Sulla figura dell'eroe etrusco Mastarna, e sulla sua identificazione
con il tradizionale re romano Servio Tullio, proposta dall'imperatore
"etruscologo" Claudio, si � scritto tantissimo. Per�, a causa della
limitatezza delle fonti, che sostanzialmente si riducono a due
principali, appunto l'orazione claudiana e i celebri affreschi della
"Tomba Fran�ois" di Vulci, rimossi e spostati nel palazzo Torlonia a
Roma, numerosi rimangono i problemi irrisolti, se non addirittura i
misteri ad essa relativi.
1) Orazione Claudiana
Ci � stata tramandata attraverso un'epigrafe bronzea ritrovata a
Lione:
http://db.edcs.eu/epigr/epi_it.php (digitare mastarna in campo
di ricerca 1).
Nella parte piuttosto breve che parla di Mastarna, si tratta di una
citazione dotta all'interno di un'orazione mirante a giustificare la
concessione della cittadinanza a non romani, dice (scusare mia
traduzione piuttosto zoppicante):
<< ...Servio Tullio, se seguiamo i nostri [autori] figlio della madre
prigioniera Ocresia, se seguiamo quelli Etruschi una volta sodale
fedelissimo di Vibenna e compagno di ogni sua avventura [o anche:
sventura] dopo che respinto con alterne fortune insieme a tutti i
resti dell'esercito Celiano [di Celio Vibenna] usc� dall'Etruria,
occup� il monte Celio (che venne cosi chiamato dal nome del suo
comandante Celio) [Cio� uno dei classici sette colli di Roma] e
cambiato il proprio nome (infatti in etrusco veniva chiamato Mastarna)
fu cos' chiamato, come dissi [Servio Tullio] ed ottenne il regno con
grandissimo vantaggio dello stato...>>
Il primo, evidente problema, � la totale discordanza con la versione
tradizionale della storiografia latina che fa appunto di Servio Tullio
il figlio della consorte di un importante nobile latino di nome Tullio
(ma il nome Tullius � anche etrusco) fatta prigioniera e tenuta come
schiava nella reggia del re tradizionale Tarquinio Prisco. Importante
� il fatto che in alcune versioni Ocresia rimane incinta
miracolosamente, ad opera di un fallo misterioso che compare nel fuoco
sacrale della Reggia. Questa nascita miracolosa lo apparenta parecchio
a Romolo (oltre alla versione della nascita di Romolo da Marte ne
esistono altre pi� prossime alla leggenda di Servio Tullio) e Varrone
del resto fa di Celio Vibenna e di suo fratello Aulo, i due eroi di
Vulci che presumibilmente avevano una parte importante nella
storiografia Etrusca, della quale purtroppo non ci resta nulla di
diretto, solo citazioni e nomi di testi, due amici ed alleati *di
Romolo* nella guerra contro i Sabini, giustificando cos� la
derivazione del nome del monte Celio da Vibenna e il fatto che secondo
lui il Celio era abitato da Etruschi sin dai tempi di Romolo stesso e
facendo risalire a questa cosa il culto particolarmente spiccato del
dio Vertumnus da parte degli abitanti del Vicus Tuscus. Tacito invece
collega come Claudio i Vibenna a Servio Tullio.
Comunque sia, tutto ci� suggerisce che i Vibenna fossero in qualche
modo collegati ad una figura di "fondatore" di Roma, che si trattasse
o dell'originale fondatore mitico o di un "nuovo fondatore", cio� di
una figura cos� importante ed innovativa (la constitutio serviana
costituisce di fatto una riorganizzazione radicale della citt�) da
ereditare alcuni caratteri importanti del fondatore mitico, compresa
la nascita sovrannaturale.
Da notare che nella versione latina una parte importante nell'ascesa
di Servio Tullio/Mastarna al trono ce l'ha una donna etrusca
anch'essa, Tanaquilla la moglie di Tarquinio Prisco e quasi una maga
(esperta di aruspicina eccetera, tanto che alcuni sostengono trattarsi
dell'ipostasi di una divinit� femminile, forse di quella Dea Fortuna a
cui si tramanda che Servio Tullio abbia costruito un tempio, sebbene
il nome sia attestato eccome, e sorpresa! una Tanaquil sia sepolta
proprio nella tomba Fran�ois). Questa donna, una volta che il marito �
stato ucciso in un complotto ordito dai figli di Anco Marzio riesce a
organizzare l'elezione a re di Servio Tullio nascondendo la morte di
Tarquinio e sostenendo che Servio � stato nominato reggente dal re
ferito ed invisibile in modo da abituare il popolo al suo potere prima
di annunciarne la morte.
A parte tutto questo garbuglio di difficile interpretazione, i
problemi sono numerosi: non sappiamo quasi nulla di Aulo e Celio
Vibenna e del loro ciclo di storia e leggenda, solo che erano di
Vulci, che presero parte ad una guerra sfortunata (alcuni elementi
sono ricavabili dagli affreschi tombali ma ne parler� dopo), che Celio
(o secondo altri Aulo) morirono, che secondo alcuni si tratt� di una
guerra tra di due fratelli, che secondo altri Mastarna entr� in
dissenso con Aulo dopo la morte di Celio e lo uccise, e poco pi�.
Non sappiamo nemmeno con sicurezza se Mastarna fosse davvero un nome o
magari un titolo (etr. mastercna, da cui deriverebbe il latino
magister") e cosa indicasse questo titolo. Un linguista del calibro di
Pallottino sostiene che il suffisso -na indicasse una condizione
servile, e che mastarna significhi quindi "servo del magister", il che
comporta una suggestiva analogia con il nome "Servio" che indica
anch'esso una condizione servile (nella versione latina implicata dal
fatto di esser figlio di una schiava, per quanto di nobili origini)-
Tuttavia potrebbe anche essere il titolo di un importante e libero
collaboratore del re. La definizione "sodale fedelissimo" non ci dice
molto sull'effettiva condizione sociale di Mastarna. E' stata
anch'essa oggetto di accurati studi (
http://www.academia.edu/985316/Ancora_su_Mastarna_sodalis_fidelissimus
) che la mettono in correlazione con l'antichissima istituzione della
"sodalitas" un tipo di legame gentilizio e militare che in qualche
modo precorre il rapporto cliente-patrono, ma che all'epoca poteva
intercorrere sia tra personaggi di pari rango sia tra personaggi di
rango molto differente tra loro. Per inciso, il termine pare un calco
linguistico di una frase ricorrente in greco, e che spesso coinvolge
figure di rango nobiliare e tirannico. Questa apre la possibilit� che
Claudio nella sua orazione citasse o avesse in mente una fonte Greca,
in quanto testi greci anche antichi sugli Etruschi erano ben
conosciuti all'epoca.
2) Tomba Fran�ois
http://tinyurl.com/bsfn5bu
Tomba di Vulci, scoperta nell'Ottocento dal celebre archeologo
omonimo, deve la sua importanza estrema all'affresco che rappresenta
un evento probabilmente molto celebre dell'epopea di Mastarna e di
Celio Vibenna.
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/4e/TombeFrancoisRuspi.jpg
(copia ottocentesca)
Quest'ultimo (Caile Vipinas), prigioniero, viene liberato da Mastarna
(Macstrna), mentre intorno compagni dei due eroi, probabilmente tutti
di Vulci, tra essi Aulo Vibenna (Aule Vipinas) fratello di Celio,
uccidono dei nemici, dei quali oltre al nome vengono dati la localit�
di provenienza: Volsinii, Sovana etc. L'unico nemico ucciso
proveniente da Roma (Rumach) � l'ultimo a destra, � anch'esso un
etrusco, un Tarquinio, Cnaeve Tarchunies.
L'identificazione tra Cnaeve Tarchunies e Tarquinio Prisco �
ovviamente molto suggestiva, e getterebbe una luce tutta nuova sulla
leggenda di Servio Tullio, ma in realt�, secondo me, non ci sono
elementi sufficienti per porla, i Tarquinii ovviamente dovevano
abbondare a Roma.
Si tende ad identificare l'affresco come una prova della guerra tra
Etruschi e Romani che si sarebbe conclusa con la conquista di Roma da
parte di Servio Tullio, ma secondo me ci sono numerosi obiezioni.
La prima, la pi� importante, � che gli uccisi sono tutti etruschi, e
solo uno proviene da Roma. Questo a me suggerisce pi� una situazione
di guerra tra etruschi che non tra etruschi e Roma, n� la presenza di
un Tarquinio di Roma comporta necessariamente che Roma fosse in
guerra, potrebbe benissimo trattarsi di un nobile isolato, o di una
gens accorsa a prender parte al conflitto.
Secondo di poi, a me l'affresco suggerisce pi� una situazione tipo
faida che non una battaglia: degli uccisi solo uno � armato, e anche
quello in armatura non sembra disporre di armi offensive.
Come prova di uno spiccato antiromanismo dell'affresco si porta la
raffigurazione dell'uccisione di priginoieri troiani da parte di
guerrieri greci nell'apparato pittorico della tomba, Troia = Roma etc
.Tuttavia, a parte il fatto che motivi "antitroiani" sono presenti
nelle tombe etrusche, e assumono a volte motivi francamente
gortteschi, come nel ciclo pittorico che rappresenta Achille
all'agguato di un Troilo giovinetto a cavallo, che finisce per
sodomizzarlo (non rammento la tomba, ma l'ho visto di persona)
l'intero ciclo, che presenta anche Eteocle e Polinice che si uccidono
tra loro, potrebbe benissimo essere incentrato sul tema di una guerra
fratricida e, se la mia interpretazione dell'affresco di Mastarna �
corretta, dell'uccisione dei prigionieri che essa comporta.
In altri termini, potrebbe benissimo trattarsi di un episodio
dell'epopea di Vibenna e dei Mastarna che non ha connessioni diretta
con quello della presa del potere da parte di Servio Tullio.
Quanto al fatto che nella tomba Fran�ois sarebbe sepolta, o almeno
rammentata in un'iscrizione una Tanaquilla, l'ho letto in un'articolo
mentre facevo questa ricerca, ma sinceramente non ricordo pi� se era
una fonte affidabile, ed in ogni caso ora mi fa fatica cercarla di
nuovo :-)
Anche se fosse, mi pare ovvio che per quanto suggestiva si tratterebbe
di una coincidenza di difficilissima intepretazione.
Saluti da Bhisma
--
...e il pensier libero, � la mia f�!