Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Aprile 45 a San Martino di Lupari (Padova)

143 views
Skip to first unread message

Gordan

unread,
Jun 28, 2002, 6:02:05 PM6/28/02
to
A Proposito di stragi (dimenticate)
Molto dipende anche dalla poca voglia che si e' avuto a suo tempo
di approfondire le cose.
************
25 aprile 1945 a san Martino di Lupari (PD). Riprendo
da "Campretto" di Claudio e Paolo Miotto
sintetizzando la lunga descrizione a partire da
da Pag. 194, e completandola con miei ricordi:

ANNO 1945
Il 23 aprile si apre con il rumore cupo dei bombardieri angloamericani che
si dirigono in Germania.
...Un primo gruppo di fascisti fugge dalla caserma repubblichina del paese
temendo un assalto dei partigiani dei gruppi Giovane italia e Tullio
Pegorin. Nel paese in confusione, oltre ai partigiani giravano anche bande
di ladri.

il 25 aprile radio Londra informa che l'esercito alleato stava entrando in
territorio mantovano. Quel giorno a Padova il Prefetto Menna fugge, mentre
il comandante tedesco Base Korf dice che se arrivano gli alleati si
consegnera' a loro senza colpo ferire.

A San Martino di Lupari i partigiani comandano in paese e impartiscono
l'ordine di insurrezione generale.
Il 26 Le squadre partigiane iniziano l'opera di distruzione di ponti e
tagliano gli alberi lungo i cigli delle strade. Non tutti condividono,
qualcuno avrebbe preferito non ostacolare la ritirata dei Tedeschi onde
evitare ritorsioni.
I partigiani procedono al taglio degli alberi: la strada che unisce Abbazia
Pisani a Lovari, (2 chilometri) che era completamente alberata (noci) viene
interrotta tagliando gli alberi solo per tre quarti del tronco e poi
piegandoli verso il centro della strada, cosi' da intrecciarli l'un l'altro
e rendere piu' difficile la loro rimozione.

Il 27 aprile e' piovoso, e non succede nulla.
viene formato il C.L.N. (Comitato Liberazione Nazionale) di San Martino,
unico comune della Zona in mano completamente ai partigiani: ha 4 membri (2
cattolici, 1 socialista, 1 comunista)

Il 28 aprile alle 15 radio Londra informa che la Germania e' pronta a
firmare la resa incondizionata agli Anglo-Americani. La gente e' contenta,
esce dalle case, festeggia.
A Padova il Comandante Tedesco consegna la citta' ai partigiani, con
l'accordo che altre truppe tedesche non sarebbero entrate in citta'.
Arriva nel frattempo a Padova la divisione Falco (Falke) in ritirata (una
delle piu' grandi d'Italia).I nuovi venuti non riconoscono l'accordo del
precedente comandante tedesco, anzi, esso viene fucilato. Si dispongono a
Nord della citta' e si apprestano a marciare verso Nord (Bassano)
passando per San Martino di Lupari. Le altre strade infatti (per Cittadella
o Castelfranco) sono in mano agli AngloAmericani percio' non praticabili.
Mandano alcuni veicoli in avanscoperta.

il 29 aprile, domenica mattino, a San Martino don Piero favori' uno scambio
di prigionieri: i partigiani avevano catturato 70 tedeschi e i tedeschi del
luogo li scambiano con prigionieri partigiani ed ostaggi vari.
Verso le tredici, arriva il cataclisma: da Abbazia Pisani arriva verso
Lovari tutta la divisione tedesca Falco, diretta a Nord, e hanno fretta.
Diffidenti ed esasperati a causa delle strade interrotte dagli alberi
tagliati e temendo imboscate, prendono come ostaggi le persone nei campi e
nei casolari che attraversano (Abbazia, Sant'Anna Morosina, Lovari e
uccidono sul posto alcune persone a dimostrazione delle loro intenzioni: Don
Angelo, ad esempio, conta 19 morti a Campretto. Inoltre rubano biciclette,
calessi, cavalli, hanno anche qualche carro armato. il passaggio dura ore.

Io all'epoca avevo tre anni, e ancora oggi ricordo la vista (da dietro alla
siepe vicino alla piazza di Lovari) del passaggio di soldati a passo di
marcia (tanti e silenziosi), di prigionieri con le mani alzate (tanti)
scortati da soldati armati. Passano per ore, fino a sera, e pernottano a
Nord di San Martino, ove altre persone sono state uccise perche' spiavano i
movimenti da porte socchiuse (temevano agguati di partigiani, ma i
partigiani non c'erano, perche' i Tedeschi erano troppi)

Il 30 aprile in paese qualcuno sussurra che gli ostaggi sono stati uccisi,
ma nessuno si azzarda di andare a nord a vedere, temendo di venire preso a
sua volta come ostaggio.
Finalmente verso le 14 cominciano ad arrivare carri armati di Alleati
assieme a gruppi di partigiani e la gente fa festa festa. Allora si spingono
a Nord, e scoprono il massacro.

Don Mario Stocco, uno dei primi a lasciare relazione scritta di quanto vide,
racconta che iniziando a 100 mt dopo la ferrovia ove c'erano le prime
vittime. Vide persone dei paesi a Nord che gia' stavano raccogliendo i
cadaveri, e vide distesi su quattro campi ai confini con il paese di
Castel di Godego, una grande distesa di morti a gruppi, secondo la zona da
dove erano stati prelelevati (Abbazia, Lovari, Sant'Anna). Erano stati
decimati, nel senso che ne uccidevano nove e lasciavano libero il decimo, e
cosi' via. Volevano che la gente sapesse che erano decisi a ritirarsi a
tutti i costi.

Si forma una commissione per il riconoscimento dei corpi. Quelli di San
Martino vennero radunati nella Chiesa vecchia, quelli sconosciuti vengono
portati direttamente in Cimitero, quelli di altri paesi vengono mandati ai
parroci rispettivi.

Il numero totale di quel massacro? Difficile dirlo con sicurezza.

Il ricordo parla di piu' di 350 morti.

Danilo Gorgi

**********
Pomero ha scritto, riportando lo stesso fatto, ripreso
Da "Le stragi nascoste" di Mimmo Franzinelli
ed Mondadori
(e vedete che non e' la stessa cosa)

- San Martino di Lupari (Padova) - a. 2159 - Generale Polak ed al-tri ignoti
militari tedeschi; parte lesa: 38 persone; archiviazione provvisoria 14
gennaio 1960; trasmissione alla Procura militare di Padova il 5 luglio 1995.
La mattina del 29 aprile 1945 i granatieri della 29a divisione Falke al
comando del generale Fritz Polak, diretti verso l'Austria, furono assaliti
dai partigiani della Brigata Pegorin in territorio del comune San Giorgio in
Bosco; cessati gli scontri una quarantina di civili furono presi in ostaggio
e costretti a procedere ai lati della colonna dei militari in ritirata; un
secondo assalto a San Martino di Lupari indusse i tedeschi a fucilare 13
donne e anziani di quel comune e a catturare nuovi ostaggi: altri 76 civili
furono fucilati nel pomeriggio nei pressi di Castello di Godego
(Treviso).]70

le truppe tedesche in ritirata uccisero non 76 civili, come è scritto nel
registro, bensì 150. Il criminale generale Fritz Polak, comandante della 29a
Divisione Granatieri Corazzati "Falke" è morto in Inghilterra, libero,
nell'aprile del 1956. Archiviazione

*****************

Pomero

unread,
Jun 29, 2002, 8:07:48 AM6/29/02
to

"Gordan" <danilo...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:x15T8.18951$vm5.6...@news2.tin.it...

> A Proposito di stragi (dimenticate)
> Molto dipende anche dalla poca voglia che si e' avuto a suo tempo
> di approfondire le cose.
> ************
> 25 aprile 1945 a san Martino di Lupari (PD). Riprendo
> da "Campretto" di Claudio e Paolo Miotto
> sintetizzando la lunga descrizione a partire da
> da Pag. 194, e completandola con miei ricordi:
>
>> le truppe tedesche in ritirata uccisero non 76 civili, come è scritto
nel
> registro, bensì 150. Il criminale generale Fritz Polak, comandante della
29a
> Divisione Granatieri Corazzati "Falke" è morto in Inghilterra, libero,
> nell'aprile del 1956. Archiviazione
>
> *****************
>
> Caro Gordan

Vi è una differenza tra le due fonti da noi citate una un libro bello forse
più completo,
l'altra una scrittura arida di tribunale, tutte e due concordano che vi fu
una strage di civili italiani fatta da "normali"soldati dell'esercito
nazista.

Il numero dei morti non torna nel tuo post dici che onestamente e difficile
dirlo
e parli sul filo dei ricordi di 350, in questi casi la memoria conta poco, e
poi non è sul numero dei morti che dovremo discutere, piuttosto il perchè si
è lasciato che la memoria del fatto se ne andasse senza far si che questi
innocenti assassinati la nostra societa li ricordasse in modo più decente, e
che i colpevoli pagassero per la strage commessa.

Il libro da dove io ho tratto il fatto di queste cose ne è pieno e io che la
guerra l'ho vissuta e un poco ci ho partecipato ho trovato tanti di questi
fatti come quello di S Martino di Lupari, nella terra di Toscana che
leggendo mi sono reso conto che ne conoscevo pochi e male.

La colpa?
Anche nostra che abbiamo permesso la stesura di un velo che tutto accieca e
dimentica.
Grazie del Post
Pomero
>


0 new messages