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Corso forzoso: cosa significa?

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Rocky3

unread,
Nov 2, 2004, 4:04:00 AM11/2/04
to
Buongiorno a tutti!
Sono uno studente del V Liceo Scientifico e... so che la mia domanda
potrebbe sembrare banale, ma non ho mai capito che cosa significhi
l'espressione "corso forzoso". L'avevo trovata a proposito della
Rivoluzione Francese e ora la ritrovo mentre sto studiando l'Italia
post-unitaria del 1866. Il libro dice: "fu decretato il corso forzoso,
sospendendo la convertibilitą dei biglietti di banca in moneta metallica".
Che cosa significa? A che cosa serve una tale operazione? Cosa sono i
biglietti di banca?
Ringrazio tantissimo chiunque abbia la pazienza di rispondermi!
Ciao :-)

Rocky3

info

unread,
Nov 2, 2004, 4:31:06 AM11/2/04
to
Tu sai che i soldi di carta (detti anche biglietti di banca) devono avere
sempre un corrispondente deposito di oro. in sostanza se lo stato italiano
stampa 100 euro di banconote, deve avere 100 euro di oro nelle casse, ma può
capitare che lo stato sia a corto di denaro e allora decreta lo "stato
forzoso" cioè dice: sto stampando più denaro di quanto oro ho nelle casse,
ma obbliga forzatamente i cittadini a accettare le banconote.
Questo normalmente genera una sfiducia nella moneta che in pratica perde il
suo potere di acquisto generando inflazione.

Leggi questo link che chiarisce:
http://www.lagosnet.com.br/italia/verita/regnoint1_07.htm

ciao

Andrea


"Rocky3" <pr...@prova.com> ha scritto nel messaggio
news:h3wtfjpyuiw5$.mzw29kxk4onk.dlg@40tude.net...


> Buongiorno a tutti!
> Sono uno studente del V Liceo Scientifico e... so che la mia domanda
> potrebbe sembrare banale, ma non ho mai capito che cosa significhi
> l'espressione "corso forzoso". L'avevo trovata a proposito della
> Rivoluzione Francese e ora la ritrovo mentre sto studiando l'Italia
> post-unitaria del 1866. Il libro dice: "fu decretato il corso forzoso,

> sospendendo la convertibilità dei biglietti di banca in moneta metallica".

amalric

unread,
Nov 2, 2004, 5:10:36 AM11/2/04
to
In article <utIhd.245168$35.11...@news4.tin.it>,
"info" <a.l...@libero.it> wrote:

> devono avere
> sempre un corrispondente deposito di oro. in sostanza se lo stato italiano
> stampa 100 euro di banconote, deve avere 100 euro di oro nelle casse,

*dovevano* avere sempre un corrispondente deposito di oro. In sostanza
se lo stato italiano stampava 100 euro di banconote,doveva avere 100
euro di oro nelle casse, ecc.
Questo corrispettivo aureo, o corso aureo, e' stato defintivamente
terminato trent'anni fa, se non erro.

A.

Rocky3

unread,
Nov 2, 2004, 5:46:31 AM11/2/04
to
Il Tue, 02 Nov 2004 09:31:06 GMT, info ha scritto:

> Tu sai che i soldi di carta (detti anche biglietti di banca) devono avere
> sempre un corrispondente deposito di oro.

Ehm... veramente non lo sapevo!

> in sostanza se lo stato italiano
> stampa 100 euro di banconote, deve avere 100 euro di oro nelle casse

Ma perché?

> Questo normalmente genera una sfiducia nella moneta che in pratica perde il
> suo potere di acquisto generando inflazione.

Ho letto il link e ti ringrazio, anche perché mi si sta rivelando un'ottima
integrazione per il libro di testo per quanto riguarda l'argomento che sto
studiando. Non vorrei riempirti di domande, ma perché l'operazione genera
sfiducia nella moneta e perché perde il suo potere d'acquisto?
In ogni caso ora ho le idee un po' più chiare di prima e non posso che
ringraziarti.
Ciao!

Rocky3

info

unread,
Nov 2, 2004, 5:57:47 AM11/2/04
to
io non sono un'economista e non vorrei addentrarmi in discussioni in cui non
sono preparato, ma comunque i soldi di carta dovevano (come da correzione di
amalric) avere un corrispettivo in oro perchè se no non avrebbero avuto
alcun valore: una volta le monete avevano un valore interinseco cioè erano
fatte di oro, e quindi valevano tanto quanto pesavano, poi lo stato ha
deciso di tenere lui l'oro e di emettere dei "buoni" (soldi di carta o
moneta) con un corrispondente in oro che tiene lui in cassa, è come se
dicesse, siccome è scomodo andare in giro con l'oro, l'oro lo tengo io e ti
faccio dei "buoni" che tu in qualsiasi momento puoi cambiare in oro.
Nel caso del corso forzato questa convertibilità in oro non è più garantita
e allora è chiaro che perdi fiducia... perchè sai che il tuo biglietto che
hai in mano da 100 euro magari corrisponde solo a 90 euro di oro, e allora
aumentano i prezzi e quindi il potere di acquisto diminuisce.

ciao

Andrea

"Rocky3" <pr...@prova.com> ha scritto nel messaggio

news:cik53nfbj2nk.1wul333kl0120$.dlg@40tude.net...

guardrail

unread,
Nov 2, 2004, 7:18:31 AM11/2/04
to

"Rocky3" > ha scritto nel messaggio


> Buongiorno a tutti!
> Sono uno studente del V Liceo Scientifico e... so che la mia domanda
> potrebbe sembrare banale, ma non ho mai capito che cosa significhi
> l'espressione "corso forzoso". L'avevo trovata a proposito della
> Rivoluzione Francese e ora la ritrovo mentre sto studiando l'Italia
> post-unitaria del 1866. Il libro dice: "fu decretato il corso forzoso,

> sospendendo la convertibilità dei biglietti di banca in moneta metallica".


> Che cosa significa? A che cosa serve una tale operazione? Cosa sono i
> biglietti di banca?
> Ringrazio tantissimo chiunque abbia la pazienza di rispondermi!
> Ciao :-)

> Rocky3

Sei contento e soddisfatto delle risposte che hai già ?
Se la risposta è si , chiudiamo subito il discorso, se invece vuoi un
"trattatino" storico sull'argomento mi metto al lavoro.
Visto cosa succede ad interessarsi solo di Crociati ?
Quest'ultima è valida solo se sei il «Rocky3» con il quale ho confa
bulato altrove (non dico dove per evitare i «granminchioni»)

Ciao
Guardrail

Claudio Bianchini

unread,
Nov 2, 2004, 10:55:44 AM11/2/04
to

"amalric" <amalricDONTY...@REMOVEaliceposta.it> ha scritto nel
messaggio
news:amalricDONTYOUDARETOSPA...@twister1.tin.it...

Esatto, da Nixon nel 1971

Claudio Bianchini

unread,
Nov 2, 2004, 11:01:14 AM11/2/04
to

"Rocky3" <pr...@prova.com> ha scritto nel messaggio
news:cik53nfbj2nk.1wul333kl0120$.dlg@40tude.net...

> Il Tue, 02 Nov 2004 09:31:06 GMT, info ha scritto:
>
>> Tu sai che i soldi di carta (detti anche biglietti di banca) devono avere
>> sempre un corrispondente deposito di oro.
>
> Ehm... veramente non lo sapevo!
>
>> in sostanza se lo stato italiano
>> stampa 100 euro di banconote, deve avere 100 euro di oro nelle casse
>
> Ma perché?

Doveva avere, ora non è più così da quando Nixon nel 1971 impose la non
convertibilità di dollaro e oro. Pur non essendo un economista credo che ciò
abbia a che fare con la "fiducia" che una popolazione può avere nella
moneta, fino a questo secolo si riponeva maggiore fiducia in un qualcosa di
metallico che non in un qualcosa di cartaceo, penso siano le caratteristiche
del metallo che lo facessero prediligere alla carta moneta, ma lo sviluppo
el sistema finanziario ha cambiato ogni cosa, oggi solo nei paesi del terzo
mondo privi di una forte crescita economica si può trovare una maggiore
fiucia nell'oro che non nella carta moneta. I cinesi, per dirne una, non
stanno accumulando oro ma dollari.


Rocky3

unread,
Nov 2, 2004, 11:31:29 AM11/2/04
to
Il Tue, 02 Nov 2004 10:57:47 GMT, info ha scritto:

> moneta) con un corrispondente in oro che tiene lui in cassa, è come se
> dicesse, siccome è scomodo andare in giro con l'oro, l'oro lo tengo io e ti
> faccio dei "buoni" che tu in qualsiasi momento puoi cambiare in oro.
> Nel caso del corso forzato questa convertibilità in oro non è più garantita
> e allora è chiaro che perdi fiducia... perchè sai che il tuo biglietto che
> hai in mano da 100 euro magari corrisponde solo a 90 euro di oro, e allora
> aumentano i prezzi e quindi il potere di acquisto diminuisce.

Perfetto! Ho capito!!! Grazie davvero!

Rocky3

Rocky3

unread,
Nov 2, 2004, 11:34:12 AM11/2/04
to
Il Tue, 02 Nov 2004 12:18:31 GMT, guardrail ha scritto:

> Sei contento e soddisfatto delle risposte che hai già ?

Direi di sì, se non altro ho capito un concetto che mi è rimasto oscuro sin
dall'anno scorso, quando studiavo la Rivoluzione Francese.

> Se la risposta è si , chiudiamo subito il discorso, se invece vuoi un
> "trattatino" storico sull'argomento mi metto al lavoro.

Il fatto che la risposta sia "sì" non esclude che mi farebbe molto piacere
leggere un tuo "trattatino" storico, ed anzi... se non hai altri impegni e
se capisci che puoi... aspetto il tuo post, qui o nell'altro NG ;-) (sai
bene tu quale).

> Visto cosa succede ad interessarsi solo di Crociati ?

Il mio cuore mi porta sempre là...

> Quest'ultima è valida solo se sei il «Rocky3» con il quale ho confa
> bulato altrove (non dico dove per evitare i «granminchioni»)

Yes, sono proprio io.
Allora, a quando questo trattatello? Scherzo, fallo solo se ti è possibile,
senza impegno.
Ciao ciao

Rocky3

guardrail

unread,
Nov 2, 2004, 12:53:14 PM11/2/04
to

"Rocky3" > ha scritto nel messaggio

> Buongiorno a tutti!


> Sono uno studente del V Liceo Scientifico e... so che la mia domanda
> potrebbe sembrare banale, ma non ho mai capito che cosa significhi
> l'espressione "corso forzoso". L'avevo trovata a proposito della
> Rivoluzione Francese e ora la ritrovo mentre sto studiando l'Italia
> post-unitaria del 1866. Il libro dice: "fu decretato il corso forzoso,

> sospendendo la convertibilità dei biglietti di banca in moneta metallica".


> Che cosa significa? A che cosa serve una tale operazione? Cosa sono i
> biglietti di banca?
> Ringrazio tantissimo chiunque abbia la pazienza di rispondermi!
> Ciao :-)
>
> Rocky3

E pensare che dove tu sai ho buttato sangue e sudore!!! Ma a te
interessano solo i Teutonici :-)))
Partiamo dalla rivoluzione francese? Ma si. Vado.Questa è storia.

Sul finire del XVIII secolo l'Europa fu invasa da un nuovo afflusso di me
talli preziosi (argento), provenienti in particolare dal Messico, che deter
minò violente distorsioni monetarie accentuate da continue guerre per il
controllo dei traffici. La Spagna aveva in qualche modo risolto il proble
ma delle inflazioni prodotte dalle guerre con emissioni di "vales", vale a
dire biglietti garantiti con arrivi successivi di metallo in epoca di pace.
In Francia, invece, la Rivoluzione sarà conseguenza della congiuntura eco
nomica verificatasi e degli squilibri sociali che questa aveva determinato.
Il cattivo raccolto del grano del 1788 fece giungere, l'anno dopo, il prez
zo dello stesso a valori eccezionali.
Nel 1789,11 milioni di francesi si trovavano al limite della povertà: era la
Rivoluzione. Si cercò di trovare una rapida soluzione politica e sociale
attraverso la confisca dei beni del clero.
Questa misura pose un problema di ordine economico: al momento nes
suno poteva permettersi di acquistare tali beni, neanche lo Stato che era
già indebitato; vennero allora emessi degli «assegnati», (se consulti qual
che catalogo di banconote li troverai sotto la voce « assignant») vale a
dire dei titoli fruttiferi che rappresentavano quota parte delle future
vendite.
Alla sua prima emissione originaria l'assegnato era un titolo fruttifero
(5% di interesse fisso annuale) di grosso taglio. In seguito con la sop
pressione dell'interesse annuo e l'emissione di tagli più piccoli, si tentò
di consentire anche ai meno abbienti di acquistarne, trasformandolo in
moneta cartacea. Fu in pratica il primo esempio di banconota moderna.
In meno di tre anni (1791), tutti possedevano gli assegnati, arrivati al
taglio di 10 soldi (i primi erano di 1000 lire), in quanto i beni messi
all'incanto potevano essere pagati esclusivamente con questo strumento.
Ma le emissioni erano continue e diventavano ben superiori ai valori ga
rantiti (la teoria quantitativa non era considerata dai responsabili della
politica monetaria) determinandone un'automatica svalutazione.
Nel 1793 il valore di un assegnato era pari al 22% del suo valore nomi
nale e nel 1796 era sceso addirittura al 4%: le spese di stampa si avvici
navano al valore corrente del biglietto!
Fu una catastrofe monetaria, quasi paragonabile a quella tedesca del
dopoguerra successiva alla prima guerra mondiale.
La stagnazione del commercio e i fallimenti delle imprese commerciali
furono in parte evitati solo con i successi militari della Repubblica, che
ebbero come naturale conseguenza l'invasione commerciale dei prodot
ti francesi in tutta l'Europa. Nel tentativo di risanare le sorti della
politica finanziaria francese fu fondata la Banca di Francia che qualche
anno più tardi sarà la concessionaria esclusiva della emissione del fran
co, la prima moneta che adottava il sistema metrico decimale.
L'unità monetaria divenne quindi il franco d'argento del peso di 5 grammi
(titolo 900), contenente di conseguenza lo stesso valore della lira
(4,5 grammi di argento puro).
Le monete d'oro erano di 20 e 40 franchi con due equivalenze legali:
4,5 grammi d'argento e 0,290 grammi d'oro (l'oro quindi equivale a
15,5 volte l'argento) determinando un ritorno al sistema bimetallico.
La Banca di Francia aveva le funzioni di cassa di ammortamento, cassa
privata di sconto e cassa di sconto del commercio e, solo dopo la grave
crisi degli affari del 1806, comincerà a svolgere un ruolo determinante
nella politica monetaria della neo Repubblica di Francia, attraverso la
nomina di un governatore designato dallo Stato.
A Parigi comunque la funzione bancaria era già abbastanza sviluppata
e si contavano 21 banchieri nel 1703, 51 nel 1721 e 66 nel 1776, con
funzioni di intermediazione dei biglietti di commercio privati, delle azioni
della Compagnia delle Indie, dei biglietti della lotteria reale e dei
biglietti di deposito aureo.
Da qui si affermarono antiche e nobili casate che riuscirono a control
lare i più importanti istituti di credito francesi e svizzeri:
Thellusson, Necker, Lecouteulx, Paris-Duvemey, de Laborde.
Nel 1776 Isaac Panchaud creò la Banca di Sconto, convinto della neces
sità di dar vita a una banca pubblica del tipo inglese.
La Banca di Sconto ebbe uno sviluppo considerevole quando passò di
mano a Jacques Necker che la trasformò in banca delle banche: capace
cioè di concedere credito a tasso inferiore alle altre banche e a grandi
uomini di affari.
Contemporaneamente in Inghilterra si assisteva a una profonda svaluta
zione della sterlina cronologicamente opposta alla situazione monetaria
francese.
All'emissione degli assegnati (Biglietti emessi in Francia dal 1789 al 1796,
non convertibili in moneta ma pagabili con i proventi della vendita dei beni
del clero) in Francia, corrispondeva in Inghilterra una solidità monetaria,
avvantaggiata dal fatto che l'oro e l'argento francese affluivano senza pre
cedenti a causa dell'instabilità politica e sociale che si era creata nel
paese di provenienza. La fine degli assegnati in Francia corrispose a un ri
flusso dell'oro e contemporaneamente a una crisi del cambio inglese ac
centuata da cattivi risultati nei raccolti di grano.
Per cercare di arginare le uscite di oro (le riserve erano giunte allo
stremo) la Banca d'Inghilterra decise di restringere il credito.
L'aumento generale dei prezzi determinò il panico fra i portatori di bi
glietti che si precipitarono agli sportelli.
Il 3 maggio del 1797 venne promulgato il «Bank Restriction Act», un
provvedimento che autorizzava il corso forzoso, cioè la non converti
bilità dei biglietti in oro. Resterà in vigore fino al 1811.
Nel 1812 si stabilì l'obbligo di accettare qualsiasi pagamento in biglietti.
I segni della svalutazione erano:
-1) il prezzo dell'oro e dell'argento. Risulterà praticamente assente nelle
quotazioni;
-2) il cambio cade al 12% sulla piazza di Amburgo;
-3) i prezzi aumentarono tra il 1807 e il 1809 del 25%.
I fattori della svalutazione in parte accennati erano di diverso ordine:
la riserva aurea della Banca d'Inghilterra era diminuita considerevolmen
te e contemporaneamente si assisteva a un aumento dei biglietti di ban
ca in circolazione. I prestiti concessi dalla banca, in particolare ai
privati, passarono da 12,7 a 19,5 milioni di sterline.
Da tutto ciò si può dedurre che si trattava di un'inflazione creditizia,
piuttosto che monetaria.
Occorre aggiungere poi che, per via degli alti prezzi, erano incoraggia
te le importazioni, con un conseguente deficit commerciale.
Nel 1814 si pensò che alla pace sarebbe seguita la convertibilità dei
biglietti e questa attesa rallentò la circolazione della moneta con una
relativa deflazione. Alti e bassi determinarono il periodo più instabile
della storia monetaria di questo paese.
Solo nel 1816 si giunse a un'attesa disposizione reale; si stabiliva che
l'oro è «standard measure of value and legal tender for payments
without any limitation of amount» (Misura standard del valore e valuta le
gale per i pagamenti senza alcuna limitazione di somma).
In pratica era stata istituita la base-oro.
Ora qualche considerazione in più sul corso forzoso inglese. Scusami
caro «Rocky3», ma sai che preferisco dilungarmi parecchio, soprat
tutto trattandosi di studenti : chissà che figurone potresti fare a scuola
:-))
Nonostante l'esempio fornito contemporaneamente dai vicini francesi
(l'emissione degli assegnati), il «Bank Restriction Act» fu mantenuto
in Inghilterra per molti anni.
La differenza con la carta moneta francese era dovuta al fatto che la
banca emetteva biglietti per i privati (un po come oggi per la banco
nota da 5.000 e 10.000 dollari USA - per grosse transazioni-).
L'emissione di biglietti per lo Stato non era continua.
Il problema che ci si poneva era: è il valore dell'oro che aumenta o
il valore della carta moneta che diminuisce? In realtà il problema de
rivava dalla confusione tra moneta di credito e semplice carta moneta.
La controversia spinse alla riflessione il parlamentare Thomton nella
sua opera *Ricerche sulla natura egli effetti della carta di credito in
Gran Bretagna*. Thornton non aveva ben presente la teoria quantita
tiva e giustificava il successo del corso forzoso inglese con la supe
riorità del commercio e l'alta produttività della nazione.
È da rilevare che la Banca di Londra era indipendente e poteva re
sistere a qualsiasi tentazione di emissioni esagerate da parte del governo.
Qualche anno più tardi David Ricardo pubblicava *Princìpi dell'econo
mia politica e dell'imposta*, una delle tappe fondamentali della teoria
monetaria.
Famosissimo è il suo «Currency Principle» : la relazione che esiste
tra la moneta e i prezzi è quantitativa, il livello e le variazioni dei prez
zi dipendono quindi esclusivamente dalla quantità di moneta in circola
zione e le variazioni tra le diverse valute sono dovute esclusivamente
a questo principio.
Il disordine monetario intervenuto sul finire del XVIII secolo è dovuto
principalmente alla diffusione della moneta cartacea.
Se la circolazione fosse stata esclusivamente aurea, il metallo si sareb
be trasferito spontaneamente in altre piazze alla ricerca di un prezzo
di equilibrio. Purtroppo con la circolazione cartacea lo Stato può tro
vare vantaggiosa una sua emissione eccessiva, rompendo la relazione
di convertibilità con le riserve di metallo prezioso depositato:
ciò spiega l'aumento del prezzo dell'oro sulla banconota cartacea.
Ricardo era un convinto sostenitore dell'eguaglianza che dovrebbe esi
stere tra le monete in circolazione e oro e di come le prime avrebbero
dovuto essere calcolate in rapporto ai bisogni economici effettivi.
Tali principi, che rappresentano il cardine della teoria quantitativa,
hanno caratterizzato la politica monetaria inglese e sono alla base
dello statuto della Banca d'Inghilterra del 1844.

Bene. Ora sono certo che ne saprai molto di meno e che non mi farai
altre domande :-))) Oggi vi sono altri interrogativi ai quali attendo an
cora delle risposte, per esempio: di chi è la banconota ? Il prof.
Giacinto Auriti ha dilapidato il suo patrimonio per cercare di addive
nire ad una soluzione definitiva del problema, scontrandosi anche
con Azelio Cimpi in tribunale (e vinse Auriti).
Ciao, e per punizione mi devi preparare un tema su «dove sai tu».

Guardrail

Guardrail


Rocky3

unread,
Nov 5, 2004, 12:40:47 PM11/5/04
to
Il Tue, 02 Nov 2004 17:53:14 GMT, guardrail ha scritto:

> Partiamo dalla rivoluzione francese? Ma si. Vado.Questa è storia.

Parto anch'io a leggere, dopo aver stupito il professore che sbirciando in
prima fila ha trovato sul mio banco il tuo trattatello :-) (non era un
episodio voluto!).

> Sul finire del XVIII secolo l'Europa fu invasa da un nuovo afflusso di me
> talli preziosi (argento), provenienti in particolare dal Messico, che deter
> minò violente distorsioni monetarie accentuate da continue guerre per il
> controllo dei traffici.

Tieni conto che sono molto duro a capire, a volte, ma se ci piace fare
speculazione "intellettuale" su questa roba... diamoci sotto, sempre che tu
sia d'accordo e che ti vada di scervellarti a causa mia :-). Dunque:
l'argento provocò distorsioni monetarie per quale motivo?? Forse perché,
essendocene troppo, si era svalutato? E le guerre hanno influito nel senso
che hanno impoverito le casse degli stati?

> La Spagna aveva in qualche modo risolto il proble
> ma delle inflazioni prodotte dalle guerre con emissioni di "vales", vale a
> dire biglietti garantiti con arrivi successivi di metallo in epoca di pace.

Ma non c'era già una sovrabbondanza in argento giunto dal Messico?! O se
l'avevano preso tutto gli stati per finanziare la guerra?

> Nel 1789,11 milioni di francesi si trovavano al limite della povertà: era la
> Rivoluzione. Si cercò di trovare una rapida soluzione politica e sociale
> attraverso la confisca dei beni del clero.
> Questa misura pose un problema di ordine economico: al momento nes
> suno poteva permettersi di acquistare tali beni, neanche lo Stato che era
> già indebitato;

Ma scusa, se non erro la parola "confisca" significa che un organo - in
questo caso lo Stato - si appropria senza pagare di beni di persone o
associazioni (in questo caso la Chiesa). Cosa doveva acquistare lo Stato? I
beni della Chiesa che erano già suoi? O forse, non possedendo liquidità ma
solo i beni della Chiesa, emetteva gli assegnati che corrispondevano a una
parte, più o meno grande, di tali beni e che un giorno si sarebbe tramutata
in denaro?

> vennero allora emessi degli «assegnati», (se consulti qual
> che catalogo di banconote li troverai sotto la voce « assignant») vale a
> dire dei titoli fruttiferi che rappresentavano quota parte delle future
> vendite.

Credo a questo punto che la mia ultima ipotesi sia giusta. Se sbaglio
ovviamente correggimi :-)! Mi intreccio facilmente!

> Alla sua prima emissione originaria l'assegnato era un titolo fruttifero
> (5% di interesse fisso annuale) di grosso taglio.

Ma dove trovava lo Stato i soldi per permettere la riscossione più gli
interessi?

> Ma le emissioni erano continue e diventavano ben superiori ai valori gia
> rantiti

Appunto!

> determinandone un'automatica svalutazione.

Ci sono.

> Nel 1776 Isaac Panchaud creò la Banca di Sconto, convinto della neces
> sità di dar vita a una banca pubblica del tipo inglese.

Cos'è una banca di sconto?

> All'emissione degli assegnati (Biglietti emessi in Francia dal 1789 al 1796,
> non convertibili in moneta ma pagabili con i proventi della vendita dei beni
> del clero) in Francia, corrispondeva in Inghilterra una solidità monetaria,

Perché?!

> avvantaggiata dal fatto che l'oro e l'argento francese affluivano senza pre
> cedenti a causa dell'instabilità politica e sociale che si era creata nel
> paese di provenienza.

E quindi si svalutavano?

> Occorre aggiungere poi che, per via degli alti prezzi, erano incoraggia
> te le importazioni, con un conseguente deficit commerciale.

Molte importazioni e poche esportazioni?

> Il disordine monetario intervenuto sul finire del XVIII secolo è dovuto
> principalmente alla diffusione della moneta cartacea.

Ok!

> Bene. Ora sono certo che ne saprai molto di meno e che non mi farai
> altre domande :-)))

Hai sbagliato tutte e due le supposizioni :).

> Ciao, e per punizione mi devi preparare un tema su «dove sai tu».

Qualcosa bolle in pentola... spero di poter concludere al più presto!
Grazie ancora :-)

Rocky3

Cornelio Silla

unread,
Nov 9, 2004, 6:01:33 PM11/9/04
to
Rocky3 ha scritto:

> Rocky3


Per risponderti bisogna prima farti capire il perche della nascita delle
banche!
Negli scambi come tu puoi ben immaginare non si scambia solo il bene ma il
valore che esso ha e solo quando si ottiene un 'eguaglianza tra quanto si
vuole dare e quanto si vuol ricevere si ottiene un prezzo e si quantifica
tale valore.
valore difficile da valutare senza un metro un unita di misura valida per
tutti sopratutto con il baratto.
pero utilizzando un minerale come l'oro e facile quantificare e rendere
uguale per tutti il metro di valutazione di un bene.
Ora nel tempo per poter fare gli scambi sopratutto di beni molto esosi
qualora ci si trovasse ancora in un sistema monetario che fa capo al
minerale suddetto e logico che per effettuarlo si dovrebbe scambiare da
una parte ad unaltra un grande quantitativo di oro sono nate anche per
questo le banche e quella cosa che tanto ti turba ossia la carta moneta
ossia documenti che attestavano l'esistenza di questo gran quantitativo di
denaro-oro che poteva essere utilizzato come pagamento come se fosse oro
perche lo rappresentava senza doverlo spostare fisicamente inquanto
difficile.
SEppure in qualsiasi istante si poteva andare presso qualsiasi banco( ecco
perche banca)di valuta per ottenere il corrispettivo in oro.questo
procedimento si e sviluppato soprattutto per facilitare i scambi marittimi
dei mercanti ed ad ogni porto cera il banco delle prime banche.
questi sono gli antenati dei nostri soldi inquanto essi rapresentavano un
valore fisico esistente di oro e quindi di capacita di acquisto, ora pero
come tu ben immagini i commerci aumentano e questo sistema e vincolato ad
un minerale che seppur presente in natura non e infinito!
i commerci aumentano sempre di piu nel tempo trovando esigenza non tanto
nella convertibilita, che nel tempo causa svalutazioni tendeva ad divenire
sempre piu bassa(ossia per ogni unita di moneta si otteneva meno
denaro),si e quindo trovati di fronte all'esigenza di utilizzare tale
moneta bancaria distaccandola dall'oro vietando quindi la conversione in
oro dei biglietti questo fu fatto dai governi che si impegnarono con la
popolazione a far si che questio biglietti fossero accettati da chiunque
sul territorio come MEZZI DI PAGENTO ossia meri strumenti di scambio
allontandando il loro valore dalle disponibilita di oro ma avvicinandolo
alle esigenze del mercato di scmbi infatti ormai la quantita di moneta
cresce in relazione all'esigenze dell'economia ossia dalla crescita
economica del paese e da altri fattori.
E da notare che quel fattore di cui ti avevo accennato che lo stato si
faceva garante del valore del biglietto imponendo a tutti di accettarrlo
come mezzo di scambio lo si poteva riscontrare anche sulle vecchie lire
nella scritta su ognuno dei biglietti(pagabili al vista al portatore)
ossia chiunque ne era in possesso lo poteva utilizzare come mezzo di
scambio ed la controparte era obbligata ad accettarlo.
spero di essere stato esaudiente.

--

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