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WAFFEN-SS, EROICI DIFENSORI DELLA CIVILTA' EUROPEA

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Vasco Gońcalves

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Jun 18, 2001, 7:40:31 AM6/18/01
to
29ª Divisione Waffen SS Italia

Iniziamo la serie dedicata alle forze
armate della RSI con la Divisione Waffen SS Italia. L'argomento è spinoso,
per anni si è addirittura ignorato l'esistenza di reparti di Waffen SS e
addirittura l'idea di una intera divisione di volontari Italiani era
semplicemente impossibile. Difficile il compito che ci siamo prefissi: le
notizie sono estremamente scarse, i reduci non parlano volentieri, il solo
fatto di aver appartenuto alle SS è considerato un reato dei più terribili,
la documentazione ufficiale è difficilmente raggiungibile o sepolta negli
archivi degli istituti storici della resistenza a noi preclusi. Queste
brevi note sono il risultato di un lungo lavoro e della consultazione dei
pochissimi testi disponibili, un particolare ringraziamento alla casa
editrice NovAntico che ha pubblicato lo studio più completo e più recente
sull'argomento.

"Il nostro onore si chiama fedeltà"

Denominazione
unità:

dal 09/09/1943 - Milizia Armata Italiana Waffen SS

dal
01/02/1944 - Ia Brigata d'Assalto della legione SS Italiana

dal
27/04/1944 - Ia Brigata Italiana Granatieri SS

dal 09/03/1945 - 29a
Divisione Waffen SS Italia


Il giuramento
"Giuro davanti a Dio questo
sacro giuramento, che combattendo per la mia patria Italiana contro i suoi
nemici, sarò incondizionatamente obbediente al comandante supremo delle
Forze Armate tedesche, Adolfo Hitler e sempre disposto a dare la mia vita
per questo giuramento".


Nascita e dislocazione
La storia della
divisione Waffen SS Italia inizia l'indomani dell'8 Settembre. Il 9
settembre 1943 un reggimento di Camice Nere inquadrato si tre battaglioni
di stanza a Praga agli ordini del console Paolo de Maria alla notizia
dell'armistizio decide di proseguire a fianco dell'alleato la guerra e si
mette a completa disposizione delle autorità militari tedesche. A quella
data esistevano già reparti di volontari Europei inquadrati nelle divisioni
combattenti delle SS, e i nuovi volontari italiani vennero immediatamente
inquadrati in questi reparti assumendo la denominazione di Milizia Armata
Italiana Waffen SS. Solo il 9 marzo 1945 venne ufficialmente adottata la
denominazione 29a Divisione Waffen SS Italia. Dopo questo primo nucleo la
divisione fu formata fondamentalmente da altri due nuclei principali:
quello formato da volontari che dopo l'8 settembre furono addestrati nel
campo di Muzingen, e quello proveniente dal Btg Camice Nere Debica di
stanza in Polonia. Ufficiali e sottufficiali vennero addestrati nelle
scuole di Toz. Da notare che nelle Waffen SS non veniva riconosciuto nessun
grado precedentemente acquisito.

Nella seconda metà di Novembre le
Waffen SS Italiane dopo l'addestramento rientrano in Italia e vengono
dislocate nel territorio della RSI. Complessivamente gli effettivi
risultano essere in quella data di 13.362 uomini inquadrati in 14
battaglioni e varie compagnie autonome. Complessivamente per tutta la
durata del conflitto furono 18.000 gli uomini inquadrati nelle SS Italiane.
Questa la dislocazione sul territorio nazionale:

Milano, il I, II, III
Battaglione

Torino, il IV Battaglione

Bologna, il V Battaglione
Cuneo, il VI Battaglione

Casale, il VII Battaglione

Como, il
VIII
Battaglione

Lucca, il IX Battaglione

Trieste, il X
Battaglione
Aosta, il XI Battaglione

Ferrara, il Battaglione
Ufficiali con
funzioni di scuola di perfezionamento.

Vago (Vr) Stato
Maggiore I
Compagnia Comando

Per due battaglioni, il Debica e il
Vendetta non è
stato possibile reperire la città di dislocazione. Per il
Debica le
notizie sono di un suo acquartieramento a Pinerolo, presso una
caserma
degli Alpini con compiti di guerra antiguerriglia e
antiparacadutisti,
mentre per il battaglione Vendetta, il primo BTG
Italiano a entrare in
linea contro gli Anglo Americani sul fronte di
Nettuno non è stato
possibile individuare la caserma di acquartieramento.
Nel febbraio 1944
vengono attivati i centri di arruolamento volontari
dislocati sul
territorio Nazionale, mentre da qualche mese era attivo il
giornale
"Avanguardia" giornale di notizie e propaganda delle Waffen SS
Italiane,
da notare che il primo numero portava la denominazione di testata
"Avanguardia Europea".

Contemporaneamente alla dislocazione sul
territorio, venivano attivate le compagnie speciali i cui principali
incarichi erano di spionaggio militare nel territorio occupato e di
organizzazione delle rete clandestina dei "Franchi Tiratori".

Con la
creazione della Ia Brigata Italiana Granatieri SS, 27/04/44 si creò il
gruppo Waffen SS Binz con la dislocazione del comando a Piacenza.


Sul
fronte
Compito istituzionale delle Waffen SS era quello del combattimento
e non quello di polizia politica e militare. Erano considerati un corpo
d'élite e la paga era corrisposta in marchi: due marchi al giorno di cui
uno come indennità di combattimento. Le Waffen SS Italiane operarono
principalmente, ad eccezione di un Battaglione che operò sul Fronte
dell'EST, sul fronte nazionale in quattro diverse situazioni. Le operazioni
di combattimento sul fronte vennero condotte, dopo il 27/04/1944, insieme
alle unità incorporate nel gruppo Binz, ed in collegamento con unità Waffen
SS Ucraine.

1) Fronte anglo americano, con il battesimo del fuoco del
BTG Vendetta sul fronte di Nettuno. Durante il battesimo del fuoco il BTG
al comando del Colonnello Degli Oddi tenne per 70 giorni il fronte,
riportando su un totale di 650 uomini 340 caduti, meritando innumerevoli
decorazioni. Per le operazioni sul fronte di Anzio - Nettuno l'ordine del
giorno 65, riportato su "Avanguardia" del 20/05/44, recita testualmente:
"Il comandante supremo della SS ha disposto, per ordine del Fuhrer, la
costituzione della I Brigata Italiana Granatieri SS. In base a questo la I
Brigata d'Assalto della Legione SS Italiana porterà, con effetto dal
27/04/44 la suddetta denominazione. Ciò significa un riconoscimento del
Comandante Supremo della SS per l'attività svolta da ufficiali,
sottufficiali e legionari."

f.to

Wolf, SS Obergruppenfuerer u.
General der Waffen SS

Dopo la battaglia per Roma la Legione Italiana
continuò a combattere per tutta la durata del conflitto sul fronte del sud.
Gli ultimi scontri avvennero nei pressi di Mantova al fianco dei giovani
bersaglieri della divisione Etna nei giorni 27/04 - 30/04 1945.

2)
Fronte occidentale. Poco nota questa fase del conflitto ove i legionari
italiani si opposero e difesero le vallate della valle d'Aosta da tentativi
di invasione da parte di elementi francesi che, con l'appoggio di bande
partigiane locali, tentavano un annessione del territorio nazionale. Su
questo fronte le operarioni vennro condotte in collegamento sia a reparti
della Guardia Confinaria sia con reparti di Brigate Nere.

3) Fronte
interno con compiti di antiguerriglia e antiparacadutisti. Le operazioni
avvennero soprattutto nella zona del Piemonte con un tributo di sangue
altissimo. La prima azione venne effettuata a Rorà (Pinerolese) e nella Val
Germanasca. Nello spirito delle Waffen SS i comandanti di reparto erano in
prima linea con i Legionari e nel primo scontro viene ferito gravemente il
Capitano Dal Dosso, comandante del Btg Debica.

4) Sul fronte orientale
per difendere l'Italianità della Venezia Giulia. I reparti che si opposero
alle bande titine combatterono sino al 05/05/1945 e furono pressoché
annientati durante le operazioni belliche. I sopravvissuti vennero
infoibati nella quasi totalità. Anche in questa situazione i reparti della
legione SS Italiana cooperarono con altri reparti di SS in particolare con
reparti di cosacchi appartenenti all'armata del generale Vlasloff.


I
servizi speciali
I servizi speciali dipendevano direttamente dal Abweher
190 e consistevano in azioni oltre le linee alleate e nella predisposizione
di piani di difesa delle città invase. Poco o nulla si sa di questo tipo di
operazioni, due sono gli episodi più noti di cui si hanno più notizie: la
fucilazione il 26 maggio 1945 dei legionari Sabelli e Testorio a Roma (da
notare che la guerra era terminata da un mese) e la resistenza dei Franchi
Tiratori a Firenze che contrastarono casa per casa l'avanzata dei
partigiani e delle truppe anglo americane per 7 giorni terminando poi in
uno spaventoso bagno di sangue. Gli ultimi Franchi Tiratori furono uccisi
sulle gradinate del Duomo di Firenze a causa del loro rifiuto di abiurare
il fascismo e la lotta europea.

Sulla fucilazione di Sabelli e Testorio
più delle parole è significativa la foto che ritrae il momento della
fucilazione ove i due legionari salutano a braccio teso.
Riportiamo la
lettera della moglie di Testorio, Nella, che suicidandosi segue il marito
nel martirio.

"Raggiungo mio marito al di là. Mai nessuno potrà
fucilarmelo, mai nessuno potrà dividerci: in ciò i signori comunisti sono
impotenti. E voi, ministro Togliatti, che fino all'ultimo siete voluto
essere vigliacco come tutti i vostri degni compari allungando inutilmente
lo spasimo di due vite che vivevano l'una per l'altra, possiate essere
maledetto. A me spetta l'eterna felicità, egli mi attende. Desidero che
siano rispettati tutti i desideri di mio marito, e che vengano con me le
foto del nostro adorato bimbo e dell'unico uomo che della mia vita ho
amato. Gualtieruccio caro, mamma e papà veglieranno sempre su di te.
Nella
Testorio. A morte il comunismo"


La fine
Alla fine delle ostilità i
reparti delle SS Italiane subirono diversi trattamenti. I reparti che si
arresero alle forze angloamericane a nella zona di Gorgonzola (Mi) il 30
Aprile 1945 vennero internati nei campi di concentramento sparsi nella
penisola e principalmente in quelli di Aversa, Coltano, Rimini.

I
reparti che ebbero la sfortuna di essere catturati da altre formazioni
vennero, nella maggio parte dei casi, fucilati. Ciò per disposizioni
precise: era sufficiente appartenere alle SS Italiane per venire uccisi
dopo sentenza dei Tribunali Speciali ( Corpo Volontari della Libertà
Comando Militare Regionale Piemonte, n°293 del 15 Aprile 1945 ) o dopo tre
ore dalla cattura (Comitato Liberazione Nazionale, Divisione Autonoma Val
Chisone n°574 ). Gli eccidi più feroci avvennero nel Comasco ove alcune
formazioni di SS restarono tagliate fuori dal grosso della divisione
attestata nella bassa pianura lombarda.

A Mariano Comense le reclute SS
vennero tutte uccise, come un reparto di genieri ad Albavilla che, dopo
aver sparato fino all'ultima cartuccia, si fecero tutti uccidere. Ad Asso,
Canzo, Brunate intere sezioni di SS svanirono nel nulla. Persino i feriti
non vengono risparmiati: il tenente Luigi Ippoliti, ferito in combattimento
contro gli Anglo Americani e ricoverato all'ospedale di Cantù viene
prelevato e, legato alla barella, fucilato.


La propaganda
Terminiamo
questo brevissimo ed incompleto studio riportando una frase scritta su una
cartolina di propaganda delle SS Italiane:

Sacrosanta lotta del sangue
contro l'oro
Del lavoro contro il capitalismo
Dello spirito contro la
materia


Bibliografia
Ernesto Zucconi: SS Italiane, NovAntico 1995
Giorgio Pisanò: Gli ultimi in grigioverde, CDL 1994
Giorgio Pisanò: la
generazione che non si è arresa, CDL 1964
Giorgio Pisanò: Storia della
Guerra Civile in Italia, Val Padana, 1974
INTERARMA RSI: Il testimone,
pubblicazione omaggio non in commercio, Sacrario della Piccola Caprera,
29/30 Aprile 1995
Pietro Ciabattini: Coltano un campo di concentramento
dimenticato, Mursia 1995
Saint-Loup: Gli Eretici, Sentinella d'Italia 1985
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it

sergio

unread,
Jun 25, 2001, 7:40:54 AM6/25/01
to

il nuovo artamano "Vasco Gońcalves" wrote:

> 29Ş Divisione Waffen SS Italia


>
> Iniziamo la serie dedicata alle forze armate della RSI con la Divisione

> Waffen SS Italia. ..... dal 09/03/1945 - 29a

> Divisione Waffen SS Italia
>
> Il giuramento
> "Giuro davanti a Dio questo
> sacro giuramento, che combattendo per la mia patria Italiana contro i suoi

> nemici, sarň incondizionatamente obbediente al comandante supremo delle


> Forze Armate tedesche, Adolfo Hitler e sempre disposto a dare la mia vita
> per questo giuramento".

E meno male che qualcuno nel NG ha blaterato spesso di "indipendenza" della
RSI dai nazisti tedeschi...

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