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Secolo Lungo / Secolo Breve

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Piuma

unread,
Sep 21, 2006, 11:00:27 AM9/21/06
to
Ciao!
Sto preparando l'esame di Storia Contemporanea e ho
trovato queste definizioni alternative relativamente all' '800
e al '900...
Credo che il Novecento sia stato chiamato cosě da Eric
Hobsbawm, ma vorrei comprenderne bene i motivi, che
finora non sono riuscito ad individuare... :-)

Allo stesso tempo, qualcuno sa gentilmente spiegarmi
il motivo della denominazione "secolo lungo" per l'800?
Grazie infinite in anticipo, Ciao!
Piuma

Rocky3

unread,
Sep 21, 2006, 5:39:33 PM9/21/06
to
Il Thu, 21 Sep 2006 16:00:27 +0100, Piuma ha scritto:

> Credo che il Novecento sia stato chiamato così da Eric


> Hobsbawm, ma vorrei comprenderne bene i motivi, che
> finora non sono riuscito ad individuare... :-)

Non sono assolutamente un esperto, ma sapevo questo:
per "Novecento" si intende il periodo che va dallo scoppio della Prima
Guerra Mondiale (1914) al crollo del muro di Berlino (1989 se non sbaglio).
Sono poco più di settant'anni, per questo si parla di secolo "breve".

> Allo stesso tempo, qualcuno sa gentilmente spiegarmi
> il motivo della denominazione "secolo lungo" per l'800?

Ciò che normalmente passa sotto il nome di "Ottocento", invece, è compreso
tra la Rivoluzione Francese (non saprei se includerla o escluderla)... e lo
scoppio della Prima guerra Mondiale. Sono più di centoventi anni... di qui
il nome "secolo lungo".
Spero che qualcuno possa spiegarti più in dettaglio, se occorre ;-).
Ciao!

Rocky3


--
"Il sapere e la ragione parlano, l'ignoranza ed il torto urlano".

Arturo Graf / Indro Montanelli / Anonimo

Piuma

unread,
Sep 22, 2006, 6:05:16 AM9/22/06
to

"Rocky3" <pr...@prova.com> ha scritto nel messaggio

> Non sono assolutamente un esperto, ma sapevo questo:
> per "Novecento" si intende il periodo che va dallo scoppio della Prima
> Guerra Mondiale (1914) al crollo del muro di Berlino (1989 se non
> sbaglio). Sono poco più di settant'anni, per questo si parla di
> secolo "breve".

Innanzitutto ti ringrazio moltissimo per avermi risposto! :-)

> Ciò che normalmente passa sotto il nome di "Ottocento", invece, è compreso
> tra la Rivoluzione Francese (non saprei se includerla o escluderla)... e
> lo scoppio della Prima guerra Mondiale. Sono più di centoventi anni...
> di qui > il nome "secolo lungo".

Capisco... Vedi, io ho chiesto qui perchè avevo trovato questa
definizione in Rete:

" Se il Novecento è stato definito da Eric Hobsbawm che fa
durare il XX secolo dal 1914 al 1989-1991 (il «secolo breve»),
l'Ottocento è sicuramente un "secolo lungo", che si apre ancora
con parrucche incipriate, abati e cagnolini (la rivoluzione francese
precede di un decennio la fine del secolo ma arriva in Italia
proprio sul finire) e si chiude con tutti i segni della società
di massa contemporanea. "

...però a parte l'ampollosità, è una spiegazione quasi
sociologico-modaiola, non so, non mi pare il caso di andare
da un docente a parlare di cagnolini e parrucche... ci può
essere *sicuramente* anche questo -a contorno- ma, pensavo,
ci deve essere qualcosa di più centrale per definire un Secolo
in tale modo...

La tua risposta mi è utile, sicuramente ne farò tesoro per la
mia preparazione, anche se io pensavo... "ma come, nel
Novecento abbiamo ben 2 guerre mondiali, tanto che qualcuno
parla addirittura di 'Nuova Guerra dei 30 anni europea' passando
dalla prima alla seconda GM senza soluzione di continuità, e
invece il Secolo Lungo è quello precedente???"

Sicuramente i miei sono i classici dubbi di chi non sa, ma cerco
di ragionare sulle cose, in modo da lasciare in testa qualcosa
e non solo il mero voto buono o cattivo dell'esame... :-)

> Spero che qualcuno possa spiegarti più in dettaglio, se
> occorre ;-). Ciao!

Se qualcuno aggiungerà i suoi pensieri sarà il benvenuto! :-)
Piuma

guardrail

unread,
Sep 25, 2006, 4:18:40 PM9/25/06
to

"Piuma" > ha scritto nel messaggio
>
> "Rocky3"> ha scritto nel messaggio

Credo sia meglio citare qualche opinione d'esperti prima di pronunciarsi
con i propri «pensieri» ;-)

Partiamo con il "secolo lungo"? Eppure tu, "Rocky3", hai frequentato
FISM nel momento d'oro [quando c'ero :-)] e quindi non avresti dovuto
farti scappare l'occasione di rispolverarlo!!! :-)
Comunque date un'occhiata qui:
"Il secolo lungo di Richer"
http://www.df.unipi.it/~rossi/Richer_crono_intro.html

La storia ha sempre avuto bisogno di una «periodizzazione».
Antichità, medioevo, età moderna, età contemporanea: questi sono i grandi
periodi in cui «noi» oggi dividiamo la storia. Codificata da generazioni di
manuali questa periodizzazione ha assunto carattere di ovvietà. Proprio per
questo vale la pena di discuterne, almeno brevemente, e di esplicitare, in
via preliminare, la filosofia della storia che è implicita in questa
periodizzazione. Per molti secoli l'Occidente cristiano ne adottò un'altra,
fondata sull'autorità della profezia di Daniele e strutturata sulla
successione delle quattro monarchie: assiro-babilonese, persiana, greca e
romana. Coniugandosi con l'idea della translatio imperii, secondo cui
l'impero non subisce nel corso della sua durata nessun mutamento so
stanziale, ma solo si trasmette da un popolo all'altro, e variamente
combinandosi con le sei età indicate da Agostino*, essa esercitò una
grande influenza sugli autori di storie universali almeno fino al
XVI-XVII secolo.
Ma a partire dal XIV secolo si era affacciata una diversa periodizzazione,
imperniata sullo schema: epoca esemplare, decadenza, rinascita.
Anche se poi utilizzato dai protestanti per inquadrare la storia del cri
stianesimo, questo schema umanista si riferiva inizialmente alle arti.

E sulla base di esso che per esempio il Vasari distingueva tre epoche nella
storia del mondo: la prima giunta fino a Costantino, la seconda, di
decadenza, fino al XIII secolo e la terza, quella attuale, dopo la
rinascita. L'idea di un tempo ciclico che sembra sottintesa in questa
periodizzazione è però, già nel Vasari, complicata dall'ammissione che forse
i moderni potranno addirittura superare gli antichi.


*La successione delle età, modellata sui sei giorni della creazione ed
irrobustita dall'analogia con le età della vita umana, era per Agostino la
seguente:
la prima, da Abramo a Noè, corrispondente all'infanzia dell'umanità;
la seconda, fino ad Abramo, alla puerizia;
la terza, fino a Davide, all'adolescenza;
la quarta, fino alla cattività babilonese, alla giovinezza;
la quinta, fino a Cristo, alla maturità;
la sesta, dopo Cristo, alla vecchiaia dell'uomo antico ed alla nascita
dell'uomo nuovo.

Ed ora andiamo a "Il secolo breve", Mondadori, Milano 1995

Eric J. Hobsbawn ha provveduto a fornirci un bilancio del "secolo breve"
citando un dato statistico convincente a farci apparire quella che egli
definisce «l'età degli estremi» come una vera e propria epoca di barbarie:
tra la prima guerra mondiale e la fine degli anni '80, le vittime di tutte
le guerre, i genocidi e le violenze politiche di varia natura arrivano a
poco meno di 200 milioni.
Vera o approssimativa questa cifra è quanto meno sbalorditiva e nes
suno che si occupi di storia, foss'anche uno studente ai primi approcci,
non può fare a meno di occuparsene e di preoccuparsi.

Però tale cifra si ferma al 1990, non prende quindi in considerazione le
vittime della guerra del Golfo Persico, né quelle della "guerra civile"
nell'ex Jugoslavia e neppure il mezzo milione di morti del genocidio nel
Ruanda, e volutamente non cito altri accadimenti post '90 per non sca
tenare le solite battaglie politiche che in questo ng sono all'ordine del
giorno.
Secondo una stima di Hobsbawm, ciò corrisponde all'incirca al 9 per cento
della popolazione mondiale alla vigilia della Grande guerra.

Per avere un'immagine più concreta di cosa possano significare tali dati, si
potrebbe pensare alla cancellazione dagli uffici anagrafici tutta la
popolazione della Francia, della Germania e...(ahimè!) dell'Italia.
Credo che in tal maniera la nozione di "barbarie moderna" si potrà fissare
nelle nostre menti in maniera indelebile.

Conclusione.
La barbarie continua con maggiore ferocia ed il "secolo breve" si sta
allungando. Troppo... purtroppo. Quindi la definizione di Eric
J. Hobsbawn non ha più ragione d'esistere. O no?

Ciao
Guardrail


Piuma

unread,
Sep 26, 2006, 7:43:26 AM9/26/06
to

"guardrail" <pi...@topolino.net> ha scritto nel messaggio

> Comunque date un'occhiata qui:
> "Il secolo lungo di Richer"
> http://www.df.unipi.it/~rossi/Richer_crono_intro.html

> Ed ora andiamo a "Il secolo breve", Mondadori, Milano 1995

> Conclusione.


> La barbarie continua con maggiore ferocia ed il "secolo breve" si sta
> allungando. Troppo... purtroppo. Quindi la definizione di Eric
> J. Hobsbawn non ha più ragione d'esistere. O no?

Interessantissimo! Ti ringrazio per avermi fornito altre angolazioni
di pensiero sui quali posso provare a sviluppare dei percorsi di
studio futuri, anche al di là della (sospirata) laurea! :-)

Prendo nota di tutto con furiosi copia-incolla per poi crearmi un
piccolo dossier che mi terrò a disposizione su questo specifico
aspetto, visto il mio curriculum di studi, che è appunto quello
Moderno-Contemporaneo.

Grazie ancora a tutti. Ciao!
Piuma

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