mi sono sempre chiesto, per quanto riguarda la ACW, quale fu la battaglia o
l'avvenimento che decise incontrovertibilmente le sorti del conflitto a
favore del Nord.
Pensa che ti ripensa, mi sono fatto l'idea che il Sud non avrebbe potuto
realisticamente vincere la guerra. Questo non solo per l'innegabile
inferiorità militare, che pure giocò ovviamente un ruolo primario, ma anche
per fattori eminentemente politico/sociali, che meriterebbero quantomeno un
altro topic per essere dibatutti.Qua accenno soltanto che la Confederazione
imo mancò sotto l'aspetto propositivo, cioè non riuscì a creare quel
complesso di miti, identità nazionali, ideali morali che sono la condizione
necessaria per l'attecchimento presso tutti gli strati sociali di qualsiasi
ideale indipendentistico; certo, la Confederazione ottenne un indice di
consenso significativo almeno ai suoi inizi ma questo non portò, appunto,
alla creazione di alcun sentimento "nazionale" propositivo che fosse capace
di sganciarsi dall'ottica della difesa dell "'identià sudista" dagli
attacchi del Cerbero nordista. I sudisti erano, almeno il linea di principio
*contro* i capitalisti, *contro* gli abolizionisti, *contro* i repubblicani
*contro* la società industriale, etc...etc...ma non riuscirono mai ad essere
veramente *a favore* di qualcosa di diverso, di una società credibile e
indipente alternativa a quella nordista. Sostanzialmente la secessione fu un
gesto reazionario, non rivoluzionario; una chiusura a riccio per difendersi
dal mondo esterno; fin troppo logico, dunque, che al momento di tirare la
cinghia per resistere allo strapotere bellico del Nord, il consenso alla
Cnfederazione, basato su basi reazionarie, venisse clamorosamente meno: la
storia insegna che le società possono guadagnare l'indipendenza quando hanno
valori nuovi e autonomi da propugnare, condivisi da tutta la popolazione.
Fatta questa piccola e personalissima premessa, torno al soggetto del
thread. La guerra comunque ci fu, fu lunga e sanguinosa, ed ebbe i suoi
momenti più o meno decisivi. Sempre a titolo personale eleggo come momento
topico del conflitto (il momento in cui, cioè, il Nord conseguì la vittoria
più decisiva e incisiva di altre) la primavera del '62: conquista di New
Orleans, per essere più precisi. Qua la Confederazione perse uno degli snodi
commerciali più importanti del mondo, e come se non bastasse aprì di fatto
la via alla conquista di Vicksburg (il fatto, poi, che per conquistare la
piazza ci vollero più tentativi non significa nulla: imo dopo New Orleans
per Vicksburg era solo questione di tempo) e al conseguente tracollo dei
fronti del Mississippi e del Tennessee. Va aggiunto, per concludere, che con
la perdita della vitale città, nell'opinione pubblica sudista cominciò a
insinuarsi il dubbio che la guerra non sarebbe stata poi quella bella
passeggiata che si andava raccontando.
Ciao,
Antonio
> mi sono sempre chiesto, per quanto riguarda la ACW, quale fu la
> battaglia o l'avvenimento che decise incontrovertibilmente le sorti
> del conflitto a favore del Nord.
Risposta provocatoria: Fort Sumter, 12 aprile 1861 (che è analoga a:
"In che battaglia i giapponesi hanno perso la 2GM?" "Pearl Harbor").
Lincoln, come Roosevelt, non sarebbe mai riuscito a convincere gli
USA ad entrare in guerra senza che prima il nemico gli facesse il
favore di un attacco preventivo.
> Pensa che ti ripensa, mi sono fatto l'idea che il Sud non avrebbe
> potuto realisticamente vincere la guerra.
Mai. Però avrebbe potuto sopravvivere per esaurimento del nemico,
costringendolo a sacrifici che non poteva sopportare. L'argomento
è tuttora dibattuto e non esiste un parere univoco tra gli storici; cmq,
tanto per fare un paragone, il Nord Vietnam degli anni'60 rispetto
agli USA degli anni '60 era in una posizione infinitamente più debole
che non la CSA rispetto agli USA della guerra civile. La differenza
è che i nordvietnamiti erano preparati a sostenere sacrifici che i
confederati avrebbero giudicato assurdi.
> Questo non solo per l'innegabile inferiorità militare, che pure giocò
> ovviamente un ruolo primario, ma anche per fattori eminentemente
> politico/sociali, che meriterebbero quantomeno un altro topic per
> essere dibatutti.Qua accenno soltanto che la Confederazione
> imo mancò sotto l'aspetto propositivo, cioè non riuscì a creare quel
> complesso di miti, identità nazionali, ideali morali che sono la
> condizione necessaria per l'attecchimento presso tutti gli strati sociali
> di qualsiasi ideale indipendentistico;
Esattissimo. Si può invece dire che ci riuscì perfettamente DOPO la
guerra, riscrivendo la storia e convincendo se stessa e tutte le nuove
generazioni fino ai giorni nostri di quanto nobile e cavalleresco
era stato il suo sforzo, quanto avrebbe meritato di vincere, e quanto
la secessione andasse lodata ed ammirata. Il fenomeno prende il nome
collettivo di "Lost Cause", ed è tuttora vivo, vegeto e scalciante,
tenuto in vita da irriducibili gruppi di pressione come gli SCV
[Sons of Confederate Veterans] e le UDC [United Daughters of the
Confederacy], ripettivamente discendenti maschi e femmine dei
combattenti sudisti. Vedansi i loro siti internet.
> certo, la Confederazione ottenne un indice di
> consenso significativo almeno ai suoi inizi
Un paradosso non superabile era l'odio dichiarato (a parole) per
il governo dispotico ed accentratore di Washington, e la necessità
bellica di dover costituire un governo ancor più dispotico ed
accentratore a Richmond. Molti sudisti giustamente si chiesero
a che scopo secedere, se poi il risultato era il medesimo. Vedansi
le spinte centrifughe in alcune aree confederate, Georgia in testa.
> ma questo non portò, appunto, alla creazione di alcun sentimento
> "nazionale" propositivo che fosse capace di sganciarsi dall'ottica
> della difesa dell "'identià sudista" dagli attacchi del Cerbero
> nordista. I sudisti erano, almeno il linea di principio *contro* i
> capitalisti, *contro* gli abolizionisti, *contro* i repubblicani
> *contro* la società industriale, etc...etc...ma non riuscirono mai
> ad essere veramente *a favore* di qualcosa di diverso, di una
> società credibile e indipente alternativa a quella nordista.
Dissento: i sudisti erano unanimamente compatti nell'essere a favore
di una cosa, e questa cosa era la Peculiare Istituzione (come essi
stessi pudicamente chiamavano la schiavitù), tant'è che hanno
scatenato una guerra perchè la ritenevano (erroneamente, IMHO)
messa in pericolo da Washington. Vedansi il celeberrimo cosiddetto
"Cornerstone Speech" del VP Stephens ("stranamente" non citato
da Luraghi), secondo cui la "pietra base" su cui poggiava il governo
confederato era la schiavitù della razza negra, 21 marzo 1861.
> Sostanzialmente la secessione fu un gesto reazionario, non
> rivoluzionario; una chiusura a riccio per difendersi dal mondo
> esterno; fin troppo logico, dunque, che al momento di tirare la
> cinghia per resistere allo strapotere bellico del Nord, il consenso
> alla Cnfederazione, basato su basi reazionarie, venisse
> clamorosamente meno: la storia insegna che le società possono
> guadagnare l'indipendenza quando hanno valori nuovi e autonomi
> da propugnare, condivisi da tutta la popolazione.
Concordo.
Ti suggerisco Escott, After Secession: Jefferson Davis and the failure
of Confederate Nationalism, che sviluppa meglio il concetto.
> Fatta questa piccola e personalissima premessa, torno al soggetto del
> thread. La guerra comunque ci fu, fu lunga e sanguinosa, ed ebbe i suoi
> momenti più o meno decisivi. Sempre a titolo personale eleggo come
> momento topico del conflitto (il momento in cui, cioè, il Nord conseguì
> la vittoria più decisiva e incisiva di altre) la primavera del '62:
> conquista di New Orleans, per essere più precisi.
Possibile. ma anche la perdita del Tennessee dopo Fort Donelson fu un
colpo mica trascurabile, di grande valore psicologico sull'opinione
pubblica sudista.
> Qua la Confederazione perse uno degli snodi
> commerciali più importanti del mondo,
Mmh.... con la flotta nordista al largo, di commercio ne era rimasto
poco. Piuttosto, New Orleans aveva una immensa (in proporzione
al resto del Sud! In termini assoluti, oppure rispetto ai porti nordisti,
non era che un porticciolo di provincia) base cantieristica che
avrebbe potuto permettere la creazione di una flotta decente ed in
grado perlomeno di difendere l'alto corso del Mississippi con qualche
speranza di successo. Ma le navi non erano una priorità, e quel poco
che fu fatto fino alla caduta di New Orleans andò sprecato e disperso.
Per es., furono costruite in parallelo due immense corazzate d'alto
mare (in teoria...), da consegnare giusto poche settimane dopo la
presa della città, invece di costruirne una per volta, o (molto meglio)
una mezza dozzina di più piccole, fluviali, da finire prima.
--
Davide
"Solo se la vostra visione va oltre quella del vostro maestro,
siete adatti per ricevere e tramandare la trasmissione."
(Massima Zen)
Personalmente ho sempre visto la sproporzionata difesa della Peculiare
Istituzione (sproporzionata rispetto alle minacce che ad essa venivano
portate: cioč nulle) come un atteggiamento -siamo ancora lě- reazionario, di
schermatura da un supposto nemico esterno. Credo che financo gli stessi
piantatori, cioč quelli che maggiormente sarebbero stati danneggiati da una
fattiva abolizione della schiavitů, non credessero davvero alle possibilitŕ
degli emancipazionisti di vincere la causa. Quello della Peculiare
Istituzione era, in definitiva, un ottimo motivo per attegggiarsi a vittime,
ad assediati dal Nord che voleva distruggere l'identitŕ Dixie per
sostituirla col Gran Re Mida; cioč i sudisti per forgiare una nuova identitŕ
nazionale non trovarono di meglio che atteggiarsi ad apostoli dello
schiavismo; c'č poco da stupirsi, dunque, se fallirono clamorosamente
nell'obiettivo.
In fondo gli abolizionisti puri e duri chi erano? Pur rifuggendo dalle
interpretazioni del Donald nel brano tradotto da Luraghi (Donald in soldoni
vede gli abolizionisti come degli sballati che non trovarono nulla di meglio
da fare per affermarsi pubblicamente che non fosse sbraitare contro gli
schiavisti, incazzandosi pure con Lincoln, poi, perchč con il proclama li
privň del loro passatempo preferito), penso perň che essi formassero una
cerchia di intellettuali molto rumorosa e pungente, se vogliamo, ma
totalmente innocua. Essi, che traevano la loro spinta ideale e morale dal
preciso contesto culturale nel quale operavano, e non da chissŕ quali
frustrazioni socio-economiche come pure č stato detto, hanno prodotto sě
riflessioni mirabili per il loro tempo, ma erano lungi dal costtuire un
pericolo serio per la societŕ sudista.
Tornando in argomento di battaglie decisive et similia, un interessante what
if č: cosa sarebbe successo nel caso di fallimento della campagna virginiana
di Grant nel '64? Intendiamoci: come ho giŕ detto, imo la capitolazione del
Sud sarebbe stata comunque solo questione di tempo, ma ciň avrebbe portato
indubbiamente alla caduta della popolaritŕ di Lincoln e alla propabile
elezione di McClellan alla presidenza, e da simpatizzante di Little Mac non
posso che essere affascinato dall'ipotesi. Chissŕ quale sarebbe stata la sua
condotta della guerra?
Trovo invece abbastanza sopravvalutato, dal punto di vista strategico, lo
scontro a Gettysburg. Esso ha un enorme significato simbolico -attribuitogli
dai contemporanei- e suscitň senza dubbio molta impressione (oltre che un
notevole salasso delle forze del Northern Virginia Army) ma in definitiva fu
il logico epilogo di un'invasione preparata mel e condotta peggio, che i
sudisti non avevano la minima possibilitŕ di portare a termine felicemente.
Ciao,
Antonio
> Personalmente ho sempre visto la sproporzionata difesa della
> Peculiare Istituzione (sproporzionata rispetto alle minacce che
> ad essa venivano portate: cioè nulle) come un atteggiamento
> -siamo ancora lì- reazionario, di schermatura da un supposto
> nemico esterno.
Secondo una scuola di pensiero, vi era un certo qual senso di colpa
nel profondo dell'animo di ogni sudista, che lo faceva vagamente
vergognare della sua società e nel contempo lo spingeva a difenderla
a spada tratta, senza mezzi termini e senza possibilità di mediazione
o discussione (cosa che lo avrebbe obbligato a confrontarsi con
il problema, ed a guardare in faccia quello che stava facendo).
In questo quadro, la reazione sudista può essere meglio definita
come "isterica". Non è una idea accettata da tutti, anzi per la verità
la accettano in ben pochi, ma credo meriti qualche riflessione.
> Tornando in argomento di battaglie decisive et similia, un
> interessante what if è: cosa sarebbe successo nel caso di
> fallimento della campagna virginiana di Grant nel '64?
Un siluramento di Grant lo escludo, visto che gli avevano appena
appuntata la terza stella, seconda persona dopo Washington. Più
probabile scaricare la colpa su Meade, che del resto era odiato
dalla stampa, e sostituirlo con (ipotizzo) Sheridan. Poi, qualche
mese di tempo per leccarsi le ferite e quindi una nuova campagna
autunnale. Volendo essere proprio ottimisti sulle chanches dei
meridionali, possiamo ipotizzare che in questa finestra di tempo
Davis potesse superare le forti obiezioni di Lee e spedire
nuovamente un corpo della AoNVa in Georgia, dove magari
- sempre purchè J. E. Johnston fosse stato preventivamente
estromesso dal comando, e sostituito da chiunque altro -
ci sarebbe stata una vittoria sudista, che avrebbe costretto
Sherman alla ritirata. Chissà. Cmq la guerra sarebbe stata
allungata di un sei mesi o giù di lì.
> Intendiamoci: come ho già detto, imo la capitolazione del Sud
> sarebbe stata comunque solo questione di tempo, ma ciò avrebbe
> portato indubbiamente alla caduta della popolarità di Lincoln e
> alla propabile elezione di McClellan alla presidenza, e da
> simpatizzante di Little Mac non posso che essere affascinato
> dall'ipotesi. Chissà quale sarebbe stata la sua condotta della guerra?
Salvo miracoli, nel marzo 1865 Mac avrebbe ereditato una guerra
vinta al 95%. Chi lo immagina fermare tutta la baracca e firmare
un armistizio con i sudisti non sa di cosa parla. Mac si riteneva
(anzi, era del tutto sicuro di essere) il più grande generale della
sua epoca; con una vittoria servita su un piatto d'argento, come
avrebbe mai potuto resistere alla tentazione di passare alla storia
come colui che aveva vinto la Ribellione? Qualunque cossa fosse
stata scritta sulla sua piattaforma elettorale, qualunque cosa potesse
dire il suo VP, Mac sarebbe andato avanti. Del resto, mancava
ben poca strada!!
Sarebbe invece cambiato il trattamento riservato al Sud postbellico;
i democratici avrebbero certamente imposto una pace morbida,
morbidissima, accettando senza obiezioni il "Nuovo" Sud rientrato
all'ovile, con tutte le sue simpatiche legislazioni sulla popolazione
appena liberata. In pratica tutti i fatti accaduti negli anni '80 sarebbero
invece successi dieci-quindici anni prima. Fondamentalmente,
vedendo il quadro da un secolo e mezzo di distanza, non sarebbe
cambiato nulla.
> Trovo invece abbastanza sopravvalutato, dal punto di vista
> strategico, lo scontro a Gettysburg.
Lo trovo anch'io.
> Esso ha un enorme significato simbolico -attribuitogli dai
> contemporanei- e suscitò senza dubbio molta impressione (oltre
> che un notevole salasso delle forze del Northern Virginia Army)
> ma in definitiva fu il logico epilogo di un'invasione preparata
> mel e condotta peggio, che i sudisti non avevano la minima
> possibilità di portare a termine felicemente.
Gettysburg, importante com'è per l'mmaginario collettivo nordista,
lo è cento volte di più per il Sud postbellico, in quanto rappresenta
il punto in cui (secondo la Lost Cause) la guerra è stata persa.
Secondo le stupende parole di Faulker:
It's all new you see. Yesterday wont be over until tomorrow
and tomorrow began ten thousand years ago. For every
Southern boy fourteen years old, not once but whenever
he wants it, there is the instant when it's still not yet two
o'clock on that July afternoon in 1863, the brigades are in
position behind the rail fence, the guns are laid and ready in
the woods and the furled flags are already loosened to
break out and Pickett himself with his long oiled ringlets
and his hat in one hand probably and his sword in the other
looking up the hill waiting for Longstreet to give the word
and it's all in the balance... MAYBE THIS TIME with all this
much to lose and all this much to gain: Pennsylvania,
Maryland, the world, the golden dome of Washington
itself to crown with desperate and unbelievable victory
the desperate gamble, the cast made two years ago...
A small voice, a sound sensitive lady poet of the time of
my youth said "the scattered tea goes with the leaves
and every day a sunset dies": a poet's extravagance
which as quite often mirrors truth but upside down and
backward since the mirror's unwitting manipulator busy
in his preoccupation has forgotten that the back of it
is glass to: because if they only did, instead of which
yesterday's sunset and yestyerday's tea both are
inextricable from the scattered indestructible uninfusable
grounds blown through the endless corridors of tomorrow.
[William Faulkner, Intruder in the Dust]
Psicologicamente anche la caduta di Atlanta fu un bel colpo, perchè il
nord a causa del macello in Virginia si stava realmente stufando di
portare avanti la guerra e la caduta della città meridionale portò
quella vittoria attesa da 4 mesi di campagne piuttosto cruente. In
effetti da Atlanta in poi per il nord fu una marcia trionfale,mentre i
sudisti non vinsero una battaglia che fosse una. Forse il loro morale
più che la loro capacità di resistenza fu spezzato da questa debacle.
> Risposta provocatoria: Fort Sumter, 12 aprile 1861 (che č analoga a:
> "In che battaglia i giapponesi hanno perso la 2GM?" "Pearl Harbor").
> Lincoln, come Roosevelt, non sarebbe mai riuscito a convincere gli
> USA ad entrare in guerra senza che prima il nemico gli facesse il
> favore di un attacco preventivo.
Uhm... Non penso; in tutti i riferimenti a Fort Sumter (cartacei e in
rete) non vedo riferimenti a un meccanismo "Remember the...";
Personalmente sono convinto che il passaggio agi "altri mezzi" nella
questione politica stava nell' aria gia' dal Febbrajo 1861, penso che Fort
Sumter sia stato piů che altro la scintilla che ha fatto saltare le
polveri.
Saluti,
Dott. Piergiorgio.
> Secondo me Vicksburg è tra le candidate tra le vittorie decisive. E'
> vero che era solo un cerotto tra est e ovest dopo la caduta di new
> Orleans, ma il fatto che fosse caduta con un'intera armata intrappolata
> là dentro ha rappresentato un colpo davvero decisivo, tanto più
> umiliante perchè non subito per netta inferiorità di uomini o mezzi,
> ma per inferiorità nel comando.
Possibile. La conquista unionista dell'intero corso del Mississippi
inoltre rappresentava una enorme vittoria per gli stati del Nordovest,
che avevano di nuovo accesso al mare; si può dire che il possesso
di Vicksburg serviva ai sudisti più per dare fastidio al nord, che
per usufruire del collegamento con il Texas.
>> Risposta provocatoria: Fort Sumter, 12 aprile 1861 (che è analoga a:
>> "In che battaglia i giapponesi hanno perso la 2GM?" "Pearl Harbor").
>
> Uhm... Non penso; in tutti i riferimenti a Fort Sumter (cartacei e in
> rete) non vedo riferimenti a un meccanismo "Remember the...";
Ok, non in quel senso, solo nel senso di aver permesso agli USA
di essere trascinati in guerra.
> Personalmente sono convinto che il passaggio agi "altri mezzi"
> nella questione politica stava nell' aria gia' dal Febbrajo 1861,
> penso che Fort Sumter sia stato più che altro la scintilla che ha
> fatto saltare le polveri.
Penso proprio di no. Il Congresso avrebbe messo in croce Lincoln
se si fosse azzardato ad entrare in guerra senza prima una chiara
provocazione militare (ovviamente la secessione sarebbe già una
provocazione in sè, ma fino a Fort Sumter era stata limitata
all'ambito civile, senza quasi violenza). Anche ammettendo che
fosse testardamente andato avanti contro il Congresso, dove
mai avrebbe trovato due milioni di volontari? E certamente
Missouri, Kentucky e Maryland non si sarebbero spaccati a metà,
ma avrebbero sostenuto gli aggrediti fratelli sudisti. Non la vedo
affatto una cosa fattibile.
Da entrambe le parti però ci sono state varie occasioni per abbreviare la
guerra con una vittoria nordista (militare) o allungarla con possibile
vittoria sudista (poche possibilità militarmente, qualcuna in più per il
crollo del fronte interno nordista. Premetto che non sono un'espertissimo
in materia, ma visto com'è finita la ACW e le resa del sud solo dopo la
distruzione di tutti gli eserciti sudisti,trovo più plausibile una resa
per crollo nel nord piuttosto che per il sud. Davide Pastore mi correggerà
sicuramente!! Mi rimetto al tuo giudizio, anzi se approfondisci
l'argomento te ne sarei grato!!).
Per il Nord le occasioni più ghiotte secondo me ci sono state con le
operazioni dell'Armata del Potomac sotto Mclellan con l'invasione della
penisola (Assestare una mazzata all'inizio della guerra al Gen. Lee e
all'ARNV, con conseguente caduta di Richmond (vedi Morale e Industrie).
O le operazioni dell'armata della Virginia e del Potomac con Pope. In quel
frangente la superiorità numerica dei nordisti era schiacciante. Se alla 2
Battaglia del Bull Run gli unionisti fossero riusciti a concentrare tutti
i CdA dell'AoP e AoV contro i sudisti !!
Per i sudisti paradossalmente la partita secondo me si è chiusa subito e
si è decisa all'Ovest. Secondo me il fronte decisivo è stato quello del
Tennessee e del Kentucky. Le operazioni costiere unioniste per bloccare i
porti commerciali sudisti, secondo me sono state praticamente inutili, il
blocco sarebbe stato sufficiente (molto più utile invece il punto di vista
di togliere al nemico le città più popolose e industrializzate). New
Orleans non è mai stata una base di partenza per attacchi in profondità
(l'unico tentativo di una certa inportanza [Banks] si è dimostrato un
fallimento).
Pittsburg Landing (Shilow) - New Madrid - Fort Henry e Fort Doneldson sono
state secondo me la campana a morte della confederazione.
Con la perdita di queste 3 battaglie Shilow in particolare il sud ha perso
con un sol colpo il Tennessee e il Kentucky con relativa popolazione (50%)
industrie e città (90%), dove avrebbero potuto concentrare le difese per
rallentare ad oltranza gli Yankee. Invece perdendo hanno aperto agli
unionisti un ventaglio di operazioni che prima non erano possibili
costringendo, con conseguente sparpagliamento delle forze per difendere
tutto. (Chattanooga, Corinth, il corso del Mississippi, Knoxville,
l'Arkansas, più le varie guarnigioni nell'angolo nord orientale della
Georgia, nel nord Alabama e in Mississippi, che avrebbero potuto essere
impiegate in modi migliori. vedi la cavalleria di Forrest e Morgan).
In definitiva il sud ha perso la guerra con queste 3 battaglie.
Vai Davide demoliscimi !!!!!
ciao
--
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> Per il Nord le occasioni più ghiotte secondo me ci sono state con le
> operazioni dell'Armata del Potomac sotto Mclellan con l'invasione della
> penisola (Assestare una mazzata all'inizio della guerra al Gen. Lee e
> all'ARNV, con conseguente caduta di Richmond (vedi Morale e Industrie).
Il piano era valido; la sua esecuzione, men che mediocre (è *possibile*,
anche se non certo, che se McClellan avesse avuto le truppe che chiedeva,
e che in quel momento marciavano senza costrutto avanti e indietro per
l'alta Virginia, *forse* sarebbe stato un pelo più audace). Il danno grave
è stato che, per Lincoln & C., la conclusione della campagna ha dimostrato
che l'idea era sballata in partenza, ed in seguito ogni tentativo di ripetere
l'impresa è stato sempre prontamente bloccato.
Per es., la prima idea di Grant all'inizio del 64 era di tenere circa metà
della AoPot davanti a Washington, e sbarcare l'altra metà nei porti della
North Carolina occupata; da qui avrebbe dovuto spingersi verso l'interno,
e recidere le vitali ferrovie che alimentavano la Virginia. Immagino
che tutti i lettori interessati avranno il Luraghi: vedere la mappa
generale "II". Gli unionisti avevano già una base più o meno sulla lettera
"n" di "Weldon", bastava arrivare al pallino della città ed il gioco era
fatto. Il collegamento tratteggiato tra Greensborough e Danville (la
Piedmont R.R.) fu completato solo il 25 maggio 1864, e si trattava
di una linea raffazzonata con binari sottratti ad altre ("It was opened
without depots or platforms, and its sidings were insufficient ever
by southern standards. It possessed no proper water stations and
no supplies of cordwood whatever [...]. It is little wonder therefore
that the slightest overload brought paralysis." [Black, The Railroads
of the Confederacy]. Nel dicembre 64 la prima brigata della divisione
Hoke's, mandata a Wilmington lungo questa linea, impiegò
*tre giorni* a percorrere su treno le 48 miglia tra Greensborough
e Danville, sicchè Hoke preferì marciare il resto delle truppe a
piedi, facevano più in fretta.
Senza queste ferrovie, la Virginia era intenibile per pure ragioni
alimentari: sia l'armata di Lee che la (quasi triplicata) popolazione
di Richmond avrebbero patito la fame, ed avrebbero dovuto
levare le tende. Un piano perfetto e semplicissimo. Lincoln ha visto
scritto "sbarcare l'armata", ha pensato a Mac nella Penisola e
immediatamente ha posto il veto senza pensarci due volte.
Ergo, Wilderness.
> Per i sudisti paradossalmente la partita secondo me si è chiusa subito e
> si è decisa all'Ovest. Secondo me il fronte decisivo è stato quello del
> Tennessee e del Kentucky.
Esatto.
Qui i sudisti sono partiti con il piede sbagliato, invadendo il Kentucky:
non una bella cosa da fare, quando dichiari al mondo che lotti per
la libertà e contro l'oppressione. I volontari kentuckiani hanno poi
scelto l'unione in proporzione circa 3:1 rispetto alla confederazione;
se fossero stati gli USA ad invadere per primi, le proporzioni si
sarebbero probabilment rovesciate, ed i sudisti avrebbero avuto
come confine un fiume larghissimo, invece di una pianura piatta.
Fort Henry & Donelson: col senno di poi, i nordisti si saranno
chiesti: "ma perchè non lo abbiamo fatto sei mesi prima?"
La linea di confine era indifendibile, un segmento di parallelo
geografico senza nemmeno uno straccio di collina. I sudisti non
potevano fare molto di più di quel che hanno fatto (anche se
potevano evitare di imbottigliare un corpo d'armata dentro
Fort D), però la città di Nashville sarebbe potuta essere
fortificata e difesa, essendo circondata da un anello di basse
colline (vedere la mappa 65 del Luraghi): consegnarla al nemico
senza nemmeno pensare di resistere è stato un atto di puro
panico. La responsabilità va ricondotta ad A. S. Johnston.
> Invece perdendo hanno aperto agli
> unionisti un ventaglio di operazioni che prima non erano possibili
> costringendo, con conseguente sparpagliamento delle forze per difendere
> tutto. (Chattanooga, Corinth, il corso del Mississippi, Knoxville,
Solo un appunto: sospetto che l'inclusione di Chattanooga sottintenda
"risalendo il fiume Tennessee". In realtà il Tennessee era totalmente
bloccato - circa nel tratto tra Florence e Decatur - dalle Mule Shoals,
una catena di rapide che bloccavano totalmente la navigazione tra
il tratto superiore ed inferiore del fiume. Grant aveva la sua base
a Pittsburg Landing perchè quello era più o meno il punto più a monte
del fiume che si potesse raggiungere con sicurezza. Chattanooga
perciò era abbastanza sicura, i nordisti erano obbligati ad avanzare
dalla direzione di Nashville (e infatti ci hanno messo quasi un
anno e mezzo a coprire la distanza). Non a caso l'invasione di
Hood nel tardo 64 attraversa il fiume in questa zona: in alcuni
punti il fiume si poteva guadare a piedi passando sulle rocce.
[n.b. il fiume sopra Decatur era navigabile fin oltre Knoxville,
ma le navi erano tutte costruite in loco]
> Vai Davide demoliscimi !!!!!
Ma certo che no.
A parte il raid di Sheridan perchè gli unionisti non hanno mai tentato un
raid di cavalleria, magari mandando un brigata in NC e facendogli risalire
il fronte alle spalle devastando le ferrovie per poi riunirsi all'AoP o
alle forze che operavano nella valle magari prendendo alle spalle le forze
sudiste che in alcuni periodi della guerra non superavano le 5-6000 unità?
Conosci qualche piano del genere? Oppure un raid al contrario dal
Maryland/Virginia verso le basi in Nort Carolina?
> però la città di Nashville sarebbe potuta essere
> fortificata e difesa, essendo circondata da un anello di basse
> colline (vedere la mappa 65 del Luraghi): consegnarla al nemico
> senza nemmeno pensare di resistere è stato un atto di puro
> panico. La responsabilità va ricondotta ad A. S. Johnston.
Ma i sudisti sui fiumi cumberland e tennessee non avevano cannoniera o
ironclad? Da quanto sò Nashville aveva una certa importanza dal punto di
vista militare per industri di armamenti? Da qualche parte credo di aver
letto che ci fosse in costruzione anche una Ironclad a nashville.
I sudisti hanno usato centinaia di cannoni tra New Orleans, Port Hudson,
Grand Gulf, Vick, New Madrid etc.. etc... per difendere il Mississippi con
i forti (con risultati abbastanza buoni) e non avevano una 15 di cannoni
pesanti per sbarrare il Cumberland e salvare Nashville?
> Solo un appunto: sospetto che l'inclusione di Chattanooga sottintenda
> "risalendo il fiume Tennessee". In realtà il Tennessee era totalmente
> bloccato - circa nel tratto tra Florence e Decatur - dalle Mule Shoals.
Anche la caduta fino alle Mule Shoals, per i sudisti sarebè stata una
mezza catastrofe, ha tagliato in due il tennessee, ora non conosco bene
com'è il terreno tra Menphis e Chattanooga, ma gli unionisti avrebbero
potuto utilizzare quella zona come base logistica per operazioni contro il
Mississippi/Alabama/Georgia, portando i rifornimenti fin li con i
piroscafi?
> [n.b. il fiume sopra Decatur era navigabile fin oltre Knoxville,
> ma le navi erano tutte costruite in loco]
Anche in questa tratta non c'erano unità navali sudiste? Sarebbero tornate
molto utili in seguito quando gli yankee dovevano attaccare Chattanooga,
le operazioni di Rosecrans e Grant se non impossibili sarebbero state
notevolmente ostacolate da una flottiglia sudista, anche se i primi
potevano sbarrare il fiume con forti & co. il Mississippi ha dimostrato
che le navi potevano oltrepassare sbarramenti e forti.
Una curiosità ma a sud dei Forti Doneldson e Henry non c'era un'altro
punto dove poter costruire forti?
> > Vai Davide demoliscimi !!!!!
> Ma certo che no.
Pensavo di aver scritto qualche cavolata!!!
Mi fido di più di quello che dici tu in materia
> Penso proprio di no. Il Congresso avrebbe messo in croce Lincoln
> se si fosse azzardato ad entrare in guerra senza prima una chiara
> provocazione militare (ovviamente la secessione sarebbe già una
> provocazione in sè, ma fino a Fort Sumter era stata limitata
> all'ambito civile, senza quasi violenza). Anche ammettendo che
> fosse testardamente andato avanti contro il Congresso, dove
> mai avrebbe trovato due milioni di volontari? E certamente
> Missouri, Kentucky e Maryland non si sarebbero spaccati a metà,
> ma avrebbero sostenuto gli aggrediti fratelli sudisti. Non la vedo
> affatto una cosa fattibile.
Scusa ma la provocazione militare la stavano subendo i sudisti però!!
Sicuramente l'aver sparato su Fort Sumter ha accelerato gli eventi e ha
portato gli yankee a sentirsi aggrediti dai sudisti.
Però, correggimi se sbaglio, il pensiere dei sudisti era questo:
Stato sovrano --> a casa mia faccio come voglio, il forte lo chiudi e te
ne vai.
Lincol/Scott invece la pensavano diversamente e fort sumter era
considerata propietà del governo (diciamo una sorta di territorio
federale) quindi gli stati non avevano nessun diritto. Quindi hanno
pensato bene di inviare subito navi con rinforzi e rifornimenti per il
forte assediato, a casa mia questa è una provocazione bella e buona.
E'come se i tedeschi avessero permesso a russi e francesi di mandare una
20 di divisioni in polonia nell'agosto del 1939.
Hitler che avrebbe fatto? Avrebbe detto fate pure, invece che via nave
spostatele attraverso la germania o avrebbe scatenato il blitzkrieg ad
agosto invece che settembre?
Secondo dal punto di vista dei sudisti l'invio di navi a Charleston è una
provocazione bella e buona. Se fossi stato io al posto di Beuregard avrei
sparato e subito anche.
Un conto è respingere un isolato piroscafo che tenta di entrare in rada
(il nome mi sfugge) e un conto è respingere un squadra navale, anche se
messa insieme alla bene e meglio con rinforzi e viveri (Già in arrivo).
Diciamo che i sudisti sono stati stupidi (o Lincoln furbo) a sparare loro
il primo colpo. Col senno del poi, viste le poche provviste che rimanevano
nel forte, lo avrei fatto cadere per fame, se messo alle strette (vedi
arrivo rinforzi e/o rifornimenti) e solo in quel caso avrei sparato.
Appoggio nel congresso o meno la guerra ci sarebbe stata lo stesso,
Lincoln aveva solo 1 alternativa, fare concessioni devastanti che
avrebbero demolito il suo consenso nel nord per far rientrare gli stati
del sud, ma a quel punto il congresso avrebbe ratificato queste
concessioni?
ciao
P.S. Ma perchè i messaggio che scrivo appaiono su icsm con varie ore di
ritado?
> Scusa ma la provocazione militare la stavano subendo i sudisti però!!
Capisco. Il lupo, bevendo l'acqua del ruscello a monte, si ritiene
provocato dall'agnello che beve l'acqua a valle. Suvvia, siamo seri.
Un segmento della nazione organizza una rivolta armata, defenestra
le autorità costituite, tenta di costituirsi come stato autonomo, e poi
ha pure il coraggio di dichiarasi provocata perchè la legittima
autorità non gli si inchina davanti? Altro che Lost Cause...
> Però, correggimi se sbaglio, il pensiere dei sudisti era questo:
> Stato sovrano --> a casa mia faccio come voglio, il forte lo chiudi
> e te ne vai.
Il pensiero è una cosa, la realtà è un'altra. Anche se mi sforzo di
pensare intensamente che la terra sia piatta, questo non raddrizzerà
il mappamondo. Nel resto dell'universo (cioè, a parte l'interno
della testa dei leader sudisti) questa cosa si chiama "rivoluzione",
"rivolta armata", "ribellione", etc., ed in genere lo stato che la
subisce non sta a guardare. Davvero tu ritieni che Washington
avrebbe dovuto battergli le mani e calarsi le braghe? Come
riterresti dovrebbe comportarsi il governo di Roma se domani
una regione o due si dichiarasse indipendente?
> Lincol/Scott invece la pensavano diversamente e fort sumter era
> considerata propietà del governo (diciamo una sorta di territorio
> federale)
No, non "era considerata"; ERA, punto.
> E'come se i tedeschi avessero permesso a russi e francesi di mandare una
> 20 di divisioni in polonia nell'agosto del 1939.
> Hitler che avrebbe fatto? Avrebbe detto fate pure, invece che via nave
> spostatele attraverso la germania o avrebbe scatenato il blitzkrieg ad
> agosto invece che settembre?
Capisco. Esempio davvero azzeccato. Mi fermo qui.
> Capisco. Il lupo, bevendo l'acqua del ruscello a monte, si ritiene
> provocato dall'agnello che beve l'acqua a valle. Suvvia, siamo seri.
> Un segmento della nazione organizza una rivolta armata, defenestra
> le autorità costituite, tenta di costituirsi come stato autonomo, e poi
> ha pure il coraggio di dichiarasi provocata perchè la legittima
> autorità non gli si inchina davanti? Altro che Lost Cause...
I sons of confederacy mi fanno un baffo !!! ehehe scherzo però ho una
certa tendenza pro-sudista, (per guerre and co& mi viene spontaneo
schierarmi dalla parte del più debole, forse perchè comincio a pensare a
come sarebbe andata se avessero vinto). I wish I was in the land of
cotton.....
e poi dai Dixie è più bella come marcia militare.
No a parte gli scherzi io la intendevo come provocazione a strettamente
livello militare.
Dopo la dichiarazione di secessione, c'è stato un periodo di qualche mese
di empasse. I nordisti non attaccavano i sudisti nemmeno. Dai vari forti e
arsenali i nordisti se ne sono andati (anche cacciati) senza combattere.
Gli unici 2 punti critici erano Pensacola e fort Sumter. Ora se io Lincoln
o io Davis, non voglio far precipitare le cose e scatenare la guerra ma
cercare di risolvere la cosa pacificamente, l'ultima cosa che mi sognerei
di fare è provocare un intervento armato dell'altra parte. Secondo me,
inviare navi con soldati e rifornimenti, in uno stato, anzi nello stato
più "infervorato" dovè c'è un possibile punto di crisi....bhe mi viene da
pensare che se la sono cercata. O Sbaglio? Dal punto di vista generale è
chiaro che i "provocati" erano a Washington. Era il sud che voleva la
secessione. Anche se i nordisti in più di una occasione avevano usato la
stessa idea per fare pressione sul governo! Il sud è stato più veloce.
> > Però, correggimi se sbaglio, il pensiero dei sudisti era questo:
> > Stato sovrano --> a casa mia faccio come voglio, il forte lo chiudi
> > e te ne vai.
> Il pensiero è una cosa, la realtà è un'altra. Anche se mi sforzo di
> pensare intensamente che la terra sia piatta, questo non raddrizzerà
> il mappamondo. Nel resto dell'universo (cioè, a parte l'interno
> della testa dei leader sudisti) questa cosa si chiama "rivoluzione",
> "rivolta armata", "ribellione", etc., ed in genere lo stato che la
> subisce non sta a guardare. Davvero tu ritieni che Washington
> avrebbe dovuto battergli le mani e calarsi le braghe? Come
> riterresti dovrebbe comportarsi il governo di Roma se domani
> una regione o due si dichiarasse indipendente?
Certamente no, però un conto è uno stato sovrano unitario come l'Italia e
un conto è uno stato federale come gli usa, le 13 colonie erano 13 stati
che hanno deciso di unirsi per formarne uno. Per dirla alla Pickett
(Gettysburg) se io decido di entrare in un club, sarò anche libero di
decidere di uscirne o no? Gli stati hanno liberamente scelto di entrare a
far parte degli USA e nella costituzione non hanno scritto da questo
momento le 13 saranno 1 stato per sempre, hanno lasciato diverse libertà e
come al solito hanno fatto un casino per non scontentare qualcuno (i
soliti politici). Ora se tu volessi uscire dagli USA che faresti andresti
a chiederlo al congresso e se il congresso ti dice di no che fai? Ti
appelli alla corte suprema, è sempre qualcosa che fà parte degli USA non
ti daranno mai ragione. A quel punto o lasci perdere o alzi la voce.
I motivi erano sbagliati schiavitù & co. ma il principio non lo sò, mi ci
dovrei trovare in una situazione del genere.
> > Lincol/Scott invece la pensavano diversamente e fort sumter era
> > considerata propietà del governo (diciamo una sorta di territorio
> > federale)
> No, non "era considerata"; ERA, punto.
Con il beneplacito dello stato su cui sorgeva il forte però? Anche le basi
usa in italia sono propietà degli americani, però finchè all'italia stà
bene. Se un giorno decidono di non andare più a braccetto con gli usa che
fanno Aviano, Sigonella etc... etc... diventano il 51 e 52 stato
americano? o smatellano le basi?
> > E'come se i tedeschi avessero permesso a russi e francesi di mandare una
> > 20 di divisioni in polonia nell'agosto del 1939.
> > Hitler che avrebbe fatto? Avrebbe detto fate pure, invece che via nave
> > spostatele attraverso la germania o avrebbe scatenato il blitzkrieg ad
> > agosto invece che settembre?
> Capisco. Esempio davvero azzeccato. Mi fermo qui.
Non sarà lo stesso però i porti per il sud erano fondamentali, da dove
avrebbero fatto arrivare le divise, fucili, polvere cannoni che
importavano?
Avevano già perso Pensacola, Norfolk era troppo vicina al Nord non
rimanevano che 4-5 porti, perdere anche Charleston non avrebbe certo
facilitato il sud. Visto lo strapotere navale nordista.
> A parte il raid di Sheridan perchè gli unionisti non hanno mai
> tentato un raid di cavalleria, magari mandando un brigata in NC
Hanno compiuto parecchi raid (ad es. in concomitanza con le
battaglie di Chancellorsville e Wilderness) ma sempre su
piccola scala. Un reparto di cavalleria isolato molto all'interno
del territorio nemico si va a cercare guai (vedi la distruzione
del comando di Morgan nell'esttate 63).
> Da qualche parte credo di aver letto che ci fosse in
> costruzione anche una Ironclad a nashville.
CSS (poi USS) Eastport, vapore a ruote comprata il 31 ottobre
1861, in via di conversione in corazzata lungo il corso del
Tennessee (quindi sull'ALTRO fiume) in una località chiamata
Cerro Gordo che non riesco a trovare sulla mappa.
Apparentemente i lavori cominciarono solo il 24 dicembre, e
all'epoca della caduta di Fort Henry mancava ancora tutta la
corazzatura.
> I sudisti hanno usato centinaia di cannoni tra New Orleans,
> Port Hudson, Grand Gulf, Vick, New Madrid etc.. etc... per
> difendere il Mississippi con i forti (con risultati abbastanza
> buoni) e non avevano una 15 di cannoni pesanti per sbarrare
> il Cumberland e salvare Nashville?
Il panico fa miracoli. Cmq i cannoni pesanti non si spostano da
un giorno all'altro, ma richiedono una opportuna preparazione:
Nashville doveva essere messa in condizioni di difesa qualche
tempo prima della caduta di Fort Donelson: il fatto è che
nessuno aveva pensato a questa contingenza. Tra l'altro, non si
riuscì a spostare l'enorme quantità di rifornimenti accumulata
in città per le esigenze dell'armata di Johnston (in parte
distrutta prima della ritirata, ed in parte saccheggiata dalla
popolazione).
> com'è il terreno tra Menphis e Chattanooga, ma gli unionisti
> avrebbero potuto utilizzare quella zona come base logistica
> per operazioni contro il Mississippi/Alabama/Georgia,
> portando i rifornimenti fin li con i piroscafi?
No, la linea di avanzata avrebbe corso lungo il tratto orizzontale
del Tennessee, quindi parallelamente al fronte. Sarebbe stato
un gioco tagliargli le retrovie.
> Anche in questa tratta non c'erano unità navali sudiste? Sarebbero
> tornate molto utili in seguito quando gli yankee dovevano attaccare
> Chattanooga,
No. I nordisti hanno poi costruito a Chattanooga quattro piccole
cannoniere sprotette ("tinclad"):
USS General Sherman (No. 60)
USS General Thomas (No. 61)
USS General Grant (No. 62)
USS General Burnside (No. 63)
pronte nell'estate 1864. Armamento 2x 20pdr Parrott (30pdr sul Grant)
+ 3x obici 24pdr. Risulta un loro intervento a Decatur nel dicembre
64 nell'embito dei (timidi) tentativi di catturare l'esercito di Hood
in ritirata.
Inoltre c'erano circa una decina di vapori civili, tutti però piccoli.
> ma a sud dei Forti Doneldson e Henry non c'era un'altro
> punto dove poter costruire forti?
Il Tennessee è piatto in quella zona, più o meno tutti i punti
avrebbero avuto lo stesso handicap di Fort Henry (sommerso
alla prima piena). Il Cumberland scorre in zone più collinose,
ma Nashville è praticamente il punto più a Sud, poi il fiume
curva verso il Kentucky, per cui tutti gli altri punti sarebbero
stati molto esposti.
> forse perchč comincio a pensare a
> come sarebbe andata se avessero vinto).
A breve termine, la CSA sarebbe diventata un enorme Sudafrica
pre-Mandela, isolato, arretrato, illiberale e repressivo, messo
all'indice dal resto delle nazioni del mondo. A lungo termine,
una alleanza con i nazisti (visto che l'ideologia di fondo era la
medesima, sia allora che oggi, vedi le pericolose posizioni
attuali di parte dei neoconfederati) oppure una rivoluzione
sanguinosa della popolazione negra.
Chi rimpiange la Confederazione, di solito non la conosce.
> Era il sud che voleva la secessione. Anche se i nordisti in piů
> di una occasione avevano usato la stessa idea per fare pressione
> sul governo! Il sud č stato piů veloce.
Pregoti citare fatti, circostanze, dati, nomi, che convalidino questa
affermazione.
> nella costituzione non hanno scritto da questo momento le 13
> saranno 1 stato per sempre
Ti suggerisco di provare a leggerla.
> [New Orleans]
> Per es., furono costruite in parallelo due immense corazzate d'alto
> mare (in teoria...), da consegnare giusto poche settimane dopo la
> presa della città, invece di costruirne una per volta, o (molto
> meglio) una mezza dozzina di più piccole, fluviali, da finire prima.
Essenso argomento che può interessare anche i non appassionati alla
ACW, aggiungo qualche dettaglio su CSS Louisiana (I) e su CSS
Mississippi (I), che Luraghi tratta in modo un po' veloce.
[N.B. sono esistite anche Louisiana (II) e Mississippi (II), incrociatori
impostati a Bordeaux nel 1863, sotto sequestro dal febbraio 1864, poi
acquistati dai Prussiani nel maggio 1864 e divenuti le corvette
"Victoria" e "Augusta"]
Gli estratti di una approfondita ed interessante inchiesta confederata
sulla mancata difesa di New Orleans, che contengono molto materiale
su queste due navi, sono riportati negli OR. Andare su:
http://library8.library.cornell.edu/moa/browse.monographs/ofre.html
- Series 2
- Volume 1 (Statistical data etc.)
- da pagina 430 a pagina 808 (sono perciò solo 378 pagine...)
Tutti i successivi riferimenti di pagina sono a questo volume, se non
altrimenti specificato (qualcuno è al Volume 18 della Serie 1).
CSS MISSISSIPPI
Comincio con la seconda perchè è la più interessante.
Vedere lo schema in:
http://library8.library.cornell.edu/moa/browse.monographs/ofre.html
- Series 2
- Volume 1 (Statistical data etc.)
- pagina 575
La cosa veramente interessante è che questo schema NON è una
approssimazione stile "bambino-delle-elementari" ad uso del
Congresso confederato: è una ESATTA pianta della nave.
I fratelli Taft, intraprendenti industriali, concepirono l'idea di
costruire una supercorazzata impiegando solo manodopera non
specializzata in costruzioni navali, proveniente dal settore
edilizio: la nave doveva essere costruita come se fosse una
enorme casa, totalmente priva di qualunque curvatura ed anche
di chiglia ed ossature propriamente dette: la rigidità strutturale
sarebbe stata assicurata da pareti (e fondo) in legno solido
(oso sperare ci fosse anche qualche rinforzo trasversale
all'altezza della coperta), con un segmento anteriore a pianta
triangolare, esattamente gemello di quello posteriore, uniti al
corpo centrale parallellepipedo con quattro spigoli vivi.
("There is no frame. The work is made solid the required
thickness. It is commenced at the bottom, and completed as the
work goes up." Pagina 547)
Il corpo centrale avrebbe avuto spessori di parete di 2' e le
due estremità di 3' (vedi pagina 583). Ho trovato un solo
riferimento allo spessore del fondo, 22", in Scharf (History
of the Confederate States Navy), che mi sembra strano in
quanto più sottile delle pareti.
[N.B. sospetto fortemente che in questi quattro spigoli vivi si
sarebbero concentrati tutti gli sforzi strutturali dello scafo, e
che in caso di impiego in mare ondoso il risultato sarebbe
stato quanto mai interessante per l'equipaggio, nel senso cinese
del proverbio. Per essere più precisi, le due parti estreme
sarebbero state soggette ad una forte spinta di galleggiamento,
non controbilanciata (come per la parte centrale) dall'enorme
peso della casamatta, dell'armamento e dei motori. Lungo un
fiume piatto poteva andare, ma in un mare ondoso... Craaac!]
Un altro elemento di spicco era lo smisurato apparato motore.
Lo schema mostra 14 caldaie (disposte longitudinalmente in
due file di 7) ma nel progetto finale sarebbero diventate 16
disposte trasversalmente, che fornivano vapore a tre motori
ad alta pressione (36" x 2'6") [#1]. Ognuno di questi era di
dimensioni analoghe al singolo motore dell'USS Monitor,
che però era alimentato da due sole caldaie e sviluppava
320 IHP; nel caso in questione i tre motori avrebbero ricevuto
ciascuno quasi il triplo di vapore e forse più (visto che i
Taft dichiarano di voler impiegare "the largest size boiler
we can get"), quasi un migliaio di cavalli cadauno anche se
i Taft prudenzialmente dichiarano una potenza complessiva
di 1.500 HP. Vedo i presupposti per un incidente spettacolare.
Due fumaioli.
[#1] All'epoca imotori erano identificati non tanto dalla loro
potenza (concetto su cui c'era ancora qualche dubbio) ma dalle
dimensioni del cilindro: 36 pollici è l'alesaggio, 2 piedi e 6
pollici la corsa => cilindata 500,4 litri. I motori si dividono
in "alta pressione" (corsa ridotta, alto numero di giri) e "bassa
pressione" (corsa lunga, basso numero di giri) che in genere
corrispondono a "elica" e "ruote a pale". Notare che in questa
epoca, nota per le esplosioni catastrofiche sui battelli a ruote,
il concetto di "bassa" pressione era del tutto relativo!!!
Per chi volesse approfondire l'argomento, consiglio *molto
vivamente* questo acquisto su Tuttostoria:
Codice 610 E 002
Collana ? - Volume 23
Hunter (Louis C.) - Steamboats on the Western Rivers:
An Economic and Technological History
684 pagine
Euro 25,00
Che contiene una quantità incredibile di dati tecnici sulla
navigazione fluviale. Super-raccomandato a tutti i navalisti.
[N.B. a p.572 si riporta una corsa di solo 2', che però diventa
30" (2'6") a p.578. E' possibile che la corsa extra sia stata
aggiunta insieme alle ultime due caldaie. Vedi anche p.582]
La velocità stimata era di 14 nodi, enormemente sopravvalutata
anche se si tiene in considerazione la molto probabile confusione
tra "nodi" (miglia marine all'ora) e "mph" (miglia terrestri all'ora)
che era l'unità di misura standard usata per il servizio fluviale
(quindi attenzione perchè tutte le velocità delle navi fluviali
americane erano *sempre* intese in mph, anche se il vostro libro
scrive "nodi").
Perciò 14 mph = 12,2 nodi.
Anche così è altissima (pur considerando la potenza disponibile)
per una nave con quello scafo: l'ex-transatlantico Vanderbilt (tra
le più grosse navi armate dalla USN nella ACW) toccava i 14 nodi
con 2.800 HP, ma aveva lunghezza e larghezza che erano 122% e
82% della Mississippi (rapporto lun/lar: 7,0 contro 4,7) ed inoltre
aveva forme enormemente più idrodinamiche. IMHO la velocità
era sovrastimata di un fattore due.
Dislocamento: Tutte le fonti riportano 1.400 tonnellate, ma si tratta
di un altro errore comune, confondendo il "tonnellaggio" (analogo
alla odierna "stazza lorda": una misura di volume interno) con il
"dislocamento" (che è il peso della nave, ovvero del liquido
spostato, "dislocato").
Siccome le dimensioni esterne sono:
- lunghezza 272' (i 252' in figura + 20' aggiunti come da testo nella
stessa pagina). In pianta è un corpo rettangolare di 140' più due
triangoli da 66', corrisponde ad un unico rettangolo da 206'
- larghezza 58' (vedi pagina 541)
- immersione 12'6" (prendo il dato da Silverstone, Civil War
Navies).
Essendo priva di qualunque arrotondamento, il volume in metri
fa 62,78 x 17,68 x 3,81 = 4.229 m3 (ovvero t).
Luraghi riporta 6.000t nella SdGCA, non so in base a che fonte.
[N.B. a pagina 541 si riporta una lunghezza di 260' (che però non
corrisponde nè ai 252 della figura nè ai 272 della revisione! E'
possibile che rappresenti 252' più il fuori tutto di elica e timone
centrali), una larghezza fuori tutto ("extreme breadth") di 58' ed
una profondità dello scafo - "depth of hold" - di 15'. Questa misura
ritengo dovrebbe rappresentare la distanza tra la superficie
superiore del fondo dello scafo e la superficie inferiore della
coperta]
Protezione: c'è un riferimento a pagina 583. Sembra che la
casamatta superiore (con pareti ad angolo di 30° rispetto
all'orizzontale) fosse 3x 1.25" = 3.75" ("the upper angle")
ma solo 2x 1.25" per "the lower angle". Vedi schema in:
- Series 1
- Volume 18
- pagine 355-356
Benchè non specificato, immagino che l'angolo inferiore si trovi
sotto il galleggiamento.
Inoltre 1x 1.25" sul ponte e apparentemente sulle murate di prua
e poppa ("the level part fore and aft"). Più un massiccio "cuscino"
in legno sotto la corazzatura.
Un dritto di prua in ghisa, evidentemente da usarsi come sperone.
Al 29 gennaio risultavano arrivate 616.098 libbre (280t) di corazza
(p.589), al 10 febbraio risultavano montate 400t di corazza (p.589),
al 22 marzo ne mancavano solo 250t al completamento (p.593). Al
ritmo 29gen-10feb di 10t/giorno il numero intermedio 10feb-22mar
verrebbe altre 400t, totale 400+400+250=1.050t di corazzatura che
corrisponde alle "about 1.000 tons of iron plating" (e 160.000 libbre
di bulloni!!) di pagina 599.
Armamento: Sedici IX-inch Dahlgren Shell Guns (definizione ufficiale
dell'arma, analoga ai sei laterali della CSS Virginia) come da p.584,
più due pezzi rigati da 7" (suppongo Brooke prima serie, analoghi ai
due assiali della CSS Virginia, ottenuti partendo proprio dal corpo di
fusione dei IX-inch Dahlgren e poi cerchiati) che infatti richiedono
"a larger carriage" (sempre p.584). I pezzi sono disposti 8 per fianco,
più uno in caccia ed uno in ritirata. Suppongo questi ultimi siano i
due rigati, sebbene la cosa non venga specificata nel testo.
A pagina 586 risulta che i pezzi di estremità diventano due ciascuno
(venti in totale) e c'è un interessante riferimento ai "quarter guns"
(cioè, "di angolo") il che sembra indicare che i quattro pezzi laterali
estremi di prua e poppa potessero sparare sia al traverso che in
caccia/ritirata . Questo è però in contrasto con p.604 secondo cui
"she would able to fight two guns forward and two aft". Alternativa,
il portello dei "quarter guns" era semplicemente inclinato (di 45° ?)
verso prua/poppa.
Suppongo sempre che i pezzi rigati siano quelli di estremità, visto
che a p.587 si dice che i 7" sono ora quattro.
Silverstone, Civil War Navies, specifica dieci portelli per fiancata
più due a prua ed a poppa, 24 portelli in totale: parrebbe che i
rigati potessero sparare sia lungo l'asse che per murata, due portelli
ciascuno. Boh?
Interessantemente, Brooke produsse un totale di sei 7" prima serie
tra il 21 ottobre ed il 7 dicembre 1861, preceduti da un isolato
"pre-serie" senza cerchiatura (No° 1245 del 7 luglio 1861, spedito
a Charleston ed apparentemente presto esploso, da qui la revisione
del progetto): No. 1287, No. 1293, No. 1301, No. 1312, No. 1320
e No. 1326, tutti inviati a Norfolk (Gosport Navy Yard). Due sono
quelli finiti sulla Virginia, è probabile che gli altri quattro siano
poi stati dirottati a New Orleans. I Taft dicono di aver ricevuto
i primi il 28 Aprile, poi dirottati a Vicksburg (vedi pagina 552).
Siccome il primo Brooke "seconda serie" (corpo modificato,
canna allungata, doppia cerchiatura) è stato fuso dalla Tredegar
solo il 23 maggio 1862 (No. 1565), l'unica alternativa è che si
tratti di vecchi cannoni lisci da 42 libbre (calibro 7") poi rigati
- decisamente un'arma di seconda scelta, improbabile.
(Fonte: Olmsted et al., The Big Guns. La numerazione Tredegar
indica il numero progressivo del cannone fuso nel corso della
storia della ditta - in effetti era una tra fonderie di cannoni più
grandi degli USA. Parte dei Dahlgren sono quelli catturati a
Norfolk, che però erano anche costruiti dalla stessa Tredegar)
Conclusione. Il primo Luraghi (SdGCA) non teme di esporsi:
"...quando fosse stata pronta, si sarebbe rivelata probabilmente la
più potente corazzata del mondo [...]. Si sarebbe trattato di un'unità
formidabile, al quale, se avesse potuto entrare in azione, avrebbe
probabilmente spazzato via dai mari [notare il plurale!! NdR.] tutte
le navi unioniste non corazzate, ed avrebbe liquidato la flotta di
Farragut come un toro lanciato contro ninnoli di porcellana."
Nel successivo Marinai del Sud Luraghi corregge in parte la mira,
specificando che i numerosi pareri entusiastici sono opera dei
contemporanei, e di suo limitandosi ad aggiungere che: "...la
leggenda cominciava a circondarla [...] una leggenda in grandissima
parte ammantata di verità."
Mio giudizio: ovviamente una qualunque corazzata, anche piccola
e primitiva, ha un enorme vantaggio contro navi sprotette (vedi
l'epopea della CSS Arkansas), per cui nulla di strano se Farragut
avesse ricevuto una sonora legnata *lungo il fiume*. In special
modo una prua così acuminata e "piena", usata come sperone, non
si sarebbe limitata ad aprire un buco nella fiancata della nave
bersaglio, ma l'avrebbe probabilmente tagliata in due!
Però, circa il comportamento della Mississippi in mare aperto,
ho già detto che, sotto lo sforzo delle onde, lo scafo avrebbe
probabilmente sviluppato una (o più) crepe lungo gli spigoli vivi,
seguita da un molto probabile affondamento.
Inoltre, la quantità di vapore prodotto dalle caldaie sembra
spropositata, e mi sarei aspettato qualche incidente di macchina.
In conclusione, sembra incredibilmente azzardata la decisione
confederata di costruire una nave così grossa con questo sistema
così anticonvenzionale: sarebbe stato molto più logico partire
prima con una nave più piccola, come esperimento.
Addendum: i fratelli Taft andarono poi a Savannah, dove
trasformarono il violatore del blocco Fingal nella corazzata
CSS Atlanta. Purtroppo la preesistente chiglia profonda,
necessaria in mare aperto, era un'escrescenza dannosa su una
corazzata fluviale, sicchè alla prima - ed unica - azione la
sfortunata nave si arenò e dovette arrendersi senza aver
sparato nemmeno un colpo. Divenne poi la USS Atlanta ed
alla fine della guerra fu venduta a Haiti (unico stato negro
indipendente al mondo. Che offesa all'orgoglio sudista!!!),
ribattezzzata Triumph e immediatamente dispersa in mare nel
viaggio di consegna, durante una tempesta (non esattamente
all'interno del Triangolo delle Bermude, ma quasi...).
CSS LOUISIANA
Questa nave era di gran lunga più tradizionale, e progettata e
costruita da gente esperta del mestiere (i risultati sembrano
però indicare che la cosa non è garanzia di successo!!).
Aveva un apparato motore principale a ruote (due ruote, due
motori a bassa pressione) più un apparato ausiliario ad elica
(due eliche, due motori ad alta pressione) presumibilmente
installato per agevolare le manovre e le virate. Sei caldaie
in totale, non è chiaro suddivise come.
Un schema ruote primarie + eliche secondarie analogo era
impiegato dalle corazzate fluviali unioniste USS Chillicothe,
USS Indianola e USS Tuscumbia, che tutte però avevano le
ruote in posizione tradizionale, lungo la fiancata. Al contrario
la Louisiana aveva le due ruote al centro, in tandem, inserite
all'interno di un "pozzo" centrale ricavato nello scafo a
mezzanave. Immagino che l'idea fosse quella di evitare la
grande vulnerabilità delle ruote laterali, spostandole in
posizione protetta.
Gli effetti erano clamorosamente negativi: innanzitutto la ruota
posteriore lavorava nella turbolenza di quella anteriore, per cui
non riusciva ad esprimere la stessa efficienza; ma soprattutto
entrambe creavano rapidamente un "vuoto" dentro il pozzo,
e non trasmettevano che una minima parte della loro spinta
all'acqua esterna - che del resto, normalmente non le avrebbe
mai lambite!! Il risultato finale era che la nave, inizialmente
varata con le sole ruote, non riusciva nemmeno a vincere la
corrente del fiume (velocità non specificata, ma in genere
intorno a 3mph secondo Hunter) e veniva trascinata
inesorabilmente a valle.
Le cose sarebbero migliorate _leggermente_ con le eliche
funzionanti (essendo propulsori _ausiliari_ per la manovra,
la loro potenza era limitata) tanto è che "...to get the propellers
ready for service, though little confidence was felt in their
being of sufficient power with the wheels to enable the
Louisiana to stern the current and to be handled with effect in
the Mississippi." (Serie 1, Volume 18, pagina 298).
[N.B. i due motori a ruote erano stati prelevati dal vapore
civile Ingomar, quelli ad elica costruiti ad hoc]
Non che le ruote fossero l'unico problema: "When the
ironclad was launched, water poured into her gundeck
and she was nearly swamped. When Louisiana was later
in action, she leaked badly; water swilled about knee-deep
on the gundeck while the guns were being worked."
(Gibbons, Warships and Naval Battles of the Civil War)
Dislocamento - Siccome le dimensioni sono: lunghezza 264'
fuori tutto, larghezza 62', immersione 7' (Silverstone), cioè
analoghe alla Mississippi ma con solo il 56% di immersione,
il dislocamento non dovrebbe essere stato superiore a circa
2.350t (4.229 x 0.56), e molto probabilmente inferiore visto
che le forme di carena erano tradizionali; quindi circa
duemila tonnellate. Luraghi nella SdGCA riporta 4.000
tonnellate, non è chiaro da che fonte. Fonti coeve riportano
il *tonnellaggio* della nave a 1.400t, come la Mississippi.
Protezione - Circa 465t totali (vedi pagina 754). Lo spessore
è riportato da Silverstone come 4" max, tuttavia - rispetto
alla Mississippi - l'area protetta era assai inferiore per la
ridotta inclinazione delle pareti della casamatta. Gibbons
dichiara 45° di inclinazione, ma nel disegno che accompagna
il testo mostra pareti quasi verticali!!
Armamento - Vedere lo schema in 1-18-288. Ci sono sedici
cannoni e diciotto portelli (due chiusi). L'asimmetria tra la
posizione dei portelli lungo le fiancate è dovuta, ritengo, alla
posizione sfalsata dei motori principali. Ci sono in totale:
- 2x 7" rigati (1 assiale a prua, 1 assiale a poppa)
- 3x IX-inch (2 laterali a prua, 1 fianco sinistro)
- 4x VIII-inch (2 laterali a poppa, 2 fianco destro)
- 7x 32-pdr rigati (5 fianco sinistro, 3 fianco destro)
I 32pdr rigati sono vecchi cannoni lisci dell'artiglieria costiera,
rigati (in realtà dovrebbero essere indicati come "64-pdr").
I IX-inch sono Dahlgren "Shell Guns", arma standard della
USN, intendendo una via di mezzo tra il cannone e l'obice.
Gli VIII-inch possono essere sia Dahlgren Shell Guns, sia uno
dei numerosi modelli preesistenti di cannone liscio. I due
7" rigati sono dubbi: potrebbero essere due dei Brooke
destinati alla Mississippi (ma questo non è citato in nessuna
fonte) ma più probabilmente due vecchi 42-pdr rigati (ovvero
"84-pdr"). La presenza di queste vecchie armi, in parallelo
con la caotica varietà ed asimmetrica disposizione dei calibri,
lascia chiaramente intuire che si sia trattato di una cosa
raffazzonata all'ultimo minuto, prendendo tutto quel che
si trovava sotto mano.
Inoltre "the portholes allowed only a 5-degree elevation
to the guns." (Gibbons)
Da notare che nel corso della sua unica azione, parte degli
artiglieri era stata prestata da una batteria dell'esercito
(Crescent Artillery).
La Louisiana, ormeggiata come batteria galleggiante, poco a
monte dei forti, sparò contro le navi di Farragut soltanto con
i tre cannoni di prua e solo tre di quelli di destra (carenza
di personale?). Non subì alcun danno, ed apparentemente
non ne inflisse nessuno, finendo poi con l'autoaffondarsi
dopo la resa dei forti (dettagli dell'azione in 1-18-294/300).
Mio giudizio: una nave completamente sbagliata in partenza,
zeppa di difetti.
In conclusione, l'errore peggiore non fu tanto il costruire una
corazzata bizzarra ed una difettosa, ma piuttosto nel volerle
costruire insieme. Addirittura furono costruite in due campi
adiacenti, con gli operai che lavoravano part-time sull'una o
l'altra ("There was but a single fence between the two yards
in which the Mississippi and Louisiana were constructed,
and we were continually back and forward from one yard to
another" - pagina 758). Fossero stati concentrati i lavori
su una delle due, pronta già all'inizio del 1862, il lavoro di
Farragut sarebbe stato reso molto più difficile.
Infine, considerando l'eccellente carriera della piccola CSS
Manassas, costruita ad una frazione del costo e dell'impegno
di questi due leviatani (vedi anche la piccola CSS Albermarle),
non si può non giungere alla conclusione che sarebbe stato ancora
meglio costruire una mezza dozzina di mini-corazzate con solo
un paio di cannoni ciascuna. Soprattutto la disponibilità di
motori era il continuo tallone d'Achille delle navi confederate,
per cui navi piccole avrebbero significato motori più piccoli,
con meno problemi di costruzione e di manutenzione.
Dopo ulteriore riflessione notturna, correggo:
> La cosa veramente interessante è che questo schema NON è una
> approssimazione stile "bambino-delle-elementari" ad uso del
> Congresso confederato: è una ESATTA pianta della nave.
Esatta come forma, ma non è in scala (e si può facilmente notare).
Le estremità triangolari dovrebbero essere alquanto più tozze.
Anche i compartimenti centrali non sono in scala.
> Lo schema mostra 14 caldaie (disposte longitudinalmente in
> due file di 7) ma nel progetto finale sarebbero diventate 16
> disposte trasversalmente
In realtà il testo dice esattamente il contrario!!
In origine le caldaie erano trasversali e dovevano essere undici
(vedi p.572: diametro esterno 42", lunghezza 41'), poi progetto
modificato in due file di otto (lo schema erroneamente ne mostra
sette, da qui il mio errore di 14). Notare che nel progetto rivisto
la lunghezza delle caldaie passa a soli 30', pur se si specifica
che sono "le caldaie più grosse disponibili": ritengo quindi che
la misura di 41' significasse "spazio necessario", inclusi i 10'-11'
(qui mostrati come "gun room") per l'alimentazione dei fuochi.
Ne deriva che la lunghezza di 252' (come da schema) include già
l'allungamento di 20'.
> Siccome le dimensioni esterne sono:
> - lunghezza 272' (i 252' in figura + 20' aggiunti come da testo nella
> stessa pagina). In pianta è un corpo rettangolare di 140' più due
> triangoli da 66', corrisponde ad un unico rettangolo da 206'
> - larghezza 58' (vedi pagina 541)
> - immersione 12'6" (prendo il dato da Silverstone, Civil War
> Navies).
> Essendo priva di qualunque arrotondamento, il volume in metri
> fa 62,78 x 17,68 x 3,81 = 4.229 m3 (ovvero t).
> Luraghi riporta 6.000t nella SdGCA, non so in base a che fonte.
Come da schema in 1-18-356, la casamatta si proiettava oltre la
fiancata; è ragionevole suppore che la larghezza ("extreme breadth")
includa questa proiezione. Il disegno non sembra in scala: se è
esatta la misura di 3'5" tra la verticale della volata e lo spigolo
inferiore, la proiezione è di circa 5'6" per lato (11' totale); se
invece è esatta la "depth of hold" di 15', la proiezione è di circa
8'6" per lato (17' totale), per cui la larghezza dello scafo dovrebbe
essere compresa tra 41' e 47', media 44'. In realtà preferisco optare
per la misura maggiore, visto che si prevedeva inizialmente di
ospitare una caldaia lunga 41' (vedi sopra), più 3' di spessore per
ogni parete, vengono 47' giusti.
Considerando queste variazioni sia in lunghezza che in larghezza,
il dislocamento perciò dovrebbe essere:
(120'+66') x 47' x 12'6" = 56,69m x 14,32m x 3,81m = 3.094 m3 (t)
D'altra parte, se - come logica fa supporre - l'angolo inferiore della
casamatta è sotto la superficie, la linea di galleggiamento dovrebbe
essere in corrispondenza della coperta, o addirittura al di sopra
(vedi CSS Virginia, dove effettivamente prua e poppa erano immerse)
per cui l'immersione dovrebbe essere almeno superiore a 15', con
un dislocamento almeno intorno a 3.500t (o anche più, considerando
che la parte inferiore della casamatta aumenta il volume immerso).
Inoltre, lo scafo è più affinato (5,4) di quanto avevo calcolato (4,7),
probabilmente guadagnando un miglio o due di velocità.
In compenso, ho dimenticato di segnalare un altro punto debole:
eliche e timoni si proiettano oltre lo scafo e sono perciò molto
esposti anche al più più piccolo urto.
> Dislocamento - Siccome le dimensioni sono: lunghezza 264'
> fuori tutto, larghezza 62', immersione 7' (Silverstone), cioè
> analoghe alla Mississippi ma con solo il 56% di immersione,
> il dislocamento non dovrebbe essere stato superiore a circa
> 2.350t (4.229 x 0.56), e molto probabilmente inferiore visto
> che le forme di carena erano tradizionali; quindi circa
> duemila tonnellate.
A questo punto la CSS Louisiana risulta decisamente più larga
della sorellastra, visto che 62' sembra riferito allo scafo (essendo
la casamatta apparentemente poco inclinata). Se lo scafo avesse
la stessa forma spigolosa (diciamo due triangoli lunghi 70' più
un rettangolo lungo 124') il dislocamento sarebbe:
il dislocamento perciò dovrebbe essere:
(124'+70') x 62' x 7' = 59,13m x 18,89m x 2,13m = 2.384 m3 (t)
Che, con prua o poppa più stellate, portano sempre a 2.000t circa.
> vogliamo un libro sull'ACW firmato Davide Pastore:-);-)
Chissà. E' che sono pigro.
> marina confederata, sapere quale era effettivamente l'importanza che
> attribuivano i sudisti a quest'ultima.
I sudisti come "maggioranza dell'opinione pubblica": non molta, visto
che in genere la CSN finiva sui giornali in seguito ad una sconfitta!
Per es., tipicamente i generali si rifiutavano di permettere a loro
soldati (ex marinai prima della guerra) di cambiare servizio.
La marina era la Cenerentola della Confederazione: è indubbio che,
con più risorse ed investimenti, si sarebbero ottenuti grandi risultati
(New Orleans, le lagune della North Carolina, etc.). Già il fatto
che Jeff Davis - che si impicciava di tutto - abbia lasciato Mallory
indisturbato per quattro anni è un segno che giudicava il suo lavoro
poco importante.
> Confederazione alla continua ricerca della qualità (cioè del "nuovo" e
> dell'avveniristico) per compensare la scarsezza di quantità ha qualche
> ragionevole fondamento?
A dire il vero, nel primo anno di guerra la CSN aveva pianificato di
costruire un centinaio di mini-cannoniere sprotette, la cosiddetta
"Mosquito Fleet" o "Maury Gunboats" dal nome del progettista.
Adesso non ricordo se Luraghi in Marinai del Sud parla di questa
idea, che cmq sarebbe stata una idiozia totale. Alla fine una mezza
dozzina furono trasformate in torpediniere, le altre demolite o
non impostate. L'idea della corazzata all'inizio non era condivisa
da tutti, ha preso piede solo dopo Hampton Roads. Oppure, mentre
a New Orleans si faticava a finire i due leviatani, la CSN ha speso
un pacco di soldi per costruire quattordici arieti sprotetti, che sono
poi stati spazzati via dalla USN senza difficoltà. Ma va detto che
all'epoca la nave corazzata era ancora una cosa misteriosa e
sperimentale.
> A dire il vero, nel primo anno di guerra la CSN aveva pianificato di
> costruire un centinaio di mini-cannoniere sprotette, la cosiddetta
> "Mosquito Fleet" o "Maury Gunboats" dal nome del progettista.
> cut)
>Alla fine una mezza
> dozzina furono trasformate in torpediniere, le altre demolite o
> non impostate.
Torpediniere? Armate con torpedini ad asta, immagino. Non credo che i
confederati potessero realizzare qualcosa di simile agli attuali siluri, il
primo dei quali è di origine austriaca (Luppis-Whitehead, 1866 - meno male
che non fecero a tempo a impiegarlo a Lissa!).
G. De M.
> (Luppis-Whitehead, 1866 - meno male
> che non fecero a tempo a impiegarlo a Lissa!).
Meno male ?
Personalmente penso che la "novità" avrebbe permesso all' Italia di
evitare il trauma di Lissa che ha bloccato per 10 preziosi anni lo
sviluppo della Regia Marina.
Invece di polemizzare su Persano, Albini e Vacca, le ragioni della
sconfitta sarebbero state (giustamente, IMHO) individuate nell'
inadeguatezza dottrinale, d' addestramento e d' amalgama, e poi si sarebbe
avuta molta più attenzione verso le novità tecnologiche, e la Duilio
sarebbe venuta prima...
Saluti,
Dott. Piergiorgio.
se Teghettof avesse avuto i siluri a Lissa, ci avrebbe fatto fuori *tutta*
la flotta (visto i combattimenti a distanza ravvicinatissima, anche quei
primitivi aggeggi avrebbero avuto vita facile). Noi ci saremmo crogiolati a
maledire il destino, cinico, baro e crudele, e ci saremmo assolti da ogni
colpa. Persano sarebbe rimasto ministro della marina a vita, Vacca avrebbe
comandato la flotta, magari riuscendo a far costruire le sue corazzate
guardacoste (due per ogni porto d'Italia), a guardia perenne dei nostri
destini marinari, Albini si srebbe accontentato (immagino) di una robusta
pensione.
Insomma , non sarebbe cambiato un gran che.
G. De M.
> A dire il vero, nel primo anno di guerra la CSN aveva pianificato di
> costruire un centinaio di mini-cannoniere sprotette, la cosiddetta
> "Mosquito Fleet" o "Maury Gunboats" dal nome del progettista.
> Adesso non ricordo se Luraghi in Marinai del Sud parla di questa
> idea, che cmq sarebbe stata una idiozia totale.
Riporto solo i punti salienti di questo memorandum del celebre
oceanografo M. F. Maury del 22 ottobre 1861 (testo completo
in NOR II-2-99/104, vedi il link che ho già postato):
It is a self-evident proposition that - A rifled cannon will send as
far and hit as hard when fired from the smallest boat as it will
when fired from the largest ship. Whence follows this corollary,
which brings us up to another round on the ladder. Any number
of rifled cannon distributed among a given number of small
vessels having strength and stability sufficient to carry each its
piece and bear its discharge will be at least as effective in a sea
fight as the same guns would be if all were carried by one large
vessel. Indeed, a fight between the large vessel on one side
and the small ones on the other, each side bringing into play
gun for gun of the same metal, the advantage would be on the
side of the small vessels and for these reasons:
First. The large vessel is easier to hit.
Second. She is as vital as the small ones, indeed more so; for
experiments have shown that a wooden [#1] shell, loaded and
lodged in the side of a seventy-four, is capable of rending, and
tearing her in such a manner as to make it impossible for her to
keep the sea and live. The French experiments and others have
shown this to be true.
[#1] Il senso di "wooden" mi è incomprensibile.
Third. The bulwarks of small vessels like those proposed are,
on the other hand, so thin and frail that they would scarce
afford lodgment for a heavy shell. In case they were struck by
one of these missiles it would pass through and through, failing
to explode in her side [#2], it would do no more damage than a
solid shot [#3]. And so one of our frail-sided little vessels may
fight one of Lincoln's leviathans with shot or shell as she liked,
while she can be fought back practically only with solid shot or
unexploded shells their equivalent.
[#2] Maury si riferisce qui ai cannoni Dahlgren, che essendo ad
anima liscia tiravano proiettili esplosivi (shell) necessariamente
tondi, e quindi impossibili da equipaggiare con spolette a
percussione; lo scoppio avveniva mediante una spoletta
pirotecnica graduata in quarti di secondo, e richiedeva che il
bersaglio "fermasse" la palla per qualche attimo (poiché il tempo
di volo era necessariamente stimato con approssimazione).
I cannoni rigati sparavano proiettili a percussione, ma la USN
inizialmente li usava poco.
[#3] Maury evita di aggiungere che, anche senza esplodere,
una palla di ferro di qualche decina di chili lanciata a velocità
supersonica avrebbe spaccato in due la sua cannoniera. Inoltre
non ricorda che i cannoni navali potevano sparare munizioni
a "grapeshot" (un cartoccio a mitraglia formato gigante, con
nove palle piene ciascuna delle dimensioni adatte ad un
cannone da campagna) che avrebbe fatto sfracelli. Anche e
soprattutto perché l'oggetto più grosso a bordo della
cannoniera sarebbe stato una esposta e vulnerabilissima
caldaia.
Fourth. The small vessel having but one or two guns, and they
in the open air, is not bothered by the smoke. She can take aim
as fast as the men can lead. But in the large ships with the guns
between decks and a great many of them, the smoke after the
first broadside or two becomes so thick as to obstruct the light
and prevent anything like aim. Therefore, in a brisk action, the
small vessel may always fire with aim, which wind, weather, and
other circumstances often prevent the large ship from doing.
Consequently the little vessel may always fight with its eyes
open, while the other is occasionally blinded.
Fifth. When a large ship is attacked by a number of small ones
her crew is grouped into a small space; theirs are dispersed
around in small groups over a large space, consequently one
shot fired into the large vessel may kill many more men than
one shot fired into a small one can do.
Sixth. Moreover, as in sea fights more men are killed and
wounded by splinters than by cannon balls, and as a large ship
will yield more splinters from her thick sides [#4] than one of
the proposed frail vessels for smooth water will from her
slender sides, it follows that the small vessels are, gun for gun,
capable of greater execution than large ones.
[#4] Il (corretto) accenno ai "thick sides" contraddice in modo
plateale il precedente punto cinque.
By these six self-evident propositions it is made plain that small
vessels armed, in smooth waters, with rifled cannon throwing
shells are, gun for gun, superior to large vessels. In other words,
the true naval doctrine for these times is as you have often
heard me say, "Big guns and little ships," an idea which I have
for years [#5] been seeking to impress on the Navy Department
of the old, corrupt, and rotten concern yonder in Washington.
[#5] E questo è il nocciolo del discorso: il buon vecchio Maury si
era incaponito da anni su questa idea fissa, ma gli Yankee non
gli avevano dato retta (giustamente). Jefferson aveva tentato
di imporre qualcosa di simile nel primissimo '800, e la USN lo
ha ripagato NON battezzando una portaerei col suo nome.
[...] Of such I propose to construct a Navy for the Chesapeake.
In a few words it consists of rifled cannon of the largest caliber,
mounted on launches propelled by steam, and floating just high
enough to keep the water out. These launches are intended
to be really nothing but floating gun carriages. They should
have no accommodations for cooking or sleeping. When
cruising, officers and men should fare just as they do in any
other "boat service." When not cruising they should cook and
live in huts or tents on shore, taking care to place their launches
under the protection of our shore batteries, or in some other
place of safety, with a watch on board. By this arrangement
we secure facility of construction, rapidity in equipment,
economy in outfit, efficiency in battle. The cost of one hundred
such launches including armament, engine and machinery
will, I estimate be $10,000 each. The enemy's Niagara cost
over a million.
Each launch should carry two guns, pivot mounted. One
forward the other aft. None of them should be calculated to
keep the sea for more than two or three days at a time.
They should draw 5 or 6 feet and, with armament, crew,
engine, and fuel aboard, with steam up, should not be more
than about 2 feet above the water. Thus, with about 20 feet
beam, any one would present a target end of something like
40 square feet, which at the distance of a mile and a half or
two miles, good rifle cannon range, [#6] would be hard to bit.
Practically such launches would be almost shot-proof, for the
men, except when loading, could lie down in the bottom of
their boats and be below the water line, thus securing to that
extent the protection of an armor far more complete than that
in which any steel-clad ship can incase herself. [#7]
[#6] Ovviamente una piattaforma così piccola ed instabile
avrebbe impedito qualunque forma di puntamento preciso
a queste distanze.
[#7] Questo è ridicolo.
In England they are building steel-clad frigates at a cost of
$2,500,000. Such is the difference between steam frigates for
all seas and steam launches for gentle waters and smooth
weather. Now, if I be right in my calculations, we can, for a
sum not exceeding the cost of one of these new-fashioned
men-of-war, with her ten or a dozen guns, build, put afloat,
equip, man, and maintain on our own waters a fleet of 200 guns.
The Niagara, costing near a million and a half, mounts but
10 guns. [#8] If we set promptly and energetically to work we
may, by the opening of the next campaign, have this little but
powerful Navy ready for action.
Suppose these launches to be fleet-footed, they ought to
have speed, and that 10 of them, choosing their opportunity,
should attack the Niagara, taking their position at long but
good rifle cannon range, she has not a gun that will carry that
far, for few of Lincoln's ships have rifle cannon, and those that
have them have only a few pieces, broadside on. [#8bis]
The Niagara would present a target of not less than 10,000
square feet against one of only 40 by each launch. The
contest would be most unequal, and the chances in favor
of the launches would be as two hundred and fifty to one.
For that is the multiple by which the target of the frigate
exceeds the target of the launches. The Potomac Fleet of
the enemy would find in a fleet of 100 such launches [#9]
a perfect hornet's nest.
[#8] La USS Niagara era all'epoca la più grossa nave della
USN. Una versione delle fregate Wabash modificata con un
solo ponte armato anzichè due (cioè, una immensa corvetta)
ed equipaggiata con i più grossi cannoni navali dell'epoca,
cioè i Dahlgren da 11 pollici (ed erano in realtà 22, cioè 11 per
fianco). Presumibilmente la nave più potente del mondo durante
i tardi anni '50, subito prima dell'introduzione delle corazzate.
Ovviamente Maury sceglie il suo esempio con oculatezza.
E' come dire: "una portaerei classe Nimitz è molto vulnerabile,
nelle acque di un fiume, contro una motosilurante."
[#8bis] Si parte sempre dal presupposto che un pesante
cannone rigato montato su una piccola piattaforma
galleggiante (ed ondeggiante) possa sparare con precisione
a molti km di distanza. Anche in una bacinella un guscio
di noce ha problemi a restare perfettamente orizzontale,
senza bisogno di assorbire il rinculo di un cannone pesante.
[#9] Che avrebbe posto problemi insuperabili di C3, prima che
venisse inventata la radio. Nella confusione, metà di queste
barchette si sarebbe sparata addosso a vicenda.
[...] Imagine this fleet of 100 propellers [#10] coming out by
prior arrangement some mild day next spring, and the Potomac
being as smooth as a mill pond, going up to clear that river out.
The enemy might be taken by surprise, at any rate the larger
his ships there the better, for there can be no reasonable
doubt as to what the result would be, for he could not get away.
From Willoughby's Point [#11] to Fortress Monroe is exactly
2 1/2 miles. This is within effective rifle cannon range. Suppose
that while we are getting our launches made a heavy battery
of rifled pieces be quietly erected on that spit. From it to the
Rip Raps [#12] the distance is a mile and a half. The man-of-war
anchorage is between there and Fortress Monroe. The guns
of the Willoughby's Point battery could drive out the ships
sheltered there and force them where we could reach them
with our launches, to which they must strike or from which
they must flee. This would make us masters of the Chesapeake;
the prizes taken from the enemy [#13] in the meantime would,
in rough weather, take up their position as guard ships between
the capes, while the launches would seek shelter in the
neighboring coves to resist the entrance of any reinforcements,
and thus Fortress Monroe would be ours. In the meantime the
way over into Maryland would be opened and Baltimore, with
all her resources, would be available to us.
[#10] Intende: battelli ad elica.
[#11] L'estrema punta nord della Virginia di sud-est, opposta a
Fortress Monroe. IMHO ogni tipo di lavoro di costruzione
iniziato in questo punto sarebbe stato sterilizzato dai cannoni
nordisti nel giro di qualche ora.
[#12] Un'isoletta sabbiosa a metà strada tra Fortress Monroe
e Willoughby's Point, fortificata (cosa che Maury omette di
menzionare).
[#13] Maury non manca di ottimismo.
If these steam launches are to be so effective, why, it may be
asked, could not the enemy meet us launch for launch?
The answer is: Let the State instead of the Confederacy
undertake them. Being a State affair, the enemy will not pay
much attention to them. [#14] He will not know that we intend
to bring them against him until they make their appearance.
Then, having lost control of the Chesapeake, he will have to
build his at the North. This will take time, and, moreover, he
must have them stout enough to keep the sea. [#15] They
must also be provided with accommodations for officers and
men. They will present, therefore, larger targets than we will;
consequently the advantage, even when they do make their
appearance, will be on our side.
[#14] Non ho parole.
[#15] Maury sembra ignorare l'esistenza dei canali navigabili.
E delle ferrovie.
[...] It is no small matter for [a] military man to be compelled to
take up his plans before nonprofessional men, dissect them
step by step, and show to the satisfaction of costive legislators
that each step is to be made upon firm and sure ground "and
no mistake." [#16] As I am persuaded you will admit that in
this case has been done. But to say the least in its favor, all
must admit that the plan looks well; that the chances of
success are promising; that the ends to be reached are
momentous; that the expenses in comparison to the value of
the results are insignificant [#17], and that it is worth the trial.
Therefore I need not add another word except to ask if I have
not made out my case to your satisfaction.
[#16] Modesto.
[#17] In realtà la Confederazione non sarebbe mai riuscita a
produrre 100 motori ad elica (per quanto piccoli) in tempi
brevi. In questo senso il progetto era costosissimo.
[...] There is yet another reason for dispatch. The folly of the
North bids fair to involve that section in a war with England.
If that power, becoming a belligerent, were to find that fortress
[Monroe, NdR.] in the hands of Lincoln, Great Britain might
wrest it from him. In that event John Bull, who never lets go a
stronghold without a consideration, might cling to it with a
tenacity that would give us trouble. [#18]
[#18] Ho lasciato questa perla finale, benchè OT, per mostrare
quanto Maury avesse perso il contatto con la realtà. Troppa
aria salata respirata durante i suoi viaggi oceanografici?
Morale della favola: il Congresso sudista, del tutto digiuno
di cose marine, si bevve tutta la storia e autorizzò:
A bill to authorize the President to cause to be constructed a
certain number of gunboats.
The Congress of the Confederate States of America do enact,
That the President be, and he is hereby, authorized to cause to
be constructed a certain number of gunboats not to exceed
one hundred, in accordance with the plan submitted by
Commander Maury, and approved and adopted by a board of
naval officers on the 14th of December, 1861. Provided that
nothing in this act shall be so construed as to prevent such
small variations from said plan as shall be deemed best for
the public service.
December 23, 1861, read 1, 2, 3, passed.
Le prime unità della "Mosquito Fleet" incontrarono il nemico
nel Febbraio 1862 a Roanoke Island, nelle lagune della
North Carolina, venendo prontamente spazzate via come
paglia al vento. I governanti sudisti, ingenui ma non stupidi,
bloccarono quindi il programma. Alcune unità in costruzione
vennero trasformate in torpediniere; il grosso non fu mai
iniziato.
> Torpediniere? Armate con torpedini ad asta, immagino.
Esatto. I sudisti divennero maestri nell'uso delle torpedini ad asta
(in pratica, furono più o meno gli unici ad utilizzarle in azione) ed
anche le loro corazzate ne portavano una a prua.
> se Teghettof avesse avuto i siluri a Lissa, ci avrebbe fatto fuori *tutta* la flotta (visto i
> combattimenti a distanza ravvicinatissima, anche quei primitivi aggeggi avrebbero avuto vita
> facile).
Quei primi siluri erano *davvero* lenti. Secondo Mazzini, La Tecnologia
Militare Marittima [#1], il primo modello Luppis-Whitehead del 1868
trasportava 8 kg di dinamite a 300m di distanza a 6 nodi. Considerando
che le navi nemiche ne avrebbero avuto forse un paio a testa o giů di lě,
non sembra una minaccia terribile. Magari affondavano un'altra nave.
[#1] Parentesi. Ho conosciuto questa collana stupenda quando Tuttostoria
aveva in listino soltanto il volume 2, Armi Subacquee. Se qualcuno
in ascolto č in possesso del volume 1 ed č disposto a disfarsene, mi
faccio avanti!!!
> Quei primi siluri erano *davvero* lenti. Secondo Mazzini, La Tecnologia
> Militare Marittima [#1], il primo modello Luppis-Whitehead del 1868
> trasportava 8 kg di dinamite a 300m di distanza a 6 nodi. Considerando
> che le navi nemiche ne avrebbero avuto forse un paio a testa o giù di lì,
> non sembra una minaccia terribile. Magari affondavano un'altra nave.
Be', se pensi che una ce l'hanno affondata con un colpo di sperone! E che
varie altre speronate, da ambo le aprti, sono fallite per poco. In fondo
quei siluri non erano altro che uno sperone ... prolungato, un po' più
prolungato delle torpedini ad asta. Supponendo che i tubi lanciasiluri
fossero subacquei e sistemati a prua il gioco è fatto. Si manovra come per
speronare, poi, a 100 o 200 m. dal bersaglio (cha sta iniziando proprio in
quel momento la manovra evasiva) si lancia.
Comunque il discorso era un pochino differente. Se a Lissa, invece che per
incapacità di comando fossimo stati sconfitti da *armi segrete* le alte
gerarchie militari si sarebbero fregate le mani soddisfatte. Avrebbero
mantenuto intatti i loro privilegi (e le loro incapacità), accusando *cause
di forza maggiore*. Tutto quì.
G. De M.
> Supponendo che i tubi lanciasiluri fossero subacquei e sistemati a
> prua il gioco č fatto.
C'č solo un "piccolo" particolare: il tubo lanciasiluri non era stato
ancora inventato. Il primo lancio di Whitehead da una nave (1866)
č consistito nel mettere il siluro in mare a braccia. Il primo tubo di
Whitehead č solo del 1867, montato sul dritto di prora della
cannoniera Gemse [#1], ed č un "tubo" e basta, senza aria compressa
et similia, da cui il siluro deve uscire con le sue eliche (una cosa
che ovviamente richiede che la nave lanciatrice vada piů piano
di lui: ovvero, rallenti fino quasi a fermarsi). La data dell'invenzione
del lanciasiluri ad aria compressa non č riportata nel libro di
Mazzini, ma dal testo si evince che č passato qualche tempo.
La Storia della Marina F.lli Fabbri riporta il primo tubo ad
aria compressa come montato per esperienze (da Whitehead per
conto degli *inglesi*) sul vecchio piroscafo a ruote Oberon, tra
il 1870 ed il 1871.
[#1] Qui sto dando piena fiducia a Mazzini, visto che secondo
Il Conway's 1860-1905 una nave chiamata "Gemse" non č
mai esistita. Forse si trattava di una nave demilitarizzata.
> Si manovra come per speronare, poi, a 100 o 200 m. dal
> bersaglio (cha sta iniziando
> proprio in quel momento la manovra evasiva) si lancia.
Per quanto sopra esposto, nella frase sopra il "si lancia" va
sostituito con un "ci si ferma e si cala in mare il siluro."
E' vero che gli italiani erano imbranati, perň, insomma!
> Comunque il discorso era un pochino differente. Se a Lissa, invece che per
> incapacità di comando fossimo stati sconfitti da *armi segrete* le alte
> gerarchie militari si sarebbero fregate le mani soddisfatte. Avrebbero
> mantenuto intatti i loro privilegi (e le loro incapacità), accusando *cause
> di forza maggiore*. Tutto quì.
Non solo tutto qui. Persano era si' un incompetente tattico, ma
strategicamente e come pianificatore era sicuramente in gamba. La flotta
di Lissa era stata creata dal Persano in meno di 5 anni; ed era in gran
parte composta di Navi ottime: le uniche navi che davvero lasciavano a
desiderare erano proprio le Re d' Italia e le Palestro. Le Formidabile e
Maria Pia si erano dimostrate eccellenti (una sopravvivera' addirittura
fino all' era delle Dreadnought) L' Affondatore anticipava la giusta
disposizione delle Torri che si imporra' 20 anni dopo.
Sicuramente dopo una lissa torpediniera, si sarebbe lasciato perdere le
iniutili Roma e Venezia, magari le Principe Amadeo sarebbero state ben
differenti, e soprattutto ci sarebbero stati meno problemi nel decidere di
fare le bestie di 10.000 tonnellate. e soprattutto la costruzione sarebbe
stata più celere. Di certo non si sarebbero sprecati 10 anni in
polemiche, incertezze e pochi fondi.
Saluti,
Dott. Piergiorgio.
No! Teghettof non si sarebbe fermato. Avrebbe tuonato il suo: "Daghe, Toni"
(o Bepi, non mi ricordo più) e avrebbe speronato. Al massimo lasciava a prua
un po' di marinai per *depositare* il siluro sulla tolda della malcapitata,
prima di dar macchine indietro.
Curioso però che abbiano inventato prima il *proiettile* e poi l'arma per
lanciarlo! Come pensavano di impiegarlo? Come difesa costiera? Come arma
d'assalto (violazione di porti et similia?). E che tipo di motore aveva il
primo siluro? Su questa dei motori i miei testi sono di una lacunosità
spaventosa. Come se il motore di un siluro fosse un inutile accessorio.
G. De M.
> Non solo tutto qui. Persano era si' un incompetente tattico, ma
> strategicamente e come pianificatore era sicuramente in gamba. La flotta
> di Lissa era stata creata dal Persano in meno di 5 anni; ed era in gran
> parte composta di Navi ottime: le uniche navi che davvero lasciavano a
> desiderare erano proprio le Re d' Italia e le Palestro. Le Formidabile e
> Maria Pia si erano dimostrate eccellenti (una sopravvivera' addirittura
> fino all' era delle Dreadnought) L' Affondatore anticipava la giusta
> disposizione delle Torri che si imporra' 20 anni dopo.
Su questo non ci sono dubbi. E neanche che Persano fosse un gentiluomo.
Avrebbe potuto scaricare, o almeno condividere, le responsabilità con Albini
e Vacca, ma si accollò l'intera responsabilità della sconfitta.
Probabilmente per non creare divisioni all'interno di una marina ancora
tutta da costruire, come corpo. L'Albini probabilmente sarebbe stato
assolto, le sue navi erano di legno, cariche di truppe, e aveva ricevuto
ordini di stare alla larga dalla battaglia principale. Al massimo avrebbe
ricevuto qualche censura per la fiacchezza dimostrata nelle operazioni di
bombardamento dei forti e per il mancato sbarco delle truppe. Imputare il
Vacca (napoletano) e non l'Albini (piemontese) sarebbe stato interpretato
come sopraffazione del nord ai danni del sud, quindi accentuarsi della
divisione della Marina e delle rivalità fra nord e sud.
> Sicuramente dopo una lissa torpediniera, si sarebbe lasciato perdere le
> iniutili Roma e Venezia, magari le Principe Amadeo sarebbero state ben
> differenti, e soprattutto ci sarebbero stati meno problemi nel decidere di
> fare le bestie di 10.000 tonnellate. e soprattutto la costruzione sarebbe
> stata più celere. Di certo non si sarebbero sprecati 10 anni in
> polemiche, incertezze e pochi fondi.
Lissa fu malamente interpretata non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Le
navi mantennero lo sperone, le dottrine predicarono a non finire il "prua
contro prua", i manuali tattici avevano più pagine dedicate alla cinematica
dello speronamento e alle manovre diversive per evitarlo che alla conduzione
del tiro d'artiglieria. Ci vollero i giapponesi allo Yalu per far entrare la
marineria a vapore nell'era moderna.
G. De M.
Mi pare fosse "Daghe dentro, Nane", seguito da "San Marco!" urlato
dall'equipaggio dopo lo speronamento.
ciao
Jorge
> Curioso però che abbiano inventato prima il *proiettile* e poi l'arma per lanciarlo! Come
> pensavano di impiegarlo? Come difesa costiera? Come arma d'assalto (violazione di porti et
> similia?). E che tipo di motore aveva il primo siluro? Su questa dei motori i miei testi sono di
> una lacunosità spaventosa. Come se il motore di un siluro fosse un inutile accessorio.
Circa la prima domanda, da Mazzini:
Nel 1864 il signor Giovanni Luppis di Fiume [...] [voleva] offrire al
suo governo il progetto di un congegno, frutto di sette anni di studio
e da lui denominato "guardacoste" [Ku:stenbrander], destinato a
distruggere le navi nemiche. Questa macchina doveva essere lanciata
da terra [...]
Va detto che il primo modello di Luppis, con motore a molla, era
eccezionalmente primitivo; Whitehead lo perfezionò moltissimo
negli anni successivi, e presumibilmente si rese conto che l'arma
poteva essere adatta anche al mare aperto.
Circa i dettagli sul motore: il difetto del Mazzini è il contrario,
cioè ti sommerge sotto una valanga di dati che è difficile
raccapezzarcisi (N.B. comprate tutti il volume ancora disponibile
su Tuttostoria, che vale il suo peso in oro). Cmq sembra che
i primi modelli usavano un serbatoio di aria compressa che
muoveva i cilindri (3 radiali nel 1879) di un motore, senza alcun
tipo di combustione. In seguito si passò ad una combustione
esterna, con l'aria miscelata a petrolio, incendiata e poi
indirizzata ai cilindri (circa 1904).
Il Mazzini riporta i disegni di tutte le parti, inclusi dettagli di
valvole, ugelli, servomeccanismi etc. Una miniera.
Curiosissimi i dettagli su due siluri esoticissimi: il siluro
Howell ed il siluro Brennan.
Siluro Howell: il motore è costituito da un grosso e massiccio
volano, che attraverso una presa esterna viene messo in
rotazione da un getto di vapore (fornito dalla nave lanciatrice)
e portato a 10.000 giri: questo volano fa poi girare le eliche
(2 controrotanti) per il tempo sufficiente a fargli percorrere
600 metri a 32 nodi (parliamo dell'anno 1888: prestazioni
di tutto riguardo). Non lascia scia, ed è meccanicamente molto
semplice. Ordinato dalla USN in 30 esemplari, testato, poi
abbandonato.
Siluro Brennan: il motore è a terra! Il siluro contiene due tamburi
con avvolti due lunghi fili d'acciaio, calettati su due assi porta
elica controrotanti. I fili escono dall'asse cavo. Due macchine
a terra avvolgono rapidamente i fili, la cui trazione causa la
rotazione delle eliche: variando la potenza di uno dei due motori,
il siluro può essere STERZATO. Portata fino a due miglia,
impiegato dalla RN in installazioni costiere dal 1880: ancora
nel 1896 gli inglesi lo ritenevano tanto importante da coprirlo
con il segreto militare.
Mazzini riporta progetti ancora più esotici (razzi, radiocomandati etc.)
G. De M.
> "Marcello" <mfr...@sorint.it> ha scritto
>
> > forse perchè comincio a pensare a
> > come sarebbe andata se avessero vinto).
>
> A breve termine, la CSA sarebbe diventata un enorme Sudafrica
> pre-Mandela, isolato, arretrato, illiberale e repressivo, messo
> all'indice dal resto delle nazioni del mondo. A lungo termine,
> una alleanza con i nazisti (visto che l'ideologia di fondo era la
> medesima, sia allora che oggi, vedi le pericolose posizioni
> attuali di parte dei neoconfederati) oppure una rivoluzione
> sanguinosa della popolazione negra.
Assolutamente non d'accordo sulla prima ipotesi(I neocon di adesso non sono i
confederati di Ieri...e tantissimi sono Yankee)
Assolutamente si per la seconda e i Csa sarebbero divenatti una sorta di unione
sovietica americana governata dai neri(Ci stò giusto scrivendo un racconto)
> Chi rimpiange la Confederazione, di solito non la conosce.
Io non la rimpiango però la conosco ho letto molto sul sud e mi sembra caro
davide che tu sia un pò troppo unionista e giudichi troppo male il sud(Il Know
nothing era un'organizzazione violenta e razzista ma non stava a Montgomery ma a
New York oh toh guarda ma non è il liberale nord...ma guarda...o guada che vedo
in Montana(Certo non sotto la Mason Dixon) linciaggio di neri oh ma Guarda...
>
>
> > Era il sud che voleva la secessione. Anche se i nordisti in più
> > di una occasione avevano usato la stessa idea per fare pressione
> > sul governo! Il sud è stato più veloce.
>
> Pregoti citare fatti, circostanze, dati, nomi, che convalidino questa
> affermazione.
Una per tutte, del resto e la pià famosa la Convenzione di Hartford quando il
New England voleva secedere per non mi ricordo quale insulsa questione
economica.
>
>
>
> > nella costituzione non hanno scritto da questo momento le 13
> > saranno 1 stato per sempre
>
> Ti suggerisco di provare a leggerla.
>
>
--
"Passiamo il fiume ed andiamo a riposarci sotto l'ombra
degli alberi"
> Io non la rimpiango però la conosco ho letto molto sul sud e mi
> sembra caro davide che tu sia un pò troppo unionista e giudichi
> troppo male il sud(Il Know nothing era un'organizzazione violenta
> e razzista ma non stava a Montgomery ma a New York oh toh
> guarda ma non è il liberale nord...ma guarda...o guada che vedo
> in Montana(Certo non sotto la Mason Dixon) linciaggio di neri
> oh ma Guarda...
Traduzione: "Come ti permetti di dirmi che ho una trave
nell'occhio, tu che ci hai tutte quelle pagliuzze?"
>> > Era il sud che voleva la secessione. Anche se i nordisti in più
>> > di una occasione avevano usato la stessa idea per fare pressione
>> > sul governo! Il sud è stato più veloce.
>>
>> Pregoti citare fatti, circostanze, dati, nomi, che convalidino questa
>> affermazione.
>
> Una per tutte, del resto e la pià famosa la Convenzione di Hartford
> quando il New England voleva secedere per non mi ricordo quale
> insulsa questione economica.
Sono andato a consultare le fonti, e ne risulta che il rapporto finale
approvato dalla Convenzione di Hartford non (ripeto NON) auspicava
alcun tipo di secessione nordista. "The report expressely opposed
any irrevocable step that might lead to disunion and recommended
instead a course of moderation and firmness." Dei ventisei delegati
presenti, solo uno (Timothy Bigelow) "apparently favoured extreme
measures, and he did not play a major role in the proceedings."
N.B. un esame meno partigiano della problematica potrebbe rivelarti
che le insulse questioni economiche di cui parli erano legate ad una
guerra di cui il New England sopportava tutti gli svantaggi (perdita
dei traffici commerciali, ed incursioni inglesi sulle coste) mentre il
sud delle piantagioni ne era immune. Di conseguenza la convenzione
auspicava, tra le altre cose, l'utilizzo delle tasse federali per la
propria difesa costiera.
Heidler & Heidler, Encyclopedia of the War of 1812.
Attendo le tue fonti.