il Ghisellini.
E, in prosieguo di tempo, non solo quelli ...
Bene
alexander ha scritto:
> Ed inoltre, per introdurre un'altro tema, ad appena pochi decenni di
> distanza si può toccare con mano quanto vano è stato il massacro a cui,
> per usare i tuoi termini, i ceti dirigenti liberali europei hanno condotto
> un'intera generazione di contadini e di operai.
>
> Quelle stesse frontiere in cui si sono consumati uomini, armi e risorse in
> quantità immani sono oggi valicabili senza alcuna formalità.
> Di loro non resta più traccia mentre ci sono famiglie di industriali che
> vivono ancora oggi di patrimoni costruiti speculando su tali avvenimenti,
> generazioni che non mandavano i propri figli a morire nelle trincee, o a
> farsi decimare dai plotoni italiani per coprire l'insipienza dei generali.
E quanto debba indurre a profonde riflessioni, per chi si reputi "di
sinistra", che questo abbattimento di frontiere, in Europa occidentale,
si debba a liberali come Ernesto Rossi, ad ex-comunisti come Altiero
Spinelli, a democristiani come Schumann, De Gasperi, Adenauer, mentre la
sinistra (e in particolare la sinistra comunista) ha contribuito assai
poco, in opere ed in pensiero, a questa costruzione. Se il trattato di
Maestricht si occupa solo di moneta e scambi e niente di lavoro e di
giustizia sociale, se le frontiere sono inesistenti per il denaro e sono
molto meno permeabili per gli uomini, non e' forse anche colpa
dell'insipienza e delle cecita' di quella sinistra?
Ciao
Bene
Nessuno, che non sia in malafede, potrebbe smentire questo e molti altri
delitti di matrice antifascista (Ettore Muti, Aldo Resega, Giovanni
Gentile....Sospendo perché finirei domani mattina.
Con i più distinti saluti:
Veniero Fogliata.
PiEffeBi ha scritto:
>
> Aspetterň con pazienza l'ammissione che l'uccisione di Ghisellini fu
> INDUBITABILMENTE opera dei sappisti comunisti.
Gia' fatto implicitamente, e solo sulla fede delle tue affermazioni! Ma
comunque lo riscrivo: l'uccisione di Ghisellini fu INDUBITABILMENTE
opera dei sappisti comunisti. Il problema non e' l'omicidio Ghisellini,
ma l'interpretazione e le conclusioni che tu ne ricavi. E ti ripropongo
le mie argomentazioni (sicuramente opinabili, forse stupide) che tu,
nella risposta che sto commentando, hai totalmente ignorato.
> > Ma quei fascisti moderati (cui sono
> > pronto a riconoscere l'assenza di secondi fini e l'afflato umanitario)
> > erano in grado, contestualmente, di bloccare il saccheggio delle risorse
> > economiche del nostro Paese, le razzie degli ebrei, i rastrellamenti di
> > uomini per l'Organizzazione Todt o per il lavoro in Germania, la leva
> > obbligatoria e l'avvio al fronte dei giovani che non volessero fare la
> > guerra? Dalla lettura del libro di Lutz Klinkhammer sull'Occupazione
> > tedesca in Italia e di quello di Dianella Gagliani, "Brigate nere",
> > Torino, Bollati Boringhieri, 1999, pare proprio (anzi, assolutamente) di
> > no. E allora quel tentativo di "conciliazione", come dici tu
> > "utopistico", e certo generoso sul piano umano, era solo, stanti le
> > concrete condizioni storiche, un equivoco. Un equivoco che venne
> > spazzato via nel modo tragico e sanguinoso che conosciamo, da gente che,
> > pero', era pronta a pagare di persona e che il prezzo del sangue lo ha
> > pagato sino in fondo.
> Siete voi rossi ad avere qualche pregiudizio sul fatto che chiunque denunci
> i crimini del comunismo sia un nazista o un mafioso.
Onestamente, se c'e' una cosa che mi da fastidio e' questo appiccicare
queste etichette come "voi rossi": io sono Bene, che la pensa
diversamente da Alexander e da Veleno e moltissimi altri che tu
etichetti, onnicomprensivamente come "rossi". E non ti ho dato ne' del
nazista ne' del mafioso, cosi' com in questo NG non ho mai dato del
fascista neanche a chi come tale si presentava: ti ho accomunato a Nolte
(che mi e' ben noto essere un liberale), e ti ho anche detto che,
sebbene non condivida le sue idee, egli e' studioso stimabilissimo. E
francamente quel "rossi" digitato da un ex-trockijsta che scriveva
articoli su "Falce e martello" e' pure un po' stonato! N'est ce pas?
Bene
PS
Potresti evitare di "citare" un lungo messaggio in calce a poche righe
di risposta? Non e' "tirannica censura rossa", ma semplice netiquette
passata al vaglio dell'esperienza nell'Impero del Bene!
PiEffeBi wrote:
> Alle origini della guerra civile italiana, ovvero del suo incattivimento già
> trattato nel post sulla storia del comunismo italiano, vi è, come detto
> l'uccisione di fascisti moderati come il federale di Ferrara Ghisellini e il
> filosofo Giovanni Gentile.
sull'incattivimento ti rispondo citando da G. Bocca, La repubblica di Mussolini.
"durante e dopo la repubblica i fascisti accusano i loro avversari di aver
scatenato la guerra civile, in particolare i comunisti.
Il discorso e' vano per due ragioni : a cominciare non sono ne' i fascisti e ne'
gli antifascisti ma i tedeschi che deportano 600.000 soldati, minacciano
l'Italia intera di morte o prigionia e impartiscono la loro lezione preventiva
di terrore con gli effetti noti al resto dell'europa : la formazione di uno
spirito resistenziale e poi di una Resistenza; cosa che Mussolini capisce dal
settembre, quando avverte Rahn (ambasciatore tedesco in Italia) che il
comportamento tedesco "ha provocato in molte zone un pericoloso aumento della
resistenza clandestina alla guerra".
E' ovvio che siano gli antifascisti a muoversi prima dei fascisti e che si
muovano per primi i comunisti : tocca ad essi provare con le armi che ci sono
degli italiani pronti a battersi, pronti a pagareil biglietto di ritorno alla
democrazia; al neofascismo si sa, converrebbe la quiete interna a prova del
consenso o della rassegnazione popolare."
piu' avanti , dopo aver descritto l'entita' iniziale delle formazioni partigiane
".. le squadre nere non escono dalle citta', non sono fatte per la guerriglia e
le notizie che hanno della ribellione sono incertissime; i commissari federali
si preoccupano sopratutto delle agitazioni operaie e forse contano sull'inverno
che liquidera' da solo la ribellione. Cosi' il nuovo fascismo cerca di non
sentire e di non vedere la Resistenza che nasce : bisogna imporgliela, bisogna
costringerlo ad ammettere che c'e'. I comunisti fanno la mossa decisiva portando
la Resistenza armata nelle citta', con i GAP, piccole squadre di 5 o 6 uomini
compiono attentati e sabotaggi"
le prime azioni sono il deposito di munizioni a Taliedo da parte del Gap
Milanese, l'uccisione di 4 militi a Novara e l'uccisione del del seniore della
Milizia Domenico Giardina.. seguono poi attentati a Roma, Firenze (col.
Gobbi), i treni tedeschi a Genova e l'uccisione di Ghisellini proprio durante il
congresso di Verona, il quale funzionera' da cassa di risonanza sui giornali
fascisti.
Questi atti ottengono l'effetto voluto : blocca la ripresa fascista in Italia e
l'ammissione che esiste la Resistenza armata.
Ma non solo. L'altro effetto era sugli Alleati che in seguito a tutte queste
azione dei Gap e delle altre formazioni partigiane dovranno prenderne atto e
iniziare a mandare un po' di aiuti.
"sergio" <senza...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:38E1C3FE...@hotmail.com...
Veniero Fogliata ha scritto:
> Nessuno, che non sia in malafede, potrebbe smentire questo e molti altri
> delitti di matrice antifascista (Ettore Muti ...
Ma Ettore Muti non e' stato ucciso nei 45 giorni badogliani (non ricordo
se dalla PS o dai CCRR) nel corso di una sua allegata, e ben piu' che
sospetta, "fuga" dalla sua villa di Fregene, dove erano andati ad
arrestarlo?
Ciao
Bene
> La strategia dei comunisti italiani era chiarissima, e non ha bisogno di
> commenti, tra le fonti che ho citato riguardo alla responsabilità comunista
> nell'assassino del Ghisellini, ho citato quella di un libro di un partigiano
> comunista che ammette appunto ...che occorreva interrompere qualsiasi
> dialogo fra fascisti moderati ed antifascisti moderati.
e con questo? i fascisti facevano la loro parte nel tentare di rompere l'unita'
delle antifasciste e i comunisti (ma non solo loro) rispndevano a tono.. e non
solo prendendo di mira i gerarconi.
>
"sergio" <senza...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:38E37BB4...@hotmail.com...
^ E con questo i comunisti perseguivano unicamente scopi di
> Partito, di Bottega,
qualunquisticamente parlando ogni partito persegue gli scopi del partito o come
tu vuoi chiamarli di bottega. Gli altri che scopi perseguono per te?
>
Scrive esattamente: Infatti Ettore Muti fu assassinato dagli sbirri di
Badoglio, che si inventarono un tentativo di fuga.
Con stima:
Veniero.