1) Abbiamo i documenti che gli Einsatzgruppen inviavano periodicamente
a Berlino con i conteggi delle persone fucilate. Più di 200 rapporti.
2) Abbiamo il rapporto Stahalecker comandante dell'Einsatzgruppen A
che massacrò gli ebrei nei Paesi Baltici.
3) Abbiamo il rapporto Jaeger, altro comandante che riporta tabelle
particolareggiate dei suoi massacri.
4) Conserviamo la testimonianza del peggior criminale che agi' in
questo contesto: Otto Ohlendorf. Ohlendorf testimoniò al processo di
Norimberga descrivendo le operazioni mobili di massacro degli
Einsatzgruppen ed inchiodando gli accusati alle loro responsabilità.
Famosi rimangono alcuni passaggi delle sue testimonianze che con
indifferenza agghiacciante riportarono tecniche e misure operative dei
massacri compiuti dai suoi uomini. Particolarmente significativo fu la
sua risposta quando gli venne domandato il motivo per cui venivano
uccisi i bambini ebrei: "Era necessario ucciderli per le stesse
ragioni per cui bisognava uccidere i loro genitori".
5) Al processo contro i comandanti emerse tra le altre la figura di
Blobel incaricato della Aktion 1005 cioe' l'esumazione delle fosse
comuni per non farle scoprire dall'Armata Rossa avanzante. Un piano
degno di menti malate e criminali.
6) Altro testimone fu il generale Bach-Zalewski altro massacratore.
Ai suoi ordini erano le unità di SS a cavallo comandate da Fegelein e
Lombard.
Dai documenti sopravvissuti alla guerra si può trarre un bilancio
delle uccisioni condotte dai quattro Einsatzgruppen entro il 1942:
Einsatzgruppe A (Inverno 1941-42) 249.421
Einsatzgruppe B (al 15 dicembre 1942) 134.298
Einsatzgruppe C (inizio dicembre 1941) 90.000
Einsatzgruppe D (all'8 aprile 1942) 91.768
Totale 565.487
Tuttavia gli Einsatzgruppen non furono le uniche unità che condussero
operazioni di sterminio contro gli ebrei nei territori dell'Unione
Sovietica. In una lettera di Himmler a Hitler si riporta il numero di
ebrei fucilati in Ucraina, Russia del Sud e nel distretto di Bialystok
tra agosto e novembre 1943: 363.211
Con questa cifra il totale degli ebrei uccisi sale a 928.698. E si
noti che questo dato e' un dato fornito dai nazisti stessi nei loro
documenti.
Insieme agli Einsatzgruppen dunque operarono altre unità: SS, polizia
d'ordine, unità agli ordini dei comandanti regionali di Polizia e SS.
Aggiungendo i massacri di ebrei condotti dall'esercito rumeno e
tedesco il bilancio sfiora il milione e duecentomila persone.
La storia di questo massacro la trovate sul nostro sito all'indirizzo:
http://www.olokaustos.org/guida/sterminare/einsatzgruppen/index.htm
saluti
Giovanni
webmaster http://www.olokaustos.org
Stai tranquillo, ti risponderanno che sono morti di tifo, oppure che
rientrano nei limiti della mortalità naturale.
Ad'I
Non c'e' problema vorrà dire che posterò altri documenti d'archivio.
La debolezza generale dei negazionisti è principalmente data dal fatto
che nessuno di loro ha mai prodotto una storia dell'Olocausto che
possa contrapporsi in termini di documentazione ad oper come quella di
Hilberg. Questo perché il loro punto debole e' l'impossibilità a dare
risposte convincenti confrontandosi su documentazione ineccepibile.
Non tirano mai fuori nulla sugli Einsatzgruppen perche' sanno di
essere impossibilitati a negarne l'esistenza e le operazioni di
massacro.
Neppure il ragionamento delle confessioni "estorte" può funzionare
perche' in ogni caso abbiamo documenti espliciti prodotti dagli stessi
nazisti. Il rapporto Jaeger ad esempio non si nasconde dietro giri di
parole, dice esplicitamente mese per mese, località per località
quanti ebrei sono stati fucilati e dove.
E poi Artamano su questo argomento non credo possa trovare qualcosa di
serio per fare un "copia e incolla" sul newsgroup.
ciao
Giovanni
tratto dal libro "ne sono morti davvero sei milioni ?"
Le "Einsatzgruppen"
La deposizione di Wisliceny tratta particolareggiatamente le azioni delle
"Einsatzgruppen" durante la campagna di Russia. Dobbiamo occuparci anche di
questo argomento, perché a Norimberga se ne è data un'immagine paragonabile,
in piccolo, a quella dei "Sei Milioni". è stato tuttavia dimostrato che
anche qui siamo di fronte a incredibili esagerazioni e falsificazioni.
Le Einsazgruppen erano 4 unità speciali, formate con clementi della Gestapo
e del SD [SS-Sicherheitsdienst]: loro compito era di eliminare, nel corso
dell'avanzata delle armate tedesche, partigiani e commissari comunisti. Già
nel 1939 all'Armata Rossa erano stati assegnati 34.000 commissari politici.
Le azioni delle Einsatzgruppen furono, al Processo di Norimberga, l'oggetto
particolare dell'accusatore sovietico
Rudenko. Nel 1947 le 4 Einsatzgruppen furono condannate perché, nello
svolgimento della loro missione, avrebbero ucciso in Russia non meno di
1.000.000 di Ebrei, solo perché erano Ebrei sovietici. Da allora queste
affermazioni sono state alquanto "rielaborate". Adesso si sostiene che
l'eliminazione degli Ebrei sovietici costituiva la prima fase del progetto
di sterminio totale degli Ebrei, mentre la seconda fase sarebbe stata la
deportazione degli Ebrei europei in Polonia. Reitlinger ammette che
l'espressione "soluzione finale della questione ebraica" si riferiva
all'emigrazione e che non aveva nulla a che vedere con lo sterminio degli
Ebrei; ma poi sostiene che la "politica di sterminio" cominciò al tempo
della campagna di Russia nel 1941. Egli esamina l'ordine di Hitler del
luglio 1941, riguardante l'eliminazione dei commissari
comunisti e ne conclude che tale ordine fosse accompagnato dall'istruzione
orale di eliminare tutti gli Ebrei sovietici (La Soluzione Finale, cit.,
pagg. 106-107). Questa supposizione su null'altro si basa che sulla
inattendibile deposizione di Wisliceny, storicamente e giuridicamente senza
alcun valore, secondo la quale le Eisantzgruppen avrebbero ricevuto l'ordine
di provvedere, oltre che all'annientamento di partigiani e comunisti, allo
sterminio di tutti gli Ebrei sovietici. Occorre rilevare che ancora una
volta viene supposto che un presunto "ordine orale" di Hitler abbia
accompagnato un suo ordine scritto. C'è però un'altra affermazione di
Reitlinger, nebulosa e indimostrabile anch'essa. Un precedente ordine di
Hitler, datato marzo 1941 e firmato dal Feldmaresciallo Keitel, precisa
chiaramente che il Reichsfuhrer SS Himmler era
stato incaricato di preparare il terreno alla amministrazione politica,
missione connessa con la lotta che dovrà essere condotta fra i due opposti
sistemi politici » (Manvell e Frankl, ibid., pag. 115). Questo si riferisce
chiaramente all'eliminazione dei comunisti, soprattutto dei commissari
politici, il cui compito specifico era l'indottrinamento comunista.
Il processo più rivelatore sull'affare delle Einsatzgruppen a Norimberga, fu
quello del
generale delle SS Otto Ohlendorf, capo del SD, e comandante della
Einsatzgruppe D, che era stata assegnata all'lla Armata del Feldmaresciallo
von Manstein, in Ucraina. Durante l'ultimo periodo della guerra Ohlendorf
lavorò come esperto di commercio estero al Ministero dell'Economia.
Ohlendorf fu anche sottoposto a tutte le torture
e maltrattamenti sopra descritti. Nella sua dichiarazione giurata del 5
novembre 1945
fu"persuaso" a confessare che solo sotto il suo comando sarebbero stati
uccisi circa 90.000 Ebrei. Il processo contro Ohlendorf, non ebbe luogo
che nel 1948, molto tempo dopo il processo principale di Norimberga, ed egli
affermò insistentemente
che le sue precedenti confessioni gli erano state estorte con la tortura.
Nella sua deposizione Ohlendorf approfittò dell'occasione, per rivelare
tutte le infamie di Philipp Auerbach, un Ebreo segretario di stato per
l'indennizzo delle vittime del Nazionalsocialismo presso lo Stato di
Baviera, il quale pretendeva un risarcimento per 11.000.000 di Ebrei, che
avrebbero sofferto in campi di concentramento tedeschi. Ohlendorf si oppose
a questa pretesa, definendola ridicola e assurda, e dichiarò che neppure una
piccolissima parte di coloro, per i quali veniva richiesto il risarcimento,
aveva mai visto un campo di concentramento. Ohlendorf visse abbastanza per
assistere, prima della sua esecuzione, alla condanna di Auerbach, nel 1951,
per frode e falso (falsificazione di documenti per ottenere risarcimenti in
favore di persone che non erano mai esistite). Ohlendorf dichiarò alla
Corte che le sue unità dovettero spesso intervenire per impedire che Ebrei
venissero massacrati da gruppi di Ucraini
antisemiti e che le Einsatzgruppen non avevano eliminato neppure la quarta
parte del numero denunciato al processo. Sottolineò, inoltre, che in Russia
la guerriglia illegale dei partigiani, che egli doveva combattere, causò
all'esercito regolare tedesco un numero di perdite notevolmente superiore,
come venne anche confermato dal governo sovietico, che si fece un vanto
della morte di 500.000 soldati tedeschi, uccisi da partigiani. Anche Franz
Stahlecher, comandante della Einsatzgruppe A nei paesi baltici e nella
Russia Bianca, fu ucciso da partigiani nel 1942. Il giurista inglese F.J.P.
Veale dichiarò, in connessione con le Einsatzgruppen, che in Russia non era
possibile stabilire una differenza fra chi apparteneva ai partigiani e chi
alla popolazione civile, perché ogni cittadino russo che volesse vivere
tranquillo e pacifico, senza partecipare agli atti di terrorismo, veniva
ucciso dai partigiani, alla stregua di un traditore. Veale scrive, a
proposito delle Einsatzgruppen: E' fuori di discussione che le
Einsatzgruppen avevano l'ordine di "combattere il terrore con il terrore" ,
e trova strano che gli
orribili crimini dei partigiani siano considerati azioni eroiche, solo
perché compiuti dai
vincitori (ibid., pag. 223). Ohlendorf era della medesima opinione, e in un
suo sdegnato scritto, prima della sua esecuzione (assassinio), accusò gli
Alleati di menzogna e ipocrisia, perché i Tedeschi furono tratti a giudizio
per non aver
rispettato le leggi della guerra convenzionale, mentre combattevano contro
un nemico selvaggio, che tali leggi violava.
Deformazione della verità sulle esecuzioni fatte dalle Einsatzgruppen
L'accusa sovietica, secondo la quale le Einsatzgruppen avrebbero
intenzionalmente ucciso, durante le loro operazioni, 1.000.000 di Ebrei, si
è dimostrata una grossolana montatura. Tale numero, infatti, non è mai stato
confortato da alcun dato statistico. Poliakov e Wulf citarono, a questo
proposito, la dichiarazione dell'ambiguo Wilhelm Hoettl, spia americana,
doppio agente, già assistente di Eichmann. Hoettl, come già
abbiamo ricordato, dichiarò che Eichmann " gli aveva raccontato che 6
milioni di Ebrei erano stati eliminati, e aggiunse che 2.000.000 di questi
Ebrei erano stati uccisi dalle sole Einsatzgruppen."
Questa assurda cifra, superiore perfino alle più folli congetture
dell'accusatore sovietico Rudenko, non fu creduta nemmeno dalla corte
americana che condannò Ohlendorf.Il numero effettivo delle perdite di vite
umane, delle quali le "Einsatzgruppen" furono responsabili, è stato
finalmente svelato nell'opera dell'abile giurista inglese R.T.
Paget, "Manstein his Compalgns and his Trial" (Londra 1951). Ohlendorf aveva
già agito sotto l'autorità nominale di Manstein. Paget giunge alla
conclusione che il Tribunale di Norimberga, accettando le cifre dell'accusa
sovietica, ingrossò il numero delle perdite per più del 1000%, distorcendo
del tutto le circostanze nelle quali esse accaddero. (Di queste grossolane
deformazioni si occupano sei pagine del libro di
William Shirer, "The Rise and Fall of the Third Reich", pagg. 1140-46.) Qui
compare un caso simile ai leggendari "Sei Milioni", sebbene in formato
ridotto: non 1.000.000 di morti, ma 100.000. Naturalmente solo una piccola
parte di questi partigiani o prigionieri comunisti potevano essere Ebrei.
Bisogna ancora ripetere che queste perdite umane avvennero nel corso di una
spietata guerra partigiana sul fronte orientale e che i terroristi sovietici
affermarono di aver ucciso un numero di soldati tedeschi 5 volte superiore a
quello delle loro perdite. E tuttavia si continua a raccontare che
l'eliminazione degli Ebrei cominciò con l'impiego in Russia delle
"Einsatzgruppen".
Per concludere, vogliamo prendere brevemente in esame il processo di von
Manstein, così simile, per ciò che riguarda i metodi usati, al Processo di
Norimberga. Soltanto perché fu a capo della Einsatgruppe D (della quale
tuttavia il solo responsabile era Himmler), von Manstein, quest'uomo malato,
di 62 anni, riconosciuto dalla maggior parte degli specialisti come il
miglior stratega tedesco delI'ultima guerra, fu sottoposto ad un umiliante e
disonorevole processo per "crimini di guerra". Dei 17 capi d'accusa, 15
furono presentati dal governo comunista dell' Unione Sovietica e due dal
governo comunista della Polonia. Al processo fu ammesso un solo testimone, a
sostegno
dell'accusa: ma la sua deposizione fu così insoddisfacente, che dovette
essere respinta. Furono invece accettate 800 dichiarazioni giurate, che
spesso si basavano sul "sentito dire", senza che la corte ne controllasse
l'autenticità o l'identità di chi le aveva rilasciate. L'accusa presentò
dichiarazioni giurate di Ohlendorf e altri comandanti delle SS, ma, poiché
questi uomini erano ancora in vita, il difensore di von Manstein, Reginald
Paget K.C., chiese che essi si presentassero come testimoni.
Tale richiesta fu però respinta dalle autorità americane, e Paget spiegò il
motivo del rifiuto con la paura che i testimoni rivelassero davanti al
tribunale i metodi con i quali erano state loro estorte le dichiarazioni
giurate. Von Manstein fu assolto da 8 punti d'accusa (tra i quali i due capi
d'accusa di parte polacca), perché, come disse Paget, essi erano palesi
menzogne, e ci si doveva meravigliare che fossero stati presentati.
Il Processo Oswald Pohl
Il caso delle Einsatzgruppen ci consente di farci una idea dei metodi del
Tribunate di Norimberga e della fabbricazione della favola dei Sei Milioni.
Un altro esempio ci è dato dal processo contro Oswald Pohl nel 1948: si
tratta, qui, dell'amministrazione del sistema dei campi dl concentramento
.Pohl diresse, fino al 1934, l'amministrazione
finanziaria della marina militare tedesca, poi Himmler chiese il suo
trasferimento nelle SS. Per 11 anni fu il responsabile principale
dell'amministrazione delle SS, nelle sue funzioni di capo dell'Ufficio
Centrate Economico e Amministrativo delle SS (SS-Wirtschatts-und
Verwaltungsamt), ufficio che dal 1941 si occupò anche della produttività
industriale dei campi di concentramento. Il colmo dell'ipocrisia fu
raggiunto, durante il processo, quando l'accusa dichiarò: " Se la Germania
si fosse accontentata
di espellere gli Ebrei dal suo territorio, o di toglier loro la cittadinanza
tedesca, o di
escluderli da tutti gli uffici pubblici, o di cose simili, nessun'altra
nazione avrebbe avuto
qualcosa da ridire ". La verità è però che la Germania fu aggredita da una
campagna oltraggiosa e da rappresaglie economiche, proprio perché fece
queste cose; e inoltre le misure interne contro gli Ebrei furono sicuramente
uno dei motivi fondamentali che spinse le "democrazie" a dichiarare guerra.
Oswald Pohl era una persona sensibile e colta, ma nel corso dell'istruzione
del suo processo era diventato un uomo distrutto. Come rivelò il senatore Mc
Carthy, solo dopo essere stato sottoposto a gravi torture, Pohl sottoscrisse
le dichiarazioni che lo condannavano, tra cui la ridicola affermazione di
aver visto una camera a gas ad Auschwitz nel 1944. Il collegio d'accusa
richiamò l'attenzione proprio su questo punto, ma Pohl respinse questa
accusa con successo. Obiettivo dell'accusa era di presentare quest'uomo,
distrutto e abbattuto, come il diavolo insembianze umane; tentativo senza
speranza, di fronte alle testimonianze di chi lo conobbe.
Una testimonianza di questo genere fu fatta anche da Heinrich Hoepker, un
antinazista, amico della moglie di Pohl, il quale tra il '42 e il '45 fu in
stretti rapporti con lui. Hoepker sottolineò che Pohl era un uomo serio e
tranquillo. Nella primavera del '44, durante una visita a Pohl, Hoepker
venne a contatto con internati in campi di concentramento, che lavoravano al
di fuori del campo. Egli potè osservare come essi lavorassero calmi e
rilassati, senza essere vessati dai loro guardiani. Hoepker dichiarò che
Pohl non era prevenuto contro gli Ebrei, e che non aveva nulla in contrario
quando sua moglie riceveva in casa la sua amica ebrea Annemarie Jacques.
All'inizio
del 1945, Hoepker era pienamente convinto che l'amministratore dei campi di
concentramento assolvesse con umanità, scrupolo e fedeltà il suo incarico, e
rimase sorpreso quando più tardi, nel 1945, venne a conoscenza dell'accusa
mossa contro
Pohl e i suoi collaboratori. La signora Pohl asserì che suo marito,
nonostante difficoltà e impedimenti, conservò la sua serenità fino al marzo
1945, quando visitò il Lager di Bergen-Belsen, dove allora infuriava una
epidemia di tifo. Fino ad allora il Lager era
stato un modello di pulizia e ordine, ma la caotica situazione che venne a
determinarsi verso la fine della guerra in Germania aveva avuto conseguenze
disastrose per gli internati di Bergen-Belsen. A Pohl fu impossibile
migliorare colà la situazione: profondamente scosso dal tragico corso della
fase finale della guerra e turbato da quella visita non riuscì più, secondo
la testimonianza di sua moglie, a riacquistare
l'energia di un tempo. Il Dr. Alfred Seidl, l'autorevole difensore nel
processo di Norimberga, lavorò appassionatamente per ottenere l'assoluzione
di Pohl. Seidl era da anni un amico dell'accusato ed era completamente
convinto della sua innocenza, riguardo alle false accuse di aver attuato il
piano di sterminio degli Ebrei. La sentenza di condanna degli Alleati non
poté indurre Seidl a mutare opinione. Egli dichiarò che l'accusa non era
riuscita a presentare nemmeno una prova testimoniale valida contro Pohl.
Una delle più belle difese in favore di Oswald Pohl fu fatta dal tenente
colonnello delle SS Kurt Schmidt-Klevenow, addetto legale Juristischer
Beamter dell'Ufficio Economico e amministrativo delle SS (SS Wirtschatts-
und Verwaltungsamt), con la sua dichiarazione giurata dell'8 agosto 1947.
Questa dichiarazione giurata fu intenzionalmente omessa nei documenti
ufficiali pubblicati con il titolo Processi
contro i criminali di guerra del tribunale militare di Norimberga 1946-I949.
Schmidt-Klevenow sostenne che Pohl aveva dato il suo pieno appoggio al
giudice Konrad Morgen dell'Ufficio di Polizia Criminale del Reich, che era
stato incaricato di indagare su eventuali irregolarità nei campi di
concentramento.
Più avanti ritorneremo ancora sul caso del comandante di Lager Kock
incriminato da un tribunale delle SS per cattiva conduzióne, e per il quale
anche Pohl aveva approvato la pena capitale. Schmidt-Klevenow dichiarò che
Pohl si era adoperato affinché le autorità locali di polizia assumessero
direttamente la giurisdizione
sui campi e intervenissero personalmente per assicurare una severa
disciplina del personale dei Lager. Le dichiarazioni dei testimoni nel
processo Pohl mostrano chiaramente che il processo non fu altro che la
diffamazione premeditata di un uomo integro, col solo fine di dare un
fondamento alla favola propagandistica dello sterminio di Ebrei nel campi di
concentramento che egli amministrava.
Testimonianze falsificate e dichiarazioni giurate menzognere
Le false testimonianze al Processo di Norimberga e le dichiarazioni assurde
che avvaloravano la favola dei Sei Milioni, furono ottenute sotto
coercizione da ex ufficiali
tedeschi, sia, come si è già detto, attraverso terribili torture, sia con
l'assicurazione che avrebbero ricevuto una pena ridotta, se avessero
sottoscritto le dichiarazioni richieste. Di questo secondo caso un esempio è
dato dalla deposizione del generale delle SS Erich von dem Bach-Zelewski.
Egli fu minacciato di venire condannato alla pena di morte per aver
soffocato, con la sua brigata di Russi Bianchi delle SS, la
rivolta dei partigiani polacchi a Varsavia, nell'agosto del 1944. Egli venne
pertanto
"preparato" a "collaborare". La deposizione di Back-Zelewski costituì la
prova testimoniale fondamentale contro il Reichsfuehrer delle SS, Heinrich
Himmler, nel processo principale di Norimberga (Trial of the Maior War
Criminals, vol. IV, pagg 29, 36). Nel marzo 1941, alla vigilia della
campagna di Russia, Himmler invitò nel suo castello Wewelsburg, per una
conferenza, tutti i comandanti superiori delle SS, incluso
Back-Zelewski, profondo conoscitore della guerra partigiana. Nella sua
deposizione a Norimberga, egli diede ad intendere che Himmler avesse parlato
ampiamente dello sterminio dei popoli dell'Europa orientale; ma in aula
Goering gli rinfacciò la menzogna. Sempre appoggiandosi a presunte
dichiarazioni di Himmler, Bach-Zelewski affermò che uno degli obiettivi
della campagna era "di ridurre la popolazione slava di 30 milioni di unità
". Ciò che Himmler disse veramente fu riferito dal suo Capo di Stato
Maggiore: la guerra in Russia sarebbe costata milioni di morti (Manwell e
Frankl, ibid., pag. 117). Un'altra palese menzogna fu l'affermazione
di Bach-Zelewski, secondo cui Himmler avrebbe quasi perduto i sensi,
assistendo il 31 agosto 1942 ad una esecuzione di 100 Ebrei da parte di una
Einsatzgruppe a Minsk. è noto, infatti, che Himmler in quel periodo si
trovava nel suo quartier generale di Zhitomir, in Ucraina, per una
conferenza (cfr. K. Vowinckel, Die Wehrnlacht
im Kampf, vol. IV, pag. 275).
Le deposizioni di Bach-Zelewski hanno fornito abbondante materia a molti
libri su Himmler, soprattutto alI'opera di Willi Frischauer Himmler: Evil
Genius of the Third Reich, Londra 1953, pagg. 148 segg.
Bach-Zelewski, però, smentì pubblicamente la sua deposizione di Norimberga
nell'aprile del 1959, davanti a una corte tedesco-occidentale. Egli ammise
che le sue precedenti deposizioni non corrispondevano per nulla ai fatti e
che le aveva
fatte per salvarsi. Dopo un attento esame la corte tedesca accettò la
ritrattazione.
Ma tutto questo fu senza risultato: la "cortina di ferro del silenzio
discreto", come la chiama Veale, calò su tutta questa faccenda. La verità
non ha influenzato gli autori di libri che diffondono la favola dei Sei
Milioni, e le deposizioni di Bach-Zelewski vengono sempre utilizzate come
prove contro Himmler.La verità su Himmler fu invece rivelata, da un
antinazista, Felix Kersten, medico personale e massaggiatore del
Reichsfuhrer delle SS. Poiché era un avversario del regime, Kersten è
incline a
sostenere la leggenda che l'internamento degli Ebrei significasse la loro
eliminazione. Ma per le sue personali conoscenze nell'ambiente di Himmler,
non può far altro che raccontare la verità su di lui. Nelle sue "Memorie
1940-1945" (Londra 1946, pagg. 119 sgg.) sottolinea che Himmler non
preconizzava l'annientamento degli Ebrei, bensi una loro emigrazione
oltremare.Allo stesso modo scagiona Hitler. Tuttavia la credibilità di
questo antinazista si dissolve, quando, cercando un capro espiatorio
qualsiasi,
afferma che il vero fautore dello "sterminio" sarebbe stato il dr. Goebbels.
Una simile assurda affermazione è contraddetta dalla semplice constatazione
che Goebbels era ancora impegnato con il "Progetto Madagascar", quando esso
fu temporaneamente archiviato dal "Ministero degli Affari Esteri" della
Germania come già abbiamo
dimostrato. Tanto basti al riguardo delle false prove presentate a
Norimberga. Sono state prese in considerazione anche le molte migliaia di
false "dichiarazioni giurate scritte", che vennero accolte dalla corte di
Norimberga, senza che si esaminasse attentamente la veridicità del contenuto
o la personalità degli autori. Questi "documenti del sentito dire", spesso
assurdi, vennero accettati come "prove testimoniali", solo
che portassero una firma. Tipica dichiarazione giurata, presentata
dall'accusa durante un processo del 1947, fu quella di Alois Hoellriegel,
membro del personale del campo di concentramento di Mauthausen, in Austria.
La difesa sottopose ad un attento esame la dichiarazione giurata e dimostrò
che essa era stata fabbricata mentre Hoellriegel era sottoposto a tortura.
Tuttavia era servita per far condannare il generale delle SS Ernst
Kaltenbrunner, nel 1946. Si diceva che a Mauthausen aveva avuto luogo una
gassazione in massa e che Hoellriegel aveva visto che Kaltenbrunner (la più
alta autorità SS dopo Himmler) vi prendeva parte.Ma un anno più tardi, al
tempo dei processi sui campi di concentramento (Processo Pohl), diventò
impossibile continuare a sostenere una tale assurda dichiarazione quando la
si presentò di nuovo al Tribunale. La difesa dimostrò non solo che la
dichiarazione era stata falsificata, ma
anche che tutti i casi di morte a Mauthausen erano stati sistematicamente
controllati dalla polizia locale e riportati in un apposito registro, uno
dei pochi che potè essere salvato e che servì come prova alla difesa. Così
come numerosi ex internati di Mauthausen (un Lager destimato principalmente
a criminali) testimoniarono che il trattamente era umano e conforme ai
regolamenti.
Inverosimili accuse degli Alleati
Non c'è una testimonianza più eloquente della tragedia e della tirannia di
Norimberga che il doloroso stupore e la penosa incredulità degli accusati
stessi di fronte alle grottesche accuse che venivano loro rivolte. Ciò
appare chiaro nella dichiarazione del generale di brigata delle SS Heinz
Fanslau, che aveva personalmente visitato, durante gli ultimi anni di
guerra, la maggior parte dei campi di concentramento.
Sebbene fosse ufficiale al fronte, Fanslau aveva sempre mostrato grande
interesse alle condizioni di vita nei campi di concentramento. Diventò uno
degli obiettivi principali degli Alleati e fu accusato di aver cospirato per
lo sterminio degli
Ebrei. Appena fu reso noto che sarebbe stato giudicato e condannato,
giunsero centinaia di dichiarazioni giurate in suo favore, da parte di ex
internati che egli aveva visitati. Dopo aver letto il testo dell'accusa
contro il personale dei campi di concentramento al Processo supplementare
nr. 4, a Norimberga, 6 maggio 1947,
Fanslau dichiarò: " Non è possibile, altrimenti io avrei pur dovuto saperne
qualcosa! "
Deve essere sottolineato che durante tutto il corso del "Processo di
Norimberga", in nessun momento i gerarchi tedeschi sotto accusa credettero
alle accuse che venivano loro mosse dagli Alleati. Hermann Goring,
particolarmente esposto agli attacchi della più isterica propaganda, non si
lasciò mai convincere. Hans Fritzsche, sotto accusa come il più alto
funzionario del Ministero di Goebbels, dice che Goring, anche dopo aver
ascoltato la dichiarazione di Ohlendorf sulle "Einsatzgruppen" e la
testimonianza di Hoess su Auschwitz, rimase convinto che lo sterminio degli
Ebrei fosse una
pura invenzione propagandistica ("The Sword in the Scales", Londra 1953,
pag. 145).
Una volta Goring dichiarò davanti alla corte, in tono molto irritato, che
gli toccava di sentire simili cose " per la prima volta qui a Norimberga"
(Shirer, ibid., pag. 1147). Gli autori ebrei, Poliakov, Reitlinger, Manvell
e Frankl cercano di coinvolgere Goring in questo presunto "piano di
sterminio", ma Charles Bewley, nella sua opera
"Hermann Goring" (Gottingen 1956), mostra come a Norimberga non fosse stata
trovata nemmeno una prova che confermasse tale accusa. Hans Fritzsche
almanaccò, durante tutto il processo, su questa questione e giunse alla
conclusione che
non erano state fatte adeguate indagini per verificare questa assurda
accusa.
Fritzsche, che poi fu assolto, era uomo di fiducia di Goebbels ed un
eccellente
propagandista. Comprese subito che il presunto sterminio degli Ebrei sarebbe
stato il capo d'accusa principale per tutti gli imputati. Kaltenbrunner,
successore di Heydrich come capo del Reichs Sicherheits-Hauptamt (Ufficio
Centrate di Sicurezza del Reich) e che fu l'accusato principale delle SS, in
seguito alla morte di Himmler, non era più convinto di Goring della
fondatezza dell'accusa di genocidio. Egli confidò a Fritzsche che l'accusa
aveva necessariamente bisogno di un successo e che pertanto avrebbe
usato la tecnica della coercizione esercitata sui testimoni e della
soppressione delle prove a discarico: esattamente quanto il giudice
Wenersturm e van Roden avevano rimproverato al Tribunale di Norimberga.
E' vero che su questo tema esistono molta carta e molte chiacchiere, ma il
problema è quello di trovare dei riscontri oggettivi che permettano di
valutare l'attendibilità delle cifre. Quando il riscontro c'è, carte e
chiacchiere si dimostrano inattendibili. Ad esempio, a Wilna, nella
primavera del 1942, dovevano essere rimasti soltanto 15.000 Ebrei abili al
lavoro (gli inabili al lavoro, a cominciare dai bambini, erano stati
"sterminati"). Ma secondo il censimento effettuato alla fine di maggio del
1942 nel ghetto, su 14.545 Ebrei censiti, c'erano 3.693 bambini e
adolescenti da pochi mesi a 15 anni (posseggo le liste nominative).
L'Ebreo più vecchio aveva 90 anni. Nel ghetto di Brest, il 5 giugno 1942,
c'erano 932 Ebrei dai 66 ai 92 anni; in quello di Minsk, in una sola lista
di 878 Ebrei, c'erano 225 bambini e adolescenti da 2 a 15 anni. Tutti Ebrei
già "fucilati" dagli Einsatzgruppen!
In alcuni casi, le cifre relative ai fucilati e ai superstiti sono
superiori a quelle dei presenti all'ingresso delle truppe tedesche (ad
esempio: Lituania 170.921 contro 153.743).
16 trasporti di Ebrei (circa 25.000 persone, tra cui almeno parecchie
centinaia di bambini) furono trasferiti nel 1944 da Kaunas e Riga a
Stutthof. Altri "fucilati" redivivi.
Il "Gesamtbericht" relativo al periodo 16 ottobre 1941-31 gennaio 1942
riferisce a proposito di 27.000 Ebrei del Reich deportati a Riga (20.000) e
a Minsk (7.000). Essi erano stati accolti in campi e in ghetti e soltanto
"in singoli casi" (in einzelnen Fällen) dei malati infettivi erano stati
fucilati.
Il rapporto del capo della SIPO e del SD del 26 giugno 1942 parla delle
misure adottate contro gli Ebrei in Rutenia Bianca: niente fucilazioni, ma
registrazione e ghettizzazione per sfruttare il potenziale lavorativo
ebraico. Con queste misure - dice il rapporto -venivano gettate le basi per
la futura soluzione finale della questione ebraica anche nel territorio
della Rutenia Bianca.
La presunta "Aktion 1005" di cancellazione delle tracce delle fosse comuni è
una delle più grandi fandonie dell'intera faccenda.