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Ebrei e intelligenza

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Artamano

unread,
Dec 17, 2016, 4:02:52 PM12/17/16
to


Ora è il momento di considerare una popolazione speciale che per molti
secoli non ha avuto una propria madrepatria: gli ebrei.

Come molti altri gruppi hanno una cultura peculiare,tuttavia, grazie alla
loro particolare natura, possono contribuire a dimostrare l'idea che
importanti aspetti della cultura abbiano basi genetiche.




Capitolo 8 tratto dal libro
http://www.codiceedizioni.it/libri/una-scomoda-eredita/




Gli adattamenti degli ebrei




Come è ovvio [.] il giudaismo è qualcosa di più della storia dell'antisemitismo.

Di certo gli ebrei possono essere definiti e, di fatto, sono definiti da
altri così come da se stessi, per le loro qualità esemplificate dalla fede,
dal lignaggio, dai testi sacri e dagli insegnamenti morali grazie ai quali
sono riusciti a sopportare secoli di persecuzioni.




Gertrude Himmelfarb1







In molti ambiti dell'esistenza, gli ebrei hanno dato contributi che vanno
ben oltre quanto ci si potrebbe aspettare considerando la dimensione della
loro

popolazione, che rappresenta appena lo 0,2 per cento del totale mondiale;

eppure hanno vinto il 14 per cento dei premi Nobel nella prima metà del

ventesimo secolo, a dispetto della discriminazione sociale e dell'Olocausto,
e il 29 per cento nella seconda metà.

Nel 2007 poi il numero di premi Nobel attribuiti a ebrei ha raggiunto il 32
per cento di quelli assegnati finora nel ventunesimo secolo(2).

Gli ebrei si sono distinti non soltanto nella scienza ma anche nella musica
(si

pensi, per esempio, a Mendelssohn,Mahler e Schönberg), nella pittura

(Pissarro, Modigliani, Rothko) e nella filosofia (Maimonide, Bergson,

Wittgenstein).

Autori ebrei hanno vinto il premio Nobel per la letteratura

scrivendo in inglese, francese, tedesco,russo, polacco, ungherese, yiddish
ed

ebraico(3).

Risultati simili richiedono una spiegazione e, tra quelle proposte, una

risposta interessante sostiene che gli ebrei si sono geneticamente adattati
a

modalità di vita che richiedono capacità cognitive più spiccate del
consueto.

Le persone sono molto portate all'imitazione, pertanto se il vantaggio

degli ebrei fosse puramente culturale,per esempio se fosse dovuto

all'influenza di madri severe o a una maggiore attenzione rivolta all'istruzione,
non dovrebbe essere difficile imitarli.

Se però consideriamo le più recenti scoperte e, in particolare,il fatto che
l'evoluzione abbia interessato gli esseri umani nel corso della nostra
storia passata, possiamo ipotizzare che le prestazioni intellettuali degli
ebrei dipendano da una qualche pressione evolutiva propria della loro

peculiare vicenda.

Come le razze si sono evolute nel passato recente, anche le etnie all'interno
delle razze devono essere emerse quando una popolazione rimaneva isolata in
termini riproduttivi dalla popolazione ospite per la presenza di ostacoli
geografici o differenze religiose.

L'adattamento degli ebrei a una peculiare nicchia cognitiva, se è

davvero frutto di un processo evolutivo come sarà spiegato in seguito,

costituisce uno straordinario esempio della capacità della selezione
naturale

di cambiare una popolazione umana in appena qualche secolo.

Quando il sequenziamento rapido del DNA non era ancora disponibile,

potevamo ipotizzare che gli ebrei fossero una popolazione separata dalle

altre a causa delle norme religiose poco aperte all'esogamia.

Nessuno però poteva affermarlo con certezza perché,in assenza di prove
genetiche, era impossibile stimare il numero di matrimoni con persone di
religione diversa comunque verificatisi nel corso della storia.

Le analisi del DNA confermano che gli ebrei sono una popolazione distinta e
che almeno gli ashkenaziti possono essere distinti su base genetica dagli
altri europei.

Tutte le comunità ebraiche sono state interessate da incroci con persone
appartenenti ad altre popolazioni locali ma in numero ridotto.

Questa peculiarità, come affermano gli antropologi ebrei, permette di
spiegare perché gli ebrei in tutto il mondo si somiglino, ma siano al
contempo simili alle popolazioni di cui fanno parte.

La somiglianza è legata al fatto che gli ebrei sono originari di Israele e
sono

dunque accomunati con la popolazione semitica locale con cui condividono

caratteri ereditari.

Soltanto 3000 anni fa,quando si pensa sia nata questa religione, gli ebrei
non erano diversi dagli altri e appartenevano alla comune popolazione del
Vicino Oriente da cui discendono anche gli arabi, i turchi e gli armeni di
oggi.

Tuttavia dal momento in cui la religione cominciò a vietare i matrimoni con
persone di fede diversa, la popolazione ebraica si ritrovò in una condizione
di isolamento riproduttivo,come se all'improvviso si fosse trovata isolata
dal resto del mondo.

Un certo grado di isolamento riproduttivo costituisce la condizione
necessaria

perché una popolazione cominci a compiere un proprio percorso evolutivo

distinto.

Per quanto riguarda gli ebrei d'Europa, gli ashkenaziti, gli studi genetici
dimostrano che il mescolamento con gli europei è stato nell'ordine del

20-30 per cento a partire dalla nascita della popolazione nel 900 d.C.

Gran parte di questo mescolamento risale probabilmente a tempi moderni(4).
Alcuni ricercatori hanno compiuto uno screening degli SNP in 550.000 siti
del genoma, dichiarando che era possibile distinguere con notevole
accuratezza gli ashkenaziti dagli europei non ebrei.




Questo metodo si applica alle popolazioni e non ai singoli individui,dal
momento che dipende da come le persone possono essere raggruppate

tenendo conto delle differenze statistiche nelle sequenze dei loro genomi.

Comunque lo studio prova che gli ashkenaziti sono una popolazione

distinta che può, di conseguenza, essere stata soggetta a forze della
selezione

naturale diverse da quelle che hanno agito sugli altri europei.




Probabilmente gli ashkenaziti differiscono in termini genetici dagli

altri europei perché includono nella loro ascendenza una componente
originaria del Vicino Oriente:

«È chiaro che i genomi degli individui con completa ascendenza ashkenazita
portano una firma chiara della loro ereditarietà ebraica e questo sembra
dovuto con più probabilità alla loro specifica ascendenza mediorientale che
all'inbreeding»(5).




Il tasso di mescolamento con le popolazioni dei paesi in cui gli ebrei si

sono stabiliti è probabilmente simile per le altre due popolazioni ebraiche

principali, ossia i sefarditi e gli ebrei orientali o mizrahi.

I sefarditi, vissuti a lungo in Spagna e Portogallo, furono espulsi da quei
paesi tra il 1492 e il 1497.

Successivamente si dispersero in tutto il Mediterraneo raggiungendo

località come l'Africa settentrionale e le terre dell'impero ottomano.

Molti sefarditi si stabilirono anche in Olanda.

Gli ebrei orientali sono vissuti per molto tempo nei paesi arabi e in Iran.

L'origine dei sefarditi è ancora oscura,ma alcuni studi genetici dimostrano
che,

insieme agli ashkenaziti, discendono dalla grande comunità ebraica che

viveva a Roma nei primi secoli dell'impero romano.

Nelle mappe genetiche delle popolazioni del mondo, i tre gruppi di

ebrei sono riuniti insieme e collocati tra le popolazioni mediorientali, con
le

quali hanno un'ascendenza comune, e le popolazioni europee, con le quali si

sono mescolati ashkenaziti e sefarditi.

Considerato questo grado di separazione genetica, è del tutto logico

supporre che le popolazioni ebraiche abbiano seguito un percorso evolutivo

leggermente diverso da quello degli europei mentre si adattavano alle loro

peculiari circostanze storiche e sviluppavano capacità cognitive inconsuete.

Ciononostante l'idea che possano esistere significative differenze

genetiche tra gruppi umani è fermamente negata da molti ricercatori.

Per questi studiosi la mente è una tabula rasa su cui può scrivere soltanto
la cultura, e non la genetica; pertanto negano il fatto che

l'evoluzione possa aver indotto un qualsiasi cambiamento nella mente

umana in tempi recenti.

Gli studiosi di questa opinione rifiutano l'ipotesi che un qualsiasi
comportamento umano, non parliamo poi dell'intelligenza, possa

avere basi genetiche.

Accusano quindi di razzismo chiunque suggerisca che le capacità cognitive
possono differire tra i diversi gruppi di popolazioni.

Tutte queste prese di posizione sono il prodotto dei dogmi politici della
sinistra

e dei marxisti, e non di indagini scientifiche.

Comunque la maggior parte degli studiosi non si addentra in questo

territorio nel vivo timore di essere demonizzata dai colleghi accademici.

Un'obiezione più sostanziale per non approfondire questo argomento ha a che

fare con la sensibilità della comunità ebraica.

Come è accaduto alle comunità di immigrati cinesi in Asia, il loro duro

lavoro e il successo che ne è derivato hanno spesso provocato invidia e

inimicizia da parte delle popolazioni ospitanti, con conseguenti

discriminazioni, espulsioni e perfino massacri.

C'è sempre il rischio che il dibattito sull'intelligenza degli ebrei

sollevi qualche ostilità, ma i giorni dei pogrom sono passati e ignorare
ogni

questione difficile servirebbe soltanto ad alimentare le forze

dell'oscurantismo.

L'unico tentativo serio compiuto in tempi recenti dai ricercatori per

indagare sui legami tra caratteristiche genetiche e intelligenza degli ebrei
è

rappresentato da un ampio saggio di Gregory Cochran, Jason Hardy ed Henry
Harpending della University of Utah.

Il loro lavoro è stato proposto a diversi curatori di riviste scientifiche
negli Stati

Uniti, i quali hanno tutti affermato che si trattava di una ricerca molto
interessante ma che non poteva essere pubblicata.

Gli autori sono poi riusciti a pubblicarla in Inghilterra sul "Journal of
Biosocial

Science"(6).

In breve, il gruppo dello Utah sostiene l'esistenza di una connessione

causale tra due insoliti fatti altrimenti inspiegabili.

Il primo è il fatto che gli ashkenaziti, al di là delle loro prestazioni
culturali, hanno valori del QI alti, di solito compresi tra 110 e 115, un
punteggio medio più alto rispetto ad altri gruppi etnici.

Il secondo aspetto è rappresentato dalla presenza negli ashkenaziti di una
malattia mendeliana, ossia un raro disturbo causato dalla mutazione di un
singolo gene.

Cochran e colleghi hanno notato innanzitutto che, oltre ad essere elevato,

il valore del QI degli ashkenaziti ha una struttura insolita.

Gli ashkenaziti eccellono nelle parti del test che richiedono competenze
verbali e matematiche, mentre hanno un punteggio più basso rispetto alla
media in quelle che richiedono capacità visuospaziali.

Nella maggior parte delle persone questi due tipi di capacità sono
profondamente correlate.

Ciò suggerisce che alcune forze specifiche abbiano agito nel dar

forma all'intelligenza ashkenazita, come se la popolazione si fosse adattata
non tanto a cacciare, un compito che richiede eccellenti qualità
visuo-spaziali, quanto a occupazioni più tipiche della vita urbanizzata e
migliorate dalla capacità di manipolare parole e cifre.

È pertanto particolarmente interessante scoprire che gli ashkenaziti,

fin da quando la loro presenza è attestata in Europa, intorno al 900 d.C.,
si sono occupati per lo più di prestare denaro.

Questa fu infatti la principale occupazione degli ebrei in Inghilterra,

Francia e Germania.

Il commercio richiedeva un certo tipo di capacità di alto livello, tra cui
saper leggere e scrivere contratti e fare calcoli aritmetici. L'alfabetizzazione
era poco diffusa nell'Europa medievale.

Nel sedicesimo secolo, per esempio,soltanto il 10 per cento della
popolazione nella maggior parte dei paesi europei era alfabetizzata, mentre
quasi tutti gli ebrei sapevano leggere e scrivere(7).

Per quanto riguarda l'aritmetica, fare i conti con i numeri arabi in uso
oggi



__________ Informazioni da ESET NOD32 Antivirus, versione del database delle firme digitali 14623 (20161217) __________

Il messaggio è stato controllato da ESET NOD32 Antivirus.

www.eset.com




Arduino

unread,
Dec 18, 2016, 9:04:02 AM12/18/16
to
Artamano <artam...@katamail.com> ha scritto:

>
>
> Ora è il momento di considerare una popolazione speciale che per molti
> secoli non ha avuto una propria madrepatria: gli ebrei.
>
> Come molti altri gruppi hanno una cultura peculiare,tuttavia, grazie
alla
> loro particolare natura, possono contribuire a dimostrare l'idea che
> importanti aspetti della cultura abbiano basi genetiche.
> Capitolo 8 tratto dal libro
> http://www.codiceedizioni.it/libri/una-scomoda-eredita/


Interessantissimo articolo a cui si può provare a dare risposta.
Se da una parte è assurdo postulare grandissime differenze, dall'altra è
altrettanto assurdo postulare una perfetta eguaglianza fra tutte le etnie
umane.
Fra i popoli ci sono differenze fisiche: I neri eccellono nella corsa,
nel pugilato, sono scadenti nel ciclismo, Gli africani orientali
primeggiano nelle corse lunghe, quelli occidentali e dei Caraibi dominano
nelle corse più brevi, entrambi però non sono grandi saltatori. Quindi
ribadendo, non ci sono differenze eclatanti, se un keniota corre la
maratona in 2h,2m,57s, non è che il campione nazionale cinese o italiano
ci mettano quattro ore, però, anche se sono staccati di pochi minuti,
neppure riescono a eguagliare quella velocità.
Lo stesso accade anche con l'intelligenza.
Però oltre a constatare, bisogna anche capire perché ci sono le
differenze. Alcune sono prodotte dal caso, la maggior parte dalla
selezione esterna; Le popolazioni nere giunte nell'Europa glaciale
soffrivano di rachitismo, quindi erano avvantaggiati i più chiari e nel
corso dei millenni la pelle è divenuta bianca. Gli abitanti della
foresta, dovendo muoversi fra alberi liane e sterpaglie, sono
svantaggiati se sono alti, perciò ovunque sono piccoli, nella steppa e
savana è avvantaggiato l'uomo alto più forte, veloce e che scaglia più
lontana la lancia.
Gli stessi fattori agiscono nel campo intellettivo. Quindi, volendo
esaminare perché gli ebrei siano più intelligenti dei tedeschi, va tenuto
conto di tre fattori: Il caso, cioè i progenitori dei tedeschi forse
erano più alti ma più gnucchi degli ebrei, il fattore culturale, e questo
è importantissimo: la religione cattolica per molti secoli ha interdetto
il ragionamento. L'allievo di un rabbino viene invitato a leggere una
pagina della Bibbia, spiegarne il significato, poi rileggere e darne
un'altra spiegazione, poi un'altra ancora. Eccellente è l'allievo che
riesce a trovare più spiegazioni del maestro. Nel mondo cattolico al
contrario, non solo questo era sconsigliato, ma addirittura proibito. Se
uno nel medioevo, leggendo della cacciata di Adamo ed Eva, avesse arguito
che a causa del loro peccato l'umanità era stata cacciata dal paradiso
terrestre, ma che non si era prodotta alcuna tara ereditaria, che non
c'era un peccato originale, il tale sarebbe finito sul rogo, torto o
ragione che avesse. Mentre fra gli ebrei uno non solo può, ma è
incoraggiato ad esaminare entrambi le tesi, ed è libero di scegliere
quella che più gli aggrada.
A questo fattore culturale e al possibile (nessuno può sapere se in
origine erano più intelligenti gli ebrei o i tedeschi) fattore casuale,
se ne deve aggiungere certamente uno selettivo:
Gli ebrei in epoca romana erano 4-6 milioni, perciò ogni dieci o quindici
abitanti dell'impero, uno era ebreo, adesso anche contando Israele, nella
stessa area sono moltissimo meno di uno su cento. Certamente si deve
pensare a moltissime conversioni spontanee al cristianesimo, ma non
bastano a spiegare un così drastico calo. La Chiesa nel corso dei secoli,
ha sempre perseguitato gli ebrei, ma la sua non era una persecuzione
fatta per costringere i singoli a convertirsi. Le antiche scritture
dicono che il ritorno del Messia avverrà il giorno in cui gli ebrei
riconosceranno Cristo. Ma affinché questo avvenga, è necessario che a
convertirsi non siano dei singoli, cosa comunque buona ma che non
porterebbe al ritorno cristologico; a convertirsi doveva essere l'intera
comunità, con i capi religiosi in testa.
Per ottenere lo scopo si applicò il metodo di non uccidere, né obbligare
con torture o carcere gli ebrei a convertirsi, ma di angariare l'intera
comunità di modo che alla fine fossero le sue stesse autorità religiose a
riconoscere che Cristo era il vero Dio incarnato.
Fra i vari sistemi adottati, il più efficace fu la proibizione dei
mestieri. Agli ebrei furono consentiti solo i prestiti e il commercio di
stracci. Senza volerlo il Vaticano aveva escogitato un sistema per
selezionare l'intelligenza ebraica: Mentre lo spagnolo, il tedesco,
l'italiano più interdetto intellettualmente poteva tranquillamente
sopravvivere ed avere prole facendo il contadino, il muratore, l'operaio,
per gli ebrei questa possibilità fu preclusa: dato che con gli stracci
potevano campare in pochi e male, l'unica attività possibile era il
maneggio di capitali, non solo prestiti, ma anche commerci, industria,
magari con l'ausilio di prestanomi. Però questa attività richiedeva
abilità non comuni, in parte era la cultura a sopperire, però non è
sufficiente che uno impari a leggere affinché sappia muoversi agevolmente
nel mondo della finanza, occorrevano doti proprie. In questo modo,
nonostante l'ampia solidarietà sempre esistita nelle comunità ebraiche,
invariabilmente accadeva che, specie nei momenti di crisi, l'ebreo scemo
era costretto a convertirsi, moriva di fame, o comunque non aveva risorse
per un matrimonio. In tal modo, eliminando tutti gli ebrei meno
intellettualmente dotati, rimasero solo i più intelligenti. Come
controprova c'è il fatto che i Sefarditi e i Mizrhai, trovandosi a vivere
nel mondo islamico, dove le persecuzioni erano maggiori (come dimostra il
fatto che sono molti di meno) ma non selettive (Uccisioni e massacri
casuali, rapimento di fanciulle, uccisioni o conversioni forzate col
sistema dell'accusa di bestemmia) la loro intelligenza è del tutto
normale a differenza che negli Aschenaziti.

--
Arduino d'Ivrea

Jinx

unread,
Dec 19, 2016, 4:07:15 AM12/19/16
to

"Artamano" <artam...@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:o3495p$1p9r$1...@gioia.aioe.org...
>
>
> Ora è il momento di considerare una popolazione speciale che per molti
> secoli non ha avuto una propria madrepatria: gli ebrei.
>
> Come molti altri gruppi hanno una cultura peculiare,tuttavia, grazie alla
> loro particolare natura, possono contribuire a dimostrare l'idea che
> importanti aspetti della cultura abbiano basi genetiche.
>
>
>
>
> Capitolo 8 tratto dal libro
> http://www.codiceedizioni.it/libri/una-scomoda-eredita/
>

quando si parla di ebrei ne esistono di tutte le razze ci sono persino ebrei
cinesi e ebrei negri. Se invece parliamo di ebrei veri allora questi sono
geneticamente identici ai palestinesi. Nei test d'intelligenza infatti gli
ebrei sefarditi e misraim, non spuntano risultati superiori agli arabi, cioè
un punteggio medio tra il negro e l'europeo. Solo alcuni ebrei askenaziti
spuntano risultati veramente eccezionali nei test d'intelligenza, ma sembra
che gli askenazi abbiano poco a che fare con la discendenza di Abramo,
infatti sono imparentati più coi gli armeni i curdi e gli slavi, e tra loro
c'è una piccola minoranza di profughi medievali dalla Germania che portano
geni della razza ariana a cui attribuire la genialità di alcuni. La genetica
ci dice che l'intelligenza è maggiore tra i portatori degli aplogruppi del
DNA mitocondriale U e K, che erano abbastanza comuni nelle popolazioni
preistoriche europee e del medio oriente che hanno fondato le civiltà, ma
oggi sono quasi scomparsi travolti da innummerevoli invasioni di migranti
che non sanno fare un cazzo tranne rubare la terra altrui. A parte le
considerazioni genetiche, gli ebrei in generale hanno un trucco per essere
meno analfabeti di altre popolazioni, la circoncisione in età neonatale
infatti impedisce il normale sviluppo della sessualità per cui da
adolescenti gli ebrei sono più portati a studiare sui libri che a farsi le
seghe.

edi'®

unread,
Dec 19, 2016, 4:15:25 AM12/19/16
to
Il 18/12/2016 15.04, Arduino ha scritto:

> Se da una parte è assurdo postulare grandissime differenze, dall'altra è
> altrettanto assurdo postulare una perfetta eguaglianza fra tutte le etnie
> umane.
> Fra i popoli ci sono differenze fisiche: I neri eccellono nella corsa,
> nel pugilato, sono scadenti nel ciclismo, Gli africani orientali
> primeggiano nelle corse lunghe, quelli occidentali e dei Caraibi dominano
> nelle corse più brevi, entrambi però non sono grandi saltatori. Quindi [...]

Ciò che i razzisti non riescono o non vogliono capire è che un conto è
la statistica, un altro il caso singolo.
La statistica può dire che i somali sono più forti dei belgi nella
Maratona (o che gli italiani sono più forti dei norvegesi nel gioco del
calcio o che la popolazione X secondo certi parametri è più intelligente
della popolazione Y o...) ma ciò non significa certo che un somalo preso
a caso sia migliore in quel tipo di gara rispetto a un belga preso a caso.
Quindi il /ragionamento/
sei [ebreo, nero, asiatico, arabo etc.] quindi sei [più o meno
intelligente, dotato fisicamente, portato a delinquere etc.] è un'idiozia.

E.D.

Arduino

unread,
Dec 19, 2016, 9:03:57 AM12/19/16
to
edi'® <zo...@tiscali.it> ha scritto:


> Ciò che i razzisti non riescono o non vogliono capire è che un conto è
> la statistica, un altro il caso singolo.
> La statistica può dire che i somali sono più forti dei belgi nella
> Maratona (o che gli italiani sono più forti dei norvegesi nel gioco del
> calcio o che la popolazione X secondo certi parametri è più intelligente
> della popolazione Y o...) ma ciò non significa certo che un somalo preso
> a caso sia migliore in quel tipo di gara rispetto a un belga preso a
caso.
> Quindi il /ragionamento/
> sei [ebreo, nero, asiatico, arabo etc.] quindi sei [più o meno
> intelligente, dotato fisicamente, portato a delinquere etc.] è
un'idiozia.

Esatto.
Fra le varie popolazioni ci sono piccole differenze, a volte anche strane.
La provincia di Bergamo ha più calciatori e ciclisti della confinante
provincia di Milano. Ciò non vuol dire che che basti radunare 11
bergamaschi per fare una squadra di calcio, o che sia impossibile trovare
calciatori a Milano. Inoltre può darsi che fra venti o trent'anni le cose
si siano invertite.
Lo stesso vale per tutto, mediamente gli Aschenaziti sono più intelligenti
degli spagnoli, ma non ogni singolo lo è, e non è detto che fra mille anni
lo siano ancora.

--
Arduino d'Ivrea

ADPUF

unread,
Jan 2, 2017, 9:49:02 AM1/2/17
to
Jinx 10:07, lunedì 19 dicembre 2016:

> Nei test d'intelligenza infatti gli
> ebrei sefarditi e misraim, non spuntano risultati superiori
> agli arabi, cioè un punteggio medio tra il negro e l'europeo.
> Solo alcuni ebrei askenaziti spuntano risultati veramente
> eccezionali nei test d'intelligenza,


Quindi sarebbe opportuno sterminare (o almeno sterilizzare)
tutti i non aschenaziti?
(incluso me?)


--
AIOE °¿°

Jinx

unread,
Jan 2, 2017, 1:55:36 PM1/2/17
to

"ADPUF" <flyh...@mosq.it.invalid> ha scritto nel messaggio
news:o4dp8s$372$9...@gioia.aioe.org...
ci pensa la natura (speriam)

>
> --
> AIOE °¿°

kw...@yahoo.it

unread,
Jan 8, 2017, 6:13:37 AM1/8/17
to
New York.
Un poliziotto irlandese entra in una libreria a far quattro chiacchere con il libraio, ebreo. Dopo un po' di convenevoli il poliziotto chiede al libraio: "Ma tu come spieghi che voi ebrei siete più intelligenti degli altri ?"
" Non saprei e francamente non so nemmeno se sia vero.." replica il libraio.
" Certo che è vero...lo affermano dappertutto. Siamo amici da tempo, dai, rivelami il segreto..."
" ma non c'è un segreto"
"Non è vero, sono sicuro che ci sia e mi meraviglio che tu non me lo dica"
Il libraio emette un sospiro, apre un cassetto, tira fuori un pezzetto di cibo e dice: " In effetti un segreto c'è, ma noi ebrei lo teniamo nascosto. E' merito di questo cibo che mangiamo che sviluppa la nostra mente.."
" Ti prego, dammene un poco anche a me.."
" Te lo darei, ma è raro e costa carissimo.."
"Ok, quanto vuoi per quel pezzetto ? "
"Non posso venderlo...e vabbè proprio perché siamo amici te lo vendo ed anche ad un prezzo inferiore a quello che ho pagato io"
"Dai, quanto ?"
"Boh, dammi venti dollari..."
" Acc..e va bene" Il poliziotto da i venti dollari all'ebreo e mangia avidamente il cibo.
Lo mastica ben bene e poi stupito osserva: " Ma...è aringa affumicata !!! Ho pagato venti dollari per un pezzo di aringa affumicata !!!"
Ed il libraio "Vedi ? Ancora non lo hai finito ed ha già fatto effetto...."

Arduino

unread,
Jan 8, 2017, 8:04:46 AM1/8/17
to
kw...@yahoo.it <kw...@yahoo.it> ha scritto:

> New York.
> Un poliziotto irlandese entra in una libreria a far quattro chiacchere
con il libraio, ebreo. Dopo un po' di convenevoli il poliziotto chiede ...

Gustoso racconto:))


--
Arduino d'Ivrea

Arduino

unread,
Jan 8, 2017, 8:14:39 AM1/8/17
to
ADPUF <flyh...@mosq.it.invalid> ha scritto:


> Quindi sarebbe opportuno sterminare (o almeno sterilizzare)
> tutti i non aschenaziti?
> (incluso me?)

?? E perché mai? Sono sempre i meno intelligenti a sterminare i più
intelligenti, mai il contrario.
Inoltre, se sei sefardita il potenziale è identico, anche se il vivere
nelle società arabe lo ha deteriorato. Ma vivendo in Israele gli
Aschenasiti nel corso di poche generazioni faranno da traino, basta seguire
i loro modelli di studio e modelli di vita. Ad esempio le madri aschenazite
parlano ai loro bambini neonati, le Sefardite cominciano a farlo solo
quando valutano che potrebbe cominciare a capire e parlare, in tal modo
causano un grave ritardo non recuperabile.


--
Arduino d'Ivrea

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