La città di Parigi ha avuto sempre lo stesso nome?
originariamente ne aveva un'altro? quando è stato cambiato in quello
attuale?
Il nome "Paris" significa qualche cosa in francese?
Saluti
Deserton
Dovresti leggere di piu' Asterix !
Secondo te dove va' Falpala' a fare shopping ?
Ciao : )
Marco
> La città di Parigi ha avuto sempre lo stesso nome?
In un certo senso sì...
> originariamente ne aveva un'altro? quando è stato cambiato in quello
> attuale?
I Romani l'hanno chiamata Lutetia Parisiorum. I francesi l'hanno
abbreviata in Paris durante il medioevo.
> Il nome "Paris" significa qualche cosa in francese?
Non proprio. Sarebbe il plurale di "scommessa" ("pari"), ma non c'entra.
Paris -idis in latino è il nome Paride. Però non so perché la città fu
chiamata così.
saluti
--
Piero F.
l'autoglorificazione del postribolo di bitinia.
sai quanto mi spiace per labieno?
non hai idea.
Grazie a "tuo cuggino" adesso ho focalizzato l'origine del nome. Preso in
pieno, i Parisii erano una tribù gallica, Paride non c'entra più di quanto
c'entrino le scommesse:-)
Quanto alla loro città, Cesare parla di "un'isola in mezzo alla Senna"
(VII,57) però la chiama "Lutecia". Credo che la forma "Lutetia" sia del
tardo latino medievale.
saluti
--
Piero F.
Infatti, il nome ha origine dalla tribù che lì vicino viveva.
A titolo di pura curiosità si potrà notare che la stessa operazione è stata
fatta con l'attuale Torino (Augusta Taurinarum, dalla tribù dei taurini
(popolo credo originario ligure con successivi innnesti galli): Con il tempo
l'"Augusta" si è perso nel nulla laciando solo il "Taurinorum" donde deriva
l'attuale Torino.
stranamente l'opposto si è avuto per la sua vicina, Augusta Praetoria, dove
il "praetoria" è decaduto lasciando "Augusta" libera di trasformarsi
nell'attuale "Aosta".
Che c'entra? Nulla, tanto per raccontarne una ;)
Luca
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Inviato via http://usenet.libero.it
Nel De Bello Gallico Giulietto scrive così:
(VII,57)
Dum haec apud Caesarem geruntur, Labienus eo supplemento, quod nuper ex
Italia venerat, relicto Agedinci, ut esset impedimentis praesidio, cum
quattuor legionibus Lutetiam proficiscitur. Id est oppidum Parisiorum,
quod positum est in insula fluminis Sequanae
(VII,58)
Id est oppidum Senonum in insula Sequanae positum, ut paulo ante de
Lutetia diximus.
Quindi era Lutetia, non Lutecia. :-PP
Un Giacomo pignolo :))
--
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> Non proprio. Sarebbe il plurale di "scommessa" ("pari"), ma non c'entra.
Paris -idis in latino è il nome Paride. Però non so perché la città fu
chiamata così.
Il nome deriva dai Parisii, la prima tribù che si installò nell'isola della
Senna.
Saluti
Fabio
Saluti
Fabio
> (VII,57)
> Dum haec apud Caesarem geruntur, Labienus eo supplemento, quod
> nuper ex Italia venerat, relicto Agedinci, ut esset impedimentis
> praesidio, cum quattuor legionibus Lutetiam proficiscitur. Id est
> oppidum Parisiorum, quod positum est in insula fluminis Sequanae
>
> (VII,58)
> Id est oppidum Senonum in insula Sequanae positum, ut paulo ante de
> Lutetia diximus.
>
> Quindi era Lutetia, non Lutecia. :-PP
>
> Un Giacomo pignolo :))
Acc ... a me risulta Lutecia ... negli stessi passi che menzioni tu (Carlo
Carena - Oscar Mondadori).
Boh !!!
Ciao
OndaMax
Non sai quale vespaio hai sollevato, o Giacomo Pignolo :-)
Niente niente noi oggi leggiamo quello che crediamo essere un testo
originale latino, e invece è frutto di interpolazioni e di mediazioni
medievali...
Già OndaMax ha segnalato che nell'edizione Mondadori viene riportato
"Lutecia", e senti allora cosa c'è scritto nell'edizione Rizzoli:
«Dum haec apud Caesarem geruntur, Labienus eo supplemento, quod nuper
ex Italia uenerat, relicto Agedinci, ut esset impedimentis praesidio, cum
quattuor legionibus Luteciam proficiscitur. Id est oppidum Parisiorum,
quod positum est in insula fluminis Sequanae.»
«Id est oppidum Senonum in insula Sequanae positum, ut paulo ante de
Lutecia diximus.»
Nel completo apparato critico di quest'edizione (Classici BUR) si accenna
alla quantità considerevoli di manoscritti medievali pervenutici, tutti
leggermente diversi l'uno dall'altro. Il curatore Ettore Barelli dichiara
la propria fonte, che è l'edizione critica di L.A. Constans, la quale si
basa su 7 manoscritti di classe A e 4 di classe B, tutti risalenti al
periodo medievale che va dal IX secolo al XII.
Noterai anche che il mio testo traduce "u" tutti i segni "V"
(venerat-->uenerat) e personalmente non sono d'accordo, si rende più
difficile capire il senso.
Niente da meravigliarsi dunque se un altro curatore preferisce avvalersi
di fonti diverse, ma il problema resta quello: è corretto scrivere Lutecia
oppure Lutetia?
Sottoporrei il problema a it.cultura.classica, se non avessi già
partecipato a una feroce discussione a proposito di "condicio/conditio
sine qua non", discussione che ha diviso profondamente i latinisti senza
peraltro risolvere il problema...
Secondo alcuni, l'originale di quasi tutte le parole in -ti- doveva essere
in -ci-, ma i copisti medievali confondevano la "c" gotica con la "t".
Secondo altri, è vero il contrario, il latino medievale "ammorbidiva" i
suoni duri della pronuncia classica, e monaci scarsamente alfabetizzati
scrivevano "come si pronuncia" anziché con la grafia classica...
Insomma, è un bel casino. Non sono abbastanza filologo per dire che è
giusta una versione piuttosto che l'altra. Chiamiamola Lutezia così non
facciamo torto a nessuno :-)
saluti
--
Piero F.
"Pulsar" <michel...@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:z9q9b.92694$R32.2...@news2.tin.it...
Ehm.... puoi tradurre?
si narra che cesare, per ottenere aiuti contro i pirati, chiese aiuto al re
di bitinia, noto ricchione.
questo re sembra che abbia posseduto il giovane giulio, che comunque era di
larghe vedute, su certi temi.
da allora lo presero di mira per la sua ricchionaggine ed uno dei soprannomi
che gli attribuirono fu "postribolo di bitinia".
autoglorificazione perche', sebbene carino dal punto di vista storico,
sembra george bush che parla di se stesso.
labieno, invece, suo fido scudiero, si schiero' contro di lui nella guerra
civile. dopo che in gallia si batte' valorosamente e dove gli furono
assegnati compiti d'immensa responsabilita'.
mi pare che mori' a farsalo e che non fece quindi in tempo a perdonarlo (ma
vado a memoria, e potrei dire un'inesattezza.)
mi spiace perche' labieno era un validissimo generale, proprio bravo.
> si narra che cesare, per ottenere aiuti contro i pirati, chiese aiuto al
re
> di bitinia, noto ricchione. questo re sembra che abbia posseduto il
> giovane giulio, che comunque era di larghe vedute, su certi temi.
Quello che è certo e che la fazione senatoria avversa a Cesare utilizzò
l'aneddoto a fini politici. Il resto ... non lo sapremo mai.
> labieno, invece, suo fido scudiero, si schiero' contro di lui nella
> guerra civile. dopo che in gallia si batte' valorosamente e dove
> gli furono assegnati compiti d'immensa responsabilita'.
> mi pare che mori' a farsalo e che non fece quindi in tempo a
> perdonarlo (ma vado a memoria, e potrei dire un'inesattezza.)
Mori 4 anni dopo nella battaglia di Munda (45 bc)
> mi spiace perche' labieno era un validissimo generale,
> proprio bravo.
Sono d'accordo ... bravo e con parecchio pelo sullo stomaco.
Ciao
OndaMax
Le mie grammatiche latine giacciono semi-dimenticate da qualche parte in
soffitta. Non ho la forza di andarle a cercare ;-)
Vada per Lutezia ^__^
Ciao :)
:-))
beh, è stata un certo tipo di destra a dare risalto ai romani come
radici, non erano loro (i romani) ad essere di destra, quindi per me il
post rimane non polito. Altrimenti ogni domanda con il ragionamento che
fai te sarebbe automaticamente di destra.