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Ne ho già fatto cenno, ma il termine "Iscariota" resta un "unicum"
neotestamentario piuttosto misterioso dal punto di vista linguistico e
tale da meritare un ulteriore approfondimento a sé, perché molto
importante dal punto di vista del significato da attribuire alla
figura di Giuda.
Sulla base di una davvero approfondita disamina testuale e linguistica
puntualmente condotta sulle fonti e con l'ausilio di esperti di
linguistica ebraica, Gianluigi Bastia in un suo articolo molto
convincente trova poco plausibile l'idea che "Iscariota" sia una
derivazione o un travisamento di "sicarius". (Devo dire fra l'altro
che mi fa piacere che la mia idea che i "sicarii" nominati da Flavio
compaiano in epoca troppo posteriore per essere collegati al
tradizionale appellativo di Giuda trovi qui una conferma più
autorevole :-D ) e gli preferisce quella tradizionale del nome di
cittadina, suggerendone anche di alternative.
Qui riporto per esteso solo le conclusioni dell'articolo, rimandando
per l'approfondimento eventuale, anche metodologico, al testo
originale linkato a fine post.
<<Abbiamo individuato alcune possibili soluzioni al problema
dell’identificazione della parola “Iscariota”.
Una prima proposta assume che il nome “Iscariota” sia stato
volutamente falsificato per occultare la possibilità che Giuda fosse
un “sicario”, dal nome che fu assegnato dai Romani a un particolare
gruppo ebraico di rivoluzionari antiromani particolarmente violenti,
attivi a partire dal tempo del procuratore Felice, dopo il 52 d.C.
Questa soluzione non ha il supporto di alcun manoscritto del Nuovo
Testamento, la caduta dello iota iniziale in alcuni mss. della vetus
latina (oltre che nella vulgata di San Girolamo) non porta ad ottenere
certo una forma coincidente con il latino sicarius , va pertanto
supposta una colossale falsificazione ch e avrebbe distrutto tutti i
manoscritti esistenti contenenti l’ipotetico sicarius (nei codici
latini) oppure sikerioi (nei codici greci).
Anche l’ipotesi che il termine sia derivato da un prestito
dell’ebraico per “sicario” è da respingere sul piano strettamente
linguistico.
Inoltre Giuseppe Flavio sostiene chiaramente che il gruppo dei sicari
fu attivo solo dopo il 52, di conseguenza bisognerebbe spostare in
blocco le vicende di Gesù e degli apostoli descritte nei vangeli verso
il tempo della guerra giudaica del 66-74 con il risultato che l’intera
narrazione evangelica risulterebbe totalmente inaffidabile e
mistificatoria. In alternativa i vangeli potrebbero avere utilizzato a
sproposito un termine che entrò in uso verso il tempo della guerra
giudaica e non era noto al tempo di Pilato.
Esistono, come abbiamo dimostrato, anche soluzioni diverse da quella
del Giuda “sicario”, tutte riconducibili nel contesto della lingua
ebraica o di quella aramaica. Le soluzioni “Giuda da Qeriòt” e “Giuda
il tesoriere” (quest ’ultima basata sull’ebraico cariot) sembrano tra
le più convincenti da un punto di vista linguistico, foneticamente
spiegano certamente meglio l’origine del misterioso termine, secondo
il vangelo di Marco, considerato il più antico, il primo ad essere
composto, ed i mss. testualmente più autorevoli di questo vangelo.
Entrambe le proposte si situano all’interno della tradizione
linguistica ebraica, mentre, indubbia mente, è più difficile trovare
un significato alla parola “Iscariota” nel contesto della lingua
aramaica.
Sfruttando alcune peculiarità della grammatica ebraica riguardanti i
verbi di radice “sacar” abbiamo infine delineato nell’ultima parte di
questo lavoro alcune interessanti soluzioni che consentono di spiegare
l’origine dell’appellativo con due diversi termini ebraici, ma aventi
lo stesso identico significato, i qua li potrebbero aver dato luogo ad
una dicotomia nella trasmissione del nome dell’Iscariota, pervenutoci
in due diverse forme in greco ( Isk -) e in latino ( Sca -).
Il significato dell’espressione ebraica è, in quest’ultimo caso,
connesso con l’azione del tradimento di Giuda, che per denaro consegnò
Gesù in mano ai suoi persecutori che lo fecero arrestare e ottennero
la sua condanna a morte.>>
Gianluigi Bastia
Alcune interpretazioni di Iscariota
http://tinyurl.com/pr654ns
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