Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

A proposito di Eleonora Pimentel de Fonseca

36 views
Skip to first unread message

Carlo Spena

unread,
Sep 26, 2000, 3:00:00 AM9/26/00
to
Ho letto la breve nota sulle mutande di Eleonora Pimentel Fonseca.
Un accozzaglia di bugie infamanti e deliranti. A momenti vomitavo.
Quando si scrive ,specie per professione, si ha il dovere di controllare
quanto si dice, o per lo meno di citarne la fonte.
Credo di aver letto quasi tutto sulla vita della Pimentel; del resto era
doveroso, visto che sto realizzando un sito sulla storia della Repubblica
Napoletana. Mai nessuno, anche se di parte, si era permesso di inventarne
tante.
Ma non capisco a che pro? Cosa vuole veramente dimostrare??
Proporre un parallelismo tra le posizioni dei repubblicani di fine '700 e l'
attuale sinistra è cosa da folli!!
Strano paese il nostro: i repubblicani del '99 furono onorati durante la
monarchia Sabauda, specie durante il ventennio.
Ora , in piena Repubblica, c'è chi ne infanga la memoria, specie gli ex
repubblichini.
Siamo ancora un paese, e l'esempio viene dal nord, dove nelle dispute,
piuttosto che provare ad affermare e far riconoscere le nostre qualità,
preferiamo infangare ed offendere quelle dei nostri avversari.
A quanto pare i due secoli profetizzati dal Cuoco, necessari per il recupero
sociale e civile, non sono bastati.
Mimmo Spena.
P.s
Anche su Maria Antonietta è stata detta una menzogna: fu assolta dall'
accusa di pedofilia (cfr. Maria Antonietta di Stefan Zweig).
Il Monitore Napolitano, il giornale della Repubblica Napoletana diretto
dalla Pimentel ed oggetto delle pesanti accuse, è in rete al seguente
indirizzo: http://digilander.iol.it/rn/monitore.htm . Giudicate voi!!


Veniero Fogliata

unread,
Sep 27, 2000, 3:00:00 AM9/27/00
to

> Strano paese il nostro: i repubblicani del '99 furono onorati durante la
> monarchia Sabauda, specie durante il ventennio.
> Ora , in piena Repubblica, c'è chi ne infanga la memoria, specie gli ex
> repubblichini.

Di ex repubblichino, in questo sito sono solo io: e non infango affatto la
memoria di Eleonora Fonseca Di Pimentel, ne quella di tutte le altre
centinaia di martiri della gloriosa repubblica Partenopea.
Saluti
veniero.

Carlo Spena

unread,
Oct 1, 2000, 3:00:00 AM10/1/00
to
Putroppo la prima al San Carlo di "Eleonora" fu contestata proprio dai
sostenitori di Fiamma Tricolore. L' espressione più dolce fu: "Eleonora è na
puttana" e l' episodio fu riportato da tutta la stampa, anche quella
straniera...
Possibile che questo paese ha così scarsa memoria???
Possibile che per faziosità di parte si tiri con tanta facilità merda sul
primo che capita.??
Purtroppo a maneggiare merda si corre solo il rischio di rimanere smerdati.
Chiaramente mi riferisco all' autore dell' articolo su Eleonora Pimentel de
Fonseca.
Grazie e scusatemi lo sfogo.
Mimmo Spena

Veniero Fogliata <fogl...@hotmail.com> wrote in message
8qtlc5$g2421$2...@ID-11093.news.cis.dfn.de...

Veniero Fogliata

unread,
Oct 2, 2000, 3:00:00 AM10/2/00
to
Ha pienamente ragione. Purtroppo, stanno venendo sempre più alla luce dei
fascistoidi, che del fascismo non sanno neppure che colore avesse.
Soltanto dei tarati, fra un sovrano borbonico reazionario e forcaiolo, ed
una repubblica patriottica, potrebbero tifare per il primo.
Saluti
Veniero.

Domenico Spena

unread,
Oct 3, 2000, 7:10:07 PM10/3/00
to
 

A noi non basta indicare le contraddizione che emergono !!

Bisogna trovare e capirne le ragioni!

All' improvviso un ignorante, nell' illusione di buttare fango sugli avversari politici,  s'alza e ,senza conoscere nè aver mai studiato la storia del nostro paese, comincia a dire che quelli di sinistra sono dei giacobini... Cose da pazzi! Ma su che l'appoggia il suo pensiero??

Possibile che la prudenza non  lo porti a verificare quanto sta dicendo??

O forse veramente crede che il suo verbo possa cambiare anche la storia??

Improvvisamente una massa di pecoroni gli risponde all' unisono,  conferma e plaude il Verbo del Maximo Leader .

E' il vecchio giochino di quella massa di acari sempre pronta  a saltare sul carro del vincitore, che è poi anche la prima ad abbandonarlo quando il vento comincia a mutare. Codardamente, questi preferiscono non  assumere mai delle responsabilità dirette per quanto ripetono e per quanto fanno: come bestie seguono il capo branco e su di lui caricano le responsabilità di tutte le scelte e le azioni. Ove le cose si mettessero male, dagli addosso al capo. Allora viene fuori che era un incapace, corrotto, debole e che aveva tradito e ingannato tutti, rubando la loro fiducia.

E così poco dopo, a Rimini, esce fuori che i briganti e l'esercito che si proclamava della Santafede erano  in realtà dei bravi figlioli  timorati di Dio che lottavano contro il nemico straniero. Infatti combattevano per il Re Borbone, che era spagnuolo, la regina Maria Carolina, che era austriaca, Il primo ministro Acton, l'ammiraglio Nelson  e quella buona donna di Lady Hamilton , che erano inglesi. Inoltre seguivano Il Cardinale Ruffo solo per saccheggiare e per procacciarsi dei ricchi bottini.Non si fermarono di certo davanti alle chiese che svuotarono di tutto, tanto che nella furia calpestavano le ostie consacrate che cadevano dai calici che rubavano.

Immediatamente s'ode un altro squillo: Eleonora Pimentel de Fonseca, una poetessa del settecento conosciuta in tutto il mondo per i suoi meriti, diventa una puttana.

Vi prego, non accetto giustificazioni di sorta, neppure col senno di poi. Andate a studiare. Portate le prove di quanto asserite.

Quanto a lei Veniero mi rende felice vedere che un ex repubblichino, per carità è lei a definirsi tale, prenda posizioni per chi, coerentemente col proprio impegno, ha pagato con la vita non solo per fare l'Italia unica ed indipendente, ma anche per affermare i valori di libertà e democrazia negati da un Re tiranno e forcaiolo quale era Ferdinando IV.

Grazie per la gentile ospitalità.

Mimmo Spena

Marco S.

unread,
Oct 4, 2000, 3:00:00 AM10/4/00
to

"Domenico Spena" <spena...@tiscalinet.it> wrote in message
000001c02d8f$43a78840$e730623e@s7i8l4...

>E cosě poco dopo, a Rimini, esce fuori che i briganti e l'esercito che si
>proclamava della Santafede erano in realtŕ dei bravi figlioli timorati di


Dio >che lottavano contro il nemico straniero.

Se a Rimini hanno sostenuto questo, se lo sono proprio tirata addosso !
Quando la guerra, diventa guerriglia ideologica, si salvano in pochi,
credimi !


>Infatti combattevano per il Re Borbone, che era spagnuolo, la regina Maria
>Carolina, che era austriaca, Il primo ministro Acton, l'ammiraglio Nelson
e >quella buona donna di Lady Hamilton , che erano inglesi. Inoltre
seguivano Il >Cardinale Ruffo solo per saccheggiare e per procacciarsi dei
ricchi >bottini.Non si fermarono di certo davanti alle chiese che svuotarono
di tutto, >tanto che nella furia calpestavano le ostie consacrate che
cadevano dai calici >che rubavano.

Beh, comunque e' strano un cardinale che saccheggia le chiese, non trovi ?


>Immediatamente s'ode un altro squillo: Eleonora Pimentel de Fonseca, una
<poetessa del settecento conosciuta in tutto il mondo per i suoi meriti,
diventa >una puttana.

Nessuno puo' offendere cosi' una donna la cui virtu' non e' in discussione.
Noi uomini dobbiamo piantarla di tirare fuori questa parola, quando non
sappiamo cosa dire di male di una donna.
Quello che puo' essere discusso e' se anche lei non fosse, tutto sommato,
una intellettuale dell'ennesimo governo fantoccio italiano al servizio dello
straniero (i francesi in questo caso).


>impegno, ha pagato con la vita non solo per fare l'Italia unica ed

>indipendente, ma anche per affermare i valori di libertŕ e democrazia


negati >da un Re tiranno e forcaiolo quale era Ferdinando IV.

>Mimmo Spena

Non e' un po' audace legare le repubbliche giacobine imposte dai francesi al
Risorgimento italiano ?
"Liberte', Egalite' e Fraternite', i franseisi in carrossa e noialtra a pe'
" (cosi' la pensava la gente comune in Piemonte a cavallo tra il '700 e
l'800)
Va bene fare la guerra al "re-bomba", ma non per finire mani e piedi legati
in mano a Napoleone !
Del resto se il re era "forcaiolo" e' probabile che se la fosse presa un
tantinello, per il fatto di essere stato tradito da persone che aveva
beneficato (Non alludo solo alla Pimentel, ma anche all'ammiraglio
Caracciolo: eroi dal punto di vista patriottico, ma traditori dal punto di
vista del re, come dargli torto ?).


Ultima considerazione.
Vuoi sapere quando, facendo storia, stai "toppando" alla grande ?
Quando da una parte ci sono i buoni ammantati di luce e dall'altra gli
oscurantisti cattivi.
Purtroppo la vita non e' cosi' semplice ! Magari !

Marco

Veniero Fogliata

unread,
Oct 5, 2000, 3:00:00 AM10/5/00
to
Quanto all'ex repubblichino, non dovrebbe trovarci nulla di strano; a prima vista appare fortissimo il parallelismo fra la Repubblica Sociale, e quella Partenopea: Un alleato che di colpo diventa invasore, la rivolta sui monti, l'insurrezione, il successivo bagno di sangue, con gli inglesi a far da manovratori. La fortuna della Repubblica Partenopea, fu che i suoi alleati, non compirono un genocidio. Se poi, un moderno capopopolino, ha di nuovo aizzato le plebi contro quegli antichi patrioti, non credo importi molto, la sua opera, non durerà in eterno. Molto peggio, è il fatto che, anche in questo ng, il 90% dei partecipanti, temo non sappia neppure che sia esistita la Repubblica Partenopea, o se lo sanno, ne ignorano quasi completamente il suo valore storico e le sue vicende. Purtroppo, il culto della storia è morto. Appena qualcuno in televisione vuol proporre come utile un nuovo studio, subito propone: "se si togliesse qualche ora di storia e...."
Così i giovani crescono senza alcuna passione storica. Ricordo altri tempi: era materia di discussione fra i ragazzi, se nella battaglia di San Martino, avrebbero vinto egualmente i piemonesi se non fosse venuto un forte temporale la cui acqua andava in faccia agli austriaci disturbandoli. In quasi tutti i paesi, c'era un anziano, soprannominato Barattieri, era cioé il reduce di Adua che più ne parlava. In quel tempo, nessun ignorante si sarebbe mai sognato di affermare quelle cavolate sulla Repubblica Partenopea, se non altro perché era nata sull'onda dei successi di Napoleone, che allora era un mito universalmente riconosciuto.
Saluti
Veniero.
Dimenticavo di aggiungere che fra i massacratori di quell'eroica Repubblica, ci fu anche il feroce brigante Fra Diavolo, in cui non credo in molti voglano riconoscersi.

Domenico Spena

unread,
Oct 5, 2000, 3:00:00 AM10/5/00
to

Ma quale tradimento??

Chi ha studiato e conosce la storia ricorda benissimo che il vero tradimento lo compì proprio il re borbone, Ferdinando IV, scappando in Sicilia con la cassa e lasciando i Napoletani nella merda!!! Tra l'altro l'iniziativa di intrapendere la guerra contro i francesi era stata proprio sua!

Certamente non è facile, per  quelli che sono disposti a vendersi per un piatto di minestra, accettare che altri preferiscano rinunciare a quel piatto.

Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto piu' umano che ti dia il senso della violenza;
pero' bisogna farne altrettanta per diventare cosi' coglioni
da non riuscire piu' a capire che non ci sono poteri buoni;
da non riuscire piu' a capire che non ci sono poteri buoni.

Riportiamo la discussione nei termini della concretezza:

Da una parte c'era una corte lazzara e  corrotta che non voleva perdere i suoi privilegi e imporre il suo potere assoluto ai sui sudditi.

Dall' altra c'erano degli uomini illuminati che tentarono di creare una nazione democratica ed di dare dignità politica, civile e sociale a dei liberi cittadini.

In merito consiglio di consultare il testo della costituzione predisposta da Mario Pagano che pagò con la vita il suo leggittimo tentativo. http://digilander.iol.it/rn/costituzione.htm

Per quanto concerne la vita della Pimentel consiglio di attingere notizie da un sito a lei dedicato da una giovane scrittrice napoletana.   http://digilander.iol.it/eleonora1799/italian.htm

Infine per chiarimenti e notizie sulla repubblica napoletana del '799: r...@repubblicanapoletana.it.

Per Sergio S. : Re Bomba non c'i azzecca proprio..
Verrà circa trent'anni dopo e si dimostrerà degno discendente ....di cotanto nonno.
Grazie Mimmo Spena.
 
Ps : I versi riportati sono di F.De Andre: Nella mia ora di libertà, dall' Album "Storia di un impiegato"

Marco S.

unread,
Oct 6, 2000, 3:00:00 AM10/6/00
to

>"Domenico Spena" <spena...@tiscalinet.it> wrote in message
>001801c02eca$bd303ae0$e52d623e@s7i8l4...

>Ma quale tradimento??
>Chi ha studiato e conosce la storia ricorda benissimo che il vero
tradimento >lo compě proprio il re borbone, Ferdinando IV, scappando in

Sicilia con la >cassa e lasciando i Napoletani nella merda!!! Tra l'altro
l'iniziativa di >intrapendere la guerra contro i francesi era stata proprio
sua!

Solo una considerazione: il re non scappo' all'estero, ma in altra parte del
regno.
Non si tratta certo di un comportamento eroico, pero' non era solo il re dei
napoletani, ricordiamolo.
Alla stessa stregua, hanno ragione i fascisti a dire che Vittorio
Emanuele III fosse un traditore !
Ne' si puo' pretendere che il re non considerasse Caracciolo un pericoloso
traditore (soprattutto quando la minaccia francese continuava ad incombere;
poi mi sembra si mostrasse molto clemente con chi aveva aderito ai vari
governi filo-francesi).
Questo non significa che IO consideri un traditore l'Ammiraglio Caracciolo:
non so se mi sono spiegato.
Mi rammarico anzi che da 50 anni (se non sbaglio) la nostra Marina non gli
dedichi piu' una nave.
Forse per non urtare gli amici anglosassoni.
Dal 1945 vanno di moda loro : O ))

In quanto all'iniziativa della guerra, questa non implica affatto che la
responsabilita' sia di una sola parte.
1) Non si dimentichi l'attivita' di propaganda giacobina anti-monarchica
svolta continuamente dal governo francese a Napoli sin dal 1792 (i vari
Cacault e Mackau, piu' che dei rappresentanti diplomatici erano dei
sobillatori !)

2) Con la caduta di Malta in mano francese (12 giugno 1798) l'attivita' dei
barbareschi ebbe una vera escalation (evidente l'appoggio della Francia), al
punto da far dire, per esempio, al governatore di Castello di Licata "[...]
dal momento in cui i francesi hanno occupato Malta, i barbareschi, che sono
in buoni rapporti con questa Repubblica, si sono piu' ringalluzziti
OCCUPANDO il Canale (di Sicilia) e quei mari siciliani, per cui la pesca e'
pressoche' IMPOSSIBILE e cosi' il commercio"

E' chiaro che, in una situazione del genere, il sovrano aveva il dovere di
recuperare la liberta' di navigazione da cui tanto dipendeva l'economia del
suo regno, anche a costo di scontentare gli intellettuali di Napoli.
E' visto che la scelta era tra Francia e Gran Bretagna, fece la sua scelta e
di conseguenza ruppe la Tregua di Brescia del 1796, affidando le sorti del
suo regno agli inglesi, vittoriosi ad Aboukir.
Come vedi, la Francia era ben lungi da essere la povera nazione aggredita,
vittima della vilta' borbonica !


CONCLUSIONE********************************
Non vorrei che tu fraitenda il mio punto di vista e quindi sono costretto a
dilungarmi ancora un po' per spiegarlo.
Per comprendere il mio giudizio bisogna ragionare su 3 piani:

1) Piano degli ideali: gli ideali della Repubblica Napoletana sono
indiscutibili, non perche' lo dico io, ma perche' lo dice la storia.
La storia e' l'unica giudice del valore delle idee.
Le monarchie sono morte, a parte qualche vuoto simulacro.
La moderna forma di governo e' quella che persone come Eleonora Pimentel e
compagni intravvidero quando immaginarono la Repubblica Napoletana.

2) Piano delle intenzioni individuali: non ho dubbi che molta parte dei
patrioti fossero persone integre e, dal punto di vista ideologico,
lungimiranti.
Anche se nulla vieta che un buon ideale sia servito da emeriti farabutti (e'
questo forse uno dei passaggi che ti e' difficile digerire, ancor piu'
perche' presuppone la possibilita' del suo viceversa)

3) Piano del risultato pratico: la Repubblica Napoletana
era, oggettivamente, uno strumento della Francia (e' duro' quanto le
baionette francesi le permisero di durare) e su questo piano non aveva
alcuna superiorita' morale sul re Ferdinando IV, lui pure succube degli
inglesi.
Ne' l'alto valore degli ideali repubblicani puo' cancellare del tutto
questo aspetto.
Un buon politico deve avere anche un occhio alle cose pratiche, se no non e'
un buon politico, ma solo un inconcludente idealista.
Dal punto di vista politico, i napoletani non erano in grado di fare una
azione indipendente dalle grandi potenze, quindi la scelta migliore era
quella di stare dalla parte della maggiore potenza nel Mediterraneo, cioe'
la Gran Bretagna .
La liberta' di navigazione lo esigeva !
Infatti finche' fu interesse degli inglesi mantenere in vita il regno di
Napoli
(fino al 1861, cioe'), la loro alleanza coincise con i periodi
economicamente migliori del regno stesso.
E questo, per chi campa solo di minestra, e' la cosa piu' importante.
La Costituzione repubblicana ebbe tanti meriti, ma non quello di essere
commestibile.

Esaminero' con piu' calma i siti che mi hai consigliato e vedro' di
documentarmi meglio: forse migliorero'............forse la mia concezione
storica e' viziata da eccessivo "navalismo", nel caso ci risentiremo.
Per il momento resto convinto che l'esperienza della Repubblica Napoletana,
indiscutibile dal punto di vista ideale, fosse totalmente avulsa dal sentire
delle masse (popolino napoletano a parte) e strumentale alla politica di una
potenza straniera che non era in grado di assicurare benessere agli
autoctoni (ammesso che lo volesse)

>Per Sergio S. : Re Bomba non c'i azzecca proprio..

Lo so, lo so.........................
Il "re-bomba" era Ferdinando II, ma l'efficacia del soprannome (vagamente
ironico) mi ha sempre colpito e quindi non ho resistito..................
Mi chiedo come i patrioti del Risorgimento pensassero di rendere antipatico
un re definendolo in questo modo.

Ciao

Marco


Veniero Fogliata

unread,
Oct 10, 2000, 3:00:00 AM10/10/00
to
Il fatto che il Re sia fuggito, in se non è disdicevole, non era suo dovere
farsi catturare.
Sono invece deprecabilissime le condanne a morte che hanno falcidiato il
fiore dell'intelligenza napoletana, e che fecero da corollario alla cieca
violenza dei sanfedisti e dei briganti di Fra Diavolo.
Con la presente colgo l'occasione per rendere omaggio anche all'altra donna
famosa, vittima della reazione borbonica.
Saluti
Veniero.

Marco S.

unread,
Oct 11, 2000, 3:00:00 AM10/11/00
to

Veniero Fogliata <fogl...@hotmail.com> wrote in message
8s27mi$j7cv8$6...@ID-11093.news.cis.dfn.de...

L'Oscar Mondadori, mi sembra, le ha appena dedicato un libro in edizione
economica (e pure un altro a Ferdinando IV)

Marco


Veniero Fogliata

unread,
Oct 12, 2000, 3:00:00 AM10/12/00
to
>
> L'Oscar Mondadori, mi sembra, le ha appena dedicato un libro in edizione
> economica (e pure un altro a Ferdinando IV)
>
> Marco
>
>
Una trentina di anni fa, la televisione aveva dedicato un teleromanzo in
dieci puntate alla sua vicenda: bellissimo. Non vorrei passare per
passatista, ma mi rammarico che la televisione non faccia più simili opere.
Saluti
Veniero.

Marco S.

unread,
Oct 13, 2000, 3:00:00 AM10/13/00
to

Veniero Fogliata <fogl...@hotmail.com> wrote in message
8s7kca$jhdt4$1...@ID-11093.news.cis.dfn.de...

Non e' un passatista, signor Veniero.
Ho gia' fatto un intervento sul tema e quindi non voglio tediare ancora gli
amici del NG.
Dico solo che ho 37 anni, quindi all'epoca degli sceneggiati storici RAI ero
un bambino, pero' ricordo bene molti di loro e fu forse la loro visione a
trasmettermi la passione per la storia che, come vede, dura tuttora.
Con pochi mezzi si mettevano in giro molte idee.
Oggi spendono miliardi per rincoglionire la gente !

Marco

Veniero Fogliata

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to

>
> Non e' un passatista, signor Veniero.
> Ho gia' fatto un intervento sul tema e quindi non voglio tediare ancora
gli
> amici del NG.
> Dico solo che ho 37 anni, quindi all'epoca degli sceneggiati storici RAI
ero
> un bambino, pero' ricordo bene molti di loro e fu forse la loro visione a
> trasmettermi la passione per la storia che, come vede, dura tuttora.
> Con pochi mezzi si mettevano in giro molte idee.
> Oggi spendono miliardi per rincoglionire la gente !
>
> Marco
>
>
Sacrosanta verità, forse è il maggior numero di canali, che costringe i
direttori a seguire le strade più facili, forse la povertà di idee; o, più
probabilmente è la nostra società che ha dimenticato la storia, e non sa
raccontarla, ne, vuole ascoltarla. Io, ricordo un epoca in cui, della prima
guerra mondiale, ed anche delle battaglie del risorgimento, si parlava
all'osteria. Adesso, al massimo si parla della storia del calcio.. Ma
lamentarsi è inutile, i tempi cambiano, ed è giusto sia così.
Saluti
Veniero
Ps: mi ero dimenticato nel precedente post, di ringraziare per la
segnalazione dei libri, che al più presto comprerò.

Domenico Spena

unread,
Oct 15, 2000, 7:52:34 PM10/15/00
to
La repubblica Napoletana del 99 mi interessa non poco. Sono già intervenuto circa lo stomachevole e menzognero libello sulla Fonseca di un certo Camilleri. Poichè raccolgo materiale inerente, mi sono procurato da un collezionista una copia dello sceneggiato della Rai "Luisa Sanfelice".
La vicenda è un po' romanzata , ma siamo negli anni 60.
Lo stesso collezionista mi ha fornito anche una cassetta del film "Luisa Sanfelice, la decapita" del 41. Molto pathos grazie al bianco e nero , ma anchesso molto romanzato. In entrambe le versioni viene riabilitata la figura del marito (??).
La Sanfelice e la Hamilton sono le persone di quel periodo maggiormente ricordate, sia in letteratura che nel cinema.
Certo che personaggi interessanti ce ne furono. 
La Sanfelice fu ricordata anche in molte opere pittoriche da Giocchino Toma ed altri. Si possono vedere nella pagina http://digilander.iol.it/rn/luisa.htm  dedicata proprio alla Sanfelice.
Saluti Mimmo SPena 

Veniero Fogliata

unread,
Oct 18, 2000, 3:00:00 AM10/18/00
to

Più che altro, nello sceneggiato televisivo, si era ricorsi all'espediente
che il marito fosse morto nei combattimenti precedenti la fuga del re.
Saluti,
Veniero.

Veniero Fogliata

unread,
Oct 18, 2000, 3:00:00 AM10/18/00
to

Uno dei maggiori protagonisti della tragica fine della Repubblica
Partenopea: Fu il brigante Fra Diavolo.
Al riguardo, volevo porre una domanda su una versione sul perché gli fosse
stato attribuito quel nome:
Mi era stato detto che il personaggio in questione, prima di farsi brigante,
era uno di chiesa, molto praticante, che si prestava anche a piccoli senvizi
liturgici, per questo motivo, gli era stato posto il nomignolo, un po'
derisorio di Fra (Non ricordo esattamente come si chiamasse comunque lo
chiamavano Fra Vincenzo, Fra Francesco, o quello che era.) Un giorno, la sua
fidanzata lo piantò per un altro. Egli, aspettò il giorno delle nozze,
appostatosi su un altura, aspettò uscissero di chiesa, e li uccise entrambi
a fucilate. Poi si diede alla macchia. Da quel giorno, in luogo di Fra
Vincenzo, Fu chiamato Fra Diavolo.
Qualcuno saprebbe confermare o smentire questa versione?
Saluti
Veniero.

0 new messages