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Hitler-Nietzsche

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Matteo dt

unread,
Jul 25, 2002, 7:55:58 AM7/25/02
to
Scusate l'ignoranza,
che rapporto c'č fra Hitler e Nietzsche ?

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"Ci spaccino puro per pagliacci o per delinquenti, quel che conta č che
parlino di noi, che debbano di continuo occuparsi di noi."

Adolf Hitler, da un discorso durante l'ascesa del NSDAP


indianagei

unread,
Jul 25, 2002, 12:08:00 PM7/25/02
to
"Matteo dt" <mt...@hotmail.com> ha scritto ...

Scusa se ti rispondo con un semplice taglia incolla, ma č per risparmiare
tempo e per non lasciare cosě appeso e vuoto il tuo post.
Mi scuso anche con i frequentatori del ng se non mi presento a sufficienza
:-)
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Nietzsche poeta
Giovanni Cappello

Sulle copertine delle opere di Nietzsche dovrebbe essere scritto:
"Maneggiare con cura". Ma non perche egli abbia scritto cose troppo
sconvenienti o esplosive (questione di punti di vista), quanto per il fatto
che il suo pensiero, indubbiamente assai complesso, abbisogna di una
notevole cautela per evitare che venga manipolato e fuorviato. Ancora oggi,
quando si parla del filosofo sassone, si fa riferimento immediato a quella
sciagura umana che si chiamo Adolf Hitler. Lui, Nietzsche, il suo ispiratore
con quella "panzana" di "Superuomo" che il dittatore sanguinario applico con
ferocia. Nulla di piu sbagliato e nulla di piu disonesto
(intellettualmente). Primo, perche Nietzsche mori proprio nel 1900 e non
poteva certo prevedere l'avvento di un pazzo come Hitler, ne che sua sorella
stravolgesse i suoi scritti per ingraziarselo. Tra l'altro, aveva una cosi
poca stima del popolo tedesco che non poteva immaginare quello che avvenne.

Comunque sia, tutti hanno la pretesa di dire qualcosa su Nietzsche; tutti ne
parlano come se lo avessero letto davvero; tutti lo citano, nonostante
l'abbiano ostracizzato dalla cultura ufficiale, per arricchire e abbellire i
loro discorsi. Di cose, lui, ne ha dette davvero tante, condivisibili o no,
ma la malafede di alcuni, e le incrostazioni ideologiche di altri, le hanno
rese confuse, a volte volgari, a volte sciatte.

Nietzsche: chi era costui? Ecco, partiamo da qui. Era un uomo che ad un
certo punto volle fornire una opportunita di riscatto all'umanita
teorizzando quel capolavoro del pensiero che e la "teoria dell'eterno
ritorno". La vita intesa come fulcro dell'esistenza attorno a cui si
sviluppa una successione circolare di eventi. Ma questa centralita della
vita, da cogliere attraverso le felicita e la gioia di vivere, non a caso
egli e votato all'esaltazione delle arti perche abbelliscono l'animo, puo
avvenire solo con il riscatto sociale, liberandosi dal cappio delle
oppressioni terrene e divine e dare slancio alla voglia di vivere. Per
raggiungere cio, occorre che l'uomo vada oltre il concetto stesso di uomo:
egli deve tendere al "Superuomo". Per rispettare la teoria dell'eterno
ritorno, ripartiamo dal punto iniziale.

Non c'e dubbio che il superamento dell'equivoco Nietzsche-Hitler sia
fondamentale per ridare dignita ad un filosofo cosi importante. E, per
superare l'equivoco, occorre capire che lui non ipotizzo mai un "Superuomo"
inteso come "Uomo super" che soggiogasse gli altri: egli ipotizzava, al
contrario, un "Uomo superiore" che riuscisse a divincolarsi dalla sua
condizione di fragilita terrena per concorrere a formare una societa
migliore, fatta di "Uomini superiori", scevri dalle bassezze cui solo gli
uomini "comuni" sono capaci. Il volere indurre gli esseri umani,
individualmente e collettivamente, non sembra essere cosa esecrabile! E
questo e cio che Nietzsche ha inteso tramandarci, solo che si volessero
leggere, ma sarebbe meglio dire studiare, in profondita le sue opere avendo
avuto cura di liberare la mente da ogni pregiudizio di qualsiasi tipo.
Naturalmente non e facile, soprattutto perche cio potrebbe costringere molti
soloni da due soldi a doversi cospargere il capo di cenere e invocare il
perdono del grande pensatore per come l'hanno ingiustamente trattato.

Nel centenario della sua scomparsa, poco o nulla si e fatto per cercare di
riparare ai tanti torti che gli sono stati portati. Un grande merito va
dunque alla casa editrice Einaudi che, di recente, ha pubblicato un
bellissimo volume, "Le poesie", curato da Anna Maria Carpi. Un libro che si
segnala, tra l'altro, anche per la presenza del testo originale in lingua
tedesca per i fortunati che conoscono la sua lingua originale. Un libro,
soprattutto, che raccoglie la produzione poetica di un uomo che e destinato
a stupirci ancora per molto tempo: per via delle sue idee sempreverdi, per
le continue scoperte che ci riserva il suo pensiero, e perche e proprio
grazie a lui che l'uomo ha potuto lasciarsi dietro le spalle una concezione
arcaica di vita per cominciare ad intraprendere l'avventura del terzo
millennio. Lui, l'ha capito un secolo fa; noi...

http://www.nietzsche.ru/english/poeta.php3


Cento di questi Nietzsche
Giovanni Cappello

Molti non lo sanno ne scrivere ne pronunciare, ma tutti, ugualmente, ne
parlano e lo citano come se lo avessero addirittura conosciuto di persona.
Strano destino quello del grande filosofo sassone: osteggiato dalla sinistra
(che lo ha letto poco), ancora infatuata del suo idolo Marx, che ha
preferito additarlo come il "padre spirituale" di Hitler usando una
superficialita degna della peggiore ignoranza; demonizzato dalla chiesa
cattolica (che lo ha letto male), che non e riuscita a coglierne la profonda
essenza spirituale, e che, forse, lo ha percepito come un terribile
concorrente in quanto predicava il superamento dell'uomo misero e terreno
non attraverso la fede nel Dio cristiano, che impone dolore e sacrifici,
bensi attraverso una precisa presa di coscienza di se ed esaltando i valori
della vita in tutta la loro positivita; esaltato da certa destra (che non lo
ha mai letto) a sproposito perche, appunto, non sa quello che ha scritto.

Nietzsche resta comunque il piu grande filosofo dell'umanita perche,
parafrasando un suo celebre lavoro, a di la del bene e del male e stato
colui che ha traghettato l'uomo "risorgimentale", ancorato per molti aspetti
ancora al feudalesimo, verso il nuovo millennio, anticipando mirabilmente
temi e problemi di quel breve e tragico 900 di cui fece appena in tempo a
vedere l'alba.

A cento anni dalla sua morte, ancora ci si arrovella il cervello per cercare
di capire chi fosse e cosa volesse dirci e, grazie alla presa di coscienza
di una certa sinistra un po' meno settaria, da qualche decennio ha ripreso
quota il dibattito su Nietzsche che, ancora pochi anni fa, dalle pagine del
Corriere della Sera veniva definito uno scrittore piu che un filosofo. Non
ricordo chi firmo quel paginone a lui dedicato, ma ricordo bene il mio
sbigottimento. Tuttavia, la sua riabilitazione continua e non possiamo che
rallegrarcene, non foss'altro per restituire decoro e dignita ad un uomo
irripetibile.

Riabilitazione iniziata dal filosofo italiano Gianni Vattimo che, per
superare il suo concetto di "superuomo" che tanto lo ha condannato al
proto-nazismo, ha proposto di rileggere quel termine come "oltreuomo",
ovvero un uomo per il quale la volonta di potenza non e piu negazione, ma
volonta di affermazione, un si alla vita come si evince anche dalla sua
opera fondamentale "Cosi parlo Zarathustra". Ma Nietzsche, morto pazzo in
quel 1900, non poteva certo immaginare che i suoi scritti venissero
manipolati dalla sorella che li offri ad Hitler per ingraziarselo; ne aveva
immaginato che quel "superuomo" fosse li li in arrivo, e in Germania,
giacche egli considerava stupido il popolo tedesco e, pertanto, lontano dal
potere diventare, esso o uno di esso, quello che poi divenne Hitler ed il
suo pangermanesimo. Tra l'altro, potrebbe anche essere superfluo
quell'edulcorato "oltreuomo" di Vattimo in quanto Nietzsche non professava
certo per qualcuno in particolare; i suoi discorsi erano rivolti a chiunque,
poiche egli si era fatto paladino del riscatto dell'uomo inteso come
umanita. Ovvero, intendeva dire che ciascuno avrebbe potuto e dovuto trovare
quelle forti motivazioni che lo elevassero rispetto allo status quo, e non
certo per sopraffare gli altri, ma per cercare di migliorare
complessivamente tutta la societa. Una societa dei "migliori", intesi come
di personalita di un alto livello culturale e morale, era per lui
indubbiamente il modello migliore per uscire dalla posizione assolutamente
acritica che schiaccia l'umanita apaticamente distesa sotto i pesanti
condizionamenti provenienti da una concezione arcaica della vita e del
mondo.

Nietzsche come propulsore di un riscatto, quindi, e non come propalatore di
tesi che gli hanno messo in bocca fuorviandone il pensiero. In questo 2000,
a cento anni dalla sua morte, si sarebbe potuta cogliere l'occasione per
dare un ulteriore forte impulso alla riscoperta e al rilancio delle Sue
idee, quelle vere. L'atavica paura di trattare un genio del pensiero cosi
complesso ha fatto scivolare via un'opportunita. O forse qualcuno ha pensato
bene di non sollevare polveroni per non dovere incorrere nell'imbarazzo di
andare a chiedere scusa sulla sua tomba.

Ci consola, e non e poco, il fatto che le sue idee siano piu attuali che mai
e che, prima o poi, tutti dovranno rendersi conto della grandezza di questo
filosofo e cominciare a rivolgersi a lui con il rispetto che merita. Nel
frattempo, speriamo anche che qualcuno lo legga davvero.

http://www.nietzsche.ru/english/cento.php3


Indi


Danilo Giacomelli

unread,
Jul 25, 2002, 11:27:08 AM7/25/02
to

"Matteo dt" <mt...@hotmail.com> ha scritto ...
> Scusate l'ignoranza,
> che rapporto c'è fra Hitler e Nietzsche ?

Entrambi disprezzavano profondamente i tedeschi. Ma il secondo lo diceva.

ciao

--
Danilo Giacomelli
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Coloro che ultimamente rivendicano il loro retaggio celtico dimenticano di
specificare che si tratta del morbo.
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Romick

unread,
Jul 30, 2002, 5:47:18 PM7/30/02
to

"Matteo dt" <mt...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:ahop05$fl9$1...@lacerta.tiscalinet.it...

> Scusate l'ignoranza,
> che rapporto c'č fra Hitler e Nietzsche ?

Nessuno.

Romick


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