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SULLA RSI

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sergio

unread,
Feb 24, 2000, 3:00:00 AM2/24/00
to
Invio una altro documentino che, spero, riteniate interessante.
SERGIO


APPUNTI PER UNA BIBLIOGRAFIA SULLA RSI

Nel dibattito politico sulla cosiddetta Seconda Repubblica, qualcuno a
suo tempo osservт non senza malignitа- che sarebbe
stato il caso di parlare di Terza Repubblica, dato che nella storia
d'Italia, tra il '43 ed il '45, vi era stata la Repubblica di Salт;
inoltre, in tempi piщ recenti, и stato evidenziato che proprio durante
tale esperienza il fascismo "saloino" aveva prospettato la
costituzione di una repubblica presidenziale, oggi divenuta un tema
d'attualitа della politica parlamentare.
Con questa breve premessa, и intenzione di chi scrive fornire alcune
tracce bibliografiche per quanti vogliano avviare o
approfondire la conoscenza storica di questo periodo, anche perchи
soltanto negli ultimi decenni и stato avviato un lavoro di
ricerca libero sia da visioni reducistiche e ipoteche filofasciste che
dai condizionamenti politici opposti.
Per molti anni infatti la storiografia non-fascista ha - salvo poche
eccezioni - generalmente sottovalutato la specificitа della RSI,
tendendo o ad assimilare tale periodo a quello del Ventennio quale
estrema appendice del regime, oppure evidenziando la sua
subalternitа nei confronti dell'occupazione militare tedesca
sintetizzata e semplificata nella formula del "nazifascismo".
In realtа la RSI fu qualcosa di molto piщ complesso, e sotto un certo
punto di vista anche di molto piщ inquietante, di un
qualsiasi governo collaborazionista europeo.

Significativa dello scarso interesse storiografico verso la RSI и la
constatazione che, per molto tempo, il principale testo di
riferimento и stato quello di un non italiano, ossia Frederick W.
DEAKIN, Storia della Repubblica di Salт, Einaudi, Torino
1963, affiancato da alcuni significativi contributi sul piano letterario
come quelli di Italo CALVINO, Il sentiero dei nidi di
ragno e Ultimo viene il corvo (Mondadori Ed.), che mantengono il merito
di "fotografare" situazioni e stati d'animo molto
meglio di ogni studio scientifico, mentre generalmente notizie sulla
realtа di Salт erano indirettamente rintracciabili solo in testi
riguardanti la Resistenza.

Per rendere piщ pratico l'utilizzo di queste, seppur sommarie quanto
partigiane, indicazioni bibliografiche и comunque preferibile
suddividerle per settori tematici, privilegiando in questa sede
l'aspetto politico-militare, in quanto questo и da ritenersi l'aspetto
dominante della RSI, ossia di uno Stato che vide la sua breve parabola
consumarsi dentro l'ultima parte della Seconda Guerra
Mondiale .

STORIA GENERALE

La Repubblica Sociale Italiana, va detto, non assunse questa
denominazione da subito; al suo sorgere venne infatti variamente
definita (Stato repubblicano d'Italia, Stato fascista repubblicano,
Stato nazionale repubblicano...), a dimostrazione di quanto
fossero incerte le connotazioni ideologiche e controversi i disegni
politici dietro la sua nascita, per cui la principale difficoltа che
si presenta agli storici и quella di rendere conto di tale intrinseca
contraddittorietа.

Oltre al citato saggio del DEAKIN, vanno senz'altro ricordati i lavori
di Silvio BERTOLDI, Salт. Vita e morte della
Repubblica Sociale Italiana, Rizzoli, Milano 1976 e di Giorgio BOCCA, La
Repubblica di Mussolini, Laterza, Bari 1977
poi Mondadori, Milano 1994.
Il primo, anche se in alcune parti risulta alquanto approssimativo,
contiene estratti del rapporto che Giorgio Pini,
neo-sottosegretario del Ministero dell'Interno, redasse in presa diretta
per Mussolini dopo aver compiuto una serie di visite in
numerose province; il secondo, frutto di una vasta ricerca presso
l'Archivio di Stato, fornisce invece una buona ricostruzione
complessiva, assieme ad un notevole numero di dati sulla consistenza
numerica del fascismo repubblicano e delle sue forze
militari, offrendo anche un'analisi della cosiddetta "socializzazione
delle imprese", quale "progetto condiviso dalle grandi industrie
italiane di un capitalismo sorretto dall'IRI e dall'IMI, dall'industria
e dalla finanza di Stato per un continuo ricambio di uomini e
profitti che и proseguito nella partitocrazia fino agli infami commerci
delle tangenti " (dalla Prefazione scritta dallo stesso Bocca
per la riedizione).
A questi vanno aggiunti alcuni recenti testi sintetici ed economicamente
accessibili, adatti ad un primo approccio al tema, quali:
Mino MONICELLI, La Repubblica di Salт, Tascabili Economici Newton, Roma
1995, in cui si trovano anche dei profili
biografici riguardanti alcuni dei maggiori gerarchi del fascismo; Gianni
OLIVA, I 600 giorni di Salт, Giunti, Firenze 1996
(pubblicato come supplemento della rivista "Storia e Dossier"), poi
riproposto dalla stessa casa editrice l'anno seguente col
titolo La Repubblica di Salт in una piщ accattivante veste illustrata.
Testo realmente importante, incentrato - forse anche troppo - sui
principali protagonisti della Repubblica di Salт, и quello
recentissimo di Luigi GANAPINI, La Repubblica delle Camicie Nere. I
combattenti, i politici, gli amministratori, i
socializzatori, Garzanti, Milano 1999; l'Autore si dichiara convinto che
l'immagine accreditata della RSI "nasconda piщ vite,
piщ caratteri, piщ volti di quanti non ne faccia intravvedere la
testimonianza dei protagonisti o quella degli avversari o la stessa
memoria collettiva" e che abbia rappresentato "un intreccio di idee,
motivazioni e obiettivi che sono poi penetrati nella cultura di
questo secolo", evidenziando altresм l'esistenza di "un ambiguo confine
tra l'adesione convinta e l'accettazione del male minore,
quasi potesse esistere una stretta contiguitа tra il fanatismo e
l'opportunismo".
Da menzionare pure altri due testi per la considerevole raccolta di
documenti che offrono: Antonio FAPPANI - Franco
MOLINARI, Chiesa e Repubblica di Salт. Fonti edite e inedite, Ed.
Marietti, Torino 1981, e Nicola COSPITO - Hans
Werner NEULEN, Salт-Berlino: l'alleanza difficile, Mursia, Milano
(1995?).

STORIA LOCALE

La storia della RSI и, forse piщ di altri periodi, una storia
frammentata, dato che sul piano locale il fascismo repubblicano
conobbe caratteristiche, espressioni e dinamiche notevolmente diverse;
per cui assumono particolare importanza tutte quelle
ricerche che hanno cominciato a comporre questo mosaico, partendo
proprio dalle vicende "periferiche".
Di insostituibile aiuto in questo lavoro di ricostruzione si dimostrano
i Notiziari che, territorialmente, la Guardia Nazionale
Repubblicana redigeva e trasmetteva a Mussolini; consultando questi
rapporti, conservati in notevole quantitа presso la
Fondazione L. Micheletti di Brescia e parzialmente pubblicati in un
volume della Feltrinelli ormai introvabile (Riservato a
Mussolini), sono state realizzate diverse ricerche su specifiche zone e
determinati periodi di tempo.
Tra questi, a titolo di esempio, vanno citati:

- Argentino ALBORI. Riservato al Duce. Notiziari della Guardia Nazionale
Republicana. Padova e provincia, Promodis
Italia, Brescia 1996;

- Lorenzo ROCCA, Verona repubblichina. Politica e vita quotidiana negli
anni della Repubblica di Salт attraverso i
notiziari della Guardia Nazionale Repubblicana, Cierre Edizioni, Verona
1996;

- Renato SITTI-Carla TICCHIONI, Ferrara nella Repubblica Sociale
Italiana, Liberty House, 1987.

Altre fonti per conoscere i fatti avvenuti in alcune localitа o cittа
sotto la RSI sono i documenti processuali, relativi a processi
contro i fascisti di Salт celebrati nell'immediato dopoguerra; tra
questi vanno menzionati:

- Zara ALGARDI, Processi ai fascisti, Vallecchi, Firenze 1973;

- Romano CANOSA, Le sanzioni contro il fascismo. Processi ed epurazioni
a Milano negli anni 1945, Mazzotta, Milano
1978;

- Gianni SPARAPAN (a cura di), Fascisti e collaborazionisti nel Polesine
durante l'occupazione tedesca. I processi della
Corte d'Assise Straordinaria di Rovigo, Marsilio, Venezia, 1991;

- L. PESTALOZZA, Il processo alla Muti, Feltrinelli, Milano 1965.

STORIOGRAFIA

I problemi connessi all'interpretazione storiografica della RSI sono
relativi soprattutto alla chiave di lettura di quella guerra
combattuta con le forze armate, le brigate nere e le polizie politiche
ricostituitesi sotto la bandiera di Salт da una parte e,
dall'altra, la guerriglia partigiana, la ribellione sociale e
l'antifascismo in armi. A questo tema risulta altresм collegata la
questione
della "legittimitа" formale, morale e politica delle parti in conflitto.

Condividendo quasi integralmente la documentata analisi di Claudio
PAVONE che ha individuato almeno tre diversi piani di
tale conflitto (nazionale, civile, di classe), a riguardo non posso che
confermare anch'io l'importanza del suo Una guerra civile.
Saggio storico sulla moralitа della Resistenza, Bollati Boringhieri,
Torino 1991; l'autore ha inoltre dedicato molti suoi
capitoli a questioni, quali quelle della violenza e del tradimento, che
risultano ineludibili quando si affronti sia la storia della RSI
che della Resistenza. A tale riguardo ritengo alquanto significativi per
la notevole penetrazione psicologica i seguenti passaggi de
Una guerra civile: "La RSI non avrebbe in realtа potuto durare un solo
giorno senza il sostegno tedesco. Questa ovvia
considerazione non rende tuttavia inutile la ricerca delle motivazioni
intrinsecamente fasciste che portarono a far nascere la
Repubblica sociale e a spingerla sulla strada della guerra civile in un
modo piщ intenso del semplice collaborazionismo (...)
Giovanissimi e vecchia guardia potevano ritrovarsi vicini nel desiderio
di vendetta, i primi portandovi la carica propria di un
conflitto generazionale, la seconda aggrappandosi al mito del 'ritorno
alle origini', quando i nemici erano stati appunto altri
italiani indegni di questo nome. Allorchи la punizione dei gerarchi si
rivelт un 'finto Terrore' ecco che l'area dei punibili si ampliт
ancora, fino a comprendere tendenzialmente l'intero popolo italiano nel
cui nome pur si invocava la vendetta".
Vanno altresм segnalati altri due testi che, seppur da presupposti
diversi, in qualche modo si contrappongono alle tesi di Pavone
attorno al concetto di "guerra civile": di parte fascista si puт citare
lo "storico" Contromemoriale (C.E.N., Roma 1974) di
Bruno SPAMPANATO e, di parte democratica, Gianni OLIVA, I vinti e i
liberati, Mondadori, Milano 1995. Nel primo si
и cercato di dimostrare la legittimitа, di fronte alla storia ma anche
sulla base degli ordinamenti giuridici, delle scelte e
dell'operato dei "patrioti" della RSI; nel secondo invece si nega il
carattere di "guerra civile" rivendicando -quasi specularmente
con la tesi fascista- il carattere patriottico della Resistenza che,
oltre a combattere i fascisti, mirava alla liberazione nazionale
dall'occupazione tedesca.
Nel solco delle intuizioni di Pavone e calato nel dibattito sui
revisionismi, da segnalare anche il saggio "a piщ voci" (Cesare
BERMANI, Silverio CORVISIERI, Claudio DEL BELLO, Sandro PORTELLI),
Guerra civile e Stato. Per una
revisione da sinistra, Odradek, Roma 1998.
Un altro importante e recente contributo и quello di Francesco
GERMINARIO, L'altra memoria. L'Estrema destra, Salт e
la Resistenza, Bollati Boringhieri, Torino 1999, che и riuscito molto
bene a penetrare e a mettere a nudo, sia nella
debolezza degli argomenti che nella forza di talune semplificazioni, la
politica storiografica della destra erede della RSI:
sull'argomento l'autore annota come "la cultura politica del neofascismo
ha lavorato sulla contrapposizione fra un'immagine lirica
ed estetizzata della RSI - ossia l'Italia dei giovani volontari, poco
piщ che sedicenni, accorsi a Salт per difendere l'onore della
nazione e la parola data all'alleato -, e l'Italia monarchica e
reazionaria del badoglismo, del consueto machiavellismo nazionale
decantatosi del doppiogiochismo e nel tradimento. Insomma (...)
Contrapposto all'йlite di Salт, aveva prosperato un
popolo-plebe, estraneo e subalterno alla Storia".

STORIA MILITARE

Come giа accennato, la storia politica di Salт и largamente connotata
dalla sua storia militare, tanto da farne apparire secondari
altri, seppur importanti aspetti, quali l'economia, la cultura o i
rapporti diplomatici; ma alla ricostituzione dell'esercito di Graziani
e alla militarizzazione del Partito Fascista Repubblicano in realtа non
corrispose una significativa operativitа della RSI sul fronte
di guerra, limitata al marginale fiancheggiamento delle forze armate
tedesche e alla repressione antipartigiana.
Sull'argomento esistono due discreti testi a carattere generale:
Giampaolo PANSA, L'esercito di Salт, Mondadori 1970, poi
Il gladio e l'alloro. L'esercito di Salт, Mondadori, Milano 1991, e
Silvio BERTOLDI, Soldati a Salт. L'ultimo esercito di
Mussolini, Rizzoli, Milano 1995; ma senz'altro la maggior mole di
informazioni ci viene dal lavoro di Ricciotti LAZZERO
che ha permesso la pubblicazione di tre importanti volumi quali Le SS
Italiane, Rizzoli, Milano 1982, Le Brigate Nere,
Rizzoli, Milano 1983, La Decima Mas, Rizzoli, Milano 1984.
Da segnalare anche Andrea MUGNAI, La banda Caritа. Ora che l'innocenza
reclama almeno un'eco, Becocci, Firenze
1945, sulle imprese di una delle piщ spietate formazioni irregolari
attive sotto la RSI.
Attraverso queste ricerche e la consultazione critica dell'opera, anche
se fortemente di parte e non sempre precisa, di Giorgio
PISANO' (Gli ultimi in grigioverde e Storia delle Forze Armate della
Repubblica Sociale Italiana) qualsiasi studioso puт
trovare una buona base di partenza per ulteriori approfondimenti.
Negli ultimi anni, a fianco di una vasta pubblicistica sulle vicende
delle tre armi e di vari reparti della RSI (tra cui, in primo luogo,
la Decima MAS oggetto di innumerevoli ricostruzioni alquanto
discutibili), si и andato aprendo un ambito di ricerca particolare
riguardante la partecipazione femminile all'apparato militare della RSI;
sull'argomento va doverosamente segnalato l'esteso
lavoro di ricerca compiuto da Maria FRADDOSIO (All'armi siam fasciste!,
Mondadori, Milano 1995) e il testo - seppure
notevolmente schierato a destra - di Luciano GARIBALDI, Le soldatesse di
Mussolini, Mursia, Milano 1995.

MEMORIALISTICA

La memorialistica riguardante la RSI и senz'altro cospicua e nasce poco
dopo la fine della guerra; essa ha in comune un intento,
sia che si tratti un balilla o di un generale, ossia quello di motivare
eticamente il fatto di aver combattuto dalla "parte sbagliata".
All'interno di questo tentativo di mettere in luce le ragioni (anche se
sovente irrazionali e non sempre disinteressate) dei
"repubblichini" e di riabilitarne le scelte sulla base di una presunta
difesa dell'onore nazionale, nel vasto panorama rievocativo e
memorialistico edito generalmente da piccole e misconosciute case
editrici, vanno segnalati alcuni testi, a partire da quelli di
Carlo MAZZANTINI (A cercar la bella morte, Mondadori, Milano 1986, poi
riedito da Marsilio, Venezia 1995, e I
balilla andarono a Salт, Marsilio, Venezia 1995).

A questi, aggiungerei:

- Luigi BOLLA (a cura di Giordano Bruno GUERRI), Perchи a Salт. Diario
della Repubblica Sociale Italiana,
Bompiani, Milano 1982;

- Rodolfo GRAZIANI, Ho difeso la Patria, Garzanti, Milano 1947, riedito
recentemente da Mursia;

- Francesco GIORGINO - Nicola RAO, Un contro l'altro armati. Dieci
testimonianze della guerra civile (1943 - 1945),
Mursia, Milano 1995;

- Vincenzo COSTA, L'ultimo federale.Memorie della guerra civile
1943-1945, Il Mulino, Bologna 1997;

- Pino ROMUALDI, Fascismo repubblicano, SugarCo, Carnago (VA) 1992.

STORIOGRAFIA FASCISTA

La storiografia di parte repubblichina, anche se per lungo tempo poco
appariscente, и una realtа che viene da lontano, ossia fin
dall'immediato dopoguerra quando, assieme al lavoro di riorganizzazione
politica che sarebbe sfociato nella costituzione del
MSI, molti reduci di Salт -tutt'altro che dissociati e tantomeno
pentiti- iniziarono un notevole lavoro di ridefinizione della storia
che li aveva seppur a diversi livelli visti protagonisti, un lavoro in
cui al livore della sconfitta si sommava il tentativo di giustificare
questo capitolo del recente passato nazionale, ricorrendo quasi sempre
alla retorica di un "onore" superiore da difendere, non
molto diverso dal motto delle Waffen SS che, appunto, recitava "Il
nostro onore si chiama fedeltа".
Anche se questa pubblicistica, quasi clandestina, vide una diffusione
ristretta ad ambiti del reducismo e del neofascismo, non si
puт negare che per vari decenni ha assolto al compito di rielaborare la
memoria degli "sconfitti", ricostituendone l'identitа e
creando i presupposti per gli attuali revisionismi nostrani che, dopo
mezzo secolo, ne hanno recuperato temi e paradigmi; basti
vedere, ad esempio, il riaffiorare in occasione del processo a Priebke
di accuse contro la Resistenza costruite e veicolate dal
fascismo italiano per un cinquantennio.
Per chi vuole documentarsi su questa incessante attivitа e magari per
dei raffronti critici, si possono segnalare:

- Edmondo CIONE, Storia della Repubblica Sociale Italiana, Il Cenacolo,
Caserta 1948;

- Giorgio PISANO', Storia della guerra civile in Italia 1943-1945, FPE,
Milano1965;

- Salvatore FRANCIA, La Repubblica Sociale Italiana e il contesto
internazionale, Societа Editrice Barbarossa, Milano
1995.

DOCUMENTI FOTOGRAFICI

Un aspetto particolare riguarda la documentazione fotografica
riguardante la RSI. Per molto tempo gli storici hanno ignorato o
sottovalutato questo campo di ricerca, lasciando alla pubblicistica
fascista il completo monopolio della sua immagine; unica
eccezione un vecchio numero speciale su "La repubblica di Salт" di
'Storia Illustrata' (n. 200, luglio 1974).
Invece si tratta di una fonte di informazioni e di un terreno di
indagine senz'altro interessante, specialmente se si riesce a leggere
la realtа che sta "dietro" a certe fotografie, ufficiali e non, come
hanno fatto Giovanni DE LUNA e Adolfo MIGNEMI
curando Storia fotografica della RSI, Bollati Boringhieri, Torino 1997.
Altri testi utili per "vedere" Salт sono: Antonio SPINOSA (presentato
da), Salт. Una storia per immagini,
Mondadodori-Luce, Milano 1992 e, per quanto riguarda la propaganda,
Fondazione Luigi Micheletti (a cura di),
1943-45. L'immagine della RSI nella propaganda, Mazzotta, Milano 1985.
Alquanto deludente invece la raccolta di foto, assai note e male
riprodotte, curata da Mario CERVI, Salт. Album della
Repubblica di Mussolini, Rizzoli, Milano 1995.
Da segnalare invece la "miniera" di foto presentata come specifica
documentazione da Fausto SPARACINO, Distintivi e
medaglie della R.S.I. 1943/45 (2 volumi), Editrice Militare Italiana,
Milano 1988-1994.

A cura di Marco Rossi


bene

unread,
Feb 25, 2000, 3:00:00 AM2/25/00
to

sergio ha scritto:
[...]

Mi sembra che manchino nella bibliografia che hai imbucato opere recenti
come
Lutz Klinkhammer, "L'occupazione tedesca in Italia 1943-1945", Torino,
Bollati Boringhieri, 1993, pp. XIV, 676
e Id., "L' alleato occupato: sulla struttura del dominio d'occupazione
tedesco in Italia dal 1943 al 1945", Genova, Istituto storico della
resistenza in Liguria, 1994, pp. 154 p. [Supplemento di] Storia e
memoria: rivista semestrale / Istituto storico della Resistenza in
Liguria,
fondamentali per comprendere le complesse relazioni occorrenti tra
l'anarchia policentrica tipica dell'organizzazione politico-statuale
nazista e la RSI nonche' il recentissimo (stampato nel dicembre 1999)
Aurelio Lepre, "La storia della Repubblica di Mussolini: Salo, il tempo
dell'odio e della violenza", Milano, Mondadori, 1999, pp. 353, opera
nettamente schierata sul versante antifascista, ma priva di
compiacimenti oleografici e, soprattutto, che utilizza fonti vivide come
le intercettazioni telefoniche e i rapporti sullo stato d'animo delle
province ordinati da Mussolini tra il '40 e il '45.

Ciao
Bene

sergio

unread,
Feb 25, 2000, 3:00:00 AM2/25/00
to
ti ringrazio delle precisazioni e le comunchero' quanto prima all'autore
dell'articolo postato.

ciao
SERGIO

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