" quando da ambo le parti si stava per dare il segnale di battaglia,
Pompeo ordino' ai fanti di stare in posizione e, saldamente piantati
sui piedi, ricevere l'assalto dei nemici finche' fossero giunti a tiro
di giavellotto. Cesare dice che anche in questo egli sbaglio',
ignorando che quell'urto che si accompagna alla corsa e allo slancio
al principio di una battaglia, come aggiunge violenza ai colpi, cosi'
infiamma l'ardore ravvivato dallo scontrarsi".
Ma questo che segue mi sembra veramente eccezionale:
"lo scontro delle fanterie avvenne dunque al centro, e mentre
continuava la battaglia, alla sinistra, i cavalieri di Pompeo si
muovevano con impeto spiegando gli squadroni per accerchiare l'ala
destra di Cesare; ma prima che si lanciassero all'assalto, ecco che
corrono fuori le corti di Cesare, non pero' servendosi, come erano
solite, dei giavellotti da lanciare da lontano, ne' cercando di
colpire da vicino alla coscia o il polpaccio dei nemici, ma mirando
gli occhi e cercando di colpire il volto, per ordine di Cesare che
riteneva che uomini senza tanta esperienza di guerra o di ferite,
giovani, fieri della loro bellezza e giovinezza, avrebbero avuto paura
soprattutto di questi colpi e non avrebbero resistito, atterriti dal
pericolo presente oltre che dalla prospettiva di uno sfregio
permanente. Accadde proprio cosě: essi infatti non resistevano di
fronte alle lance puntate in alto, ne' tolleravano di vedere dinanzi
ai loro occhi di ferro, ma si voltavano e si coprivano la testa per
proteggere il volto; alla fine in gran confusione si volsero in fuga
producendo vergognosamente una rovina generale. "
E qui, ritornato in me ;)), come Maurizio Caio Cesare, non posso che
lodare la genialita' del mio avo, che con uno stratagemma e' riuscito
a vincere una battaglia che gia' tutti davano per persa.
Ave
Maurizio Caio Cesare
>
>
> E qui, ritornato in me ;)), come Maurizio Caio Cesare, non posso che
> lodare la genialita' del mio avo, che con uno stratagemma e' riuscito
> a vincere una battaglia che gia' tutti davano per persa.
>
Sul talento bellico di Cesare non vi sono dubbi : gią in Gallia alcune sue
intuizioni furono geniali , (e qui cito a memoria, mi sembra ne parli
Svetonio...).
il solo ad eguagliare Cesare in questo campo , secondo me , fu Annibale.
Cesare fu prima un generale e poi anche un politico , Pompeo fu prima
politico e poi generale...e in occasione di Farsalo la superioritą del
primo lo fece prevalere.
Ave "Dienece" Andrea
>
> Ave
> Maurizio Caio Cesare
[cut]
prima di tutto un grande politico, spregiudicato ed ambizioso.
si é servito molto bene della macchina da guerra romana che a quei tempi era
ancora un meccanismo ben oliato.
questo nulla toglie alle sue capacità di tattico.
della battaglia da te citata, apprezzo sicuramente la vittoria "disperata",
ma più ancora il concorso di azioni politiche che ad essa condussero.
c.
> prima di tutto un grande politico, spregiudicato ed ambizioso.
> si é servito molto bene della macchina da guerra romana che a quei tempi era
> ancora un meccanismo ben oliato.
Non sono d'accordo..semmai questa è una definizione che ben si attaglia
al
grande Augusto , sicuramente il più grande politico romano.A differenza
di
Cesare che muoveva personalmente la macchina da guerra romana ,
Ottaviano lo
fece fare da valenti generali scelti con grande lungimiranza, poichè in
verità
non fu mai un "militare"...
>
> questo nulla toglie alle sue capacità di tattico.
>
> della battaglia da te citata, apprezzo sicuramente la vittoria "disperata",
> ma più ancora il concorso di azioni politiche che ad essa condussero.
Non poteva essere altrimenti: la battaglia era epocale per il governo
dell'Urbe
, quindi non potevano che venirne profondi cambiamenti politici...
Andrea
>
> c.
Maurizio,
> Ho finito di leggere Cesare dalle "Vite parallele" di Plutarco.
> Sulla battaglia di Farsalo ho trovato questi brani:
Esattamente sembrano due banalità.
Infatti soffermandosi esclusivamente sulla tattica si finisce
inevitabilmente per sottovalutare le capacità dei condottieri antichi.
> E qui, ritornato in me ;)), come Maurizio Caio Cesare, non posso che
> lodare la genialita' del mio avo, che con uno stratagemma e' riuscito
> a vincere una battaglia che gia' tutti davano per persa.
La grande vittoria nella campagna della guerra mondiale contro Pompeo (in
confronto la campagna gallica è una barzelletta) si ha ad Ilerda.
Quello era il vero esercito pompeiano e la vittoria è stata totale (e
strategica).
Inoltre l'attraversamento dell'adriatico in inverno unito
all'attraversamento di Antonio a Lissus è stato mirabile.
Durazzo è la solita sconfitta di Cesare dovuta alla sua precipitazione dal
momento che la sua strategia è sempre poco intellettuale e molto
(eccessivamente) caratteriale.
Comunque il carattere tiene.
Veramente a Farsalo Labieno crede nella vittoria che in realtà non era
scontata affatto.
Saluti
Lorenzo