Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

bombardamenti alleati delle città italiane

332 views
Skip to first unread message

Artamano

unread,
Dec 15, 2007, 5:29:00 PM12/15/07
to

Per iniziativa del Comitato per Foggia diffondiamo questi testi relativi ai
bombardamenti anglo-americani.
Si prega gli aderenti al Comitato di diffonderlo a tutti i loro indirizzi.
Chi non lo avesse ancora fatto invii la propria adesione a
comitato...@libero.it

GLI "ALLEATI"? VA BENE, MA DI CHI ? I BOMBARDAMENTI

--------------------------------------------------------------------------------

--------------------------------------------------------------------------------

--------------------------------------------------------------------------------

I BOMBARDAMENTI DEI LIBERATORI
a cura di Mauro Franciolini
1942
Le incursioni sulle nostre città furono compiute prevalentemente dopo
l'8 settembre 1943 e cioè quando l'Italia era virtualmente "alleata" con gli
anglo-americani.
I primi attacchi leggeri si ebbero sul meridione d'Italia per opera
della R.A.F. con base sull'isola di Malta.
Le prime dure incursioni su Napoli furono effettuate dall'U.S.A.A. F. il
4 e l'11 dicembre: si trattò anche delle prime incursioni dei bombardieri
americani sull'Italia. Le città maggiormente colpite furono Torino, Milano e
Genova: attacchi pesanti, ma non come quelli dell'agosto dell'anno dopo. I
bombardamenti sul "triangolo industriale" furono organizzati dal "Bomber
Command" della R.A. F. durante la cosiddetta "offensiva di autunno". Milano
subì un solo bombardamento fra il 24 ed il 25 ottobre: 470 furono gli
edifici distrutti.
Fra l'ottobre/novembre Genova fu colpita 6 volte: 1.250 edifici di vario
genere furono distrutti. Fra il novembre/dicembre Torino subì 7
bombardamenti: 142 ettari distrutti di superficie edificate (70 fabbriche,
24 edifici pubblici, e circa 1.950 abitazioni). L'incursione più violenta fu
quella della sera del 9 dicembre su Torino: 196 apparecchi scaricarono sulla
città 147 tonnellate di bombe e 256 tonnellate di spezzoni incendiari.
Gli inglesi impiegarono complessivamente 1.811 aerei di cui 1.477
attaccarono le città italiane scaricandovi circa 2.740 tonnellate di bombe e
perdendo 31 aerei. Le vittime furono circa 1.300
1943
La caduta di Mussolini in seguito agli avvenimenti del 25 luglio aveva
generato in molti italiani l'illusione che anche la guerra dovesse cessare,
risparmiando ulteriori lutti e distruzioni. Illusione svanita subito nella
notte fra il 7 e l'8 agosto 1943 quando, Milano, Torino e Genova, subirono
il contemporaneo e duro attacco della R.A. F. In quella notte, 201
tonnellate di bombe esplosive e spezzoni incendiari si riversarono su
Milano, 195 tonnellate su Torino e 169 su Genova.Queste incursioni non
dovevano rappresentare che un "assaggio" di quanto sarebbe successo nei mesi
successivi.
L'11 agosto un massiccio bombardamento devastò la città di Terni
seppellendo sotto le macerie centinaia di vittime. Il 13 agosto anche Roma,
appena dichiarata "città aperta", fu violata da circa 500 tonnellate di
bombe americane che provocarono circa 2.000 morti e notevoli danni.
La notte del 13 agosto su Torino caddero 244 tonnellate di bombe e, la
notte del 17 agosto, altre 248 tonnellate. Milano, 12 / 16 agosto 1943: Il
più feroce attacco che mai avesse subito, sino a quel momento, una città
italiana fu quello su Milano nella notte fra il 12 e il 13 agosto: 504
bombardieri inglesi rovesciarono sulla città 1.252 tonnellate di bombe e
spezzoni incendiari. Due giorni dopo, nella notte del 15 agosto, 140
bombardieri inglesi scaricarono altre 415 tonnellate di esplosivi. Non era
ancora finita: nella notte del 16 agosto si presentarono nel cielo della
città 199 bombardieri che scaricarono altre 601 tonnellate di ordigni
mortali. In quattro giorni Milano fu martirizzata da 2.268 tonnellate di
bombe sganciate da 843 aerei della R.A.F. inglese. Il bilancio finale fu
drammatico: 239 industrie colpite, distrutte o gravemente danneggiate,
11.700 edifici abbattuti, più di 15.000 quelli danneggiati, le centrali
elettriche irreparabilmente bloccate, la rete di trasporti e di
comunicazioni quasi totalmente inservibili, centinaia i morti.
In quella prima metà di agosto 1943 caddero dunque sui centri principali
dell'Italia settentrionale 3.325 tonnellate di esplosivo.Il 28 agosto furono
poi bombardate Taranto, Cosenza e, a seguire, Novara, Foggia, Salerno,
Crotone, Viterbo, Avellino, Lecce, Bari, Orte, Cagliari, Carbonia,
Civitavecchia, Benevento.Frascati fu rasa al suolo e migliaia furono i
morti. Il 1 settembre 1943 fu distrutta Pescara, città completamente priva
di difesa antiaerea.
Il "Bomber Command" della R.A.F. ed i bombardamenti sull'Italia
Nel 1973 il "Public Record Office" di Londra rese pubblici i documenti
relativi ai bombardamenti inglesi sull'Italia. Queste notizie, attestate in
modo incontestabile dalle autorità inglesi, portarono a conoscenza di un
piano a lunga scadenza, elaborato nei minimi particolari, che avrebbe
previsto un diluvio di fuoco sull'Italia. Secondo tale progetto, gli
anglo-americani avrebbero dovuto scaricare sull'Italia del nord, in un
periodo compreso fra il settembre 1943 e il febbraio 1944 qualcosa come
45.000 tonnellate di esplosivo! Nella serie di tali documenti, corredati da
numerose mappe raffiguranti gli obiettivi principali, fa spicco un eloquente
messaggio inviato dal direttore delle "Operazioni di bombardamento",
Commodoro Bufton, al direttore dei "Piani di bombardamento", Commodoro
Elliot. Nello scritto, che reca la data del 29 luglio 1943, si legge anche:
"Stabilita l'opportunità di attaccare l'Italia, ci proponiamo di trasportare
sugli obiettivi del Nord circa 3.000 tonnellate di bombe nel mese di agosto,
8.000 tonnellate nei mesi di settembre e di ottobre e 6.500 tonnellate in
ciascuno dei mesi invernali, se le condizioni atmosferiche saranno
favorevoli...". I bombardamenti dell'agosto 1943 non furono quindi solo
"avvertimenti" o "pungoli" per accelerare la firma di una resa, ma
rientravano in un piano programmato che, come per numerose città tedesche,
prevedeva la totale distruzione dei centri vitali della nazione mediante il
sistema dei cosiddetti bombardamenti "a tappeto".
Negli ultimi tre mesi del 1943 i bombardamenti terroristici
anglo-americani provocarono 6.500 morti e circa 11.000 feriti, distruggendo
e danneggiando migliaia di edifici.
1944
Furono migliaia e non risparmiarono nessuna città. Solo nel 1944, gli
anglo-americani effettuarono sull'Italia centro-settentrionale, territorio
della RSI, 4.541 incursioni, uccidendo 22.000 civili e ferendone oltre
36.000. Ci fu una vera e propria "escalation" di terrificanti incursioni che
non risparmiarono nessuna città e che raggiunsero una frequenza quasi
quotidiana. Firenze, per esempio, subì 7 bombardamenti (di cui 5 massicci)
che causarono oltre 700 morti, migliaia di feriti e la distruzione di
migliaia di case, oltre che danni gravissimi al patrimonio artistico della
città. Molte furono le incursioni anglo-americane particolarmente odiose e
criminali. Bisognerebbe ricordarle tutte ma, a titolo di esempio, valgano
queste:
Il martirio di Treviso: La città fu selvaggiamente aggredita il giorno
di Venerdì Santo e fu distrutta da un violento bombardamento che costò la
vita a 4.000 abitanti.
I "liberatori" sul Lago Maggiore: Il 25 settembre, due aerei inglesi
sganciarono un grappolo di bombe su un gruppo di case di Intra provocando 11
morti e numerosi feriti. Poco dopo, gli stessi aerei mitragliarono il
battello "Genova" di fronte a Baveno sul Lago Maggiore. Il battello colpito,
che aveva a bordo solo civili (in prevalenza donne e bambini), prese fuoco:
molti furono i morti ed i feriti.
Il 26 settembre, aerei inglesi (probabilmente gli stessi del giorno
prima) attaccarono il battello "Milano" carico di sfollati che si erano
imbarcati a Laveno per raggiungere la sponda piemontese del lago. A bordo
c'era anche un reparto del battaglione "M" Venezia Giulia che stava tornando
alla scuola di Varese della G.n.r.: dieci di loro perirono nell'attacco.
L'ecatombe dell'Impruneta Il 27 luglio, aerei della Quinta squadriglia
del 239° stormo, appartenenti alla "Desert Air Force" (Daf), bombardarono "a
tappeto" l'Impruneta. Il paese era affollato soltanto da civili inermi che
speravano di aver trovato un rifugio sicuro dalle incursioni alleate. La
maggior parte dei rifugiati morì sotto le bombe dei "liberatori", mentre i
superstiti furono falciati dalle mitragliatrici dei "Kittyhawks"
sudafricani. Il 28 luglio, un'altra incursione si scatenò contro la basilica
del paese: si salvò solo il ritratto della Madonna.
La strage degli innocenti
Il 10 ottobre sul rione popolare di Gorla (Milano) una bomba americana
centrò in pieno una scuola: i bambini uccisi furono oltre 200. Accurati
studi di storici militari hanno dimostrato con certezza che non si trattò di
un errore. Per questo crimine immondo il governo americano non ha neppure
chiesto scusa.
RINASCITA Quotidiano del 30 Marzo 2001

I BOMBARDAMENTI IN EUROPA In breve
I bombardamenti anglo-americani sulle varie nazioni dell'Asse
hanno ucciso oltre 3.500.000 di civili: nessun processo non è mai stato
intentato contro gli autori di questi crimini.
Secondo dati ufficiali del 1945, diramati dal ministero della
Guerra degli Stati Uniti, soltanto in Germania le forze aeree inglesi ed
americane hanno ucciso o ferito 1.080.000 civili tedeschi, distrutto o
gravemente danneggiato 3.600.000 delle loro case, con 7.500.000 senzatetto.
E' falso e strumentale sostenere che i bombardamenti
indiscriminati sulla Germania furono effettuati per vendicare quelli
tedeschi sull'Inghilterra ed un' autorevole conferma proviene dallo storico
inglese Peter H. Nicoll che, già nel 1946, affermava:
"...il primo bombardamento aereo notturno è stato fatto dagli
inglesi nel maggio 1940 sull'antica città universitaria di Friburgo con
nessun obiettivo militare.
Allora venne l'avvertimento di Hitler. Se, egli disse, questi
bombardamenti notturni non finiscono, noi cominceremo la rappresaglia e
raderemo al suolo le città inglesi.
Hitler attese tre mesi durante i quali le nostre incursioni
notturne diventarono davvero peggiori.
Hitler quando vide che il suo avvertimento era ignorato, e
soltanto dopo tre mesi di inutile attesa, lasciò partire la sua minacciata
freccia della rappresaglia...
"E' importante ricordare che mentre furono distrutte o gravemente
danneggiate città d'arte, in particolare tedesche ed italiane, né Oxford, né
Cambridge e neppure Edimburgo furono attaccate.
RINASCITA Quotidiano del 30 Marzo 2001


--------------------------------------------------------------------------------

LA FURIA DEI "LIBERATORI" SULLE CHIESE DI CORI
L'apparente inutilità militare dei bombardamenti terroristici fece sorgere
delle "leggende metropolitane": per spiegare le bombe su Treviso si sparse
la voce che c'era quel giorno una riunione di alti comandi tedeschi; per il
bombardamento di Gorla si favoleggiò che fosse avvenuto proprio mentre
Albert Speer, ministro tedesco degli armamenti, era di passaggio a Milano;
altri avrebbero addirittura sollecitato i bombardamenti per affrettare
l'insurrezione.
A sud di Roma, tra la via Casilina e l'Appia, c'è un paese - Cori - dove si
pensa tutt'ora a una segnalazione di improbabili partigiani male
interpretata dal comando alleato.
Dal programma "LA GRANDE STORIA" trasmesso Giovedì 15 luglio 2004 su
"RAITRE" -
trascrizione di testimonianze raccolte (dal Cyberamanuense Mauro
Franciolini) nel corso della puntata "BOMBARDAMENTI":
Una donna ricorda:
A Cori hanno bombardato tutte le chiese perché gli americani avevano saputo
che il comando tedesco si trovava in una località chiamata Santa Margherita.
e loro pensavano che fosse una chiesa. per cui hanno cercato di colpire
tutte le chiese del paese.
Un anziano ricorda:
A Cori hanno cercato di centrare tutte le chiese perché non sapevano quale
era la Santa Margherita. E, infatti, le hanno centrate quasi tutte: San
Salvatore, dove c'è tutta la famiglia distrutta di mia moglie, e Santa
Caterina lo stesso. distrutta pure; e San Pietro, vicino al tempio d'Ercole,
anche lì ci furono molti più morti perché la chiesa era grande: era proprio
l'ora delle funzioni religiose. Non venite la domenica a bombardare! Un
giorno di lavoro. in modo che in chiesa, per dire, non ci stava nessuno e
tutti quei morti si sarebbero potuti salvare, insomma.
Una donna ricorda:
Per quattro mesi i morti sono rimasti là sotto. a meno che qualcuno non se
li è scavati per conto suo, ma non c'erano autorità. Io penso che l'abbiano
organizzato piuttosto le truppe alleate. quando sono passati gli americani
che hanno organizzato queste cose.
Un uomo ricorda:
Questo lo credo ancora io! Che era un bombardamento per terrorizzare la
gente: di fatti non è giustificato sia quello di Cori, come quello di
Velletri il 22 e 23 gennaio del 1944. che hanno ammazzato 600 persone. Cioè,
come si può giustificare. ed io parlo di popolazione civile. perché dice:
"C'erano
i tedeschi ai campanili, alle chiese. c'erano gli osservatori." il che non è
vero niente, no!? A Velletri che c'era!? A Velletri non c'era niente. che
sta a 16/20 chilometri da qua.

--------------------------------------------------------------------------------

IL 22 LUGLIO GLI ALLEATI BOMBARDARONO LA CITTA' (FOGGIA ndr) PROVOCANDO 22
MILA MORTI Agostinacchio: oggi, nel ricordo di quella tragedia, rinnoviamo
il nostro impegno per la pace
Loris Castriota Skandeberg
FOGGIA. A 58 anni dalla sanguinosa estate del 1943, Foggia celebra la
memoria delle oltre 20mila vittime che hanno segnato una delle pagine più
tragiche della sua storia.
Il 75% delle costruzioni rase al suolo, 12 bombardamenti a tappeto -
senza discriminazione di obiettivi - da parte delle Fortezze Volanti tra il
maggio ed il settembre, episodi toccanti e atti di eroismo: un diario di
poche settimane di guerra dal cielo che fece meritare a Foggia la medaglia
d'oro al valor civile.
Ancora oggi, sono poche le famiglie foggiane che non hanno pagato con la
vita di un proprio caro un tributo di sangue a quelle giornate dell'estate
'43.
Una strage ingiustificata, come hanno riconosciuto, a decenni di
distanza anche tanti storici inglesi che, riprendendo analisi delle azioni
di guerra degli Alleati in quella tragica estate, hanno rilevato la scarsa
rilevanza militare dell'obiettivo, almeno in quel periodo e in quel
particolare momento del conflitto.
Il fronte si era spostato a nord, le colonne di militari tedeschi erano
ormai in marcia sulla dorsale Adriatica, e Foggia, con il suo pur importante
nodo ferroviario, non alimentava più le truppe dell'Asse. E neppure i 16
aeroporti militari che erano stati allestiti con mezzi di fortuna nel
Tavoliere, erano abbastanza distanti dalla città dal preservarla da
incursioni dirette ad indebolire il nemico: tra l'altro, gli Alleati avevano
tutto l'interesse a conservare infrastrutture che avrebbero potuto sfruttare
in seguito.
Ma Foggia andava «conventrizzata» come criminalmente disse il giorno
dopo Radio Londra: le andava, cioè, restituita la sorte riservata dai
bombardieri tedeschi alla cittadina inglese di Coventry che, qualche giorno
prima, era stata pesantemente colpita. Con una sostanziale differenza:
all'epoca, Coventry era sede di un rilevante numero di fabbriche importanti
per lo sforzo bellico alleato.
Una mera rappresaglia, dunque. Un atto di terrorismo psicologico
gratuito, cinico, spietato: una politica di guerra perseguita senza la
minima considerazione delle vite di inermi cittadini civili e mai un cenno
della volontà di risarcire - se non materialmente - almeno moralmente una
città coni gravemente colpita.
Come ormai da due anni, anche oggi l'amministrazione comunale guidata
dal sindaco Paolo Agostinacchio commemora quei tristi giorni e rende omaggio
alla memoria dei 22mila foggiani caduti sotto le bombe e le macerie.
La «Giornata della pace». Un titolo significativo per un calendario di
manifestazioni che vuol diffondere un solo messaggio: pace nel mondo, mai
più Terrore e l'orrore della guerra per risolvere le umane questioni.
«Migliaia di vittime, scene ancora presenti ai superstiti, il pianto
disperato dei bambini: questa fu restate del 1943 a Foggia - ha ricordato il
sindaco Agostinacchio in un messaggio ai cittadini - la città ricordando le
sue vittime indica quale obiettivo irrinunciabile la costante ricerca della
pace. Non vendetta, ma pace: ecco il significato delle celebrazioni del 22
luglio. Dalla torre campanaria del Comune, partiranno 12 rintocchi: tanti
quante furono le incursioni, fino al 6 settembre 1943. Ad anni di distanza,
nessuno ha spiegato il motivo per il quale anche tre giorni dopo la firma
dell'armistizio, apposta il 3 settembre sui protocolli resi pubblici l'8
settembre, Foggia fu brutalmente e terroristicamente bombardata: dato che
dovrebbe essere oggetto di qualche riflessione, non soltanto in sede
storica».
IL SECOLO D'ITALIA Quotidiano 22 Luglio 2001

--------------------------------------------------------------------------------

IL MARTIRIO DI FOGGIA
Dal programma "LA GRANDE STORIA" trasmesso Giovedì 15 luglio 2004 su
"RAITRE" -
trascrizione di testimonianze raccolte (dal Cyberamanuense Mauro
Franciolini) nel corso della puntata "BOMBARDAMENTI":
Elenco delle incursioni americane che nel 1943 distrussero Foggia:
28 maggio 300 vittime
30 maggio 9 vittime
31 maggio 153 vittime
21 giugno 91 vittime
15 luglio 1.293 vittime
22 luglio 7.643 vittime
19 agosto 9.581 vittime
25 agosto 971 vittime
9 settembre 21 vittime
17 settembre 168 vittime
18 settembre 11 vittime
TOTALE 20.241 vittime
Nello spaventoso bombardamento del 22 luglio 1943 settantuno "Fortezze"
americane, appartenenti al 97° ed al 99° Gruppo, colpirono tutta l'area
cittadina. Nella terrificante incursione del 19 agosto 1943 centosessantadue
"Fortezze" e settantuno "Liberators" sganciarono sulla città 586 tonnellate
di esplosivo.
Un anziano ricorda:
"Il 22 luglio 1943 ci fu un enorme bombardamento che interessò l'intera
città e, dopo il bombardamento, ci fu un mitragliamento su tutta l'area
cittadina: specialmente nelle zone interessate da ville e giardini. Il
mitragliamento non era diretto su forze armate , ma era diretto su chiunque
si trovasse a camminare e, combinazione, quando effettuarono questi
mitragliamenti sulle ville , nel cimitero e nella villa comunale non
esistevano più depositi perché erano stati portati via già da oltre un mese.
Quindi l'azione fu subita, esclusivamente, dalla popolazione civile".

--------------------------------------------------------------------------------

GROSSETO, LUNEDI' DI PASQUA 1943: LA STRAGE DELLE GIOSTRE
Le bombe del 301° Gruppo americano avevano già ucciso, in un paesino sardo,
dei bambini all'uscita dall'asilo. Altri a Cagliari in un giorno di festa.
Il Lunedì di Pasqua del 1943 l'obiettivo dell'operazione "Uovo di Pasqua
color oliva" era l'aeroporto militare di Grosseto, ma il 301° fece anche 134
vittime civili e, fra queste, 27 erano bambini.
Dal programma "LA GRANDE STORIA" trasmesso Giovedì 15 luglio 2004 su
"RAITRE" -
trascrizione di testimonianze raccolte (dal Cyberamanuense Mauro
Franciolini) nel corso della puntata "BOMBARDAMENTI":
Un anziano (soldato all'epoca del fatto) ricorda:
.il Lunedì, alle due circa del giorno, arrivarono questi aerei senza
preavviso. Vedevo dei bossoli di mitraglia di quelli così. (indicando con le
mani circa 15/20 cm.); poi, infatti, è stato riscontrato che,
effettivamente, allora avevano mitragliato forse dall'alto, non lo so. dalla
parte di qua dov'erano le giostre. e ci fu una strage eh.specialmente
davanti all'ospedale militare che, poi, è vicino alla ferrovia c'erano due
grosse buche: roba da matti. roba da far spavento.
Una donna (bambina all'epoca del fatto) ricorda:
L'allarme non aveva suonato, stranamente, perché suonava sempre con molto
anticipo tanto che eravamo anche un po' stufi: bombardavano Genova e.
suonava l'allarme che durava tutta la giornata. E quel giorno, invece, no.
Arrivammo all'angolo per andare al rifugio; mia sorella, che mi teneva
ancora per mano, mi buttò a terra e mi disse: "Giù!" e io le dissi: "No! Ho
il vestito nuovo della Pasqua!". Ci buttammo per terra perché mia sorella
aveva visto che veniva (poi lo vidi anch'io) un aereo dal fondo della
strada. che veniva molto a bassa quota e cominciava a mitragliare. Io non ho
mai visto tanto sangue in quel modo: una cosa incredibile: scarpe. pezzi di
piedi. i vigili che, con le sistole, stavano lavando il tutto.roba
dell'altro
mondo. Arrivammo in piazza del Duomo; c'era un monsignore, mi sembra si
chiamasse monsignor Bianchini, che si era stracciato la veste (il paramento
bianco che portava sempre) e fasciava i feriti. e erano tutti ammucchiati
sotto i portici del Comune e sotto i portici. quegli altri davanti. una cosa
apocalittica.
Un anziano ricorda:
Lì, a circa 30 metri da noi, dove c'era il Luna Park si sentì un grosso
scoppio. L'altro mio amico che guardava di là, disse: "No! Qui eh
bombardano!". Si cominciò a sentire gli urli della gente. dei bambini. più
che altro erano bambini. Dal fondo di Via Cesare Battisti si vide la
contraerea che abbattè un apparecchio e vidi due paracadutisti che si erano
gettati.
Un uomo (bambino all'epoca del fatto) ricorda:
Vidi questo luogo di felicità dove andavamo. questa strage. questa strage
immensa. In quello spezzonamento era morto il figlio del titolare del Luna
Park. Questo bambino, quando successe tutto questo caos nel Luna Park, corse
immediatamente dal padre. Corse dal padre. il padre lo prese in collo; in
quel momento cadde un grosso spezzone: uccise il bambino e salvò il padre.
Un anziano ricorda:
Arrivai dove c'erano le giostre e cominciai a vedere bambini in terra morti.
feriti. Poi, c'era un'infinità di persone che piangevano e urlavano. il
sangue per terra da tutte le parti.
Una donna (bambina all'epoca del fatto) ricorda:
Sentii un gran caldo: caldo, caldo in bocca; una fiamma di fuoco in bocca e
mi chiappai, così.(portandosi le braccia al petto) perché sentii un gran
dolore e mi buttai verso casa; e vidi tutti i miei compagni della mia stessa
età, più piccoli o poco più grandi, tutti in terra: io sola ero rimasta in
piedi. Davanti al passaggio a livello sentii una voce che chiamava il mio
babbo. io a tratti mi ricordo perché, qualche volta, perdevo i sensi. poi
riaprivo gli occhi. non lo so: era il dottor Cambri di Grosseto. Mi chiamò,
poi, chiamò il mio babbo; ci portò sotto a un sottoscala e, forse, fu la mia
salvezza perché mi tamponò tutte e due le ferite: una sotto il braccio e,
l'altra,
nel polmone. All'ospedale vecchio di Grosseto c'erano delle grate in terra;
sopra c'erano morti accatastati così: uno sopra all'altro
--------------------------------------------------------------------------------

IL MARTIRIO DI GENOVA
Le incursioni aeree su Genova e provincia provocarono oltre 9.000
vittime tra i civili: le donne, i vecchi e i bambini schiacciati sotto le
macerie delle loro case superano in numero di quattro volte i tanto
celebrati caduti della resistenza, ma per loro, morti "scomodi", resta
soltanto l'oblio.
Il simbolo del martirio della provincia è rappresentato dalla città di
Recco: tra il 10 novembre 1943 e il 28 agosto 1944 fu bombardata 27 volte.Il
97% del centro abitato fu distrutto, i civili uccisi furono 126 ed alcune
centinaia furono i feriti.
L'accanimento sull'area monumentale di Genova, certo non importante da
un punto di vista militare, è un'ulteriore dimostrazione della strategia
terroristica che guidò i bombardamenti anglo-americani su tutta la penisola
italiana.
Per i bombardamenti dell'agosto 1943, più che lo smantellamento dei
sistemi di difesa e dell'apparato produttivo, l'obiettivo immediato fu
quello di "punire" un popolo che aveva osato opporsi all'imperialismo delle
plutocrazie anglosassoni e che bisognava convincere col terrore a ripudiare
il fascismo e ad arrendersi.
Dal gennaio 1944 l'oggetto delle incursioni "punitive" non furono più
solo le zone residenziali urbane, ma i quartieri operai, i centri
industriali e il sistema delle comunicazioni dell'intera provincia: i
bombardamenti assunsero quindi un carattere prevalentemente strategico.
Al termine della guerra, anche per Genova, i danni subiti dai
bombardamenti terroristici anglo-americani saranno altissimi: oltre 16.000
edifici distrutti o sinistrati, danni enormi alle industrie e gravissimi
danni al patrimonio artistico della città.
Nel corso della guerra Genova fu colpita da 86 incursioni aeree
nemiche.1940: Notte dell'11/12 giugno, aerei inglesi sorvolano la città
lasciando cadere bombe di piccolo calibro: è il primo bombardamento sulla
città nella Seconda guerra mondiale.
14 giugno, un attacco navale francese provoca la morte di tre persone,
12 feriti ed il danneggiamento di alcuni edifici: le zone più colpite sono
quelle fra Sestri Ponente e Voltri.Notte del 14/15 giugno, aerei inglesi
bombardano la città provocando un morto ed otto feriti.
1941: Domenica 9 febbraio, alle ore 8.15, una formazione navale inglese,
proveniente da Gibilterra, si presenta al largo di Genova, all'altezza del
promontorio di Portofino e di lì, protetta da una densa foschia, dà inizio
ad un furibondo bombardamento che dura fino alle 9.45. Piovono sulla città
273 proiettili di grosso calibro e 782 di piccolo calibro, per un totale di
circa 300 tonnellate di esplosivo. Le bombe non colpiscono nessun obiettivo
di carattere militare, ma causano 141 morti, 227 feriti e circa 2.500
senzatetto. Ingenti anche i danni: oltre 250 case distrutte, colpita la
cattedrale di San Lorenzo, la biblioteca Berio, Via XX Settembre, larghe
parti del centro e del centro storico, settori della zona collinare, gli
stabilimenti dell'Ansaldo e quattro sono le navi affondate. Una bomba ha
colpito in pieno la cattedrale di San Lorenzo, ma non è esplosa: oggi il
proiettile è esposto all'interno della chiesa a perenne ricordo di quel
bombardamento sacrilego.
1942: Nella cosiddetta "Offensiva di autunno" sull'Italia il "Bomber
Command" inglese prevede di bombardare anche Genova. La R.A.F., dalle sue
basi in Inghilterra, lancia sei attacchi aerei che colpiscono duramente il
centro della città. Nei primi giorni di dicembre si esaurisce, almeno per
Genova, l'incessante martellamento dei bombardamenti. Nell'arco di poco più
di un mese la città ha cambiato il suo aspetto: gli edifici distrutti dalle
bombe sono 1.250 ed i morti sono oltre 500.Vanno ricordati anche i 354 morti
schiacciati e calpestati nella ressa per entrare nel rifugio della galleria
delle Grazie a Porta Soprana durante l'incursione aerea del 23/24 ottobre.
1943: L'8 agosto, una violenta incursione dei bombardieri alleati,
ancora una volta condotto con sganciamenti simultanei di bombe incendiarie e
dirompenti, provoca oltre 100 morti e circa 13.000 senzatetto. Il centro
cittadino risulta, anche in questa occasione, la zona più colpita: in piazza
De Ferrari tutti gli edifici sono gravemente danneggiati, il teatro Carlo
Felice è distrutto, violenti incendi divampano da Via XX Settembre a Via
Galata, a Piazza Corvetto, a Carignano. Le chiese di Santo Stefano, della
Consolazione, di San Siro sono ridotte in macerie.
1944: Dall'inizio dell'anno i bombardamenti subiscono un incremento
costante fino a raggiungere in giugno e luglio una frequenza quasi
giornaliera. Nel corso dell'anno Genova subisce 51 incursioni terroristiche
con un "escalation" crescente: in marzo due, in aprile sette, in maggio
dieci.19 maggio, un violento bombardamento diurno provoca 111 morti e 170
feriti, in gran parte vittime del crollo dei rifugi costruiti negli edifici
colpiti o sorpresi mentre cercavano protezione. Nel mese di giugno sono
bombardate Voltri (73 morti), Cornigliano (93 morti) ed il porto (15 morti).
Nel mese di luglio sono ancora colpite le zone portuali e Sampierdarena.In
agosto Genova subisce sedici attacchi aerei, mentre il numero degli allarmi
supera il centinaio: il 14 agosto le sirene suonano 9 volte, il 23 agosto 8
volte. In settembre Genova è aggredita ancora sette volte: i morti sono
oltre 200 e altrettanti i feriti. Il 10 ottobre un'incursione si abbatte
sulla città, ma la vera tragedia di quel giorno è il crollo della galleria
rifugio di San Benigno e la morte delle oltre 2.000 persone che si trovavano
nel suo interno per sfuggire alle bombe.
1945: L'ultimo inverno di guerra non rallenta gli attacchi del nemico:
nel mese di gennaio Genova è sottoposta a undici bombardamenti, in febbraio
a quattro, in marzo a tre ed in aprile ad ancora sette incursioni.

Data incursione aerei inviati aerei attaccanti t. di bombe
perdite
22/23 ottobre 100 180 0
23/24 ottobre 122 95 166 3
36/7 novembre 73 65 115 2
27/8 novembre 176 143 242 4
13/14 novembre 76 70 127 0
15/16 novembre 78 68 106 0
Totali 637 541 936 9

RINASCITA Quotidiano del 30 Marzo 2001

--------------------------------------------------------------------------------

LA DISTRUZIONE DI CASTELNUOVO AL VOLTURNO PER ESIGENZE DI COPIONE
A volte, per rendere più impressionanti e suggestive le scene della
"Liberazione" al popolo americano, i "combat cameramen" preferirono
ricostruire, con soldati e delle bombe vere, delle finte battaglie. Così,
dopo la distruzione di Montecassino - quando anche Roma era stata liberata -
scelsero come teatro di posa un paesino del Molise: Castelnuovo al Volturno.
Dal programma "LA GRANDE STORIA" trasmesso Giovedì 15 luglio 2004 su
"RAITRE" -
trascrizione di testimonianze raccolte (dal Cyberamanuense Mauro
Franciolini) nel corso della puntata "BOMBARDAMENTI":
Un anziano ricorda:
Il 17 giugno del 1944, quando il fronte era già lontano, affluirono a
Castelnuovo soldati americani con ogni tipo di armamento e con ogni mezzo.
Partì un colpo e fece saltare il campanile di Castelnuovo. Durante questa
finta battaglia c'erano soldati che scavavano buche per riparo e, a un dato
momento, gli fu dato l'ordine di smettere. Uno di questi buttò in aria la
pala ed il picco come per dire "Ma che stiamo a fare qua!?" Da quel momento
cessò tutto: i soldati si ritirarono e Castelnuovo era stata rasa al suolo.
Dopo ci siamo resi conto che era solo un film di propaganda.
Un altro anziano ricorda:
Ci dissero (gli americani) dovete evacuare. dovete andare a Rocchetta al
Volturno. E siamo andati a Rocchetta. Mentre stavamo a Rocchetta al Volturno
hanno fatto una finta guerra e si sono anche vestiti da tedeschi. Io ho
parlato con delle persone, qui a Castelnuovo, che hanno delle famiglie, dei
parenti in America che hanno visto questo film: il film del bombardamento di
Castelnuovo.

--------------------------------------------------------------------------------

Il velivolo e i resti del pilota individuati con il sonar. "Poteva buttarsi
con il paracadute, ma il suo caccia sarebbe finito sulle case"
TROVATO L'AEREO DELL'EROE CHE DIFESE PARMA Affrontò cento bombardieri:
colpito, andò a schiantarsi lontano. "Lo cercavamo da mezzo secolo"
Trascritto dalla cyberamanuense Aurora Sacco Efiandro
PARMA - Dal Diario di guerra del comando aereo tedesco in Emilia, pagina
del 25 maggio 1944: "Ore 13.30: presso San Prospero, 7 chilometri a sud di
Parma, precipitato un Macchi 205. Macchina al 100 per cento irrecuperabile.
Pilota probabilmente carbonizzato. Lancio con paracadute non osservato". Il
luogo non è molto cambiato da allora: campi di grano e margherite, qualche
cascina isolata, campane lontane; una gran pace. E in questo stesso luogo,
56 anni e 4 mesi dopo, conficcato a sette metri sotto il prati che l'ha
tenuto nascosto finora, ieri è stato ritrovato l'aereo di cui parlava il
rapporto tedesco.
Il motore, parti di fusoliera crivellate di proiettili, i monconi dei
cannoncini, i nastri semicarichi delle mitragliatrici, prima scovati da un
sofisticato "metal detector", poi rubati alla terra da una scavatrice. Tutto
odorava ancora di benzina.
E dentro l'abitacolo di guida, che era incastonato in un blocco di
terriccio bruno; le cartine della rotta perfettamente leggibili, frammenti
di parabrezza, il sedile corazzato; attaccato al quale, come da regolamento,
c'era quel paracadute mai usato. Poi qualcos'altro è emerso, dalla terra,
che ha fatto ammutolire la piccola folla intorno: un portafoglio, un
pettinino nella sua custodia, un fazzoletto, uno stivale, il collo di
pelliccia di un giubbotto; i frammenti di una sciarpa, di una tuta militare,
di una cuffia di pelle; e i pochi resti di un corpo giovane. Il pilota
VITTORIO SATTA; 24 anni, tenente della prima squadriglia "Asso di bastoni",
primo gruppo caccia dell'aeronautica della Repubblica sociale italiana.
L'uomo che nessuno, qui, ha dimenticato.
Perchè nella tarda mattinata del 25 maggio '44, in centinaia, da terra,
avevano prima guardato il Macchi levarsi insieme con una decina di caccia
italiani e tedeschi, contro 100 bombardieri angloamericani piombati su
Parma; poi, già colpito dalle mitragliatrici nemiche, lo avevano visto
manovrare per allontanarsi dalle case della città, e infine puntare quasi in
picchiata su una zona deserta: San Prospero, dove a primavera i prati sono
morbidi, acquitrinosi:"Perciò quell'aereo sprofondò tanto - racconta un
contadino della vicina cascina Bianchi - io allora avevo sei anni e mezzo,
ma lo ricordo come fosse ora perchè vidi tutto da pochi metri; lui che viene
giù ancora inseguìto e mitragliato dall'aereo americano, i rami di
quell'albero là che saltano per aria sbriciolati, il botto nel prato; e un
secondo prima, la testa del pilota che si reclina sui comandi".
I rapporti dell'epoca fissano l'ora di inizio del combattimento alle
12.50. E parlano di 100 bombardieri "Liberator" scortati da 40 caccia
"Lightning", che arrivano sulla città a una quota di circa 6.500 metri. Li
contrastano quei pochi caccia Macchi 205 italiani, e Stukas tedeschi. Il
duello che segue è lungo e feroce, nonostante la disparità delle forze. Ha
un risultato: quello di ritardare il bombardamento della città e di
limitarne le conseguenze. Verso le 13.15 ci sono solo tre apparecchi
italiani che continuano a duellare. Ancora pochi minuti, e l'ultimo
testimone della tragedia sarà il bambino della cascina Bianchi.
Il capo-formazione dei Macchi è Luigi Gorrini, che poco tempo dopo sarà
decorato con la medaglia d'oro al valor militare. "Vittorio era proprio
dietro di me - racconta oggi, ai bordi dello scavo, con gli occhi lucidi -
gli avevo detto di non staccarsi dalla mia coda. Invece, io a un certo punto
"svincolai" (cabrai, ndr) di lato perchè avevo visto sopra di noi i vapori
di condensazione dei caccia nemici. Subito dopo mi voltai cercando Vittorio,
e non lo vidi più. Era andato dritto, di nuovo verso di loro. Erano in
troppi, lo beccarono. Ma lui era fatto così. Lui aveva qualcosa di speciale,
dentro".
Del coraggio di quell'italiano raccontò anche l'avversario che lo aveva
colpito, il tenente americano Jack D. Lewis del trentasettesimo "Fighter
Squadron". Avrebbe potuto salvarsi con il paracadute, il pilota del Macchi,
e invece scelse di non farlo. Fu per questo, che diventò un eroe per i
parmigiani: quando si celebrarono i funerali - quasi "simbolici" poichè
sotto i bombardamenti quotidiani era stato trovato solo qualche frammento
del relitto - si raccolse una gran folla, con decine di corone di fiori.
Anche se il caduto non era uno del posto - era di origine sarda, la sua
famiglia viveva in Liguria - e anche se vestiva un'uniforme, quella della
Rsi, non certo amata nell'Emilia-Romagna "rossa".
Dai vecchi ai giovani, la memoria si è tramandata per oltre mezzo
secolo. Nei giorni scorsi, la "Gazzetta di Parma" ha dedicato ampio spazio
alle ricerche dell'aereo. E ieri diverse persone si sono recate sul posto
per assistere alle operazioni di scavo, condotte dalle mani esperte e
delicate dei ricercatori del Gruppo "Agmen Quadratum". Contadini, giovani,
gli ultimi anziani commilitoni di Satta: Gorrini, Vezzani, Ruzzin, due o tre
altri. Sono stati loro, per decenni, a cercare caparbiamente il compagno.
"Per amicizia, ma non solo", raccontano. "Perchè lui lo meritava davvero;
era uno coraggioso, riservato, pieno di dignità, ma soprattutto un carattere
profondo, con un senso tutto suo del destino. E questa, per una volta tanto,
non è retorica. Questo era proprio l'uomo Vittorio. Basta leggere ciò che ha
lasciato scritto..."
Dal buio del passato, come l'aereo sepolto, riemergono infatti diari e
lettere del tenente pilota, conservati dal fratello Paolo, dal cugino
Mario - Ieri c'erano anche loro, accanto allo scavo - e dagli amici più
cari. E a rileggerli oggi, dipingono una personalità davvero singolare. Uno
che, mentre quasi ogni giorno si leva in volo per combattere, continua a
tuffarsi nei libri come un matto, quasi sappia che il suo tempo è contato:
"Ho ripreso Dante - si legge in un taccuino del 1944 - e l'ho rivisto quasi
tutto; vari altri libri, di ogni genere. Necessità di sviluppare le più
nobili qualità dell'animo e ricercare il bello. Individuarne l'essenza e
perennemente desiderarlo come scopo di vita. Scopo lontano, direzione, non
meta". Uno che pur non essendo un fanatico fascista - mai una parola di
elogio del regime, nelle sue carte - dopo l'8 settembre '43 risale dalla sua
base in Sicilia tutta la penisola, con il suo caccia, unendosi alla Rsi
perchè considera l'armistizio un tradimento dell'alleato: ha deciso, scrive,
"di arrivare fino all'ultimo sacrificio di me stesso pur di riabilitare agli
occhi del mondo l'onore del nostro popolo. Quel poco che le mie forze
potranno fare lo farò tutto". A 5 anni, raccontano i diari, Satta era
rimasto orfano della madre, e questo aveva innestato nella sua vita una vena
di malinconia che non lo avrebbe mai più abbandonato: "Tutta la sua
giovinezza era trascorsa nella ricerca ansiosa di se stesso - scrisse di lui
un cugino, Salvatore Piras, che un giorno sarebbe diventato uno dei più noti
giuristi della Sardegna - una ricerca tormentosa della sua via, della sua
sorte, che sentiva diversa da quella comune e piatta di tanti".
Ma c'era anche quel senso del destino che i compagni ricordano oggi; se
dalla morte nasce la meditazione, scrive Satta commemorando un commilitone
appena caduto, questa si risolve talvolta "in una serena calma, una calma
assoluta, statica...allora la morte perde i suoi attributi di crudele
falciatrice, di orrenda Parca, per esserci quasi amica, "sorella morte".
Così, quando ho saputo della morte del compagno, il mio animo non è stato
travolto...mi sono invece sentito portare anch'io stesso in un mondo dove
vagano gli spiriti nobili dei morti; e talvolta, per attrazione e per
conquista, quelli dei vivi". Passano altri mesi di guerra. Poco tempo prima
della fine, colpito in un duello, Satta si lancia con il paracadute e si
salva, guadagnandosi un po' di ferite e anche la croce di ferro. In
ospedale, insiste per tornare subito in volo. Maggio '44, ultime righe del
diario: "Con la primavera la natura si è svegliata... i miei sensi attivi
riprendono a respirare...Le sensazioni sono del tutto spirituali e mi
riconducono alla grande madre, alla natura... anche se giungo allo spirito
attraverso il peso delle mie spoglie, Dio stesso sembra immanente in questa
ripresa di vita, in questo ardore che è tutto il mondo intero: un Dio
infinito, fecondo, che vorrà perdonare le mie esuberanze". Poche ore dopo,
la caduta fra i campi. Poi i 56 anni nel buio. Fino a ieri.
CORRIERE DELLA SERA Quotidiano del 1 ottobre 2000

--------------------------------------------------------------------------------

RICORDIAMO I PICCOLI CADUTI DI GORLA
Fulvio Farba
Esiste, a Milano, una collinetta artificiale, denominata Monte Stella,
costruita con oltre un milione di quintali di macerie, recuperate da tutti i
settori della città rasi al suolo dai bombardamenti terroristici
anglo-americani. Una parte di dette macerie proviene dalla distruzione di
due istituti scolastici superiori, di sei scuole elementari e cinque materne
completamente atterrati, ma anche da altri trentacinque edifici scolastici
danneggiati in città, mentre altre centoventicinque scuole, di ogni ordine e
grado, vennero distrutte in provincia. Fra le scuole elementari distrutte,
una è particolarmente ricordata dai milanesi, quelli meno giovani, quelli
che la guerra l'hanno vissuta nella metropoli, ed è la scuola di Gorla,
della quale vogliamo ricordare la triste sorte.
Era una giornata limpida, tersa, allora non c'era lo smog,
e -incredibile a dirsi- dalla piazza del Duomo si riusciva a vedere la
cerchia delle Alpi, quella del 20 ottobre 1944, allorché una formazione di
circa quaranta quadrimotori americani del tipo B 24 e B 27 comparve nel
cielo della città, contemporaneamente al suono delle sirene d'allarme. E
sulla verticale di Gorla, che allora era un sobborgo periferico e non un
quartiere incorporato nella città come oggi, gli aerei sganciarono il loro
carico. Puro terrorismo, volontà di inserire su un popolo ormai in
ginocchio, nonostante ancora oggi ci sia chi sostiene la tesi che le bombe
erano destinate alla stazione ferroviaria di Greco, che si trova in zona, ma
che era facilmente identificabile, ed anche attaccabile senza pericolo, data
l'inesistenza di ogni reazione da parte della caccia italo-germanica.
Nella zona attaccata si contarono 635 Vittime, o almeno furono
recuperati 635 corpi, forse potevano esserci stati altri esseri umani che,
letteralmente dilaniati dalle esplosioni, non vennero mai rinvenuti. Fra gli
edifici centrati in quella tragica mattina ci fu la scuola elementare
Francesco Crispi: fu letteralmente polverizzata. Centonovantaquattro
bambini, la loro direttrice, quattordici maestre, un'assistente sanitaria e
quattro bidelli furono travolti. Quattro soli bambini, una femminuccia e tre
maschietti (Annamaria, Giuseppe, Remo e Gabriele) si salvarono e furono
estratti dalle macerie. Occorsero tre giorni per ritrovare e recuperare i
corpi delle vittime della scuola, tre giorni in cui Vigili del Fuoco,
militari dell'U.N.P.A., soldati italiani e tedeschi, uomini della G.N.R. e
operai in tuta, magari partigiani, certamente antifascisti, lavorarono
fianco a fianco, senza risparmiarsi, unitamente ai genitori dei bambini, ed
ai parenti, disperati, ma sempre speranzosi, nell'illusione di trovare
qualche superstite. Chi lavorava e piangeva, chi lavorava e pregava, chi
malediceva e bestemmiava Dio, che aveva permesso una strage di bambini senza
colpa né pena. Oggi, al posto della scuola, sorge un monumento funebre, una
madre con un bimbo in braccio, inginocchiata, come se offrisse al Cielo
quella sua creatura, e sotto al monumento c'è l'Ossario, dove sono
conservati i resti dei piccoli Caduti, e degli adulti che erano con loro.
Ogni anno, una piccola cerimonia celebrativa riunisce chi non ha
dimenticato; sono presenti le Autorità locali ma nessun papavero, sino ad
oggi, è venuto mai da Roma, nessun politicante della prima repubblica ha mai
partecipato ufficialmente. Non occorre chiedere il perché quei morticini
sono scomodi, hanno avuto il grande torto di farsi assassinare dagli Alleati
liberatori e non dai biechi oppressori nazifascisti!
NUOVO FRONTE N. 157. Ottobre 1995 (Indirizzo e telefono: vedi PERIODICI)

--------------------------------------------------------------------------------

IN MEMORIA DEI PICCOLI
MITRAGLIATI ALLE GIOSTRE
Grosseto. Lunedì di Pasqua 1944
Sulla giostra convegno s'eran dati
uno sciame di bimbi spensierati,
uno sciame di garruli uccellini.
Riccioli d'oro, amor di cherubini
rideano ignari della mala sorte,
rideano ignari di dolor, di morte,
tutti protesi nel gioco innocente
ché vita è lieta al cuor che non sa niente.
Gli occhi estasiati fissavano il Sole,
come può farlo chi ancor non si duole,
occhi sereni che non sanno il pianto
quando la madre si sentono accanto.
Ed ecco: da quel Ciel tanto ammirato
piombò la morte, mostro scellerato,
dal sagrilegio d'empia man portata
piombò sovr'essi livida, spietata.
E sopra alla giostra distrutta, contorta
ogni creatura giacque inerte, morta,
con dentro agli occhi un baglior di sorriso
che vive eterno adesso in Paradiso.
Sulla giostra convegno s'eran dati
ma li hanno uccisi quelli scellerati.
Eran bambini, erano innocenti
niente avean fatto eppur furono spenti.
Maria Baroncelli, 1943.

--------------------------------------------------------------------------------

LE STRAGI DIMENTICATE: LAGO MAGGIORE, SETTEMBRE 44. CADUTI CIVILI E MILITARI
NEL MITRAGLIAMENTO "ALLEATO" DEL BATTELLO MILANO
Adriano Rebecchi
La furia della Guerra, sotto forma di strage terroristica contro civili
indifesi, si abbattè sul Lago Maggiore nel settembre 1944.
La mattina del 25 settembre due aerei inglesi sganciarono un grappolo di
bombe su un gruppo di case di Intra (il Cassinone), causando 11 morti e
numerosi feriti.
In quella zona non vi erano obiettivi militari ma soltanto abitazioni
civili. Poco dopo gli stessi aerei mitragliarono il battello «Genova» di
fronte a Baveno, che aveva a bordo solo civili, in prevalenza donne e
bambini, causando numerosi morti e feriti.
Il giorno successivo gli aerei attaccarono il battello «Milano»,
anch'esso carico di sfollati che si erano imbarcati a Laveno per raggiungere
la sponda piemontese del lago. Solo per caso, a bordo, c'era un reparto del
battaglione «M» Venezia Giulia che stava tornando dalla scuola di Varese
della G.N.R.
Il battello ripetutamente mitragliato si incendiò e, dopo essere andato
alla deriva di fronte alla Punta Castagnola di Verbania, affondò.
Morirono 10 militi dei battaglione «M» Venezia Giulia ed un numero
imprecisato di civili. Numero imprecisato, perché alcuni corpi non furono
recuperati in tempo, prima che il battello affondasse. I loro resti sono
stati fotografati sul relitto del battello ritrovato cinque anni fa.
Gli attacchi aerei sul lago non furono quindi errori di guerra, ma vere
e proprie stragi terroristiche, fatte per fiaccare ed esasperare la
popolazione e, forse proprio per questo, messe ipocritamente nel
dimenticatoio.
Crediamo sia giunto il momento che le supreme cariche dello Stato, le
quali un paio di anni fa si degnarono di far sapere che erano spiritualmente
vicine alla cerimonia indetta ogni anno dall'UNCRSI, dal Comitato Caduti
Battello Milano e dalla Federazione del Movimento Sociale intervengano per
svegliare le coscienze distratte ed addormentate delle Autorità Civili e
Militari, locali e nazionali.
Infatti, sono stati trovati i miliardi per edificare a Fondotoce di
Verbania la Casa della Resistenza, è sperabile che si trovino pochi milioni
necessari per recuperare e dare onorevole sepoltura ai civili italiani
unicamente colpevoli di non essere morti per mano tedesca o fascista.
L'ULTIMA CROCIATA N. 7. Novembre 1996 (Indirizzo e telefono: vedi PERIODICI)

--------------------------------------------------------------------------------

IMPRUNETA: LA POLEMICA Bombardamento alleato. Oltre cento martiri
dimenticati da tutti
IL RICORDO: Solo un'omelia nella cattedrale semideserta
IL FATTO: Due incursioni, ma i tedeschi si erano ritirati
Leandro Giani
IMPRUNETA - Ventisette e ventotto luglio 1944, 27 e 28 luglio 1998.
Cinquantaquattro anni per dimenticare ed essere dimenticati. L'olocausto dei
cento imprunetini falcidiati nel corso degli inspiegabili bombardamenti
aerei alleati che si abbatterono sull'Impruneta oltre mezzo secolo fa, è
divenuto riferimento superfluo se non inutile di una delle tante tragedie
causate dall'ultima guerra mondiale. Nessuno si è preso la briga morale di
ricordarlo. Non lo ha fatto l'Amministrazione comunale, non lo hanno fatto
gli enti e le associazioni che ne avevano il dovere e la possibilità e tutto
si è esaurito in un "passaggio" pietoso di un'omelia pronunciata dal prete
in una Basilica semideserta. Quella stessa Basilica che da quelle bombe fu
rasa al suolo e fra le cui rovine, il 15 agosto del 1944, si aggirava
commosso anche Frederick Hartt, famoso storico dell'arte americano, il cui
commento emblematico di un evento che nessuno è riuscito a spiegare: "Solo
uno storico militare che possa accedere a tutti i documenti dell'Aviazione -
disse - potrebbe chiarire i motivi dei due attacchi aerei americani sulla
città di Impruneta, dopo che i tedeschi se n'erano andati".
Il "mistero" permane, ma i fatti parlano.
Giovedì 27 luglio '44.
Aerei della 5a squadriglia del 239° stormo bombardarono a tappeto
l'Impruneta. Appartenevano alla Desert Air Force (Daf), gli stessi che
avevano operato nei deserti africani contro l'aviazione e le truppe di
Rommel e di Graziani. La gente aveva trovato precario rifugio contro i
cannoneggiamenti dei giorni precedenti ed era quindi impreparata ad attacchi
aerei: morirono in tanti, come topi, nella tinaia del Fusi in via Mazzini,
nella carbonaia di Granchio in via Cavalleggeri, nella cantina del Bar
Centrale in piazza Buondelmonti. Altri morirono falciati dalle
mitragliatrici mentre fuggivano per le vie del paese. Cinque minuti dopo
iniziò la seconda ondata di morte per mezzo dei famigerati Kittyhwks
sudafricani. Le bombe centrarono stavolta anche la Casa del Fascio in via
Cavalleggeri, causando altri morti.
Venerdì 28 luglio '44.
Un'altra squadriglia piomba sul paese. L'obbiettivo stavolta è racchiuso
nell'area di un kmq. E, alle 13,45 di quel giorno, questo viene centrato in
pieno: si trattava della Basilica. Polverizzata. Rimasero in piedi solo il
porticato che si affaccia sulla piazza, la facciata e parti consistenti
delle mura perimetrali. Solo l'Immagine della Madonna restò miracolosamente
illesa nel prezioso Tabernacolo. E, come quattro secoli prima era stata
"traslocata" a Firenze dagli imprunetini in fuga per l'arrivo in paese delle
truppe spagnole, l'episodio si ripete. Tornerà all'Impruneta solo nel 1947.
Per chiedere di non dimenticare.
La Nazione Quotidiano del 13 Agosto 1998

--------------------------------------------------------------------------------

DUELLO AEREO NEL CIELO DI SANT'ANDREA. UN RICORDO CHE DIVENTA STORIA

Il martedì 6 giugno intorno alle 11 si assiste al duello aereo fra
un caccia ìnglese e uno tedesco, nel cielo di Sant'Andrea. Appena un
chilometro dal piazzale della fattoria.
Il caccia inglese piomba alle spalle dell'aereo tedesco che vola a
bassa quota verso il sud, quasi a volersi mimetizzare col terreno.
L'immagine è quella di un falco che si lancia sulla preda ignara.
Impennata improvvisa del tedesco per sfuggire al bersaglio. Nessun tentativo
di sganciamento. Quasi impossibile. i due piloti si affrontano col trepidio
delle mitraglie. Poi il fumo. è il tedesco che ha la peggio. Il pilota si
lancia col paracadute.
Mentre scende lo raggiunge una sventagliata di mitra alla vita. Il
vincitore si allontana con l'orgoglio della vittoria. Sul suo aereo potrà
segnare un apparecchio abbattuto e un cavaliere del cielo falcidiato mentre
non era più in. grado dì combattere.
Ho visto quel soldato austriaco prima di essere sotterrato nel
bianco del suo paracadute. Era un giovane tenente, studente dì ingegneria.
Aveva 21 anni. Si chiamava Hansl Tomschegg.
Biondo era andato a morire fra il giallo oro delle spighe di grano.
Fu sepolto nel cimitero di Gambassi, dove la mamma insegnante e il padre
notaio vollero sistemare la sua tomba. I genitori soddisfecero così il
desiderio espresso figlio prima di partire per la guerra. Con un presagio
scaramantico, aveva chiesto di essere seppellito in terra italiana, là dove
la morte gli avrebbe dato appuntamento.
Ancora oggi, a distanza di tanti anni, il tenentino Hansl è lì a
ricordarci che non solo la morte deve rendere gli uomini tutti fratelli. Fra
tombe di terra orlate di viole, qui i morti riposano senza barriere.
Quando il crisantemo è in oro, l'inverno è alle soglie e i cimiteri
si vestono a festa, la tomba del tenentino Hansl è infiorata dalla pietà del
popolo.
Il duello aereo rimane impresso nella mente dì Mario Fontanelli che
all'epoca ha nove anni.
Dalla sua casa di collina sul versante certaldese assiste, con la
curiosità dell'età, alla scena nel cielo di Sant'Andrea a Gavignalla, poche
centinaia di metri dal suo balcone naturale.
Il duello aereo, il corpo del pilota adagiato su una scala di legno per
il trasporto al cimitero di Gambassi, l'omaggio dei fiori imbutiformí rosso
arancio della Bignonia rampicante all'angolo del rustico, la mamma del
pilota che parte da Fehring nella Stiria in Austria per piangere su questa
tomba, sono ricordi che non si cancellano.
Certe impressioni ed emozioni dell'infanzia restano indelebili
nell'anima. Risvegliarle, poterle accarezzare è un desiderio umano di
nostalgia. Un ritorno al dolore come spiega la parola? No! è il desiderio di
rivivere un ricordo di un'età in i tutto è sogno e tutto è magia.
La fiaba ha ripreso colore.
Mario Fontanelli, oggi cinquantottenne, stimato produttore di spumante
con l'antico metodo Champenois, viticoltore, ma anche cultore con la moglie
Lidia, della storia nella terra natia, si è voluto levare uno sfizio.
Ritrovare la famiglia di Hansl. Dal podere delle Bronconaie di Gambassi,
attraverso quelle vie percorse con la formula dell'apriti sesamo " è
approdato a Kazdorf, 50 chilometri da Fahring dove ha trovato Heìyried,
fratello di Hansl, con la moglie e la fìglia. Una storia che ha creato un
vincolo di amicizia attraverso quelle misteriose vie del destino.
ACTA N.3 Settembre-Novembre 2001 (Indirizzo e telefono: vedi PERIODICI)

--------------------------------------------------------------------------------

VI PRESENTIAMO "PIPPO" Il misterioso aereo notturno sulla R.S.I.
Nino Arena
Sveliamo le caratteristiche del famigerato velivolo che, con le sue
incursioni, turbò il sonno dei civili del nord Italia e creò non pochi
problemi ai comandi italo-tedeschi.
Era diventato un'ossessione, un rompiscatole insopportabile, un pericolo
costante, anche se la gente aveva finito per abituarsi alle sue scorribande
notturne e lo aveva "affettuosamente" battezzato "Pippo". In realtà faceva
soltanto il suo dovere di aereo disturbatore, col compito di tenere in
allarme tutto il nord Italia, ma chi ha vissuto il ciclo storico della RSI,
non può dimenticarlo poiché non c'era notte in cui il nostro misterioso
disturbatore non facesse la sua apparizione lasciando ovunque il suo
biglietto da visita: 18 luglio '44-bombe su Varazze, 19 agosto-un autocarro
mitragliato vicino Busalla, 12 settembre-sul ponte dell'Orco scoppia una
bomba nei pressi di Chivasso, 20 novembre-autoveicolo in fiamme fra Susegana
e Conegliano, 16 gennaio 1945-bombe su Brescia vicino alla Wuhrer, Cinisello
Balsamo e Mantova, 28 marzo-camion mitragliato nottetempo vicino Codigoro, 6
aprile-attacco notturno ad una corriera vicino Fidenza, tanto per citare
alcuni casi delle numerose malefatte attribuite a "Pippo", su cui molti
ricamavano misteriose vicende e imperscrutabili collegamenti su taluni
avvenimenti di cronaca locale.
Ovviamente ad ogni segnalazione si abbinavano danni a edifici, autoveicoli,
fabbriche, manufatti stradali, incendi, distruzioni, incidenti e con tali
notizie le inevitabili liste di morti, feriti civili e militari. "Pippo" era
imprendibile, scorrazzava ovunque, era diventato una leggenda popolare.
Personalmente ricordo alcuni episodi legati a "Pippo". Alcune bombe cadute
vicino alle officine Tosi di Brescia, dirette forse sulla scuola in cui
alloggiavamo; due autocisterne di carburante parcheggiate sotto gli
ippocastani di viale Rebuffone di Brescia, "centrate" e incendiate da
"Pippo" (soffiata della resistenza?), un mitragliamento notturno sulla
statale fra Sacile e Pordenone sull'autocarro che ci precedeva e un nastro
di mitragliatrici caduto fragorosamente dal cielo sulla strada fra Peschiera
e Desenzano.
Ma ricordo anche di aver superato un autocarro in fiamme con morti e feriti
sulla strada statale 15 (dopo un passaggio di "Pippo" mezz'ora prima).
Poi finì la guerra, ci fu il dopoguerra e la leggenda di "Pippo" finì nel
dimenticatoio, anche se rimase sempre in me il desiderio di sapere chi era e
cosa doveva fare. Passarono altri anni, divenni più esperto di problemi
aeronautici, mi specializzai in ricerche storiche e finalmente riuscii a
sapere tutto (o quasi tutto) sul famigerato aereo notturno; ed oggi vi
presento l'esito di quelle ricerche.
All'epoca - 1944/45 - l'aviazione alleata nel Mediterraneo - la MAAF -
disponeva di 4.500 aerei di 1a linea-bombardieri, assaltatori,
caccia-bombardieri, caccia e dominava numericamente i cieli del nord Italia.
Le incursioni diurne erano affidate all'USAAF, mentre la RAF inglese si era
specializzata in missioni notturne con largo uso di artifizi illuminanti con
paracadute, lanciati da speciali aerei segnalatori: i Pathfinder, che
anticipavano l'arrivo dei bombardieri sul bersaglio (target) lo
individuavano, lo segnalavano con bengala di vario colore e particolare
significato: inizio bomber area, delimitazioni corridoio laterale, sentiero
d'ingresso, zone pericolose da evitare, fine zona del bombardamento. Tutto
ciò facilitava l'arrivo della formazione d'attacco, degli aerei bengalieri
che scaricavano centinaia di artifizi luminosi e i bombardieri scaricavano
sul target il loro carico mortale.
In tal modo la missione veniva di molto facilitata e l'esito garantito in
elevata misura. Poi gli aerei tornavano alle loro basi nel sud Italia e la
zona ritornava nella normalità (relativa), l'attività riprendeva, arrivavano
i soccorsi, venivano sgombrate le zone colpite, affrontati i danni,
ripristinate le normali incombenze per il proseguimento della vita civile.
Sarebbe stato possibile perpetuare invece uno stato di allarme prolungato?
Questo quesito passato alla MAAF venne preso in considerazione col progetto
di impiegare aerei disturbatori notturni, prolungare sino al mattino il
clima di allarme, dare in consegna all'USAAF la situazione della notte,
riprendere gli attacchi diurni, arrivare a sera e affidare nuovamente alla
RAF il compito successivo, e così via fino al giorno seguente, in un
prolungarsi di missioni ininterrotte che dovevano stancare il nemico,
innervosirlo secondo i dettami del Psycological Werfare Services, molto
usati dagli alleati nella Seconda guerra mondiale.
Il progetto e i compiti assegnati al nuovo servizio di disturbo notturno,
erano in verità piuttosto limitati ed avevano aspetti pratici tenendo
costantemente in allarme il dispositivo difensivo italo-tedesco del nord
Italia, colpire il traffico notturno (a causa della preponderante presenza
USAAF di giorno era praticamente impossibile circolare tranquillamente),
provocare nervosismo e difficoltà al traffico militare che veniva svolto
principalmente di notte.
Durante il giorno, coppie di caccia-bombardieri americani del tipo P.47,
P.38 e P.51 sorvegliavano tutti i settori del nord Italia, attaccavano il
traffico sulle strade, colpivano indiscriminatamente treni, tramvie,
autobus, vaporetti lacustri e di piccolo cabotaggio, veicoli isolati, carri
agricoli, non disdegnando i gangster's volanti di attaccare persino
ciclisti, con un sadico e disumano divertimento. Decine e decine gli episodi
di attacchi a mezzi pubblici e battelli sul Garda, Iseo, Maggiore e Como con
centinaia di morti innocenti (solo a Chioggia 300 gli annegati sul vaporetto
per Venezia). Di conseguenza il grosso del traffico militare (e civile)
riprendeva nottetempo e tale constatazione offriva agli aerei disturbatori
ottime possibilità d'intervento, nella speranza di provocare il blocco
veicolare diretto verso la "Gotica".
Approvato il sistema, la MAAF studiò con quali tipi di aerei si poteva
realizzare il servizio, e la scelta, dopo un accurato studio delle
caratteristiche tecniche, cadde sul bimotore Bristol Beaufighter, dotato di
due motori da 1.400 HP, 1.900 Km. di autonomia (circa 5 ore di volo) armato
con 4 armi da 20 mm. e 6 mitragliatrici cal. 7,7 mm., con velocità attorno
ai 510 Km./h e 2 persone d'equipaggio: un ottimo velivolo, collaudato da 4
anni di servizio, affidabile, soprattutto con la versione Mk. X dotata di
motori potenziati, aumentata autonomia (6 ore di volo) e bombe per 1.200 Kg.
Erano state considerate sufficienti 5 coppie di aerei suddivisi fra Liguria,
Piemonte, Emilia, Lombardia e Veneto per assicurare la copertura del nord
Italia fra le ore 22.00 e le 05.00, per tenere in allarme l'intera zona.
I due caccia della coppia potevano offrire reciproco aiuto in caso di
necessità, pattugliavano longitudinalmente e trasversalmente i settori loro
affidati, si tenevano in contatto radio fra loro e con la guida-caccia
scambiandosi le novità.
Praticamente erano indisturbati considerando l'assenza di caccia notturni
tedeschi, il silenzio delle difese c.a. (solo le mitragliere potevano
reagire a bassa quota se venivano avvistati), disponevano di disturbatori
Windows (finestre) per accecare i radar e poiché agivano isolati la loro
presenza non meritava l'intervento della Flak con cannoni pesanti.
Resta ora da accertare quali apparecchiature utilizzavano per svolgere il
loro compito, poiché gli avvistamenti non erano soltanto occasione di
fortuna (peraltro limitati a notti di luna piena o per particolari
facilitazioni ottiche) giacché la luminosità naturale aveva limitata
importanza nelle missioni e non costituiva aspetto fondamentale di servizio,
ma il frutto di sofisticate apparecchiature tecniche e scientifiche, che
permettevano, attraverso la visione su schermi ottici, di controllare in
qualsiasi condizione di tempo e luminosità: luna coperta, nebbia, foschia,
tappeto nuvoloso a bassa quota, cosa avveniva nella zona sottostante, chi vi
transitava, che tipi di veicoli transitavano.
Gli aerei muniti di apparati A.I. (Air Interceptor) con antenna tipo Yagi
(poi sostituita con altro modello rotante a parabola), di apparato PPI (Plan
Position Indicator) che segnalava l'esatta posizione del velivolo per
l'assistenza alla Guida Caccia e la presenza eventuale di aerei ostili.
Nel 1945 ai Beaufighter si affiancava il più moderno bimotore Mosquito (con
610 Km./h di velocità, due motori RR da 1.250 HP, 4 armi da 20 e 4 da 7,7
mm., autonomia Km. 1.900, circa 4 ore e mezzo di volo). I reparti che ebbero
in dotazione i due tipi di aerei erano gli Squadroni 252°, 153°, 157°, 255°
e 600° che alternativamente fornirono le coppie di NF per la sorveglianza
notturna. Migliorò anche l'A.I. con la versione Mk. VIII e furono installati
anche apparati di produzione USA SCR. 270. Oltre a questi apparati per
l'avvistamento, l'identificazione, la posizione e la presenza di eventuali
aerei in volo nella zona, i disturbatori avevano il rivoluzionario apparato
H2S, un impianto in grado di avvistare a terra veicoli in movimento con
particolare differenziazione fra ostacoli fissi e mobili, e quindi in grado
di controllare le strade di grande comunicazione, le ferrovie, la
navigazione lacustre, e con cui era possibile effettuare le missioni di
disturbo notturne, con una visione panoramica del terreno sorvolato in
qualsiasi condizione di visibilità o di copertura per nubi. L'apparato si
chiamava H2S (la sigla non indicava alcuna funzione specifica ma era di
semplice fantasia per stornare attenzioni e curiosità e tutelare il segreto)
anche se i tedeschi vennero in possesso dell'apparato trovato intatto su un
aereo abbattuto e chiamato in codice Rotterdam.
L'ideatore dell'H2S era il professor Dee che aveva utilizzato un tubo
elettronico ideato dai proff. Randall e Boot Magnetron, realizzando uno
schermo visivo con 10 Km. di diametro esplorabile. Una antenna rotante
situata in una cupoletta in plexiglas posta nella zona inferiore della
fusoliera, permetteva, volando, di controllare il terreno sottostante, i
rilievi orografici, le caratteristiche e i percorsi dei fiumi e delle
infrastrutture esistenti. L'operatore doveva soltanto accertare se le
caratteristiche del terreno sorvolato corrispondevano a quelle della carta
di navigazione scorrevole, per avere la certezza di trovarsi sul punto
esatto, individuare eventuali bersagli e provvedere a segnalare al pilota la
rotta, le correzioni da apportare e azionare successivamente le armi di
bordo (o sganciare le bombe) al momento giusto. L'apparato H2S, inserito in
una cassetta blindata, aveva una carica esplosiva con congegno
autoesplodente per impedire che cadesse intatto in mani nemiche. Altro utile
accorgimento usato quando l'aereo veniva inquadrato dai radar della difesa:
Freya, Wurzburg, Riese, consisteva nel seminare in cielo sottilissime e
leggerissime striscioline di stagnola (le cosiddette Windows) che
galleggiavano a lungo ingannando l'onda di emissione e dando agli operatori
a terra false indicazioni di quota e direzione, permettendo all'aereo di
sgusciare indenne in altra direzione e a quota diversa. Un inganno che i
tedeschi riuscirono poi ad annullare col sistema di slittamento della
frequenza d'emissione. Il possesso di tutte queste attrezzature, apparati e
sofisticate macchine scientifiche, permetteva a "Pippo" di fare con grande
sicurezza il suo servizio di disturbo, scorrazzare impunemente nel nord
Italia, colpire quasi sempre senza rischi aggiuntivi e infine rientrare alla
sua base.
Sul finire del 1944 giunse in Italia il nuovo caccia notturno USA: il P.61
bimotore della Northrop, meglio conosciuto come vedova nera per via della
sua colorazione. Disponeva di due motori P.& W. da 2.000 HP, velocità di 590
Km/h e autonomia di 2.850 Km. (pari a 6 ore di volo), armato con 4 armi da
20 mm. E 4 da 12,7 mm. e 1.500 Kg. di bombe. Si trattava del più moderno
velivolo realizzato specificamente per la caccia notturna, attrezzato con
radar sofisticati tipo SCR. 270 e SCR. 729 per la scoperta e
l'intercettazione, apparato elettronico di tiro mod. RA. 90/BC. 1.148 e
visualizzatore di controllo BC. 1.151. Con tre uomini d'equipaggio, poteva
svolgere missioni in assoluta tranquillità al punto che, anche l'USAAF,
volle tentare di imitare gli inglesi della RAF, attuando analogo servizio di
disturbo e sorveglianza notturna, ma la sua attività si limitò ad alcuni
voli di prova e ad alcune missioni senza particolari esiti prima della fine
del conflitto.
Rimaneva "Pippo", l'inimitabile, il rompiscatole per eccellenza, l'aereo che
impediva il sonno e turbava i viaggiatori notturni, rallentava le operazioni
di rifornimento all'H.Gr. C e ostacolava l'afflusso di viveri e materiali
per le esigenze della popolazione civile.
Pochi aerei, mediamente una dozzina per notte, avevano creato non pochi
problemi ai comandi italo-tedeschi, e nell'autore il desiderio di saperne di
più.
STORIA DEL XX SECOLO N. 36 Maggio 1998 (Indirizzo e telefono: vedi
PERIODICI)

eduardo.ligotti

unread,
Dec 16, 2007, 3:50:35 AM12/16/07
to
La Francia era alleata ben più di noi ed è stata bombardata molto peggio
dell'italia.
I bombardamentiitaliani erano mirati ad obiettivi industriali o militari.
Esempio: Roma L'obiettivo era lo scalo ferroviario poi è chiaro che ci vanno
di mezzo le case.
La guerra si fa per bene o non si fa.


La storia va saputa leggere, nella sua interezza e non solo che quello che
ci piace.

"Artamano" <artam...@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:MyY8j.199837$U01.1...@twister1.libero.it...

Artamano

unread,
Dec 16, 2007, 5:37:06 PM12/16/07
to

"eduardo.ligotti" <eduardo...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:vF59j.199921$U01.1...@twister1.libero.it...

> La Francia era alleata ben più di noi ed è stata bombardata molto peggio
> dell'italia.
> I bombardamentiitaliani erano mirati ad obiettivi industriali o militari.
> Esempio: Roma L'obiettivo era lo scalo ferroviario poi è chiaro che ci
> vanno di mezzo le case.
> La guerra si fa per bene o non si fa.

ma sono stati i vincitori della seconda guerra mondiale a proclamare come
crimini di guerra l'uccisione deliberata di civili.
E a estendere il giudizio di condanna all'ideologia che si erano dati i
popoli nemici.


giacomo

unread,
Dec 17, 2007, 12:19:51 PM12/17/07
to

"Artamano" <artam...@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:mMh9j.200482$U01.1...@twister1.libero.it...


>
> "eduardo.ligotti" <eduardo...@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:vF59j.199921$U01.1...@twister1.libero.it...
>> La Francia era alleata ben più di noi ed è stata bombardata molto peggio
>> dell'italia.
>> I bombardamentiitaliani erano mirati ad obiettivi industriali o
>> militari. Esempio: Roma L'obiettivo era lo scalo ferroviario poi è chiaro
>> che ci vanno di mezzo le case.
>> La guerra si fa per bene o non si fa.

Artamano wrote:
> ma sono stati i vincitori della seconda guerra mondiale a proclamare come
> crimini di guerra l'uccisione deliberata di civili.
> E a estendere il giudizio di condanna all'ideologia che si erano dati i
> popoli nemici.

NO... è stato l'art 51 del Primo Protocollo alle Convenzioni di Ginevra ma
era un porcesso di evoluzione del diritto bellico che aveva preso le mosse
dalla dichiarazione di S.Pietroburgo del 1868, in cui nel preambolo tra le
altre cose si dice

"- che il solo scopo legittimo che gli Stati devono prefiggersi durante la
guerra è l'indebolire le forze militari del nemico;" (nota che circoscrive
lo "scopo della guerra" a indebolire le FORZE MILITARI, e quindi apre la
strada all'idea che i civili non devono esere lo "scipo della guerra")
nel 1880 (nota bene... un bel po' prima della WW2) il cd manuale di Oxford
("the law of war on land") stabilisce all'art1
"Article 1. The state of war does not admit of acts of violence, save
between the armed forces of belligerent States.

Persons not forming part of a belligerent armed force should abstain from
such acts.

This rule implies a distinction between the individuals who compose the
"armed force" of a State and its other ' ressortissants '. A definition of
the term "armed force" is, therefore, necessary." (segue la definizione)

e più avanti dice:

"PART II : APPLICATION OF GENERAL PRINCIPLES
I. HOSTILITIES
A. Rules of conduct with regard to individuals
(a) Inoffensive populations
The contest being carried on by "armed forces" only (Article 1),
Art. 7. It is forbidden to maltreat inoffensive populations.
(è proibito maltrattare la popolazione inerme.... traduzione un po'
grossolana, ma l'idea è chiara)
(b) Means of injuring the enemy
As the struggle must be honourable (Article 4),"

La Convenzione dell'Aja del 1899, ribadita poi nel 1907(oiboh... anche
questa prima della ww2) dedicata alle "leggi e usi della guerra terrestre",
tra le altre cose dice:
Art. 25
È vietato di attaccare o di bombardare, con qualsiasi mezzo, città,
villaggi, abitazioni o edifizi che non siano difesi.

il Codice Lieber (1863) dedica tutta una parte alla materia:
Section II. (31 - 47)
Public and private property of the enemy - Protection of persons, and
especially of women, of religion, the arts and sciences - Punishment of
crimes against the inhabitants of hostile countries.

la strada era aperta da tempo... le "Alte Partti Contraenti" (come spesso
vengono indicate in calce ai trattai internazionali) sono stati che PRIMA
DELLA WW2 avevano già stabilito questi principi. Le convenzioni di Ginevra
riassumono e molognao sepmplicemnete principi che erano già entrati nel
diritto internazionale nella seconda metà dell'800
Dire che "sono stati i vincitori della seconda guerra mondiale a proclamare
come crimini di guerra l'uccisione deliberata di civili."è semplicemente
sbagliato.

Artamano

unread,
Dec 18, 2007, 5:10:51 PM12/18/07
to

"giacomo" <idamaria.c...@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:Wcy9j.17441$8j3....@tornado.fastwebnet.it...

> La Convenzione dell'Aja del 1899, ribadita poi nel 1907(oiboh... anche
> questa prima della ww2) dedicata alle "leggi e usi della guerra
> terrestre", tra le altre cose dice:
> Art. 25
> È vietato di attaccare o di bombardare, con qualsiasi mezzo, città,
> villaggi, abitazioni o edifizi che non siano difesi.

> la strada era aperta da tempo... le "Alte Partti Contraenti" (come spesso

> vengono indicate in calce ai trattai internazionali) sono stati che PRIMA
> DELLA WW2 avevano già stabilito questi principi. Le convenzioni di Ginevra
> riassumono e molognao sepmplicemnete principi che erano già entrati nel
> diritto internazionale nella seconda metà dell'800
> Dire che "sono stati i vincitori della seconda guerra mondiale a
> proclamare come crimini di guerra l'uccisione deliberata di civili."è
> semplicemente sbagliato.

benissimo.
Ma allora come definire,se non come crimine di guerra,il bombardamento
massacrante compiuto dagli alleati?


Magnabosco Zuane

unread,
Dec 18, 2007, 5:26:59 PM12/18/07
to

"eduardo.ligotti" <eduardo...@libero.it> ha scritto nel messaggio
> La Francia era alleata ben più di noi ed è stata bombardata molto peggio
> dell'italia.
> I bombardamentiitaliani erano mirati ad obiettivi industriali o militari.
> Esempio: Roma L'obiettivo era lo scalo ferroviario poi è chiaro che ci
vanno
> di mezzo le case.
> La guerra si fa per bene o non si fa.
>
>
> La storia va saputa leggere, nella sua interezza e non solo che quello che
> ci piace.

Ok però bisogna anche dire che hanno utilizzato il bombardamento a scopo
terroristico verso la popolazione. Anche fosse stato solo in un caso, il
punto è che in un determinato frangente e da qualcuno ciò è stato
pianificato. Sono molti gli esempi di bombardamenti ingiustificati. Treviso
per esempio. Per Dresda possiamo trovare la giustificazione che gli
americani volevano far trovare una città distrutta ai sovietici che ci si
stavano avvicinando. Poi ci sono i casi di singoli aviatori che si
divertivano a prendere di mira obbiettivi casuali, tipo la motonave
"Giudecca" nella laguna di Venezia.
La cosa che da più fastidio riguardo gli italiani e i bombardamenti però è
questa: mentre qualunque popolo del pianeta avrebbe incolpato chi li
bombardava, gli italiani incolpavano il loro governo, cioè chi li difendeva.
Fino al punto, che risulterebbe incomprensibile per chiunque non sia
italiano, di ammirare e dare un nomignolo buono agli aerei che ronzavano
sopra le loro case, "pippo". Assurdo.


giacomo

unread,
Dec 19, 2007, 3:54:13 AM12/19/07
to

"Artamano" <artam...@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:LzX9j.201987$U01.1...@twister1.libero.it...

hai mai visto un mio post in cui lo nego?
Io però ho visto questo tuo in cui dici una cosa che ti ho apena dimostrato
essere falsa.
Quando si basa le proprie opinioni su affermazioni false le opinioni stesse
rischiano di essere false

--
"Timeo lectorem unius libri"


Tonibaruch

unread,
Dec 19, 2007, 4:03:36 AM12/19/07
to
giacomo wrote:

> "Artamano" <artam...@katamail.com> ha scritto nel messaggio
> news:LzX9j.201987$U01.1...@twister1.libero.it...

>>benissimo.
>>Ma allora come definire,se non come crimine di guerra,il bombardamento
>>massacrante compiuto dagli alleati?

> hai mai visto un mio post in cui lo nego?

Comunque, qualunque cosa se ne pensi eticamente, non era un crimine di guerra.
Né la Germania nazista l'ha mai denunciato come tale, per ovvie ragioni (era
una politica che avevano cominciato loro).

Tb

--

Libertà per i comunisti siriani in carcere: Fateh Jamus, 'Isam Dimashqi,
Basel Hurani, 'Abd al-Halim Rumieh, Ratib Sha'bu, and Doha 'Ashur
al-'Askari http://snipurl.com/1oqtm

Michele

unread,
Dec 19, 2007, 4:06:21 AM12/19/07
to

"Magnabosco Zuane" <ma...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:TOX9j.197137$%k.33...@twister2.libero.it...

>
> "eduardo.ligotti" <eduardo...@libero.it> ha scritto nel messaggio
>> La Francia era alleata ben più di noi ed è stata bombardata molto peggio
>> dell'italia.
>> I bombardamentiitaliani erano mirati ad obiettivi industriali o
>> militari.
>> Esempio: Roma L'obiettivo era lo scalo ferroviario poi è chiaro che ci
> vanno
>> di mezzo le case.
>> La guerra si fa per bene o non si fa.
>>
>>
>> La storia va saputa leggere, nella sua interezza e non solo che quello
>> che
>> ci piace.
>
> Ok però bisogna anche dire che hanno utilizzato il bombardamento a scopo
> terroristico verso la popolazione. Anche fosse stato solo in un caso, il
> punto è che in un determinato frangente e da qualcuno ciò è stato
> pianificato. Sono molti gli esempi di bombardamenti ingiustificati.
> Treviso
> per esempio. Per Dresda possiamo trovare la giustificazione che gli
> americani volevano far trovare una città distrutta ai sovietici che ci si
> stavano avvicinando.

Parlare di "terrorismo" implica la ricerca di una "giustificazione" d'ordine
morale. Cosa impossibile ed inopportuna in una guerra.
Viceversa, se si cerca una "giustificazione" d'ordine legale, allora anche
il bombardamento di Treviso era lecito, e quello di Dresda non meno. Noterai
inoltre a riguardo di quest'ultima che furono _i Sovietici_ a chiedere
attacchi aerei contro i nodi ferroviari di quella regione.

Poi ci sono i casi di singoli aviatori che si
> divertivano a prendere di mira obbiettivi casuali, tipo la motonave
> "Giudecca" nella laguna di Venezia.

Non conosco il caso ma dubito che potesse trattarsi di un obiettivo
illegale. I mezzi di trasporto che potessero essere utilizzati anche dal
nemico erano bersagli legittimi nella IIGM.

> La cosa che da più fastidio riguardo gli italiani e i bombardamenti però è
> questa: mentre qualunque popolo del pianeta avrebbe incolpato chi li
> bombardava, gli italiani incolpavano il loro governo, cioè chi li
> difendeva.
> Fino al punto, che risulterebbe incomprensibile per chiunque non sia
> italiano, di ammirare e dare un nomignolo buono agli aerei che ronzavano
> sopra le loro case, "pippo". Assurdo.
>

Che fosse un nomignolo "buono" è una tua valutazione. A mio parere era un
tentativo di combattere l'effetto di quell'aereo con il ridicolo. Noterai
che il nomignolo era affibbiato al singolo aereo in missione notturna di
disturbo; chiamarlo "pippo" era come dire, non ci dai fastidio, quando passi
ci fai solo ridere.

Quanto al fatto che gli Italiani se la prendessero con il loro governo, non
mi pare sorprendente, proprio perchè contrariamente a quanto dici tu, _non_
li difendeva. O meglio, era talmente inefficiente nel difenderli che era
come se non li difendesse. Ricorderai comunque che Goering a un certo punto
disse: "se il nemico riuscirà a bombardare Berlino, potrete chiamarmi Meyer"
(un tipico cognome di ebrei berlinesi). E dopo un po', sia pur tra amici
fidati, i Berlinesi - cioè Tedeschi sotto i bombardamenti, non Italiani
sotto i bombardamenti - cominciarono a chiamarlo così... giustamente.

Michele

unread,
Dec 19, 2007, 5:04:58 AM12/19/07
to

"giacomo" <idamaria.c...@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:U_4aj.19521$8j3....@tornado.fastwebnet.it...

>
>
> "Artamano" <artam...@katamail.com> ha scritto nel messaggio
> news:LzX9j.201987$U01.1...@twister1.libero.it...
>>
>> "giacomo" <idamaria.c...@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
>> news:Wcy9j.17441$8j3....@tornado.fastwebnet.it...
>>
>>> La Convenzione dell'Aja del 1899, ribadita poi nel 1907(oiboh... anche
>>> questa prima della ww2) dedicata alle "leggi e usi della guerra
>>> terrestre", tra le altre cose dice:
>>> Art. 25
>>> È vietato di attaccare o di bombardare, con qualsiasi mezzo, città,
>>> villaggi, abitazioni o edifizi che non siano difesi.
>>
>>> la strada era aperta da tempo... le "Alte Partti Contraenti" (come
>>> spesso vengono indicate in calce ai trattai internazionali) sono stati
>>> che PRIMA DELLA WW2 avevano già stabilito questi principi. Le
>>> convenzioni di Ginevra riassumono e molognao sepmplicemnete principi che
>>> erano già entrati nel diritto internazionale nella seconda metà dell'800
>>> Dire che "sono stati i vincitori della seconda guerra mondiale a
>>> proclamare come crimini di guerra l'uccisione deliberata di civili."è
>>> semplicemente sbagliato.
>>
>> benissimo.
>> Ma allora come definire,se non come crimine di guerra,il bombardamento
>> massacrante compiuto dagli alleati?
>>
>
>
>
> hai mai visto un mio post in cui lo nego?

Se non lo neghi temo che tu commetta uno sbaglio, tanto più sorprendente
visto che hai una certa cultura in materia.

Per chiamare un atto di guerra "crimine di guerra", occorrerebbe dimostrare
che ha violato le convenzioni applicabili o il diritto consuetudinario. E
ciò che tu hai citato dimostra invece che, sebbene esistesse un trend volto
a proteggere maggiormente le popolazioni civili dalle conseguenze della
guerra, questo trend nel 1939-1945 non era ancora arrivato a rendere
illegale il bombardamento di una città, se difesa. Visto poi lo stato della
tecnica all'epoca, e l'oggettivo dato di fatto delle perdite normalmente
subite dai bombardieri, non si può che concludere che nella seconda guerra
mondiale, di norma le città erano sempre difese. Le sole eccezioni
riconosciute dalla giurisprudenza in materia sono le città aperte
(dichiarate come tali ed efficacemente tali) e le città bombardate prima od
in assenza di una dichiarazione di guerra.


> Io però ho visto questo tuo in cui dici una cosa che ti ho apena
> dimostrato essere falsa.
> Quando si basa le proprie opinioni su affermazioni false le opinioni
> stesse rischiano di essere false

Visto il tuo interlocutore, non c'è motivo di sorprendersene.


Michele

unread,
Dec 19, 2007, 5:16:45 AM12/19/07
to

"Tonibaruch" <tonib...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:fkamp8$c6o$1...@tdi.cu.mi.it...

> Comunque, qualunque cosa se ne pensi eticamente, non era un crimine di
> guerra.

Infatti.

> Né la Germania nazista l'ha mai denunciato come tale, per ovvie ragioni
> (era una politica che avevano cominciato loro).
>

Ma veramente lo denunciarono come criminale e terroristico. Non è che la
coerenza sia un punto forte dei regimi totalitari. Ad un certo punto fu
anche diramato un ordine di non arrestare e non perseguire civili tedeschi
che avessero linciato e assassinato aviatori alleati paracadutatisi da aerei
colpiti.

La coerenza invece ci fu da parte alleata; Goering fu accusato di tante cose
e condannato per altrettante, ma non per i bombardamenti sulle città.


Tonibaruch

unread,
Dec 19, 2007, 5:20:48 AM12/19/07
to
Michele wrote:

> "Tonibaruch" <tonib...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:fkamp8$c6o$1...@tdi.cu.mi.it...
>
>
>>Comunque, qualunque cosa se ne pensi eticamente, non era un crimine di
>>guerra.
>
>
> Infatti.
>
>
>>Né la Germania nazista l'ha mai denunciato come tale, per ovvie ragioni
>>(era una politica che avevano cominciato loro).
>
> Ma veramente lo denunciarono come criminale e terroristico. Non è che la
> coerenza sia un punto forte dei regimi totalitari. Ad un certo punto fu
> anche diramato un ordine di non arrestare e non perseguire civili tedeschi
> che avessero linciato e assassinato aviatori alleati paracadutatisi da aerei
> colpiti.

Ah, pardon, non sapevo.

> La coerenza invece ci fu da parte alleata; Goering fu accusato di tante cose
> e condannato per altrettante, ma non per i bombardamenti sulle città.

Grazie.

Jurassic Park

unread,
Dec 19, 2007, 5:29:57 AM12/19/07
to
On 19 Dic, 10:06, "Michele" <nospammiar...@tin.it> wrote:
>
> Poi ci sono i casi di singoli aviatori che si
>
> > divertivano a prendere di mira obbiettivi casuali, tipo la motonave
> > "Giudecca" nella laguna di Venezia.
>
> Non conosco il caso ma dubito che potesse trattarsi di un obiettivo
> illegale. I mezzi di trasporto che potessero essere utilizzati anche dal
> nemico erano bersagli legittimi nella IIGM.
Casi di aviatori alleati che hanno deliberatamente mitragliato
obiettivi civili ce ne sono stati tanti. Per citare un caso in cui
furono coinvolti dei miei parenti (una mia zia rimase ferita da
scheggie, un mio zio conservò sempre la pallottola tracciante che,
diceva lui, gli aveva "bruciato i baffi") il mitragliamento del tram
Lucca-Pescia, in cui morirono diversi passeggeri. In un'altra
circostanza mio padre, ormai in abiti civili dopo l'8 settembre,
dovette saltare in un fosso perché un aereo lo aveva preso di mira
mentre stava percorrendo una strada in bicicletta.
All'epoca (mi dicevano) si credeva che gli autori di questi attacchi
fossero piloti neri americani, che si divertivano a fare la caccia
all'uomo; ma ovviamente questa era molto probabilmente una leggenda,
anche se un gruppo di piloti neri, di fama controversa (i Tuskegee
Airmen) è effettivamente esistito.
Carlo "Jurassic Park"

Tonibaruch

unread,
Dec 19, 2007, 5:36:23 AM12/19/07
to
Jurassic Park wrote:

> On 19 Dic, 10:06, "Michele" <nospammiar...@tin.it> wrote:


> In un'altra
> circostanza mio padre, ormai in abiti civili dopo l'8 settembre,
> dovette saltare in un fosso perché un aereo lo aveva preso di mira
> mentre stava percorrendo una strada in bicicletta.

Quoto. Anche ad un amico di famiglia, che al tempo era un bambino, è successo lo
stesso.

Michele

unread,
Dec 19, 2007, 6:36:16 AM12/19/07
to

"Jurassic Park" <cde...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:18330770-c32f-4d26...@n20g2000hsh.googlegroups.com...

On 19 Dic, 10:06, "Michele" <nospammiar...@tin.it> wrote:
>
> Poi ci sono i casi di singoli aviatori che si
>
> > divertivano a prendere di mira obbiettivi casuali, tipo la motonave
> > "Giudecca" nella laguna di Venezia.
>
> Non conosco il caso ma dubito che potesse trattarsi di un obiettivo
> illegale. I mezzi di trasporto che potessero essere utilizzati anche dal
> nemico erano bersagli legittimi nella IIGM.
Casi di aviatori alleati che hanno deliberatamente mitragliato
obiettivi civili ce ne sono stati tanti.

- Mi spiace informarti (anzi ripeterti, visto che credo se ne sia già
parlato) che la categoria degli "obiettivi civili" non esisteva nella IIGM.

Per citare un caso in cui
furono coinvolti dei miei parenti (una mia zia rimase ferita da
scheggie, un mio zio conservò sempre la pallottola tracciante che,
diceva lui, gli aveva "bruciato i baffi") il mitragliamento del tram
Lucca-Pescia, in cui morirono diversi passeggeri.

- Cioè l'aviatore alleato ha mitragliato un veicolo in movimento su rotaie.
Spiace per i passeggeri ma non si vede di cosa si potrebbe accusare il
pilota.

In un'altra
circostanza mio padre, ormai in abiti civili dopo l'8 settembre,
dovette saltare in un fosso perché un aereo lo aveva preso di mira
mentre stava percorrendo una strada in bicicletta.
All'epoca (mi dicevano) si credeva che gli autori di questi attacchi
fossero piloti neri americani, che si divertivano a fare la caccia
all'uomo; ma ovviamente questa era molto probabilmente una leggenda,

- Molto probabilmente, già; molto, molto probabilmente, se solo uno si
sofferma a chiedersi quale potesse essere la fonte. Come molto probabilmente
sono leggende molte altre di queste storie.


anche se un gruppo di piloti neri, di fama controversa (i Tuskegee
Airmen) è effettivamente esistito.

- Quale sarebbe la controversia?


giacomo

unread,
Dec 19, 2007, 6:51:25 AM12/19/07
to

>"Michele" <nospam...@tin.it> ha scritto nel messaggio
>news:4768efb3$0$4789$4faf...@reader4.news.tin.it...


> Se non lo neghi temo che tu commetta uno sbaglio, tanto più sorprendente
> visto che hai una certa cultura in materia.


questa è semplicemente una delle (tante) differenze tra me ed Artamano.
Io cerco di vedere caso per caso e non ho problemi as accettare l'idea che
in qualche caso le operazioni militari degli alleato abbbiano costituito ciò
che per semplicità oggi qui definiamo crimini di guerra (ma che forse
sarebbe meglio definire garve breaches of Inernational Law)... mentre non
posso accetare l'atteggiamento di chi mette tutto sullo stesso piano e che
con un fantastico balzo carpiato attribuisce agli alleati la responsabilitò
(manco fosse una colpa) di aver tentato una risoluzione anche giuridioca e
non solo militare a un conflitto che non avevano cominciato loro. (a parte
l'URSS ovviamente... credo che Rudenko sarebbe stato molto meglio sul banmco
defìgli imputati che su qyuekllo degli accusatori a Norimberga)
Mentre lui vede questo come segno di un'ipocrisia (la vecchia teroria del
diritto dei vincitri etc.) io lo vedo come un grande merito. Alla fine della
ww2 la parte vincitrice ha preso atto che il lungo processo giuridico che
aveva portato a formare l'idea tanto dello jus ad bellum quanto (questo è
l'argomento) dello jus in bello aveva bisogno di un ulteriore impulso. Che
poi siamo ancora abbastanza indietro nel settore è tristemente evidente.
Rispetto alla legislazione dell'epoca aggiungo i punti che potrebbero
servire

dal preambolo della dic di S.Pietroburgo

Considerando:
- che i progressi della civiltà devono produrre l'effetto di attenuare, nei
limiti del possibile, le calamità della guerra;

- che il solo scopo legittimo che gli Stati devono prefiggersi durante la
guerra è l'indebolire le forze militari del nemico;

- che a tal fine è sufficiente mettere fuori combattimento il più gran
numero possibile di nemici;

- che si va al di là dello scopo anzidetto se si usano armi che aggravano
inutilmente le sofferenze degli uomini messi fuori combattimento o ne
rendono la morte inevitabile;

- che l'uso di tali armi sarebbe pertanto contrario alle leggi dell'umanità.

il punto qui non è solo divieto o meno del bombardamento di cittò difese, ma
del concetto che verrà meglio descritto nelle Conv Ginevra di
"sproporzionato"

la Convenzione internazionale dell' Aja del 1907 su leggi ed usi della
guerra terrestre
stabilisce
Capitolo I: Dei mezzi di nuocere al nemico, degli assedi e dei bombardamenti
Art. 22
I belligeranti noti hanno un diritto illimitato nella scelta dei mezzi per
nuocere al nemico.
Art. 23
Oltre le proibizioni stabilite dalle Convenzioni speciali, è segnatamente
vietato:
a) di usare veleni o armi avvelenate;
b) di uccidere o di ferire a tradimento individui appartenenti alla nazione
o
all'esercito nemici;
c) di uccidere o di ferire un nemico il quale avendo deposto le armi, oppure
non avendo più i mezzi per difendersi, si è reso a discrezione;
d) di dichiarare che non si darà quartiere;
e) di adoperare armi, proiettili, o materie atte a cagionare mali superflui;
f) di usare indebitamente la bandiera parlamentare, la bandiera nazionale o
le
insegne militari o l'uniforme del nemico, nonchè i segni distintivi della
Convenzione di Ginevra;


come ho detto prima io non posso negare che durante il conflitto siano state
a volte impiegato dagli alleati
"armi, proiettili, o materie atte a cagionare mali superflui "
o "armi che aggravano inutilmente le sofferenze degli uomini messi fuori
combattimento o ne rendono la morte inevitabile". Semplicemnmte contesto
l'accusa di iposcrisia insita nel post di Artamano.


Giacomo:


>> Io però ho visto questo tuo in cui dici una cosa che ti ho apena
>> dimostrato essere falsa.
>> Quando si basa le proprie opinioni su affermazioni false le opinioni
>> stesse rischiano di essere false

> "Michele" <nospam...@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:4768efb3$0$4789$4faf...@reader4.news.tin.it...


> Visto il tuo interlocutore, non c'è motivo di sorprendersene.


e in effetti non mi sorprendo... ha ragione :

Jurassic Park

unread,
Dec 19, 2007, 9:24:27 AM12/19/07
to
On 19 Dic, 12:36, "Michele" <nospammiar...@tin.it> wrote:
> "Jurassic Park" <cdec...@tin.it> ha scritto nel messaggionews:18330770-c32f-4d26...@n20g2000hsh.googlegroups.com...

> On 19 Dic, 10:06, "Michele" <nospammiar...@tin.it> wrote:
> Per citare un caso in cui
> furono coinvolti dei miei parenti (una mia zia rimase ferita da
> scheggie, un mio zio conservò sempre la pallottola tracciante che,
> diceva lui, gli aveva "bruciato i baffi") il mitragliamento del tram
> Lucca-Pescia, in cui morirono diversi passeggeri.
>
> - Cioè l'aviatore alleato ha mitragliato un veicolo in movimento su rotaie.
> Spiace per i passeggeri ma non si vede di cosa si potrebbe accusare il
> pilota.

Il "veicolo su rotaie" era un tram pieno di civili, non un treno merci
carico di materiale bellico.


>
> In un'altra
> circostanza mio padre, ormai in abiti civili dopo l'8 settembre,
> dovette saltare in un fosso perché un aereo lo aveva preso di mira
> mentre stava percorrendo una strada in bicicletta.

Anche sparare addosso a un civile in bicicletta era un comportamento
legittimo?

> All'epoca (mi dicevano) si credeva che gli autori di questi attacchi
> fossero piloti neri americani, che si divertivano a fare la caccia
> all'uomo; ma ovviamente questa era molto probabilmente una leggenda,
>
> - Molto probabilmente, già; molto, molto probabilmente, se solo uno si
> sofferma a chiedersi quale potesse essere la fonte. Come molto probabilmente
> sono leggende molte altre di queste storie.

Che fossero necessariamente piloti neri a fare queste cose è molto
probabilmente una leggenda, per il semplice motivo che è ben difficile
che chi è occupato a scappare da un mitragliamento abbia il tempo e la
voglia di guardare chi sta pilotando l'aereo. Per quanto riguarda i
fatti, temo proprio che il discorso sia diverso: l'episodio di mio
padre lo ha raccontato lui personalmente a me (e non era uomo da
raccontar frottole, era tutto il contrario di un fanfarone), mentre
quello del mitragliamento del tram l'ho sentito raccontare da entrambi
i miei zii che ci si sono trovati e ho visto personalmente la
pallottola che mio zio conservava. Incidentalmente, a proposito di
quest'ultima, sembrava una 7,7 piuttosto che una .50, e quindi l'aereo
autore del mitragliamento era più probabilmente inglese piuttosto che
americano.


>
> anche se un gruppo di piloti neri, di fama controversa (i Tuskegee
> Airmen) è effettivamente esistito.
>
> - Quale sarebbe la controversia?

La controversia sarebbe sulle loro prestazioni in combattimento:
alcune fonti sostengono che nessun bombardiere scortato da loro è mai
stato abbattuto, altre che questo non è affatto vero, e addirittura su
un newsgroup USA trovai l'asserzione (contestata da altri) che al loro
primo scontro con i caccia tedeschi scapparono in massa!

Carlo "Jurassic Park"

Michele

unread,
Dec 19, 2007, 9:27:34 AM12/19/07
to

"giacomo" <idamaria.c...@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:0B7aj.19788$8j3....@tornado.fastwebnet.it...

Direi di più; nulla di quanto sopra può essere interpretato come un divieto
di bombardare città.
La maggior parte del testo citato ha a che vedere con il divieto di usare
_contro le truppe_ armi "disumane" che causano sofferenze inutili (di questo
vedi più oltre). Una parte potrebbe essere intesa come limitatativa, quella
che riguarda l'indebolimento delle forze militari del nemico. Tuttavia, è
una interpretazione assai parziale quella che non considera, per esempio,
che una forza militare nemica che non riceve munizioni, in quanto le
fabbriche di munizioni sono state distrutte, bè, è stata indebolita.


ma
> del concetto che verrà meglio descritto nelle Conv Ginevra di
> "sproporzionato"
>

Sarebbe il caso che tu precisassi a quali Convenzioni di Ginevra fai
riferimento di volta in volta, visto che ce n'è una caterva e alcune sono di
prima della IIGM e altre dopo. Per quanto mi risulta, il concetto di
proporzionalità è stato articolato a partire dal 1949. Ergo, non ci
interessa se trattiamo del periodo 1939-45.

Ma certo che possiamo negarlo, se sappiamo di che cosa stiamo parlando,
invece di limitarci ad una lettura superficiale del testo. Se infatti
conosciamo il parere della giurisprudenza in materia, sappiamo anche che
quel comma, pur espresso in termini generici, si riferisce a categorie
assolutamente ben definite, consuetudinariamente, di armi: i proiettili
dum-dum o esplosivi al di sotto di un certo calibro, i proiettili a
frammentazione in pezzi piccolissimi, le lance con punta a fiocina. E' da
questo concetto che discende il Protocollo cosidetto CCW del 1980.

Aggiungasi che comunque, anche ignorando quella che è la corretta
interpretazione di questa categoria di armi, resterebbe da dimostrare che la
distruzione di città difese, sia pure con armamenti che ispirano, su base
umanitaria, una comprensibile revulsione, si possa considerare "superflua".
A chi parla di Dresda, posso sempre citare l'elenco di industrie militari
distrutte, danneggiate gravemente, o leggermente, in quel bombardamento.


Michele

unread,
Dec 19, 2007, 10:16:55 AM12/19/07
to

"Jurassic Park" <cde...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:635994a1-7f0d-43b9...@e6g2000prf.googlegroups.com...

On 19 Dic, 12:36, "Michele" <nospammiar...@tin.it> wrote:
> "Jurassic Park" <cdec...@tin.it> ha scritto nel
> messaggionews:18330770-c32f-4d26...@n20g2000hsh.googlegroups.com...
> On 19 Dic, 10:06, "Michele" <nospammiar...@tin.it> wrote:
> Per citare un caso in cui
> furono coinvolti dei miei parenti (una mia zia rimase ferita da
> scheggie, un mio zio conservò sempre la pallottola tracciante che,
> diceva lui, gli aveva "bruciato i baffi") il mitragliamento del tram
> Lucca-Pescia, in cui morirono diversi passeggeri.
>
> - Cioè l'aviatore alleato ha mitragliato un veicolo in movimento su
> rotaie.
> Spiace per i passeggeri ma non si vede di cosa si potrebbe accusare il
> pilota.

Il "veicolo su rotaie" era un tram pieno di civili, non un treno merci
carico di materiale bellico.

- Come ormai dovresti sapere, la cosa è irrilevante per diversi motivi.
1. L'aviatore in volo a bassa quota su una zona collinare, in condizioni
atmosferiche non a noi note, può aver anche avuto solo un paio di secondi
per avvistare il veicolo in movimento, cambiare rotta ed assetto, ed aprire
il fuoco. Durante quel tempo è perfettamente possibile che abbia percepito
a) veicolo in movimento, b) rotaie. Ecco perchè ho usato quella definizione.
Ora, al giorno d'oggi esistono vincoli rispetto all'identificazione di un
veicolo come militare o meno. Allora non esistevano.
2. In ogni caso, anche se avesse capito che non si trattava di un veicolo
militare, il pilota aveva tutti i diritti a sparare. Oggi, se un pilota,
rispettando i vincoli citati al punto 1, identificasse il veicolo come
civile, addirittura non avesse la certezza del fatto che fosse invece
militare, non dovrebbe sparare (sempre se il suo stato aderisce ai
Protocolli del 1977). Nel 1944, invece, _qualunque_ veicolo usato dallo
stato nemico era un bersaglio lecito.
3. E' infine risibile la specificazione sul rispettivo contenuto dei mezzi
di trasporto. Un treno merci con vagoni chiusi può essere pieno di soldati,
oppure di giocattoli, oppure di civili. Un pilota non può guardarci dentro,
così come non può guardare dentro un tram. Oggi, stati che aderiscono ai
Protocolli del 1977 non possono sparare contro un'auto civile, anche se
hanno il forte sospetto che contenga paramilitari armati (ci fu un caso
durante la guerra del Kosovo in cui le unità aeree avevano individuato
un'auto civile che si spostava da una casa all'altra, e guarda un po', poco
dopo la visita le case prendevano fuoco. I paramilitari serbi avevano capito
che con un veicolo civile non sarebbero stati attaccati mentre facevano il
loro sporco lavoro contro le case dell'etnia nemica). Naturalmente, nel
1939-45 questi limiti non esistevano.


> All'epoca (mi dicevano) si credeva che gli autori di questi attacchi
> fossero piloti neri americani, che si divertivano a fare la caccia
> all'uomo; ma ovviamente questa era molto probabilmente una leggenda,
>
> - Molto probabilmente, già; molto, molto probabilmente, se solo uno si
> sofferma a chiedersi quale potesse essere la fonte. Come molto
> probabilmente
> sono leggende molte altre di queste storie.

Che fossero necessariamente piloti neri a fare queste cose è molto
probabilmente una leggenda, per il semplice motivo che è ben difficile
che chi è occupato a scappare da un mitragliamento abbia il tempo e la
voglia di guardare chi sta pilotando l'aereo.

- Appunto. Non per nulla ho detto che chiedersi quale potesse essere la
fonte è sufficiente.


Per quanto riguarda i
fatti, temo proprio che il discorso sia diverso: l'episodio di mio
padre lo ha raccontato lui personalmente a me (e non era uomo da
raccontar frottole, era tutto il contrario di un fanfarone), mentre
quello del mitragliamento del tram l'ho sentito raccontare da entrambi
i miei zii che ci si sono trovati e ho visto personalmente la
pallottola che mio zio conservava. Incidentalmente, a proposito di
quest'ultima, sembrava una 7,7 piuttosto che una .50, e quindi l'aereo
autore del mitragliamento era più probabilmente inglese piuttosto che
americano.

- Sul mitragliamento del tram non ho particolari dubbi.

>
> anche se un gruppo di piloti neri, di fama controversa (i Tuskegee
> Airmen) è effettivamente esistito.
>
> - Quale sarebbe la controversia?
La controversia sarebbe sulle loro prestazioni in combattimento:
alcune fonti sostengono che nessun bombardiere scortato da loro è mai
stato abbattuto, altre che questo non è affatto vero, e addirittura su
un newsgroup USA trovai l'asserzione (contestata da altri) che al loro
primo scontro con i caccia tedeschi scapparono in massa!

- Grazie.


Jurassic Park

unread,
Dec 20, 2007, 4:07:09 AM12/20/07
to
On 19 Dic, 16:16, "Michele" <nospammiar...@tin.it> wrote:
> 2. In ogni caso, anche se avesse capito che non si trattava di un veicolo
> militare, il pilota aveva tutti i diritti a sparare. Oggi, se un pilota,
> rispettando i vincoli citati al punto 1, identificasse il veicolo come
> civile, addirittura non avesse la certezza del fatto che fosse invece
> militare, non dovrebbe sparare (sempre se il suo stato aderisce ai
> Protocolli del 1977). Nel 1944, invece, _qualunque_ veicolo usato dallo
> stato nemico era un bersaglio lecito.

Vale anche per gli attacchi ai ciclisti per strada?

> - Appunto. Non per nulla ho detto che chiedersi quale potesse essere la
> fonte è sufficiente.

Qual'è la fonte delle leggende metropolitane?

>
> Per quanto riguarda i
> fatti, temo proprio che il discorso sia diverso: l'episodio di mio
> padre lo ha raccontato lui personalmente a me (e non era uomo da
> raccontar frottole, era tutto il contrario di un fanfarone), mentre
> quello del mitragliamento del tram l'ho sentito raccontare da entrambi
> i miei zii che ci si sono trovati e ho visto personalmente la
> pallottola che mio zio conservava. Incidentalmente, a proposito di
> quest'ultima, sembrava una 7,7 piuttosto che una .50, e quindi l'aereo
> autore del mitragliamento era più probabilmente inglese piuttosto che
> americano.
>
> - Sul mitragliamento del tram non ho particolari dubbi.

Ne sono lieto.

> > anche se un gruppo di piloti neri, di fama controversa (i Tuskegee
> > Airmen) è effettivamente esistito.
>
> > - Quale sarebbe la controversia?
>
> La controversia sarebbe sulle loro prestazioni in combattimento:
> alcune fonti sostengono che nessun bombardiere scortato da loro è mai
> stato abbattuto, altre che questo non è affatto vero, e addirittura su
> un newsgroup USA trovai l'asserzione (contestata da altri) che al loro
> primo scontro con i caccia tedeschi scapparono in massa!
>
> - Grazie.

Prego

Carlo "Jurassic Park"

.sergio.

unread,
Dec 20, 2007, 5:36:13 AM12/20/07
to
Michele ha scritto:

> Oggi, stati che aderiscono ai
> Protocolli del 1977 non possono sparare contro un'auto civile, anche se
> hanno il forte sospetto che contenga paramilitari armati (

Israele aderisce a questi protocolli? dalle stragi che fa con i suoi TK
poco mirati direi proprio di no.


--
visitate http://www.comunisti-italiani.it/frames/index.htm
http://www.larinascita.org
http://www.italia-cuba.it/associazione/associazione.htm


questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Tonibaruch

unread,
Dec 20, 2007, 5:55:31 AM12/20/07
to
.sergio. wrote:

> Michele ha scritto:
>
>
>> Oggi, stati che aderiscono ai
>>Protocolli del 1977 non possono sparare contro un'auto civile, anche se
>>hanno il forte sospetto che contenga paramilitari armati (
>
>
> Israele aderisce a questi protocolli? dalle stragi che fa con i suoi TK
> poco mirati direi proprio di no.

Puoi fare l'esempio di *alcune* stragi, camerata?

Michele

unread,
Dec 20, 2007, 11:49:19 AM12/20/07
to

"Jurassic Park" <cde...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:bef28248-d2bb-4ce6...@d21g2000prf.googlegroups.com...

> - Appunto. Non per nulla ho detto che chiedersi quale potesse essere la
> fonte è sufficiente.

Qual'è la fonte delle leggende metropolitane?

Non lo so quale sia in questo caso specifico, anche se ovvi sospetti sulla
propaganda interna ci sono. Quello che intendevo dire è che è totalmente
improbabile che esista una possibilità di riscontro oggettivo. Chi avrebbe
dovuto vedere qual era la pelle del pilota, il poveraccio mitragliato che se
gli andava bene, riusciva a vedere il fondo di un fosso? Un po' difficile.
Un altro testimone a terra? Quasi altrettanto improbabile, considerato che
il casco, la maschera (magari non agganciata ma spesso tenuta comunque
davanti alla bocca) e, a volte, la visiera antiriflessi lasciavano ben poca
pelle da vedere. Senza contare l'agitazione del momento anche se non si è il
bersaglio, il punto di visuale decisamente sfavorevole, la velocità del
passaggio... Insomma, basta chiedersi, appunto, da dove poteva venire la
storia, per capire quanto poco attendibile sia.


Jurassic Park

unread,
Dec 20, 2007, 12:02:48 PM12/20/07
to
On 20 Dic, 17:49, "Michele" <nospammiar...@tin.it> wrote:
> "Jurassic Park" <cdec...@tin.it> ha scritto nel messaggionews:bef28248-d2bb-4ce6...@d21g2000prf.googlegroups.com...

>
> > - Appunto. Non per nulla ho detto che chiedersi quale potesse essere la
> > fonte è sufficiente.
>
> Qual'è la fonte delle leggende metropolitane?
>
> Non lo so quale sia in questo caso specifico, anche se ovvi sospetti sulla
> propaganda interna ci sono. Quello che intendevo dire è che è totalmente
> improbabile che esista una possibilità di riscontro oggettivo. Chi avrebbe
> dovuto vedere qual era la pelle del pilota, il poveraccio mitragliato che se
> gli andava bene, riusciva a vedere il fondo di un fosso? Un po' difficile.

Perfettamente d'accordo, a parte il dubbio sull'interesse che la
propaganda interna avrebbe avuto a dare la colpa ai "negri" piuttosto
che a tutti i piloti nemici.

Resta il fatto (ricordo la testimonianza di un'altra mancata vittima,
oltre a mio padre) dei mitragliamenti contro civili in bicicletta, che
mi pare possano spiegarsi difficilmente se non con il gusto della
caccia all'uomo (o alla donna, nell'altro caso di mia conoscenza).

Carlo "Jurassic Park"

Artamano

unread,
Dec 20, 2007, 3:52:40 PM12/20/07
to

"Magnabosco Zuane" <ma...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:TOX9j.197137$%k.33...@twister2.libero.it...

> La cosa che da più fastidio riguardo gli italiani e i bombardamenti però è
> questa: mentre qualunque popolo del pianeta avrebbe incolpato chi li
> bombardava, gli italiani incolpavano il loro governo, cioè chi li
> difendeva.
> Fino al punto, che risulterebbe incomprensibile per chiunque non sia
> italiano, di ammirare e dare un nomignolo buono agli aerei che ronzavano
> sopra le loro case, "pippo". Assurdo.

questo conferma la debolezza dell'entità politica chiamata Stato italiano.
Realizzata solo con la forza .
E con la propaganda,prima risorgimentale e poi fascista.


Arduino

unread,
Dec 20, 2007, 4:01:04 PM12/20/07
to
Jurassic Park ha scritto:

.
> Casi di aviatori alleati che hanno deliberatamente mitragliato
> obiettivi civili ce ne sono stati tanti. Per citare un caso in cui
> furono coinvolti dei miei parenti (una mia zia rimase ferita da
> scheggie, un mio zio conservò sempre la pallottola tracciante che,
> diceva lui, gli aveva "bruciato i baffi") il mitragliamento del tram
> Lucca-Pescia, in cui morirono diversi passeggeri. In un'altra
> circostanza mio padre, ormai in abiti civili dopo l'8 settembre,
> dovette saltare in un fosso perché un aereo lo aveva preso di mira
> mentre stava percorrendo una strada in bicicletta.
> All'epoca (mi dicevano) si credeva che gli autori di questi attacchi
> fossero piloti neri americani, che si divertivano a fare la caccia
> all'uomo; ma ovviamente questa era molto probabilmente una leggenda,
> anche se un gruppo di piloti neri, di fama controversa (i Tuskegee
> Airmen) è effettivamente esistito.

La leggenda dei piloti neri esisteva anche dalle mie parti, si attribuì
loro lo sterminio di una famiglia che lavorava in un campo; Ma credo si
trattasse di inconscio razzismo: chi poteva vedere il colore dei piloti?
Quanto ai mitragliamenti, qualunque cosa si muovesse su strada (Camion
automobile carretto) era un bersaglio. Duro come comportamento, ma la
guerra è dura.
Ciao
Ad'I

> Carlo "Jurassic Park"

Arduino

unread,
Dec 20, 2007, 4:08:32 PM12/20/07
to
Michele ha scritto:

> - Molto probabilmente, già; molto, molto probabilmente, se solo uno si
> sofferma a chiedersi quale potesse essere la fonte. Come molto probabilmente
> sono leggende molte altre di queste storie.


Ovviamente qualcuno avrà raccontato d'esser stato sfiorato da proiettili
finiti a decine di metri.
Ma i mitragliamenti erano fatti ordinari, ho testimonianze sicure che in
un viaggio di poche decine di chilometri, in qualche giornata si poteva
assistere a sei o sette passaggi di aerei con uno o due mitragliamenti.
Ciao Ad'I
E Per la zona di Milano potrei postarti il resoconto di tutti quelli che
fecero numerose vittime.

Arduino

unread,
Dec 20, 2007, 4:27:06 PM12/20/07
to
Tonibaruch ha scritto:

>> Israele aderisce a questi protocolli? dalle stragi che fa con i suoi TK
>> poco mirati direi proprio di no.
>
> Puoi fare l'esempio di *alcune* stragi, camerata?

Ovviamente non puň.
Puň solo gettar fango su uno stato che pur avendo la forza di dare una
risposta mille volte piů potente al nemico, si limita a colpire i
mandanti delle stragi.
Ad'I
Ps: Dal punto di vista semantico, fai un piccolo errore chiamando sergio
"camerata" Infatti, anche se adesso se ne fa un uso improprio, il
termine significa: mio (o nostro) camerata, pertanto anche lo scrivente
sarebbe camerata. (Nel caso, con sergio ci sarebbe comunque una vasta
scelta alternativa: da compagno camerata a nazista, nazicomunista,
nazislamocomunista e chi piů ne ha piů ne metta.


> Tb
>
>

Arduino

unread,
Dec 20, 2007, 4:29:19 PM12/20/07
to
Jurassic Park ha scritto:

> Perfettamente d'accordo, a parte il dubbio sull'interesse che la
> propaganda interna avrebbe avuto a dare la colpa ai "negri" piuttosto
> che a tutti i piloti nemici.

Concordo: accusare solo i negri da parte della propaganda, avrebbe
significato avvallare che gli altri americani erano eticamente corretti.
Credo convenisse di più farli passare tutti per cattivi.

Arduino

unread,
Dec 21, 2007, 7:53:22 AM12/21/07
to
Magnabosco Zuane ha scritto:

> Ok però bisogna anche dire che hanno utilizzato il bombardamento a scopo
> terroristico verso la popolazione. Anche fosse stato solo in un caso, il
> punto è che in un determinato frangente e da qualcuno ciò è stato
> pianificato. Sono molti gli esempi di bombardamenti ingiustificati. Treviso
> per esempio. Per Dresda possiamo trovare la giustificazione che gli
> americani volevano far trovare una città distrutta ai sovietici che ci si
> stavano avvicinando. Poi ci sono i casi di singoli aviatori che si
> divertivano a prendere di mira obbiettivi casuali, tipo la motonave
> "Giudecca" nella laguna di Venezia.
> La cosa che da più fastidio riguardo gli italiani e i bombardamenti però è
> questa: mentre qualunque popolo del pianeta avrebbe incolpato chi li
> bombardava, gli italiani incolpavano il loro governo, cioè chi li difendeva.
> Fino al punto, che risulterebbe incomprensibile per chiunque non sia
> italiano, di ammirare e dare un nomignolo buono agli aerei che ronzavano
> sopra le loro case, "pippo". Assurdo.

Il nomignolo di pippo potrebbe anche essere denigrativo, magari
addirittura frutto della propaganda fascista, che spesso ricorreva a
questi mezzi (Es: "le tank sovietiche". Trasformandole in femmine,
avrebbero donuto apparire meno potenti)
Riguardo all'atteggiamento: "strambo" degli italiani, non era poi così
strambo, molti italiani già ritenevano inutile e sbagliata la guerra.
Poi nella primavere-estate del 1943 praticamente tutti si resero conto
che era persa. pertanto l'ulteriore resistenza suscitò indignazione.
(Aggiungo che però da testimonianze da me raccolte, non è che gli
italiani amassero troppo chi li bombardava)
Ciao
Ad'I

.sergio.

unread,
Dec 21, 2007, 12:20:01 PM12/21/07
to
Tonibaruch ha scritto:

> ..sergio. wrote:

> > Michele ha scritto:
> >
> >
> >> Oggi, stati che aderiscono ai
> >>Protocolli del 1977 non possono sparare contro un'auto civile, anche se
> >>hanno il forte sospetto che contenga paramilitari armati (
> >
> >
> > Israele aderisce a questi protocolli? dalle stragi che fa con i suoi TK
> > poco mirati direi proprio di no.

> Puoi fare l'esempio di *alcune* stragi, camerata?

quelle di cui si rallegrava ad esempio Sharon che con una bomba aveva
ucciso un dirigente palestinese ma anche una decina di donne e bambini.
E "camerata" chiamaci quelle fogne dei tuoi nonni che erano fascisti.

.sergio.

unread,
Dec 21, 2007, 12:23:26 PM12/21/07
to
Arduino ha scritto:

> Tonibaruch ha scritto:

> >> Israele aderisce a questi protocolli? dalle stragi che fa con i suoi TK
> >> poco mirati direi proprio di no.
> >
> > Puoi fare l'esempio di *alcune* stragi, camerata?

> Ovviamente non può.

ROTFL!
infatti le migliaia di palestinesi uccisi dagli israeliani (Vedi i dati
sul sito di B'Tselem, cialtrone neofascista) in realta' sono tutte falsita'

> Ps: Dal punto di vista semantico, fai un piccolo errore chiamando sergio
> "camerata" Infatti, anche se adesso se ne fa un uso improprio, il
> termine significa: mio (o nostro) camerata,

tb, ascolta i saggi consigli dell'esperto fascista arduino, tuo vero
camerata eh.

Tonibaruch

unread,
Dec 21, 2007, 1:03:58 PM12/21/07
to
.sergio. wrote:

> Tonibaruch ha scritto:

>>>Israele aderisce a questi protocolli? dalle stragi che fa con i suoi TK
>>>poco mirati direi proprio di no.
>
>>Puoi fare l'esempio di *alcune* stragi, camerata?
>
> quelle di cui si rallegrava ad esempio Sharon che con una bomba aveva
> ucciso un dirigente palestinese ma anche una decina di donne e bambini.
> E "camerata" chiamaci quelle fogne dei tuoi nonni che erano fascisti.

Quando? Dove? Riportato da chi?
Non vedo né una, né alcune stragi fatte con i suoi TK.

Prego, l'esempio di *alcune* stragi.

Arduino

unread,
Dec 21, 2007, 5:08:04 PM12/21/07
to
.sergio. ha scritto:

>> Ovviamente non può.
>
> ROTFL!
> infatti le migliaia di palestinesi uccisi dagli israeliani (Vedi i dati
> sul sito di B'Tselem, cialtrone neofascista) in realta' sono tutte falsita'

Chiudo per un attimo l'embargo che ti è decretato per comunicarti che
soltanto un acefalo può non riuscire a comprendere che se si aggredisce
un popolo anche le proprie perdite ricadono nella respondsabilità
dell'aggressore.
La morte dei nazisti tedeschi è responsabilità di hitler.
La morte dei nazisti arabi è responsabilità dei vari arraffat, e capi di
hamas. Chiudo e ripristino l'embargo.
Ad'I

Artamano

unread,
Dec 22, 2007, 7:40:48 AM12/22/07
to

"Arduino" <ar...@nomail.it> ha scritto nel messaggio
news:476bb707$0$10627$4faf...@reader2.news.tin.it...

> Riguardo all'atteggiamento: "strambo" degli italiani, non era poi cosě
> strambo, molti italiani giŕ ritenevano inutile e sbagliata la guerra.

ma questo non spiega l'atteggiamento di simpatia verso quello che era un
nemico che uccideva civili.
Non spiega le scene di giubilo verso i "liberatori".
Anche gli inglesi nel 1940 stavano conducendo una guerra apparentemente
inutile e perduta.Allora lo era.Perchč non arrendersi e festeggiare i
tedeschi?


Arduino

unread,
Dec 23, 2007, 3:15:49 AM12/23/07
to
Artamano ha scritto:

> ma questo non spiega l'atteggiamento di simpatia verso quello che era un
> nemico che uccideva civili.
> Non spiega le scene di giubilo verso i "liberatori".
> Anche gli inglesi nel 1940 stavano conducendo una guerra apparentemente

> inutile e perduta.Allora lo era.Perchè non arrendersi e festeggiare i
> tedeschi?

Gli inglesi, nel 1940 non stavano conducendo una guerra perduta, avevano
subito una sola sconfitta sul campo, avevano alle spalle una lunga
tradizione di inattaccabilità dell'isola, che sicuramente li rendeva
ottimisti, avevano una flotta molto più potente della nemica, sapevano
che oltreatlantico c'era un popolo di lingua ed in gran parte anche di
etnia inglese che sicuramente non stava facendo il tifo per i nemici
della Gran Bretagna, sapevano che al confine orientale hitler aveva un
"amico" alquanto infido.
Inoltre, non erano stremati da cinque anni di guerra, ne i tedeschi
ebbero mai quella supremazia che gli alleati verso la fine abbero
sull'Italia. Come potrebbe pensare di vincere un cittadino di Milano in
una città isolata con tutti ponti stradali stradali e ferroviari (Su
Ticino Po ed Adda) distrutti? Come poteva pensare si vincesse la guerra
un tale che dovendo recarsi ad Iseo per caricare una barca su un
carretto, assiste: Ad un bombardamento dell'aereoporto di Orio al Serio.
Deve correre un tre o quattro volte sotto gli alberi o a ridosso di
una casa per passaggi di caccia. Accompagnare il compagno dal medico a
togliere una scheggia perché credendo fosse passata tutta la squadriglia
era ripartito beccandosi una mitragliata dall'ultimo aereo. E, dopo la
decisione di rinunciare al viaggio (30 chilometri) e tornare la notte,
si salva rimanendo immobilissimo in mezzo alla strada illuminata a
giorno dai bengala? Solo dei pazzi potevano pensare ci fosse ancora partita.
Inoltre, vorrei aggiungere che probabilmente gli italiani si rendevano
anche conto che il nemico non "picchiava" con tutta la sua forza. Dopo
l'8 Settembre i bombardamenti indiscriminati sulle città erano
terminati, inoltre era ben evidente che se le pattuglie di caccia invece
di limitarsi a sorvegliare i movimenti stradali avessero mitragliato i
paesi, avrebbero compiuto vere e proprie stragi.
Ciao
Ad'I

Arduino

unread,
Dec 23, 2007, 3:18:24 AM12/23/07
to
Tonibaruch ha scritto:

> Quando? Dove? Riportato da chi?
> Non vedo né una, né alcune stragi fatte con i suoi TK.
>
> Prego, l'esempio di *alcune* stragi.

Mah: forse il sensanome ha la memoria corta: gli par di ricordare, ma
non ricorda come e quando;-)
Ciao
Ad'I

> Tb
>
>
>
>

Artamano

unread,
Dec 23, 2007, 4:13:40 PM12/23/07
to

"Arduino" <ar...@nomail.it> ha scritto nel messaggio
news:476e18f8$0$17944$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Gli inglesi, nel 1940 non stavano conducendo una guerra perduta, avevano
> subito una sola sconfitta sul campo, avevano alle spalle una lunga
> tradizione di inattaccabilità dell'isola, che sicuramente li rendeva
> ottimisti, avevano una flotta molto più potente della nemica, sapevano che
> oltreatlantico c'era un popolo di lingua ed in gran parte anche di etnia
> inglese che sicuramente non stava facendo il tifo per i nemici della Gran
> Bretagna, sapevano che al confine orientale hitler aveva un "amico"
> alquanto infido.

e questo basta per te a spiegare i FESTEGGIAMENTI verso un nemico che non
aveva manifestato alcuna pietà per i civili e che certo nella sua storia
aveva ben manifestato razzismo e colonialismo ?


Tonibaruch

unread,
Dec 23, 2007, 4:38:41 PM12/23/07
to
Artamano wrote:

> "Arduino" <ar...@nomail.it> ha scritto nel messaggio
> news:476e18f8$0$17944$4faf...@reader1.news.tin.it...

> e questo basta per te a spiegare i FESTEGGIAMENTI verso un nemico che non

> aveva manifestato alcuna pietą per i civili e che certo nella sua storia


> aveva ben manifestato razzismo e colonialismo ?

Credo dovresti rassegnartei all'idea che l'amore per voi nazi č una tendenza
piuttosto anticonformista.

Tb


--

Libertą per i comunisti siriani in carcere: Fateh Jamus, 'Isam Dimashqi,

Arduino

unread,
Dec 24, 2007, 5:28:29 AM12/24/07
to
Artamano ha scritto:

> e questo basta per te a spiegare i FESTEGGIAMENTI verso un nemico che non
> aveva manifestato alcuna pietà per i civili e che certo nella sua storia
> aveva ben manifestato razzismo e colonialismo ?

Avrei voluto vedere il popolo tedesco, se la Germania avesse liquidato
la Polonia solo con l'aiuto italiano, Avesse avuto bisogno del "l'Artico
corps" italiano in Norvegia per non essere ributtati in mare dagli
inglesi, avessero...
I tedeschi l'8 Settembre 1943 con le armate ancora di fronte a
Leningrado sul Nipro e a Kurskh, potevano avere ancora un illusione di
invincibilità, ma un italiano non poteva non percepire la tragica
realtà. Ipotizziamo un italia che avesse continuato a combattere: cosa
avrebbe mutato nel peso generale della guerra il fatto che otto o dieci
divisioni tedesche avessero potuto combattere altrove (Con l'onere per
la Germania di proseguire quel minimo di rifornimenti per l'alleata)
La guerra era persa, e per l'Italia sarebbe stata persa anche
nell'assurda ipotesi che la Germania fosse riuscita a rovesciare le
sorti (un Italia ex campo di battaglia, distrutta militarmente, con
l'unico possibile destino di oscuro satellite) o che la Germania fosse
riuscita a trovare un accordo di compromesso (Anche in quest'altra
assurda ipotesi al meglio si poteva pensare che la Germania riuscisse ad
uscirne indenne, non certo che potesse e volesse imporre una soluzione
favorevole per l'Italia (Restituzione colonie e territori occupati) In
una simile situazione, c'è da meravigliarsi che ci sia stato qualcuno
che abbia deciso di fare il bel gesto di riprendere o non deporre le
armi solo per perdere con dignità. (Cui vanno aggiunti i nazisti ormai
fuori dalla realtà, gli ignorantoni che credevano di aver trovato un
comodo modo di mangiare senza lavorare, i criminali che trovarono
occasione per rubare o sfogare il sadismo)
Mentre non c'è da meravigliarsi che altri si siano ribellati all'assurdo
proseguimento della guerra, tenendo anche conto che essendo il fascismo
una dittatura, l'unico modo per esprimere dissenso è ribellarsi.
Ne ci si può meravigliare che i più (Ripeto, i più, se in una città
festeggia solo il 60 o magari il 40% della popolazione, nessuno si
accorge degli altri) sperassero in una rapida fine della guerra e
festeggiassero questa fine.
Riguardo al nemico, come ho scritto precedentemente, chiunque poteva
comprendere che non colpiva con tutta la sua forza (decine di volte
passarono sopra il mio paese per bombardare il ponte sul fiume:
avrebbero potuto raderlo al suolo) Gli americani avevano già combattuto
una guerra mondiale occupando in Europa solo la terra dei loro cimiteri
militari, e si sapeva che avrebbero fatto altrettanto con la seconda. Il
colonialismo inglese, pur essendo criticato per la sua durezza, non
suscitava certo la riprovazione di adesso (anche l'Italia aveva colonie)
Buon Natale.
Ad'I

giovanni

unread,
Dec 24, 2007, 10:38:20 AM12/24/07
to
On 19 Dic, 11:16, "Michele" <nospammiar...@tin.it> wrote:
> La coerenza invece ci fu da parte alleata; Goering fu accusato di tante cose
> e condannato per altrettante, ma non per i bombardamenti sulle città.

certo, perchè sapevano benissimo che in un domani la stessa accusa
poteva essere usata contro di loro. Un po' come il processo a Saddam,
che è stato fatto sui pochi tra i migliaia di crimini commessi in cui
non potevano essere tirati in ballo gli americani....

Artamano

unread,
Dec 24, 2007, 3:29:04 PM12/24/07
to

"Arduino" <ar...@nomail.it> ha scritto nel messaggio
news:476f8990$0$4787$4faf...@reader4.news.tin.it...

> La guerra era persa, e per l'Italia sarebbe stata persa anche nell'assurda
> ipotesi che la Germania fosse riuscita a rovesciare le sorti (un Italia ex
> campo di battaglia, distrutta militarmente, con l'unico possibile destino
> di oscuro satellite) o che la Germania fosse

capisco che gli italiani si rendessero conto della sconfitta inevitabile.
Capisco che non avessero più fiducia nella vittoria.
Ma erano stati quasi tutti fascisti negli anni trenta.Con entusiasmo nel
1936.Gli oppositori erano stati pochi.La massa aveva approvato.
Una sconfitta non basta per passare con giubilo dalla parte del vincitore
che,da nemico,aveva massacrato decine di migliaia di civili italiani.
Quello che è successo è stata la crisi del tentativo di costruire una
nazione attraverso una ideologia,un mito,un compito da fare.
L'8 settembre 1943 è stata la morte della patria.


Arduino

unread,
Dec 25, 2007, 4:54:18 AM12/25/07
to
Artamano ha scritto:

> capisco che gli italiani si rendessero conto della sconfitta inevitabile.
> Capisco che non avessero più fiducia nella vittoria.
> Ma erano stati quasi tutti fascisti negli anni trenta.Con entusiasmo nel
> 1936.Gli oppositori erano stati pochi.La massa aveva approvato.
> Una sconfitta non basta per passare con giubilo dalla parte del vincitore
> che,da nemico,aveva massacrato decine di migliaia di civili italiani.
> Quello che è successo è stata la crisi del tentativo di costruire una
> nazione attraverso una ideologia,un mito,un compito da fare.
> L'8 settembre 1943 è stata la morte della patria.


Anche sulla reale consistenza dell'appoggio al fascismo, bisogna fare lo
stesso ragionamento che ho fatto per l'appoggio all'antifascismo:
Nessuno può calcolare con esattezza quanti non siano scesi in strada per
festeggiare la conquista dell'impero, quanti lo abbiano fatto solo per
curiosità, e quanti siano stati colti da un passeggero entusiasmo
(conosco diversi che sono scesi entusiasti in strada col tricolore per
festeggiare la vittoria ai mondiali, ma che già adesso non seguono
neppure le partite della nazionale)
Comunque, è innegabile che il fascismo avesse un consenso massiccio. Ma
ciò non era dovuto al fatto che Mussolini e i capi fascisti fossero
belli, ma al fatto che la maggioranza riteneva efficente e decisa la
dirigenza fascista e soprattutto Mussolini una specie di Napoleone redivivo.
Purtroppo ad un certo punto si mossero in Europa forze molto più potenti
di lui, cosa che unitamente al suo carattere che non era portato alla
prudenza ma ad audaci scommesse, lo portarono ad una precipitosa
dichiarazione di guerra senza la necessaria preparazione e senza aver
cercato (ne ottenuto) il consenso della dirigenza fascista, che apprese
dai giornali la dichiarazione di Guerra.
La guerra fascista, (anzi mussoliniana) fu persa nel periodo fra il
Novembre 1940 e il Marzo 1941 (notte di Taranto, controffensiva greca,
sfondamento inglese in Cirenaica, perdita di Bardia e Tobruk, disfatta
di Bela Fomm, Sconfitte di Keren e Capo Matapan.
(Era evidente che se fosse stato uno scontro fra le sole Italia ed
Inghilterra, che gli italiani dopo un ulteriore eroica resistenza di
qualche mese, avrebbero dovuto accettare la sconfitta.)
Questi fatti determinarono due conseguenze: I tedeschi, a torto o
ragione persero ogni fiducia negli italiani e considerando spreco ogni
rifornimento all'Italia, centellinarono ogni invio.
Da parte italiana ci fu una scissione fra gli italiani: una parte che
concluse che Mussolini li aveva ingannati, che in realtà non era neppure
un Napoleone alla sedicesima, ed un altra parte che invece si attaccò al
mito del duce tradito.
Sia pur sotterraneo il conflitto si trascinò. Il fascismo, pur
indebolito, si mantenne numericamente forte fino al 25 Luglio, Il Conte
Acquarone, scrivendo non so a chi (Non farmi cercare il testo) dopo la
manifestazione fascista del cinque Maggio 1943 per l'anniversario
dell'impero, scrisse: Sono mesi che mi dici che il fascismo non ha più
alcun consenso: hai visto cosa è successo a Piazza Venezia? (Alludendo
all'oceanica ed entusiastica partecipazione di folla) Ma come è ovvio
l'entusiasmo non può sostituire l'acciaio che non cè.
Persa l'ultima speranza di fermare il nemico sulle spiaggie, la
dirigenza fascista decise che sarebbe stato assurdo proseguire una lotta
che al più poteva essere utile ad un alleato che non avevano scelto, e
decise di gettare la spugna, decisione che lo stesso Mussolini accettò
senza opporre resistenza. Dopodiché la patria non è morta l'8 Settembre,
si è solo arresa. Tolto il fatto che si è commessa la guasconata di non
avvertire l'alleato (In parte giustificabile visto con chi si aveva a
che fare, e di cui comunque l'unica responsabilità è del Re e Badoglio)
L'Italia non ha fatto altro che ciò che avevano fatto prima di lei molte
altre nazioni: Ha cessato un inutile lotta. Non ci furono manifestazioni
di giubilo (Eppure i più non immaginavano che la Germania potesse
proseguire da sola occupando l'Italia) i giornali uscirono listati a
lutto, la maggior parte dei soldati depose le armi senza volgerle contro
l'alleato.
Dopodiché ci fu un interminabile epilogo, con una lotta protratta oltre
ogni umano limite di ragionevolezza. Normalissimo che alla fine di
questo, la parte che si era schierata contro, e la massa apolitica del
popolo esultassero. (Riguardo al nemico, all'epoca non era invalso il
coglionismo pacifista attuale, che considera criminali legittimi atti di
guerra e giustificabili i crimini terroristici. All'epoca si sapeva che
noi bombardavamo loro, e loro noi.)
Ciao e buon Natale.
Ad'I

Artamano

unread,
Dec 25, 2007, 7:54:11 AM12/25/07
to

"Arduino" <ar...@nomail.it> ha scritto nel messaggio
news:4770d30c$0$37207$4faf...@reader3.news.tin.it...

> Persa l'ultima speranza di fermare il nemico sulle spiaggie, la dirigenza
> fascista decise che sarebbe stato assurdo proseguire una lotta che al più
> poteva essere utile ad un alleato che non avevano scelto, e decise di
> gettare la spugna, decisione che lo stesso Mussolini accettò senza opporre
> resistenza. Dopodiché la patria non è morta l'8 Settembre, si è solo
> arresa.


Dimentichi che non si è trattato solo di interrompere una guerra perduta e
insostenibile,ma di PASSARE DALLA PARTE DEI VINCITORI tradendo un alleato
con cui si era fatto un patto di alleanza totale.
La guerra quindi continuo' nell'infamia dato che ne il Re ne Badoglio
dissero che il tradimento era stato fatto per combattere dalla parte della
democrazia e del socialismo.
E'per questo che è giusto dire che l'8 settembre rappresento' la morte della
patria.


Arduino

unread,
Dec 25, 2007, 10:28:32 AM12/25/07
to
Artamano ha scritto:

Le colpe di persone, non sono ascrivibili ad una nazione.
Il semplice italiano, che non era stato interpellato sull'aleanza e
sulla scelta di guerra, aveva il diritto di ribellarsi ad un governo
dittatoriale che imponeva una guerra non condivisa.
Per chi era stato dirigente od anche Iscritto al partito fascista,
invece sussisteva perlomeno l'obbligo di restare neutrali; ci furono nei
fatti molti cambiamenti di casacca, ma molti restarono con Salò o
perlomeno non presero parte alle fazioni.
Restano il Re e Badoglio. Il primo, avendo dichiarato guerra al fianco
della Germania, poteva si fare la pace, ma avrebbe avuto il dovere
morale di abdicare prima di dichiarar guerra alla Germania. Badoglio,
non aveva responsabilità nella dichiarazione di guerra, ma fece di
peggio: col discorso di insediamento aveva esagerato con le parole
(l'Italia, mantiene fede alla parola data, gelosa costode delle
millenarie tradizioni...) assunse impegni di lealtà che avrebbero dovuto
indurlo a dimettersi addirittura alla firma dell'armistizio. Come
giustamente fai notare, i due non addussero motivi ideali a loro
giustificazione, che avrebbero potuto giustificare il gesto di slealtà.
Pertanto possono essere censurati.
Ma come dicevo in principio, le responsabilità personali non ricadono su
una patria. L'Italia non è responsabile se il governo di Salò non si
oppose alla consegna degli ebrei ai campi di sterminio, l'Italia non è
responsabile se un re ed un primo ministro non tennero un comportamento
d'onore.
Ciao
Ad'I

Arduino

unread,
Dec 25, 2007, 10:34:15 AM12/25/07
to
Tonibaruch ha scritto:

> Credo dovresti rassegnartei all'idea che l'amore per voi nazi è una
> tendenza piuttosto anticonformista.

Un regime di tipo razzista come il nazista, aveva effettivamente questi
gravi limiti, che secondo me addirittura gli precludevano ogni
possibilità di vitoria sul lungo periodo. Se anche le armate di hitler
fossero giunte a Mosca nell'Autunno 1941, si sarebbero dissanguate in un
interminabile guerriglia ad oriente, avrebbero dovuto impegnarsi in
varie guerre con ex alleati, in sostanza la Germania avrebbe potuto
sopravvivere qualche decennio in continue guerre, ma inevitabilmente
dissanguata sarebbe stata travolta
Ciao e buone feste.
Ad'I

> Tb
>
>

Artamano

unread,
Dec 25, 2007, 4:39:53 PM12/25/07
to

"Arduino" <ar...@nomail.it> ha scritto nel messaggio
news:47712162$0$4794$4faf...@reader4.news.tin.it...

> Le colpe di persone, non sono ascrivibili ad una nazione.
> Il semplice italiano, che non era stato interpellato sull'aleanza e sulla
> scelta di guerra, aveva il diritto di ribellarsi ad un governo
> dittatoriale che imponeva una guerra non condivisa.

come oggi in Iraq e Afganistan direi.

> Ma come dicevo in principio, le responsabilità personali non ricadono su
> una patria. L'Italia non è responsabile se il governo di Salò non si
> oppose alla consegna degli ebrei ai campi di sterminio, l'Italia non è
> responsabile se un re ed un primo ministro non tennero un comportamento
> d'onore.

ma io non parlavo di una responsabilità penale vera e propria.Ma del fatto
che il progetto di costruire artificialmente una nazione è fallito.Troppi
popoli diversi costituivano la realtà della situazione italiana prima
dell'unità.Volerne fare uno solo con la forza è costato violenza e
finzione.E alla fine il popolo nuovo non è nato.


Artamano

unread,
Dec 25, 2007, 4:39:54 PM12/25/07
to

"Arduino" <ar...@nomail.it> ha scritto nel messaggio
news:477122b9$0$4790$4faf...@reader4.news.tin.it...

> Un regime di tipo razzista come il nazista, aveva effettivamente questi
> gravi limiti, che secondo me addirittura gli precludevano ogni possibilità
> di vitoria sul lungo periodo. Se anche le armate di hitler fossero giunte
> a Mosca nell'Autunno 1941, si sarebbero dissanguate in un interminabile
> guerriglia ad oriente, avrebbero dovuto impegnarsi in varie guerre con ex
> alleati, in sostanza la Germania avrebbe potuto sopravvivere qualche
> decennio in continue guerre, ma inevitabilmente dissanguata sarebbe stata
> travolta

non lo sapremo mai.Il regime cambiò nel corso degli anni di guerra.L'ultimo
anno le forze armate tedesche,tra cui le SS , erano composte solo in parte
da tedeschi veri e propri.Berlino era difesa da volontari francesi e il mito
della nazione Europa aveva sostituito quella della grande Germania del 1939.


Arduino

unread,
Dec 25, 2007, 6:23:23 PM12/25/07
to
Artamano ha scritto:

>> che imponeva una guerra non condivisa.

> come oggi in Iraq e Afganistan direi.

Su questo, debbo darti ragione pur essendo io favorevole a queste
missioni militari (Non perché sia cattivo o guerrafondaio, ma perché
sono buono. Essendo costretto a scegliere, preferisco rischino la vita
dei soldati bene armati, anziché lasciare il campo libero al talebano
che lo userebbe per tornare a lapidare donne torturare, mutilare.) Debbo
ammettere che sono possibili per l'Italia solo perché richiedono
l'apporto di un limitato numero di militari tutti volontari. Non sarebbe
possibile assumere l'impegno di inviare in qualche settore decine di
migliaia di soldati di leva con il consenso del 49 o 51% degli
itali8ani, e neppure con il 60 o 70% un gravoso impegno bellico avrebbe
bisogno di un assenso quasi totalitario.


> ma io non parlavo di una responsabilità penale vera e propria.Ma del fatto
> che il progetto di costruire artificialmente una nazione è fallito.Troppi
> popoli diversi costituivano la realtà della situazione italiana prima
> dell'unità.Volerne fare uno solo con la forza è costato violenza e
> finzione.E alla fine il popolo nuovo non è nato.

Da un punto di vista etnico, a parte alcune minoranze marginali, la
divisione italiana è fra il nord ed il sud, con il centro più
somigliante al nord con una sfumatura "sudista" Esistono anche altre
differenze interrregionali, ma destinate a divenire marginali (Un
piemontese ed un veneto, non sono distinguibili fisicamente, hanno una
forte differenza dialettale, ma i dialetti stanno divenendo sempre più
marginali) Però, una cementificazione non era (e non è) impossibile.
Hanno giocato a sfavore una guerra persa, e, persa male dopo un periodo
troppo breve di vita unitaria, (85 anni, nel 1945 erano ancora vive
persone nate prima dell'unità) e precedente ai mezzi di comunicazione di
massa che faceva si che solo una minoranza fosse in grado di parlare
correttamente la lingua nazionale). Il tutto aggravato dal fatto che i
partiti antifascisti, individuando nel nazionalismo il punto di forza
del fascismo (Nel giro di pochi anni, il fortissimo miglioramento del
tenore di vita, la scoperta dei crimini nazisti, dissolsero le
possibilità di un ritorno fascista. Ma nei primi anni del dopoguerra
questo era un concreto timore di molti politici antifascisti.) decisero
di smantellare ogni patriottismo, minando le basi della nazione.
Ma basterebbe un reale pericolo per far risorgere il sentimento nazionale.
Ciao
Ad'I

Arduino

unread,
Dec 30, 2007, 6:12:48 AM12/30/07
to
Artamano ha scritto:

> non lo sapremo mai.Il regime cambiò nel corso degli anni di guerra.L'ultimo
> anno le forze armate tedesche,tra cui le SS , erano composte solo in parte
> da tedeschi veri e propri.Berlino era difesa da volontari francesi e il mito
> della nazione Europa aveva sostituito quella della grande Germania del 1939.

Effettivamente nessuno può conoscere ciò che non è successo.
Hai una parte di ragione, ma tieni presenti tre cose: Il mito della
nazione Europa al posto della grande Germania è sorto quando questa
aveva ormai l'acqua alla gola, se continuava ad andargli bene, avrebbero
ritardato la nascita di questo mito fino alla crisi.
Il razzismo nazista era feroceme antislavo, pertanto non avrebbero mai
potuto trovare un accomodamento ad est. perciò avrebbero dovuto
scegliere fra il ritirarsi ed il continuare all'infinito una guerriglia
in gelide steppe, col corollario di esecuzioni e rappresaglie.
I nazisti non smontarono mai del tutto il loro apparato razzista.
Pertanto non avrebbero mai trovato l'alleanza di nazioni sorelle, ma
solo la collaborazione di gruppi minoritari che aderendo al nazismo si
sentivano elevati al di sopra della propria razza e parificati alla
superiore germanica. Simili partiti non potevano che restare minoritari.
Ciao
Ad'I

Michele

unread,
Dec 31, 2007, 4:03:57 AM12/31/07
to

"giovanni" <amary...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:67be96cf-361b-42dd...@s48g2000hss.googlegroups.com...

On 19 Dic, 11:16, "Michele" <nospammiar...@tin.it> wrote:
> La coerenza invece ci fu da parte alleata; Goering fu accusato di tante
> cose
> e condannato per altrettante, ma non per i bombardamenti sulle città.

certo, perchè sapevano benissimo che in un domani la stessa accusa
poteva essere usata contro di loro.

- Quindi è stato usato lo stesso peso e la stessa misura per tutti. Come
dicevo. Questo è ciò che conta.


Un po' come il processo a Saddam,
che è stato fatto sui pochi tra i migliaia di crimini commessi in cui
non potevano essere tirati in ballo gli americani....

- Sottolineerei che avendo gli Alleati processati i capi nazisti, tra le
altre cose, per crimini contro l'umanità, sono stati successivamente
accusati di aver creato una legge retroattiva (senza tener conto del fatto
che i singoli atti che costituivano crimini contro l'umanità erano comunque
anche crimini d'altro tipo). Avendoli processati per crimini di guerra per i
quali esistevano prove deboli e discutibili (di provenienza sovietica), sono
stati accusati di aver condannato i rei in un processo farsa.
Il tutto, perchè hanno processato i capi nazisti per tutti i crimini che
avevano commesso.

Ora arriva il processo a Saddam, vengono scelti dei capi d'accusa chiari,
delle violazioni plateali (l'uso di armi chimiche, per esempio), che
potessero essere solidamente documentate... e c'è sempre qualcuno che si
lamenta. Mah...


Michele

unread,
Jan 2, 2008, 3:15:52 AM1/2/08
to

"Arduino" <ar...@nomail.it> ha scritto nel messaggio
news:47777cec$0$36439$4faf...@reader5.news.tin.it...

> Artamano ha scritto:
>
>> non lo sapremo mai.Il regime cambiò nel corso degli anni di
>> guerra.L'ultimo anno le forze armate tedesche,tra cui le SS , erano
>> composte solo in parte da tedeschi veri e propri.Berlino era difesa da
>> volontari francesi e il mito della nazione Europa aveva sostituito quella
>> della grande Germania del 1939.
>
> Effettivamente nessuno può conoscere ciò che non è successo.
> Hai una parte di ragione, ma tieni presenti tre cose: Il mito della
> nazione Europa al posto della grande Germania è sorto quando questa aveva
> ormai l'acqua alla gola, se continuava ad andargli bene, avrebbero
> ritardato la nascita di questo mito fino alla crisi.

Giusto. Tra l'altro va precisato che a Berlino combatterono fino alla fine
alcuni sparuti elementi della divisione SS francese, sostanzialmente perchè
sapevano bene di essere dei traditori e che sarebbero stati trattati come
tali se si arrendevano. Ovviamente il 99,9% dei difensori di Berlino non era
francese.
Tramutare questa situazione in "Berlino era difesa da volontari francesi" è
un bel salto dell'immaginazione; la "nazione Europa" esisteva come dici
nella propaganda nazista di fine guerra e in quella neonazista di oggi, non
nella realtà delle cose.


giovanni

unread,
Jan 2, 2008, 4:20:46 AM1/2/08
to
On 31 Dic 2007, 10:03, "Michele" <nospammiar...@tin.it> wrote:
> > La coerenza invece ci fu da parte alleata; Goering fu accusato di tante
> > cose
> > e condannato per altrettante, ma non per i bombardamenti sulle città.
>
> certo, perchè sapevano benissimo che in un domani la stessa accusa
> poteva essere usata contro di loro.
>
> - Quindi è stato usato lo stesso peso e la stessa misura per tutti.

no, al contrario, si sono scelti i crimini per evitare future
imputazioni per i dirigenti politici e militari alleati.

> Ora arriva il processo a Saddam, vengono scelti dei capi d'accusa chiari,
> delle violazioni plateali (l'uso di armi chimiche, per esempio), che
> potessero essere solidamente documentate...

no caro, sono stati scelti i SOLI capi d'accusa di cui c'era certezza
che Saddam non avrebbe potuto provare che gli americani erano
d'accordo. Per esempio i gasamenti di curdi e sciiti dopo Desert
Storm, resisi possibili anche grazie a Bush padre che fece liberare i
POW irakeni per scatenare la repressione, nel processo non ci sono
finiti. Indovina perchè?

Michele

unread,
Jan 2, 2008, 5:31:04 AM1/2/08
to

"giovanni" <amary...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:b0e3603b-e294-4058...@m34g2000hsf.googlegroups.com...

On 31 Dic 2007, 10:03, "Michele" <nospammiar...@tin.it> wrote:
> > La coerenza invece ci fu da parte alleata; Goering fu accusato di tante
> > cose
> > e condannato per altrettante, ma non per i bombardamenti sulle città.
>
> certo, perchè sapevano benissimo che in un domani la stessa accusa
> poteva essere usata contro di loro.
>
> - Quindi è stato usato lo stesso peso e la stessa misura per tutti.

no, al contrario, si sono scelti i crimini per evitare future
imputazioni per i dirigenti politici e militari alleati.


- Non è che ripetere le stesse affermazioni infondate le renda più
credibili.
Se ritieni che sia dimostrabile che il bombardamento di città difese durante
la seconda guerra mondiale fosse un crimine ai sensi delle leggi vigenti,
allora prova a dimostrarlo, con argomentazioni, non con affermazioni
apodittiche.
Non credo tu ne sia in grado.


> Ora arriva il processo a Saddam, vengono scelti dei capi d'accusa chiari,
> delle violazioni plateali (l'uso di armi chimiche, per esempio), che
> potessero essere solidamente documentate...

no caro, sono stati scelti i SOLI capi d'accusa di cui c'era certezza
che Saddam non avrebbe potuto provare che gli americani erano
d'accordo. Per esempio i gasamenti di curdi e sciiti dopo Desert
Storm, resisi possibili anche grazie a Bush padre che fece liberare i
POW irakeni per scatenare la repressione, nel processo non ci sono
finiti. Indovina perchè?

- Come dicevo, c'è chi non sarà mai contento.


.sergio.

unread,
Jan 2, 2008, 5:57:10 AM1/2/08
to
On 21 Dic 2007, 23:08, Arduino <a...@nomail.it> wrote:
> .sergio. ha scritto:
>
> >> Ovviamente non può.
>
> > ROTFL!
> > infatti le migliaia di palestinesi uccisi dagli israeliani (Vedi i dati
> > sul sito di B'Tselem, cialtrone neofascista) in realta' sono tutte falsita'
>
> Chiudo per un attimo l'embargo che ti è decretato per comunicarti che
> soltanto un acefalo può non riuscire a comprendere che se si aggredisce
> un popolo anche le proprie perdite ricadono nella respondsabilità
> dell'aggressore.

coglione neofascista al servizio dei nazilikudniki,
smentisci pure le cifre riportate dal sito B'Tselem .

.sergio.

unread,
Jan 2, 2008, 6:01:18 AM1/2/08
to
On 21 Dic 2007, 19:03, Tonibaruch <tonibar...@gmail.com> wrote:
> .sergio. wrote:
> > Tonibaruch ha scritto:
> >>>Israele aderisce a questi protocolli? dalle stragi che fa con i suoi TK
> >>>poco mirati direi proprio di no.
>
> >>Puoi fare l'esempio di *alcune* stragi, camerata?
>
> > quelle di cui si rallegrava ad esempio Sharon che con una bomba aveva
> > ucciso un dirigente palestinese ma anche una decina di donne e bambini.
> > E "camerata" chiamaci quelle fogne dei tuoi nonni che erano fascisti.
>
> Quando? Dove? Riportato da chi?

coglionazzo fascista, chiedi a Santini della bomba e della strage di
cui si rallegrava quella merda di Sharon.

Tonibaruch

unread,
Jan 2, 2008, 6:09:15 AM1/2/08
to
.sergio. wrote:

> On 21 Dic 2007, 19:03, Tonibaruch <tonibar...@gmail.com> wrote:
>
>>.sergio. wrote:
>>
>>>Tonibaruch ha scritto:
>>>
>>>>>Israele aderisce a questi protocolli? dalle stragi che fa con i suoi TK
>>>>>poco mirati direi proprio di no.
>>
>>>>Puoi fare l'esempio di *alcune* stragi, camerata?
>>
>>>quelle di cui si rallegrava ad esempio Sharon che con una bomba aveva
>>>ucciso un dirigente palestinese ma anche una decina di donne e bambini.
>>>E "camerata" chiamaci quelle fogne dei tuoi nonni che erano fascisti.
>>
>>Quando? Dove? Riportato da chi?
>
>
> coglionazzo f

Ti vedo in difficoltà argomentativa, camerata.
Per sostanziare la tua affermazione dovresti riportare gli esempi di *alcune*
stragi fatta con "TK poco mirati".

Prego.

.sergio.

unread,
Jan 2, 2008, 8:20:58 AM1/2/08
to
On 2 Gen, 12:09, Tonibaruch <tonibar...@gmail.com> wrote:
> .sergio. wrote:
> > On 21 Dic 2007, 19:03, Tonibaruch <tonibar...@gmail.com> wrote:
>
> >>.sergio. wrote:
>
> >>>Tonibaruch ha scritto:
>
> >>>>>Israele aderisce a questi protocolli? dalle stragi che fa con i suoi TK
> >>>>>poco mirati direi proprio di no.
>
> >>>>Puoi fare l'esempio di *alcune* stragi, camerata?
>
> >>>quelle di cui si rallegrava ad esempio Sharon che con una bomba aveva
> >>>ucciso un dirigente palestinese ma anche una decina di donne e bambini.
> >>>E "camerata" chiamaci quelle fogne dei tuoi nonni che erano fascisti.
>
> >>Quando? Dove? Riportato da chi?
>
> > coglionazzo f
>
> Ti vedo in difficoltà argomentativa, camerata.

camerata chiamaci quella fogna nauseabonda di tuo padre.

> Per sostanziare la tua affermazione dovresti riportare gli esempi di *alcune*
> stragi fatta con "TK poco mirati".
>
> Prego.

eccoti accontentato, fascistoide del likud. Basta googlare un po' che
tanto di stragi di civili l'esercito israeliano ne ha fatte a iosa.
Inizio con questo articolo del 11-06-2003 da la repubblica


raid è fallito e sono morte persone innocenti
Missile contro il leader di Hamas
Bush: "In pericolo piano di pace"
Il presidente Usa accusa Sharon: "Non è così
che si rende Iasraele più sicura"


WASHINGTON - La tesnione, oltre a tornare alta in Israele e nei
Territori,
sale anche tra gli Stati Uniti e il governo di Ariel Sharon. Per la
prima
volta George W. Bush critica direttamente Israele per aver tentato di
uccidere in un attentato un leader palestinese di Hamas contrario al
piano
di pace. Un'azione che rischia di compromettere, secondo il
presidente
Usa, l'esito della road map.


"Sono convinto - ha detto Bush - che questi attacchi renderanno più
difficile per la leadership plaestinese arginare le azioni
terroristiche.
E nello stesso tempo non credo che questi attacchi rendano Israele
più
sicura". "Sono determinato - ha concluso - a portare avanti la road
map e
credo che se le leadership di entrambe le parti saranno responsabili,
possiamo portare la pace nella regione".


E' raro che l'amministrazione Usa critichi il grande alleato
mediorientale
e questo dà l'idea di quanto Bush consideri grave il fallito blitz
israeliano di ieri a Gaza. Doveva essere un'operazione "pulita" nei
piani
dell'esercito: un elicottero avrebbe dovuto lanciare un missile
sull'auto
in cui era a bordo Abdel-Aziz al-Rantissi, il dirigente di Hamas che
ha
respinto la road map e accusato gli Usa di essere uno Stato
"terrorista".


Invece il missile ha ucciso altre due persone e ne ha ferite 20.
Al-Rantissi è riuscito a saltare giù dall'auto e se l'è cavata con un
ricovero in ospedale da dove, appena arrivato, ha rilanciato in tv
l'Intifada contro Israele.


Bush sta cercando di correre ai ripari affinché il processo di pace
non
subisca un duro stop e per prima cosa ha espresso il suo rammarico per
la
morte di persone innocenti. La condanna pubblica del raid israeliano
dovrebbe servire a fornire al premier palestinese Abu Mazen una
copertura
politica per continuare a sedersi al tavolo del negoziato. Ma da ieri
le
organizzazioni radicali contrarie alla road map sono molto più forti.


Tonibaruch

unread,
Jan 2, 2008, 8:45:26 AM1/2/08
to
.sergio. wrote:
> On 2 Gen, 12:09, Tonibaruch <tonibar...@gmail.com> wrote:


>>Ti vedo in difficoltà argomentativa, camerata.
> camerata chiamaci quella fogna nauseabonda di tuo padre.

Come collaboratore del gruppo di nazi di Mario Consoli, in contatto privato con
i suoi propagandisti, credo che tu sia senz'altro adatto al nomignolo,
indipendentemente da ogni altra considerazione sulla tua credibilità.


>>Per sostanziare la tua affermazione dovresti riportare gli esempi di *alcune*
>>stragi fatta con "TK poco mirati".
>>
>>Prego.
>
> eccoti accontentato, fascistoide del likud. Basta googlare un po' che
> tanto di stragi di civili l'esercito israeliano ne ha fatte a iosa.
> Inizio con questo articolo del 11-06-2003 da la repubblica

[...]

> Invece il missile ha ucciso altre due persone

Cioè tutto quello che sei riuscito a trovare sulle innumerevoli stragi fatte con
i TK, che invaliderebbero i protocolli aggiuntivi sul bombardamento di civili è
un colpo fallito, con due (2) morti? E' un avvenimento, e mi sembra un po' corto
per essere una strage. E' più la testimonianza che i targeted killing sono
proprio mirati, dunque rispettano, molto ampiamente, molto più ampiamente di
qualunque altra forma di azione controterrorista, il principio di proporzionalità.

L'avevo detto che non sei credibile, camerata.

Arduino

unread,
Jan 2, 2008, 8:49:19 AM1/2/08
to
.sergio. ha scritto:

> coglione neofascista al servizio dei nazilikudniki,
> smentisci pure le cifre riportate dal sito B'Tselem .

Scusandomi con tutti per questa ulteriore rottura dell'embargo verso chi
non vuole rinunciare alle posizioni nazicomuniste: mi permetto ricordare
al mio interlocutore che NESSUNA convenzione vieta le azioni rivolte
verso il nemico anche se questo si trova in zone dove ci sono anche civili.
Crimini sarebbero quindi soltanto quelle azioni portate contro civili in
quanto tali (come ad esempio quelle dell'entità criminale
arabopalestinese) Non certo le azioni contro il nemico anche se, vista
la vigliaccheria dei militanti dell'entità criminale che non si
presentano mai in campo aperto, queste legittime azioni possono
purtroppo coinvolgere anche civili.
Ad'I

Arduino

unread,
Jan 2, 2008, 8:56:34 AM1/2/08
to
Michele ha scritto:

> Giusto. Tra l'altro va precisato che a Berlino combatterono fino alla fine
> alcuni sparuti elementi della divisione SS francese, sostanzialmente perchè
> sapevano bene di essere dei traditori e che sarebbero stati trattati come
> tali se si arrendevano. Ovviamente il 99,9% dei difensori di Berlino non era
> francese.
> Tramutare questa situazione in "Berlino era difesa da volontari francesi" è
> un bel salto dell'immaginazione; la "nazione Europa" esisteva come dici
> nella propaganda nazista di fine guerra e in quella neonazista di oggi, non
> nella realtà delle cose.

Vero, i nazisti hanno trovato (e trovano) alleanze unicamente in quegli
sparuti gruppi che in sostanza fanno questo ragionamento: Vero che la
mia è una razza inferiore. Ma io no, Io sono come i tedeschi.
Quando tutto stava per precipitare, i nazisti cercarono di sfruttare ed
allargare al massimo questi sentimenti, ma nei fatti raccolsero solo
raccoglieticce milizie collaborazioniste e nuclei di votati alla morte,
sicuramente valorosi, ma non numerosi.
Ciao
Ad'I

Arduino

unread,
Jan 2, 2008, 8:59:06 AM1/2/08
to
Tonibaruch ha scritto:
> .sergio. wrote:
>
raid č fallito e sono morte persone innocenti

Missile contro il leader di Hamas

Cosa dici? Glielo diciamo che il leader di Hamas non era un civile, ma
il capo di un organizzasione criminale, e pertanto un legittimo bersaglio?
Oppure non rompiamo ulteriormente il boicottaggio?
Ciao
Ad'I

> Tb
>

giovanni

unread,
Jan 2, 2008, 1:12:51 PM1/2/08
to
On 2 Gen, 11:31, "Michele" <nospammiar...@tin.it> wrote:
> Se ritieni che sia dimostrabile che il bombardamento di città difese

ehi, bamba, Dresda da chi era difesa?

> durante
> la seconda guerra mondiale fosse un crimine ai sensi delle leggi vigenti

neanche il genocidio lo era, e quindi?

> > Ora arriva il processo a Saddam, vengono scelti dei capi d'accusa chiari,
> > delle violazioni plateali (l'uso di armi chimiche, per esempio), che
> > potessero essere solidamente documentate...
>
> no caro, sono stati scelti i SOLI capi d'accusa di cui c'era certezza
> che Saddam non avrebbe potuto provare che gli americani erano
> d'accordo. Per esempio i gasamenti di curdi e sciiti dopo Desert
> Storm, resisi possibili anche grazie a Bush padre che fece liberare i
> POW irakeni per scatenare la repressione, nel processo non ci sono
> finiti. Indovina perchè?
>
> - Come dicevo, c'è chi non sarà mai contento.

della doppia morale chiunque dovrebbe essere scontento.

giovanni

unread,
Jan 2, 2008, 1:15:00 PM1/2/08
to
On 2 Gen, 14:49, Arduino <a...@nomail.it> wrote:
> 'entità criminale
> arabopalestinese)

eccola lì, la fogna fascista. basta cambiare oggetto di odio, ma il
razzismo è sempre quello, quello che ieri faceva sterminare gli ebrei
e oggi vorrebbe sterminare gli arabi. E non a caso il camerata TB fa
lingua in bocca col camerata Arduino

Tonibaruch

unread,
Jan 2, 2008, 1:39:11 PM1/2/08
to
giovanni wrote:

> On 2 Gen, 11:31, "Michele" <nospammiar...@tin.it> wrote:

>>durante
>>la seconda guerra mondiale fosse un crimine ai sensi delle leggi vigenti
>
>
> neanche il genocidio lo era

Ummamma.

Tb

--

Libertą per i comunisti siriani in carcere: Fateh Jamus, 'Isam Dimashqi,

Tonibaruch

unread,
Jan 2, 2008, 1:40:35 PM1/2/08
to
giovanni wrote:

> E non a caso il camerata TB fa
> lingua in bocca col camerata Arduino

LOL

Puoi provare questa gravissima accusa, cretinetti?

Arduino

unread,
Jan 2, 2008, 2:58:29 PM1/2/08
to
giovanni ha scritto:

> eccola lě, la fogna fascista. basta cambiare oggetto di odio, ma il
> razzismo č sempre quello, quello che ieri faceva sterminare gli ebrei


> e oggi vorrebbe sterminare gli arabi. E non a caso il camerata TB fa
> lingua in bocca col camerata Arduino

Poteva mancare il servetto del servo dei nazisti tedeschi di ieri e dei
nazisti islamici di oggi?
No, ecco il nostro giovannino, per il quale essere contro il terrorismo
degli arabi vuol dire volerli sterminare: Un intelligenza da vera aquila
spennata.
Ad'I

Michele

unread,
Jan 3, 2008, 3:13:54 AM1/3/08
to

"giovanni" <amary...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:63cd609e-d42b-427c...@i7g2000prf.googlegroups.com...

On 2 Gen, 11:31, "Michele" <nospammiar...@tin.it> wrote:
> Se ritieni che sia dimostrabile che il bombardamento di città difese

ehi, bamba, Dresda da chi era difesa?


- Temo che il bamba sia tu, visto che parli di cose che non conosci. Dresda
era difesa, tra le altre cose, da dieci caccia notturni Bf 110, che
decollarono dall'aereoporto di Klotzsche, il Gruppe A, su ordine della 1a
Divisione caccia Notturni, comando di Döberitz. Uno di questi caccia non
fece ritorno. Anche tra i bombardieri britannici vi furono delle perdite. In
ogni caso, il consenso generale tra gli esperti di diritto internazionale di
guerra è che nel quadro della seconda guerra mondiale, visti gli sviluppi
dei sistemi integrati di difesa aerea (batterie antiaeree, caccia, radar,
altri sistemi di rilevamento, difese passive ecc.) potessero considerarsi
come realmente indifese solo
a) le città dichiarate aperte ed effettivamente tali (per es., Belgrado)
b) le città attaccate senza dichiarazione di guerra e come primo atto di
guerra (per es., Varsavia il primo giorno di guerra).
Alcuni giuristi, non tutti, ritengono che la sola presenza di truppe o
strutture militari entro una città la rendano "difesa" per gli scopi della
Convenzione applicabile, indipendentemente da ogni altra considerazione.
Come dicevo, non sai di cosa parli, bamba.

> durante
> la seconda guerra mondiale fosse un crimine ai sensi delle leggi vigenti

neanche il genocidio lo era, e quindi?

- Forse ti è sfuggito che i singoli atti che servono per compiere un
genocidio sono dei crimini di per se stessi. Continui a fare sfoggio della
tua ignoranza.
Fai una cosa, leggi la IV Convenzione dell'Aia 1907. Ti sarà utile ad
evitare ulteriori figuracce. Bamba.


Michele

unread,
Jan 3, 2008, 3:17:22 AM1/3/08
to

"Arduino" <ar...@nomail.it> ha scritto nel messaggio
news:477b9618$0$10616$4faf...@reader2.news.tin.it...

Le cose sono un tantinello più complesse, oggi, anche se erano grosso modo
così nella seconda guerra mondiale.
Senza entrare in faticosi dettagli, vorrei citare un altro fatto. Nei giorni
scorsi, nel corso di scontri tra Hamas e Fatah, sono morte otto persone e
oltre 60 sono rimaste ferite. Non so quanti civili ci fossero tra i feriti,
ma tra i morti, solo sei erano miliziani delle due fazioni armate, gli altri
due erano un anziano e un tredicenne.
Questo per dire che, convenzioni o meno, quando si svolgono operazioni di
guerra capita che restino coinvolti dei civili, sia che le operazioni siano
svolte dai "cattivi" (?) dell'IDF o dell'USMC, che dai "buoni" (?) di Hamas
e Fatah.


.sergio.

unread,
Jan 3, 2008, 5:38:07 AM1/3/08
to
On 2 Gen, 14:49, Arduino <a...@nomail.it> wrote:
> .sergio. ha scritto:
>
> > coglione neofascista al servizio dei nazilikudniki,
> > smentisci pure le cifre riportate dal sito B'Tselem .
>
> Scusandomi con tutti per questa ulteriore rottura dell'embargo verso chi
> non vuole rinunciare alle posizioni nazicomuniste:

mentre tu notoriamente esponi quelle nazifasciste in combutta con
artamano e il suo omologo pinter-tonibaruch.

.sergio.

unread,
Jan 3, 2008, 5:49:31 AM1/3/08
to
On 2 Gen, 14:45, Tonibaruch <tonibar...@gmail.com> wrote:
> .sergio. wrote:
> > On 2 Gen, 12:09, Tonibaruch <tonibar...@gmail.com> wrote:
> >>Ti vedo in difficoltà argomentativa, camerata.
> > camerata chiamaci quella fogna nauseabonda di tuo padre.
>
> Come collaboratore del gruppo di nazi di Mario Consoli,

Pinter-goebbelsuccio
peccato che su IPI Namib le definisce idiozie queste tue accuse


>
> >>Per sostanziare la tua affermazione dovresti riportare gli esempi di *alcune*
> >>stragi fatta con "TK poco mirati".
>
> >>Prego.
>
> > eccoti accontentato, fascistoide del likud. Basta googlare un po' che
> > tanto di stragi di civili l'esercito israeliano ne ha fatte a iosa.
> > Inizio con questo articolo del 11-06-2003 da la repubblica
>
> [...]
>
> > Invece il missile ha ucciso altre due persone
>
> Cioè tutto quello che sei riuscito a trovare sulle innumerevoli stragi fatte con
> i TK,

ce ne sono altri di articoli, Pinter goebbelsuccio, basta che ti fai
una ricerca con google.
Ne trovi di materiale per farti le seghe sul sangue versato di civili
palestinese.

Anche oggi hai del materiale per masturbarti, Pinter.

Altri quattro palestinesi uccisi tra cui una donna e due bambini

Khan Yunes

E' di quattro palestinesi, fra cui una donna con due dei suoi figli,
il bilancio aggiornato degli scontri fra reparti dell'esercito
israeliano e miliziani palestinesi a Khan Yunes, nel sud della
striscia di Gaza. Lo affermano fonti locali e dell'esercito
israeliano. Secondo le fonti un proiettile dell'artiglieria israeliana
ha colpito una casa, provocando la morte di una donna e di due figli.
In precedenza negli scontri a fuoco era rimasto ucciso anche un membro
del braccio armato di Hamas.

Arduino

unread,
Jan 3, 2008, 8:29:59 AM1/3/08
to
Michele ha scritto:

> Continui a fare sfoggio della
> tua ignoranza.

Probabilmente non è, o non è solo ignoranza: E' nazicomunismo.
Ciao
Ad'I

Arduino

unread,
Jan 3, 2008, 8:43:30 AM1/3/08
to
Michele ha scritto:

> Le cose sono un tantinello più complesse, oggi, anche se erano grosso modo
> così nella seconda guerra mondiale.

Sulle convenzioni, mi permetterei di fare un out: Non sempre le leggi
coincidono con l'etica superiore: Fino a pochissimi decenni fa, una
"civilissima" legge italiana prevedeva che se si violentava una ragazza,
non si incorreva in alcuna pena se si accettava di sposarla (ovviamente
lei doveva acconsentire, ma in regioni come la Sicilia, essendo
disonorata, la ragazza era costretta ad accettare)
Poi la legge fu cambiata. Non per questo è delinquente il violentatore
del giorno successivo e uomo rispettabile quello del giorno prima

> Senza entrare in faticosi dettagli, vorrei citare un altro fatto. Nei giorni
> scorsi, nel corso di scontri tra Hamas e Fatah, sono morte otto persone e
> oltre 60 sono rimaste ferite. Non so quanti civili ci fossero tra i feriti,
> ma tra i morti, solo sei erano miliziani delle due fazioni armate, gli altri
> due erano un anziano e un tredicenne.
> Questo per dire che, convenzioni o meno, quando si svolgono operazioni di
> guerra capita che restino coinvolti dei civili, sia che le operazioni siano
> svolte dai "cattivi" (?) dell'IDF o dell'USMC, che dai "buoni" (?) di Hamas
> e Fatah.

Su questo non posso che concordare, Riguardo a quanto sopra, l'obbligo
di non coinvolgere i civili, vale per tutti. Altrimenti uno potrebbe
mettere una batteria di cannoni in Piazza Duono, bombardare trutti i
paesi vicini restando intoccabile. é evidente che se morissero civili
nelle operazioni per distruggere quella batteria, la responsabilità
sarebbe di chi l'ha installata
Ciao
Ad'I

Arduino

unread,
Jan 3, 2008, 8:46:20 AM1/3/08
to
.sergio. ha scritto:

> mentre tu notoriamente esponi quelle nazifasciste in combutta con
> artamano e il suo omologo pinter-tonibaruch.

Notoriamente per chi siamo in combutta? Trova uno che non sia
celebroleso che condivida la tua opinion... Ops::: mi stavo dimenticando
che sei boicottato.
Ad'I

Tonibaruch

unread,
Jan 3, 2008, 10:25:07 AM1/3/08
to
.sergio. wrote:


>>Come collaboratore del gruppo di nazi di Mario Consoli,
>
>
> Pinter-goebbelsuccio
> peccato che su IPI Namib le definisce idiozie queste tue accuse

Lo scambio di mail e i tentati appuntamenti sono su google, camerata.

Tb

--

Libertą per i comunisti siriani in carcere: Fateh Jamus, 'Isam Dimashqi,

Artamano

unread,
Jan 10, 2008, 3:50:27 PM1/10/08
to

"Arduino" <ar...@nomail.it> ha scritto nel messaggio
news:477b97ca$0$10621$4faf...@reader2.news.tin.it...

> Vero, i nazisti hanno trovato (e trovano) alleanze unicamente in quegli
> sparuti gruppi che in sostanza fanno questo ragionamento: Vero che la mia

> č una razza inferiore. Ma io no, Io sono come i tedeschi.


> Quando tutto stava per precipitare, i nazisti cercarono di sfruttare ed
> allargare al massimo questi sentimenti, ma nei fatti raccolsero solo
> raccoglieticce milizie collaborazioniste e nuclei di votati alla morte,
> sicuramente valorosi, ma non numerosi.

le waffen ss erano ottocentomila e di essi la metŕ erano non tedeschi.
Quanti erano i partigiani effettivamente combattenti?


Artamano

unread,
Jan 10, 2008, 3:50:27 PM1/10/08
to

> questa è semplicemente una delle (tante) differenze tra me ed Artamano.
> Io cerco di vedere caso per caso e non ho problemi as accettare l'idea
> che in qualche caso le operazioni militari degli alleato abbbiano
> costituito ciò che per semplicità oggi qui definiamo crimini di guerra (ma
> che forse sarebbe meglio definire garve breaches of Inernational Law)...
> mentre non posso accetare l'atteggiamento di chi mette tutto sullo stesso
> piano e che con un fantastico balzo carpiato attribuisce agli alleati la
> responsabilitò (manco fosse una colpa) di aver tentato una risoluzione
> anche giuridioca e non solo militare a un conflitto che non avevano
> cominciato loro.

tu semplicemente hai fatto una scelta di campo: dalla parte dei vincitori.
Scelta legittima beninteso.
Ma non puoi presentarla come emblema di obiettività.
Perchè il processo di Norimberga non fu istituito come organo di giustizia
internazionale ma come la continuazione della guerra contro un nemico che
non doveva solo essere sconfitto ma anche annientato nella possibilità di
rinascita.
"Questo tribunale rappresenta una continuazione degli sforzi di guerra delle
nazioni alleate".
http://www.radioislam.org/islam/italiano/revision/gar/miti3.htm
Fonte: Robert H. Jackson, procuratore generale degli Stati
Uniti,dichiarazione alla seduta del 26 luglio 1946 del Tribunale Militare
Internazionale di Norimberga
L'8 agosto 1945 i dirigenti americani, inglesi, francesi e russi si
riunirono a Londra per mettere a punto "l'azione giudiziaria e le condanne
contro i grandi criminali di guerra delle potenze europee appartenenti
all'Asse" creando un "Tribunale Militare Internazionale" (articolo I, a).
I crimini erano definiti al Titolo II, articolo 6.
1 - "Crimini contro la pace", concernenti coloro che erano responsabili
dello scatenamento della guerra.
2 - "Crimini di guerra", per la violazione delle leggi e dei costumi di
guerra.
3 - "Crimini contro l'umanità", vale a dire, essenzialmente, contro le
popolazioni civili.
Questa definizione dà già adito a qualche osservazione:
a) - Non si trattava di un tribunale internazionale, dal momento che era
costituito soltanto dai vincitori e che, di conseguenza, avrebbe considerato
solo i crimini commessi dai vinti... Il procuratore generale degli Stati
Uniti, Robert H. Jackson, che presiedette l'udienza del 26 luglio 1946,
riconobbe: "Gli alleati si trovano ancora in stato di guerra con la Germania
da un punto di vista tecnico. In quanto tribunale militare, questo tribunale
rappresenta una continuazione degli sforzi bellici delle nazioni alleate".
b) - Si trattava, dunque, di un tribunale d'eccezione, che rap-presentava
l'ultimo atto di guerra, escludendo, per suo stesso principio, tutte le
responsabilità dei vincitori, in primo luogo nello scatenamento del
conflitto. Si escludeva a priori ogni richiamo su chi ne fosse stato la
causa primaria: a Norimberga non si pose la questione di sapere se il
trattato di Versailles, con tutte le sue conseguenze, in particolare con la
moltiplicazione dei fallimenti e soprattutto con la disoccupazione, non
avesse permesso l'ascesa di un Hitler, grazie al consenso della maggioranza
del popolo tedesco. Per esempio (la sola legge del più forte facendo già
figura di "diritto"), imponendo alla Germania sconfitta del 1918 di pagare,
a titolo di risarcimento, 132 miliardi di marchi-oro (l'equivalente di 165
miliardi di franchi-oro), mentre il patrimonio nazionale del paese stesso
era valutato in 260 miliardi di marchi-oro. L'economia tedesca ne fu
rovinata e il popolo tedesco fu ridotto alla disperazione dalla crisi, dal
crollo della moneta e soprattutto dalla disoccupazione, che permisero la
salita al potere di Hitler e gli diedero gli argomenti più facili per
sostenere la sua più importante parola d'ordine: annullare il trattato di
Versailles con il relativo strascico di miserie e di umiliazioni.
La dimostrazione più convincente di ciò è fornita dalla crescita della
disoccupazione parallelamente al successo del Partito nazionalsocialista
nelle varie elezioni:
Dal 1924 al 1930
Voti ottenuti %
Seggi Disoccupati

4 giugno 1924 1.918.000 6,6 32
320.711
7 dicembre 1924 908.000 3,0 14
282.645
20 maggio 1928 810.000 2,6 12
269.443
Dal 1930 al 1933
14 aprile 1930 6.407.000 18,3 107
1.061.570
31 luglio 1932 13.799.000 37,3 230
5.392.248
6 novembre 1932 11.737.000 33,1 196
5.355.428
5 marzo 1933 17.265.000 43,7 288
5.598.855

Dopo che Hitler ebbe ottenuto, con i suoi alleati politici, la maggioranza
assoluta al Reichstag, fu decisivo l'aiuto al riarmo della Germania, da
parte degli uomini del dollaro, della sterlina e del franco. Non solo la
Cassa centrale di propaganda del partito di Hitler fu alimentata dalla banca
tedesca Schreider, ma il riarmo stesso della Germania fu largamente
finanziato dai grandi trusts americani, inglesi e francesi. Fu il caso del
consorzio chimico americano Dupont de Nemours e dell'inglese Imperial
Chemicals Industry, che sovvenzionarono l'IG Farben, con la quale si
divisero il mercato mondiale della polvere da sparo, e quello della banca
Dillon di New York, che sovvenzionò la Vereinigte Stahlwerke, cartello
tedesco dell'acciaio. Altre imprese furono sovvenzionate da Morgan o
Rockfeller, ecc.Così la sterlina e il dollaro parteciparono al complotto che
portò Hitler al potere.Per quanto riguarda la Francia, il ministro
dell'economia nazionale, a un'interrogazione del senatore Paul Laffont sulla
quantità di minerali di ferro esportati in Germania dopo il 1934, rispose
così:
"La quantità di minerale di ferro (N. 204 del tariffario doganale) esportata
in Germania nel corso degli anni 1934, 1935, 1936 e 1937 è elencata nella
seguente tabella:
Anno Quantità
(in quintali metrici)
1934
17.060.916
1935
58.616.111
1936
77.931.756
1937
71.329.234
Fonte: "Journal Officiel", 26 marzo 1938
Ma né i dirigenti dei gruppi Dupont de Nemours, Dillon, Morgan e Rockfeller,
né Francois de Wendel furono interrogati a Norimberga sui "crimini contro la
pace".Nota: Gli Stati Uniti produssero circa 135.000 tonnellate di agenti
chimici tossici durante il conflitto, la Germania 70.000 tonnellate, il
Regno Unito 40.000 tonnellate e il Giappone 7.500 tonnellate.
* * *
Si citano spesso le imprecazioni di Hitler e dei principali dirigenti
nazisti contro i comunisti e gli ebrei.In particolare il capitolo XV del
secondo volume di Mein Kampf, in cui Hitler ricorda il passato: quello
dell'impiego militare del gas avviato dagli inglesi durante la prima guerra
mondiale. Il capitolo è intitolato Il diritto alla legittima difesa:"Se
all'inizio e durante il conflitto si fossero uccisi con i gas dodici o
quindimila di quei giudei distruttori del popolo, come rimasero uccisi dai
gas sui campi di battaglia centinaia di migliaia di tedeschi di tutte le
classi, non sarebbero morte invano milioni di persone. Ammazzando dodicimila
criminali finchè si era in tempo avrebbero guadagnato la vita un milione di
preziosi tedeschi".In un discorso al Reichstag del 30 gennaio 1939 egli
disse anche:"Se i circoli giudaici della finanza, all'interno e all'esterno
dell'Eu-ropa riusciranno a precipitare un'altra volta i popoli in un guerra
mondiale, il risultato non sarà la bolscevizzazione della terra come
corollario della vittoria dell'ebraismo, ma l'annientamento (Vernichtung)
della razza ebraica in Europa [...]. Perchè l'epoca in cui i popoli non
giudaici si consegnavano inermi alla propaganda si è conclusa. La Germania
nazionalsocialista e l'Italia fascista hanno ormai le istituzioni che
permettono, ogni volta che è necessario, di illuminare il mondo sugli
annessi e connessi di una questione che numerosi popoli avvertono
istintivamente, senza potersela spiegare scientificamente.Gli ebrei possono
continuare la loro campagna di logoramento in alcuni Stati, protetti come
sono dal monopolio che esercitano nella stampa, nel cinema, nella propaganda
radiofonica, nei teatri, nella letteratura e così via. Pertanto, se questo
popolo dovrà riuscire, ancora una volta, a precipitare milioni di uomini in
un conflitto totalmente assurdo per loro, per quanto possa essere
vantaggioso per gli interessi dei giudei, allora si manifesterebbe
l'efficacia di un lavoro di spiegazione che ha permesso in pochi anni, nella
sola Germania, di abbattere completamente (restlos erlegen) il giudaismo".
Fonte: Trial of the Major War Criminals, cit., XXXI, p. 65
Il 30 gennaio 1941 Hitler dichiarò all'insieme degli ebrei d'Europa che essi
"avrebbero finito di fare la loro parte, in caso di guerra generalizzata".
Poi, in un discorso del 30 gennaio 1942, egli avrebbe dichiarato che dalla
guerra sarebbe risultato "l'annientamento del giudaismo in Europa"Il
testamento politico di Hitler, pubblicato dal Tribunale Militare
Internazionale, abbonda in questo senso. Vi si legge in modo specifico:"Non
ho lasciato sussistere alcun dubbio sul fatto che, se questi complottatori
internazionali del mondo del denaro e della finanza ricominciano a trattare
i popoli d'Europa come pacchetti di azioni, questo popolo, che è il vero
responsabile dell'attuale conflitto micidiale, dovrà renderne conto: i
giudei! (Das Judentum!)"Non ho lasciato nessuno nell'incertezza della sorte
che aspetta coloro a causa dei quali milioni di bambini dei popoli ariani
d'Europa dovrebbero morire di fame, milioni di uomini adulti dovrebbero
perire e centinaia di migliaia di donne e bambini brucerebbero e
soccomberebbero nei bombardamenti delle loro città. Anche se ciò dovesse
avvenire con sistemi più umani, il colpevole dovrà espiare la sua
colpa".Hitler parla di distruggere una "influenza"; Himmler parla
direttamente di eliminare degli individui. Ecco ciò che disse in un discorso
ai comandanti delle forze navali a Weimar il 16 dicembre 1943:"Quando, non
importa dove, sono stato obbligato a dare, in un villaggio, l'ordine di
marciare contro dei partigiani e contro dei commissari ebraici, allora ho
disposto di fare uccidere anche le donne e i bambini di questi partigiani e
di questi commissari".Più tardi, parlando davanti ad alcuni generali il 5
maggio 1944, a Sonthofen, aggiunse:"In questo conflitto con l'Asia dobbiamo
prendere l'abitudine di dimenticare le regole del gioco e i costumi in uso
nelle passate guerre europee, per quanto essi ci siano diventati cari e si
adattino meglio alla nostra mentalità".Questa ferocia, sfortunatamente, non
era appannaggio di un solo campo.Il 4 settembre 1940 Hitler dichiarò allo
Sportpalast:"Se l'aviazione inglese getta tre o quattromila chili di bombe,
noi ne getteremo cento, centocinquanta, duecento, trecento, quattrocentomila
chili e più ancora in una sola notte".Si tratta di una folle esagerazione
delle possibilità di bombardamento strategico della Luftwaffe, ma essa
mostra quale grado di odio contro i popoli si raggiunse nei due campi. In
risposta, Clifton Fadiman, editore del settimanale "New Yorker" e figura di
spicco del Writers War Board, agenzia letteraria semi-ufficiale del governo,
domandò nel 1942 agli scrittori "di suscitare un ardente odio contro tutti i
tedeschi e non solo contro i dirigenti nazisti".Poichè questa sortita aveva
sollevato delle proteste, Fadiman proseguì: "Il solo modo di farsi capire
dai tedeschi è ucciderli. E anche così non credo che capiranno".Nell'aprile
dello stesso anno, facendo l'elogio di un libro di De Sales, The making of
tomorrow (Preparando il domani), egli sviluppò il suo concetto razzista e
scrisse:"L'attuale aggressione nazista non è l'opera di un gruppo di
gangsters ma piuttosto l'espressione finale dei più profondi istinti del
popolo tedesco.Hitler è l'incarnazione di forze più grandi di lui. L'eresia
che predica è vecchia di duemila anni. In che cosa consiste questa eresia?
Né più né meno nella ribellione contro la civiltà occidentale che comincia
con Arminio [...] le dimensioni di questa guerra appaiono allora con grande
chiarezza".Egli approvava il suggerimento di Hemingway: "L'unica soluzione
finale (the only ultimate settlement) sarà quella di sterilizzare i nazisti,
nel senso chirurgico del termine". E ridicolizzava Dorothy Thomson che
faceva una distinzione tra i nazisti e gli altri tedeschi.Non si trattò di
un'opinione isolata. Dopo il discorso di Hitler allo Sportpalast il "Daily
Herald" di Londra pubblicò un articolo del reverendo C.W. Wipp che
dichiarava:"La parola d'ordine deve essere: -Spazzarli via-, e perciò
concentrare la nostra scienza nella scoperta di nuovi e più terrificanti
esplosivi [...]. Un ministro del Vangelo forse non dovrebbe lasciarsi andare
a simili sentimenti, ma io dico francamente che, se potessi, cancellerei la
Germania dalla carta geografica. é una razza diabolica che è stata la
maledizione dell'Europa durante i secoli".Fortunatamente, in Inghilterra, si
levarono delle proteste contro tali aberrazioni, perchè la popolazione, come
quella tedesca con la sua grande cultura, non poteva essere confusa con
dirigenti sanguinari, fomentatori di odio e di morte.Nel gennaio 1934 il
dirigente sionista Vladimir Ze'ev Jabotinskij dichiarò al giornale ebraico
"Natsha Retsch":"I nostri interessi ebraici esigono l'annientamento
definitivo della Germania; il popolo tedesco, nella sua totalità,
rappresenta un pericolo per noi".Quanto a Churchill, egli confidò a Paul
Reynaud il 16 maggio 1940: "Affameremo la Germania. Demoliremo le sue città.
Bruceremo i suoi raccolti e le sue foreste".
Fonte: Paul Baudouin, Neuf mois au gouvernement, Parigi, La Table Ronde,
1948, p. 57
Nel 1942 il ministro britannico Lord Vansittart, vero apostolo dell'odio,
allo scopo di giustificare il terrore provocato dai bombardamenti inglesi,
disse: "Gli unici bravi tedeschi sono i tedeschi morti; dunque che piovano
le bombe!".Nel luglio del 1944 Churchill inviò al suo capo di stato
maggiore, generale Hastings Imay, un memorandum di quattro pagine, in cui
propose il seguente progetto:"Voglio che riflettiate molto seriamente sulla
questione dei gas asfissianti [...].é assurdo, in questo affare, tenere in
conto la moralità, dal momento che tutti li hanno utilizzati durante
l'ultima guerra, senza che ci fossero proteste da parte dei moralisti e
della Chiesa. D'altra parte, allora i bombardamenti di città aperte erano
considerati vietati; oggi tutti li praticano come una cosa che va da sé. Si
tratta solo di una moda, paragonabile al mutamento della lunghezza delle
gonne [...].Voglio che si esamini freddamente quanto converrebbe utilizzare
dei gas asfissianti [...] non bisogna farsi legare le mani da sciocchi
principi [...].Potremmo inondare le città della Ruhr, così come altre città
tedesche, in modo che la maggioranza della popolazione abbia bisogno di
costanti cure mediche [...]. Forse bisognerà attendere qualche settimana o
anche qualche mese prima che io vi chieda d'inondare la Germania con i gas
asfissianti e, se lo faremo, facciamolo in modo completo. Nel frattempo,
vorrei che la questione fosse esaminata freddamente da persone sensate e non
da persone travestite da cantori di salmi, guastafeste come se ne trovano
qua e là".
Fonte: "American heritage", agosto-settembre 1985
Né Churchill, né Stalin, né Truman presero posto al banco dei criminali di
guerra. Non più, d'altra parte, di quanto furono chiamati in causa gli
autori dei più ignobili appelli al crimine. Citeremo solo due esempi, tra i
più deliranti: l'appello a un "genocidio", questa volta nel vero senso della
parola, lanciato nel 1941 con il libro dell'ebreo americano Theodor N.
Kaufman, Germany must perish (La Germania deve morire) la cui tesi
principale è la seguente: "I tedeschi (quali che siano: antinazisti,
comunisti o anche filosemiti) non meritano di vivere. Di conseguenza dopo la
guerra si mobiliteranno 20.000 medici perchè ognuno sterilizzi 25 tedeschi
al giorno, di modo che in tre mesi non ci sarà un solo tedesco capace di
riprodursi e in 60 anni la razza tedesca sarà totalmente eliminata".Si
trattò di una bravata che alimentò l'antisemitismo: Hitler fece leggere dei
brani di questo libro da tutte la stazioni radio. In secondo luogo, Ilja
Erenburg nel suo Appello all'Armata Rossa, pubblicato nell'ottobre 1944,
scrisse:"Uccidete! Uccidete! Tra i tedeschi non ci sono innocenti, né tra i
vivi, né tra chi deve nascere! Eseguite le istruzioni del compagno Stalin
schiacciando per sempre la bestia fascista nella sua tana. Spezzate con la
violenza l'orgoglio delle donne germaniche. Prendetele come legittimo
bottino. Uccidete, uccidete, valorosi soldati dell'Armata Rossa, nel vostro
irresistibile assalto" (citato dall'ammiraglio Doenitz, Dix ans et 20 jours,
pp. 343-344).Costoro non figurarono tra gli accusati di Norimberga, non più
dei capi di Stato che li avevano protetti. Né vi figurarono i responsabili
anglo-americani del bombardamento su Dresda che fece 200.000 vittime civili
e senza alcun interesse militare, giacchè l'esercito sovietico aveva
oltrepassato quell'obiettivo.Né vi prese posto Truman, colpevole
dell'apocalisse atomica di Hiroshima e di Nagasaki che provocò 300.000
vittime civili, anche in questo caso senza necessità militare, perchè la
resa del Giappone era già stata decisa dall'imperatore.Non toccò nemmeno a
Berija e a Stalin, che scaricarono sulle spalle dei tedeschi il massacro di
migliaia di ufficiali polacchi a Katyn.
* * *
Questa procedura derivò dagli stessi principi (o meglio dalla stessa assenza
di principi) alla base della scelta degli accusati solo tra i vinti.Lo
statuto del Tribunale di Norimberga fu così definito:
-Articolo 19: Il tribunale non sarà legato dalle regole tecniche relative
all'amministrazione delle prove. Esso adotterà e applicherà, per quanto
possibile, una procedura rapida e non formale e ammetterà ogni metodo che
riterrà dotato di valore probante.
-Articolo 21: Il tribunale non esigerà che siano prodotte le prove
riguardanti fatti di notorietà pubblica, ma le riterrà acquisite. Allo
stesso modo riterrà prove autentiche i documenti e i rapporti ufficiali dei
governi degli alleati.
Tale è il mostro giuridico, le cui decisioni devono essere canonizzate con i
criteri di un'intoccabile verità storica, secondo la legge Gayssot-Fabius
del 13 luglio 1990.Questo testo inserisce infatti nella legge sulla libertà
di stampa del 1981 un articolo, il 24 bis, che dice:
"Saranno puniti con le pene previste dal sesto comma dell'articolo 24 coloro
che avranno contestato, con uno dei mezzi elencati all'articolo 23,
l'esistenza di uno o più crimini contro l'umanità così come sono definiti
dall'articolo 6 dello statuto del Tribunale Militare Internazionale allegato
all'accordo di Londra dell'8 agosto 1945 e che siano stati commessi sia dai
membri di una organizzazione dichiarata fuorilegge in base all'articolo 9
del detto statuto, sia da un individuo riconosciuto colpevole di tali
crimini da un tribunale francese o internazionale.
Il tribunale potrà inoltre ordinare:
1 - L'applicazione della sua decisione nelle condizioni previste
dall'articolo 51 del Codice penale;
2 - La pubblicazione di questa o di un comunicato nelle condizioni previste
dall'articolo 51-1 del Codice penale, senza che le spese relative possano
superare il massimo dell'ammenda applicata".

* * *
La prassi del Tribunale di Norimberga sollevò obiezioni anche tra i giuristi
americani di più alto livello: quelli della Corte suprema. A cominciare dal
giudice Jackson che ne fu il presidente. Lo storico inglese David Irving,
che riconobbe di averlo mal giudicato in un primo momento, fornisce questa
testimonianza:"Dei giudici rinomati, in tutto il mondo, si vergognerebbero
della procedura di Norimberga. Certamente il giudice Robert H. Jackson,
presidente americano degli accusatori, ebbe vergogna di quella procedura;
ciò è evidente dal suo diario che io ho letto."Ho avuto il privilegio di
accedere alle Memorie (del giudice Jackson) alla Biblioteca del Congresso
[...]. Poco tempo dopo che Robert H. Jackson ebbe ricevuto dal presidente
Truman l'incarico di dirigere i giudici americani al processo di Norimberga
(maggio 1945), egli venne a conoscenza dei piani americani sui bombardamenti
atomici e si trovò a disagio nel compito che gli era stato assegnato:
perseguire, a nome di una nazione, atti che anch'essa avrebbe compiuto,
poichè era cosciente che gli Stati Uniti stavano per commettere un crimine
ancora più grande" (33.9392 e 9394).Riferendosi al libro Pilier de la loi di
Alpheus Thomas Mason dedicato ad Harlan Fiske Stone (questi era a capo della
Corte suprema degli Stati Uniti), l'avvocato Christie cita le pagine
715-716, dove viene utilizzato uno scritto di Fiske Stone al direttore della
rivista "Fortune" nel quale non solo egli disapprovava il metodo, ma
riteneva che si trattasse di un "linciaggio in grande scala" (high-grade
lynching party in Nuremberg) (5.995-996). Il giudice Wennerstrum, della
Corte Suprema degli Stati Uniti, fu così disgustato dalla procedura che
rifiutò la nomina e tornò in America, dove espose sulla "Chicago Tribune" le
sue obiezioni: il 60% dei membri della direzione del processo erano ebrei,
così come gli interpreti (23.5915-5916). "Quanto ai principali accusati:
Hoess, Streicher, Pohl, essi sono stati torturati" (23.5919). In virtù dello
statuto di Norimberga, che accettava come prove tutte le dichiarazioni degli
alleati, il rapporto sovietico su Katyn, che accusava i tedeschi del
massacro di 11.000 ufficiali polacchi, fu dichiarato "prova autentica"
indiscutibile l'8 agosto 1945.
Fonte: Trial of the Major War Criminals, cit., XXXIX, documento URSS 54
Il procuratore generale sovietico, generale Rudenko, potè dire, a norma
dell'articolo 21 dello statuto (del Tribunale di Norimberga): "ciò non sarà
oggetto di contestazione" (op. cit., XV, p. 300). Il 13 aprile 1990 la
stampa internazionale ha annunciato che il crimine di Katyn fu commesso da
Berija e dalle autorità sovietiche. Il professor Naville, dell'università di
Ginevra, esaminando i cadaveri, aveva trovato nelle loro tasche dei
documenti del 1940 comprovanti che l'esecuzione aveva avuto luogo in quella
data. Nel 1940 la regione di Smolensk era occupata dai sovietici.
* * *
Per attenerci al nostro tema, cominceremo ad esaminare una delle
controverità che ancora oggi, dopo più di mezzo secolo, provoca la maggior
parte dei danni, nel mondo e non solamente nel Vicino-Oriente: "il mito dei
6 milioni di ebrei sterminati", divenuto un dogma che giustifica e
sacralizza (come implica la parola stessa "olocausto") tutte le
prevaricazioni dello Stato d'Israele in Palestina, nel Vicino-Oriente, negli
Stati Uniti e, attraverso gli Stati Uniti, nel complesso della politica
mondiale, mettendo Israele stesso al di sopra di ogni legge
internazionale.Il tribunale di Norimberga ha ufficializzato questa cifra che
non ha mai smesso, da allora, di servire alla manipolazione dell'opinione
pubblica attraverso i media, attraverso la letteratura e il cinema, e
perfino attraverso i testi scolastici. Ora, questa cifra non si basa che su
due testimonianze: quella di Hoettl e quella di Wisliceny.Ecco cosa dichiarò
ai giudici di Norimberga il primo, l'Obersturm-bannfuehrer dott. Wilhelm
Hoettl, capo di una sezione aggiunta del-l'Ufficio centrale di sicurezza del
Reich: "Nell'aprile 1944 l'SS Ober-sturmbannfuehrer Adolf Eichmann, che io
conoscevo dal 1938, ebbe un incontro con me nel mio appartamento a Budapest
[...]. Egli sapeva di essere considerato un criminale di guerra dalle
nazioni alleate, poichè aveva sulla coscienza migliaia di vite ebraiche. Gli
domandai quante ne avesse e mi rispose che, sebbene il numero fosse un
grande segreto, me lo avrebbe detto perchè dalle informazioni in suo
possesso era arrivato alla seguente conclusione: nei differenti campi di
sterminio erano stati uccisi circa 4 milioni di ebrei, mentre due milioni
avevano trovato la morte in altro modo".
Fonte: Trial of the Major War Criminals, cit., IV, p. 657
Wisliceny, per parte sua, raccontò: "Egli (Eichmann) diceva che sarebbe
saltato dalla gioia nella tomba, perchè l'impressione di avere cinque
milioni di persone sulla coscienza sarebbe stata per lui fonte di
straordinaria soddisfazione" (op. cit.).Su queste due testimonianze lo
stesso Poliakov ha detto: "Si potrebbe obiettare che una cifra così
imperfettamente stabilita debba considerarsi sospetta".
Fonte: "Revue d'Histoire de la seconde guerre mondiale",ottobre 1956
Il giornale ebraico di New York "Der Aufbau" segnalava il 30 giugno 1965 che
in questa data 3 milioni e 375.000 persone avevano fatto domanda di
"riparazione" per i danni subiti al tempo della dominazione di Hitler.
Aggiungiamo che la principale testimonianza, la più completa e la più
precisa è quella di Hoettl, agente dell'Intelligence Service.
Fonte: "Week end", 25 gennaio 1961
Questa rivista inglese reca in copertina il ritratto di Hoettl con la
didascalia: -"Storia di una spia" più strana che la fiction:questo amico dei
dirigenti nazisti aveva come boss un uomo dei servizi segreti inglesi-
Confermando le obiezioni dei grandi giuristi della Corte suprema degli Stati
Uniti e di molti altri a proposito delle anomalie giuridiche del Tribunale
di Norimberga, esporremo, a titolo di esempio, solo le violazioni delle
regole che sono fondamentali in ogni vero processo
1 - L'accertamento e la verifica dell'autenticità dei documenti prodotti.
2 - L'analisi del valore delle testimonianze e delle condizioni nelle quali
furono ottenute.
3 - L'esame scientifico dell'arma del crimine per stabilire il suo
funzionamento e i suoi effetti.
I documenti
I testi fondamentali, decisivi per stabilire in che cosa poteva consistere
la "soluzione finale", sono, in primo luogo, gli ordini di stermino
attribuiti ai più importanti responsabili: Hitler, Goering, Heydrich e
Himmler, e le norme impartite per la loro esecuzione. Innanzi tutto la
direttiva di Hitler sullo "sterminio". Malgrado gli sforzi dei teorici del
genocidio e dell'olocausto non ne fu mai trovata traccia.Olga Wurmser-Migot
scrisse nel 1968: "Come non esiste un ordine chiaramente scritto per lo
sterminio col gas ad Auschwitz, non esiste l'ordine di cessarlo nel novembre
1944". E precisò: "Nè al processo di Norimberga, né ai processi di zona, né
a quello di Hoess a Cracovia, o di Eichmann in Israele, né al processo dei
comandanti dei campi, né dal novembre 1966 all'agosto 1975 al processo di
Francoforte (accusati di Auschwitz della II zona), è stato prodotto l'ordine
firmato da Himmler, del 22 novembre 1944, sull'interruzione dello sterminio
degli ebrei tramite gas, nel quale si ingiungeva di fermare la -soluzione
finale-".
Fonte: Olga Wurmser-Migot, Le système concentrationnaire nazi, Parigi, PUF,
1968, pp. 544 e 13
Il dottor Kubovy, del Centro di documentazione di Tel Aviv, ammise nel 1960:
"Non esiste alcun documento firmato da Hitler, Himmler o Heydrich che parli
di sterminare gli ebrei [...]. La parola -sterminio- non appare nella
lettera di Goering a Heydrich concernente la soluzione finale della
questione ebraica".
Fonte: Lucy Dawidowicz, The war against the jews,New York,
Holt-Rinehart-Winston, 1975, p. 121
In una conferenza stampa, dopo un colloquio svolto alla Sorbona di Parigi
nel febbraio del 1982 per contrastare i lavori critici dei "revisionisti",
Raymond Aron e François Furet furono costretti a dichiarare: "malgrado le
ricerche più erudite, non si è mai potuto trovare un ordine di Hitler per
sterminare gli ebrei".Del 1981 è l'ammissione di Laqueur: "Fino ad oggi non
si è trovato l'ordine scritto di Hitler mirante alla distruzione della
comunità ebraica europea e, con ogni probabilità, quest'ordine non è mai
stato dato".
Fonte: Walter Z. Laqueur, The terrible secret,Francoforte sul
Meno-Berlino-Vienna, 1981, p. 190
Malgrado tutto ciò, su istigazione di Vidal-Naquet e di Léon Poliakov, altri
storici hanno firmato la seguente dichiarazione:"Non è necessario domandarsi
come, tecnicamente, sia stato possibile un tale omicidio di massa. é stato
possibile tecnicamente perchè ha avuto luogo. Questo è il punto obbligato
dal quale partire per tutte le ricerche storiche sull'argomento. é nostro
compito ricordare semplicemente questa verità: non c'è e non può esserci
dibattito sull'esistenza delle camere a gas".
- Non è necessario domandarsi...
- il punto obbligato dal quale partire...
- non può esserci dibattito...
Tre divieti, tre tabù, tre limiti definitivi alla ricerca.
Questo testo segna una data effettivamente "storica" nella storia della
storia: il "fatto" che si vuole stabilire è posto, al di là di ogni ricerca
e di ogni critica, come verità assoluta e intangibile e vieta, grazie a tre
imperativi redibitori, ogni ricerca e ogni critica verso il giudizio che,
all'indomani di una vittoria, è stato espresso dai vincitori.
Tuttavia la storia, se intende rispettare uno statuto scientifico, deve
essere una continua ricerca, che rimetta in causa anche quello che si
credeva definitivamente stabilito, come nel caso del postulato di Eu-clide o
delle leggi di Newton.
Ecco un esempio ben noto:
"Il Comitato Internazionale di Auschwitz nel novembre 1990 voleva sostituire
la targa commemorativa di Auschwitz, che indicava -4 milioni di morti- con
un'altra, che menzionava -più di un milione di morti-. Il dottor Maurice
Goldstein, presidente di quel comitato, si oppose".
Fonte: "Le Soire", Bruxelles, 19-20 ottobre 1991, p. 16
Di fatto il dottor Goldstein non contestava la necessità di cambiare la
vecchia targa, ma desiderava che la nuova non riportasse un numero, perchè
sapeva che, probabilmente, sarebbe stato necessario, entro breve tempo,
diminuire la cifra indicata.
La targa all'entrata del campo di Birkenau presentava, dunque, questa
iscrizione fino al 1994:"Qui, dal 1940 al 1945, quattro milioni di uomini,
di donne e di bambini sono stati torturati e uccisi dagli assassini
hitleriani".Grazie all'azione del Comitato internazionale del museo di Stato
di Auschwitz, presieduto dallo storico Wladislaw Bartoszewski e comprendente
ventisei membri di tutte le nazionalità, il testo è stato modificato in un
senso meno lontano dalla verità:"Che questo luogo, dove i nazisti hanno
assassinato un milione e mezzo di uomini, di donne e di bambini, in
maggioranza ebrei dei vari paesi d'Europa, sia per sempre, per l'umanità, un
grido di disperazione e un avvertimento".
Fonte: Luc Rosenzweig, "Le Monde", 27 gennaio 1995
L'esempio mostra che la storia, per sfuggire al terrorismo intellettuale dei
predicatori dell'odio, esige una continua "revisione". Essa è revisionista
oppure non è che propaganda contraffatta. Torniamo, dunque, alla storia
propriamente detta, critica, "revisionista", vale a dire fondata
sull'analisi dei documenti, sulla verifica delle testimonianze e sulle
perizie relative all'arma del crimine. Soffermiamoci, in primo luogo, su ciò
che concerne gli ebrei nel programma del partito nazionalsocialista
(NSDAP).Il problema è affrontato al Punto 4: "Possono avere nazionalità
tedesca soltanto coloro che sono cittadini a pieno diritto e sono cittadini
a pieno diritto coloro che hanno sangue tedesco, senza discriminazione
confessionale. Quindi nessun ebreo può essere cittadino a pieno
diritto".Staatsburger stava per cittadino e Volksgenosse stava per cittadino
a pieno diritto in quanto membro di una comunità omogenea.Più avanti, al
punto 5, troviamo:"Colui che non possiede la nazionalità tedesca non potrà
vivere in Germania che in qualità di ospite (Gast) e dovrà rispettare la
legislazione in vigore riguardante il soggiorno degli stranieri".Il punto 7
riguarda il divieto di soggiorno nel Reich, in speciali condizioni, per
coloro che non possiedono la nazionalità tedesca; il punto 8 esige il blocco
della nuova immigrazione di non tedeschi e l'espulsione immediata di tutti i
non tedeschi entrati in Germania dopo il 2 agosto 1914. Questo ultimo punto
è chiaramente indirizzato contro gli ebrei dell'Est, arrivati numerosi nel
Reich durante e dopo la prima guerra mondiale.Anche il punto 23 affronta
questo problema: esso stabilisce che gli ebrei non avranno il diritto di
lavorare nella stampa, mentre il punto 24 afferma che il partito lotta
contro lo "spirito materialista ebraico".
Gli ordini di Hitler sullo sterminio degli ebrei
Nel suo libro La destruction des juifs d'Europe Raul Hilberg, nel 1961,
nella prima edizione, scrisse che vi furono due ordini di sterminio da parte
di Hitler: uno nella primavera del 1941 (aggressione alla Russia) e l'altro
qualche mese più tardi. Ma nel 1985 "nella seconda edizione, riveduta, tutti
i riferimenti agli ordini o alle decisioni di Hitler relativi alla
"soluzione finale" sono stati sistematicamente soppressi".
Fonte: The Revised Hilberg,"Simon Wiesenthal Annal", III, 1986, p. 294
Nell'edizione del 1961 si leggeva alla pagina 171: "Come si arrivò alla fase
in cui si decretava la morte? Essenzialmente con due decisioni di Hitler. Un
ordine fu dato nella primavera del 1941".In quali termini sono stati dati
questi ordini?
Hilberg: "Secondo il generale Jodl, che scrisse il documento che cito, i
termini furono i seguenti: Hitler ha detto di volere che i commissari
bolscevichi ebrei siano liquidati. Questo è il primo punto [...]. Tale era
il contenuto dell'ordine descritto dal generale Jodl [...]. L'or-dine era
orale".
Così: Hilberg ha detto che il generale Jodl aveva detto che Hitler aveva
detto...!
Dalle sue prime diatribe antisemitiche in Mein Kampf Hitler proclama la
volontà di espellere gli ebrei dalla Germania. Terremo in considerazione,
d'ora in avanti, solo i testi tedeschi che usano l'espressione "soluzione
finale", allo scopo di ottenerne una definizione precisa.Il 24 giugno 1940,
dopo la vittoria sulla Francia, Heydrich, in una lettera a Ribbentrop, parla
di "una soluzione finale territoriale" (eine territoriale Endloesung).
Fonte: Gerald Flemming, Hitler und die Endloesung, Wiesbaden-Monaco, 1982,
p. 56
L'ipotesi è di creare fuori dall'Europa una "riserva" ebraica e Ribbentrop
suggerisce, allora, il "progetto Madagascar".Nel luglio 1940 il responsabile
degli affari ebraici, Franz Rademacher, riassume così questa direttiva:
"Tutti gli ebrei fuori dall'Europa!"
Fonte: Joseph Billig, La solution finale de la question juive, Parigi, CDJC,
1977, p. 58
Questa "soluzione finale territoriale" corrispondeva, in effetti, alla nuova
situazione della Germania, che ormai dominava l'Europa: non era più
sufficiente espellere gli ebrei dalla Germania. Il responsabile del progetto
di "soluzione finale" attraverso la deportazione di tutti gli ebrei europei
in Madagascar, Rademacher, fa notare che la realizzazione richiederà quattro
anni e, a proposito della sua copertura finanziaria, specifica: "La
realizzazione della soluzione finale proposta esige mezzi considerevoli".
Fonte: NG 2586
La lettera di Goering a Heydrich del 31 luglio 1941
Heydrich domanda a Goering: "Nel 1939 mi avete dato ordine di prendere delle
misure concernenti la questione ebraica. Devo adesso estendere il compito,
che allora mi avete assegnato, ai nuovi territori di cui ci siamo
impadroniti in Russia?".Anche qui niente sull'assassinio degli ebrei. Si
tratta solo del loro trasferimento geografico, che tenga semplicemente conto
delle nuove condizioni (33.9373-9374) [*].L'unica "soluzione finale"
consisteva, dunque, nello svuotare l'Europa dagli ebrei, allontanandoli
sempre di più, fino a che la guerra (supponendone la vittoria) avesse
permesso di sistemarli tutti in un ghetto fuori dall'Europa (come suggeriva
il progetto Madagascar). L'ipotesi del linguaggio in codice è insostenibile,
dal momento che, per ciò che riguarda gli altri crimini, i documenti
esistono e sono chiari: l'eutanasia, l'ordine di uccidere i commandos
britannici, di linciare gli aviatori americani e di sterminare la
popolazione maschile di Stalingrado se la si fosse occupata. "Per tutti
questi crimini i documenti ci sono. Allora, come mai solo in questo caso non
c'è niente, né gli originali degli ordini né le copie", né, aggiungiamo, le
circolari applicative necessarie? (33.9375-9376) "Nel gennaio 1942 Reynhard
Heydrich, capo della Gestapo, aveva informato i dirigenti di Berlino che il
Fuehrer aveva deciso l'evacuazione di tutti gli ebrei verso i territori
dell'Est, sostituendo così la deportazione precedentemente progettata"
(34.9544). In una nota che circolò nel marzo 1942 nell'ufficio di Heydrich i
ministri erano informati del fatto che gli ebrei europei dovevano essere
concentrati all'Est "in attesa di poter essere inviati dopo la guerra in un
territorio lontano, come il Madagascar, che sarebbe diventato la loro sede
nazionale" (34.9545-9546).
[*] I riferimenti ridotti a un numero rinviano al processo di Toronto del
1988, nell'edizione del resoconto curata da Barbara Kulaszka nell'agosto
1992.
Poliakov nota: "fino al suo abbandono, il -Piano Madagascar- fu alle volte
designato dai dirigenti tedeschi sotto il nome di -soluzione finale-
della -questione ebraica-".
Fonte: Lèon Poliakov, Le Procès de Jèrusalem, Parigi, 1963, p. 152
Per sostenere a tutti costi la tesi dello sterminio fisico è stato
necessario, quindi, trovare un sotterfugio: "Soluzione finale del problema
ebraico fu una delle frasi convenzionali per designare il piano hitleriano
di sterminio degli ebrei europei".
Fonte: Gerald Reitlinger, La solution finale, p. 19
Del resto non c'è alcuna giustificazione per l'ipotesi del linguaggio
codificato, che permetterebbe di far dire ciò che si vuole a qualsiasi
documento.
Ecco due esempi:
Il primo è la lettera di Goering del 31 luglio 1941 (un mese dopo la lettera
di Heydrich sopra citata il significato delle parole sarebbe bruscamente
cambiato!). Tramite questo scritto Goering completa le sue direttive a
Heydrich: "In aggiunta al compito che vi è stato assegnato col decreto del
24 gennaio 1939, vale a dire ricercare per la questione ebraica, attraverso
l'emigrazione e attraverso l'evacuazione, la soluzione più vantaggiosa
riguardo alle circostanze, vi incarico con la presente, di procedere a tutti
i preparativi necessari [...] per arrivare a una soluzione d'insieme
(Gesamtloesung) della questione ebraica nella zona d'influenza tedesca in
Europa [...]. Vi incarico di sottoporre rapidamente un progetto d'insieme
(Gesamtentwurf) basato sulle misure organizzative e sulle disposizioni
concrete e materiali per realizzare la soluzione finale della questione
ebraica (Endloesung der Judenfrage) alla quale aspiriamo".
Fonti: R. Hilberg, La destruction des juifs d'Europe,II edizione, Parigi,
Fayard, 1988, p. 401; NG 2586 - EPS 710
E' significativo che Reitlinger, citando questa lettera (a p. 108 del suo
libro), sopprima l'inizio riguardante l'emigrazione e l'evacuazione, mentre
essa prescrive proprio il rafforzamento delle misure di espulsione prese nel
momento in cui Hitler dominava solo la Polonia (gennaio 1939) e non ancora
la Francia, mentre nel luglio 1941 controllava tutta l'Europa.Il significato
del testo di Goering è, tuttavia, perfettamente chiaro dai primi paragrafi:
la politica per l'emigrazione e per l'evacuazione degli ebrei, praticata
fino a quel momento in Germania, doveva estendersi ormai, in ragione delle
recenti conquiste, a tutte le regioni poste sotto la dominazione tedesca in
Europa. La "soluzione d'insieme" tiene conto della nuova situazione. Essa
non potrà essere una "soluzione finale" se non dopo il termine della guerra,
quando, in caso di vittoria in Europa (Russia compresa), un'evacuazione
finale in Africa o altrove permetterà, secondo l'obiettivo costante di
Hitler, "di svuotare l'Europa dai suoi ebrei". Riassumendo, la direttiva di
Goering a Heydrich, a meno che non la si voglia interpretare arbitrariamente
in funzione di uno schema preconcetto, non fa che applicare all'Europa
quello che fino ad allora si era potuto applicare solo alla Germania.
Obiettivo senza alcun dubbio disumano e criminale, ma che non comporta in
alcun momento l'idea di "sterminio" attribuitagli dal procuratore di
Norimberga Robert M.W. Kempner, che dichiarò: "Con queste frasi Heydrich e i
suoi collaboratori erano ufficialmente incaricati dell'assassinio legale
[degli ebrei]". Goering, che protestò contro la traduzione inglese della
parola tedesca Gesamtloesung, soluzione d'insieme, come "soluzione finale"
(Endloesung), costrinse il procuratore Jackson ad ammettere la
falsificazione e a ristabilire il vero significato dell'espressione.
Fonte: Trial of the Major War Criminals, cit., IX, p. 575
Fin dal 24 giugno 1940 Heydrich aveva informato Ribbentrop del suo desiderio
di realizzare al più presto la "soluzione finale". Egli scriveva: "Il
problema globale, rappresentato dall'attuale presenza di circa 3.250.000 di
ebrei nei territori posti sotto sovranità tedesca, non può più essere
risolto con l'emigrazione: una soluzione finale territoriale diviene quindi
necessaria".
Fonte: Documento n. 464 del processo Eichmann a Gerusalemme
In quello stesso periodo Himmler aveva spedito a Hitler una nota che
concludeva: "Spero di vedere la questione ebraica definitivamente risolta,
grazie all'emigrazione di tutti gli ebrei verso l'Africa o in una colonia".
Fonte: "Vierteljahreshefte", 1957, p. 197
Hitler seguì questo suggerimento quando il responsabile dell'ufficio
Deutschland III al ministero degli affari esteri, Rademacher, scrisse in una
lettera ufficiale del 10 febbraio 1942:"Nel frattempo la guerra contro
l'Unione Sovietica ci ha permesso di disporre di nuovi territori per la
soluzione finale. Di conseguenza il Fuehrer ha deciso di spostare gli ebrei
non in Madagascar, ma verso l'Est. Così non c'è più bisogno di tenere in
considerazione il Mada-gascar per la soluzione finale".
Fonte: Documento NG 3933 del processo della Wilhelmstrasse Reitlinger -The
final solution, cit., p. 79 -lo interpreta ancora in senso di "fiction" o
"mascheramento"senza darne la minima giustificazione
L'espressione originale è in realtà die Gesamtloesung der Judenfrage o la
soluzione d'insieme sulla quale non si sarebbe più tornati. Ma Goering, che
la impiegò per la prima volta nel primo paragrafo di una lettera datata 31
luglio 1941, con la quale dava a Heydrich l'ordine di prepararla (Trial of
the Major War Criminals, cit., XXVI, PS 710, p. 266), usò nell'ultimo
paragrafo l'espressione die Endloesung der Ju-denfrage e quest'ultima
prevalse, ma con lo stesso senso e non con quello di liquidazione del
problema attraverso l'eliminazione di coloro che ne erano l'oggetto. Colto
in flagrante delitto di traduzione tendenziosa dallo stesso Goering, il
giudice Jackson dovette convenirne a Norimberga il 20 marzo 1946 (op. cit.,
IX, p 552). Ma di questo incidente, che distruggeva tutta una teoria, la
stampa non fece parola.Il secondo esempio di cambiamento arbitrario del
senso delle parole per giustificare una tesi è quello della conferenza detta
di Wannsee tenuta a Berlino il 20 gennaio 1942.Dall'inizio della riunione
Heydrich ricorda che è stato appena nominato "al posto di responsabile
incaricato della preparazione della soluzione finale della questione ebraica
in Europa (Endloesung der europaeischen Judenfrage)". Egli sarà ormai il
responsabile del complesso di misure necessarie alla soluzione finale della
questione ebraica "senza considerazione dei limiti geografici (corsivo mio -
R.G.). Heydrich riassume in seguito la politica anti-ebraica seguita fino ad
allora:
a) Il raggruppamento degli ebrei fuori dalle sfere vitali del popolo
tedesco.
b ) Il raggruppamento degli ebrei fuori dagli spazi vitali del popolo
tedesco.
Dopo la folgorante avanzata della Reichswehr sul fronte orientale (Unione
Sovietica), Heydrich prende atto di questa nuova situazione: "Con
l'autorizzazione preliminare del Fuehrer, l'emigrazione ha lasciato il posto
a un'altra soluzione possibile: l'evacuzione degli ebrei verso l'Est"
(corsivo mio - R.G.). "Queste azioni non si potrebbero tuttavia considerare
che come dei palliativi, ma le esperienze pratiche già fatte in questo campo
sono molto importanti per la futura soluzione finale della questione
ebraica".
Fonte: NG 2586 G
La soluzione finale, in effetti, non poteva essere messa in atto prima della
fine della guerra e questa soluzione fu sempre cercata nella stessa
direzione: l'espulsione di tutti gli ebrei dall'Europa. Fu ciò che disse
espressamente Hitler ad Abetz, ambasciatore a Parigi, comunicandogli che
l'intenzione di evacuare tutti gli ebrei d'Europa dopo il conflitto.
Fonte: Documents on German Foreign Policy 1918-1945, Serie D, X, p. 484
Il protocollo di Wannsee (20 gennaio 1942)
Il verbale della conferenza di Wannsee recita:
"Nel corso della soluzione finale gli ebrei saranno instradati, sotto
appropriata sorveglianza, verso l'Est, al fine di utilizzare il loro lavoro.
Saranno separati in base al sesso. Quelli in grado di lavorare saranno
condotti in grosse colonne nelle regioni di grandi lavori per costruire
strade, e senza dubbio un grande numero morirà per selezione naturale.
Coloro che resteranno, che certo saranno gli elementi più forti, dovranno
essere trattati di conseguenza, perchè rappresentano una selezione naturale,
la cui liberazione dovrà essere considerata come la cellula germinale di un
nuovo sviluppo ebraico (come mostra l'esperienza della storia)" (13.3133).
Irving: "Ho letto i resoconti del processo della Wilhelmstrasse, il secondo
dopo quello di Norimberga. In seguito ve ne sono stati dodici. Nessuno di
essi ha provato che alla conferenza di Wannsee si sia discusso
dell'eliminazione degli ebrei" (33.9372-9373).Il protocollo di Wannsee è il
resoconto di una conferenza alla quale parteciparono i segretari di Stato
amministrativamente interessati alla soluzione della questione ebraica e i
capi dei servizi incaricati della sua realizzazione. Si tratta di un testo
in cui non si parla né di camere a gas né di sterminio, ma solo di
trasferimento degli ebrei nell'Est europeo. Questo resoconto presenta,
d'altra parte, tutte le caratteristiche di un documento apocrifo, se ci si
riferisce alla fotocopia che è stata pubblicata nel libro di Robert N.W.
Kempner, Eichmann und Komplizen, Francoforte sul Meno, Europa Verlag, 1961,
pp. 132 s.: nessun timbro, nessuna data, nessuna firma, caratteri di una
normale macchina da scrivere su carta di formato ridotto, ecc. In ogni caso
non vi si parla di camere a gas.Nelle versioni francesi che ne sono state
date, per esempio, si è tradotta la frase "die Zueruckdraengung der Juden
aus dem Lebensraum des deutschen Volkes" con "l'eliminazione degli ebrei
dallo spazio vitale dei tedeschi", dando, nei commenti, alla parola
"eliminazione" il senso di "sterminio", mentre si tratta di "cacciata degli
ebrei fuori dallo spazio vitale del popolo tedesco". Si è proceduto allo
stesso modo nelle traduzioni in inglese e in russo.Tuttavia i tedeschi, per
esprimere la loro decisione di cacciare gli ebrei fuori da quello che essi
chiamavano il loro spazio vitale, impiegarono più volentieri altre
espressioni con lo stesso senso, come Auschaltung (esclusione, evizione,
eliminazione) o, soprattutto, Aus-rottung (estirpazione, sradicamento).
Quest'ultima parola è stata tradotta con sterminio che in tedesco si dice
invece Vernichtung. Esempio: a Posen il 4 ottobre 1943 Himmler disse agli
Obergruppenfuehrer (generali di divisione delle Waffen SS):"Ich meine jetz
die Judenevakuierung, die Ausrottung des juedischen Volkes [...]. Das
juedische Volk wird ausgerotten", ecc. Precisando il suo pensiero nella
frase seguente, egli usò la parola Auschaltung (Trial of the Major War
Criminals, cit., XXIX, PS 1919, p. 145). Letteralmente: "Io penso ora
all'evacuazione degli ebrei, all'estirpazione del popolo ebraico". Ma nel
Dossier Eichmann Billig traduce: "Io intendo, con ciò, l'evacuazione degli
ebrei, lo sterminio del popolo ebraico" (p. 55) e "evacuazione degli ebrei,
vale a dire sterminio" (p. 47).Altro esempio: In una nota del 16 dicembre
1941 Rosenberg, a proposito di uno dei suoi incontri con Hitler (Trial of
the Major War Criminals, cit., XXVII, PS 1517, p. 270) usa l'espressione
"Ausrottung des Judentum". Nell'udienza del 17 aprile 1946 l'avvocato
generale americano Dodd tradusse "sterminio degli ebrei" (op. cit., XI, p.
562). Rosenberg protestò invano. Ma, nei discorsi dei nazisti, l'espressione
"Ausrottung des Christentums", che appare spesso, è tradotta ogni volta con
"estirpazione del cristianesimo dalla cultura tedesca" (cfr "Revue
d'Histoire de la seconde guerre mondiale", 1° ottobre 1958, p. 62). La
parola Ausrottung significherebbe sterminio solo quando si tratta di
ebraismo (Judentum) o di popolo ebraico (das juedische Volk). La conferenza
di Wannsee del 20 gennaio 1942, nella quale si è preteso, durante più di un
terzo di secolo, che fosse stata presa la decisione di "sterminare" gli
ebrei europei, sparì a partire dal 1984 anche dalla letteratura dei più
feroci nemici dei "revisionisti". Su questo punto avevano dovuto anch'essi
"revisionare" la loro storia: al congresso di Stoccarda del maggio 1984
questa "interpretazione" fu abbandonata.
Fonte: Eberhard Jackerl e Jurgen Rohwer, Der Mord an den Juden im Zweiten
Weltkrieg,(La morte degli ebrei durante la seconda guerra mondiale),DVA,
1985, p. 67
Nel 1992 Yehuda Bauer ha scritto sul "Canadian Jewish News" del 30 gennaio
che questa interpretazione di Wannsee è "stupida" (silly). Infine il più
recente portavoce degli storici ortodossi, antirevisionisti, il farmacista
Jean-Claude Pressac, conferma questa nuova versione dell'ortodossia. Egli
scrive a pagina 35 del suo libro Les crèmatoires d'Auschwitz. La machinerie
du meurtre de masse, Parigi, CNRS, 1993: Il 20 dicembre si tenne a Berlino
la conferenza di Wannsee: se un'azione per "ricacciare indietro gli ebrei
verso Est fu certo prevista, con l'evocazione di una eliminazione -naturale-
attraverso il lavoro, nessuno parlò allora di liquidazione industriale. Nei
giorni e nelle settimane che seguirono, la Bauleitung di Auschwitz non
ricevette né un richiamo, né un telegramma né una lettera che reclamassero
lo studio di una istallazione adatta a questo scopo".E anche nella sua
Chronologie récapitulative egli, alla data del 20 gennaio 1942, indica:
"Conferenza di Wannsee sull'evacuazione e la cacciata degli ebrei verso
l'Est" (p. 114).Lo "sterminio" è stato revisionato: si tratta di
"cacciata".é ugualmente rimarchevole come, in tutto questo libro, che si
propone l'obiettivo di "provare" la tesi dello sterminio, non si faccia più
parola del documento che, oltre a quello di Wannesee, era, si dice, il più
determinante: la lettera di Goering a Heydrich del 31 luglio 1941, rispetto
alla quale si affermava che "soluzione finale" significava "sterminio" e non
trasferimento fuori dall'Europa. All'epoca del processo di Toronto, nel
1988, ci furono anche delle controversie sul ruolo delle Einsatzgruppen,
sorta di corpi franchi destinati dall'alto comando hitleriano ad annientare
i gruppi di partigiani che si formarono a partire dalla folgorante avanzata
tedesca su Mosca e che avevano il compito di distruggere i depositi di
benzina, i centri di rifornimento, e i mezzi di comunicazione per
disorganizzare le retrovie dell'esercito tedesco. Questa resistenza si
rivelò così efficace che Hitler diede ordini severissimi alle Einsatzgruppen
per eliminare i dirigenti e i commissari politici dei partigiani. Tra questi
commissari politici svolsero un ruolo importante e affrontarono la morte
numerosi ebrei. Al processo di Toronto fu ampiamente evocata la
partecipazione di questi eroici ebrei alla resistenza contro l'hitlerismo.
L'avvocato di Zuendel, Christie, tenne a far precisare allo storico Hilberg
il senso degli ordini nazisti a questo proposito:
Christie: L'ordine dato alle Einsatzgruppen dice: Annientare i commissari
bolscevichi ebrei? E voi interpretate che questo significhi: Annientare il
popolo ebraico e i suoi commissari ebraici? é esatto?
Hilberg: Esatto.
Christie: é stato detto dunque, secondo voi, che non si trattava di uccidere
gli ebrei ma i commissari politici giudeo-bolscevichi.
Hilberg: L'ordine dato a Himmler è di "risolvere il problema" (4-839).
Christie: Si tratta del problema dei commissari politici giudeo-bolscevichi.
Che non significa problema ebraico... Non c'era una guerra tra il comunismo
e il nazismo?
Hilberg: Sì, e i commissari politici, anima del sistema, dovevano essere
fucilati.
Christie: Questo non significa uccidere gli ebrei che si trovavano laggiù.
Hitler pensava che il bolscevismo fosse di origine ebraica e che tutti i
commissari fossero ebrei?
Hilberg: Si trattava di propaganda. Ma era l'intenzione fin dall'inizio, dal
22 giugno 1941.
Christie: Si tratta dunque di un articolo di fede per voi?
Hilberg: No. Non è un articolo di fede, è una certezza.
Christie: Potete mostrarmi il secondo ordine di Hitler?
Hilberg: Affermo che esiste una direttiva decisiva di Hitler, illustrata da
Goering a Heydrich il 31 luglio 1941... è il testo che prepara la conferenza
di Wannsee.
Christie: Era un ordine o una lettera di Hitler?
Hilberg: No.
Christie: Nel vostro libro avete scritto: "Hitler ha dato questo secondo
ordine". é esatto?
Hilberg: é esatto.
Christie torna sul significato della parola "resettlement" (trasferimento)
all'Est: "Questo significa un ordine di uccidere tutti gli ebrei?".
Hilberg: "Trasferimento" era sinonimo di "deportazione degli ebrei nei campi
della morte".
Christie: Non esisteva un piano di deportazione degli ebrei in Madagascar?
(4.855).
* * *
Lo storico inglese David Irving, al processo di Toronto, fornisce sulla
"soluzione finale" queste notizie attinte alla fonte:"La soluzione finale
del problema ebraico consisteva nel deportare gli ebrei in vari territori.
Una delle ipotesi fu il Madagascar, soprattutto dopo la disfatta della
Francia, ma la potenza delle flotte britanniche, poi di quelle americane,
rese impossibile realizzare questo progetto.Il solo documento che possiedo è
una conversazione telefonica del primo ministro Lammers con il Fuehrer,
della primavera del 1942, in cui Hitler rispose che la soluzione finale
sarebbe stata decisa solo dopo la conclusione della guerra.Heinrich Himmler
scrisse ai Gauleiters che il Fuehrer, Adolf Hitler, gli aveva dato ordine di
ripulire l'Europa dai suoi ebrei da Ovest a Est per tappe. Si trattava
evidentemente di deportazione (33.9351-9352).Ma questo non comportava alcun
ordine di sterminio degli ebrei. Nessuna direttiva di questo genere è stata
data, non se ne trova traccia in nessun archivio del mondo, compresi quelli
ebraici che hanno cooperato con me. Devo inoltre sottolineare che negli
archivi britannici, dove abbiamo decifrato i codici tedeschi delle unità SS
operanti sul fronte dell'Est, nemmeno con le macchine inglesi per decifrare
i codici abbiamo trovato qualcosa in cui Hitler impartisce l'ordine di
uccidere gli ebrei (33.9376). Hanno potuto farlo solo gli storici che hanno
preteso di leggere tra le righe e nel tradurre hanno dato libero sfogo alla
loro indignazione".
* * *
L'avvocato Christie cita la pagina 651 del libro di Hilberg dove si legge:
"Nel novembre del 1944 Himmler decise che, per ogni sorta di ragioni
pratiche, la questione ebraica era risolta. Il 25 dello stesso mese egli
ordinò lo smantellamento di tutte le installazioni di morte".
Fonte: Testimonianza di Kurt Becher, 8 marzo 1946, PS 3762
Hilberg riconosce che questo non fu un ordine di Himmler (4.861-864):
"Becher, probabilmente, l'ha riportato a memoria nella sua te-stimonianza.
Non c'era quindi bisogno di riprendere il linguaggio preciso usato da
Himmler" (4.867).Una volta di più Hilberg dice che Becher ha detto che
Himmler aveva detto...Ora, al termine di lunghe ricerche storiche, fatte da
studiosi di tutte le origini sotto la pressione delle critiche
revisionistiche, il direttore dell'Istituto di storia contemporanea del
Centro Nazionale della Ricerca scientifica, François Bedarida, riassume
questo lavoro su L'evaluation des victimes d'Auschwitz: "La memoria
collettiva si è appropriata della cifra di quattro milioni - la stessa che,
stando a un rapporto sovietico, figurava finora ad Auschwitz sul monumento
innalzato in memoria delle vittime del nazismo -, mentre a Gerusalemme il
museo di Yad Vashem indicava un totale molto al disopra della realtà.
Tuttavia, dalla fine della guerra, la memoria scientifica si era messa al
lavoro. Da queste pazienti e minuziose investigazioni è risultato che la
cifra di quattro milioni non poggiava su alcuna seria base, né poteva essere
sostenuta.Il tribunale, del resto, si basava su un'affermazione di Eichmann,
secondo la quale la politica di sterminio aveva causato la morte di sei
milioni di ebrei, di cui quattro milioni nei campi. Se adesso ci si rapporta
ai lavori più recenti e alle più affidabili statistiche - è il caso
dell'opera di Raul Hilberg, La Destruction des Juifs d'Europe -, si arriva a
circa un milione di morti ad Auschwitz. Un totale corroborato dall'insieme
degli specialisti, giacchè oggi essi concordano su un numero di vittime che
oscilla tra un minimo di 950.000 e un massimo di 1.200.000".
Fonte: "Le Monde", 23 luglio 1990
Infatti, nell'edizione tedesca del suo libro, Jean-Claude Pressac ridurrà
un'altra volta questa cifra a 600.000 e la serie di revisioni probabilmente
non è terminata.Tuttavia, dopo che il numero delle vittime di
Auschwitz-Birkenau è stato ridotto da 4 milioni a 1.000.000, si continua a
ripetere la cifra globale di 6 milioni di ebrei sterminati, secondo la
strana aritmetica: 6 - 3 = 6.Che la "soluzione finale" del problema ebraico
non si sarebbe concretizzata se non dopo la guerra è testimoniato anche
dalla Braun Mappe dell'estate 1941. Il paragrafo intitolato "Direttive per
la soluzione della questione ebraica" precisa: "Tutte le misure concernenti
la questione ebraica nei territori occupati dell'Est saranno prese dopo la
guerra e allora la questione ebraica troverà in Europa una soluzione
generale".
Fonti: PS 702;
Henri Monneray, La persècution des juifs dans les pays de l'Estprèsentèe à
Nuremberg, CDJC, 1949
Questa messa a punto non comporta alcuna attenuazione dei crimini di Hitler,
ma richiama semplicemente un'evidenza che non può sfuggire neppure ai più
accaniti sostenitori della tesi dello "sterminio": Hitler negli ultimi due
anni di guerra, dopo Stalingrado, è ridotto agli estremi, gli alleati
distruggono con i loro bombardamenti i suoi centri di produzione bellica e
disorganizzano i suoi trasporti; egli è costretto a mobilitare dei nuovi
effettivi svuotando le fabbriche e non avrebbe avuto che questa ossessione,
fatale per il suo sforzo bellico, di sterminare i suoi prigionieri e i suoi
ebrei, invece di impiegarli, foss'anche in condizioni disumane, nel lavoro
dei cantieri. Poliakov stesso, nel suo Brèviaire de la Haine (Parigi,
Calmann-Levy, 1961 [1951], p. 3) sottolinea questa assurda contraddizione:
"é molto più economico colpirli con i lavori più duri, ammassandoli per
esempio in una riserva".La Arendt mostra anche il lato demenziale di una
simile operazione: "I nazisti spinsero l'inutile fino al dannoso quando, in
piena guerra, e malgrado la penuria di materiali da costruzione e di
rotabili, avviarono enormi e costose imprese di sterminio e organizzarono il
trasporto di milioni di persone. [...] la contraddizione manifesta tra
questo modo di agire e gli imperativi militari dà a tutta la faccenda
un'aria folle e chimerica".
Fonte: Hannah Arendt, Le système totalitaire, Parigi, 1972, p. 182
Quello che è ancora più strano è che spiriti così sottili, come Poliakov o
Hannah Arendt, siano stati obnubilati fino a questo punto dai loro a priori,
che non abbiano messo in causa le loro ipotesi surreali e non siano ricorsi
ai documenti e ai fatti. Ad Auschwitz-Birkenau si trovavano dei potenti
impianti della Farben-Industrie (chimici), della Siemens (trasporti) e della
Portland (costruzioni). A Monovitz (uno dei campi annessi ad Auschwitz)
lavoravano 10.000 detenuti, 100.000 operai civili e 1.000 prigionieri
inglesi.
Fonte: Central Commission for Investigation of German Crimes in Poland,
German crimes in Poland, Varsavia, 1946, I, p. 37
Dal 1942 al 1944, sui 39 campi satelliti di Auschwitz 31 utilizzavano i
detenuti come mano d'opera e 19 impiegavano in maggioranza ebrei.Il 25
gennaio 1942 Himmler inviò all'ispettore generale dei campi di
concentramento la seguente direttiva: "Preparatevi ad accogliere 100.000
ebrei [...]. Importanti compiti economici saranno assegnati ai campi di
concentramento nelle prossime settimane".
Fonte: NO 020-a
Nel maggio 1944 Hitler ordinò di utilizzare 200.000 ebrei come operai nel
programma delle costruzioni Jager e nell'organizzazione Todt.Un ordine
dell'SSWVHA del 18 novembre 1943 aggiudicava un premio ai detenuti - anche
ebrei - che si fossero distinti nel lavoro.
Fonte: Centro del Museo di Auschwitz, 6 - 1962, p. 78
Non si tratta, dunque, di una faccenda "folle e chimerica", ma, al
contrario, di realismo implacabile. Soprattutto ciò costituisce una
confutazione supplementare delle tesi "sterminazioniste".
Le testimonianze
Al processo di Auschwitz, che ebbe luogo a Francoforte dal 20 dicembre 1963
al 20 agosto 1965, in un grande teatro, come si conviene a un'operazione
politica molto spettacolare, la formidabile messa in scena giudiziaria non
potè evitare che nel dispositivo della sentenza la Corte d'assise fosse
costretta a riconoscere che aveva elementi irrisori per emettere il
verdetto."Sono mancati alla Corte quasi tutti i mezzi d'informazione di cui
si dispone in un normale processo criminale per avere un'immagine fedele dei
fatti, così come sono realmente accaduti al momento dell'omicidio. Sono
mancati i cadaveri delle vittime, i rapporti d'autopsia, le conclusioni
degli esperti sulle cause del decesso; sono mancate le tracce lasciate dai
colpevoli, le armi del delitto, ecc. La verifica delle testimonianze non è
stata possibile che in rari casi".
Fonte: Dispositivo della sentenza, p. 109
Pertanto l'arma del crimine era rappresentata, secondo gli accusatori, dalle
"camere a gas" ed ecco che i giudici non ne avevano trovato "traccia"! Era
senza dubbio sufficiente che un fatto fosse di "notorietà pubblica". Come ai
tempi dei processi alle streghe, quando nessuno avrebbe osato mettere in
dubbio il loro "commercio carnale" col diavolo senza rischiare di finire sul
rogo.Stephen S. Pinter, uno dei giuristi inviati dagli Stati Uniti a Dachau,
divenuto campo americano e centro di "processi contro i crimini di guerra",
scrisse:"Ho vissuto a Dachau per 17 mesi dopo la guerra come giudice
militare degli Stati Uniti e posso testimoniare che non ci furono camere a
gas a Dachau: quella che ai visitatori è presentata falsamente come una
camera a gas è un forno crematorio. Allo stesso modo non ci fu alcuna camera
a gas negli altri campi di concentramento tedeschi. Ci è stato detto che
c'era una camera a gas ad Auschwitz, ma siccome il campo di Auschwitz si
trovava in zona russa, non abbiamo, da parte dei russi, il permesso di
visitarlo [...]. Si è fatto così uso del vecchio mito propagandistico
secondo il quale milioni di ebrei sono stati uccisi. Posso affermare, dopo 6
anni di dopoguerra passati in Germania e in Austria, che sono stati uccisi
molti ebrei, ma che la cifra di un milione non è stata mai raggiunta e credo
di essere più qualificato a questo riguardo di chiunque altro".
Fonte: Lettera di Stephen S. Pinter al settimanale cattolico "Our Sunday
Visitor", 14 giugno 1959, p. 15
In mancanza di prove scritte, di documenti incontestabili, il tribunale di
Norimberga dovette, come tutta la letteratura romanzesca e le successive
opere cinematografiche, basarsi su "testimonianze".
I superstiti chiamati a testimoniare, che hanno confermato l'esistenza delle
camere a gas, l'hanno fatto non in seguito a ciò che avevano visto, ma in
seguito a quello che avevano "sentito dire".Un esempio tipico e illustre è
quello del dottor Benedict Kautsky, figlio di Karl e membro della direzione
del partito socialdemocratico austriaco. Dopo aver dichiarato che ad
Auschwitz si sopravviva al massimo per tre mesi (mentre lui stesso vi fu
detenuto per tre anni), Kautsky scrisse Teufel und Verdammt (Il diavolo e il
dannato), pubblicato in Svizzera nel 1946, nel quale a proposito delle
"camere a gas" si legge: "Io personalmente non le ho mai viste, ma la loro
esistenza mi è stata confermata da molte persone degne di fede". "Ich nicht
gesehen habe, die mir aber von so vielen glaubwuerdig dargestellt worden
sind". Alcune testimonianze, specialmente quelle di Rudolf Hoess, di Saukel
e di Nyiszli (Medico ad Auschwitz), furono ritenute fondamentali. Il
testimone chiave, che si rivelò perfetto per "provare" la tesi dei vincitori
travestiti da giudici, fu Rudolf Hoess, ex-comandante del campo di
Auschwitz.Il riassunto che fece del suo arresto, fulcro della sua
deposizione a Norimberga, corrispondeva a tutto quello che il tribunale si
aspettava da lui. Ecco la dichiarazione, fatta sotto giuramento e firmata da
Rudolf Hoess il 5 aprile 1946: "Ho comandato Auschwitz fino al 1° dicembre
1943 e ritengo che almeno 2.500.000 vittime vi siano state sterminate
tramite gassazione e cremazione e che almeno un altro mezzo milione sia
morto per fame e per malattia, per un totale di circa 3.000.000. La
"soluzione finale" della questione ebraica significava lo sterminio di tutti
gli ebrei d'Europa. Io ricevetti l'ordine di preparare lo sterminio ad
Auschwitz nel giugno 1941. In quell'epoca c'erano già altri tre campi di
sterminio nel governatorato generale: Belzec, Treblinka, Wolzek".Non si
potrebbe immaginare una conferma più perfetta delle tesi rese popolari dai
media durante mezzo secolo. E intanto, in questo stesso testo, si trovano
già tre controverità manifeste.
- Il numero di 3 milioni di morti ad Auschwitz, necessario per giustificare
il totale delle vittime ebraiche (6 milioni), ufficialmente proclamato
all'inizio del gioco a Norimberga e che non ha smesso di essere il leitmotiv
della storia ufficiale e dei media da allora, deve essere ridotto almeno di
2/3 come prova la nuova targa commemorativa di Auschwitz-Birkenau, che ha
sostituito la cifra di 4 milioni con: un po' più di un milione.
- I campi di Belzec e di Treblinka nel 1941 non esistevano. Essi non furono
aperti che nel 1942.
- Quanto al campo di Wolzek, non è mai esistito.
Come si è potuta registrare questa "testimonianza capitale" senza verifica
preliminare? Hoess stesso lo spiega: le prime dichiarazioni furono scritte
sotto il controllo delle autorità polacche che lo avevano arrestato.Il libro
intitolato Commandant d'Auschwitz: l'autobiographie de Rudolf Hoess,
(Parigi, Juillard, 1959, e Maspèro, 1979) specifica: "Al momento del mio
primo interrogatorio le confessioni furono ottenute picchiandomi. Non so che
cosa c'è in quel rapporto benchè io l'abbia firmato" (5.956). (Nota a fondo
pagina: "Un documento dattilografato di 8 pagine è stato firmato da Hoess
alle 2 e 30 del mattino il 14 marzo 1946. Non differisce essenzialmente da
ciò che ha scritto e detto a Norimberga o a Cracovia"). Hoess stesso
descrive, nelle sue note manoscritte di Cracovia, le circostanze del primo
interrogatorio, cui fu sottoposto dalla polizia britannica: "Sono stato
arrestato l'11 marzo 1946 alle ore 23 [...]. La Field Security Police mi ha
inflitto trattamenti durissimi. Mi hanno trascinato fino a Heide, proprio
nella caserma in cui otto mesi prima ero stato rilasciato dagli inglesi. é
là che si è svolto il mio primo interrogatorio, per il quale si usarono
argomenti sorprendenti. Io non conosco il contenuto del verbale, sebbene
l'abbia firmato. Tanto alcool e tanti colpi di frusta sono stati troppo,
anche per me [...]. Qualche giorno dopo sono stato portato a
Minden-am-Weser, centro principale d'interrogatorio della zona britannica.
Là mi hanno trattato ancora peggio, per mano di un procuratore pubblico, di
un comandante".
Fonte: Documento NO - 1210
Solo nel 1983 si è avuta la conferma delle torture inflitte a Rudolf Hoess
per ottenere le prove dei "2 milioni e mezzo" di ebrei da lui sterminati ad
Auschwitz a partire dal 1943. Il libro è scritto da Ruppert Butler e porta
il titolo di Legions of Death (Le legioni della morte), Hamlyn Paperbacks.
Contiene la testimonianza di Bernard Clarke (che arrestò Hoess dopo aver
ottenuto da sua moglie, minacciata di morte insieme con i figli, l'indirizzo
della cascina in cui si nascondeva e in cui fu catturato l'11 marzo 1946).
Butler racconta che furono necessari tre giorni di torture per ottenere una
"dichiarazione coerente" (quella che abbiamo appena citato, firmata il 14
marzo 1946 alle 2 e 30 del mattino). Dal momento del suo arresto Hoess fu
picchiato al punto che "alla fine l'ufficiale sanitario intervenne con
insistenza presso il capitano: ditegli di fermarsi o riporterete un
cadavere".Bisogna notare che Butler e il suo interlocutore Clarke sembravano
molto soddisfatti di queste torture.La commissione d'inchiesta americana,
composta dai giudici Van Roden e Simpson, inviata in Germania nel 1948 per
svolgere un'inchiesta sulle irregolarità commesse dal tribunale militare
americano di Dachau - che aveva giudicato 1.500 prigionieri tedeschi,
condannandone a morte 420 -, stabilì che gli accusati erano stati sottoposti
a torture fisiche e psicologiche di ogni tipo al fine di ottenere le
"confessioni desiderate". Così, su 137 dei 139 casi esaminati, i prigionieri
tedeschi avevano ricevuto, nel corso degli interrogatori, dei calci nei
testicoli che avevano lasciato loro danni irreversibili.
Fonte: Intervista al giudice Edward L.Van Rodenrilasciata alla rivista "The
Progressive" del febbraio 1949
Il processo di Auschwitz
La sorte del principale accusato, l'ultimo comandante di Auschwitz Richard
Baer, che doveva morire prima dell'inizio del processo, è particolarmente
degna di interesse. Egli fu arrestato nel dicembre 1960 nei dintorni di
Amburgo, dove viveva facendo l'operaio forestale. Nel giugno 1963 morì in
prigione in circostanze misteriose. Secondo diverse fonti, che hanno per
origine i resoconti della stampa francese, Baer, nel corso della detenzione
preventiva, si era ostinatamente rifiutato di confermare l'esistenza di
camere a gas nel settore posto un tempo sotto la sua responsabilità.
Fonte: Hermann Langbein, Der Auschwitz Prozess,Europaeische Verlagsanstalt,
Francoforte, 1965
Il rapporto d'autopsia dell'istituto medico-legale dell'Università di
Francoforte stabilì: "l'ingestione di un veleno inodore e non corrosivo
[...] non pu~ essere esclusa".L'avvocato di Norimberga, Eberhard Engelhardt,
cita questo passaggio del rapporto d'autopsia in una lettera indirizzata
alla procura di Francoforte il 12 novembre 1973 e afferma che Baer è stato
avvelenato durante l'inchiesta. Secondo esempio: il rapporto Gerstein,
ufficiale della Waffen SS, così visibilmente aberrante che fu rifiutato come
prova dal Tribunale militare di Norimberga il 30 gennaio 1946, ma fu
utilizzato al processo Eichmann a Gerusalemme nel 1961. Questa
"testimonianza" faceva salire il numero delle vittime (indicato in 60.000 al
giorno in tre campi: Belzec, Treblinka e Sobibor) a 25.000.000!
Fonte: Cote PS 1553
Inoltre si sono viste da 700 a 800 persone ammucchiate in piedi in uno
spazio di 25 metri quadrati (più di 28 per metro quadrato!) Roques redasse
una tesi che dimostrava l'inconsistenza del "rapporto Gerstein", ottenendo
la menzione "molto bene". Alain Decaux, nel "Matin de Paris" del 13 dicembre
1986, scrisse che "tutti i ricercatori avrebbero dovuto ormai tenere conto
di questo lavoro", aggiungendo che il professor Roques era "l'uomo [...]
meglio informato sull'affare Gerstein". Si cercarono quindi dei motivi
amministrativi contro di lui. Dato che aveva preparato la sua tesi a
Parigi, sotto la direzione del professor Rougeot e la discussione della tesi
era stata trasferita a Nantes, sotto la direzione del professor Rivière, in
modo perfettamente regolare, egli non aveva pagato la sua iscrizione alla
facoltà di lettere di Nantes! Fu così che Henri Roques si vide ritirare il
titolo di dottore. Terzo esempio, per limitarci ai "testimoni" più celebri:
Miklos Nyiszli, medico ungherese deportato che scrisse Mèdecin à Auschwitz
(pubblicato, a partire dal 1953, da Jean Paul Sartre su "Les Temps Modernes"
e ristampato da Tibere Kremer, Parigi, Juillard 1961). Le camere a gas, ci
dice Miklos Nyiszli, erano lunghe 200 metri e, come precisa il documento
prodotto a Norimberga, avevano una superficie di 210, 400 o 580 m2, con
larghezze rispettive di metri 1,05, 2 o 2,90.Secondo Miklos Nyiszli
riuscivano a starvi e a circolarvi facilmente 3.000 persone, nonostante il
fatto che vi fossero della colonne al centro e dei banchi ai lati. é
significativo che l'Encyclopaedia Judaica (1971) e l'Encyclopaedia of the
Holocaust (1990) non menzionino neppure quest'opera, di cui attestano senza
dubbio il discredito che l'accompagna dopo la critica effettuata da Paul
Rassinier.La prima affermazione di Nyiszli è che, quando arrivò al campo
(alla fine del maggio 1944), gli stermini col gas erano in atto da 4 anni.
Ora, il documento di Norimberga (NO 4.401) indica che gli ordinativi per i
crematori furono inoltrati solo nel 1942 e il documento 4.463 che essi
furono pronti solo il 20 febbraio 1943.Nell'agosto 1960 l'Istituto di storia
contemporanea (Institut fuer Zeitgeschichte) di Monaco comunicava alla
stampa:"Le camere a gas di Dachau non sono mai state terminate né messe in
funzione [...]. Gli stermini in massa degli ebrei sono cominciati nel
1941-42 e solamente in alcune zone della Polonia occupata, all'interno di
installazioni tecniche previste a questo scopo, ma in nessun caso in
territorio tedesco".
Fonte: "Die Zeit", 19 agosto 1960
Altri esempi:
Sauckel (uno dei principali accusati). Seduta del 30 maggio 1946 del
Tribunale di Norimberga:"Confermo che la mia firma figura in quel documento.
Chiedo al tribunale il permesso di spiegare come fu ottenuta.Il documento mi
fu presentato nella sua forma finale. Chiesi il permesso di leggerlo e di
studiarlo per decidere se dovevo sottoscriverlo. Ciò mi fu rifiutato... Poi
un poliziotto polacco o russo entrò e chiese: -Dov'è il foglio di Sauckel?
Prenderemo Sauckel con noi, ma la sua famiglia sarà portata in territorio
sovietico-. Io sono padre di 10 bambini e firmai, pensando alla mia
famiglia".
* * *
Tra le testimonianze dei criminali quella del generale Ohlendorf è
particolarmente rivelatrice. Egli diresse dall'estate 1941 all'estate 1942
le Einsantzgruppen incaricate di giustiziare i commissari politici dei
partigiani nella Russia meridionale. Al processo del Tribunale Militare
Internazionale, nel quale furono giudicati i più alti responsabili del
regime hitleriano, egli dichiarò che aveva ricevuto degli ordini orali per
aggiungere alle sue funzioni quelle di sterminare gli ebrei utilizzando i
camion attrezzati per dare la morte anche alle donne e ai bambini.
Fonti: Trial of the Major War Criminals, cit., IV, pp. 311-355, e XXII, pp.
478-480, 491-494, 509-510 e 538
La testimonianza del generale Ohlendorf al momento dei processi minori di
Norimberga è del tutto diversa: inizialmente, egli ritrattò le sue
dichiarazioni precedenti sull'ordine orale di sterminio degli ebrei,
riconobbe di avere ucciso degli ebrei e degli zingari, ma nel quadro della
lotta contro i partigiani e non secondo un piano specifico di sterminio.
Confessò anche di avere ucciso 40.000 persone e non 90.000 come aveva detto
prima.
Fonte: Trials of the Criminals, Washington, DC, 1950, IV, pp. 223-312
Agli storici critici non fu opposta alcuna refutazione, alcuna discussione
scientifica che li contraddicesse: purtroppo, nel migliore dei casi, fu loro
opposto il silenzio e, nel peggiore, la repressione. Silenzio, per esempio,
sull'opera di Paul Rassinier storico ed ex deportato a Buchenwald e a Dora,
quando questo fondatore della storia critica dei crimini hitleriani pubblicò
Le mensonge d'Ulysse, Le drame des juifs europèens, Le vèritable procès
Eichmann. Poi silenzio e persecuzioni varie, in America, per l'ingegner
Leuchter, specializzato in gassazioni in alcuni penitenziari americani, che
fece una perizia puramente tecnica sulle "camere a gas" di Auschwitz nel
corso del già citato processo di Ernst Zuendel a Toronto.Repressione contro
il professor Robert Faurisson, cacciato dalla sua cattedra all'università di
Lione, citato in giudizio e infine vittima di un tentativo di omicidio in
cui fu gravemente ferito, per aver messo in discussione l'esistenza delle
"camere a gas". Nel marzo 1978 assassinio dello storico francese François
Duprat da parte di un commando, per aver pubblicato l'opuscolo di un
australiano che metteva in dubbio la cifra di 6 milioni di morti.Repressione
contro Henri Roques, cui fu anche rifiutato il titolo di dottore nonostante
avesse ottenuto la menzione "molto bene" per la sua tesi, poichè si
impegnava in un esame critico del Rapporto Gerstein. Repressione contro
l'editore Pierre Guillaume, per la pubblicazione delle Annales d'histoire
rèvisionniste. Egli è stato obbligato a rinunciare alla sua rivista ed è
stato rovinato finanziariamente dalle multe e dalla distruzione delle
vetrine della sua libreria. Repressione in Germania contro il magistrato
Wilhelm Staeglich, che aveva fatto un esame critico delle testimonianze e
dell'arma del crimine nei campi e aveva rilevato un certo numero di
controverità con Le mythe d'Auschwitz (Parigi, La Vieille Taupe, 1978). Lo
stesso titolo di dottore in diritto gli fu ritirato, essendo basato sulla
legge hitleriana del 7 giugno 1939 (Codice del Reich, 1, p. 1326).
Repressione in America contro lo storico Arthur Butz, che cercava di situare
in una giusta prospettiva ciò che era reale e ciò che era mitologico con The
Hoax of the Twentieth Century (Torrance, IHR, 1976). La vendita del libro fu
vietata in vari paesi tra cui la Germania e il Canada. In quest'ultimo
paese, processo di Toronto contro Zuendel, per la pubblicazione dell'opera
di Richard Harwood Did six millions really die? (Richmond, HRP, 1974 - Ne
sono davvero morti sei milioni?-), mentre la risposta, anche quella
ufficiale, a questa domanda è diventata negativa come la sua. Questi
silenzi, queste persecuzioni, queste repressioni contro una storia critica
dei crimini hitleriani poggiavano su pretesti assolutamente diffamatori e
menzogneri: sottolineare che gli enormi crimini di Hitler nei confronti
degli ebrei, come di tutti i suoi nemici, comunisti tedeschi o slavi che
dovevano sconfiggerlo, non avevano bisogno di alcuna menzogna per mostrare
la loro atrocità era, secondo gli avversari della storia critica (che essi
chiamavano "revisionista") "scagionare Hitler o almeno attenuare i suoi
crimini"! Mostrare che le scelleratezze dei nazisti non si riducevano a un
grande pogrom contro i soli ebrei, ma che avevano fatto decine di milioni di
morti nella lotta contro il fascismo, significava fare del "razzismo" che
incoraggiava la discriminazione e l'odio razziale! é contro una simile
orchestrazione d'odio verso i ricercatori critici che noi oggi compiliamo
questo dossier, con la speranza che servirà ad avviare una vera discussione
sulle realtà obiettive di questo passato, senza prestare il fianco a quanti
facciano il processo alle intenzioni, senza condannare a priori alla
repressione e al silenzio i ricercatori critici. Non è possibile preparare
l'avvenire perpetuando gli odi e alimentandoli con la menzogna. La critica
delle testimonianze storicamente verificate e degli studi scientifici, che
permette di dare all'opinione pubblica la possibilità di riflettere sui
crimini di ieri per prevenire quelli di domani, è un obbligo morale oltre
che scientifico.
* * *
Fino ad ora ci sono state propinate cifre arbitrarie e falsità anche da
parte di artisti di grande talento e in perfetta buona fede. Da tutto ciò
scaturirono autentici capolavori, come il romanzo di Robert Merle La mort
est mon mètier, che ricostruiva, in prima persona, l'itinerario di Hoess,
comandante di Auschwitz. Anche quando cita le cifre arbitrarie del falso
testimone, Robert Merle raggiunge a volte uno stile degno di Stendhal:
"Il procuratore esclamò: Voi avete ucciso tre milioni e mezzo di persone! -
Io domandai la parola e dissi: Vi chiedo scusa, non ne ho uccisi che due
milioni e mezzo! Ci furono allora dei mormorii in sala. Io non avevo fatto
altro che rettificare una cifra inesatta".
Fonte: Robert Merle, La mort est mon mètier, Parigi, Gallimard, 1952, pp.
365-366
In campo cinematografico un film artistico, ammirevole e delicato di Alain
Resnais, Nuit et brouillard, dà un'immagine straziante e indimenticabile
della barbarie e del martirio, ma viene sfigurato e snaturato
dall'evocazione della cifra arbitraria di 8 milioni di vittime ebraiche, per
di più nella sola Auschwitz!Ma ben presto tutta una letteratura e
soprattutto un'ondata cine-matografica e televisiva furono consacrate a
questa inversione di senso del crimine hitleriano. Quante volte fu
proiettata, dopo la Liberazione, mentre tutta una generazione poteva
testimoniare e giudicare le azioni di coloro che avevano più efficacemente
lottato contro i nazisti, La bataille de l'eau lourde, che ricorda l'impresa
decisiva di Joliot-Curie e della sua équipe per sottrarre, in Norvegia, gli
accantonamenti di acqua pesante che avrebbero permesso a Hitler di costruire
e di utilizzare per primo la bomba atomica? Quante volte La bataille du
rail, che mostra il sabotaggio dei trasporti tedeschi da parte dei
ferrovieri per paralizzare i concentramenti di truppe? O Paris brule-t-il?,
che mostra, nonostante l'attribuzione di un ruolo esagerato agli stati
maggiori alleati, la rivolta del popolo di Parigi per liberare la città e
catturare il governatore tedesco Von Choltiz costringendolo alla
capitolazione? Al contrario, quante volte ci sono stati propinati Exodus,
Olocausto, Shoah e tanti altre storie romanzate, le cui immagini lacrimevoli
inondano ogni settimana i nostri schermi, come se la sofferenza
"sacrificale" di qualcuno fosse senza rapporto con la sofferenza di tutti
gli altri e con le loro lotte eroiche? Shoah di Lanzmann ci affligge per
nove ore con immagini pietrificanti, con le visioni di interminabili
convogli ferroviari dal rumore ossessionante e con testimonianze come quelle
del parrucchiere di Treblinka, che sistemava in uno spazio di 16 metri
quadrati 60 donne e 16 parrucchieri! Per questo Shoah business i
committenti sono stati generosi. E primo fra tutti lo Stato d'Israele.
Menahem Begin aveva fatto destinare a Shoah 850.000 dollari, considerandolo
"un progetto d'interesse nazionale".
Fonti: "Agence télégraphique juive", 20 giugno 1986, e "The jewish journal",
New York, 27 giugno 1986, p. 3
Una delle opere che più hanno contribuito alla manipolazione dell'opinione
pubblica mondiale, il telefilm Olocausto, "E'un crimine contro la verità
storica. Il tema generale era che un avvenimento così massiccio come lo
sterminio di 6 milioni di ebrei non aveva potuto passare inosservato
all'insieme del popolo tedesco. Se quindi i tedeschi non ne erano venuti a
conoscenza era perchè non avevano voluto sapere e perciò erano colpevoli".
Fonte: "Libération", 7 marzo 1979
Ed ecco i frutti velenosi che questi "breviari dell'odio" producono."Tutti
questi agenti del nemico devono essere espulsi dal territorio metropolitano:
sono due anni che noi chiediamo la possibilità di farlo. Quello che ci serve
è molto semplice e molto chiaro: l'autorizzazione e barche a sufficienza. Il
problema rappresentato dal far affondare queste barche non dipenderebbe più,
ahimè, dal consiglio municipale di Parigi".
Fonte: Bollettino municipale ufficiale di Parigi,
seduta del consiglio municipale del 27 ottobre 1962, p. 637
Si trattava di una proposta meditata. Moscovitch l'avrebbe confermata il 15
gennaio 1963, in occasione di un processo per diffamazione da lui stesso
intentato: "Ho effettivamente rimpianto che i nemici della Francia non siano
stati sterminati... e lo rimpiango ancora!" ("Le Monde", 17 gennaio 1963).
Il romanzo ha partecipato a questa mistificazione. David Rousset, dopo una
prima opera degna e sobria, scritta subito dopo la sua uscita dal campo di
Buchenwald (L'universe concentrationnaire, Parigi, fd. de Minuit, 1946), ha
espresso, in forma letteraria e sottile, con Les jours de notre mort
(Parigi, La Jeune Parque), la maggior parte dei luoghi comuni che sono
andati a formare la mole della letteratura concentrazionaria. Fino a Au nom
de tous les miens di Martin Gray (red. Max Gallo, Parigi, Laffont, 1971),
che utilizza i servizi di un grande scrittore francese per descrivere un
campo in cui non aveva mai messo piede. Dai falsi archivi del ministero
degli ex combattenti "scoperti" da Serge Klarsfeld, fino ai falsi
apocalittici di Elie Wiesel (premio Nobel), che ha anche visto, "visto in
prima persona", delle "fiamme gigantesche" salire da una fossa all'aria
aperta "dove venivano gettati dei bimbi" (fiamme mai avvistate dagli aerei
americani che non smettevano di sorvolare il campo). In un crescendo
dell'atroce e del delirante egli aggiunge: "Più tardi ho saputo da un
testimone che per mesi e mesi il suolo non aveva smesso di tremare e che
ogni tanto schizzavano fuori geyser di sangue" (si tratta di una
"testimonianza" su Babiyar).
Fonte: Elie Wiesel, Paroles d'étranger, Parigi, Seuil, 1982, pp. 192 e 86
L'apoteosi di questa letteratura romanzesca è il Diario di Anna Frank,
bestseller mondiale. Il romanzo, meravigliosamente commovente, si
sostituisce alla realtà e il mito si traveste da storia. Lo storico inglese
David Irving, intervenendo al processo di Toronto il 25 e 26 aprile 1988
(33.9399-9400) fece questa dichiarazione riguardo al Diario di Anna Frank:
"Il padre di Anna Frank, col quale mi sono tenuto in corrispondenza per
diversi anni, ha finalmente deciso di dare la sua approvazione affinchè si
sottoponga il manoscritto del diario a un esame di laboratorio, cosa che ho
sempre ritenuto necessaria quando vi siano contestazioni a proposito di un
documento". Il laboratorio incaricato di questa perizia fu quello della
polizia criminale tedesca, a Wiesbaden. Esso concluse che una parte del
Diario di Anna Frank era stata scritta con una penna a sfera (questo genere
di penne non fu commercializzato che nel 1951, mentre Anna Frank morì nel
1945). La dichiarazione di David Irving continua: "La mia personale
conclusione sul Diario di Anna Frank è che esso è scritto in gran parte da
una bambina ebrea di una decina d'anni. I testi sono stati raccolti da suo
padre, Otto Frank, dopo la tragica morte per tifo della figlia in un campo
di concentramento: suo padre e altre persone, che non conosco, hanno
corretto questo diario per dargli una forma vendibile, che arricchisse allo
stesso tempo sia il padre sia la Fondazione Anna Frank. Ma come documento
storico l'opera non ha alcun valore, perchè il suo contenuto è stato
alterato". Questo Shoah business non utilizza che le "testimonianze" sulle
diverse maniere di "gassare" le vittime, senza che mai ci vengano mostrate
le modalità di funzionamento di una sola "camera a gas" (di cui Leuchter ha
dimostrato l'impossibilità fisica e chimica), né uno solo di quegli
innumerevoli camion che sarebbero stati utilizzati come "camere a gas
ambulanti" grazie alle emanazioni del gasolio. Né le tonnellate di cenere
dei cadaveri, nascoste dopo la loro cremazione. "Non esiste alcuna
fotografia delle camere a gas e i cadaveri sono svaniti in fumo. Restano i
testimoni".
Fonte: "Le Nouvel Observateur", 26 aprile 1985
Il costante leitmotiv di Claude Lanzmann è costruito in questo modo. Lo
stesso autore ci dice: "Bisognava fare questo film con niente, senza
documenti d'archivio, inventando tutto".
Fonte: "Libération", 25 aprile 1985, p. 22
L'arma del crimine
Se ci si fosse posti dal punto di vista dello scopo di un processo
criminale, sarebbe stato di importanza primaria ascoltare qualche esperto
che si pronunciasse su svariate questioni, se non altro per farsi un'idea
della credibilità dei numerosi testimoni così come di qualche "documento".
Permetteteci di formulare qui alcune di queste domande:
- Quanto tempo era necessario al gas Zyklon B per agire e come si
manifestavano i suoi effetti?
- Per quanto tempo il gas restava attivo in un locale chiuso (sia senza
aerazione, sia con un'aerazione immediatamente consecutiva al suo utilizzo)?
- Era possibile, come è stato affermato, entrare senza maschera protettiva
nei locali impregnati di Zyklon B solo mezz'ora dopo l'uso di questo gas?
- Era possibile bruciare completamente i cadaveri in 20 minuti dentro un
forno crematorio?
- I forni crematori potevano funzionare giorno e notte senza interruzione?
- é possibile bruciare dei cadaveri umani dentro fosse profonde diversi
metri e, in caso affermativo, in quanto tempo?
Fino ad ora non è stato presentato nessun "corpo del reato". Daremo soltanto
due esempi:
a) quello delle "camere a gas mobili" ottenute dai camion;
b) quello del sapone fatto col grasso umano (frottola utilizzata già durante
la guerra del 1914-18, come d'altronde la "gassazione" è una versione
riciclata delle "gassazioni" dei serbi da parte dei bulgari nel 1916).
Fonte: "The Daily Telegraph", Londra, 22 marzo 1916, p. 7, e 22 giugno
1946, p. 5
La storia dello sterminio con vere e proprie "camere a gas mobili"
costituite da camion, nei quali migliaia di persone sarebbero state uccise,
grazie all'orientamento verso l'interno del tubo di scappamento, è stata
diffusa tra l'opinione pubblica occidentale per la prima volta dal "New York
Times" del 16 luglio 1943, p. 7 (prima di allora il tema era stato
sviluppato solo sulla stampa sovietica). Anche in questo caso l'arma del
crimine (le centinaia o migliaia di camion attrezzati per questi omicidi) è
scomparsa. Nemmeno uno solo di essi ha potuto essere prodotto in alcun
processo come corpo del reato. Si può anche notare che, se il piano di
"sterminio" doveva restare un "segreto" assoluto, come dice Hoess, sarebbe
strano che lo si fosse comunicato a migliaia di autisti e ai loro assistenti
funebri i quali dovevano prendere in consegna le vittime (senza ordine di
missione), facendone sparire magicamente i cadaveri e restando unici
depositari del "terribile segreto". Wiesenthal si è incaricato di promuovere
la leggenda del "sapone umano" in alcuni articoli pubblicati nel 1946 su
"Der Neue Weg", giornale della comunità ebraica austriaca. In un articolo
intitolato RIF egli scriveva: "Le terribili parole -trasporto per sapone- si
udirono per la prima volta alla fine del 1942. Fu nel Governatorato generale
(della Polonia) e la fabbrica si trovava in Galizia, a Belzec. Dall'aprile
1942 al maggio 1943 900.000 ebrei furono utilizzati come materia prima in
questa fabbrica". Dopo la trasformazione dei cadaveri in diverse materie
prime, continuava Wiesenthal, "il resto, lo scarto grasso residuo, veniva
impiegato per la produzione di sapone. Dopo il 1942 le persone all'interno
del Governatorato generale sapevano molto bene cosa significasse il sapone
RJF. Il mondo civilizzato non può immaginare la gioia che questo sapone
procurava ai nazisti del Governatorato generale e alle loro donne. In ogni
pezzetto di sapone essi vedevano un ebreo che era stato messo là magicamente
e al quale si era impedito di diventare un secondo Freud, Ehrlich o
Einstein".Il Memoriale di Yad Vashem risponde molto ufficialmente che i
nazisti non hanno fabbricato sapone con i cadaveri degli ebrei. Durante la
guerra la Germania aveva sofferto di una penuria di materie grasse e la
produzione di sapone fu supervisionata dal governo: i pezzi di sapone furono
segnati con le iniziali RIF che significavano "Ufficio del Reich per
l'approvvigionamento di grassi". Alcuni lessero per errore RJF: "puro grasso
ebraico". Il clamore si estese rapidamente.
* * *
Esistono tre documenti che permetterebbero, se discussi seriamente e
pubblicamente, di mettere fine alle polemiche sulle "camere a gas": sono il
Rapporto Leuchter (5 aprile 1988), la contro-perizia di Cracovia del 24
settembre 1990 e quella di Vienna. Lo Zyklon B, a base di acido cianidrico,
è considerato il prodotto che avrebbe gassato migliaia di detenuti: da prima
della Grande Guerra è stato normalmente impiegato per la disinfezione di
biancheria o di strumenti atti a propagare epidemie, particolarmente quella
del tifo. Cionondimeno l'acido cianidrico fu utilizzato per la prima volta
in Arizona, nel 1920, per l'esecuzione di un condannato. Altri Stati
americani come la California, il Maryland, il Mississippi, il Missouri, il
Nevada, il Nuovo Messico e la Carolina del Nord lo utilizzarono per le
esecuzioni.
Fonte: Rapporto Leuchter (9.004) [trad. it.: Parma, All'insegna del Veltro,
1993]
L'ingegner Leuchter è stato consulente nel Missouri, in California e nella
Carolina del Nord. Oggi tali Stati hanno per lo più rinunciato al metodo a
causa del costo eccessivo non solo dell'acido cianidrico, ma anche del
materiale di fabbricazione e della manutenzione, che in ragione delle misure
di sicurezza richieste dal suo uso, ne fa una delle più costose tecniche di
esecuzione. Inoltre la ventilazione necessaria dopo la fumigazione con lo
Zyklon B esige un minimo di 10 ore, secondo le dimensioni del fabbricato
(6.005). L'impermeabilità della sala necessita di un rivestimento di
epossido o di acciaio inossidabile e le porte devono essere dotate di
giunture d'amianto, di neoprene o di teflon (7.001). Dopo i sopralluoghi e
le analisi del materiale prelevato dalle presunte "camere a gas" di
Auschwitz-Birkenau e di altri campi dell'Est, le conclusioni sono le
seguenti: "L'ispezione sul posto indica che, se queste costruzioni fossero
state concepite allo scopo di servire come camere a gas, sarebbero state
molto pericolose e mal fatte. Nulla vi era previsto" (12.001 a proposito dei
crematori I e II di Auschwitz). "Il Crematorio I è adiacente all'ospedale
SS di Auschwitz ed è dotato di tubi di drenaggio che si gettano nella
principale fognatura del campo, cosa che avrebbe permesso al gas di
infiltrarsi in tutti i suoi edifici" (12.002). Quanto a Majdanek:
"L'edificio non poteva essere utilizzato allo scopo che gli si attribuisce e
non soddisfa nemmeno le necessità minime di una camera a gas". Leuchter ha
concluso che non era stata realizzata nessuna delle condizioni richieste per
delle camere a gas omicide. Chiunque vi avesse lavorato avrebbe rischiato la
propria vita e quella di tutti coloro che gli stavano intorno (32.9121). Non
c'era alcun sistema di ventilazione né di distribuzione dell'aria, nessun
sistema per aggiungere il materiale necessario allo Zyklon B (33.145). "Dopo
aver passato in rassegna tutta la documentazione e ispezionato tutti gli
impianti di Auschwitz, Birkenau e Majdanek, l'autore delle perizie considera
che le prove sono schiaccianti: in nessuno di questi posti ci sono state
delle camere a gas per le esecuzioni".
Fonte: Rapporto di Fred Leuchter Jr, ingegnere capo, depositato a Malden,
Massachusetts, il 5 aprile 1988
Al processo di Toronto l'avvocato Christie ha messo in evidenza quanto le
testimonianze contrastassero con le reali possibilità chimiche e tecniche.
Ed ecco tre esempi:
a) - Rudolf Hoess, in Commandant d'Auschwitz, cit., p. 198, scrive: "La
porta veniva aperta una mezz'ora dopo l'adduzione del gas e dopo che la
ventilazione aveva rinnovato l'aria. Il lavoro di rimozione dei cadaveri
cominciava subito". "Si eseguiva questo compito con indifferenza, come se
esso facesse parte di un lavoro quotidiano. Trascinando i cadaveri, gli
uomini mangiavano o fumavano".
Dunque non indossavano delle maschere? domanda l'avvocato Christie (5-1123).
Non è possibile maneggiare dei cadaveri, che siano stati in contatto con lo
Zyklon B, durante la mezzora seguente e ancora meno mangiare, bere o fumare.
Sono necessarie almeno dieci ore di ventilazione perchè non ci sia più
pericolo.
b) - L'avvocato Christie presentò il documento PS 1553 di Norimberga con
molte fatture in appendice. Hilberg dovette ammettere che la quantità di
Ziklon B inviata a Oranienburg era la stessa inviata ad Auschwitz nello
stesso giorno. Hilberg indica che Oranienburg era un campo di concentramento
e un centro amministrativo dove, a sua conoscenza, "nessuno era stato
gassato". I prelievi e la perizia di Leuchter mostrano anche come le tracce
di acido cianidrico dello Zyklon B siano molto più rilevanti nei locali in
cui si è certi che avvenisse la disinfezione, piuttosto che nelle presunte
"camere a gas". "Ci si sarebbe potuti aspettare la rivelazione di un tasso
più elevato di cianuro nei campioni prelevati dalle prime camere a gas (a
causa della maggiore quantità di gas utilizzato, secondo le fonti, in questi
luoghi) che nel campione di controllo. Siccome è vero il contrario, bisogna
concludere che queste installazioni non erano delle camere a gas per le
esecuzioni".
Fonte: Rapporto Leuchter, cit., 14.006
Questa conclusione è confermata dalla contro-perizia effettuata
dal-l'Istituto di analisi medico-legale di Cracovia tra il 20 febbraio e il
18 luglio 1990, i cui risultati sono stati comunicati al Museo con una
lettera datata 24 settembre, nello stesso momento in cui veniva tolta la
targa commemorativa dei "4 milioni".
Fonti: Relazione dell'Istituto, 720.90; Relazione del Museo
1-8523/51/1860.89
E' vero che si mostra ai turisti, se non il funzionamento, almeno la
ricostruzione, eseguita più o meno bene, delle "camere a gas" anche laddove,
come a Dachau, è appurato che non hanno mai funzionato.
c) - Leuchter ha esaminato i luoghi che, secondo le mappe ufficiali di
Birkenau, erano stati usati come "fosse di cremazione" per sbarazzarsi dei
cadaveri. La maggior parte della letteratura olocaustica le descrive come
fosse di circa 6 piedi di profondità... Il fatto più notevole al riguardo è
che il livello dell'acqua era a un piede o a un piede e mezzo di profondità
dalla superficie: Leuchter ha sottolineato che sarebbe stato impossibile
bruciare dei corpi sott'acqua. E non vi era alcun motivo di pensare che le
cose fossero cambiate dopo la guerra dal momento che la letteratura
sull'olocausto descrive i campi di Auschwitz e Birkenau come costruiti su
una palude (32.9100-9101). Eppure, nell'esposizione, ci sono le foto di
queste pretese "fosse di cremazione". Per quanto concerne i crematori
all'aria aperta, all'interno di "fosse di cremazione": "Birkenau è costruito
su una palude, tutte le installazioni avevavo dell'acqua a circa 60 cm.
dalla superficie. L'opinione dell'autore di questo rapporto è che a Birkenau
non ci sono mai state fosse di cremazioneÈ (14.008). Una fonte preziosa per
lo studio obiettivo a partire da documenti incontestabili del complesso di
Auschwitz-Birkenau e in particolare delle sue famose cremazioni all'aria
aperta, il cui fumo "oscurava tutto il cielo" secondo numerose
testimonianze, sarebbero state le foto aeree scattate dall'aviazione
statunitense e pubblicate dagli americani Dino A. Brugioni e Robert C.
Poirier (The Holocaust revisited: A retrospective analysis of the Auschwitz
Birkenau extermination complex. Washington, DC, CIA, febbraio 1979). A
dispetto del commento degli analisti della CIA, che si vuole ortodosso, su
queste foto non si trova niente che corrisponda a quell'inferno di fuoco in
cui le fiamme divoravano, come hanno osato dirci, fino a a 25.000 cadaveri
al giorno tra il maggio e l'agosto 1944, soprattutto in seguito alla
deportazione degli ebrei ungheresi. Le foto aeree (del 26 giugno e 25 agosto
1944) non rivelano la minima traccia di fumo. Né, d'altra parte, di
concentrazione di folle o di qualche attività particolare. L'album di
Auschwitz, raccolta di 189 fotografie scattate anche nel campo di Birkenau
nello stesso periodo, pubblicato con un'introduzione di Serge Klarsfeld e un
commento di J.-C. Pressac, mostra 189 scene di vita concentrazionaria al
momento dell'arrivo di un convoglio di deportati dall'Ungheria. Anche qui
nulla, rigorosamente nulla, che attesti uno sterminio massiccio e
sistematico.Al contrario, le molteplici fotografie, che permettono una
visione d'insieme del posto, non solo non evidenziano niente che confermi
questo sterminio, ma escludono che esso abbia potuto avere luogo,
contemporaneamente, in qualche parte "segreta" del campo. Mentre il commento
di J.-C. Pressac, a causa delle estrapolazioni manifeste cui egli si lascia
andare, rende visibile e palpabile il processo di fabbricazione.
Fonte: L'Album d'Auschwitz, Parigi, Seuil, 1983
Ma il canadese John C. Ball, specializzato nell'interpretazione di foto
aeree, sembra aver riunito la maggior parte dei documenti fotografici
originali e condotto con competenza un'analisi rigorosa. Le sue conclusioni
sono in totale disaccordo con la storia ufficiale.
Fonte: Air Photo Evidence, Ball Resource Service, 1992,
Il complesso delle questioni tecniche è stato sollevato al momento del
processo di Ernst Zuendel a Toronto, nel quale le parti si sono potute
esprimere completamente e liberamente. Il resoconto di questo processo è
quindi una fonte eccezionale per ogni storico onesto, perchè consente di
venire a conoscenza delle tesi in presenza e di tutti gli elementi della
controversia. Le dichiarazioni degli uni e degli altri sono tanto più
preziose e significative, per il fatto che ognuno parlava sotto il controllo
della critica immediata della parte avversa. Un dettaglio che sembra di
importanza decisiva: il 5 e 6 aprile 1988 Yvan Lagacé, direttore del
crematorio di Calgary (Canada), di tipo molto simile a quelli di Birkenau
costruiti nel 1943, potè esporre l'insieme dei problemi tecnici e di
manutenzione di questa particolare muffola d'incinerazione. Egli parlò della
necessità di una pausa di raffreddamento tra le cremazioni e il momento
dell'introduzione di un corpo, in mancanza della quale si sarebbero
danneggiati i rivestimenti ignifughi dei forni stessi. Si chiese a Lagacé di
esprimere il suo punto di vista su come Raul Hilberg nella Destruction des
juifs européens (seconda edizione, p. 978) valuta il rendimento dei 46 forni
nei 4 crematori di Birkenau. Hilberg afferma: "Il rendimento teorico
giornaliero dei 4 crematori di Birkenau era di più di 4.400 cadaveri, ma,
con le interruzioni e i rallentamenti, praticamente il limite era
inferiore". Lagacé dichiarò che questa affermazione era "assurda" e
"irreale". Pretendere che 46 forni potessero bruciare più di 4.400 corpi al
giorno è grottesco. Basandosi sulla propria esperienza Lagacé affermò che a
Birkenau era possibile cremare 184 corpi al giorno.
Fonte: 27- da 736 a 738
Non è certo un libro come quello di Pressac, Les crématoires d'Auschwitz. La
machinerie du meurtre de masse (1993), che alle "camere a gas" consacra solo
un capitolo di 20 pagine (su 147) senza citare nemmeno il Rapporto Leuchter,
al quale ha dedicato nel 1990 (sempre finanziato dalla fondazione Klarsfeld)
una "confutazione" rimasta senza alcuna eco, a poter controbilanciare le
analisi di Leuchter. Fin tanto che non avrà avuto luogo, tra specialisti di
uguale competenza, un dibattito scientifico e pubblico sul rapporto
dell'ingegner Leuchter, sulle controperizie di Cracovia e di Vienna che lo
confermano e sull'insieme delle discussioni sulle "camere a gas",
esisteranno il dubbio e lo scetticismo. Finora i soli argomenti impiegati
nei confronti di chi contesta la storia ufficiale sono stati il rifiuto
della discussione, l'attentato, la censura e la repressione.


Artamano

unread,
Jan 10, 2008, 4:19:07 PM1/10/08
to

"Michele" <nospam...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:4778c3c6$0$10616$4faf...@reader2.news.tin.it...

> certo, perchè sapevano benissimo che in un domani la stessa accusa
> poteva essere usata contro di loro.
>

> - Quindi è stato usato lo stesso peso e la stessa misura per tutti. Come
> dicevo. Questo è ciò che conta.

no,giudice e accusa di fatto coincidevano.Un vero processo assicura
obiettività e imparzialità ad accusa e difesa.


> - Sottolineerei che avendo gli Alleati processati i capi nazisti, tra le
> altre cose, per crimini contro l'umanità, sono stati successivamente
> accusati di aver creato una legge retroattiva (senza tener conto del fatto
> che i singoli atti che costituivano crimini contro l'umanità erano
> comunque anche crimini d'altro tipo). Avendoli processati per crimini di
> guerra per i quali esistevano prove deboli e discutibili (di provenienza
> sovietica), sono stati accusati di aver condannato i rei in un processo
> farsa.
> Il tutto, perchè hanno processato i capi nazisti per tutti i crimini che
> avevano commesso.

crimini che non erano altro che atti di guerra.Compiuti da tutte le parti in
guerra.


Artamano

unread,
Jan 10, 2008, 5:20:25 PM1/10/08
to

"Michele" <nospam...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:477b52af$0$10619$4faf...@reader2.news.tin.it...

>
> "Arduino" <ar...@nomail.it> ha scritto nel messaggio

> Giusto. Tra l'altro va precisato che a Berlino combatterono fino alla fine

> alcuni sparuti elementi della divisione SS francese, sostanzialmente
> perchè sapevano bene di essere dei traditori e che sarebbero stati
> trattati come tali se si arrendevano. Ovviamente il 99,9% dei difensori di
> Berlino non era francese.
> Tramutare questa situazione in "Berlino era difesa da volontari francesi"
> è un bel salto dell'immaginazione; la "nazione Europa" esisteva come dici
> nella propaganda nazista di fine guerra e in quella neonazista di oggi,
> non nella realtà delle cose.

la metà delle SS non era tedesca.
E per quanto i volontari francesi fossero una minoranza erano una divisione
di combattenti che combattè fino all'annientamento e fino all'ultimo giorno.
Quanti erano in realtà i partigiani?
Quanti i veri combattenti e fin dal primo giorno?


.sergio.

unread,
Jan 4, 2008, 5:36:03 AM1/4/08
to

già.
E chissa' se il camerata Antonio Pinter aka il goebbelsuccio
tonibaruch ha mai sentito parlare di queste stragi di civili
palestinesi perpetrate insieme ai TK che lui santifica ogni giorno :

18 Sept. 2007: Precedent - Independent committee to examine the July
2002 targeted killing of Salah Shahadeh

In a hearing before the High Court of Justice on a petition submitted
in 2003 by Yoav Hess and the organization Yesh Gvul, the state
consented to establish an independent committee to investigate the
case. The consent comes in the wake of the High Court's ruling on a
separate petition opposing the IDF's targeted-killing policy, which
stated that in cases in which civilians are killed, an objective,
after-the-fact investigation of the action should be made.

In July 2007, following the above High Court ruling, B'Tselem wrote to
the attorney general and demanded the establishment of an independent
investigative apparatus to examine every targeted killing that results
in the death or injury of Palestinians not involved in the
hostilities.

In another petition, filed by B'Tselem and the Association for Civil
Rights in Israel in 2003 and still pending, the petitioners requested
that the court require the Judge Advocate General's Office to order a
Military Police investigation into every case in which IDF soldiers
kill a Palestinian civilian who is not involved in the hostilities.

0 new messages