Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

La Civilta' Cattolica e l'antisemitismo

38 views
Skip to first unread message

sergio.

unread,
Nov 29, 2004, 5:37:44 PM11/29/04
to
Questo articolo e' la continuazione del post "Risposta su Ernesto Rossi e
il
suo libro su S.Sede e fascismo" (
http://groups.google.it/groups?hl=it&lr=&selm=co5esk%2466o%241%40news.newsla
nd.it ).

Per inciso questo mio messaggio si puo' vedere anche come una continuazione
della discussione avviata nei seguenti thread che invito a leggere:

1) "Miccoli: CC e legislazione speciale nei confronti degli ebrei" iniziato
da Davide Poggia , che credo stia attendendo ancora una risposta da Matteo
Napolitano...

http://groups.google.it/groups?hl=it&lr=&selm=2sqdo0F1ojr9sU1%40uni-berlin.d
e&rnum=1

2) "Austria,anni 20: l'antisemitismo dei cristiano-sociali e la Civilta'
Cattolica"

http://groups.google.it/groups?hl=it&lr=&selm=cipkas%24l0m%241%40news.newsla
nd.it

Ma ritorniamo alla risposta a Matteo.

> E veniamo al dunque. Rossi e "La Civiltà Cattolica".
> [SERGIO]
> > Vedo che per fortuna non ha nulla da ridire sull'autorevolezza e
l'influenza della rivista

> Certo che non ho nulla da dire. Visto che su quella rivista io scrivo.

Benissimo.

> E' lei che si ostina a credere che la Civiltà Cattolica di fine Ottocento
> sia esattamente identica, per contenuti e posizioni, a quella di tutto il
> Novecento. Il che non è. Come stiamo per vedere.


Di nuovo lei fa delle affermazioni non corrette e di pura fantasia anche
sulle mie personali convinzioni.
Io , sulla base di quanto ho letto, le faccio nuovamente notare che mi
riferisco non alla Civilita' Cattolica di tutto il Novecento ma alla
Civilta' Cattolica che va dal fine Ottocento alla fine della seconda
guerra mondiale .
Che nel 2000 i gesuiti ? finalmente- come lei ha scritto in un altro
thread abbiano affrontato in nuovi termini la questione ebraica cio? non
puo? che essere positivo , anche se personalmente non ho letto l?articolo
che lei ha nominato e quindi non so su cosa e fino a che punto i gesuiti
facciano autocritica.
Ma lei ha detto anche che postera? l?articolo per cui non mi resta che
attendere... e sperando che lei mantenga una tantum la parola :P


> Rossi cita una serie di articoli "antisemiti" apparsi sulla Civiltà
> Cattolica. Se non erro sono una quindicina. Ora io non starò a ricordarle
> che da quindici articoli della CC non è possibile azzardare affermazioni a
> bocca aperta come quelle di Rossi.


Puo' togliere tranquillamente le virgolette da ?antisemiti?...
Del resto poi lei sa bene che quelli citati da Rossi non erano gli unici
articoli antisemiti apparsi sulla CC.
Su questa rivista fedelissima al papa ne sono apparsi molti prima e ne
appariranno in seguito diversi altri piu' o meno aventi lo stesso tono
infamante dell?ebraismo.

Lei arriva a dire che dalla quindicina di articoli citati da Rossi non si
devono azzardare affermazioni. Davvero curiosa questa sua affermazione.
Lei stesso ha ricordato che la CC e' una rivista influentissima nel mondo
cattolico in quanto vicinissima e fedelissima al papa, ed e' proprio per
questo che la si prende come modello principale di rivista confessionale
attraverso la quale e' stato diffuso l'antisemitismo tra i cattolici.
"Certi" articoli non possono essere comparsi PER CASO sulle pagine di
questa autorevolissima rivista. La loro pubblicazione fu approvata dal
Collegio .
Sicuramente molti saranno stati i cattolici che venivano influenzati da
questi articoli e non e? errato dire che le varie
?ripetizioni/rielaborazioni? delle tesi e accuse esposte nella rivista in
seguito apparivano nei vari giornali , riviste eccetera del mondo
cattolico vista l?autorevolezza della fonte da cui venivano tratte.


> I tre articoli "Della questione giudaica in Europa" sono del Padre Raffaele
> Ballerini e non sono del 1889, come erroneamente riporta Rossi, ma del 1890.


Questa e? una correzione giusta. Una volta tanto ci azzecca :P


> Poco male. Ma come ho detto, si tratta di articoli non certo difendibili per
> le espressioni antigiudaiche, ma che vanno contestualizzati in un'epoca,
> quella dei primi cinquant'anni della rivista, in cui , a torto o a ragione,
> questa andava associando il giudaismo "rabbinico" e talmudico alla
> Massoneria (anch'essa fieramente attaccata dai gesuiti). Come dimostrano
> anche gli attacchi al sindaco di Roma Ernesto Nathan, che era ebreo e
> massone al contempo (CC, 7 maggio 1901).

Sa benissimo che gli articoli di Ballerini non sono stati i primi di
questo genere ad apparire tra le pagine della Civilta Cattolica. Ce ne
sono stati diversi anche prima del 1890, e assai pesanti, a partire da
quelli pieni di infamie di vario genere scritti da padre Oreglia sin dal
1881.
Oltre a Oreglia ci furono poi diversi altri gesuiti, come ad esempio padre
Rondina, che dalla Civilta? Cattolica continuarono ad attaccare, accusare
e infangare gli ebrei (oltre ad altri movimenti politici che venivano
dipinti per succubi dell?ebraismo mondiale che ne era ? secondo i gesuiti-
il promotore)
Gli articoli del 1890 sono quindi un punto di arrivo in cui si indica
quale soluzione prendere sulla questione giudaica dopo che per anni si
erano attaccati gli ebrei e i principi liberali e laici che ne hanno
permesso l?uguaglianza con gli altri cittadini, eccetera eccetera .
A questi ?suggerimenti? dei gesuiti e' difficile credere che nel mondo
cattolico non v'era chi vi dava pieno ascolto, visto che venivano da una
rivista, come lei stesso ha ribadito, influente e autorevole e che aveva
il compito di esprimere il pensiero del Santo Padre.
Si puo' facilmente immaginare come a questo "verbo" pubblicato su queste
pagine si adeguava il pensiero di una buona parte di gerarchia
ecclesiastica, vescovi, clero e giu? giu? fino al singolo fedele.
L?odio contro gli ebrei fu predicato per decenni attraverso questi
articoli che solo in parte Ernesto Rossi ha riportato oppure attraverso
altri articoli in cui ci si schierava al fianco di cattolici antisemiti
dichiarati come il cristiano-sociale austriaco Lueger (e vi si schierava
fra l?altro con il pieno consenso del papa dell?epoca!)
A tal proposito se ne e? parlato recentemente nel ng . Vedi thread
?Austria,anni 20: l'antisemitismo dei cristiano-sociali e la Civilta'
Cattolica? in
http://groups.google.it/groups?hl=it&lr=&selm=cipkas%24l0m%241%40news.newsland.it
(per inciso anche in quel thread li Matteo e? ancora in pausa di
riflessione <g>)

I risultati di queste campagne d?odio si sono visti successivamente,
eccome!, quando gli ebrei venivano apertamente perseguitati alla luce del
sole dai bravacci nazisti.


> Come scrive il Padre De Rosa (e non
> vorremo per caso disputare sull'autorevolezza di tanto scrittore della
> Civiltà Cattolica e sull'avallo vaticano delle sue parole, spero...)

ma si figuri!
Non disputo assolutamente, visto che conferma quanto ho scritto
sull?autorevolezza della rivista e sull?avallo vaticano SU TUTTO QUANTO
veniva pubblicato dalla rivista.
Non e? del resto lo stesso De Rosa che scriveva ?immaginarsi se il Papa
avesse potuto tollerare anche soltanto un?arietta , una mossa franca e
autonoma della Civilta? Cattolica!? (da G. De Rosa, Le origini della
Civilta? Cattolica, p.87) ?


> si
> trattò di "pesanti e deprecabili articoli antigiudaici", che furono
> purtroppo strumentalizzati da Roberto Farinacci nel 1938 (Giuseppe De Rosa
> S.I., "La Civiltà Cattolica. 150 anni al servizio della Chiesa, 1850-1999",
> Edizioni La Civiltà Cattolica, 1999, p. 94).

?furono purtroppo strumentalizzati? ?!??
Mi sembra una scusa alquanto ridicola quella di padre De Rosa, visto che
alla fine si e' raccolto quanto si e? ampiamente seminato per decenni
dalle pagine della autorevole rivista papale.
E? dal 1880 che la Civilta? Cattolica attaccava sistematicamente e
violentemente gli ebrei , identificandoli perfino con il diavolo,
rispolverando le peggiori infamanti accuse antisemite (ad esempio : quella
del sangue dei fanciulli cristiani usati per i rituali ebraici), e
giustificava, a suo modo, la reazione nei loro confronti, ne proponeva la
segregazione e il togliere qualsiasi diritto civile agli ebrei.


> Deprecabili giudizi antigiudaici furono, è vero, ripetuti anche negli anni a
> venire. E Rossi ne fornisce alcuni stralci. Ma, guarda caso, gli sono
> sfuggiti altri articoli che non conducono alla conclusione che
> l'antigiudaismo cattolico potesse in qualche modo identificarsi con
> l'antisemitismo. Eppure si tratta della stessa autorevole rivista! Le
> vogliamo togliere autorevolezza proprio ora che, moderando i suoi eccessi
> antigiudaici ed antisionisti, essa si mette a parlare in favore degli ebrei
> e contro il nazismo?


Gli articoli che ci furono sin dal 1880 non furono solo antigiudaici ma
antisemiti nell?ambito della lunga e vergognosissima campagna fatta dalla
rivista in merito all?omicidio rituale compiuto dagli ebrei ai danni dei
cristiani (in particolar specie ai danni dei fanciulli cristiani).
Tanto per dare un assaggio di cosa pubblicava la rivista contro gli ebrei
a chi non ha mai letto nulla sull?argomento, vediamo ad esempio come padre
Rondina ? incidentalmente mai nominato da Matteo ? riassumeva nel 1893
sulle pagine di Civilta? Cattolica gli usi ebraici appurati dalla
autorevole rivista papale:

?1) l?assassinio di un cristiano ... e? comandato a giudei dalla legge
talmudico rabbinica ...
2) lo scopo del detto assassinio ... e? soprattutto adempiere un dover
religioso
3) nelle feste del Purim ... si puo? far uso del sangue di qualsivoglia
cristiano, ma per le feste pasquali vuol essere il sangue di un fanciullo
cristiano che non abbia oltrepassato i sette anni di eta?
4) le azzimelle , giudaicamente ammanierate con quel saporetto di sangue
cristiano, regalansi nelle feste del Purim ai non giudei; ma nelle feste
pasquali mangiansi per ben sette giorni dai soli giudei
5) queste e? il segreto del solo padre di famiglia, cui spetta introdurre
nella pasta degli azimi ... un po? di sangue cristiano o fresco o
coagulato o ridotto in polvere
6) il sangue e? migliore e il sacrificio del fanciullo e? piu? accetto a
Dio ... quando si fa ne giorni piu? prossimi alla Pasqua
...
8) perche il sangue di un bambino cristiano sia acconcio al rito
..conviene che il bimbo muoia tra i tormenti
9) il sangue cristiano serve eziandio al rito della circoncisione e ad
altri usi
10) la creduta necessita? ed efficacia del medesimo muove i giudei a fare
ricerca dei nostri fanciulli per trarne a forza di torture il sangue che
poi viene ... venduto a caro prezzo ... per mezzo di giudei girovaghi
muniti di un certificato dello stesso Rabbino ; il quale attesta come e
qualmente quel sangue sia vero sangue cristiano.
11) l?uso rituale e il mistero del sangue sol si trova scritto nei codici
orientali ... mentre negli occidentali viene sostituito dalla pratica e
tradizione orale
12) finalmente il rito e? generale presso gli ebrei osservanti della loro
legge (talmudica), e rimonta ai primi secoli del cristianesimo? ( Da
Civilta? Cattolica, La morale giudaica e il mistero del sangue, 1893,
serie XV, Vol. V, pp.271-272)


I gesuiti in altri articoli della rivista parlarono degli ebrei
definendoli come diavoli, assassini, razza a parte nel corpo della
Nazione, pericolo per il mondo eccetera eccetera come Matteo immagino ben
sapra?.
Per trovare tutti gli esempi che si vuole bastera sfogliare l'ottimo libro
di Taradel-Raggi, "La segregazione amichevole" , Ed. Riuniti, dedicato in
gran parte alla Civilta Cattolica e la questione ebraica .

L'unica differenza con i violenti antisemiti e' che, bonta' loro, dalla
Civilta? Cattolica si deprecava la violenza pur comunque continuando a
giustificare ampiamente la reazione antisemita della popolazione.
Con un capolavoro di ipocrisia si offriva poi agli ebrei una soluzione,
per nulla nuova, a questa ondata di violenza : una protezione in cambio
della rinuncia ai loro diritti di uguaglianza con gli altri uomini.
Matteo su questo aspetto sorvola volentieri, visto che non ne ha parlato.

> A Rossi, infatti, sembra sia sfuggito un articolo di quel Padre Enrico Rosa
> che tanto "antisemita" appare ai suoi occhi. L'articolo esce il 10 novembre
> 1938 sulla Civiltà Cattolica, in risposta a un articolo di Goebbels sulla
> situazione della Chiesa tedesca e sul Concordato. Il nazismo, scrive Rosa in
> quell'articolo, "è neopagano, perciò anticristiano, ma soprattutto
> anticattolico e antiromano". Esso è "anticristiano e materialista, poco meno
> che il comunismo internazionalista russo"; ha una "mentalità pagana, in cui
> lo stato è tutto e la germania sopra tutto: 'Deutschland ueber Alles' "


E cosa c'e' di condanna all'antisemitismo in questo articolo? Nulla.
C'e' qualche articolo di Enrico Rosa di solidarieta' agli ebrei e agli
antifascisti/nazisti imprigionati o gia' uccisi dai rispettivi regimi?
C?e? qualche articolo di Rosa che protesta per i diritti che vengono tolti
agli ebrei in Germania o in altri paesi che hanno o si stanno apprestando
a varare leggi speciali? Mi da per favore i riferimenti? grazie.
Questa era una domanda che le avevo posto anche in un altro thread a cui
lei non mi ha , ovviamente, risposto.

Fra l?altro padre Rosa non era colui che nel settembre del 1934,
analizzando in maniera critica in particolare il libro di Theodor Fritsch,
Handbuch der Judenfrage, un classico dell?antisemitismo ottocentesco
riedito e diffuso a cura della NSDAP e del governo, scriveva che vi era
?un fondo di verita?? per quanto riguarda ?lo studio ... della ?dottrina
giudaica?, riguardante il Talmud, la cabala giudaica, l?omicidio rituale e
simili altre questioni ... ? e che le informazioni contenute nell?Handbuch
sull?Alliance Israelite Universelle, sull?Anglo Jeish Association e sul
sionismo, ?confermano certamente l?esistenza e la gravita? del periocolo
ebraico? ? (in CC, la questione giudaica e l?antisemitismo
nazionalsocialista, p.136)

Notate bene.
Siamo nel settembre 1934, i nazisti in tutto il paese da tempo hanno
aggredito ebrei, saccheggiato i loro negozi, hanno cacciati
dall?amministrazione pubblica 5000 funzionari ebrei a seguito della legge
del 7 aprile 1933 e l?Arierparagraph, sciolto i sindacati, i partiti
d?opposizione, istituito il lager di Dachau eccetera eccetera ossia tutte
vicende e notizie di cui nelle cronache della Civilta? Cattolica non si
trova traccia .

E in quel periodo Padre Rosa in quel passo riconfermava la validita? e la
credibilita? dell?accusa del sangue (di cui abbiamo appena visto in
precedenza in uno dei vari articoli della medesima rivista dove veniva
continuamente rilanciata a firma di padre Rondina), e lo faceva in un
momento in cui la medesima accusa veniva sfruttata dalla propaganda
nazista piu? oscena e retriva, come il Der Sturmer di Julius Streicher.
Piu? avanti, non ancora pago, rilancia esplicitamente l?attendibilita?
della teoria sul complotto giudeobolscevico, altro enorme punto di
contatto con la propaganda nazista.
Infatti in Civlita' Cattolica, "la questione giudaica e l?antisemitismo
nazionalsocialista", p.277, padre Rosa scriveva :
? E cio? che si dice (nell?Handbuch, nota di sergio) contro la teoria
marxistica giudaica ? la quale ha dato corpo al nuovo socialismo e
comunismo, anzi pure al bolscevismo, che fu gran parte creatura giudaica,
non si puo? che ammettere , come fatto notorio? .


Come se tutto cio? non bastasse lo stesso padre Rosa citato da Matteo
afferma (p. 136) che i nazisti, insomma, ?apparirebbero ... pure degni di
encomio, se la loro opposizione politica contenessero dentro i limiti di
una tollerabile resistenza ai maneggi dei partiti e delle organizzazioni
giudaiche ... ?.

E alla fine del suo articolo l?autorevolissimo padre Rosa affermava :
?Nessuno ... potra? interpretare la nostra condanna del presente ?Manuale?
degli antisemiti tedeschi, quasi fosse una apologia , o peggio, una
esaltazione del giudaismo e dei giudei: i quali sono sempre stati e sono
tuttora, quali si professano, nemici accaniti e irreconciliabili di Cristo
e del cristianesimo integro e schietto, il cattolicesimo della Chiesa
Romana ... la quale non ha nulla che vedere col cieco servilismo degli
schiavi del Talmud? .

Sorprendente eh? Ma sara? lo stesso padre Rosa di cui ci parlava Matteo ?

> A un certo punto del suo libro (pp. 257-258), Ernesto Rossi parla poi di un
> articolo apparso sulla CC il 12 maggio 1928, di cui riporta questa frase:

> "Il pericolo giudaico minacciava il mondo intero per le sue perniciose
> infiltrazioni o ingerenze nefaste. Resta il pericolo incalzante ogni giorno
> di più; ed è merito riconosciuto del nostro periodico - possiamo dirlo con
> sincerità - di averlo costantemente denunciato fin dalle origini e a mano a
> mano documentandone con buone prove di ragioni e di fatti, la frequente e
> innegabile alleanza con la massoneria, la carboneria o altre sette e
> congreghe, camuffate in apparenza da patriottiche, ma in verità fluttuanti o
> intese di proposito al sovvertimento, quantunque mai confessato della
> società contemporanea, religiosa e civile".
> Rossi sta citando dalla pagina 341 della Civiltà Cattolica del 22 maggio
> 1928. Ora, esattamente alla stessa pagina, ma proprio alla stessa (il volume
> della rivista è il secondo dell'annata 1928), il Padre Rosa confuta i
> "Protocolli dei Saggi di Sion" come delle "leggende" e avverte che alcuni
> "godono di spargerle tanto più inopportunamente quanto meno sono
> criticamente fondate".
> Mi sembra un bel modo, questo, per un gesuita di
> essere "antisemita"!


Ma a cosa serviva confutare i Protocolli come "leggende" se si continuava
ancora a parlare di "pericolo giudaico", "minaccia per il mondo intero" e
tutto quello che era stato fino allora pubblicato a danno degli ebrei (e
che padre Rosa rivendica , "fin dalle origini", come merito!!!) su questa
autorevole rivista tanto cara ai vari papi che si sono succeduti da Pio IX
in poi??
Crede che cancellasse dalla memoria dei fedeli cattolici tutte le
vergognose,false e ridicole accuse che sono state rovesciate contro gli
ebrei negli anni precedenti?
Si e? accorto Matteo che anche dopo il 1928 si continuera' a pubblicare
tranquillamente nella rivista articoli di accuse contro gli ebrei e
l'ebraismo?


> Prima domanda: come mai Rossi non ricorda un importantissimo particolare che
> si trova
> esattamente sotto il suo naso, ossia alla stessa pagina della citazione che
> propone ai suoi lettori? Non è fuorviante un tale modo di procedere per uno
> abituato al metodo storico? Lei, Sergio, non certo uso a pestare nel
> mortaio, che risposta convincente potrebbe mai darmi?


A quale particolare si riferisce? al definire "leggenda" i Protocolli?
Ma se dalla rivista si continuava a denunciare la gravita' del pericolo
giudaico per il mondo e le societa' che ospitavano gli ebrei, non si
smentisce ma anzi si rivendica tutto quanto e' stato scritto dalle origini
contro gli ebrei ( e quindi anche l'infame accusa del sangue e altre
volgari amenita' antisemite) ripeto di nuovo : quale grosso progresso ci
dovrebbe essere nella mentalita' cattolica di chi era vicino alle
posizioni della Civilta Cattolica (e delle riviste confessionali
cattoliche che a lei si ispiravano) secondo lei nel 1928? E articoli
antisemiti continueranno ad apparire anche negli anni successivi...

> Seconda domanda: ma che cos'è questo articolo del 1928 del Padre Enrico
> Rosa?
> Esso s'intitola "Il pericolo giudaico e gli 'Amici d'Israele' " e qui il
> paesaggio improvvisamente si arricchisce di colori meno sbiaditi di quelli
> offerti dalla polemica spicciola.
> Il Padre Rosa affrontava il nodo della condanna dell'Associazione "Amici
> d'Israele" ad opera del Sant'Uffizio, condanna emanata guarda caso nel 1928
> unitamente ad un'altra condanna: quella dell'antisemitismo tout court.


Ma davvero?? E dove si condannerebbe l'antisemitismo tout court?
Puo' riportare il brano in cui c'e' questa condanna esplicita? Grazie.
Non e' che per caso si condannava solo l'antisemitismo anticristiano ?

In attesa che Matteo controlli riporto proprio il pezzo dell'articolo del
1928 di padre Rosa in cui si spiega chiaramente che cosa doveva intendersi
per condanna dell'antisemitismo :
" Con cio' e' condannato nominatamente l'antisemitismo, come il Decreto
soggiunge; ma e' condannato , come ben s'intende , nella sua forma e nel
suo spirito anticristiano, onde fu interpretato e applicato da alcuni
suoi promotori antichi e moderni, alieni del resto dal genuino
cattolicismo ed alcuni persino da ogni pratica della vita cristiana :
avversari degli ebrei per impeto o passione di partito o di nazionalita',
per interessi materiali , gelosie e gare di commerci e di lucri, e simili
ragioni, per nulla giustificate moralmente e religiosamente .... mentre
pure rifugge , con eguale diligenza , dall'altro estremo non meno
pericoloso e anche piu' seducente sotto l'aspetto del bene"

A tal proposito e' molto interessante quello che scrivono Taradel-Raggi in
"La segregazione amichevole", Ed. Riuniti, p. 56 :
"La Chiesa da a molte parole una diversa interpretazione da quella comune,
per cui puo' accadere che un termine abbia un significato discrepante, se
inteso cattolicamente. La condanna dell'antisemitismo del 1928 , spiega la
Civilta' Cattolica, non va intesa come condanna dei pregiudizi contro
l'ebraismo ma come la condanna di quelle teorie che condannando l'ebraismo
attaccano poi il cristianesimo. Secondo la dottrina cattolica esistono due
periodi distinti nella storia di Israele : il periodo anteriore alla
venuta di Cristo che rappresenta l'ebraismo buono, santo, eletto da Dio e
il periodo posteriore che e' quello in cui il popolo ebreo, accecato,
maledetto e deicida, sviluppa una teologia da condannare.
La Chiesa si proclama erede del primo Israele, lo assume come predecessore
ma condanna e considera solo come territorio di missione il secondo.
Quando le nuove teorie razziste, pur prendendo molto dalla demonizzazione
dell'ebraismo fatta dalla Chiesa, non si distinguono piu' tra i due
Israele ma li esecrano entrambi, la Chiesa percepisce il pericolo di una
ripulsa del cristianesimo.
Nello stesso tempo e' impossibilitata ad ammettere la legittimita' dello
sviluppo dell'ebraismo dopo la venuta di Gesu', perche' questo minerebbe
le basi teologiche della Chiesa stessa.
Stretta tra queste due alternative la Chiesa degli anni venti e trenta
elabora un progetto politico sulla "questione ebraica" che prevede un
ritorno al ghetto e una ricristianizzazione della societa'."

Infatti l'autorevole articolista della Civilta' Cattolica (e' sempre Padre
Rosa, vero Matteo? ) scriveva nel 1928 (CC, 1928, vol.II, pp.339-340) :
"Cosi' come e' stata costante cura del nostro periodico, come era suo
preciso dovere, il conservare sempre ? nella stessa dolorosa opposizione
al pericolo giudaico ? l'equilibrio della carita' e della giustizia,
evitando e ove occorresse combattendo esplicitamente gli eccessi
dell'antisemitismo, ora novamente condannato.
E piu' ancora escludemmo i metodi di lotta degli antisemiti politicanti,
sebbene si dicano mossi da motivi "patriottici". I quali motivi ,
quantunque abbiano spesse volte un loro ragionevole fondamento, non sono
tuttavia sempre conseguenti, specialmente nel moderno ordinamento degli
Stati.
In questo ordinamento, di fatto, il liberalismo ha sottratto gli ebrei
dalla loro speciale condizione che li distingue dal resto della nazione e
li confinava , piu' per cautela preventiva che per provvidenza punitiva,
in un raccolto di case loro proprie , ossia un ghetto [...]. Ora non e'
logico lamentarsi degli effetti dopo averne posto le cause o le occasioni
prossime che li debbono provocare"

Come giustamente scrivono Taradel-Raggi a p. 57 del loro libro:
" l'articolista condannando gli "eccessi di antisemitismo" ribadisce le
accuse agli ebrei, le stesse che vengono mosse loro da quelli che il
decreto vorrebbe condannare.
Il punto non sono , quindi , le accuse, puntualmente ribadite
nell'articolo , ma gli accusatori e il loro progetto politico. Difficile
comprendere come potesse difendersi un cattolico medio da una propaganda
antisemita cattolicamente non corretta, quando le piu' autorevoli voci
ecclesiastiche ne promuovevano i capi di accusa. Nella rete dei distinguo
che la rivista si affanna a tessere, risultano ancora piu' evidenti i
punti di contatto dei vari impianti accusatori montati dai diversi
movimenti antisemiti. L'enormita' dei capi d'accusa, la loro sostanziale
identita', avrebbe finito per relegare il dibattito ai rimedi da
applicare."


Sarebbe percio' da chiedere a Matteo : come mai anche dopo il 1928 si
continuera' a blaterare dalla rivista papale di pericolo giudaico per il
mondo, di ebrei come corpo estraneo per le nazioni e le popolazioni delle
stesse che li ospitano fino a riesumare l'idea di segregarli
sottoponendoli a restrizioni giuridiche e coercitive? (vedi ad esempio
pp422-423 in La questione giudaica e il sionismo, in CC del 28 maggio
1937, di cui alcuni brevi brani riportati in pp.259-260 del libro di E.
Rossi, ?Il manganello e l?aspersorio?)

Come mai, se il Santo Uffizio aveva condannato nel 1928 l'antisemitismo
tout court (ma teniamo presente le precisazioni di padre Rosa appena
riportate!), padre Barbera in seguito plaudera' all'antisemitismo
cattolico ungherese che ha fatto approvare leggi razziali in quel paese?
Padre Barbera scrisse nell?articolo ? La questione dei giudei in Ungheria?
( CC, 1938, vol. III, pp.151-152 ) :
"L'antisemitismo dei cattolici ungheresi non e' percio' ne l'antisemitismo
volgare fanatico, ne l'antisemitismo razzista, e' un movimento di difesa
delle tradizioni nazionali e della vera liberta' e indipendenza del popolo
magiaro [...] si vuol insomma la difesa della nazione, contro il pericolo
presente di una piu' numerosa invasione giudaica dalla Germania,
dall'Austria e dalla Romania, e contro il liberalismo favoreggiatore del
giudaismo e del suo nefasto predominio, senza persecuzioni ma con mezzi
energici ed efficaci"

> Ora, gli "amici d'Israele" non erano degli allegri filosemiti buonisti alla
> Veltroni (come qualche sprovveduto ci vuol far credere), ma un'associazione
> clericale (dicasi: clericale) che aveva per unico scopo la più
> completa conversione degli ebrei al cattolicesimo (dato che solo ciò avrebbe
> arrecato alla Chiesa "pieno splendore e magnificenza").


Ossia per dirla in altre parole meno gesuitiche di quelle usate da Matteo,
arrecare alla Chiesa "pieno splendore e magnificenza" significa che la
conversione degli ebrei al cattolicesimo avrebbe portato alla Chiesa i
beni materiali degli ebrei convertiti.
A p.260 del libro di Ernesto Rossi e' riportato un brano dell'articolo
del quaderno della CC del 19/06/37 in cui i gesuiti lasciarono meglio
intendere quali erano i veri obiettivi che si proponevano .
Ernesto Rossi giustamente scrive : "Loro mira era di ottenere, con la
minaccia di persecuzioni "moderate", la conversione al cattolicesimo del
maggior numero di giudei. Questa conversione era molto piu' interessante
per loro della conversione dei selvaggi abitanti nelle foreste, perche' ?
come avevano scritto nel 1889 ? "avrebbe fatto riversare in vantaggio
della Chiesa le loro immense ricchezze". "


> Nello statuto
> dell'Associazione si leggono parole quali quelle che cito:
> "Gli ebrei dispersi per tutto il mondo indorgono con tanta asprezza,
> tenacità e ardore contro le divine leggi di Cristo e della Chiesa che,
> secondo il detto di una persona, bisognerebbe o convertirli o distruggerli.
> Lungi da noi il desiderio di volerli abbattere, desideriamo invece lavorare
> con zelo, affinché il padre Celeste, che essi adorano e servono, si degni di
> ricondurli al Suo Figliuolo Unigenito che essi hanno per re e consanguineo".


e con loro , le loro ricchezze in Terra... come abbiamo appena visto.


> Rossi pubblica una congerie di altre citazioni in cui pretende di
> riscontrare dell'antisemitismo nel secolare (pur deprecabile ma ben
> differente) antigiudaismo cattolico.


Questa distinzione che fa e' un po' ridicola visto che lo stesso padre
Barbera parlava di antisemitismo cattolico...
Fra l'altro mi piacerebbe capire dove e' la differenza quando nel maggio
1937 la Civilta' Cattolica con padre Barbera , dopo aver compiuto una
cialtronissima mistificazione clamorosa nei confronti di Carlo Marx per
sostenere la teoria che il bolscevismo sia una creazione ebraica
pubblicando una lettera falsa e dopo aver ricordato ai lettori attraverso
quali mezzi il giudaismo sta cercando di arrivare alla dominazione del
mondo, enuncia le possibili opzioni per la soluzione della questione
giudaica.

Scriveva infatti padre Barbera in CC, La questione giudaica e il sionismo,
1937, vol. II, p. 418:
" La soluzione non puo' darsi che per due vie: o l'eliminazione o la
segregazione.
L'eliminazione puo' darsi in tre modi : o nettamente ostile, cioe' per
distruzione; o pure ostile ma meno crudele, per espulsione; o in modo
amichevole e soave, per assorbimento.
Di questi tre modi i primi due sono contrari alla carita' cristiana e allo
stesso diritto naturale; il terzo si e' dimostrato storicamente
inattuabile.
La segregazione puo' essere attuata in modo ostile o in modo amichevole.
In modo ostile, non tenendo conto delle condizioni dell'elemento estraneo,
ma unicamente di quelle dell'organismo invaso e dei suoi vantaggi [...] il
modo amichevole tiene pieno conto dell'elemento segregato come
dell'organismo segregante, mirando al bene di ambedue le parti"

Come giustamente fanno notare Taradel-Raggi, a p.76 del loro
interessantissimo libro :
"con l'espressione distruzione Barbera non puo' che indicare
l'eliminazione fisica degli ebrei , visto che l'espulsione viene definita
come "eliminazione meno crudele" immediatamente dopo, e questa ipotesi
viene implicitamente presentata come una soluzione operativa tecnicamente
realizzabile, anche se da respingere, quando ancora in Germania, nella
leadership nazista prevaleva ancora l'opinione che l'unico passo ulteriore
possibile nei confronti del problema ebraico fosse il ricorrere al
provvedimento medievale dell'espulsione.?

Lascio a chi conosce un po' la biografia di Hitler verificare per
curiosita' in quali anni il leader nazista inizio' a usare espressamente
la parola VERNICHTUNG per indicare il destino che attendeva l'ebraismo
europeo e ad esprimere l'intenzione di distruggere fisicamente gli ebrei.

Proseguono Taradel-Raggi :
"per quanto riguarda la segregazione "amichevole" da porre in atto Barbera
afferma che il bene dell'organismo segregato puo' essere convenientemente
definito solo dall'organismo segregante , ovvero dalla societa' cristiana,
e specificatamente dal magistero della Chiesa. L'ebraismo si trova in
una situazione deplorevole, ma anche quest'ultima puo' essere
adeguatamente sfruttata.
Si rileva innanzitutto che "rarissimi sono oggi i giudei osservanti delle
loro tradizioni e credenti" e che, dal punto di vista religioso, "Israele
e' in dissoluzione".
Dopo aver constato che "il giudaismo ha dato e da al comunismo ed al
socialismo molti affiliati e dei piu' ardenti" e che "il giudeo moderno fa
spaventosi progressi nell'irreligione e nel sovversivismo" , si sottolinea
che occorrerebbe , da parte cattolica, una volta che lo Stato abbia
"amichevolmente" segregato gli ebrei, "adoperarsi per la loro conversione".
Questo apostolato dovrebbe essere condotto in "un'atmosfera favorevole,
non solamente aliena da ogni antisemitismo, ma di atteggiamento fraterno
verso Israele. Pertanto il cattolico deve [...] evitare tutto quello che
puo' ragionevolmente offendere od umiliare i giudei" .
E se gli ebrei si mostrassero riluttanti ad essere fatti oggetto di tale
apostolato? Padre Barbera ha presente i privilegi accordati alla Chiesa
dai patti Lateranensi : essa ha il diritto incontestato di far opera di
missione interna nei modi che reputa piu' opportuni, mentre le confessioni
acattoliche non hanno nessun diritto da far valere : "Non e' poi da
lasciarsi imporre dalle proteste contro l'apostolato cattolico. La verita'
hai il diritto incontrastabile di illuminare le anime, ed i cattolici che
la possiedono intera devono diffonderla, a maggior ragione tra i giudei, a
causa delle loro speciali condizioni. Infatti i giudei [...] sono quelli
che piu' influiscono nella concezione materialistica , immorale ed
irreligiosa della vita". (nota di Sergio : le citazioni di padre Barbera
sono riprese da La Civilta' Cattolica , La questione giudaica e le
conversioni, 1937, vol. II pag. 502 ed La Civilta' Cattolica, La questione
giudaica e l'apostolato cattolico, 1937, vol. III, p.32)

La tanto agognata soluzione alla questione ebraica e' finalmente trovata,
ed essa, per la prima volta appare concretamente realizzabile in tempi
ragionevoli: abbattuto lo Stato laico e liberale, si puo' finalmente dar
corso alla realizzazione di una versione ammodernata del ghetto , con
l'occhio rivolto all'apostolato e alle conversioni.
La segregazioni e' quindi premessa e parte integrante per l'attuazione di
un ambizioso progetto di apostolato e missione. I tre articoli di padre
Barbera del 1937 rappresentano il punto di arrivo e di sintesi di una
linea che La Civilta' Cattolica era riuscita a mantenere sostanzialmente
immutata a partire dalle prime corrispondenze di padre Oreglia nel 1880:
neppure l'esplosione di una forma di antisemitismo come quello nazista
aveva indotto il collegio degli scrittori ad un ripensamento generale dei
propri pregiudizi e del proprio progetto di trasformare gli ebrei , da
cittadini come tutti gli altri, in un gruppo-ostaggio"
(da Taradel-Raggi, La segregazione amichevole, Ed.Riuniti, pp. 76-77)

Non credo che ci sia bisogno di fare ulteriori commenti...
Ora Matteo che tanto ci ha parlato in precedenza di cosa si scriveva nel
1928 come punto di svolta (anche se come abbiamo potuto vedere non e'
stato affatto cosi') potra' chiarirci come mai ancora nel 1937
l'autorevole rivista papale se ne usciva ancora con articoli di questo
genere?
Mi sembra evidente che fossero articoli assai pericolosi dal punto di
vista ideologico visto il clima assai ostile esistente verso gli ebrei in
tutta Europa, specie dove erano al potere regimi fascisti e parafascisti.

Infatti mentre la rivista proponeva la propria "soluzione", ricordo a chi
legge che i provvedimenti antiebraici in Germania si susseguivano: tra il
1936 e il 1938 , gli ebrei tedeschi furono esclusi , attraverso una serie
di provvedimenti, da tutte le cariche pubbliche; furono cacciati dalle
universita', dagli istituti di ricerca, dai giornali, dalle scuole di ogni
ordine e grado, dagli ospedali, dagli ambulatori, dalle farmacie, furono
inoltre privati del godimento delle pensioni, esclusi da ogni assistenza
statale e finanziaria e costretti a portare sui propri documenti secondi
nome come "Israel" o "Sara".
Insomma un crescendo di provvedimenti antiebraici che in Germania avrebbe
trovato il suo sbocco fatale nella Reichkristallnacht del 9 novembre 1938.

Ma le preoccupazioni della Civilta' Cattolica erano rivolte altrove, e
quando diede in cronaca la notizia di questo gigantesco pogrom , presento'
la notizia senza dedicarvi alcun commento, senza dare indicazioni di morti
e feriti e, a maggior onta per la rivista, accreditando la versione dei
fatti fornita dalle autorita' naziste, versione a cui nessuno in Europa
credeva visto che le autorita' naziste presentarono la Kristallnacht come
spontanea esplosione della furia popolare.

>E si sofferma molto su vari articoli
> usciti nel 1938, quasi per tracciare una sorta di linea continua tra
> "antisemitismo cattolico" e leggi razziali.


Come ho gia' scritto Lei evidentemente non ricorda tutti gli articoli
antisemiti precedentemente apparsi sulla Civilta Cattolica. E sarei io
quello che sbanchetta le fotografie?
Per aiutarsi, legga il libro di Taradel-Raggi cosi' avra' una ottima
ricostruzione dell'antisemitismo europeo tra la fine dell'Ottocento e il
secondo dopoguerra attraverso la rivista piu' prestigiosa e autorevole del
mondo cattolico.
Nemmeno Ernesto Rossi parla o pubblica dei brani degli articoli apparsi
prima del 1890.
Altro che estemporaneita' nell'attaccare gli ebrei dalle pagine
dell'autorevole e benvoluta dal papa rivista!
Del resto non capisco ancora con quale coraggio lei Matteo cerca di negare
la linea continua tra antisemitismo cattolico e le leggi razziali quando
PERFINO dalle pagine della Civilta' Cattolica veniva il plauso alle leggi
razziali che si promulgavano in Europa, vedi caso dell'Ungheria che ho
citato in precedenza.
E' bene ricordare a tutti che leggi simili venivano promulgate anche in
Polonia e Romania, oltre che in Ungheria, Italia e Germania. Faccio anche
presente che nel corso degli anni trenta la Civilta' Cattolica dedico'
alla situazione in Germania un grande numero di articoli e corrispondenze,
ammontanti nel complesso a centinaia di pagine.
Ebbene, in nessuno di essi e' possibile rintracciare una sola frase di
condanna della legislazione antisemita nazista.
Ho detto giusto, Matteo?

> Gli articoli della CC in questione per il 1938 sono sei e vanno dal 27 marzo
> al 22 settembre
> del 1938. Va detto che nel primo la rivista si occupa del sionismo,
> riepilogando concetti non nuovi e comuni a tutta l'Europa, ossia la netta
> contrarietà a qualsivoglia progetto di costituzione di uno Stato ebraico,
> tantomeno in Palestina.
> In tal senso, la rivista si scaglia (va detto, anche con espressioni
> infelici) contro il "nazionalismo giudaico", che di quelle
> aspirazioni è latore. Ma questo non c'entra nulla con l'antisemitismo:
> Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna sono, alla pari dei dittatori, contrari
> al movimento sionista.


Non direi proprio che non c'entra nulla con l'antisemitismo..
Ad esempio il gesuita Tacchi Venturi, nella Civilita' Cattolica del
27/3/1938 ,spiego' che il giudaismo "e' nazione equivoca insieme
religione equivoca".
Per poi aggiungere :
"Sembra che rechi vantaggio alla Nazione dove risiede ? e ne reca di
fatto con la sua fonte finanziaria e col suo ingegno ? ma questi vantaggi
sono direttamente o indirettamente, consapevolmente o inconsapevolmente,
ordinati al sopravvento e al dominio della nazione giudaica, detentrice
dell'alta finanza e , per mezzo di essa, del dominio, piu' o meno larvato
del mondo". (pag. 76)

A questo punto la rivista cattolica riporto' dal "Regime Fascista" una
statistica dei posti occupati a Trieste dagli ebrei per dimostrare quanto
sproporzionata fosse la parte che essi avevano nella vita intellettuale,
economica , finanziaria e sindacale, rispetto alla loro importanza
numerica.
Dopodiche' Tacchi Venturi affermava che la "fatale smania di dominio
finanziario e temporalistico nel mondo era la vera e profonda causa che
rendeva il giudaismo un fomite di disordini e un pericolo permanente per
il mondo [...] Non si puo' dare , percio' se non una soluzione relativa e
provvisoria, e questa non altra che quella tradizionale, adoperata dai
Papi : la carita' senza persecuzioni, e insieme la prudenza con opportuni
provvedimenti , quale una forma di segregazione o di distinzione
conveniente ai nostri tempi". (pag. 77)

Ora di fronte a queste ennesime affermazioni ,che seguono tutte quelle che
precedentemente erano state gia' pubblicate e mai smentite dalle pagine
della stessa rivista a firma dei vari padre Barbera, Rosa, Oreglia,
Rondina eccetera eccetera, dire come lei fa che non ci sia
dell'antisemitismo lascia davvero sconcertati.
Ma andiamo avanti?


> L'articolo del 24 giugno rievoca una congerie di
> concezioni antigiudaiche; si può anche parlare dell'opportunità di
> veicolarle parlandone in una recensione, ma tant'è.


Voi avete capito di che parla l'articolo della Civilta' Cattolica ripreso
da Ernesto Rossi sulla base di quello che scrive Matteo?
io penso di no, per cui prendiamo il libro tanto vituperato da Matteo e
scopriamo a p. 262 che il 24/6/1938 la Civilta' Cattolica critica
pesantemente uno scrittore non cattolico, Rudolf Laemmel, che difendeva
gli ebrei e che dimostrava con il suo libro l'inconsistenza delle teorie
razziste.
Infatti leggetevi cosa padre Rosa nell'autorevole e influente rivista
papale scriveva a pag. 68 :

"Esagera tuttavia l'autore, troppo immemore delle continuate persecuzioni
degli ebrei contro i cristiani, particolarmente contro la Chiesa
cattolica, e dell'alleanza loro coi massoni, coi socialisti e con altri
partiti anti-cristiani. Esagera troppo, quando conclude che "sarebbe non
solo illogico ed anti-.storico, ma un vero tradimento morale se oggidi il
cristianesimo non si prendesse cura della sorte degli ebrei".
Ne' si puo' dimenticare che gli ebrei medesimi hanno richiamato in ogni
tempo e richiamano tuttora su di loro le giuste avversioni dei popoli coi
loro soprusi e con l'odio loro verso Cristo medesimo, la sua religione e
la sua Chiesa cattolica, quasi continuando quel grido dei loro padri che
imprecava al sangue del Giusto e del Santo, la speranza e l'aspettazione
di Israele: sanguis eius super nos et super filios nostros".

Notate quel definire "le giuste avversioni dei popoli" contro gli ebrei,
quando nel giugno del 1938 siamo in piena persecuzione antisemita a
livello europeo e siamo alla vigilia della Kristallnacht di cui abbiamo
parlato in precedenza.
Alla faccia di quanto avrebbe dovuto condannare sempre padre Rosa con il
suo articoletto del 1928 a cui faceva cenno Matteo eh? Per padre Rosa alla
fin fine sono sempre gli ebrei a provocare le persecuzioni che li
colpisce, perche' , come scrive, cosi' vuole quello stesso grido
imprecatorio scagliato dai loro antenati davanti a Pilato.

> L'8 luglio la CC affronta vari temi relativi al rapporto tra gli ebrei
> ungheresi e lo Stato.
> La rivista rievoca le connessioni tra massoneria, giudaismo e bolscevismo
> ateo, ma non sembra sposare la causa della persecuzione antisemita in
> Ungheria. Anzi la esclude esplicitamente, pur favorendo l'esodo pacifico,
> per gradi e "senza persecuzioni" degli ebrei dall'Ungheria.


Matteo dice che a lui la Civilita' Cattolica non gli sembra che sposi la
causa della persecuzione antisemita in Ungheria. Non e' proprio cosi',
altrimenti mi deve spiegare cosa si intendeva dire favorire l?esodo (quel
che Matteo chiama pudicamente l'esodo - quando sarebbe corretto dire
ESPULSIONE dal paese ) "senza persecuzioni, ma con mezzi energici ed
efficaci".

Vediamo cosa c'e' scritto nel libro di Rossi a pag.263, prendendo spunto
da quanto pubblicato nell' 8/7/1938 dalla rivista Civilta Cattolica.
Padre Barbera nel quaderno dell'8 luglio 1938 spiego' che i giudei
immigrati in Ungheria in gran numero, "durante il periodo dei governi
liberali, 1860-1914" ne erano divenuti padroni: pur rappresentando solo il
5% della popolazione, avevano raggiunto una elevatissima percentuale nei
posti e nelle professioni dominanti :
"Ma vi ha purtroppo, un altro loro predominio, funesto per la vita
religiosa, morale e sociale del popolo ungherese, ed e' che tutti o quasi
tutti i giudei del ceto intellettuale e dirigente non sono credenti, ma
liberi pensatori , o rivoluzionari, o massoni e organizzatori della
massoneria: anticristiani nella vita economica e nella vita intellettuale;
capitalisti nella vita economica , sono poi socialisti e filosocialisti
nella vita sociale , mantenendo intese con i sindacati socialisti e con i
loro capi; in una parola , la loro legge di vita (e cioe' la loro legge
morale pratica) e' il successo del mondo con qualsiasi mezzo" (p.149)

Il tema delle persecuzioni e delle leggi razziali contro gli ebrei in
Ungheria e' svolto in maniera completa sul libro di Taradel-Raggi "La
segregazione amichevole".
E da questo ottimo libro abbiamo visto in precedenza come padre Barbera
plaude all'antisemitismo cattolico ungherese scrivendo (in CC, La
questione dei giudei in Ungheria, 1938, vol. III, pp.151-152 ) :
"L'antisemitismo dei cattolici ungheresi non e' percio' ne l'antisemitismo
volgare fanatico, ne l'antisemitismo razzista, e' un movimento di difesa
delle tradizioni nazionali e della vera liberta' e indipendenza del popolo
magiaro [...] si vuol insomma la difesa della nazione, contro il pericolo
presente di una piu' numerosa invasione giudaica dalla Germania,
dall'Austria e dalla Romania, e contro il liberalismo favoreggiatore del
giudaismo e del suo nefasto predominio, senza persecuzioni ma con mezzi
energici ed efficaci".

Non e' da dimenticare poi il fatto che le Chiese cristiane in Ungheria
rifiutavano per gli ebrei il principio ugualitario.

>Gli altri articoli della CC sugli ebrei, citati da Rossi per il 1938,
parlano: di due discorsi del papa,
> in cui questi distingue il razzismo tedesco da quello italiano, da cui si
> prendono le distanze (29 luglio 1938); della polemica con Roberto Farinacci
> per la strumentalizzazione degli articoli di Ballerini, appena
ripubblicati, del
> secolo precedente (9 settembre 1938); della difesa imbastita dal Padre Rosa
> in favore della rivista e contro l'idea che i predetti articoli
> costituissero una prova di antisemitismo ed di razzismo (22 settembre 1938).


Anche qua Matteo forse per la fretta di rispondere ha lasciato per strada
alcuni interessanti dettagli relativi agli articoli della Civilta'
Cattolica sugli ebrei citati da Rossi per il 1938.
Vediamo quali sono.
L'articolo della Civilta' Cattolica del 29/7/1938 in realta' suona a
difesa del manifesto fascista della razza scritto sotto egida del
Minculpop.
Non si capisce da dove Matteo deduce che dalla rivista si prendeva la
distanza dal razzismo italiano.
Infatti la Civilta Cattolica scrisse :
"Chi ha presenti le tesi del razzismo tedesco, da noi riportate, rilevera'
subito la notevole divergenza di quelle proposte dal "gruppo di studiosi
fascisti" italiani. Questo riconfermerebbe che il fascismo italiano non
vuole confondersi con il nazismo e razzismo tedesco intrinsecamente ed
esplicitamente materialistico e anticristiano".(da pag.265 del libro di E.
Rossi)

Padre Rosa, dato che Matteo non lo dice, e' colui che nel settembre del
1934 mentre in Germania il nazismo aveva avviato le persecuzioni
antisemite aveva scritto sulla Civilta' Cattolica, 1934, vol.IV p.136 :
"vi e' un fondo di verita' per cio' che riguarda l'omicidio rituale posto
in atto dagli ebrei e cio' conferma l'esistenza e la gravita' del pericolo
ebraico".
Altro che rottura con le tesi antisemite della Civilta' Cattolica
dell'Ottocento!

Non e' un caso che Giovanni Miccoli (anticlericale pure lui, Matteo??)
scrive di padre Rosa e degli articoli del 1938 che Matteo cita, a pagina
315 nel libro "I dilemmi e i silenzi di Pio XII" quanto segue :
"Da vent'anni infatti egli era l'autore di alcuni degli articoli piu'
violentemente antiebraici della Civilta Cattolica. Ancora in quegli stessi
giorni, come si e' gia' ricordato , nei fascicoli datati 17 settembre e 1
ottobre , vi aveva pubblicato due interventi per rispondere al "Regime
Fascista" di Farinacci e ad altre voci consimili che pretendevano di
vedere nella Civilta Cattolica di fine Ottocento e nelle sue proposte
antiebraiche un rigore e un'ostilita' contro gli ebrei addirittura
maggiori di quelli degli antisemiti contemporanei , nazisti o fascisti che
fossero.
Padre Rosa intendeva sgravare la Civilta Cattolica e la Chiesa da ogni
responsabilita' per gli attuali movimenti antisemiti: li ispirava infatti
l'odio contro ogni religione positiva.
Ma non per questo rinunciava a nulla di cio' che contro gli ebrei era
stato detto e scritto dalla Civilta' Cattolica : "per impedirli [...] dal
loro mal fare" e "premunire gli altri dalla loro strapotenza, e cio' per
il bene comune, morale e religioso soprattutto, e per la salvezza degli
stessi Giudei" (CC, La questione giudaica e la Civilta Cattolica, vol IV,
p.4, 1938)

Miccoli ci ricorda che nella Civilta' Cattolica del 17/9/1938, vol. III,
p.561, padre Rosa scrisse, sempre in riferimento agli articoli di padre
Ballerini, che la "questione ebraica [...] si spiega come una lotta ,
unicamente ispirata dalla legittima difesa del popolo cristiano contro
"una nazione straniera nelle nazioni in cui dimora e nemica giurata del
loro benessere": da cio' l'opportunita' di suggerire "provvedimenti intesi
a rendere tal gente inoffensiva" . "

In definitiva padre Rosa nei suoi articoli riaffermava il progetto
politico della Chiesa nei confronti dell'ebraismo : dissimilazione e leggi
speciali.

Questo a ulteriore dimostrazione che lo scontro tra Chiesa, nazisti e
fascisti non era uno scontro in cui la Chiesa combatteva per difendere il
principio di uguaglianza tra gli uomini.
La Chiesa combatteva per affermare la propria linea politica sulla
"questione ebraica". Non era una spettatrice ma un soggetto attivo che
affermava di avere la giusta soluzione per risolvere il problema.

E' importante evidenziare che la spaccatura ideologica quindi non aveva
come punto dolente il fatto se siano o no da applicarsi le leggi speciali
agli ebrei ma piuttosto le motivazioni ideologiche che sostengono dette
politiche e la definizione di ebreo.


- continua nella terza e ultima parte -

cordialmente
sergio

--
togli le VVV per scrivermi

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it

0 new messages