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olocausto : il diario di Anne Frank , un altro falso

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artamano

unread,
May 19, 2002, 2:52:39 PM5/19/02
to
GUIDA AD UNA LETTURA CRITICA DEL DIARIO DI ANNA FRANK
http://www.holywar.org/indextradiz.html

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"... un insieme è composto di particolari e l'errore di un particolare,
anche se fatto in buona fede, oltre a falsare la natura dei fatti e la loro
interpretazione da parte dello spettatore, lo porta logicamente a dubitare
di tutto l'insieme"
La menzogna di Ulisse
Paul Rassinier

Le grandi cose sono quelle più semplici


INTRODUZIONE

Scopo di quest'opera é quello di dimostrare come la propaganda di regime può
distorcere la realtà facendo apparire le cose più assurde come le più
normali.

Prenderemo come esempio Il diario di Anna Frank che é da tutti ormai
considerato uno dei testi più commoventi ed elevati della letteratura
prodotta durante la Seconda Guerra Mondiale. Edito per la prima volta nel
1947, esso é subito diventato un libro culto per milioni di giovani, ai
quali viene insegnato, attraverso le pagine di tale Diario, il modo
«corretto» di interpretare, anzi di accettare la realtà «storica»
sull'Olocausto, che la storiografia ufficiale ci propone, o meglio, ci
impone da almeno cinquant'anni(1).

Esso, infatti, é ritenuto un testo fondamentale per riuscire a capire
l'angoscia e la disperazione provata dal popolo ebraico a causa delle leggi
razziali introdotte da Hitler nel 1933.

La ragione per cui la scelta è caduta su Il diario di Anna Frank per questa
analisi sta nel fatto che esso ha un'importanza storica immensa; in effetti,
contrariamente ad ogni altro scritto sull'Olocausto, esso é considerato un
«documento» che proverebbe e condannerebbe i crimini commessi dai nazisti
durante la Seconda Guerra Mondiale.

Esso pretenderebbe di raccontare avvenimenti e riportare stati d'animo
provati da Anna, una ragazzina ebrea di 13 anni (2), che subì in prima
persona i disagi e le privazioni della persecuzione razziale. Ella, non
sapendo che il suo lavoro sarebbe stato pubblicato postumo, riporterebbe
fedelmente tutto ciò che ha visto, senza condizionamenti di alcun genere.

Ma Il diario di Anna Frank ha soprattutto una immensa importanza
psicologica, perché fa si che ogni persona, condizionata dall'esistenza
della «testimonianza» resaci da Anna Frank, accetti la verità dell'Olocausto
come un dato di fatto, della cui autenticità sono tutti ciecamente convinti,
e ciò perché essendo detto Diario stato scritto da un'adolescente, é al di
fuori di ogni sospetto.

In questo modo a nessuno verrebbe in mente di negare l'Olocausto, perché
dovrebbe negare l'autenticità del Diario(3).

Gli storici sterminazionisti(4) ritengono che Il diario di Anna Frank sia un
testo che aiuta a rivivere i momenti più tragici della Storia dell'umanità,
e che, soprattutto, serve a scongiurare che l'Olocausto possa riaccadere.

Un esempio significativo dell'atteggiamento che gli sterminazionisti nutrono
nei confronti del Diario di Anna Frank (e non solo) é la seguente
introduzione di Natalia Ginzburg (Einaudi Editore, 1986) allo scritto della
Frank:

"Il diario di Anna Frank ha inizio nel giugno 1942: nel giugno '42, la sua
vita presenta ancora qualche rassomiglianza con la vita d'una ragazzina
dell'età sua. Ma siamo ad Amsterdam, l'Olanda é in mano ai tedeschi; e le SS
vanno per le case cercando gli ebrei. A tredici anni appena compiuti, Anna
conosce e parla con estrema naturalezza il linguaggio dei perseguitati: sa
che lei e i suoi debbono portare la stella giudaica, che non possono
frequentare locali pubblici, che non possono prendere il tram. [...] Per due
anni, la famiglia Frank, la famiglia Van Daan e il dentista Dussel vi hanno
abitato senza uscirne mai, senza mai affacciarsi alle finestre, visitati
soltanto dai fedeli amici che conoscono il segreto dello scaffale girevole,
che portano dall'esterno cibo, libri, notizie; vi hanno abitato raschiando e
cucinando patate, litigando, ascoltando la radio inglese, fra alternative di
paura e speranza; ossessionati dalle privazioni alimentari, dalla noia, dai
mille problemi di una forzata clausura: [...] Il libro di Anna Frank noi lo
leggiamo sempre tenendo presente la sua tragica conclusione; senza poterci
fermare a quei precisi momenti che vi son raccontati, ma sempre guardando
oltre, sempre cercando di figurarci quel campo di Bergen Belsen, dove Anna é
morta, e quegli otto mesi che ha trascorso là, prima della morte, certo
penosamente ricordando l'"alloggio segreto"»...(5).

Questo studio vuole invece fornire una nuova chiave di lettura del testo,
soffermandosi su «quei precisi momenti che vi vengono raccontati» e farcendo
luce sulle molte ombre che su di esso si stendono. Noi, come tutti gli
storici revisionisti, siamo infatti convinti della non autenticità de Il
diario di Anna Frank, e cercheremo di dimostrare che esso non é stato altro
che uno strumento nelle mani dei sostenitori dell'Olocausto.

Speriamo che alla luce dell'analisi qui riportata e delle conclusioni finali
il lettore non abbia più dubbi sull'inattendibilità di tale Diario, e sulla
cattiva fede di chi per anni ne ha tratto vantaggi facendo credere che si
trattasse di un «documento originale», basando su di esso gran parte del
proprio potere(6).

L'analisi del diario é divisa in due parti: nella prima vi é un commento dei
punti che meglio evidenziano le contraddizioni presenti nell'intero testo.
Si tratta, insomma, di una sorta di guida alla lettura critica del testo,
dato che i brani analizzati si succedono cronologicamente.

La seconda parte é invece costituita dalle conclusioni, cioè da una
ricostruzione dell'origine del Diario e da una rielaborazione dell'intera
storia che ne fa da sfondo.

Abbiamo anche curato una piccola appendice finale, per meglio mettere in
evidenza l'inconsistenza delle argomentazioni sterminazioniste.

Per quanti non avessero letto il diario di Anna Frank, e non conoscessero la
storia (vera o presunta) in trattazione, farò alcuni accenni sulla sua vita.

Annelise Marie Frank nacque il 12 giugno 1929 a Francoforte sul Meno, in
Germania, da una agiata famiglia di ebrei tedeschi(7). A Francoforte, il
padre, Otto H. Frank, esercitava la professione del banchiere.

Dopo l'emanazione delle leggi razziali del '33, la famiglia Frank fu
costretta ad emigrare in Olanda e a stabilirsi ad Amsterdam, dove il padre
di Anna fondò una piccola ditta commerciale.

Nel maggio del 1940, i tedeschi invasero l'Olanda cominciandovi a mettere in
atto le discriminazioni razziali.

Il 6 luglio 1942, la famiglia Frank, insieme ad alcuni amici, si chiuse in
un alloggio segreto nella casa dove Otto Frank aveva il suo ufficio(8).

A seguito di una segnalazione di una spia, il 4 agosto 1944, un tedesco e
quattro olandesi della polizia nazista fecero irruzione nell'alloggio
segreto: tutti i rifugiati clandestini furono arrestati, mentre l'alloggio
fu perquisito e saccheggiato dalla Gestapo(9).

Qualche giorno dopo, il gruppo dei rifugiati fu avviato a Westerbork(10), il
più grande campo di concentramento tedesco in Olanda.

Il 2 settembre 1944, i Frank furono condotti ad Auschwitz, dove il padre
venne separato dalle figlie e dalla moglie, che di lì a poco morì di
consunzione. Il 30 ottobre dello stesso anno, Anna e Margot furono aggregate
ad un convoglio di un migliaio di giovani donne inviate a Bergen Belsen.

Nel febbraio 1945, Anna e Margot furono colpite da tifo, e in marzo Anna
morì, pochi giorni dopo la sorella. Tutt'e due furono seppellite in una
fossa comune.

Il Diario di Anna, trovato nell'alloggio segreto e consegnato dopo la guerra
al padre, unico superstite della famiglia, fu pubblicato ad Amsterdam nel
1947 col titolo originale Het Achterhuis («Il retrocasa)(11). Nel Diario,
oltre ad Anna compaiono i seguenti personaggi:


Margot Frank, sorella di Anna;

Otto Frank, padre di Anna;

Edith Frank, madre di Anna;

Il signor Van Daan, (Hermann Van Pels)(12);

La signora Van Daan, (Auguste Van Pels);

Peter Van Daan, figlio dei coniugi Van Pels;

Albert Dussel, (Fritz Pfeffer), dentista;


Questi sette ebrei vivevano «nascosti» insieme ad Anna nell'alloggio
«segreto».


Miep Gies, amica di famiglia;

Elli, amica di famiglia;

Il signor Kraler;

Il signor Koophuis;

Il signor Lewin, chimico farmacista ebreo, che lavorava per il signor Kraler
in cucina;

Kitty, amica immaginaria a cui Anna indirizzava le lettere del suo Diario


Sono stati omessi alcuni personaggi minori.


L'alloggio segreto era situato in un edificio di tre piani, al numero 236 di
via Prinsegracht. Il locale era lungo e stretto, con una sezione frontale
che si affacciava su un canale e un retrocasa che si dava su un cortile
interno e sulla strada. In esso si trovavano gli uffici del signor Frank, il
quale essendo un commerciante in spezie, si serviva di alcune stanze della
casa come magazzino.

Il Diario fu pubblicato per la prima volta ad Amsterdam nel 1947.

Inizialmente, la sua pubblicazione incontrò alcuni problemi per il rifiuto
di alcune case editrici, ma dopo questi problemi iniziali esso é stato
tradotto in moltissime lingue e pubblicato in altrettanti Paesi.


PARTE PRIMA

«Spero che ti potrò confidare tutto, come non ho potuto fare con nessuno, e
spero che sarai per me un gran sostegno».


Anna Frank, 12 giugno 1942(13)


Questa lettera, che introduce il Diario, appare molto strana. Due sono
infatti le cose che ci incuriosiscono: è molto strano che Anna firmi
mettendo nome e cognome e non «Tua Anna», come si usa fare nelle lettere dei
diari, e come del resto usa terminare tutte le altre lettere. E' molto
strano anche il fatto che la data sia stata messa alla fine della lettera, e
non all'inizio, come fa in tutte le altre lettere(14).

Questa lettera sembra quindi non appartenere al Diario, ma é più probabile
che sia stata introdotta in un secondo momento da chi aveva interesse a
strumentalizzarne la pubblicazione.


Sabato, 20 giugno 1942


In questa lettera, Anna ci confessa che «per alcuni giorni non ho scritto
nulla, perché prima ho voluto riflettere un poco su questa idea del diario.
Per una come me, scrivere un diario fa un curioso effetto. Non soltanto
perché non ho mai scritto...».

Appare subito molto strano come una ragazzina di tredici anni, che non aveva
mai scritto tredici righe tutte in una volta prima del 12 giugno 1942,
riesca di punto in bianco a scrivere un diario, senza incontrare le normali
difficoltà che incontra chiunque inizi a scrivere per la prima volta.
Difficoltà che vanno ben oltre i cinque giorni di riflessione (dal 15.06.42
al 20.06.42) necessari ad Anna per riordinare le idee e decidersi
sull'impronta da dare al diario, ma che riguardano soprattutto la forma con
la quale esporre gli argomenti. Se infatti si confrontano le lettere del
14.06.42, 13.06.43 e del 13.06.44, nelle quali Anna parla del suo
compleanno, queste pur essendo state scritte ad un anno di distanza l'una
dall'altra, sembrano state scritte lo stesso giorno; manca cioè, in tutto il
diario, quel progressivo miglioramento delle capacità espressive, che si
verifica man mano si va avanti nella stesura di un testo.

Per chiarire le idee, é come se un neo-patentato sappia da subito guidare
un'auto come un pilota di formula uno, e dopo cento ore di guida non abbia
ne migliorato, ne peggiorato il suo stile di guida.

A dire il vero ci sono dei cambiamenti, ma sono però dei cambiamenti di
stile, che sono molto strani in quanto una persona nello scrivere migliora
il suo stile, ma non lo cambia. Inoltre essi sono dei cambiamenti bruschi e
discontinui. In tutto il diario c'è insomma un'alternanza di due o tre
diversi stili, quasi come se l'autore possedesse una doppia o tripla
personalità. Infatti in alcune pagine del diario lo stile appare drammatico,
in altre teatrale, mentre nella maggior parte dei casi (specialmente nella
parte finale) prevale uno stile diaristico-confidenziale.

Per avere un'idea di quanto detto si possono confrontare, per esempio, le
lettere di Venerdì 20 novembre 1942, Martedì 18 agosto 1943, Venerdì 20
agosto 1943 e di Venerdì 19 maggio 1944.

Bisogna inoltre considerare che in tutto il diario vi sono molte
affermazioni difficilmente attribuibili ad una tredicenne del 1942. Infatti
in questa lettera si legge che Anna ha «un corteo di adoratori che mi
guardano negli occhi e, se non possono fare altrimenti, in classe cercano di
afferrare la mia immagine servendosi di uno specchietto tascabile». Più
avanti: «Penso che sarai un po' stupita a sentirmi parlare di adoratori,
giovane come sono. Ahimè, é un guaio che da noi a scuola sembra inevitabile.
Se un ragazzo mi chiede di accompagnarmi a casa in bicicletta e poi attacca
discorso, posso essere certa che costui, nove volte su dieci, ha la brutta
abitudine di prender fuoco, e non mi toglierà più gli occhi di dosso. [...]
Questi sono ancora i più innocenti, perché c'è qualcuno che ti spedisce baci
con la mano o che cerca di prenderti per un braccio, ma sbaglia indirizzo
senz'altro».

Da questa lettera possono essere tratte altre importanti informazioni. La
prima riguarda il fatto che Anna da questo punto in poi indirizza le lettere
del suo diario ad un'amica immaginaria di nome Kitty. L'introduzione di
questa amica appare un po' forzata, e sembra quasi che Anna cerchi di
giustificare questa sua decisione. Comportamento questo assai strano, visto
che chi scrive un diario non deve giustificare nulla, in quanto finirebbe
col rendere una giustificazione a se stesso.

Un analogo comportamento lo ritroviamo più avanti, allorché Anna introduce
la storia della sua famiglia. In questo caso a lasciare perplessi é sia il
modo col quale viene fatta questa introduzione, sia la scelta stessa di
effettuarla. Anna infatti scrive: «Perché la finzione del mio racconto a
Kitty non sembri troppo spinta e grossolana, bisogna che prima racconti
brevemente la storia della mia famiglia, sebbene a malincuore». Ancora una
volta traspare la volontà di giustificare, agli occhi di chi sa chi, la
scelta dell'amica immaginaria. Ma fatto ancor più strano é che Anna decida
di raccontarci la storia della sua famiglia; questo infatti non sembra
affatto un argomento da «diario», ma sembra piuttosto l'introduzione di un
romanzo. Infatti in ogni romanzo che si rispetti c'è sempre inizialmente la
descrizione dei vari personaggi che compongono la storia, per permettere al
lettore di immedesimarsi in essi, e sentirsi partecipe della storia. Quello
però che differenzia un diario da un romanzo é che il primo viene scritto
per se stessi, mentre il secondo per i lettori. Questa descrizione sembra
quindi aggiunta in un secondo momento da chi rileggendo (e riscrivendo) il
diario si é accorto che i vari episodi in esso raccontati erano
difficilmente comprensibili da chi non conosceva le abitudini dei vari
protagonisti.

Tutte queste cose lasciano dei seri dubbi sulla paternità del diario, e
sarebbero già sufficienti per metterla in discussione.


Giovedì, 09 luglio 1942


In questa lettera Anna ci fa un'accurata descrizione dell'alloggio segreto.
Tutta questa descrizione però non appare spontanea, ma sembra essere stata
aggiunta in un secondo momento per far capire al lettore come era
strutturata la casa, e quindi per permettergli di visualizzare i successivi
avvenimenti in cui si fa riferimento a particolari zone della casa. Per
chiarire le idee basta fare un semplice esempio: se scrivo che «sono uscito
dalla mia camera per andare da Tizio, ed ho incontrato la mamma che
preparava il pranzo», se non specifico prima o durante il discorso che la
mia stanza comunica con la cucina, e che per recarmi nella stanza di Tizio
devo per forza passare per la cucina, tutta la mia descrizione appare vaga e
difficile da focalizzare. Ecco l'esigenza quindi di inserire questa
descrizione all'interno del «diario». Come era stato fatto notare nella
lettera del 20.06.1942, questo pezzo sembra più estratto da un romanzo che
da un diario. In ogni buon romanzo infatti oltre alla descrizione dei
personaggi c'è sempre anche quella dei luoghi in cui si svolge la storia.


Giovedì, 1 ottobre 1942


Questa lettera ci dimostra che il pericolo che gli otto ebrei potessero
essere scoperti da coloro che lavoravano nello stabile in cui essi si
nascondevano, era tutt'altro che infondato. Infatti si legge che «Lewin, un
piccolo chimico-farmacista ebreo, lavora presso il signor Kraler in cucina.
Conosce bene tutto l'edificio e perciò abbiamo sempre paura che gli salti in
testa di andare a dare un'occhiata all'antico laboratorio. Stiamo zitti come
topolini».

La cosa che però ci stupisce é che Lewin, come stesso Anna ci dice, era
ebreo, ma comunque lavorava e viveva liberamente senza preoccuparsi di
essere arrestato dalla polizia tedesca; a differenza di Anna e gli altri
sette, che come lui erano ebrei.

Questo fatto indebolisce ancora di più la storia del nascondiglio segreto,
ma soprattutto pone dei seri dubbi sulla «persecuzione nazista degli ebrei».


Sabato, 11 luglio 1942


In questa lettera Anna dichiara che: <<Ieri sera siamo andati tutti e
quattro nell'ufficio privato ed abbiamo attaccato la radio inglese. Avevo
tanta paura che qualcuno ci potesse udire, [...]. Anche per altre cose
abbiamo una grande paura che i vicini ci possano udire o vedere>>. A riprova
di quanto detto in precedenza, sedici righi dopo afferma: <<La prossima
venuta dei Van Daan, che é stabilita per martedì, mi rallegra molto; ci sarà
più compagnia e meno silenzio. E' il silenzio infatti che mi rende nervosa
di sera e più ancora di notte.>>.

Dalla prima delle due affermazioni appare molto chiaramente l'esistenza dei
vicini, cosa che stranamente scompare alcuni righi dopo, in cui si legge:
<<Accanto a noi, a destra, c'è una grande casa commerciale, e a sinistra una
fabbrica di mobili>>(15). Nasce quindi l'esigenza di capire se i vicini sono
una pura invenzione di Anna, oppure se "essa stessa" decide di coprirne la
presenza, e se é così quale é la ragione che la spinge a fare questo.

Sempre in questa pagina si legge che <<Abbiamo proibito a Margot di tossire
di notte, sebbene si sia presa un bel raffreddore, e le facciamo ingoiare
grandi quantità di codeina>>. Quest'ultima affermazione lascia un po'
perplessi, in quanto, se di notte i locali situati accanto all'alloggio
segreto restano vuoti, mentre di giorno no, é assurdo impedire a Margot di
tossire di notte e non di giorno(16). Il motivo é forse quello che di notte
i vicini avrebbero potuto udire più facilmente i colpi di tosse di Margot;
cosa questa che confermerebbe l'esistenza dei vicini.

Resta comunque assurdo il fatto che si permetteva a Margot di tossire di
giorno, quando nel magazzino situato al secondo piano dell'edificio in cui
si trovava l'alloggio segreto lavoravano due garzoni, i quali non erano a
conoscenza della presenza degli otto clandestini, ma che avrebbero potuto
udire i colpi di tosse di Margot. La conferma che tale pericolo era
tutt'altro che trascurabile ci é suggerita dalla conclusione della lettera,
che dice: <<Di giorno bisogna camminare piano piano e parlare a bassa voce,
perché nel magazzino potrebbero udirci...

Ora mi chiamano>>(17)

In conclusione, quest'ultima affermazione difficilmente é attribuibile alla
penna di Anna, ma quel parlare a bassa voce e il camminare piano sembrano
piuttosto aggiunti in un secondo momento, per rafforzare l'idea
dell'isolamento(18).

Si legge ancora che furono fissati alle finestre <<con delle puntine da
disegno>> dei <<teli trasparenti>> e che <<non li toglieremo più per tutto
il tempo che resteremo nascosti>>. Tale precauzione appare molto giusta,
anche se sembra strano che si siano ridotti all'ultimo momento per
effettuare una cosa così importante; dovendo quindi accontentarsi dei
materiali inadeguati disponibili al momento.

Effettuando un'analisi più accurata su quest'ultima affermazione si nota
come l'aggettivo "trasparenti" sembra essere stato usato per mettere in
risalto la condizione di disagio provata dagli otto ebrei nascosti, i quali
in questo modo pur essendo nascosti non possono considerarsi al sicuro.
Anche questo pezzo sembra quindi aggiunto in un secondo momento.

Sempre in questa lettera si vede come gli otto ebrei uscivano dall'alloggio
segreto. Infatti ascoltavano la radio inglese nell'ufficio privato, il quale
si trovava fuori dalla zona occultata dalla porta scaffale(19).

L'ultima cosa che rimane da dire é che anche l'idea di ospitare altre
persone nell'alloggio non appare molto saggia, in quanto in questo modo
aumentano i disagi, a causa del fatto di dover vivere in pochi metri
quadrati di spazio; diventa inoltre più difficile provvedere al cibo,
aumentano i rumori e quindi anche la possibilità di essere scoperti. Tutte
cose che chi realmente cerca di nascondersi non può non considerare.


Venerdì, 14 agosto 1942


Anna dopo un silenzio lungo 23 giorni riprende a scrivere per dirci: <<non
ci sono proprio tante novità da poterti raccontare ogni giorno qualcosa
d'interessante. I Van Daan sono arrivati il 13 luglio>>.

Questa affermazione é molto contraddittoria, infatti mentre dichiara che non
ci sono state tante novità dal 11/07 in poi, dice che il 13/07 sono arrivati
i Van Daan. Ebbene non era questa una novità che meritava maggiore
interesse?

Non era forse il caso di raccontare l'arrivo dei Van Daan il 14/07 e non
posticiparlo al 14/08 ?

Cosa é accaduto in quei ventitré giorni che non doveva essere raccontato?

Anna inoltre scrive che <<naturalmente i Van Daan avevano molte cose da
raccontare sull'ultima settimana da loro ancora trascorsa nel mondo abitato.
Fra l'altro, ci interessava molto sapere che cosa era avvenuto a casa nostra
e che ne era stato del signor Goudsmit. Il signor Van Daan raccontò:>>.

Non erano forse questi argomenti degni di essere trattati in precedenza, e
non a distanza di ventitré giorni da quando furono raccontati? Non é strano
che Anna tenga a mente per tutto questo tempo il discorso del signor Van
Daan, per poi farlo apparire nel diario in data 14/08/1942 ?

La risposta a questo interrogativo é che molto probabilmente la prima
affermazione é falsa, e questa lettera non é stata scritta il 14/08, ma
molto probabilmente il 14/07. Infatti se si prova a rileggere la lettera con
la giusta data e saltando il primo periodo, si ha una prova di quanto detto.
Purtroppo il motivo di tale contraffazione può essere scoperto soltanto
analizzando il testo originale, e vedere cosa Anna scrisse in quei 23
giorni. Cosa questa impossibile, in quanto detto testo originale è custodito
in una cassetta di sicurezza in una banca svizzera, e di esso nessuno può
prendere visione.

Sempre in questa lettera si apprende che Peter <<portò con se il suo gatto
(Mouschi)>>, comportamento questo non molto prudente, in quanto i miagolii
notturni dei gatti non sono proprio il meglio per chi vuole nascondersi.


Lunedì, 21 settembre 1942


<<La signora Van Daan é insopportabile; non fa altro che chiamarmi dal piano
di sopra>>, cosa questa che conferma che la convivenza di più persone porta
inevitabilmente un aumento dei rumori. Inoltre si vede come la signora Van
Daan non rispetti la precauzione di parlare a bassa voce(20).


Martedì, 29 settembre 1942


In questa lettera Anna ci descrive dove i vari abitanti dell'alloggio
segreto di solito facevano il bagno, e per quanto riguarda lei e Margot
dice: <<Margot e io abbiamo scelto come luogo per i nostri sguazzamenti
l'ufficio verso strada. Sabato pomeriggio chiudiamo le tendine, e poi ci
laviamo al buio, mentre quella che non é di turno guarda fuori dalla
finestra attraverso un buco della tendina, e se la gode a osservare quant'è
buffa la gente>>.

Se si guarda attentamente la piantina della casa si vede che l'ufficio verso
strada si trova nella zona non occultata dalla "porta scaffale". E' quindi
molto strano come sia stato possibile scegliere quella stanza come luogo per
lavarsi; in quanto un visitatore inatteso le avrebbe sicuramente scoperte
con le mani nel sacco, o comunque anche nell'ipotesi che fossero riuscite a
scappare o a nascondersi senza fare alcun rumore, non sarebbero mai riuscite
a nascondere anche il necessario per il bagno, che le avrebbe comunque
smascherate.

Se si pensa poi che <<Peter si bagna in cucina [...] Papà si bagna
nell'ufficio privato, mamma in cucina>> si vede come nessuno, tranne il
signor Van Daan, abbia scelto un luogo sicuro. Ma quello che più sorprende é
che l'ufficio verso strada essendo, come suggerisce il nome stesso, rivolto
verso la strada, é la stanza meno sicura di tutta la casa. Essa si trova
inoltre al primo piano ed é dotata di ben tre finestre, dalle quali é
facilissimo scorgere qualcuno e, ovviamente, essere scorti, soprattutto se
le tendine sono aperte. Che le tendine fossero aperte ci é confermato dalla
stessa Anna: altrimenti non avrebbe potuto chiuderle.

Si ha conferma anche del fatto che le strade erano tutt'altro che deserte,
in quanto a turno una delle due ragazze guardava fuori, ma non per
controllare che non si aggirassero occhi indiscreti, bensì per divertirsi un
po'.

Questa straordinaria libertà di potersi muovere anche fuori dal nascondiglio
lascia veramente molto perplessi, e su di essa ritorneremo più avanti.

Venerdì, 16 ottobre 1942


<<Ieri sera Margot e io ci siamo sdraiate insieme sul mio letto; [...] Mi
chiese se potrà poi leggere il mio diario. Io dissi:- Qualche pagina si,- e
le domandai del suo, che anch'io vorrei leggere.>>.

Tre sono le cose importanti che emergono da questa lettera.

Anche Margot scriveva un diario. Viene quindi da chiedersi dove sia finito.
Siccome questa é una delle prime lettere scritte da Anna, anche Margot
scriveva il suo diario almeno da quando erano arrivati nell'alloggio
segreto. Siccome poi le sorelle piccole in genere imitano quelle più grandi,
si può ritenere che Margot scrivesse il suo diario da prima che Anna
ricevesse il suo in regalo(21).
Margot era a conoscenza che Anna stessa scriveva un diario.

Martedì, 20 ottobre 1942


Questa lettera mostra che nell'alloggio segreto venivano ospitate per la
notte altre persone (Miep ed Henk). Questa cosa fa nascere dei dubbi su
quale fosse la reale grandezza dell'alloggio segreto, perché non si riesce a
capire dove potessero essere sistemati altri due letti, e da dove tali letti
siano stati tirati fuori (ammesso che non li facessero dormire sul
pavimento). E' poi strano che nessuno si accorgesse che due persone
entravano in una casa (ufficialmente disabitata durante la sera), e non ne
uscivano. Bisogna quindi pensare che in Olanda non esisteva il così detto
"ficcanaso della porta accanto".

Sempre in questa lettera si apprende che di sera veniva accesa la luce;
infatti si legge: <<Il pranzo era ottimo(22). Ci fu una piccola
interruzione, perché la lampada di papà produsse un corto circuito e
improvvisamente ci trovammo senza luce>>.

Tutto questo é veramente incredibile, in quanto tutti sanno che la luce, per
quanto si possano tappezzare le finestre (per giunta con teli trasparenti),
fuoriesce all'esterno. E quale indizio migliore di un ufficio illuminato
anche di sera può servire alle "feroci SS" per catturare otto pacifici ebrei
nascosti?.


Lunedì, 9 novembre 1942


<<Una grandinata di fagioli si rovesciò giù la scala con un fracasso da
giudizio universale; sotto ebbero l'impressione che tutta la casa crollasse
loro in testa. Grazie a Dio non c'erano estranei. Anche Peter si spaventò,
ma scoppiò a ridere>>.

E' molto interessante esaminare le reazioni dei protagonisti di questo
incidente. Peter infatti dopo un momento di panico, più per una reazione
istintiva che per la paura che qualcuno avesse potuto udire il fracasso, si
mise a ridere, mentre nessuno si preoccupò dell'accaduto.

Per persone che si trovavano nelle loro condizioni quest'incidente avrebbe
dovuto suscitare sicuramente maggior preoccupazione, e Peter invece di
mettersi a ridere avrebbe dovuto fare più di mille scongiuri affinché il suo
gesto non avesse compromesso la loro salvezza. Infatti anche se in quel
momento non c'erano estranei in casa niente avrebbe impedito che il
frastuono si sentisse in strada; inoltre chi ha paura di essere scoperto non
fa tanti ragionamenti, ma istintivamente viene invaso dal panico ad ogni
piccolo incidente. E' quindi molto probabile che il fatto che non vi erano
estranei in casa nel momento dell'incidente é stato inserito in un secondo
momento per spegnere eventuali dubbi di lettori accorti. Purtroppo non ci é
dato di visionare gli originali.

La conclusione di questa lettera é inoltre molto strana; infatti Anna
scrive: <<Quasi dimenticavo che il babbo é guarito>>, notizia che non sembra
interessarle più di tanto, del resto come tutta la vicenda della malattia
del padre. Si ricordi infatti che il signor Frank si ammala il giorno 29
ottobre e da quel giorno non si legge più niente sugli sviluppi della
malattia. Tutto ciò appare molto strano, visto che Anna nella lettera di
Sabato, 7 novembre 1942 dichiara che <<a nessuno al mondo voglio bene quanto
a papà>>. Ci si chiede quindi se Anna abbia parlato altre volte della
malattia del padre, e se si, perché tali notizie siano state cancellate;
infatti in un diario se non si raccontano le vicende riguardanti le persone
a cui si vuol bene non si capisce cosa si dovrebbe scrivere. E' molto più
logico pensare che tali notizie furono raccontate da Anna, ma che sono state
maliziosamente cancellate, forse perché raccontavano dell'arrivo del
dottore... cosa assolutamente inconciliabile con lo stato di persecuzione.

L'annotazione alla fine di questa lettera sembra quindi aggiunta in un
secondo momento per "aggiustare" la faccenda.


Sabato, 28 novembre 1942


<<forse ci toglieranno la corrente: quindici giorni senza luce! bello, ti
pare?>>. Per la seconda volta si apprende che nell'alloggio segreto veniva
accesa la luce.


Giovedì, 10 dicembre 1942


In questa lettera Anna ci descrive un avvenimento molto buffo, ma che mette
ancora una volta l'accento sul fatto che evidentemente gli otto clandestini
non temevano affatto che i rumori e le grida potessero essere udite
all'esterno; infatti: <<Dussel s'è rimesso a fare il dentista [...] la
signora Van Daan fu la prima ad assoggettarsi alle cure. [...] Dussel
cominciò a raschiare un buchino. Ma... neppur da pensarci. La signora si
dibatteva, urlava (per quanto poi si può urlare con uno strumento di quel
genere in bocca) [...] A forza di tirare, dar calci, strillare e chiamare,
la signora riuscì finalmente a togliere il raschietto>>.

Tutto ciò si commenta da solo, infatti anche se si ipotizza che Anna sia
stata un po' esagerata nella sua descrizione (nonostante tutti i tentativi
per diminuire la gravità di ciò che accadeva), é ovvio che le grida della
signora Van Daan, per quanto potessero essere attenuate dal fatto che aveva
un raschietto infilato in un dente, non potevano non essere udite
all'esterno, o nel magazzino(23). Inoltre, dato che quelle urla strozzate
potevano benissimo essere scambiate per le grida di una persona vittima di
un'aggressione o di un malore, avrebbero potuto allarmare i vicini, i quali
avrebbero chiamato la polizia, che facendo irruzione in casa avrebbe trovato
una bella sorpresa. E' quindi difficile credere che nelle loro condizioni
gli otto ebrei abbiano ritenuto opportuno correre un rischio di quel genere.
Dunque questo episodio contrasta con la storia del nascondiglio segreto.

Per concludere va ancora una volta notato che la reazione di chi assiste
alla scena é a dir poco sconcertante; la stessa Anna infatti definisce tale
episodio ridicolo e non sconsiderato, come sarebbe stato logico.


Martedì, 22 dicembre 1942


In questa lettera si apprende che il signor Dussel innervosisce Anna
<<quando accende la luce tanto presto e si mette a far ginnastica>>. Quindi
anche il signor Dussel non osserva la logica precauzione di non accendere la
luce.


Sabato, 27 febbraio 1943


Questa é una lettera di straordinaria importanza; infatti si apprende che:
<<Una mattina il nuovo proprietario venne con un architetto a prender
visione della casa. Fortunatamente c'era Koophuis, che gli fece vedere
tutto, salvo il nostro alloggio segreto. Disse di aver dimenticato a casa la
chiave della porta di comunicazione. Il nuovo proprietario non chiese
altro>>.

La scusa inventata da Koophuis per impedire al nuovo proprietario di
visitare l'alloggio segreto é a dir poco assurda. Infatti non si capisce di
quali chiavi esso parli, ma soprattutto di quale porta, dato che nella
lettera del 21 agosto 1942 si legge che <<Il signor Kraler ha infatti
creduto opportuno di collocare uno scaffale dinanzi alla nostra porta
d'ingresso [...], ma naturalmente si tratta di uno scaffale girevole che si
apre come una porta>>(24). Visto che non si può certo aprire uno scaffale
come una porta, non si capisce come sia possibile che il nuovo proprietario
beva una scusa simile, e ci si chiede come mai nemmeno l'architetto noti
qualcosa di strano nel vedere uno scaffale situato su di un pianerottolo.

Resta inoltre da spiegare come é possibile che una persona acquisti una casa
senza prendere prima visione di tutte le stanze che la compongono; infatti
il nuovo proprietario non fa intendere che sarebbe tornato, ne tale ritorno
é riportato nelle pagine successive del diario.

Questo episodio é quindi molto strano, e pone dei seri dubbi sulla reale
esistenza della "porta scaffale" e di tutta la vicenda del nascondiglio
segreto.

Questi dubbi sono ulteriormente rafforzati dal fatto che Anna non dedica che
pochi righi all'intera vicenda, senza spendere nemmeno una parola per
descrivere l'angoscia e la paura provata da lei e dagli altri mentre il
signor Koophuis mostrava la casa al nuovo proprietario, o quando, arrivati
davanti alla porta scaffale, gli raccontava la scusa della chiave. Tutte
cose che non possono passare in secondo piano, al punto da non menzionarle
affatto, soprattutto perché in un'occasione altrettanto angosciante Anna si
comportò diversamente, descrivendo accuratamente la sua paura e quella degli
altri(25).

Si avverte quindi la presenza di due diverse Anna; una superficiale e
un'altra più attenta e più cosciente delle proprie emozioni(26) .


Mercoledì, 10 marzo 1943


Anche questa é una lettera di straordinaria importanza, perché in essa si
incontra una delle contraddizioni più chiare fra quelle presenti in tutto il
diario. Si legge infatti: <<Una notte la signora credette di sentir dei
ladri passeggiare in solaio, ed ebbe tanta paura che svegliò suo marito.
Proprio in quel momento i ladri scomparvero. [...] -Oh, Putti (soprannome
del signor Van Daan), hanno certamente portato via le salsicce e i
fagioli>>. A questo punto al lettore attento non può non sfuggire il fatto
che per arrivare al solaio bisogna per forza passare per la porta
dell'alloggio segreto (vedi piantina), ovvero i ladri avrebbero dovuto
aprire uno "scaffale", che per altro poteva essere aperto solo
dall'interno(27).

Però quello che più preoccupa la signora Van Daan é salvare le salsicce e i
fagioli, senza considerare il piccolo particolare che se i ladri erano
arrivati in solaio sarebbero dovuti passare davanti al suo letto, scoprendo
quindi il loro nascondiglio.


Martedì, 13 luglio 1943


Da questa lettera si apprende che <<Nelle nostre camere comuni c'è troppo
trambusto nel pomeriggio>>, fino al punto da non permettere ad Anna di
lavorare. E' importante sottolineare che il trambusto avveniva di pomeriggio
e che quindi in quelle ore presumibilmente non c'era nessuno a lavoro ai
piani inferiori. Ci si chiede quindi quale fosse l'orario lavorativo dei
garzoni dell'ufficio.


Giovedì, 29 luglio 1943


In questa lettera si legge qualcosa che non può non essere definito
sconvolgente. Alla fine della lettera compare infatti la frase
seguente:<<P.S. Chi legge voglia tener presente che quando questo racconto
fu scritto la scrittrice era ancora in collera!>>.

Questa precisazione appare veramente assurda, se si pensa che quello che si
sta leggendo é un diario, che Anna scrive per se stessa e non per
pubblicarlo. Anna infatti nella lettera del 11/05/1944 ci informa della sua
intenzione di <<pubblicare un libro intitolato Het Achterhuis>> e che il suo
diario le sarebbe stato <<di aiuto>>(28). Quindi Anna non vuole affatto
pubblicare il suo diario, ma soltanto utilizzarlo per scrivere un libro.
Questa precisazione appare quindi non inerente al testo, ma é probabile che
sia stata aggiunta in un secondo momento, per giustificare le parole poco
rispettose che Anna rivolge alla signora Van Daan nel corso della lettera.
Se questo fosse vero potremmo pensare (ed in realtà ne abbiamo la certezza)
che il diario ha probabilmente subito delle modifiche anche in altre parti.


Mercoledì, 4 agosto 1943


Anna ci fa una descrizione accurata di cosa accadeva la notte nell'alloggio
segreto, dalla quale emergono alcuni fatti sconcertanti che non possono non
offendere l'intelligenza di chi legge. Infatti si afferma che per prepararsi
per la notte <<Si spostano sedie, si rovesciano letti, si ripiegano coperte;
niente resta dove deve essere di giorno [...] Nella stanza accanto si sente
un tremendo fracasso: é la branda di Margot che si apre>>.

Quest'ultima affermazione conferma l'ipotesi che i rumori passassero
facilmente attraverso i muri, e quindi potevano anche arrivare all'orecchio
dei vicini. Ma i rumori passavano anche da un piano all'altro; infatti:
<<Sopra sembra che tempesti: ma é soltanto il letto della signora, che viene
spinto presso la finestra per far entrare un po' d'aria frizzante nel nasino
di Sua Altezza dal pigiama rosa>>. Tale operazione, fatta di notte, non
sembra essere molto opportuna, infatti spingere un letto provoca un rumore
inconfondibile, che non può essere scambiato per il fruscio del vento. Se si
pensa poi che veniva ripetuto ogni sera, si capisce che esso avrebbe
rappresentato una prova schiacciante sulla presenza di persone in quella
casa. Se non bastasse il rumore veniva effettuato vicino alla finestra, per
giunta aperta (cosa certa, altrimenti l'aria frizzante non sarebbe potuta
entrare), e quindi si sarebbe diffuso chiaramente nell'ambiente circostante.
Inoltre questa affermazione contrasta con quanto scritto nella lettera del
11/07/1942, in cui Anna ci riferisce che suo padre aveva provveduto ad
oscurare le finestre; infatti da quanto si é letto si vede che le finestre
venivano tranquillamente aperte.

Più avanti si legge: <<Ore dieci: Spengo il lume e buona notte. Per un
quarto d'ora si sente ancora nella casa il fracasso dei letti e il sospiro
delle molle sconquassate, poi tutto é quieto, almeno se i coinquilini del
piano superiore non litigano stando a letto>>.

Questo ci dimostra come ogni sera fino alle 10 la luce restava accesa e che
fino alle 10:15 circa nella casa si sentivano ancora rumori.

<<Ore undici e mezza: la porta della camera da bagno cigola>>. Ci chiediamo
perché nessuno l'abbia oliata, o si sia alzato a chiuderla.

<<Ore sei e tre quarti: trrr... lo svegliarino>>.

Quest'ultima cosa é assolutamente assurda, infatti se ci si vuole nascondere
non si può continuare a mettere la sveglia; infatti il suono della sveglia é
inconfondibile, e non sarebbe sfuggito all'orecchio di un vicino. Ma é ancor
più assurdo se si pensa che la sveglia non suona solo alle sei e tre quarti,
ma <<a qualunque ora del giorno>> incontrollatamente, quindi anche nelle ore
in cui i garzoni lavoravano nel magazzino(29).


Giovedì, 5 agosto 1943


Anna prosegue il racconto iniziato il giorno precedente, passando alle ore
diurne: <<Mezzo giorno e mezza: Tutti tirano il fiato: i garzoni del
magazzino sono andati a casa. Sopra sento la signora che passa
l'aspirapolvere sul suo unico e bel tappeto>>.

Ricordando le dimensioni e il rumore che fa un aspirapolvere, vengono subito
alla mente due interrogativi:

1) i garzoni erano andati via, ma probabilmente anche le strade erano
deserte, e i vicini avevano delle importanti commissioni da fare in città,
altrimenti non si spiega come mai nessuno abbia sentito il rumore
dell'aspirapolvere.

2) non sembra affatto che un aspirapolvere sia la cosa più utile da portarsi
dietro quando si scappa via di casa. La signora Van Daan probabilmente
preferisce lasciare a casa tre coperte pesanti, ma all'aspirapolvere non ci
rinuncia, e non rinuncia nemmeno al suo tappeto. L'unica giustificazione per
questo comportamento é che... all'arrivo delle SS la signora Van Daan non
vuole che la casa sembri spoglia, e soprattutto impolverata.


Venerdì, 29 ottobre 1943


<<I due coniugi hanno avuto un altro sonoro litigio. [...] Non puoi
immaginarti come quei due gridavano, pestavano i piedi, s'insolentivano.
Facevano paura [...] Tutte quelle grida, quei pianti e quel nervosismo mi
mettono in un tale stato di tensione che la sera vado a letto piangendo>>.

Tutto questo non ha bisogno di commenti.


Giovedì, 11 novembre 1943


Anna afferma di aver gettato, come era consueta fare, <<lo sporco e i
fagioli marci [...] nella stufa>>, ottenendo <<una enorme fiammata>>. Non
viene riportato però che il fumo sviluppatosi, soprattutto dalla combustione
dei legumi, avrebbe potuto insospettire qualcuno; infatti é abbastanza
logico che se da un camino esce del fumo la casa é abitata.

E' alquanto strano che gli otto rifugiati abbiano giustamente rinunciato a
gettare fuori casa la spazzatura per non destare sospetti, e non si siano
preoccupati del fatto che bruciare la spazzatura avrebbe provocato dei
sospetti ancor più grossi. Inoltre non viene spiegato dove venisse
depositata la cenere che inevitabilmente si produceva; é impensabile che la
mettessero in salotto, anche perché nei due anni di permanenza nell'alloggio
segreto avrebbero sicuramente riempito la casa di sacchi pieni di cenere. E'
altrettanto sicuro che non la potevano gettare fuori casa, in quanto se
fosse stato possibile avrebbero gettato direttamente i rifiuti senza
incenerirli prima.


Giovedì, 03 febbraio 1944


Anna in questa lettera ci fa la "lista delle provviste": <<Le nostre 60
libbre(30) di farina non ci basteranno, ne ordineremo un'altra. [...]
abbiamo ancora in casa 60 libbre di fagioli e 10 di piselli. e non
dimenticate le 50 scatole di verdure! [...] Dieci scatole di pesce, 40 di
latte condensato, 10 chili di latte in polvere, 3 bottiglie d'olio, 4
barattoli di burro, altrettanti di carne, 2 fiaschi di conserva di fragole,
2 di lamponi, 20 di pomodori, 10 libbre di fiocchi d'avena, 8 di riso. E'
tutto qui.>>.

Appare quindi vergognoso il fatto che questi otto ebrei si ritenessero
perseguitati ed afflitti dal problema del cibo(31), quando la maggior parte
della popolazione (non solo olandese) durante la seconda guerra mondiale
moriva letteralmente di fame(32). La vergogna si tramuta in vero disgusto
quando si nota che accanto a cose necessarie come i legumi, l'olio, la
farina, ci sono anche ben 2 fiaschi di conserva di fragole, 2 di lamponi e
10 libbre di fiocchi d'avena., tutte cose molto utili, che vanno ad
aggiungersi all'utilissima aspirapolvere della signora Van Daan.


Più avanti si legge: <<Quando giungerà il momento, metteremo di guardia due
vedette, una nella soffitta verso strada e una nella soffitta verso corte>>.
Cosa questa che ci conferma che come misura precauzionale, fino a quel
momento, non era stata messa nessuna vedetta per controllare la presenza di
eventuali pattuglie delle SS nelle vicinanze della casa, a caccia di ebrei
nascosti.


Sempre in questa lettera Anna ci informa che <<il carbone e la legna da
ardere sono sufficienti, e anche le candele>>. A questo punto ci si chiede
dove venissero conservate tutte queste cose in un alloggio sovraffollato
come quello in cui vivevano gli otto clandestini.


Lunedì, 14 febbraio 1944


<<Domenica sera sedevamo tutti presso la radio, salvo Pim e io, ad ascoltare
l'immortale musica dei maestri tedeschi>>.


Mercoledì, 23 febbraio 1944


Anna ci racconta che stette a guardare Peter <<per tutto il quarto d'ora che
spaccò legna>> in soffitta, e ogni tanto <<guardavo anche dalla finestra
aperta>>.

Due sono le cose che lasciano sconvolti; la prima é che é evidente che
spaccar legna é un lavoro tutt'altro che silenzioso. Seconda cosa é che é da
matti effettuare questa operazione con la finestra aperta; infatti in questo
modo i rumori si diffondono all'esterno ancor più chiaramente, e si rischia
anche di essere scorti dall'esterno. La finestra era infatti aperta, e priva
della copertura dei teli, altrimenti Anna non avrebbe potuto guardar fuori.


Domenica, 27 febbraio 1944


In questa lettera Anna ci fa capire come a volte l'angoscia e la depressione
la assalivano, ma essa reagiva e <<nascondo quello che realmente sento, mi
sfogo a versare padelle d'acqua e faccio un tal baccano che tutti vorrebbero
non avermi d'attorno>>.

Pur comprendendo la condizione psicologica in cui si trovava Anna, non si
può condividere il suo sfogo; infatti anche se si ricorda che di domenica
non ci sono i garzoni nel magazzino, non é accettabile che Anna si esponga a
tal punto facendo un rumore così forte. Non é comprensibile neanche la
reazione degli altri, i quali non puniscono Anna per tale comportamento.


Lunedì, 28 febbraio 1944


In questa lettera si apprende che Peter <<é salito in soffitta a fare
qualche lavoro da falegname. Ogni stridio e ogni colpo mandava in briciole
un po' del mio cuore e diventavo sempre più triste>>.

Più che puntare l'attenzione sul fatto che un rifugiato si occupava di
lavori tanto rumorosi come quelli di falegnameria, va sottolineata la
reazione di Anna, la quale ad ogni stridio ed ogni colpo non impallidisce
per la paura di essere scoperta, ma resta quasi inebriata nel vedere il suo
Peter che lavora.


Venerdì, 03 marzo 1944


In questa lettera si vede come gli otto rifugiati rischino di essere
scoperti, pur di non interrompere la tradizione ebraica di accendere le
candele il venerdì sera.

Come si é già detto altre volte la luce delle candele di sera potrebbe
essere facilmente vista dall'esterno, e quindi smascherare il loro
nascondiglio. E' strano però sentire Anna dire che <<questa sera, guardando
le candele accese, mi sentii di nuovo tranquilla e felice. Nella candela io
vedo la nonna>>; infatti non é per niente preoccupata dell'ipotesi che la
luce potesse essere vista all'esterno, ma immagina la nonna, e non le SS che
irrompono nella casa e la portano in un campo di concentramento. E come lei
nessuno immagina che quella candela accesa poteva trasformarsi in una fatale
"stella cometa" e condurre le SS all'alloggio segreto.


Lunedì, 06 marzo 1944


<<Ieri, nel lavarmi i capelli, ho fatto molto chiasso>>.


Martedì, 14 marzo 1944


Questa é una delle lettere più significative di tutto il diario. In essa più
che in altre é visibile il contrasto esistente tra le condizioni in cui
avrebbero dovuto vivere gli otto ebrei in qualità di rifugiati, e il loro
effettivo comportamento. Si legge infatti :<<in questo momento, siccome
negli uffici c'è la donna della pulizia, sono seduta al tavolo di Van Daan e
mi premo contro la bocca e il naso un fazzoletto imbibito di un buon profumo
[...] Il nostro pranzo di oggi é una purea di cavoli in conserva, donde la
misura protettiva del fazzoletto. E' incredibile quanto possano puzzare i
cavoli, se sono vecchi di un anno. La stanza odora di un misto di prugne
marce, di forti disinfettanti per conserve e di uova putrefatte>>.

Per poter esaminare correttamente questa lettera bisogna puntare
l'attenzione principalmente su due cose:

1) in casa c'era la donna delle pulizie,

2) nell'alloggio segreto c'era un forte odore di cavoli.

Se a questo punto chiedessimo il parere di una casalinga in merito all'odore
dei cavoli, essa ci direbbe subito che é uno degli odori più forti che si
sviluppano in cucina. Esso infatti si espande velocemente per tutta la casa,
ed é così nauseante che lo si sente anche ad una certa distanza dal luogo in
cui ha avuto origine.

Appare quindi molto difficile pensare che la donna delle pulizie, la quale
era presente nell'attimo in cui nell'alloggio segreto c'era l'odore dei
cavoli non abbia sentito niente.

Il fatto che la donna delle pulizie fosse presente "in quel momento" ci é
suggerito dal comportamento di Anna, la quale preme contro il naso un
fazzoletto imbevuto di profumo, che essa stessa definisce una misura
protettiva contro l'odore dei cavoli.

Sembra inoltre difficile pensare che nessuno nell'alloggio segreto abbia
dato il giusto peso a tale circostanza, preoccupandosi di come non sentire
quell'odore e non di come non farlo sentire alla donna delle pulizie.


Mercoledì, 15 marzo 1944


Anna in questa lettera conferma il pericolo che i vicini potevano udire i
loro rumori; infatti afferma che :<<dovremo starcene zitti e fermi perché i
vicini non ci odano>>, parole queste che danno un'ulteriore prova
dell'esistenza dei vicini, che nella lettera del 11/07/1942 veniva abilmente
nascosta.


Lunedì', 27 marzo 1944


In questa lettera si apprende che <<la radio sta aperta fin dalla mattina
presto e la si sente ogni ora, fino alle nove, le dieci, o anche le undici
di sera>>.

Ancora una volta si vede che gli otto ebrei non si preoccupassero della
possibilità che i garzoni potessero udire la radio, o che qualcuno di notte
si accorgesse di essa. Viene quindi a cadere la storia che non potevano
muoversi durante il giorno per evitare di essere sentiti.


Mercoledì, 29 marzo 1944


Anche questa é senza dubbio una lettera molto interessante per la nostra
analisi, perché dimostra il fatto che tutti gli abitanti dell'alloggio
segreto, erano a conoscenza dell'esistenza del diario di Anna, e fornisce la
giusta chiave di lettura per capire l'intera vicenda raccontata nel diario,
e per spiegare tutti i fatti anomali che fino ad ora e in seguito sono stati
e saranno esposti.

Due quindi sono i fatti importanti che emergono da questa lettera: tutti
conoscevano l'esistenza del diario; infatti si legge che <<ieri sera il
ministro Bolkestein(33) disse alla radio Orange(34) che dopo la guerra si
farà una raccolta di lettere e di diari di questa guerra. Naturalmente tutti
mi volarono addosso, per quello che sto scrivendo io>>. E' da sottolineare
il fatto che Anna usi l'avverbio naturalmente per definire il comportamento,
degli altri compagni, a sottolineare il fatto che non nascondeva a nessuno
che stesse scrivendo un diario.

Inoltre Anna ci racconta che siccome durante la guerra si sono verificati
<<furti e scassi in quantità [...] Nessuno osa lasciare la casa per cinque
minuti, perché mentre sei via se ne va anche la tua roba>>. La discussione
del primo e del secondo punto sono riportate nella parte seconda.


Martedì, 11 aprile 1944


In questa lunga lettera vi sono molti particolari importanti.

La cosa più importante che emerge da questa lettera é la reazione degli otto
ebrei alla venuta dei ladri, infatti <<stavano forzando la porta del
magazzino. In un batter d'occhio il babbo, Van Daan, Dussel e Peter scesero
sotto>>.

Questa reazione é a dir poco sconsiderata; infatti se la vera paura degli
otto ebrei fosse stata quella di essere scoperti non sarebbero mai scesi
sotto, ma avrebbero cercato di fare meno rumore possibile, sperando che il
trucco della porta scaffale funzionasse. Essi invece scesero, e come dice
Anna, scesero in un batter d'occhio, quindi senza nessuna esitazione, come
se quella fosse la cosa più logica da fare nella loro condizione. Ne Peter,
ne Otto Frank, ne gli altri pensarono che quelli che Anna chiama con
sicurezza ladri potevano essere gli agenti della Gestapo. Comunque anche se
fossero stati veramente dei ladri, il farsi vedere da loro avrebbe potuto
segnare la fine per gli otto ebrei; in quanto altre persone sarebbero venute
a conoscenza del loro segreto.

Come é già accaduto altre volte troviamo la conferma che di sera
nell'alloggio segreto veniva accesa imprudentemente la luce; infatti <<alle
dieci, passi sulla scala: entrò papà [...] spegnete la luce>>.

Più avanti, riferendosi alla possibilità che le SS facessero irruzione
nell'alloggio segreto, Anna scrive:<<Allora troveranno anche il diario di
Anna, aggiunse il babbo. Bruciatelo propose il più pauroso di tutti>>. In
queste due righe Anna fa luce su un fatto di straordinaria importanza, cioè
che il signor Otto Frank era a conoscenza dell'esistenza del diario,
contrariamente a quanto afferma nella versione ufficiale del ritrovamento
del diario.

Le conseguenze che questo fatto ha sugli sviluppi di quest'analisi saranno
trattate più ampiamente nella parte seconda.

Continuando a leggere la lettera si viene a conoscenza di un fatto
sconcertante; Henk incontrando il verduriere gli racconta che nella notte
erano venuti i ladri in casa, e questi gli confessa di essere a conoscenza
del fatto e che <<ieri sera passavo con mia moglie davanti alla vostra casa
e vidi un buco davanti alla porta. Mia moglie voleva entrare, ma io guardai
dentro con la lampadina e i ladri scapparono via. Per maggior sicurezza non
ho telefonato alla polizia, pensando che nel caso vostro fosse meglio star
zitti. Non so nulla, ma m'immagino tante cose>>.

Con queste parole il verduriere avvalora l'ipotesi che altre persone
potevano essere a conoscenza del segreto degli otto clandestini. Ci si
potrebbe chiedere come mai le "feroci SS", che giravano per le strade a
caccia di ebrei, non riuscirono a scoprire quello che il "fantasioso"
verduriere aveva intuito.

* * * *

In seguito agli ultimi avvenimenti, Anna ci racconta che finalmente vennero
prese delle precauzioni :<<Questa storia ha prodotto alcuni cambiamenti
nella nostra vita. D'ora innanzi il signor Dussel non passerà più la sera
nell'ufficio di Kraler, ma in camera da bagno. Alle otto e mezza e alle nove
e mezza Peter andrà a controllare la casa; la finestra di Peter non rimarrà
più aperta di notte. Al gabinetto, dopo le nove e mezza, non si potrà più
tirare l'acqua>>.

Da queste disposizioni emergono molti particolari sul modo con cui vissero
gli otto clandestini fino a quel momento:

il signor Dussel passava tutte le sere fuori dall'alloggio segreto.
Comportamento questo molto imprudente, come afferma anche Kraler :<<Kraler
ci ha rimproverato la nostra imprudenza. Anche Henk dice che in un caso
simile non dovremmo mai scendere sotto. Dobbiamo ricordarci che siamo dei
clandestini>>.
Per un anno e dieci mesi nessuno era stato preposto al controllo della casa,
la finestra di Peter era stata lasciata aperta per quasi due anni.
La cosa più incredibile é che gli otto ebrei camminavano lentamente per non
fare rumore, non buttavano la spazzatura, avevano tappato tutte le finestre
con dei teli, si imbottivano di codeina per non tossire, parlavano sotto
voce, ma nonostante ciò dopo essersi recati al bagno tiravano l'acqua. Tutto
ciò é, ancora una volta, offensivo per l'intelligenza di chi legge. Inoltre
non essendo specificato se le nove e mezza erano di mattina o di sera,
possiamo, nella migliore delle ipotesi, ritenere che fossero le nove e mezza
di mattina. Se così é, risulterebbe che alle otto e trenta, alle nove e alle
nove e venti l'acqua poteva essere tirata. In queste ipotesi l'unico modo
affinché i garzoni non sentissero il rumore dello sciacquone é che il loro
orario lavorativo iniziasse alle dieci(35). Siccome dalla lettera del
13/07/1943 si é desunto che i garzoni quasi sicuramente non lavoravano nel
pomeriggio, cioè terminavano di lavorare pressappoco alle 14:00, ne
deriverebbe un orario lavorativo di sole 4 ore (dalle 10:00 alle 14:00).
Ovviamente tale orario é decisamente assurdo, (anche perché sicuramente i
garzoni lavoravano anche di pomeriggio). Questo episodio dimostra che molte
delle cose che, come ci viene riferito, si svolgevano quando in casa non
c'erano estranei, in realtà venivano effettuate liberamente, senza nessun
problema. Altrimenti si é costretti, come in questo caso, a tirare delle
conclusioni assurde(36).

Si ritiene quindi che tutta questa parte é stata molto probabilmente
aggiunta in un secondo momento, per rendere più credibile il racconto della
venuta dei ladri.


Venerdì, 14 aprile 1944


Nonostante le disposizioni prese Anna riferisce che <<Qui nell'alloggio
segreto non c'è nessuno che dia il buon esempio>>.

Questa affermazione conferma quanto detto nella lettera precedente, cioè che
non furono mai prese delle disposizioni precauzionali.


Sabato, 13 maggio 1944


In questa pagina affiora la "sofferenza" provocata dalle "ristrettezze" a
cui dovevano sottostare gli otto clandestini; infatti <<ieri era il
compleanno di papà e l'anniversario delle nozze di papà e mamma [...] Papà
ha ricevuto in regalo [...] un'enorme scatola splendidamente presentata e
contenente tre uova, una bottiglia di birra, una di yogurt e una cravatta
verde. In paragone, il nostro vasetto di sciroppo era alquanto meschino. Le
mie rose hanno un profumo delizioso diversamente dai garofani di Miep ed
Elli [...] Sono arrivate cinquanta paste; che bellezza! Il babbo ha offerto
pan pepato, birra ai signori e yogurt alle signore>>.

E' molto interessante notare come coloro che nella lettera del 03/05/1944
erano costretti a <<pranzare alle undici e mezza>> per <<risparmiare un
pasto>> e <<a pranzo, abbiamo avuto dell'insalata cotta, marcia. Insalata
cotta e cruda, spinaci e nient'altro. Per contorno, patate guaste>> adesso,
a distanza di dieci giorni, mangiano delle paste e bevono birra e yogurt. Il
tutto a dispetto dell'aumento dei prezzi raccontato nella lettera del
06/05/1944, cioè di soli tre giorni prima.

L'ultima cosa é una semplice curiosità: a che cosa serviva al signor Otto
Frank una cravatta nuova, visto che non poteva uscire di casa?

Giovedì, 25 maggio 1944


In questa lettera viene riportata la notizia dell'arresto del verduriere,
perché nascondeva in casa due ebrei. Il fatto clamoroso é che gli otto
rifugiati nell'apprendere la notizia, oltre ad essere giustamente
dispiaciuti per quell'uomo e per i due ebrei, erano soprattutto preoccupati
del fatto che da quel momento non avrebbero più potuto mangiare troppe
patate, e non temevano affatto che il verduriere li potesse tradire.


Martedì, 13 giugno 1944


Anna compie quindici anni e ci fa l'elenco dei regali che ha ricevuto :<<una
sottoveste, due cinture, un fazzoletto, due bottiglie di yogurt, un
barattolo di marmellata, un pan pepato, un libro di botanica. Un
braccialetto [...] fiori di pisello [...] confetti e quaderni [...] il libro
di Maria Theresia e tre fette di formaggio grasso [...] Da Peter un bel
mazzo di peonie; il povero ragazzo si é dato molto attorno per trovare
qualcosa, ma non é riuscito a nulla>>.

E' interessante notare che tra tutti questi regali non c'è nemmeno una delle
cose di cui Anna aveva bisogno. Infatti nella lettera del 31/05/1944 aveva
scritto che <<Mi dolgono i piedi. Non ho abiti leggeri>>. Invece le vengono
regalate marmellata e yogurt, cose che in tempo di guerra sono quasi
impossibili da trovare per chiunque, figuriamoci per degli "ebrei
perseguitati".

Rileggendo l'elenco dei regali viene da domandarsi dove Peter abbia cercato
il regalo per Anna, cioè quel "darsi molto attorno" ha il significato di
girare per casa o forse per il paese? Tenuto anche presente che le peonie...
non crescono in soffitta.


Sabato, 08 luglio 1944


Con questa lettera si conclude la parte prima.

Essa rappresenta la giusta conclusione di questa prima parte; in essa si
legge che <<Attraverso le tendine non si può guardar dentro, ma quei
discorsi ad alta voce e quelle porte che sbattevano mi facevano
rabbrividire. Non siamo più dei clandestini? Mi balenò per la mente; avevo
la sensazione che potessimo nuovamente mostrarci in pubblico>>. Riprendendo
le parole di Anna ci chiediamo anche noi se effettivamente gli otto ebrei
siano mai stati dei clandestini.


PARTE SECONDA

Le conclusioni che cercheremo di trarre vogliono essere soltanto il frutto
del buon senso e dell'esigenza di fare chiarezza su un punto fondamentale
della nostra storia. Non si intende, infatti, gettare del fango sulla
memoria di Anna Frank, ma si cerca soltanto di dimostrare che in tutti
questi anni il suo diario é stato usato in modo improprio, variandone il
contenuto. Si intende quindi rendere giustizia alla memoria di Anna Frank,
troppo spesso strumentalizzata da una spietata propaganda.

Per prima cosa si cercherà di far luce sulla paternità dell'opera, basandosi
su alcuni punti analizzati nella parte prima.

La versione ufficiale sul ritrovamento del diario dice che il 4 agosto 1944
la polizia tedesca fece irruzione nell'alloggio segreto, conducendo gli otto
ebrei in campi di concentramento tedeschi od olandesi(37). Inoltre
l'alloggio venne perquisito e saccheggiato dalla Gestapo. Successivamente in
un mucchio di vecchi libri, riviste e giornali adagiati per terra, Miep ed
Elli trovarono il diario, e lo consegnarono al signor Frank, unico
superstite della sua famiglia.

Il signor Frank afferma di essere venuto a conoscenza dell'esistenza del
diario in quell'occasione, e di esserne restato talmente colpito che nel
leggerlo non riuscì a trattenere le lacrime.

In seguito decise di pubblicare il diario interamente, escludendo solo
alcune parti di scarso interesse per il lettore, o che sarebbero risultate
offensive per qualcuno.

Da quel momento il diario é chiuso in una cassetta di sicurezza in Svizzera,
e non é mai stato mostrato al pubblico(38). Analizzando bene il racconto del
signor Frank si scorgono alcuni punti dubbi:

appare molto strano che gli uomini della polizia tedesca saccheggino
l'intero locale, lasciando tra le poche cose anche il diario. Infatti erano
sicuramente a conoscenza dell'iniziativa del ministro Bolkestein di fare una
raccolta di tutte le lettere e i diari scritti durante la guerra, che
testimoniassero la barbarie nazista; é quindi inspiegabile che i crudeli
nazisti lasciassero sul pavimento la testimonianza della propria crudeltà.
Non é sostenibile l'ipotesi che il diario si salvò in quanto non fu trovato
dalle SS, perché il fatto che si trovasse per terra dimostra che fu trovato
e accantonato insieme alle cose che non avevano valore.
Otto Frank dichiara di non essere mai stato a conoscenza dell'esistenza del
diario. Questo é assolutamente falso, come é stato dimostrato ampiamente
nella parte prima(39). Comunque sarebbe stato quasi impossibile che un
genitore, che viveva ventiquattro ore su ventiquattro con la figlia in un
alloggio piccolissimo, e che per giunta le aveva regalato il diario, non si
accorgesse che la figlia lo stava scrivendo.
Il signor Frank dichiara di aver pubblicato per intero il diario, tranne
alcune parti di scarso interesse per il lettore e quelle che potevano
rivelarsi offensive per qualche persona. Ammesso che ciò sia vero, il signor
Frank dovrebbe rileggere la lettera del 14 giugno 1944, nella quale Anna
definisce la signora Van Daan come <<nota per la sua poca intelligenza, o
meglio, posso dire tranquillamente per la sua stupidità>>, e poi continua
con altri gentili apprezzamenti verso la signora; per non parlare delle
numerose lettere in cui offende la madre, dichiarando apertamente di non
sopportarla. Inoltre come è possibile che, se solo alcune parti sono state
omesse, perché di scarso interesse per il lettore, solo alcuni anni dopo
venne pubblicato un gran numero di racconti attribuiti ad Anna Frank, ovvero
la collezione di fiabe "Ti ricordi?"?(!!!) Alcuni hanno ipotizzato che i
passaggi omessi trattavano argomenti sul sesso. Eppure il Diario contiene
tratti nei quali l'argomento sesso è ampiamente dibattuto e che hanno
sicuramente giocato un ruolo importante nel successo del diario. Quindi
perché non pubblicare la versione integrale? A meno che la ragazza, nei
passi soppressi, non scivolasse in dettagli oscenamente perversi, non si
vede per quale motivo non si potrebbe pubblicarli. Va in ultimo rilevato che
il "Diario" di Anna Frank contiene tutta una serie di pensieri turpi che
assolutamente non possono appartenere ad una ragazza di quell'età (e,
soprattutto, di quell'epoca)(40): tutto fa supporre che certe riflessione
siano state aggiunte da chi si sforzava di pensare come una ragazzina; ma
che non lo era. In realtà i passi osceni e le turpitudini sono servite oltre
che per far vendere di più il "Diario"; anche per finalità di riduzione
delle nascite, tramite la corruzione dei costumi, troppo complesse per poter
essere trattate in poche righe.
Questi sono tre dei punti che non convincono nel racconto del signor Frank.
Se si volesse dimostrare la sua buona fede si potrebbe dire che egli non
possiede una buona memoria, che le SS non si accorsero che quello che
avevano trovato era un diario, e che le parti che sono state tagliate
riportano considerazioni ancor più offensive di quelle riportate. Queste
giustificazioni però non convincono e ci si chiede perché il signor Otto
Frank abbia avuto questo vuoto di memoria e quale é il reale motivo che lo
abbia spinto a tagliare certe parti e non altre.

Il primo di questi interrogativi sembra non avere una risposta, non si
capisce infatti che vantaggio abbia avuto il non ammettere di essere a
conoscenza dell'esistenza del diario. Forse in questo modo sperava di
dimostrare che Anna nello scriverlo non ricevette nessun condizionamento da
parte sua?

Per quanto concerne invece il secondo interrogativo la risposta é molto
semplice: le parti che sono state tagliate, contrariamente a quanto ci vuol
far credere il signor Frank, erano quelle in cui venivano raccontati
avvenimenti che non si adattavano alla storia del nascondiglio segreto. A
titolo di esempio si può andare a rileggere l'analisi effettuata sulla
lettera del 09/11/1942, in principal modo le conclusioni sull'episodio della
malattia del signor Frank.

Come ultima cosa resta da analizzare il motivo che ha spinto il signor Frank
a chiudere il diario in una cassetta di sicurezza. Il motivo potrebbe essere
quello di proteggerlo da eventuali attentati nazisti, ma se si legge
attentamente il diario si capisce che il vero motivo é quello di nasconderlo
alla vista della gente.

Nella lettera del 11/11/1943 si apprende che la penna stilografica con la
quale Anna scriveva ogni cosa era andata perduta, e quindi sostituita da
quel momento con un'altra. Sarebbe quindi interessante andare a confrontare
la pagine del diario scritte prima e dopo quella data. Infatti non esistono
due pennini che lasciano la stessa traccia.

E' forse questo che preoccupa il signor Frank o c'è qualcosa di più grosso?

Come é già stato fatto notare nella parte prima, in tutto il diario si
alternano vari stili di scrittura. Questa diversità, unita al fatto che non
si sa con certezza se il diario é stato scritto su uno o più quaderni,
avvalora l'ipotesi dell'esistenza di più diari. Anna quindi non sarebbe
affetta da continui sdoppiamenti di persona, ma sono effettivamente più
persone che parlano nel diario; una delle quali potrebbe essere Margot(41),
più grande di Anna e quindi con lo stile di una persona più matura.

Ci troveremmo quindi di fronte non al diario di Anna Frank, ma all'unione di
più diari.

Se le sorprese finissero qui si andrebbe ancora bene, perché avremmo tra le
mani una macedonia di diari, ognuno dei quali originale, e che raccontano
episodi realmente accaduti. Ma purtroppo c'è di più.

Alla luce di quanto detto finora e supportati dalle analisi fatte nella
parte prima, cercheremo di rielaborare l'intera vicenda del nascondiglio
segreto.


* * * *


Se si va ad analizzare il comportamento degli otto ebrei , si nota che essi
non cercano per niente di evitare i rumori, come Anna cerca invece
ripetutamente di farci credere. Inoltre molti aspetti del loro modo di
vivere non sembrano coincidere con la realtà di chi cerca di nascondersi.
Come ad esempio le loro abitudini notturne, il cibo che mangiano, la libertà
di cui sembrano godere; sono tutte cose che non convincono.

Si potrebbe contestare persino la scelta del rifugio. Infatti il signor
Frank porta la propria famiglia a nascondersi in una casa (che era, lo
ricordiamo, casa sua) dove é presente un magazzino e degli uffici. Un luogo
poco sicuro per almeno due motivi:


1) nel magazzino lavoravano due garzoni, i quali avrebbero potuto benissimo
udire dei rumori e denunciarli. Infatti nella lettera del 16 settembre 1943
si apprende che <<Un altro fatto che non ci rallegra é che uno degli uomini
del magazzino, v.M., comincia a nutrire qualche sospetto circa l'alloggio
segreto>>. Inoltre essi conoscevano molto probabilmente l'intero edificio, e
quindi si sarebbero accorti della scomparsa di una parte della casa e del
fatto che una porta era stata coperta con uno scaffale; considerando che uno
dei due garzoni <<era un tipo malfido, curiosissimo e poco facile da menar
per il naso>>(42). Oltre ai due garzoni anche la donna delle pulizie avrebbe
potuto scoprirli, udendo dei rumori, o anch'essa notando la scomparsa di un
pezzo della casa... visto che non doveva più pulirlo...


2) la polizia tedesca perquisiva tutti i magazzini, per scovare eventuali
depositi di armi o di merci di contrabbando.

Lo stesso trucco della porta scaffale per rendere più sicuro l'alloggio
segreto non convince. Infatti é molto difficile accettare il fatto che
nessuno si accorgesse che un'intera ala della casa era stata eclissata.
Soprattutto dall'esterno é impossibile che nessuno si accorgesse che la casa
aveva delle finestre, che poi era impossibile raggiungere dall'interno. Se
si guarda la piantina dell'edificio si vede che una finestra dell'alloggio
segreto dava sul terrazzo. Quindi dal terrazzo anche l'osservatore meno
acuto si sarebbe accorto di tale finestra, tramite la quale avrebbe potuto
guardare nell'alloggio segreto e scorgere qualcuno. Si potrebbe contestare
questo fatto dicendo che la finestra era stata oscurata con dei teli;
comunque é evidente che qualcuno si sarebbe potuto chiedere perché quella
finestra era stata coperta, mentre le altre finestre della casa non lo
erano.

Fatte queste considerazioni appare chiaro perché nella parte prima
l'episodio della visita del nuovo proprietario era stato giudicato assurdo.

Sembra quindi impossibile che queste persone siano riuscite a restare
nascoste in quell'alloggio per più di due anni. Se ne conclude che gli otto
ebrei non si sono mai nascosti in quell'alloggio, ma che il signor Frank si
trasferì nell'edificio che ospitava il suo ufficio solo ed esclusivamente
per difendere le proprie merci dal pericolo dei ladri, pericolo che ci viene
confermato nella lettera del 29/03/1944.

La storia dell'alloggio segreto é una pura invenzione del signor Frank, nata
per rendere credibile l'idea della persecuzione.

Si spiegano così anche i tagli presenti nel diario, perché, come era stato
accennato in precedenza, il signor Frank aveva l'esigenza di adattare gli
avvenimenti riportati nel diario alla nuova situazione che cercava di
mettere in scena, finendo con l'incappare in tutta la serie di
contraddizioni che sono state evidenziate in questa discussione. Si spiega
quindi perché i clandestini godessero di tutta quella libertà di spostarsi
fuori dell'alloggio segreto(43), cosa che il signor Frank ha cercato di
mascherare, tagliando o modificando le parti che raccontavano di fatti
avvenuti fuori dall'alloggio segreto.

Si riesce anche a comprendere perché nessuno si preoccupava di non accendere
la luce, perché, se non ci si nasconde, non si ha motivo di starsene al
buio.

Ecco spiegata la reazione di coloro che assistono all'episodio della caduta
dei fagioli descritto nella lettera del 9/11/1942. Ecco perché il signor
Dussel decide di riprendere a fare il dentista, e perché Anna definisce
l'episodio in cui la signora Van Daan si fa curare un dente buffo e non
sconsiderato.

Si capisce anche perché nell'episodio della visita alla casa del nuovo
proprietario Anna non racconta la sua paura e quella degli altri,
semplicemente perché nessuno aveva paura di essere scoperto. E' quindi
chiaro perché il nuovo proprietario beva la scusa della chiave,
semplicemente perché tale scusa non gli venne mai raccontata, ed egli poté
visitare tranquillamente tutto l'edificio.

Prendono senso perfino i rumori notturni descrittici nella lettera del
4/08/1943, e si capisce finalmente perché nessuno si sia deciso ad
aggiustare la porta del bagno che cigolava, in quanto non rappresentava per
loro nessun pericolo, ma soltanto un sopportabile fastidio. Si capisce
perché abbiano conservato l'abitudine di mettere la sveglia, e perché la
signora Van Daan continui a passare l'aspirapolvere sul suo tappeto.

Si capisce perché ascoltavano la radio a tutte le ore del giorno, perché
Peter spaccava legna, perché le finestre erano a volte chiuse, altre volte
aperte, altre ancora oscurate con i teli trasparenti.

E' chiaro perché la donna delle pulizie non abbia sentito l'odore dei
cavoli, in quanto tale odore non proveniva dall'alloggio segreto, ma dalla
cucina al primo piano.

Si capisce in fine perché potessero tirare l'acqua ogni volta che andavano
al bagno.

Senza contare altri argomenti, e ce ne sono molti, non trattati nella prima
parte di questo testo, come ad esempio la questione della
corrispondenza(44).

Tutto questo rende chiaro ed evidente perché il signor Frank non voglia
mostrare l'originale del diario, in quanto dovrebbe piuttosto mostrare gli
originali dei diari, con tutte le correzioni e le pagine che ha astutamente
tagliato.

Ci si potrebbe a questo punto chiedere quali sono i motivi che hanno spinto
il signor Frank a mettere in scena una tale farsa. Ebbene bisogna tener
presente che il Diario di Anna Frank si é subito trasformato in un vero e
proprio business(45), inoltre non va dimenticato che l'olocausto deve gran
parte della sua credibilità a questo "libro", che rappresenta se non la
base, una delle assi portanti su cui esso si poggia.

Quindi far luce su questo libro significa far luce su fatti che troppo
spesso vengono usati per giustificare alcuni avvenimenti che hanno seguito
la fine della seconda guerra mondiale(46).

Ci sentiamo di consigliare, al lettore interessato, lo scritto in assoluto
più completo sull'argomento:"IL DIARIO DI ANNA FRANK: UNA FRODE", il cui
autore è Ditlieb Felderer.

Tale testo è una vera miniera di notizie, tutte da gustare. La più bella fra
tutte le "perline" che ci regala il valente Felderer è rappresentata da
degli scritti autografi attribuiti, unanimemente, dagli storici di regime,
ad Anna Frank; i quali sono stati scritti a penna biro.

E' un vero peccato per gli sterminazionisti, ma; ahimè; la penna biro fu
inventata solo nel 1951! Ben sei anni dopo la morte della nostra eroina!!!
Lo scritto di Ditlieb Felderer (testimone di Geova ed antinazista) è, come
detto, un'opera assai completa. Ad essa noi abbiamo abbondantemente attinto.


* * * *


Intendiamo concludere queste nostre riflessioni invitando il lettore a
cimentarsi personalmente nell'analisi del "Diario" come, ovviamente, di ogni
notizia (o documento) che intendono farci credere veritiera.

Solo aumentando il nostro senso critico potremo difenderci dalla propaganda
del regime.


APPENDICE A

Confronto fra le versioni del ritrovamento del Diario di Anna Frank
riportate dall'enciclopedia giudaica del 1974

Versione originale(47)


Children's Literature: Vol 5 Pag. 448

After the war, the diary was found by her father and published.


Anne Frank: Vol 7 Pag.54

Diary, found by the gentile friends immediately after the family's arrest.


Question and answers:

Frank Anne, Diary of: Yearbook Pag 406

QUESTION: We have found a contradiction in the Encyclopedia Judaica in
regard to who found the original copy of The Diary of Anne Frank. In volume
5:448, it is stated that the diary was found by her father and subsequently
published. In volume 7:54, it is stated that it was found by gentile friends
immediately after the family's arrest.

The epilogue in the copy of The Diary of Anne Frank in aur congregational
library states that it was discovered by two person, Miep and Elli we would
appreciate knowing which statement is correct.

ANSWER: We are grateful to you for pointing out this contradiction.

I have to inform you that the statement in the article "Anne Frank" to the
effect that the diary was found by two gentile friends (those who are
mentioned in the article "Children's Literature" (5:448) is mistakenly based
on the stage version of The Diary of Anne Frank which, for the purpose of
drama, made the father discover it).


Traduzione italiana


Letteratura dei bambini: Vol 5 Pag. 448

Dopo la guerra, il diario fu trovato da suo padre e pubblicato.


Anna Frank: Vol 7 Pag. 54

Il diario, trovato da amici non ebrei(48) immediatamente dopo l'arresto
della famiglia.


Domanda e risposte:

Il Diario di Anna Frank: Annuario Pag 406

DOMANDA: Abbiamo trovato una contraddizione nell'Enciclopedia Giudaica in
riguardo a chi trovò la copia originale del Diario di Anna Frank. Nel volume
5, pagina 448, é affermato che il diario fu trovato da suo padre e
pubblicato successivamente.

Nel volume 7, pagina 54, é affermato che fu trovato da amici non ebrei
immediatamente dopo l'arresto della famiglia.

L'epilogo nella copia del Diario di Anna Frank nella biblioteca della nostra
associazione afferma che fu trovato da due persone, Miep ed Elli. Noi
vorremmo sapere quale asserzione sia corretta.

RISPOSTA: Noi le siamo riconoscenti per aver fatto notare questa
contraddizione. Devo informarla che l'asserzione nell'articolo "Anna Frank"
che il diario fu trovato da due amici non ebrei è esatta (ciò che è
menzionato nell'articolo "Letteratura dei bambini" (volume 5 pagina 448) é
basato erroneamente sulla versione teatrale del Diario di Anna Frank il
quale, ai fini del dramma, fa che lo trova il padre)(49).


APPENDICE B

Siti INTERNET revisionisti:

http://aaargh.vho.org

http://www.radioislam.org

http://www.holywar.org

http://www.codoh.com/viewpoints/viewfour703.html (Sito curato dall'ANNALES
D'HISTOIRE REVISIONNISTE)

http://www.kaiwan.com/~ihrgreg/jhr/jhrindex.html (Sito curato da THE JOURNAL
OF HISTORICAL REVIEW, contenente molti degli articoli pubblicati dalla
rivista, dal 1980 ad oggi)

http://www.kaiwan.com/~ihrgreg (Sito curato da Grag Raven)

http://www.webcom.com/ezundel (Sito curato da Ernst Zündel)


APPENDICE C

Riviste revisioniste (Elenco tratto dalla rivista L'UOMO LIBERO N° 41)


ANNALES D'HISTOIRE REVISIONNISTE (AHR)

Apparso dalla primavera 1987 alla primavera 1990 in otto numeri di 192, 160,
208, 192, 206, 192, 216, 176 pp. di formato tipo A5.


HISTORISCHE TATSACHEN (HT)

Fascicoli di 40 pagine in formato A4, a cadenza tri-quadrimestrale.


THE JOURNAL OF HISTORICAL REVIEW (JHR)

La rivista capostipite del revisionismo storico, nata nel 1980. Presso
l'editore sono tutt'ora disponibili le annate 1984-1995 (non è stata
pubblicata la 1987). In fascicoli trimestrali di 128 pagine in formato tipo
A5 fino all'inverno 1992; dal gennaio 1993, fascicoli bimestrali in formato
tipo A4 di pagine 48.


KRITIK

La rivista in formato tipo A5 a cadenza circa trimestrale, numeri
monografici, pubblicazione cessata nel 1995 a causa della persecuzione
dell'editore Thies Christophersen


NOUVELLE VISION

La rivista in formato A5, ha cessato di apparire col numero 36 (marzo-maggio
1995). Tutti i numeri riportano notizie di attualità sulla persecuzione
degli studiosi revisionisti, in particolare sui responsabili della rivista.


REVISION

Diretta dall'indomito Alain Guionnet (alias Attila Lemage e l'Aigle moire),
plurincarcerato per crimen opinionis. Dal marzo 1989 al febbraio 1996 sono
usciti 56 fascicoli (70 numeri) in formato A4, con numero di pagine
variabili da 8 a 56. Articoli sul revisionismo, sulla persecuzione dei
revisionisti e di cultura storica e politica varia.


REVISIÓN

Edita in Argentina, pubblicazione verosimilmente cessata col numero 5.
fascicoli formato A5.


REVUE D'HISTOIRE REVISIONNISTE (RHR)

Apparsa nel maggio-luglio 1990 al maggio 1992 in sei numeri di 176, 192,
224, 208, 224, 212 pagine, formato tipo A5.


RICHTIGSTELLUNGEN ZUR ZEITGESCHICHTE

Fascicoli di 64 pagine in formato A5, contenenti ognuno efficaci
puntualizzazioni su una ventina di argomenti, ad opera del Dr. Heinrich
Wendig. Sono finora usciti nove numeri (1990-1996).


APPENDICE D

(Elenco tratto dalla rivista L'UOMO LIBERO N° 41)


Periodici di un certo interesse (per quel che concerne le tematiche
revisioniste) in lingua italiana:


ORION (M. Battarra), via Plinio 32,20129 Milano

SENTINELLA D'ITALIA (Antonio Guerin), via Buonarroti 4, 34074 Montefalcone
(GO)

SODALITIUM (don Curzio Nitoglia), località Carbignano 36, 10020 Verrua
Savoia (TO)

STORIA DEL XX SECOLO (C.D.L.), Via Aurora, 2, 27045 Casteggio (PV)

STORIA VERITÁ (ARS), via Matteotti 2, 58100 Grosseto

L'UOMO LIBERO, casella postale 1658 - 20123 Milano


Periodici in lingua tedesca:


DEUTSCHLAND IN GESCHICHTE UND GEGENWART (Wigbert Grabert), Postfach 1629,
D - 72006 Tübingen

DEUTSCHLAND REPORT (Media World), Box 62, Gb - TN22 1ZY Uckfield/E.Sussex

EURO-KURIER (Wigbert grabert), Postfach 1629, D - 72006 Tübingen

DER FREIWILLIGE (Munin Verlag), Postfach 3023, D - 49020 Osnabrück

GERMANIA (Ernst Zündel), 206 Carlton Street, M5A 2L1 Toronto/Ontario, Canada

HALT (Gerd Honsik), Apartado 9084, E - 08080 Barcelona

HISTORISCHE TATSACHEN (Udo Walendy), Postfach 1643, D - 32590 Vlotho

JUNGE FREIHEIT (Junge Freiheit-Leserdienst), Postfach 601451, D - 14414
Potsdam

NATIONAL-ZEITUNG (DSZ Verlag), Paosostraße 2, D - 81243 München

SLEIPNIR (Verlag der Freunde), Postfach 217, D - 10182 Berlin

RUSSLAND UND WIR (Siegfried Keiling), Sindlinger Weg 1, D - 61350 Bad
Homburg

STAATSBRIEFE (Hans-Dietrich Sander), Postfach 140628, D - 80456 München

USA-BERICHT (Hans Schmidt), PO Box 1124, Pensacola, FL 32524-1124, USA


Periodici in lingua francese


CURRIER DU CONTINENT (Georges-Andrè Amaudruz), case ville 2428, CH - 1002
Lausanne

FAITS & DOCUMENTS - Lettre d'informations confidentielles, BP 254-09, F -
75424 Paris Cedex 09

GAZETTE DU GOLFE ET DES BANLIEUES (Le temps irreparable), 1 Aubray, F -
91780 Chalo Saint Mars

L'AUTRE HISTOIRE (SFPLA), BP 3, F - 35134 Coesmes

LECTURES FRANÇAISES, (Henri Coston) BP 1, F - 86190 Chirè-en-Montreuil

LE FLAMBEAU (Mark Fredriksen), BP 5087, F - 14042 Caen Cedex

LE PAMPHLET (Mariette Paschoud), case ville 4047, CH - 1002 Lausanne

REVISION (Alain Guionnet), 11 rue d'Alembert, F - 92130 Issy-les-Moulineaux

LA VIEILLE TAUPE (Pierre Guillaume), BP 98, F - 75224 Paris Cedex 05


Periodici in lingua inglese:


GANPAC BRIEF (Hans Schmidt), PO Box 1124, Pensacola, FL 32524-1124, USA

INSTAURATION (Howard Allen), Box 76, FL 32920 Cape Canaveral, USA

JOURNAL OF HISTORICAL REVIEW (IHR), PO Box 4296, Torrance, CA 90510, USA

THE TRUTH AT LAST (Edward Fields), PO Box 1211, Marietta, GA 30061, USA


Periodici in lingua spagnola:


REVISIÓN, Casilla de Correo 3782, CP (1000) Correo Central, Buenos Aires,
Argentina

APPENDICE E

(Elenco tratto dalla rivista L'UOMO LIBERO N° 41)


Centri librari alternativi:


ALL'INSEGNA DEL VELTRO (Claudio Mutti), viale Osacca 13, 43100 Parma

LA BOTTEGA DEL FANTASTICO (Marco Battara), via Plinio 32, 20129 Milano

LIBRERIA DI AR, largo Dogana Regia, 84100 Salerno

LIBRERIA EUROPA (Enzo Cipriano), via Sebastiano Veniero 74/76, 00192 Roma

ARNDTBUCHDIENST (Dietmar Munier), Postfach 3603, D - 24035 Kiel

BUCHDIENST NATION EUROPA, Postfach 2554, D - 96414 Coburg

DEUTSCHE VERLAGSGESELLSCHAFT (DVG), Postfach 1180, D - 32352 Preßisch
Oldendorf

DEUTSCHER BUCHDIENST (FZ Verlag), Paosostraße 2,D - 81238 München

DRUFFEL VERLAG (Gert Sudholt), Postfach, D - 82328 Berg/Starnberger See

GRABERT VERLAG, Postfach 1629, D - 72006 Tübingen

LESEN UND SCHENKEN (Dietmar Munier), Postfach 3603, D - 24035 Kiel

TÜRMER KULTURREISEN, Postfach, D - 82335 Berg am See

VERLAG FÜR GANZHEITLICHE FORSCHUNG UND KULTUR (Roland Bohlinger), Postfach,
D - 25884 Viöl

L'AENCRE, 12 rue de la Sourdière, F - 75001 Paris

FAITS ET DOCUMENTS (Emmanuel Ratier), BP 254-09, F - 75424 Paris Cedex

THE NOONTIDE PRESS (IHR), PO Box 2719, Newport Beach, CA 92659, USA

SAMISDAT PUBLISHER (Ernst Zündel), 206 Carlton Street, M5A 2L1
Toronto/Ontario, Canada

LIBRERIA EUROPA, Apartado 9169, E - 08080 Barcellona

EL WALHALLA srl, Casilla de Correo 2973, CP (1000) Correo Central, Buenos
Aires, Argentina


INDICE DEGLI ARGOMENTI


Nella nostra analisi del diario di Anna Frank si è cercato di mettere in
evidenza le varie contraddizioni presenti nel testo. Per motivi di
chiarezza, e per una più facile consultazione della nostra analisi,
elenchiamo qui di seguito quelle più ricorrenti:


NELL'ALLOGGIO SEGRETO SI ACCENDEVANO LE LUCI: vedi

lettere del:

20 ottobre 1942 pag. 15

28 novembre 1942 pag. 17

22 dicembre 1942 pag. 17

04 agosto 1943 pag. 20

03 marzo 1944 pag. 24

29 marzo 1944 pag. 26


SI PRODUCEVA DEL FUMO: vedi

lettera del:

11 novembre 1943 pag. 22


SI ACCENDEVA LA RADIO: vedi

lettere del:

11 luglio 1942 pag. 11

14 febbraio 1944 pag. 23

27 marzo 1944


SI TENEVA UN GATTO: vedi

lettere del:

14 agosto 1942 pag. 13

05 agosto 1943 pag. 21

SI EFFETTUAVA OGNI GENERE DI RUMORE (LAVORI DI FALEGNAMERIA, LITI, UTILIZZO
DI ELETTRODOMESTICI, ECC... ): vedi

lettere del:

11 luglio 1942 pag. 11

21 settembre 1942 pag. 14

09 novembre 1942 pag. 16

10 dicembre 1942 pag. 17

13 luglio 1943 pag. 19

04 agosto 1943 pag .20

05 agosto 1943 pag. 21

29 ottobre 1943 pag. 22

23 febbraio 1944 pag. 23

27 febbraio 1944 pag. 24

28 febbraio 1944 pag. 24

06 marzo 1944 pag. 25

15 marzo 1944 pag. 26

08 luglio 1944 pag. 30


GLI OTTO EBREI USCIVANO CONTINUAMENTE DALL'ALLOGGIO SEGRETO: vedi

lettere del

29 settembre 1942 pag. 14

29 marzo 1944 pag. 26


LE FINESTRE ERANO A VOLTE CHIUSE, ALTRE VOLTE APERTE: VEDI

Lettere del:


04 agosto 1943 pag. 20

23 febbraio 1944 pag. 23


BIBLIOGRAFIA


Anna Frank DIARIO - Giulio Einaudi editore - Torino, 1986

Anna Frank DIARIO - Giulio Einaudi editore - Torino, 1954

Il Diario di Anna Frank: una frode - edizioni La Sfinge - Parma, 1990

Enciclopedia Giudaica - 1974

NOTE

1Da quando è stata realizzata la famosa "legge Mancino" si è costretti, per
legge, a credere all'olocausto. Il "miscredente" che si dichiarasse tale,
rischia la reclusione fino a quattro anni e tre mesi. Nella democrazia
italiota siamo così giunti allo psico-crimine di orwelliana memoria.

2Età di Anna quando inizia a scrivere il diario.

3E' bene precisare che chi vi scrive non crede nell'olocausto, ed invita i
lettori scettici su questo punto a consultare i libri consigliati in
appendice.

.4Insieme degli storici, critici, scrittori, ecc. sostenitori della
veridicità dell'olocausto. Essi si contrappongono ai revisionisti, che
ritengono infondate le argomentazioni sterminazioniste, in quanto prive di
ogni fondamento, non solo storico-scientifico, ma anche logico. I
revisionisti quindi utilizzano un metodo storiografico scientifico, mentre
gli sterminazionisti non fanno altro che servire gli interessi della
propaganda del regime.

5Da quanto scritto dalla Ginzburg emerge chiaramente l'intenzione di porre
davanti agli occhi di chi si appresta a leggere il Diario di Anna Frank un
velo, in modo da annullare il senso critico del lettore, portandolo a vedere
solo ciò che si vuole che egli veda.

Questo è purtroppo solo uno degli esempi che si possono fare sulle varie
tecniche di condizionamento mentale che il regime adotta sistematicamente
per portare avanti ciò che possiamo definire "il sovvertimento di ogni
valore".

6Ci si riferisce soprattutto al potere di ricatto morale che gli ebrei non
mancano di usare ogniqual volta fa loro comodo. Ad esempio per giustificare
le atrocità commesse dallo stato d'Israele.

7 Di origine cazara. I cazari sono una popolazione caucasica convertitasi in
massa all'ebraismo nel settimo-ottavo secolo dell'era cristiana. Gli ebrei
di origine cazara vengono chiamati comunemente "askenazin" od "aschenaziti".
Essi hanno in comune solo la religione con gli altri ebrei, detti
"sefarditi", che sono di origine semitica.

8Non esisteva pertanto luogo peggiore per nascondersi; essendo quello il
primo nel quale la polizia sarebbe giunta, a rigor di logica.

9la quale aveva, fra l'altro, il compito di distruggere qualsiasi diario,
data l'espressa volontà della propaganda angloalleata di raccogliere ogni
testo che testimoniasse la "barbarie nazista".

10Vedi cartina in allegato n.12.

11Tratto da "Anna Frank diario" ed. Einaudi pag. 9

12Anna decide di cambiare il nome dei vari personaggi. Nel diario però non
vi é nessun accenno a tale cambiamento.

13Vedi primo gruppo di parole in allegato n. 10

14Vedi primo gruppo di parole in allegato n. 10

15Si avverte il tentativo di nascondere astutamente l'esistenza dei vicini,
per rendere più credibile il fatto che otto persone siano riuscite a non
farsi sentire ne vedere per più di due anni.

16Bisogna ricordare che ai lati dell'alloggio segreto vi era una fabbrica ed
una casa commerciale, quindi locali che di notte erano disabitati, se non si
pensa ad una eventuale guardia notturna (non menzionata da Anna).

In verità la storia della casa commerciale e della fabbrica non convince;
molto probabilmente negli edifici accanto vi abitavano stabilmente anche
delle persone.

17Il sottolineato é stato aggiunto per mettere in evidenza il contrasto tra
le due affermazioni.

18Sarebbe interessante esaminare il testo originale.

19 Vedi piantina in allegato n. 5

20Vedi nota relativa alla lettera dell' 11/07/1942.

21L'importanza di tale lettera verrà meglio discussa nella parte seconda.

22Più avanti leggerete come Anna si lamenta invece del cattivo sapore del
cibo.

23E' improbabile che anche in questa circostanza in casa non vi fossero
estranei.

24Vedi allegati n° 6 e 7

25Si legga l'episodio della venuta dei ladri descritto nella lettera del
01/03/1944, e ancor più quella del 11/04/1944.

26Le conclusioni che si possono trarre da questo episodio saranno esposte
nella parte seconda.

27Nella lettera del 20/10/1942 infatti si legge <<Il gancio che fissa lo
scaffale alla porta, e che poteva esser tolto dal di fuori da chi conosceva
il segreto,....>>. Quindi solo chi conosceva il modo per aprire la porta
scaffale poteva accedere all'alloggio segreto.

28L'edizione Einaudi riporta:<<Dopo la guerra voglio pubblicare un libro
intitolato Het Achterhuis. Se ci riuscirò o meno ancora non lo so, ma il mio
diario mi sarà di aiuto.>>

29L'edizione Einaudi riporta :<<Ore sei e tre quarti: Trrr... lo
svegliarino, che può far sentire la sua vocina a qualunque ora del giorno
(se si vuole, e talvolta anche se non si vuole).>>

301 libbra corrisponde a 300g in Italia, 0.453kg nei Paesi anglosassoni,
mentre in Olanda corrisponde a 500g.

31Vedi introduzione all'edizione Einaudi del diario di Natalia Ginzburg
riportata nell'introduzione.

32Per meglio comprendere l'argomento in questione bisogna sapere che
all'epoca la fame, quella vera, era diffusissima in tutti i territori
occupati dall'Asse. Tanto per intenderci in Italia, all'epoca, vi era la
stessa percentuale di infarti e di ictus che attualmente si registra in
India, paese dove l'alimentazione e quasi priva di proteine animali (che se
assunte in eccesso, in età adulta, possono provocare tali cause di morte) e
la morte per fame è endemica.

33Ministro dell'Educazione, Arti e Scienze.

34Emittente ufficiale del governo olandese, trasferitosi in Inghilterra,
dopo l'occupazione dell'Olanda da parte della Germania.

35Margine di mezz'ora.

36Si ritornerà su questo problema più ampiamente nella parte seconda.

37Vedi cartina in allegato n. 12

38Le foto che vi mostriamo ci sono pervenute da varie fonti, ma attualmente
non esiste una perizia seria del diario, ne' é stato concesso dal signor
Frank di effettuarne una

.39Vedi commento alla lettera del 11 aprile 1944

40Vedi lettera del 20/06/1942

41Anche Margot scriveva un diario, come si apprende nella lettera del
16/10/1942.

42Lettera del 16 settembre 1943.


43Tale libertà é confermata dalla lettera del 21/08/1942, in cui Anna
afferma che:<<Il signor Kraler ha infatti creduto opportuno di collocare uno
scaffale dinanzi alla nostra porta d'ingresso [...] Ora, se vogliamo
scendere sotto, dobbiamo prima chinarci e poi saltare, perché la scaletta
non c'è più. Dopo tre giorni eravamo tutti pieni di bolle sulla fronte,
perché urtavamo contro la porta molto bassa.>>. Da quanto letto si vede che
gli otto ebrei, contrariamente a quanto cerchino di far credere, uscivano
frequentemente dall'alloggio segreto, così frequentemente che si erano
provocati delle bolle sulla fronte, a causa degli urti contro la porta.

44Infatti questi clandestini, così tremebondi nel loro nascondiglio... si
concedevano persino il piacere di scrivere, spedire e ricevere lettere!

In data 20 agosto 1943, Anna scrive <<Van Daan guarda in tutti i cassetti e
in tutte le cartelle cercando la posta del giorno>>...

E che dire del fatto che Elli aveva <<combinato per Peter, Margot e me,
presso non so quale scuola, un corso di stenografia per corrispondenza>>
(lettera del 1 ottobre 1942).

Margot, inoltre deve studiare il latino, e il signor Frank non trova di
meglio che farsi mandare un programma dell'istituto di insegnamento di Leida
(lettera del 4 novembre 1943).

I poveri perseguitati, quindi, ricevevano regolarmente posta: niente male!

45La sola edizione americana ha venduto più di 2.500.000 copie.

46Vedi il saccheggio della Germania, da parte di Israele, con la scusa del
risarcimento dei danni di guerra.

47Il testo riportato é la trascrizione di quello originale, in quanto non é
stato possibile effettuarne la fotocopia per motivi burocratici.

48Nota che il termine "gentile" in ebraico si traduce con "non ebreo".

49Ci sentiamo di non essere d'accordo con la giustificazione trovata
nell'annuario, in quanto l'articolo "Children's Literature" si riferisce
chiaramente al Diario di Anna Frank e non alla sua versione teatrale.


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ALLEGATI
ALLEGATO n. 1
ALLEGATO n. 2
ALLEGATO n. 3
ALLEGATO n. 4
ALLEGATO n. 5
ALLEGATO n. 6
ALLEGATO n. 7
ALLEGATO n. 8
ALLEGATO n. 9
ALLEGATO n. 10
ALLEGATO n. 11
ALLEGATO n. 12

Gianrico Casiraghi

unread,
May 20, 2002, 10:33:34 AM5/20/02
to
Certo che è vergognoso che a distanza di tanti anni ci propinino
ancora favole come questa del diario di Anna Frank.
Ottimo post, grazie Artamano.
Ciao


--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

Martuzzi Pierluigi

unread,
May 20, 2002, 12:57:01 PM5/20/02
to
ILMon, 20 May 2002 14:33:34 +0000 (UTC), "Gianrico Casiraghi"
<gianrico....@email.it> scrisse:

[deleted]

Favola?
Pensa che e' stato trovato pure colui che esegui' materialmente
l'arresto.
Mi sa che le favole le racconta Artmanano, e nemmeno tanto originali
peraltro, in quanto sono le stesse cose di 40 anni orsono.
--
[Martuzzi Pierluigi]

Pomero

unread,
May 20, 2002, 12:55:18 PM5/20/02
to

"Gianrico Casiraghi" <gianrico....@email.it> ha scritto nel messaggio
news:968f0af539455a267ff...@mygate.mailgate.org...

> Certo che è vergognoso che a distanza di tanti anni ci propinino
> ancora favole come questa del diario di Anna Frank.
> Ottimo post, grazie Artamano.
> Ciao
>
Attendere prego. Causa intenso traffico tutti gli operatori
>sono momentaneamente impegnati. Lei verra' mandato
>affanculo non appena possibile. La preghiamo di restare
>in linea onde non perdere la priorita' acquisita. Grazie.

"Stardust®"

Pomero si associa


sergio

unread,
May 20, 2002, 3:16:01 PM5/20/02
to

> "Gianrico Casiraghi" <gianrico....@email.it> ha scritto
> > Certo che è vergognoso che a distanza di tanti anni ci propinino
> > ancora favole come questa del diario di Anna Frank.
> > Ottimo post, grazie Artamano.


> Attendere prego. Causa intenso traffico tutti gli operatori
> >sono momentaneamente impegnati. Lei verra' mandato
> >affanculo non appena possibile. La preghiamo di restare
> >in linea onde non perdere la priorita' acquisita. Grazie.

>
> Pomero si associa

e pure Sergio :)

artamano

unread,
May 20, 2002, 6:18:01 PM5/20/02
to

Martuzzi Pierluigi ha scritto nel messaggio ...

>Favola?
>Pensa che e' stato trovato pure colui che esegui' materialmente
>l'arresto.
>Mi sa che le favole le racconta Artmanano, e nemmeno tanto originali
>peraltro, in quanto sono le stesse cose di 40 anni orsono.


E'strano che in questo newsgroup le persone che difendono il mito falso
dell'olocausto manchino completamente di logica.
Io ho parlato di falso riguardo al diario e tu mi rispondi che non è vero
perchè Anne Frank è stata arrestata.
Ma tra tutti non potete radunare un po' di cervello ?
Per la storia so benissimo che la ragazza fu arrestata.
E mori' nel lager di tifo nel 1945.


Gugliandalf

unread,
May 21, 2002, 5:34:23 AM5/21/02
to
Gianrico Casiraghi, in it.cultura.storia,
<968f0af539455a267ff...@mygate.mailgate.org> dixit:

>Certo che è vergognoso che a distanza di tanti anni ci propinino
>ancora favole come questa del diario di Anna Frank.
>Ottimo post, grazie Artamano.

La linea e' libera: vaffanculo merda nazista.

Ave atque vale!
--
Gugliandalf
Sia lode al dubbio! [...] Leggete la storia e guardate in fuga furiosa
invincibili eserciti. / In ogni luogo fortezze indistruttibili rovinano
[...] Ma d'ogni dubbio il piu' bello / e' quando coloro che sono / senza
fede, senza forza, levano il capo e / alla forza dei loro oppressori /
non credono piu'! - Bertolt Brecht
(remove alias from address)

Luigi Vianelli

unread,
May 21, 2002, 5:50:59 AM5/21/02
to
"artamano"

> E'strano che in questo newsgroup le persone che difendono il mito falso
> dell'olocausto manchino completamente di logica.
> Io ho parlato di falso riguardo al diario e tu mi rispondi che non è vero
> perchè Anne Frank è stata arrestata.
> Ma tra tutti non potete radunare un po' di cervello ?

E' strano che in questo newsgroup tu continui a voler dare di te l'immagine
di una persona che non sa nulla di ciò che parla. La falsità del diario di
Anna Frank è una vecchia balla negazionista, inventata nella seconda metà
degli anni '50 del secolo scorso dal neonazista L.Stielau.

Il fatto è che nel 1986 è stata fatta una perizia sul diario stesso, a cura
del "Gerechtelijk Laboratorium" (il laboratorio scientifico forense
olandese). Questa perizia ha spazzato tutte le teorie negazioniste sul tema,
tanto che oggi solo i più ignoranti fra i negazionisti continuano a
sostenere questa bufala. Questa perizia si inserisce nel solco del vecchio
discorso fatto dai negazionisti, che negano l'esistenza di perizie e/o prove
scientifiche: il fatto è che bisognerebbe *leggerle* queste perizie, prima
di postare sciocchezze nei NG.

Comunque sia, più sotto riporto una ricostruzione completa di tutta la
questione (è in inglese, caro Artamano: ce la fai a leggerla o hai bisogno
del consueto aiutino con i disegni?)

Saluti.
Gigi

PS - Perché non fai pubblicare questa tua panzana in Olanda? Non piacerebbe
anche a te diventare un "martire della causa negazionista", dato che saresti
costretto a pagare come minimo un paio di migliaia di Euro alla Fondazione
Anna Frank? Pagherei volentieri il biglietto del viaggio per venirti a
vedere, mentre sostieni le tue tesi di fronte ai giudici...


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Denial of the Authenticity of the Diary
By: Teresien da Silva (Anne Frank House)

The German teacher L. Stielau wrote in a school magazine in 1958: "The
forged diaries of Eva Braun, of the Queen of England and the no more genuine
diary of Anne Frank have yielded those who profit from Germany's defeat
millions, while these have been extremely damaging to us." In Germany in the
thirties, Stielau was involved in leading the Hitler Youth and after the war
was an active member of the Deutsche Reichspartei, a Nazi organization. This
1958 publication was the first time doubts about the authenticity of the
diary received extensive media coverage.

In early 1959, Otto Frank filed a suit against Stielau. After
exhaustive and authoritative research into the authenticity of Anne Frank's
handwriting the court in Lübeck ruled in 1960 that the diary was authentic.
This was sufficient grounds for the court in 1961 to initiate proceedings.
It never came to this. Stielau declared that based on the examination he was
convinced that the diary was genuine and withdrew his allegations. Later on
Otto Frank regretted that he had not proceeded with the case and that he had
agreed to settling: "If I had known that there were people for whom a
settlement would not serve as sufficient proof, I would have continued the
case."

Perhaps it would have been better if Otto Frank had persisted given
the fact that the allegations continued. During the 1960's and 1970's the
authenticity of the diary was attacked in a variety of publications without
any legal action being taken until 1976. That year the Diary of Anne Frank
became the subject of a lawsuit in Frankfurt.

Since 1975, H. Roth had been publishing, with his own company,
brochures and pamphlets with titles such as Anne Frank's Tagebuch - eine
Fälschung and Anne Frank's Tagebuch - Der Grosse Schwindel. Otto Frank took
H. Roth to court in 1976 to stop distribution of the pamphlet Das Tagebuch
der Anne Frank - Warheit oder Fälschung? The Anne Frank House was involved
as co-complainant in this case. Two years later the judge handed down a
ruling prohibiting Roth from publicly expressing such ideas about the Diary
of Anne Frank under penalty of a maximum 500,000-DM fine or a maximum jail
term of six months. At the appeal, Roth produced a report by R. Faurisson
who he had asked to extensively examine the diary's authenticity. The report
failed to convince the court and the appeal was rejected in July 1979. In
1980, Faurisson published in French the results of his research under the
title Le journal d'Anne Frank est-il authentique?. In 1985, in Belgium, a
Dutch translation appeared - Het dagboek van Anne Frank: een vervalsing -
this time without the question mark.

There have been two court cases concerning the authenticity of the
diary dismissed on the grounds of freedom of speech. Both cases occurred in
Germany in 1979. The first case concerned the distribution of pamphlets by
the right-wing extremist E. Schönborn in 1978 in Frankfurt. The publication
claimed the Diary of Anne Frank to be a "forgery and the product of Jewish
anti-German atrocity-propaganda to support the lie of six million gassed
Jews and to finance the State of Israel." In the second case, in Stuttgart,
the Nazi W. Kuhnt was accused of publicly inciting racial hatred and
slandering the memory of a deceased person. Kuhnt wrote in an extreme
right-wing monthly that the diary was 'eine Fälschun' and 'ein Schwindel'.
In both cases the court ruled that if the complaint was actually filed by
one of the injured parties then a conviction for slander could still follow.
These dismissals created a major stir in the media.

On March 19, 1993, after many years, another case in Hamburg also came
to an end. The authenticity of Anne Frank's diary was also in question here.
It began in 1976 when, following performances of the play based on the
diary, E. Römer distributed pamphlets titled 'Best-Seller - ein Schwindel'
which claimed that the diary was a forgery. The Public Prosecutor decided to
proceed against Römer. Otto Frank was a co-complainant in this case. In 1977
the district court fined Römer 1500-DM. During the appeal stage a fellow
right-winger E. Geiss distributed pamphlets in the courtroom alleging that
the diary was a complete forgery. Geiss was also brought before the court
and received a six-month jail sentence. He also filed an appeal and the
Römer and Geiss cases were combined. The German Criminal Court Laboratory,
the Bundeskriminalamt (BKA) was asked to examine the kind of paper and the
types of ink used in the manuscript of Anne Frank's diary. Results showed
that the paper and the ink concerned had been in use during the war and for
some years afterwards. Remarkably, the BKA concluded that "the later
corrections made on the loose-leaf pages were written in part in black,
green and blue ballpoint pen." Verifying the findings of the BKA proved to
be impossi-ble since there was no mention of the exact place, nature and
extent of these ballpoint corrections. During the Stielau case, twenty years
earlier, it had been established, also by handwriting experts, that the work
had been written entirely by Anne Frank herself. The BKA report appeared to
cast doubt on this ruling. In 1980 the German magazine Der Spiegel published
a rather inaccurate article about the findings of the BKA report. The
message of this article was: "this undermines the authenticity of the
document even further," and it caused an enormous commotion both at home and
abroad.

In August 1980 Otto Frank died. His daughter's manuscripts were left
to the Dutch State, which deposited the documents with the Nederlands
Instituut voor Oorlogsdocumentatie (Netherlands Institute for War
Documentation, or NIOD). Otto Frank appointed as his heir the Anne Frank
Fund in Basel, which therefore also inherited the copyright of the book. The
NIOD decided to publish the complete diaries of Anne Frank in an annotated
version, in part as an answer to the continuing attacks on the book's
authenticity. The "Gerechtelijk Laboratorium" (State Forensic Science
Laboratory) in Rijswijk was asked to conduct an extensive examination of the
manuscript with regard to her handwriting and other technical aspects. The
BKA was invited by the "Gerechtelijk Laboratorium" to indicate where on the
loose-leaf pages they had found the ballpoint ink. The BKA was unable to
point out a single alleged correction in ballpoint ink. The court in Hamburg
had decided to wait for the results of the RIOD investigation. In 1986 the
complete diaries of Anne Frank and the positive results of the laboratory
research were published under the title De dagboeken van Anne Frank (The
diaries of Anne Frank). The German translation of 1988 was used as evidence
by the court in Hamburg. After all these years, the case was resumed in
1990. At his appeal, Geiss was now sentenced to a 6000-DM fine. Römer had
died by then. Geiss's defense appealed in 1991 for a review of the
conviction based on the fact that the statute of limitations on the offence
had lapsed. On March 19, 1993 the verdict was indeed set aside because of
the time lapse and the case came to a definitive end.

Bibliography

1. David Barnouw (ed.), De dagboeken van Anne Frank, Rijksinstituut
voor Oorlogsdo-cumentatie, The Hague 1986
2. Gie van den Berghe, De uitbuiting van de Holocaust, Baarn 1990
3. Gill Seidel, The Holocaust Denial.Antisemitism, Racism and the New
Right
4. Vera Ebels-Dolnová (ed.), The Extreme Right in Europe and the
United States Anne Frank Foundation, Amsterdam 1985
5. Hugo Gijsels, Het Vlaams Blok, Louvain 1992
6. NRC Handelsblad, 18 January 1992
7. Rinke van den Brink, 'De groezelige denkbeelden van een Belgische
rechts-radicaal' in Vrij Nederland, 11 July 1992
8. Hugo Gijsels, 'Dossier: De Holocaust ontkenners' in Casablanca
Vol.1 Nov-Dec 1992
9. Martijn van Hennik, 'De ontkenning van het verleden' in Kleio Vol.4
1993
10. Anne Frank House Archives


sergio

unread,
May 21, 2002, 11:00:57 AM5/21/02
to
Il 21 Mag 2002, 11:50, "Luigi Vianelli" <vvianell...@tin.it> ha
scritto:

>E' strano che in questo newsgroup tu continui a voler dare
di te
>l'immagine
>di una persona che non sa nulla di ciò che parla. La
falsità del diario di
>Anna Frank è una vecchia balla negazionista,
inventata nella seconda metà
>degli anni '50 del secolo scorso dal
neonazista L.Stielau.
(CUT)

>PS - Perché non fai pubblicare questa tua
panzana in Olanda? Non
>piacerebbe
>anche a te diventare un "martire
della causa negazionista", dato che
>saresti
>costretto a pagare come
minimo un paio di migliaia di Euro alla Fondazione
>Anna Frank? Pagherei
volentieri il biglietto del viaggio per venirti a
>vedere, mentre sostieni
le tue tesi di fronte ai giudici...

ROFL

il solito artamano straparla
senza sapere di che. La stessa cosa l'ho riscontrata pure sulle cazzate che
spara sulla guerra all'Est. Se avesse solo letto chesso' Ericksson non
scriverebbe le fesserie che ha scritto.
Oddio, forse le scriverebbe lo
stesso tanto per rimanere fedele ai dettami di Goebbels.

Grazie di
nuovo per il post Luigi.

ciao
Sergio

--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it

Arduino D'Ivrea

unread,
May 21, 2002, 4:03:18 PM5/21/02
to

"artamano" <arta...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:XvSF8.60828$CN3.1...@news2.tin.it...

Ecco per chi fai il tifo:
Ad'I

È stato arrestato dalla polizia canadese
il Criminale di guerra Saifert Michael di nazionalità ucraina nato il 16/
03/. 1924
Il Saifert e condannato dal Tribunale Militare di Verona alla pena
dell'egastolo per il reato di:
Per aver in concorso con altri durante il servizio prestato nelle forze
armate tedesche, nemiche dello stato italiano con il grado di Gefreiter o
(Rottenführer) delle SS svolgendo le funzioni di addetto alla vigilanza del
campo di concentramento di transito di Bolzano tra il dicembre 1944 e
l'aprile del 1945, con altri e senza giustificato motivo, cagionava la
morte di numerose persone almeno 18 che si trovavano prigioniere nel campo
di Bolzano, adoperando sevizie nei loro confronti con crudeltà e
premeditazione.

Alcuni esempi:
A) nel febbraio '45 torturava un prigioniero anche col il fuoco
cagionandoli
la morte
B) Torturava una giovane ebrea infierendo sul corpo con bottiglie spezzate
C) Torturava e uccideva una prigioniera di 17 anni bastonandola e versando
acqua ghiacciata
D) Nella notte di Pasqua 1 Aprile 1945 dopo aver inflitto violente
bastonature al giovane prigioniero Pezzutti Bortolo lo uccideva
squarciandogli il ventre
E) Tra il 1° e il 15 gennaio 1945 uccideva, nelle celle di isolamento del
Lager in concorso con altri la prigioniera Leoni Giulia in Voghera, ebrea,
e
la figlia di costei, Voghera augusta in Menasse, torturandole per circa due
ore versando addosso acqua gelate ed infine strangolandole.

Il Saifert è stato condannato in contumacia il 22 febbraio 2001 cinquanta
sei anni dopo i delitti non ha mai fatto un giorno di prigione fino ad
oggi.

Martuzzi Pierluigi

unread,
May 22, 2002, 1:11:24 PM5/22/02
to
ILMon, 20 May 2002 22:18:01 GMT, "artamano" <arta...@tin.it> scrisse:

>Ma tra tutti non potete radunare un po' di cervello ?
>Per la storia so benissimo che la ragazza fu arrestata.
>E mori' nel lager di tifo nel 1945.

Oltre a quello che ha scritto Luigi, aggiungo che proprio colui che
esegui materialmente l'arresto parlo' del piccolo libricino caduto per
terra che non raccolse.
Chissa' a quante Anne Frank questo non e' capitato e la loro
testimonianza e' finita nell'oblio.
--
[Martuzzi Pierluigi]

Gianrico Casiraghi

unread,
May 22, 2002, 2:06:40 PM5/22/02
to
> Il fatto è che nel 1986 è stata fatta una perizia sul diario stesso, a cura
> del "Gerechtelijk Laboratorium" (il laboratorio scientifico forense
> olandese). Questa perizia ha spazzato tutte le teorie negazioniste sul tema,
> tanto che oggi solo i più ignoranti fra i negazionisti continuano a
> sostenere questa bufala. Questa perizia si inserisce nel solco del vecchio
> discorso fatto dai negazionisti, che negano l'esistenza di perizie e/o prove
> scientifiche: il fatto è che bisognerebbe *leggerle* queste perizie, prima
> di postare sciocchezze nei NG.
>
> Comunque sia, più sotto riporto una ricostruzione completa di tutta la
> questione (è in inglese, caro Artamano: ce la fai a leggerla o hai bisogno
> del consueto aiutino con i disegni?)
> Saluti.
> Gigi

Caro sig. Vianelli,
nel suo post lei correttamente riassume le note vicende della formale
autenticazione del diario di Anna Frank da parte delle autorità
olandesi.
Personalmente ho sempre ritenuto che tale autenticazione è stata
necessaria, opportuna e fortemente voluta e guidata al fine di
prolungare la vita del grande castello di carte costruito con meticolosa
precisione per fare della Germania di Hitler il capro espiatorio di
tutti i mali del XX secolo e a quanto pare anche del XXI.
Finchè sussisteranno le fortissime motivazioni prima di tutto
pecuniarie, e poi politico-morali-ideologiche che sostengono il mito
dell'Olocausto, non avremo alcuna speranza di veder finalmente
affrontata tale questione con criteri obiettivi, così come continueranno
ad apparirci davvero insignificanti le difficoltà di garantire alle
varie pezze d'appoggio (non ultimo il Diario di Anna Frank) veri e
propri "certificati di garanzia".... difficoltà che peraltro
impallidiscono di fronte al veramente arduo compito di sostenere che i
nazisti abbiano eliminato 6 milioni di ebrei...

Al di là di questo, ognuno, leggendo il Diario, può avere la propria
opinione in merito.
La mia, guarda caso, collima in molti punti con quanto postato da
Artamano.
Non avendo il benchè minimo desiderio o pretesa che tale opinione debba
appartenere anche ad altre persone, mi ritengo però più che libero di
poter esprimere, in mezzo a tanti poco civili dissensi, la mia
approvazione all'autore del post.
La saluto.
Gianrico Casiraghi

Luigi Vianelli

unread,
May 22, 2002, 2:30:19 PM5/22/02
to
"Gianrico Casiraghi"

> Caro sig. Vianelli,
> nel suo post lei correttamente riassume le note vicende della formale
> autenticazione del diario di Anna Frank da parte delle autorità
> olandesi.

[cut]

Caro Gianrico,
la tua è un'opinione, e come tale la rispetto. Nel mondo se ne sentono
tante, per cui non mi scompongo minimamente nel sentire che tu approvi
Artamano.

La cosa che in realtà dà fastidio è il tentativo di ammantare di
"scientificità" o di "storiograficità" (consentimi il termine) ciò che
"scientifico" o "storiografico" non è per nulla

Oltre a ciò, la cosa che dà un supplemento di fastidio è l'utilizzo di
argomentazioni e testi che addirittura gli stessi negazionisti hanno ormai
da tempo tralasciato. Sarebbe come se io pretendessi di raccontare la
nascita di Roma (storiograficamente parlando), utilizzando come unico testo
di riferimento l'Eneide.

Padronissimo tu di credere che al mondo esista il "mito dell'olocausto" (io
preferisco dire "Shoah"). Certo è che diventa poi assai difficile
giustificare questa presa di posizione - che sa molto di "ideologico" - alla
luce delle regole comunemente accettate dalla storiografia o dalla scienza.

Ma vedo che tu non ti ci provi nemmeno, per cui ricambio cordialmente i tuoi
saluti e mi fermo.

Quando poi vorrai parlare anche di storia, siamo qui...

Gigi


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