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La Madonna pellegrina mutilata

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Arduino

unread,
Oct 6, 2008, 2:23:34 PM10/6/08
to
31 Luglio 1948 ore 23,10: circa tremila persone sono in processione
lungo la via adesso denominata Madonna Pellegrina, ed allora era via del
Circolo, che conduceva da bareggio a San Pietro All'Olmo. Su un carro
tirato da tre cavalli, attorniata da una ventina di bimbe e bimbi di
cinque sei anni, vestiti da angioletti, la stauua della Madonna
Pellegrina, che partita da Monza stava facendo il giro delle parrocchie
della diocesi e che in quel momento veniva appunto trasferita da
Bareggio a San Pietro. Poche decine di metri prima dell'incrocio con via
Piave, a sud della piccola frazione di San Martino, dal buio di un campo
di granoturco, una bomba a mano viene lanciata contro la sacra immagine,
mutilandola di un braccio. La grandine di schegge, si abbatte sui bimbi
e sulle persone vicine al carro. molti sono i feriti, alcuni in modo
grave, il giorno dopo se ne conteranno 31. Quasi per miracolo, i tre
cavalli, sebbene uno colpito da una scheggia, si impennano ma restano
sul posto, altrimenti in pazza fuga avrebbero prodotta altra strage.
I due carabinieri che scortavano la processione, sparano alcune raffiche
verso il granoturco, si gettano ad esplorare il campo, con l'unico
risultato di trovare a circa nove metri dalla strada una sedia, su cui
l'attentatore si era posto per poter meglio mirare (Il mais allora era
più basso di adesso)
Il giorno seguente, febbrili iniziano le indagini mentre i giornali
diffondono la notizia in tutta Italia. (e l'Unità parla di attentato
fascista, citando a prova il fatto che la vedova di Barracu sarebbe
stata ospitata in una villa vicina al paese)
Molte persone, avevano notato due individui, fermi in bicicletta
pressapoco al punto in cui poi era stata lanciata la bomba, che
all'approssimarsi del corteo erano partiti in direzione opposta a
questo, passandogli al fianco. Diversi avevano riconosciuto nei due,
tali Baggini e Colombo (Ometto i nomi perché potrebbe trattarsi di
persone viventi) giovani attivisti comunisti, uno di Bareggio ed uno di
San Pietro. E ad alcuno era venuto in mente di aver sentito il giorno
prima dell'attentato qualche giovane dire: "A San Pedar la madona la
vegnarà no". Interrogati, i due finiscono per confessare, facendo i nomi
dei complici, due secondari: Villa e Fagnani (Questi minorenne) che
avevano partecipato al progetto, ed avevano avuto un ruolo minore nel
portare la sedia ed appostarsi nei pressi per poi allontanarsi non visti
poco prima dell'attentato; e due principali: Porro, autore materiale e
Frattini, ideatore, che era al fianco dell'attentatore al momento del
lancio, Tutti di San Pietro.
I due complici minori, confessano subito, Frattini e Porro negano, anche
se in casa di Porro viene ritrovata una pistola (Che poi risulterà di
Fagnani) ed una bomba a mano Breda, dello stesso tipo di quella usata
per l'attentato. Dopo qualche giorno, Porro finisce per ammettere,
confessando anche di avere seppellito sotto la legnaia un fucile 91/38
con diversi caricatori, altre bombe a mano sia Breda che tedesche, di
cui alcune del Frattini. Ed inoltre sopra la pompa una altra pistola ed
un altra bomba.
Messo a confronto col Porro, anche Frattini finirà per confessare.
I sei sono rinviati a giudizio. Ma circa due settimane dopo, tutti
ritirano le confessioni, affermando che furono estorte; tranne il minorenne.
Il 17 Dicembre 1950, però la corte d'assise di Milano, assolve per
mancanza di prove tutti gli imputati, con la motivazione che venendo a
mancare la confessione, non si poteva escludere che altri, venuti per
caso a conoscenza dell'insano progetto, avessero "rubato" l'idea, per
accaparrarsene la "gloria". Pertanto, vengono tutti scarcerati, tranne
Porro e Frattini per il possesso di armi e perché ritenuti responsabili
di una sparatoria avvenuta il 6 Novembre precedente l'attentato.
Nel Novembre del 1952 la corte di cassazione, annulla la sentenza, e
secondo le leggi di allora, tutti ritornano in carcere. Frattanto, anche
Fagnani, divenuto maggiorenne, aveva ritirato la confessione (Fra
l'altro, aveva ricevuto assieme a Colombo una denuncia come presunto
danneggiatore della cappella che era stata eretta sul posto
dell'attentato (Che causa i continui danneggiamenti si dovette
abbattere) Il 26 Maggio 1953 la nuova sentenza condannò Frattini
(recidivo) a 13 anni e sei mesi. Porro a 12 anni e sei mesi, Colombo
Baggini e Villa a 10 anni e otto mesi, di cui tre condonati, Fagnani a
sette ed un mese, anche per lui con tre di condono. La Cassazione
respinse i ricorsi, per cui le condanne divennero definitive, Ma sul
finire del 1954 un amnistia portò ad un ulteriore riduzione di tre anni
di pena per tutti, e Fagnani ne benificiò per primo uscendo subito dal
carcere. Ma i colpi di scena non erano finiti: L'11 Maggio 1955 il
sindaco accompagnò dal parroco uno "sconosciuto" Era Franz Simon, il
comandante del piccolo presidio tedesco durante la guerra a Bareggio,
che sentito dell'attentato aveva commissionato ad uno sculture una
Madonna in legno, e poi portandola in un contenitore in spalla, era
partito a piedi da Stoccarda, portandola a Roma per farla benedire, e
quindi portata a Bareggio.
Ma il precedente 26 Marzo era avvenuto un fatto ben più inquetante: In
Bareggio, e a macchia d'olio nei paesi vicini, si era diffusa la voce,
riportata con risalto da Unità ed Avanti, la scondo cui il sacrestano
quarantacinquenne, morendo, avrebbe confessato di essere lui l'autore
dell'attentato, che avrebbe compiuto in odio ai partiti di sinistra per
discreditarli. Secondo l'avanti, oltre al parroco sarebbero stati
presenti alla confessione anche il sindaco ed il maresciallo dei
carabinieri.
Però, Sindaco e maresciallo interpellati caddero dalle nuvole. Mentre il
parroco, affermò di non aver neppure confessato il morente perché privo
di conoscenza. Nonostante queste smentite, e nonostante che molti
testimoniassero che il sacrestano era fra quelli che seguivano il corteo
e fra quelli che avevano soccorso i feriti; questa diceria fu fatta
propria dalla sinistra che riuscì perlomeno ad intorpidire le acque.
Tanto che persino a Bareggio e San Pietro pressoché si dimenticò la
versione ufficiale.
Attualmente la Madonno mutilata è custodita nella chiesa di San Martino
e non è oggetto di particolare culto. La statuetta del tedesco è nella
cappella dell'oratorio mascile di Bareggio.
Ad'I
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