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"Il 3,7 per cento delle donne tedesche sono state violentate dai russi; il 2,7 per cento dai francesi e gli americani".

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Artamano

unread,
Aug 22, 2010, 12:44:50 PM8/22/10
to

di Dario Fertilio [13/04/2006]
Fonte:corriere.it Germania 1945, l' altra faccia dell' orrore

Lo storico Knabe: i sovietici deportarono e commisero violenze. Dopo
l' 8 maggio centomila cittadini trasferiti in Urss con la forza. E i lager
si riempirono di tedeschi


Fu vera Liberazione? Oggi in Germania c' è chi contesta l' idea dell'
allora presidente federale von Weizsäcker, che vent' anni fa proclamò l' 8
maggio (il giorno della resa nazista agli Alleati, con la pace conseguente)
giornata di festa per la Germania. Il motivo? Ne esistono molti, e tutti
insieme pesano soprattutto sulle coscienze dei tedeschi orientali, che dopo
l' arrivo "liberatore" dell' Armata Rossa conobbero gli orrori dell'
occupazione sovietica. Una serie di ragioni che si esprimono attraverso le
cifre: centomila civili liquidati senza pietà, due milioni di donne e
ragazze tedesche violentate, una porzione enorme degli edifici pubblici e
privati saccheggiati e devastati. E non è tutto: in scia ai soldati
sovietici con i mitra in pugno, comparvero presto gli agenti della polizia
segreta di Mosca in guanti di pelle, quelli della famigerata Nkvd
staliniana, e allora le sofferenze di un popolo già martoriato sprofondarono
definitivamente nella disperazione. Centomila tedeschi, soprattutto donne,
ragazzi e anziani, furono caricati su vagoni bestiame e deportati in Unione
Sovietica per essere assoggettati in condizioni estreme ai lavori forzati;
più di tre milioni di prigionieri di guerra finirono nei gulag sovietici,
dove un terzo trovò la morte. Ma anche in Germania, per esempio a
Buchenwald, Jamlitz o Sachsenhausen, altri diecimila prigionieri perirono
per fame.

Sicché complessivamente si può affermare che, nell' ambito del
territorio occupato dall' Armata Rossa (e qui davvero l' aggettivo
"liberato" suona come una beffa atroce per i parenti delle vittime) morirono
circa due milioni e mezzo di cittadini tedeschi a causa degli stenti, delle
violenze e delle deportazioni. Senza contare i circa centomila russi e
ucraini presenti sul territorio germanico al momento della caduta di Hitler:
tutti, fra addetti ai lavori forzati e prigionieri di guerra,
collaborazionisti ed emigranti, "infettati" agli occhi di Stalin dal morbo
tedesco. Sicché finirono deportati nei gulag sovietici, dai quali la grande
maggioranza non tornò. Ecco alcune ragioni che inducono a rifiutare,
nonostante le indubbie intenzioni pacificatrici di von Weizsäcker, la data
dell' 8 maggio quale giorno della Liberazione tedesca. Ne è convinto lo
storico Hubertus Knabe, direttore del Museo di Berlino-Hohenschönhausen e
autore del libro che oggi divide la Germania, anzi rischia addirittura di
accendere una nuova Historikerstreit, una disputa storica sulle
responsabilità dei due grandi totalitarismi europei, bolscevismo e
nazionalsocialismo.

Tag der Befreiung?, «Giorno della Liberazione?», intitola Knabe, con
un significativo punto interrogativo, il saggio che denuncia quanto nel
dopoguerra la maggioranza del popolo tedesco sapeva, ma non aveva mai os ato
dichiarare pubblicamente. Come si può considerare giorno di festa, si
chiede, l' arrivo sul suolo tedesco di soldati nemici, pronti ad
abbandonarsi alla violenza sfrenata? Knabe racconta episodi impressionanti,
in testa a tutti le atrocità commesse dall' Armata Rossa a Nemmersdorf, dove
donne vecchi e bambini innocenti, o forse colpevoli di appartenere a una
"razza" nemica, vennero sterminati con un colpo alla nuca e abbandonati sul
margine della strada principale. A Königsberg, l' antica patria di Kant,
centinaia di appartamenti furono devastati, lasciando gli inquilini al
freddo, alle intemperie e senza cibo, provocando la morte dei più deboli e
malati. Un capitolo a parte, particolarmente odioso, è dedicato alle
violenze di massa commesse dai soldati sovietici su donne e ragazze, dalle
conseguenze fisiche e mentali immaginabili. Probabilmente - afferma Knabe -
furono un milione e 400 mila le violenze sessuali commesse nell' area
orientale compresa tra i fiumi Oder e N eisse: di donne ne morirono 180
mila.

In realtà, il libro potrebbe essere letto come un catalogo degli
orrori: le storie dei centomila tedeschi orientali periti durante le
deportazioni a est, e quelle dei settecentomila semplicemente scomparsi in
Unione Sovietica, inghiottiti nel nulla; quelle di altri popoli, romeni
ungheresi jugoslavi o slovacchi, sottoposti a simili trattamenti. Senza
contare le atrocità meno "spontanee" e più programmate, che gli ufficiali d'
occupazione e il servizio segreto sovietico cominciarono a praticare a
partire dal 1946.
E qui si tocca il culmine, perché i nomi dell' immaginario collettivo
legati allo sterminio nazista (Auschwitz, Buchenwald, Jaworzno) indicarono
nuovi orrori: svuotati dei vecchi prigionieri, si riempirono di nuovi
"schiavi", condannati a lavorare in condizioni impossibili fino alla
consunzione e alla morte. Corpi rasati, decine di cadaveri gettati di notte
nelle fosse comuni (ad esempio vicino al lager di Zgoda), sadismo gratuito
sui prigionieri (come quello cui si abbandonava il medico Isidor Cederbaum
nel campo di concentramento di Potulitz): nulla fu risparmiato. E ci fu
anche del metodo in questa crudeltà. Per un lungo periodo successivo alla
"liberazione" della Germania, i soldati dell' Armata Rossa vennero in realtà
non solo autorizzati, ma incoraggiati dalle autorità a commettere violenze.
Il motivo: odio razziale e di classe, lo stesso che aveva animato la logica
dello sterminio dei nemici nell' Unione Sovietica prima di Lenin, poi di
Stalin. Ma ci fu anche l' intento di preparare il terreno alla edificazione
di una nuova dittatura. Ecco perché, secondo Knabe, celebrare l' 8 maggio
significa ignorare la verità. Ma non tutti sono d' accordo. Gli
antirevisionisti, e una buona parte dell' opinione pubblica credono o almeno
lasciano capire di ritenere che i tedeschi meritassero in fondo una
punizione. Altri, all' opposto, fanno rilevare come al momento del crollo
del nazismo, gli iscritti al partito della croce uncinata fossero ancora ben
otto m ilioni e mezzo: parlare di "liberazione" sarebbe dunque una finzione,
anzi un comodo alibi per assegnare ai collaborazionisti la patente di
vittime. E non mancano naturalmente gli estremisti di oggi, i neo o
post-nazisti, che cavalcano le tesi di Knabe per riaprire i conti con la
storia e "relativizzare" le colpe di Hitler. Grande è dunque la polemica
sotto il cielo di Germania, tanto da far temere che il polverone ideologico
e il disgusto per tante atrocità finiscano per favorire l' oblio delle
vittime. Meglio forse ricordare la figura vincente di Anna Schmidt,
drammatica protagonista del Terzo uomo di Graham Green (e interpretata da
Alida Valli nel film di Orson Welles). In fuga da una spettrale Vienna
sovietizzata e strappata in extremis alla deportazione, nell' ultima scena
prende sottobraccio il suo salvatore Martins e si avvia con lui da qualche
parte, per convincersi che domani è sempre un altro giorno. Il libro:
Hubertus Knabe, «Tag der Befreiung?», edizioni Propyläen, pagine 353, 24,
www.propylaeen-verlag.de

___________________________________________________________________________


------------------
TESTATA:
REPUBBLICA
DATA:
23/2/1992
PAGINA:
41
OCCHIELLO:
42. INTERNATIONALE FILMFESTSPIELE BERLIN Il documentario di Helke
Sander
TITOLO:
LO STUPRO? E' UN DIRITTO DEI LIBERATORI
AUTORE:
a m m
TESTO:
BERLINO - Lo stupro, e la guerra: un documentario in due parti (221
minuti in totale) di Helke Sander, mostrato per la prima volta ieri al
Festival, e intitolato, con dolore che vuol fingersi ironico, I
Liberatori-Le Liberate. I "liberatori" sono i soldati dell' Armata Rossa, ma
anche i francesi e gli americani, e le
"liberate", le donne tedesche: i liberatori hanno, per così
dire,"festeggiato" l' occupazione di Berlino e della Germania,stuprando le
liberate. Il documentario si apre sui capelli bianchi e la voce piana di una
dottoressa, che prende una serie di cartelle ormai coperte di polvere dall'
archivio dell' ospedale presso il quale lavora, e lavorava al tempo: "Il 3,7
per cento delle donne tedesche sono state violentate dai russi; il 2,7 per
cento dai francesi e gli americani".
Il tutto si traduce in milioni: milioni di donne violentate a Berlino,
nella Turingia, e in quella che oggi è la Polonia. La prima parte del
documentario dà la parola ai russi di Berlino: uomini e donne. Le donne,
eroine decorate, con molte medaglie, "non hanno visto, non hanno sentito,
non hanno saputo". L' uomo, con tanti denti d' oro che scopre in quel
sorriso osceno che hanno sempre gli uomini, specie i più anziani, quando
parlano di "certe cose", dice: "L' uomo ha più esigenze sessuali della
donna, come si sa: lo si vede anche negli animali. E poi, allora, erano
altri tempi: per le donne occidentali di oggi, lo stupro è un problema; per
noi, all' epoca,non lo era quasi per niente... I soldati russi hanno
violentato per bisogno di sesso, non per vendetta: gli uomini vogliono
rimanere uomini, anche in guerra. E quanto alle donne che sono
andate con loro, anche se costrette, sono state considerate patriote:
hanno aiutato i russi...". Helke Sander domanda, seria e severa. Una donna
che è nata allora, nel ' 46, figlia di uno stupro su sua madre compiuto,
insieme, da due ufficiali francesi,racconta: "Avevo quattordici anni, quando
l' ho saputo. Era di Carnevale, volevo uscire, mia madre non voleva, e mi ha
inseguito urlando ' sei un maiale, come tuo padre...' ' Ho chiesto, e mi ha
raccontato: molto poco però. Non gliela perdono ancora oggi, la
rabbia con la quale mi ha comunicato quella verità... Quanto a mio
padre, me lo immagino francese, ufficiale, imbecille, con tante
medaglie...".
------------------
TESTATA:
REPUBBLICA
DATA:
25/2/1992
PAGINA:
37
SEZIONE:
CULTURA
TITOLO:
CENTOMILA FIGLI DELLA VIOLENZA
SOMMARIO:
A colloquio con la regista e scrittrice Helke Sander che ha
presentato un documentario sconvolgente sulle donne berlinesi
stuprate durante l' occupazione da parte dei russi
AUTORE:
di ANNA MARIA MORI
TESTO:
Berlino - A raccontare l' orrore, a volte, bastano i numeri: a
Berlino, subito dopo la liberazione, sono state stuprate dai "liberatori"
centomila donne, vale a dire il 9 per cento di tutta la popolazione
femminile berlinese dell' epoca (e i dati sarebbero stati forniti per
difetto: ci sono fonti secondo le quali, ad essere stuprate, sarebbero state
il 60 per cento delle berlinesi);
in quella che allora era la Prussia orientale, dal dicembre '
44,quando è iniziata la ritirata dei tedeschi, fino alla fine della guerra,
le violentate da soldati dell' Armata Rossa furono due milioni: di queste,
duecentomila sono morte, alcune ammazzate direttamente dai soldati che le
violentavano. Altre in conseguenza dello stupro. E ancora: il venti per
cento delle violentate, sono rimaste incinte: in Germania ci sono
trecentomila figli dello stupro di massa del ' 45 (e anche questi sarebbero
dati calcolati per difetto).
Tutto questo appare nel documentario presentato al Festival di Berlino
dalla regista e scrittrice Helke Sander (un suo libro di racconti è stato
pubblicato due anni fa anche in Italia) e intitolato I liberatori e le
Liberate: quattro ore di documenti ripescati in archivi trascurati da tutti,
interviste a protagoniste e vittime, e ai figli delle vittime. Il
documentario si apre e si chiude sul volto di una donna, in penombra, in
fondo a un tavolo lunghissimo: è stata stuprata cento volte, ed esistono
certificati d' ospedale che lo provano. E ci sono ancora documenti a
proposito di una donna violentata centoventotto volte in una notte, davanti
ai familiari: alla quindicesima volta è svenuta, ed è rimasta svenuta fino
alla fine. Ci si chiede prima di tutto:
come mai solo adesso? La Sander racconta i cinque anni di battaglie
prima di poter cominciare materialmente il lavoro: non c' era televisione
che la volesse finanziare. L' obiezione di tutti era politica: proprio
adesso che c' è Gorbaciov, e che i rapporti tra la Germania e l' Unione
Sovietica vanno così bene...
Alla fine è stata una donna, capostruttura di una televisione
pubblica, che, contro tutti, ha deciso di investire l' intero budget a sua
disposizione nel progetto di Helke Sander: il risultato è qui, a
disposizione di chi voglia fare ulteriori pensieri sul passato e sul
presente. E, a guardare la platea che ha seguito tutte e quattro le ore del
documentario, a Berlino, si direbbe che, sul tema, continuino a riflettere
solo le donne: gli uomini erano praticamente assenti. Helke Sander, è stata
solo la
simpatia per Gorbaciov ad ostacolare per cinque anni la realizzazione
del suo documentario? "Anche il fatto che la tragedia degli stupri sulle
donne tedesche, attuati soprattutto dai russi dell' Armata rossa, e in
misura infinitamente minore dagli americani e dai francesi, è sempre stato
un argomento usato
dalla destra contro la sinistra: tutti sapevano, da noi, tutti
sussurravano, ma nessuno ne voleva parlare".
Anche lei ci ha messo del tempo a decidere: anche se ha cominciato a
pensarci cinque anni fa, erano comunque passati quarant' anni... "Forse
anche a me
è mancato il coraggio: ci pensavo, lasciavo andare il pensiero,poi
dopo un po' di tempo ci tornavo su... Finché mi sono sentita forte: e ho
deciso... Devo però anche aggiungere che se non ci fosse stata la caduta del
Muro, mi sarebbero venute a mancare molte testimonianze, e molti documenti:
per esempio quelli,
importantissimi, dell' ospedale di Berlino Est, la ' Charité' ,con i
certificati di stupro, e le nascite di figli dello stupro".
Molti suicidi.
E' sicura che siano duecentomila, i figli della violenza dei russi...?
"Non ci sono i documenti per tutti. E,comunque, quelli che abbiamo ci
consentono di fare questi numeri... Non c' è neanche da meravigliarsi tanto:
a testimoniare tragicamente, al presente, della verità del nostro passato, è
di questi giorni la notizia delle donne kuwaitiane: in cinquemila sono
rimaste incinte in conseguenza degli stupri dei soldati iracheni, durante l'
occupazione e la guerra; a nessuna è stato concesso di abortire; tutte sono
state torturate psicologicamente in maniera drammatica; molte sono state
mandate a partorire in Svizzera. Tutte hanno avuto un destino tremendo". Che
conseguenze porta essere figlio di uno stupro? "Ne ho intervistati tre, ne
conosco altri che però non hanno voluto parlare: è più difficile parlare con
i figli, che con le madri stuprate. I figli vivono la loro nascita con un
oscuro senso di colpa. Molti di loro si sono anche suicidati".
E le donne? Quali conseguenze hanno subito?
"Alcune sono impazzite, molte si sono suicidate: abbiamo le cifre dei
suicidi a Berlino, e nell' aprile del ' 45 si passa dalla quota massima dei
mesi precedenti, che allora era rappresentata da centocinquanta suicidi (era
comunque tempo di guerra, e non sono pochi) a tremilaottocento. Normalmente,
a suicidarsi, sono più gli
uomini che le donne. Nell' aprile ' 45 le proporzioni cambiano: a
suicidarsi sono state sicuramente di più le donne, come risulta dalla
ricerca fatta allora in alcuni quartieri di Berlino". E' atroce, però si sa,
è in tutti i libri di testo, a proposito di tutte le guerre: prima si
conquista, poi si saccheggia e si stupra. E' la tragica normalità della
guerra: che cos' è che l' ha spinta a fare questo documentario, il bisogno
di dimostrare che anche quelli che una gran parte dell' umanità credeva
migliori, e
cioè i russi-sovietici, erano uguali o peggiori degli altri? "Io non
pensavo che fossero migliori. Volevo solo capire perché tutto quello che si
andava dicendo da quarant' anni sugli stupri dei russi, sotto forma di
mormorio, non veniva detto pubblicamente. Un voto contro Volevo anche
spiegare pubblicamente quello che non si
è capito per anni: e cioè come mai, subito dopo la fine della guerra,
le donne tedesche (perché gli uomini non c' erano più)hanno votato Cdu,
anziché i socialisti, anche a Berlino, dove,prima, c' era una forte
componente socialista e comunista. Le donne, come si è continuato a dire in
quei medesimi mormorii, 'hanno votato contro i loro amanti-violentatori
russi' . Questa è la verità". Nel suo documentario, lei ne ha intervistati
parecchi di russi: dicono, più o meno, ' l' uomo è cacciatore' , ' le donne
che si sono fatte violentare dai nostri soldati, noi le abbiamo
considerate come patriote...' . "I russi hanno tutti accettato di parlare
nella mia inchiesta. E nella loro assoluta ingenuità, si sono anche rivelati
simpatici".
Sempre nel documentario, lei dice che quelli che hanno stuprato di
meno, sono gli inglesi... "E' così. Forse perché l' esercito inglese era il
più omogeneo. Mentre quello francese aveva una forte componente di
marocchini e tunisini, che non tenevano minimamente conto dei regolamenti
che vietavano lo stupro, e, a loro volta, non erano assolutamente
controllati da chi li doveva controllare. Molti continuano a dire ancora
oggi che lo stupro, in guerra, è naturale: non è vero, non tutti gli
eserciti lo praticano con tanta naturalezza. Alcune divisioni di cosacchi e
dell' esercito prussiano, non hanno mai violentato".
Cadaveri nudi
Nel film lei mostra i cadaveri nudi e orrendamente mutilati di donne,
con accanto ufficiali della Wehrmacht... "Ci sono stati villaggi della
Prussia orientale,
prima occupati dai tedeschi, poi presi dai russi, e dopo ancora
riconquistati dai tedeschi: i tedeschi, a scopi propagandistici,hanno
fotografato le donne stuprate e uccise dai russi: ci sono moltissimi
documenti fotografici in questo senso. Esistono, in proposito, immagini ben
più agghiaccianti di quelle che ho mostrato: non ce la facevo a guardarle...
I russi hanno anche crocifisso le donne, inchiodate alle porte delle loro
case". Anche i tedeschi, in Russia, non hanno scherzato... "In Russia
sappiamo
solo, dai rapporti della Wehrmacht, che esistono un milione di figli
dei tedeschi occupanti: ma sembra che siano figli di un rapporto davvero
consensuale. Comunque, le violenze ci sono state,eccome, anche se non
abbiamo ancora i dati. Sappiamo solo con certezza che, a violentare, non
sono stati quasi mai gli uomini
della Wehrmacht, bensì i soldati delle Ss". Da una parte la tragedia
orribile degli stupri, ancora oggi in Kuwait, e in Jugoslavia. Dall' altra i
processi per molestie sessuali in cui ci sono ragazze americane che accusano
uomini anche dopo averli scelti, dopo aver accettato di salire in camera con
loro... Cosa pensa, in proposito? "Ho seguito poco: stavo lavorando
accanitamente per finire il documentario per il Festival. Da quel poco che
ho letto, mi pare che adesso ci sia un po' di esagerazione da parte delle
donne... Però non fatemi dire di più: non sono documentata a sufficienza".
"Tuttavia trovo terribile che gli uomini continuino a non occuparsi del
problema degli stupri in
guerra. Continuano a considerarli ' argomenti femminili' . E andando a
scavare, scopri che argomentano: lo stupro è un modo come un altro di
sentirsi vivi, di difendersi dalla paura della guerra. La logica, insomma,
sarebbe: ' vorrei e dovrei ammazzare,violentare i politici che hanno voluto
la guerra; non potendolo fare, mi sfogo sulle donne...' ".
------------------


__________ Informazioni da ESET NOD32 Antivirus, versione del database delle firme digitali 5386 (20100822) __________

Il messaggio è stato controllato da ESET NOD32 Antivirus.

www.nod32.it


FOIBE

unread,
Aug 23, 2010, 5:19:03 PM8/23/10
to

"Artamano" <artam...@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:6ucco.89087$Ua.1...@twister2.libero.it...

>
> di Dario Fertilio [13/04/2006]
> Fonte:corriere.it Germania 1945, l' altra faccia dell' orrore
>

se prendi qualche informazione capirai che il 30% delle donne italiote è
stata violentata o si è fatta violentare da partigiani, alleati ecc.

Chiedi ha chi ha ancora memoria di quei fatti.
In certe zone del sud le donne con età minore di 50 anni, "marocchinizzate",
cioè violentate dai marocchini, era guasii il 100%...
Vedi tu..
Mentre al NORD le "sedotte" dei partigiani aventi età sotto i 40 anni erano
almeno il 60%...,

Pier

unread,
Aug 23, 2010, 5:26:09 PM8/23/10
to

> se prendi qualche informazione capirai che il 30% delle donne italiote è
> stata violentata o si è fatta violentare da partigiani, alleati ecc.
>
> Chiedi ha chi ha ancora memoria di quei fatti.
> In certe zone del sud le donne con età minore di 50 anni,
> "marocchinizzate", cioè violentate dai marocchini, era guasii il 100%...
> Vedi tu..
> Mentre al NORD le "sedotte" dei partigiani aventi età sotto i 40 anni
> erano almeno il 60%...,

mi paiono numeri più verosimili
in guerra è sempre tato così
e le tedesche erano le madri
di quelli che massacrarono i barbari russi


J&B

unread,
Aug 24, 2010, 6:29:02 AM8/24/10
to

"FOIBE" <comunisti.s...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:bBBco.89411$Ua.1...@twister2.libero.it...

>
> "Artamano" <artam...@katamail.com> ha scritto nel messaggio
> news:6ucco.89087$Ua.1...@twister2.libero.it...
>>
>> di Dario Fertilio [13/04/2006]
>> Fonte:corriere.it Germania 1945, l' altra faccia dell' orrore
>>
>
> se prendi qualche informazione capirai che il 30% delle donne italiote è
> stata violentata o si è fatta violentare da partigiani, alleati ecc.
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
MA CON I TEDESGHI NISBA? FORSE ERANO
SOLO CULATTONI O FROCI?


Michele

unread,
Aug 24, 2010, 9:19:19 AM8/24/10
to

Assurdi cross-post rimossi. Non è una questione di politica odierna, e il
solo fatto che qualcuno parli di questo argomento indirizzandolo a newsgroup
di politica dimostra la sua cattiva intenzione di strumentalizzare un
problema storico a fini politici odierni.

"Pier" <mark...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:RHBco.200864$9f6.4...@twister1.libero.it...

> in guerra è sempre tato così
> e le tedesche erano le madri
> di quelli che massacrarono i barbari russi

Lasciando da parte considerazioni su chi fosse madre di chi, è vero che i
Tedeschi organizzarono, sul fronte orientale, bordelli divisionali, e che li
riempirono con donne locali rapite dai loro villaggi. Questo non lo dice
qualche storico che ha in antipatia quei poveri nazisti, ma i diari di
guerra delle unità tedesche stesse.
Forse i Sovietici erano meno organizzati quanto alla raccolta di dati
statistici.


Maggio

unread,
Aug 24, 2010, 12:47:04 PM8/24/10
to

"FOIBE" <comunisti.s...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:bBBco.89411$Ua.1...@twister2.libero.it...
La guerra, come la rivoluzione, non è un pranzo di gala.(Mao tze Tung)

--- news://freenews.netfront.net/ - complaints: ne...@netfront.net ---

Maggio

unread,
Aug 24, 2010, 12:49:16 PM8/24/10
to

"J&B" <berlu...@rompimaroni.it> ha scritto nel messaggio
news:4c73a23c$0$40283$4faf...@reader2.news.tin.it...
tedeschi le amazzavano e basta, (questione di razza)

Arduino

unread,
Aug 25, 2010, 8:03:54 AM8/25/10
to

"FOIBE" <comunisti.s...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:bBBco.89411$Ua.1...@twister2.libero.it...

> 30% guasii il 100%...
> almeno il 60%...,

Booom!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ciao
Ad'I

Arduino

unread,
Aug 28, 2010, 4:32:53 AM8/28/10
to

"J&B" <berlu...@rompimaroni.it> ha scritto nel messaggio
news:4c73a23c$0$40283$4faf...@reader2.news.tin.it...

>> se prendi qualche informazione capirai che il 30% delle donne italiote è
>> stata violentata o si è fatta violentare da partigiani, alleati ecc.
> <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
> MA CON I TEDESGHI NISBA? FORSE ERANO
> SOLO CULATTONI O FROCI?

Ovviamente, anche volendo attribuire ai partigiani una cattiveria fuori da
ogni limite, ed una virilità spaventosa, poche decine di migliaia di uomini
non avrebbero mai potuto violentare decine di milioni di donne.
Quanto ai tedeschi, da quel che so io, furono loro e gli americani i miglior
"latin lover" mentre gli inglesi fecero scarso successo.
Ciao
Ad'I

Arduino

unread,
Aug 28, 2010, 4:35:56 AM8/28/10
to

"Maggio" <mag...@live.it> ha scritto nel messaggio
news:i50t06$2v9e$1...@adenine.netfront.net...

> La guerra, come la rivoluzione, non è un pranzo di gala.(Mao tze Tung)

Sarà anche dura la guerra.
Ma per le donne si tratta al più di alcune decine di migliaia (ma penso
meno) violentate dai marocchini, e qualche migliaio violentate da altri ed
eventuali.
Ciao
Ad'I

Arduino

unread,
Aug 28, 2010, 4:43:10 AM8/28/10
to

"Michele" <nospammiarmel(chiocciolina)@tln(punto).it> ha scritto nel
messaggio news:4c73c6d9$0$40287$4faf...@reader2.news.tin.it...

> Lasciando da parte considerazioni su chi fosse madre di chi, è vero che i
> Tedeschi organizzarono, sul fronte orientale, bordelli divisionali, e che
> li riempirono con donne locali rapite dai loro villaggi. Questo non lo
> dice qualche storico che ha in antipatia quei poveri nazisti, ma i diari
> di guerra delle unità tedesche stesse.
> Forse i Sovietici erano meno organizzati quanto alla raccolta di dati
> statistici.

Pressoché sicuramente facendo un conteggio statistico, le cifre
apparentemente darebbero ragione ai tedeschi: Trattandosi di violenza
organizzata, numericamente doveva essere inferiore a quella delle tedesche
(Molte tedesche, hanno subito una o al più qualche decina di violenze;
relativamente poche sovietiche hanno ricevuto migliaia di violenze ciascuna)
ma il fatto che si sia trattato di asservimento in stato di schiavitù a
scopo di libidine sessuale, ed il fatto che sia stato compiuto prima delle
violenze sovietiche mettono anche in questa questione i tedeschi dalla parte
del torto.
Ciao
Ad'I

Artamano

unread,
Aug 28, 2010, 8:48:42 AM8/28/10
to

"Arduino" <ar...@nomail.com> ha scritto nel messaggio
news:4c78cc1d$0$18654$4faf...@reader3.news.tin.it...

> Pressoché sicuramente facendo un conteggio statistico, le cifre
> apparentemente darebbero ragione ai tedeschi: Trattandosi di violenza
> organizzata, numericamente doveva essere inferiore a quella delle tedesche

> (Molte tedesche, hanno subito una o al piů qualche decina di violenze;

> relativamente poche sovietiche hanno ricevuto migliaia di violenze
> ciascuna)

gli studi della Sanders sono molto precisi e parlano di milioni di violenze.

> ma il fatto che si sia trattato di asservimento in stato di schiavitů a

> scopo di libidine sessuale, ed il fatto che sia stato compiuto prima delle
> violenze sovietiche mettono anche in questa questione i tedeschi dalla
> parte del torto.
> Ciao


non avevo dubbi sulla risposta vigliacca dei servi del "popolo eletto".
Se fosse toccata alle donne "elette" avreste detto trattarsi di una
ingiustizia orribile che colpiva donne innocenti e che il crimine di guerra
consiste nelle violenze contro i civili.
Trattandosi di tedeschi invece relativizzate tutti attribuendo la colpa ai
tedeschi stessi.
Che si sarebbero meritati la giusta vendetta.
Ma allora cosa si meriterebbe chi da trenta secoli divide il mondo in
"eletti" e inferiori e pratica l'odio come religione?
Come mai la relativizzazione si usa per tutto il mondo tranne che per la
razza eletta?

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Artamano

unread,
Aug 28, 2010, 8:48:41 AM8/28/10
to

"Michele" <nospammiarmel(chiocciolina)@tln(punto).it> ha scritto nel
messaggio news:4c73c6d9$0$40287$4faf...@reader2.news.tin.it...

>
> Assurdi cross-post rimossi. Non è una questione di politica odierna, e il
> solo fatto che qualcuno parli di questo argomento indirizzandolo a
> newsgroup di politica dimostra la sua cattiva intenzione di
> strumentalizzare un problema storico a fini politici odierni.

tutta la storia moderna è una strumentalizzazione,vedi il mito
dell'olocausto difeso con i reati d'opinione

> Lasciando da parte considerazioni su chi fosse madre di chi, è vero che i
> Tedeschi organizzarono, sul fronte orientale, bordelli divisionali, e che
> li riempirono con donne locali rapite dai loro villaggi. Questo non lo
> dice qualche storico che ha in antipatia quei poveri nazisti, ma i diari
> di guerra delle unità tedesche stesse.

per esempio quali?

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Arduino

unread,
Aug 28, 2010, 11:55:45 AM8/28/10
to

"Artamano" <artam...@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:KA7eo.202283$9f6.4...@twister1.libero.it...

Se anche fosse vero: Hai proprio bisogno che gli ebrei ti vogliano bene?
Se anche le tue assurde fisime avessero fondamento, e gli ebrei fossero
stupidi come voi nazisti, e si fossero messi in testa che appartieni ad una
razza inferiore: che danno ne hai? Non riesci più a dormire per questo?
Propongo una petizione: raccogliamo firme per chiedere agli ebrei di voler
bene ad artamano, e di considerarlo a tutti gli effetti membro di una razza
superiore.
Ad'I

Artamano

unread,
Aug 28, 2010, 6:18:33 PM8/28/10
to

"Arduino" <ar...@nomail.com> ha scritto nel messaggio
news:4c79317f$0$12127$4faf...@reader4.news.tin.it...

> Se anche fosse vero: Hai proprio bisogno che gli ebrei ti vogliano bene?
> Se anche le tue assurde fisime avessero fondamento, e gli ebrei fossero
> stupidi come voi nazisti, e si fossero messi in testa che appartieni ad
> una razza inferiore: che danno ne hai? Non riesci più a dormire per
> questo?

quanto contano gli "eletti" oggi,per esempio nelle elezioni americane?
Quante bombe atomiche hanno?
La loro ideologia non ha impatto sul mondo intero?

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Arduino

unread,
Aug 29, 2010, 6:39:18 AM8/29/10
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"Artamano" <artam...@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:ZWfeo.90928$Ua.1...@twister2.libero.it...

> quanto contano gli "eletti" oggi,per esempio nelle elezioni americane?
> Quante bombe atomiche hanno?
> La loro ideologia non ha impatto sul mondo intero?

Contano un po' più dei tedesco-americani, molto meno degli anglosassoni.
(Comunque non abbastanza da impedire fosse eletto un musulmano)
Quasi un paio per ogni stato islamico esistente sulla terra.
No, religione ed ideologia ebraica sono distanti da religioni ed ideologie
circolanti nel mondo. Una certa influenza l'antico ebraismo arcaico l'ha
avuta sull'islam. Unica ideologia che ha preso a piene mani dall'ebraismo,
facendone una società speculare con la sostituzione della religione con la
razza, è il nazismo. Gli ebrei aspettano come premio nel momento in cui dio
si rivelerà, che tutto il mondo gli riconoscerà di aver tenuta accesa nel
mondo la fiaccola della vera religione. I nazisti si aspettavano come premio
che la loro razza avesse dominato sul mondo.
Ciao
Ad'I

Artamano

unread,
Aug 30, 2010, 2:33:09 PM8/30/10
to

"Arduino" <ar...@nomail.com> ha scritto nel messaggio
news:4c7a38d3$0$12118$4faf...@reader4.news.tin.it...

> No, religione ed ideologia ebraica sono distanti da religioni ed ideologie
> circolanti nel mondo. Una certa influenza l'antico ebraismo arcaico l'ha
> avuta sull'islam.

e un influenza enorme sul cristianesimo


>Unica ideologia che ha preso a piene mani dall'ebraismo, facendone una
>società speculare con la sostituzione della religione con la razza, è il
>nazismo. Gli ebrei aspettano come premio nel momento in cui dio si
>rivelerà, che tutto il mondo gli riconoscerà di aver tenuta accesa nel
>mondo la fiaccola della vera religione. I nazisti si aspettavano come
>premio che la loro razza avesse dominato sul mondo.

veramente questo è anche il premio per Israele

Tratto dal libro:i miti fondatori della politica israeliana di
Garaudy,scrittore antifascista convinto e coerente
3. Il mito di Giosuè: la purificazione etnica

"Da Lachis Giosuè con tutto Israele passò a Eglon, vi si accamparono e
l'assaltarono. Nello stesso giorno, la presero, la fecero passare a fil di
spada, votando allo sterminio ogni essere vivente, come avevano fatto a
Lachis. Quindi Giosuè e tutti i suoi marciarono da Eglon contro Ebron".

Libro di Giosuè, X, 34-36


La lettura integralista del sionismo politico

Il 9 aprile 1948 Menahem Begin, con le sue truppe dell'Irgun, massacra i 254
abitanti del villaggio di Deir Yassin, uomini, donne e bambini.

Non studieremo il passaggio dalla fossilizzazione del mito alla storia e le
pretese di questo bricolage volto a giustificare una politica, che in un
solo caso particolare: quello della strumentalizzazione dei racconti
biblici, perché essi continuano a svolgere un ruolo determinante nel
divenire dell'Occidente, mascherando le sue imprese più sanguinarie, dalla
persecuzione degli ebrei ad opera dei romani prima e dei cristiani poi, fino
alle crociate, dalle inquisizioni alle Sante alleanze, dalle dominazioni
coloniali compiute dal "popolo eletto" fino alle estorsioni dello Stato di
Israele, non solo grazie alla politica espansionista in Medio Oriente, ma
anche attraverso le pressioni delle sue lobbies, tra le quali la più
potente, negli Stati Uniti, svolge un ruolo di primo piano nella politica
americana di dominazione mondiale e di aggressione militare.

Questo è il motivo della nostra scelta: lo sfruttamento di un passato mitico
che orienta l'avvenire verso quello che potrebbe essere un suicidio
planetario.


* * *

La Bibbia contiene, al di là del racconto dei massacri ordinati da un "Dio
degli eserciti", il grande profetismo di Amos, di Ezechiele, di Isaia e di
Giobbe, fino all'annuncio di una nuova alleanza, fatto da Daniele. Questa
"nuova alleanza" (Nuovo Testamento) segnerà al tempo stesso la più grande
svolta nella storia degli uomini e degli dei, con l'avvento di
Cristo,attraverso il quale, come dicono i Padri della chiesa d'Oriente, Dio
si è fatto uomo affinché l'uomo possa diventare Dio. Poi, con San Paolo, si
torna alla concezione tradizionale di un Dio sovrano e onnipotente,
dirigente
dall'esterno e dall'alto la vita degli uomini e delle comunità, non più
attraverso la "legge" ebraica, ma attraverso la "grazia" cristiana che
avrebbe la stessa caratteristica deresponsabilizzante nei confronti
dell'uomo... "È per sua grazia infatti che voi siete stati salvati mediante
la fede; ora, tutto questo non viene da voi, ma è un dono di Dio"
(Efesini,II, 8).
Non tratteremo della Bibbia in generale, ma solo di quella parte a cui
pretendono di ispirarsi, oggi, il regime teocratico israeliano e il
movimento sionista: la Torah (che i cristiani chiamano Pentateuco, vale a
dire i cinque libri iniziali: la Genesi, l'Esodo, il Levitico i Numeri e il
Deuteronomio) e i suoi annessi definiti "storici", cioè i libri di
Giosuè,dei Giudici, dei Re e di Samuele.

Della Torah ebraica non fa parte la critica profetica che ricorda
costantemente come l'alleanza di Dio con gli uomini sia condizionale e
universale, legata all'osservanza della legge divina e rivolta a tutti i
popoli e a tutti gli uomini.


* * *

La Torah (il Pentateuco) e i libri "storici" (come da più di un secolo gli
esegeti hanno dimostrato) sono una raccolta scritta di tradizioni orali di
cronisti del IX secolo e degli scribi di Salomone, che avevano come
preoccupazione primaria quella di legittimare (amplificandole) le conquiste
di Davide e del suo impero (del quale non esiste, d'altronde, alcuna
possibilità di verifica storica, né attraverso tracce archeologiche, né per
mezzo di documenti che non siano i racconti biblici; il primo fatto
confermato dalla storia riguarda Salomone di cui si sono trovate tracce
negli archivi assiri). A parte ciò non esiste alcuna fonte al di fuori dei
racconti della Bibbia per controllarne la storicità.
Per esempio i resti archeologici di Ur, in Iraq, non ci danno nessuna
informazione su Abramo, più di quanto gli scavi delle rovine di Troia ce ne
diano su Ettore o Priamo.
Il libro dei Numeri ci racconta le prodezze dei "figli di Israele"
che,avendo vinto i madianiti, "come il signore aveva ordinato a Mosè,
uccisero tutti gli uomini", "fecero prigioniere le donne", "incendiarono
tutte le città". Allorché tornarono da Mosè, egli si adirò. "Come disse loro
avete lasciato in vita tutte le donne...! Ebbene, ora andate e uccidete
tutti i ragazzi e tutte le donne che hanno conosciuto un uomo nell'abbraccio
coniugale! Ma le vergini conservatele per voi" (14-18).

Il successore di Mosè, Giosuè, al momento della conquista di Canaan,continuò
in modo sistematico questa politica di purificazione etnica ordinata dal Dio
degli eserciti.

"Anche Makkeda, in quello stesso giorno fu conquistata da Giosuè che la fece
passare a fil di spada, votando allo sterminio il re e gli abitanti senza
risparmiarvi persona. Trattò il re di Makkeda come aveva fatto col re di
Gerico. Giosuè con tutto Israele da Makkeda andò poi, contro Lebna e
l'assediò. Il signore diede in mano a Israele anche questa città col suo re
ed essa fu passata a fil di spada con tutti gli abitanti senza che ne
venisse risparmiato neppure uno. Fece al re di Lebna ciò che aveva fatto al
re di Gerico. Poi Giosuè con tutto Israele passò da Lebna a Lachis, vi pose
l'assedio e le dette l'assalto. Il Signore consegnò pure Lachis in potere di
Israele, che la poté occupare il secondo giorno e passò a fil di spada tutti
gli abitanti come aveva fatto con Lebna. In quel tempo Oram, re di Gazer,
stava salendo a Lachis per venirle in aiuto, ma Giosuè lo sbaragliò con
tutto il suo popolo, senza lasciarne scampare neppure uno. Da Lachis Giosuè
con tutto Israele passò a Eglon, vi si accamparono e l'assaltarono. Nello
stesso giorno la presero, la fecero passare a fil di spada votando allo
sterminio ogni essere vivente, come avevano fatto a Lachis. Quindi Giosuè e
tutti i suoi marciarono da Eglon a Ebron".

Fonte: Libro di Giosuè, X, 28-36

E la litania continua elencando gli "stermini sacri" perpetrati in
Cisgiordania.
Di fronte a questi racconti dobbiamo porci due questioni fonda-mentali:
1) quella della loro verità storica
2) quella delle conseguenze di un doppione dell'esaltazione di una politica
di sterminio.


La verità storica degli "stermini sacri"

Qui ci scontriamo con l'archeologia. Le ricerche sembrano aver dimostrato
che gli israeliti arrivati alla fine del XIII secolo a.C. non avrebbero
potuto conquistare Gerico, perché Gerico allora era disabitata. La città del
Bronzo medio fu distrutta verso il 1550 e fu abbandonata. Nel XIV secolo
essa fu ripopolata, anche se scarsamente: si sono ritrovate delle terrecotte
di quell'epoca anche in alcune tombe del Bronzo medio e, in una casa, si è
rinvenuta una piccola brocca della metà del XIV secolo. Niente poteva essere
attribuito al XIII secolo. Non ci sono tracce di fortificazioni del Bronzo
recente. La conclusione, secondo K.M. Kenyon, è che è impossibile far
coincidere la distruzione di Gerico con l'entrata degli israeliti alla fine
del XIII secolo a.C.
Fonti: Cfr. K.M. Kenyon, Digging up Jericho, Londra, 1957, pp. 256-265;
Jericho, in Archaeology and Old Testament Study,
a cura di D.Winton, Oxford, 1967, spec. pp. 272-274;
H.J. Franken, Tell-es Sultan and Old Testament Jericho,
"Old Testament Study", n. 14, 1965, pp. 189-200;
M. Weippert, Die Landnahme der israelitischen Stamme, pp. 54-55


Lo stesso accade per quanto riguarda la presa di Ai:

"Di tutti i racconti della conquista questa è la narrazione più dettagliata:
non comporta alcun elemento miracoloso e sembra essere la più verosimile.
Sfortunatamente è smentita dall'archeologia. Il luogo è stato scavato da due
spedizioni differenti; i risultati concordano: Et-El era nel periodo del
Bronzo antico una grande città di cui ignoriamo il nome, distrutta nel corso
del Bronzo antico III, verso il 2400 a.C. Restò deserta fino a circa il
1200, quando un piccolo villaggio privo di fortificazioni si installò in una
parte delle rovine. Esso non durò che fino all'inizio del X secolo, al più
tardi. Dopo di che il luogo fu definitivamente abbandonato. Al momento
dell'arrivo degli israeliti, non vi era più la città di Ai, né il suo re, ma
solo delle rovine vecchie di 1200 anni".

Fonte: Padre de Vaux (OP), Histoire ancienne d'Israël, cit., I, p. 565. Cfr.
anche, per il 1933-35, a cura di J. Marquet-Krause, Le fouilles de Ay
(Et-Tell), Parigi 1949; dopo il 1964: J.A. Callaway, "Basor", n. 178, aprile
1965, pp. 13-40; "Revue Biblique", n. 72, 1965, pp. 409-415; K. Schoonover,
"RB", n. 75, 1968, pp. 243-247; "RB", n. 76, 1969, pp. 423-426; J.A.
Callaway, "Basor", n. 196, dicembre 1969, pp. 2-16


Le conseguenze della riproposizione di una politica di sterminio

Perché, quindi, un ebreo devoto e integralista, (vale a dire che si attiene
alla interpretazione letterale della Bibbia) non dovrebbe seguire l'esempio
di personaggi prestigiosi come Mosè o Giosuè?
Non è detto nei Numeri (XXI, 3) al momento della conquista della
Palestina:"Il Signore esaudì la voce d'Israele e gli diede nelle mani i
cananei, che Israele distrusse completamente insieme alle loro città"?

Non è detto poi a proposito degli amorrei e del loro re: "E percossero lui,i
suoi figli e tutto il suo popolo, al punto che non rimase nessuno in vita,e
ne conquistarono il paese" (Numeri, XXI, 35)?

Il Deuteronomio, esigendo non solo il furto della terra e l'espulsione degli
autoctoni, ma il massacro, ripete: "Quando il Signore, Iddio tuo, t'avrà
introdotto nel paese... e numerosi popoli cadranno davanti a te, tu li
voterai all'anatema" (Deut., VII, 1-2) "e tu li sopprimerai" (Deut.,
VII,24).
Da Sharon al rabbino Meir Kahane, si prefigura il modo con cui i sionisti si
comportano riguardo ai palestinesi.
Il metodo di Giosuè non è lo stesso usato da Menahem Begin, quando, il 9
aprile 1948, fece massacrare dalle sue truppe dell'Irgun i 254 abitanti del
villaggio di Deir Yassin, uomini, donne e bambini, per mettere in fuga col
terrore gli arabi disarmati?

Fonte: Menahem Begin, La révolte: Histoire de l'Irgoun, Parigi, Albatros,
1978, p. 200


Egli chiamò gli ebrei "non solo a respingere gli arabi ma a impossessarsi di
tutta la Palestina". Il metodo di Giosuè non è lo stesso che perpetrava
Moshe Dayan: "Se si possiede la Bibbia, e se ci si considera come il popolo
della Bibbia, bisogna possedere anche le terre bibliche"?

Fonte: "Jerusalem Post", 10 agosto 1977


Il sistema di Giosuè non è quello sostenuto da Joram Ben Porath nel giornale
israeliano "Yediot Aharonoth", il 14 luglio 1972: "Non c'è sionismo, né
colonizzazione dello Stato ebraico, senza l'eliminazione degli arabi e
l'esproprio delle loro terre"?
I termini di questo esproprio di terre furono fissati da Rabin quando era
generale in capo nei territori occupati: rompere le braccia ai lanciatori di
pietre dell'Intifada.
Quale fu la reazione delle scuole talmudiche israeliane? Spingere al potere
uno dei diretti responsabili di Sabra e Chatila: il generale Rafael Eytan
fautore del "rafforzamento delle colonie ebraiche esistenti".
L'interpretazione letterale conduce agli stessi massacri attuati da Giosuè.

Animato dalle stesse certezze il dottor Baruch Goldstein, colono di origine
americana, fa più di cinquanta vittime a Kiryat Arba (Cis-giordania),
mitragliando dei palestinesi in preghiera sulla tomba dei patriarchi. Membro
di un gruppo integralista, fondato con il patrocinio di Ariel Sharon (sotto
protezione del quale furono compiuti gli eccidi di Sabra e Chatila, e che fu
ricompensato per il suo crimine con una promozione: ministro
dell'alloggiamento, incaricato dello sviluppo delle "colonie" nei territori
occupati), Baruch Goldstein è attualmente oggetto di un vero e proprio culto
da parte degli integralisti che baciano la sua tomba e vi depositano fiori,
perché egli è stato rigo-rosamente fedele alla tradizione di Giosuè, che
sterminò tutti i popoli di Canaan per impossessarsi delle loro terre.

* * *

Questa "purificazione etnica" divenuta sistematica nello Stato israeliano di
oggi, deriva dal principio della purezza razziale, che impedisce al sangue
ebreo di mischiarsi col "sangue impuro" di tutti gli altri.

Nelle linee di condotta che seguono l'ordine di Dio di sterminare le
popolazioni che consegna a Mosè, il Signore stabilisce che il suo popolo non
deve sposare le figlie di quelle genti (Esodo, XXXIV, 16).
Nel Deuteronomio si legge che il popolo "eletto" (Deut., VII, 6) non deve
mischiarsi agli altri: "Tu non darai tua figlia al loro figlio e tu non
prenderai la loro figlia per tuo figlio" (Deut., VII, 3).
L'apartheid è il solo modo di impedire la contaminazione della razza scelta
da Dio e della fede che la lega a lui. La separazione dall'altro è rimasta
una legge: nel suo libro Le Talmud (Parigi, Payot, 1986, p. 104) il rabbino
Cohen scrive: "gli abitanti del
mondo si possono dividere tra Israele e le altre nazioni prese in blocco.
Quello di Israele è il popolo eletto: dogma capitale".

Al ritorno dall'esilio Esdra e Nehemia vegliano sul ripristino di questo
apartheid: Esdra piange perché "la razza santa (sic) si è mescolata con gli
altri popoli del paese" (Esdra, IX, 2). Pinhas impala una coppia mista...
Esdra ordina la selezione razziale e l'espulsione: "Tutti coloro che hanno
preso delle donne straniere scaccino donne e bambini" (Esdra, X, 44).Nehemia
dice degli ebrei: "io li purificherò di tutti gli elementi stranieri"
(Nehemia, XIII, 30). Questa mixofobia e questo rifiuto dell'altro vanno al
di là della dimensione razziale. Se si rifiuta il sangue
dell'altro, impedendo i matrimoni misti, si rifiutano anche la sua
religione, la sua cultura e il suo modo di essere.
Così Jahvè colpisce coloro che ignorano la sua verità, di certo la sola
esistente: Sofonio lotta contro l'abbigliamento straniero, Nehemia contro le
lingue straniere: "Ho visto degli uomini che avevano sposato delle donne
filistee di Azoto, ammonite e moabite. Metà dei loro figli parlavano la
lingua azotese, o di questo o di quel popolo e non sapevano più parlare
l'ebraico. Io li rimproverai li maledissi, ne sottoposi alcuni a
battiture,radendo loro anche i capelli" (Nehemia, XIII, 23-25).
I colpevoli sono tutti duramente giudicati. Rebecca, moglie d'Isacco e madre
di Giacobbe, afferma: "Mi è venuta a noia la vita a causa delle tue donne
etee. Se Giacobbe prende in moglie una donna etea, come son quelle di questo
paese che mi giova la vita?" (Gn., XXVII, 46). I genitori di
Sansone,esasperati per il suo matrimonio con una filistea, gli risposero:
"Non c'è forse una donna fra le fanciulle dei tuoi connazionali e fra tutto
il popolo perché tu vada a prendere moglie tra i filistei incirconcisi?"
(Giudici,XIV, 3).
L' interpretazione letterale conduce agli stessi massacri di Giosuè.

"I coloni puritani d'America, nella loro caccia agli indiani per
impadronirsi delle loro terre, invocavano Giosuè e "gli stermini sacri"degli
amaleciti e dei filistei".

Fonte: Thomas Nelson, The puritans of Massachusetts, "Judaism", n. 2, 1967


Haim Cohen, che fu giudice della Corte suprema d'Israele, constata: "l'amara
ironia della sorte ha voluto che le stesse tesi biologiche e razziste
divulgate dai nazisti e che hanno ispirato le infamanti leggi di
Norimberga,servano di base alla definizione dell'ebraicità in seno allo
Stato d'Israele" (vedere Joseph Badi, Fundamental Laws of the State of
Israel, New York, 1960 p. 156).

In effetti al processo dei criminali di guerra a Norimberga, nel corso
dell'interrogatorio al "teorico" della razza, Julius Streicher, la questione
viene sollevata:

"Nel 1935 al Congresso del Partito di Norimberga sono state promulgate le
"leggi razziali". Al momento della preparazione di questo progetto di legge,
siete stato interpellato e avete partecipato in qualche modo
all'elaborazione di queste leggi?".

L'accusato Streicher risponde: "Sì io credo di avervi partecipato nel senso
che da anni scrivevo che bisognava impedire in futuro ogni contaminazione
del sangue tedesco con il sangue ebraico. Ho scritto degli articoli su
questo argomento e ho sempre ripetuto che avremmo dovuto prendere a modello
la razza ebraica o il popolo ebraico. Nei miei articoli ho sempre sostenuto
che gli ebrei dovevano essere considerati come un modello per le altre
razze, perché essi obbediscono a una legge razziale, la legge di Mosè, che
dice: "Se andate in un paese straniero, non dovete prendere una donna
straniera"; ciò, signori, è d'importanza fondamentale per giudicare le leggi
di Norimberga. Sono queste leggi ebraiche che sono state prese a
modello.Quando, secoli più tardi il legislatore ebreo, Esdra constatò
che,nonostante ciò, molti ebrei avevano sposato delle donne non ebree,
quelle unioni furono spezzate. Questa fu l'origine dell'ebraismo che, grazie
alle sue leggi razziali, è sopravvissuto nei secoli, mentre tutte le altre
razze e tutte le altre civiltà sono state annientate".

Fonte: Tribunale Militare Internazionale di Norimberga,
14 novembre 1945 - 1 o ottobre 1946: dibattito del 26 aprile 1946,
Trial of the Major War Criminals, Washington, 1946-1949, XII, doc. 321


In effetti è così che i giuristi consiglieri del ministro degli interni
nazista avevano elaborato le "Leggi di Norimberga, sul diritto della
popolazione del Reich e la protezione del sangue e dell'onore tedeschi".

Questo è il commento dei consiglieri che si trova nella raccolta intitolata
Le leggi di Norimberga:

"Secondo la volontà del Führer le leggi di Norimberga non comprendono misure
volte specificamente ad accentuare l'odio razziale e a perpetuarlo. Al
contrario, esse significano l'inizio di una tregua nelle relazioni tra il
popolo ebraico e quello tedesco.

"Se gli ebrei avessero già il loro Stato, nel quale potersi sentire a casa
loro, la questione potrebbe considerarsi risolta, tanto per gli ebrei quanto
per i tedeschi: è per questa ragione che i sionisti, i più convinti, non
hanno sollevato la minima opposizione contro lo spirito delle leggi di
Norimberga".

Questo razzismo, modello per tutti gli altri razzismi, è un'ideologia di
dominazione di popoli diversi.

Tra la Shoha cananea e la mixofobia si inserisce oggi, l'ideologia del
"trasferimento" di popolazioni come sostiene il 77% dei rabbini della
Giudea-Samaria. Che questa dottrina dell'esclusione-sterminio abbia dei
fondamenti in parte religiosi (è Dio che lo impone), non riabilita affatto
l'ebraismo dal rifiuto dell'altro. Dio, nel Levitico, ordina agli ebrei di
non praticare la combinazione delle "specie" (Lev., XIX, 19) e ordina loro
di distinguere il "puro" dall'"impuro" (Lev., XX, 25), come egli stesso ha
fatto la distinzione tra Israele e gli altri popoli (Lev., XX, 24), per
realizzare una discriminazione razziale ("stabilirò una differenza tra il
mio popolo e il tuo popolo", Esodo,VIII, 19).
Così, nel 1993, il gran rabbino Sitruk poté dire, senza rischio di essere
richiamato all'ordine da una qualsiasi istanza: "Io vorrei che i giovani
ebrei sposassero soltanto delle ragazze ebree".
Questa fobia arriva al suo culmine quando si tratta di Israele. Così
Israele, "che sarà santo" (Lev., XX, 26), non deve contaminarsi a contatto
con le altre nazioni che disgustano Dio (Lev., XX, 23). Il divieto è
ripetuto più volte.

"Tu non ti unirai in matrimonio con quelle (delle nazioni cananee); tu non
darai tua figlia al loro figlio, tu non prenderai la loro figlia per tuo
figlio [...]" (Deut., VII, 3-4). "Se vorrete allontanarvi da Lui, per
aderire alle poche genti che ancora restano intorno a voi, contrarre con
loro matrimoni e frammischiarvi insieme, sappiate fin d'ora che il Signore,
vostro Dio, non continuerà più a scacciare quelle genti dinanzi a voi: esse
diventeranno per voi un laccio, un inciampo, un pungolo ai vostri
fianchi;diverranno spine ai vostri occhi, finché voi non sarete tutti
sterminati da questa ottima terra che il Signore, Dio vostro vi ha dato"
(Giosuè, XXIII,12-13).

Il 10 novembre 1975 l'ONU, in seduta plenaria, ha stabilito che il sionismo
è una forma di razzismo e di discriminazione razziale.

Dopo lo smembramento dell'URSS, gli Stati Uniti hanno fatto man bassa
sull'ONU e, attraverso vari atti di banditismo internazionale, hanno
ottenuto, il 16 dicembre 1991, l'abrogazione della giusta risoluzione del
1975, lavando, ancora una volta, il sangue che ricopre Israele e i suoi
dirigenti. Ora, nei fatti, niente è cambiato dal 1975, o meglio: la
repressione, il genocidio lento del popolo palestinese e la colonizzazione
si sono ampliati in una misura senza precedenti.


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