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Mastarna chi era costui?

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Bhisma

unread,
Feb 28, 2013, 6:56:53 AM2/28/13
to
Sulla figura dell'eroe etrusco Mastarna, e sulla sua identificazione
con il tradizionale re romano Servio Tullio, proposta dall'imperatore
"etruscologo" Claudio, si � scritto tantissimo. Per�, a causa della
limitatezza delle fonti, che sostanzialmente si riducono a due
principali, appunto l'orazione claudiana e i celebri affreschi della
"Tomba Fran�ois" di Vulci, rimossi e spostati nel palazzo Torlonia a
Roma, numerosi rimangono i problemi irrisolti, se non addirittura i
misteri ad essa relativi.


1) Orazione Claudiana

Ci � stata tramandata attraverso un'epigrafe bronzea ritrovata a
Lione: http://db.edcs.eu/epigr/epi_it.php (digitare mastarna in campo
di ricerca 1).
Nella parte piuttosto breve che parla di Mastarna, si tratta di una
citazione dotta all'interno di un'orazione mirante a giustificare la
concessione della cittadinanza a non romani, dice (scusare mia
traduzione piuttosto zoppicante):

<< ...Servio Tullio, se seguiamo i nostri [autori] figlio della madre
prigioniera Ocresia, se seguiamo quelli Etruschi una volta sodale
fedelissimo di Vibenna e compagno di ogni sua avventura [o anche:
sventura] dopo che respinto con alterne fortune insieme a tutti i
resti dell'esercito Celiano [di Celio Vibenna] usc� dall'Etruria,
occup� il monte Celio (che venne cosi chiamato dal nome del suo
comandante Celio) [Cio� uno dei classici sette colli di Roma] e
cambiato il proprio nome (infatti in etrusco veniva chiamato Mastarna)
fu cos' chiamato, come dissi [Servio Tullio] ed ottenne il regno con
grandissimo vantaggio dello stato...>>

Il primo, evidente problema, � la totale discordanza con la versione
tradizionale della storiografia latina che fa appunto di Servio Tullio
il figlio della consorte di un importante nobile latino di nome Tullio
(ma il nome Tullius � anche etrusco) fatta prigioniera e tenuta come
schiava nella reggia del re tradizionale Tarquinio Prisco. Importante
� il fatto che in alcune versioni Ocresia rimane incinta
miracolosamente, ad opera di un fallo misterioso che compare nel fuoco
sacrale della Reggia. Questa nascita miracolosa lo apparenta parecchio
a Romolo (oltre alla versione della nascita di Romolo da Marte ne
esistono altre pi� prossime alla leggenda di Servio Tullio) e Varrone
del resto fa di Celio Vibenna e di suo fratello Aulo, i due eroi di
Vulci che presumibilmente avevano una parte importante nella
storiografia Etrusca, della quale purtroppo non ci resta nulla di
diretto, solo citazioni e nomi di testi, due amici ed alleati *di
Romolo* nella guerra contro i Sabini, giustificando cos� la
derivazione del nome del monte Celio da Vibenna e il fatto che secondo
lui il Celio era abitato da Etruschi sin dai tempi di Romolo stesso e
facendo risalire a questa cosa il culto particolarmente spiccato del
dio Vertumnus da parte degli abitanti del Vicus Tuscus. Tacito invece
collega come Claudio i Vibenna a Servio Tullio.
Comunque sia, tutto ci� suggerisce che i Vibenna fossero in qualche
modo collegati ad una figura di "fondatore" di Roma, che si trattasse
o dell'originale fondatore mitico o di un "nuovo fondatore", cio� di
una figura cos� importante ed innovativa (la constitutio serviana
costituisce di fatto una riorganizzazione radicale della citt�) da
ereditare alcuni caratteri importanti del fondatore mitico, compresa
la nascita sovrannaturale.
Da notare che nella versione latina una parte importante nell'ascesa
di Servio Tullio/Mastarna al trono ce l'ha una donna etrusca
anch'essa, Tanaquilla la moglie di Tarquinio Prisco e quasi una maga
(esperta di aruspicina eccetera, tanto che alcuni sostengono trattarsi
dell'ipostasi di una divinit� femminile, forse di quella Dea Fortuna a
cui si tramanda che Servio Tullio abbia costruito un tempio, sebbene
il nome sia attestato eccome, e sorpresa! una Tanaquil sia sepolta
proprio nella tomba Fran�ois). Questa donna, una volta che il marito �
stato ucciso in un complotto ordito dai figli di Anco Marzio riesce a
organizzare l'elezione a re di Servio Tullio nascondendo la morte di
Tarquinio e sostenendo che Servio � stato nominato reggente dal re
ferito ed invisibile in modo da abituare il popolo al suo potere prima
di annunciarne la morte.

A parte tutto questo garbuglio di difficile interpretazione, i
problemi sono numerosi: non sappiamo quasi nulla di Aulo e Celio
Vibenna e del loro ciclo di storia e leggenda, solo che erano di
Vulci, che presero parte ad una guerra sfortunata (alcuni elementi
sono ricavabili dagli affreschi tombali ma ne parler� dopo), che Celio
(o secondo altri Aulo) morirono, che secondo alcuni si tratt� di una
guerra tra di due fratelli, che secondo altri Mastarna entr� in
dissenso con Aulo dopo la morte di Celio e lo uccise, e poco pi�.

Non sappiamo nemmeno con sicurezza se Mastarna fosse davvero un nome o
magari un titolo (etr. mastercna, da cui deriverebbe il latino
magister") e cosa indicasse questo titolo. Un linguista del calibro di
Pallottino sostiene che il suffisso -na indicasse una condizione
servile, e che mastarna significhi quindi "servo del magister", il che
comporta una suggestiva analogia con il nome "Servio" che indica
anch'esso una condizione servile (nella versione latina implicata dal
fatto di esser figlio di una schiava, per quanto di nobili origini)-
Tuttavia potrebbe anche essere il titolo di un importante e libero
collaboratore del re. La definizione "sodale fedelissimo" non ci dice
molto sull'effettiva condizione sociale di Mastarna. E' stata
anch'essa oggetto di accurati studi (
http://www.academia.edu/985316/Ancora_su_Mastarna_sodalis_fidelissimus
) che la mettono in correlazione con l'antichissima istituzione della
"sodalitas" un tipo di legame gentilizio e militare che in qualche
modo precorre il rapporto cliente-patrono, ma che all'epoca poteva
intercorrere sia tra personaggi di pari rango sia tra personaggi di
rango molto differente tra loro. Per inciso, il termine pare un calco
linguistico di una frase ricorrente in greco, e che spesso coinvolge
figure di rango nobiliare e tirannico. Questa apre la possibilit� che
Claudio nella sua orazione citasse o avesse in mente una fonte Greca,
in quanto testi greci anche antichi sugli Etruschi erano ben
conosciuti all'epoca.


2) Tomba Fran�ois
http://tinyurl.com/bsfn5bu

Tomba di Vulci, scoperta nell'Ottocento dal celebre archeologo
omonimo, deve la sua importanza estrema all'affresco che rappresenta
un evento probabilmente molto celebre dell'epopea di Mastarna e di
Celio Vibenna.
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/4e/TombeFrancoisRuspi.jpg
(copia ottocentesca)
Quest'ultimo (Caile Vipinas), prigioniero, viene liberato da Mastarna
(Macstrna), mentre intorno compagni dei due eroi, probabilmente tutti
di Vulci, tra essi Aulo Vibenna (Aule Vipinas) fratello di Celio,
uccidono dei nemici, dei quali oltre al nome vengono dati la localit�
di provenienza: Volsinii, Sovana etc. L'unico nemico ucciso
proveniente da Roma (Rumach) � l'ultimo a destra, � anch'esso un
etrusco, un Tarquinio, Cnaeve Tarchunies.
L'identificazione tra Cnaeve Tarchunies e Tarquinio Prisco �
ovviamente molto suggestiva, e getterebbe una luce tutta nuova sulla
leggenda di Servio Tullio, ma in realt�, secondo me, non ci sono
elementi sufficienti per porla, i Tarquinii ovviamente dovevano
abbondare a Roma.
Si tende ad identificare l'affresco come una prova della guerra tra
Etruschi e Romani che si sarebbe conclusa con la conquista di Roma da
parte di Servio Tullio, ma secondo me ci sono numerosi obiezioni.
La prima, la pi� importante, � che gli uccisi sono tutti etruschi, e
solo uno proviene da Roma. Questo a me suggerisce pi� una situazione
di guerra tra etruschi che non tra etruschi e Roma, n� la presenza di
un Tarquinio di Roma comporta necessariamente che Roma fosse in
guerra, potrebbe benissimo trattarsi di un nobile isolato, o di una
gens accorsa a prender parte al conflitto.
Secondo di poi, a me l'affresco suggerisce pi� una situazione tipo
faida che non una battaglia: degli uccisi solo uno � armato, e anche
quello in armatura non sembra disporre di armi offensive.
Come prova di uno spiccato antiromanismo dell'affresco si porta la
raffigurazione dell'uccisione di priginoieri troiani da parte di
guerrieri greci nell'apparato pittorico della tomba, Troia = Roma etc
.Tuttavia, a parte il fatto che motivi "antitroiani" sono presenti
nelle tombe etrusche, e assumono a volte motivi francamente
gortteschi, come nel ciclo pittorico che rappresenta Achille
all'agguato di un Troilo giovinetto a cavallo, che finisce per
sodomizzarlo (non rammento la tomba, ma l'ho visto di persona)
l'intero ciclo, che presenta anche Eteocle e Polinice che si uccidono
tra loro, potrebbe benissimo essere incentrato sul tema di una guerra
fratricida e, se la mia interpretazione dell'affresco di Mastarna �
corretta, dell'uccisione dei prigionieri che essa comporta.
In altri termini, potrebbe benissimo trattarsi di un episodio
dell'epopea di Vibenna e dei Mastarna che non ha connessioni diretta
con quello della presa del potere da parte di Servio Tullio.
Quanto al fatto che nella tomba Fran�ois sarebbe sepolta, o almeno
rammentata in un'iscrizione una Tanaquilla, l'ho letto in un'articolo
mentre facevo questa ricerca, ma sinceramente non ricordo pi� se era
una fonte affidabile, ed in ogni caso ora mi fa fatica cercarla di
nuovo :-)
Anche se fosse, mi pare ovvio che per quanto suggestiva si tratterebbe
di una coincidenza di difficilissima intepretazione.


































Saluti da Bhisma

--
...e il pensier libero, � la mia f�!

Bhisma

unread,
Feb 28, 2013, 6:44:00 PM2/28/13
to
On Thu, 28 Feb 2013 12:56:53 +0100, Bhisma <af.b...@gmail.com>
wrote:

> .Tuttavia, a parte il fatto che motivi "antitroiani" sono presenti
>nelle tombe etrusche, e assumono a volte motivi francamente
>gortteschi, come nel ciclo pittorico che rappresenta Achille
>all'agguato di un Troilo giovinetto a cavallo, che finisce per
>sodomizzarlo (non rammento la tomba, ma l'ho visto di persona)

Al solito, la mia memoria fa un po' acqua.

La tomba esiste effettivamente, è quella cosiddetta dei Tori a
Tarquinia, ed è un esempio di arte arcaica etrusca, metà del VI secolo
che però già risente di motivi e stilemi greci, soprattutto Ionici.
http://ancientrome.ru/art/artwork/paint/etr/p0006.jpg
Tuttavia, nel pilastro centrale è raffigurato effettivamente l'agguato
di Achille a Troilo, vicino al pozzo sacro ad Apollo in un'area sacra,
(e sopra una serie di alberi che essendo rappresentati nelle varie
forme stagionali, ed adornati da una ghirlanda e da una sorta di
"sciarpa" a carattere funerario, in quanto analoga a quella portata in
volo dalle "lase" sul defunto in altre rappresentazioni, hanno
probabilmente un carattere di simbologia scorrere della vita - morte)
http://www.maravot.com/Etruscan_mural_achilles.gif
Mentre le immagini nel lungo fregio sovrastante, un rapporto sessuale
tra maschi a destra, apparentemente minacciati da un toro con faccia
d'uomo http://www.romansociety.org/typo3temp/pics/2_d1b78ee54e.jpg
e tra un uomo e una donna che giace sulla schiena di un altro uomo a
sinistra http://www.stanford.edu/~evans/Etruscans/images/bullsb.jpg
non necessariamente sono riconducibili a Troilo stesso.
Quindi l'eventuale carattere grottesco che mi ricordavo io, una specie
di "facciamo l'amore non la guerra" antelitteram, è quasi certamente
del tutto sballato, sia per l'apparato funerario degli alberi, che
sembra connesso alla morte dell'eroe, sia per quello del frontone, che
rappresenta un uomo a cavallo che fugge inseguito da un altro toro,
senza rendersi conto che sta per finire in bocca ad una sfinge e ad un
leone alato, che potrebbe benissimo essere un'altra rappresentazione
del destino di morte che attende comunque l'uomo.
In ogni caso, però, il mito di Troilo ed Achille ha diverse varianti,
che si concludono tutte con la morte dell'eroe giovinetto, e la
maledizione di Apollo su Achille che sta all'origine della sua
uccisione da parte di Paride grazie alla rivelazione del dio sulla
fatale non invulnerabilità del suo tallone.
In alcune versioni si tratta di una rivelazione del dio in punizione
di aver ucciso il giovinetto in un luogo a lui sacro, in altre Achille
è l'amante di Polissena sorella di Troilo ed è lei che per vendetta
rivela a Paride il tallone, in altre ancora Achille cerca l'amore di
Troilo che rifiuta venendo quindi ucciso da Achille. In questo senso,
i gruppi orgiastici raffigurati nel fregio potrebbero comunque
alludere ad una versione particolarmente spinta del mito in cui
Achille sia l'amante di entrambi.
Ma difficilmente spiegabili sono i due tori prossimi agli amanti, ed
il loro diverso atteggiamento. Qualcuno ha voluto vedere in quello
aggressivo del toro di destra una condanna dell'omosessualità
maschile, ma per quanto ne sappiamo gli etruschi, oltre ad essere
ritenuti "immorali" dai loro contemporanei, non la condannavano
nemmeno quando era pubblica, come mostrato dalla tomba delle Bighe,
sempre a Tarquinia.
http://www.mysteriousetruscans.com/theopompus/index.html

Saluti da Bhisma

--
...e il pensier libero, è la mia fé!

Maurizio Pistone

unread,
Mar 1, 2013, 2:50:55 AM3/1/13
to
Bhisma <af.b...@gmail.com> wrote:

> http://www.romansociety.org/typo3temp/pics/2_d1b78ee54e.jpg

colpisce la marcata differenza di colore fra i due personaggi; nelle
convenzioni dell'arte antica, la pelle scura è la caratterizzione del
maschio adulto, la pelle chiara della donna

come si diceva dalle mie parti, il pittore sembra che abbia voluto far
capire anche con il colore quale dei due è "la sposa"

la presenza del toro con i genitali disegnati in evidenza sembra
alludere a qualche rituale sessuale, più che ad una sodomizzazione per
umiliare il nemico vinto

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it

Arkannen

unread,
Mar 1, 2013, 3:47:20 AM3/1/13
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:1kz1o2v.id0lg51moc676N%scri...@mauriziopistone.it...
> Bhisma <af.b...@gmail.com> wrote:
>
>> http://www.romansociety.org/typo3temp/pics/2_d1b78ee54e.jpg
>
> colpisce la marcata differenza di colore fra i due personaggi; nelle
> convenzioni dell'arte antica, la pelle scura è la caratterizzione del
> maschio adulto, la pelle chiara della donna
>
> come si diceva dalle mie parti, il pittore sembra che abbia voluto far
> capire anche con il colore quale dei due è "la sposa"
>
> la presenza del toro con i genitali disegnati in evidenza sembra
> alludere a qualche rituale sessuale, più che ad una sodomizzazione per
> umiliare il nemico vinto
>

L'interpretazione potrebbe anche essere di disapprovazione da parte del
toro, qui in figura di divinità, delle pratiche omosessuali.
Non vorrei sbagliarmi, ma pitture analoghe furono trovate a Creta, dove si
praticava il culto del toro, e ne venne proprio data quell'interpretazione.

..


Bhisma

unread,
Mar 1, 2013, 4:19:46 AM3/1/13
to
On Fri, 1 Mar 2013 09:47:20 +0100, "Arkannen" <mar...@mail.it> wrote:

>L'interpretazione potrebbe anche essere di disapprovazione da parte del
>toro, qui in figura di divinità, delle pratiche omosessuali.

Come già detto, questa interpretazione cozza con quello che sappiamo
della sessualità etrusca.

>Non vorrei sbagliarmi, ma pitture analoghe furono trovate a Creta, dove si
>praticava il culto del toro, e ne venne proprio data quell'interpretazione.

Non ricordo nulla del genere a Creta. Qualche fonte?
.

Bhisma

unread,
Mar 1, 2013, 4:55:18 AM3/1/13
to
On Fri, 1 Mar 2013 08:50:55 +0100, scri...@mauriziopistone.it
(Maurizio Pistone) wrote:

>la presenza del toro con i genitali disegnati in evidenza sembra
>alludere a qualche rituale sessuale, più che ad una sodomizzazione per
>umiliare il nemico vinto

Sì. Il carattere rituale mi sembrerebbe anche suggerito (ma si tratta
di un'illazione mia) dal gruppo a sinistra: il rapporto sessuale con
una donna che "non tocca terra", qui perché adagiata sulla schiena di
un altro uomo, o in altre varianti perché sorretta a mezz'aria da due
uomini, potrebbe avere valenze rituali e magiche.

Più in generale, probabilmente l'intero quadro è rituale e simbolico
più che "volgarmente" orgiastico. L'idea è molto rafforzata sia dalla
presenza del cerchio (o sfera) sovrastato da una croce lungo tutto il
margine inferiore del fregio, che diviene una croce sormontata da un
cerchio lungo il margine superiore dei pilastri [1], sia dal
trattamento simbolico della vegetazione presente.

Mi spingo in là nell'illazione al punto di dire che, forse, quella a
destra è una rappresentazione di sessualità "pandemia", carnale, da
qui l'atteggiamento impetuoso e riproduttivo del toro, mentre quella a
sinistra è "urania", il rapporto con una donna "celeste" perché non
tocca terra, da qui l'atteggiamento tranquillo dell'animale, che
potrebbe anche essere una giovenca [2]

Va da sé che si tratta di mere speculazioni, valide quanto la
supposizione che l'intero fregio rimandi a varianti del mito di
Achille e Troilo a noi sconosciute ed altre possibili.



============================
Note:

[1] Per un possibile significato simbolico di questa decorazione è
suggestivo, anche se non saprei quanto attendibile, questo articolo di
G. Baccolini:
http://www2.fci.unibo.it/~baccolin/tombat/tomba-tori.htm

[2] Ora che ci penso, se è una mucca somiglia in modo impressionante
alle attuali mucche di razza "maremmana" che, secondo ricerche basate
sul DNA, sarebbero state introdotte in Italia proprio dagli Etruschi.

Bhisma

unread,
Mar 1, 2013, 6:52:01 AM3/1/13
to
On Fri, 1 Mar 2013 09:47:20 +0100, "Arkannen" <mar...@mail.it> wrote:

>Non vorrei sbagliarmi, ma pitture analoghe furono trovate a Creta, dove si
>praticava il culto del toro, e ne venne proprio data quell'interpretazione.

Ora che ci penso, mi parrebbe molto strano, visto che a Creta la
pederastia adulto-adolescente era la regola, ed anche formalizzata in
base a parametri religioso-sacrali che ne facevano un'istituzione
irrinunciabile per il passaggio all'età adulta, tanto che correva
l'opinione che si trattasse del luogo di nascita dell'usanza
pederastica greca:

cfr. http://tinyurl.com/d82ub7k per le fonti citate, in particolare
Eforo di Cuma in Strabone.

Resto comunque in attesa delle fonti.
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