Oltre all'acciaio, anche le lavorazioni meccaniche. Per avere motori a
scoppio affidabili ed ad alte prestazioni servono metallurgia di qualità
e lavorazioni metalliche di precisione. Un buon progetto non basta. Il
Piaggio P108 ne è un esempio evidente: i suoi motori, pur avendo un
progetto innovativo, non riuscirono mai ad avvicinare l'efficenza dei
Wright del B17, anzi con la loro inaffidabilità furono la palla al piede
che affondò l'intero progetto.
--
And when tomorrow comes we can do it all again...
> Claudio Bianchini <fg...@tin.it> wrote:
> > Dopo aver letto il link fornito nel 3d "ricordi di un pilota da caccia" un
> > particolare mi č balzato agli occhi, che cioč ogni 4-5 voli un motore
doveva
> > essere cambiato. Inoltre sappiamo anche che in generale i motori italiani
> > non erano in grado di erogare grande potenza. Ma perchč questo avveniva?
> Oltre all'acciaio, anche le lavorazioni meccaniche. Per avere motori a
> scoppio affidabili ed ad alte prestazioni servono metallurgia di qualitŕ
> e lavorazioni metalliche di precisione. Un buon progetto non basta.
l' industria italiana riusci' a produrre , su licenza , i potenti motori
Daimler Benz , motori in dotazione ai macchi 202 ed a tutta la serie 5 dei
nostri caccia .
Riuscire a produrre motori cosi' potenti e di tipo diverso rispetto a
quelli a stella precedentemente prodotti non sembra indicare un livello
tanto basso delle nostra industria .
Per me la causa di tutto fu la fiat , nel 40 tutti i nostri principali
caccia erano motorizzati con propulsori dello stesso tipo , il Fiat A.74
I furboni della fiat avranno fatto questo ragionamento , perche' spendere
soldi per produrre un nuovo motore e aerei di nuovo tipo che lo impieghino
se riusciamo a sbolognare in ogni caso la nostra attuale mercanzia ?
In fin dei conti il caccia piu' prodotto fu il biplano della fiat CR-42 ,
prodotto fino a meta' 43 ...
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http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> martillio ha scritto:
>
> > Claudio Bianchini <fg...@tin.it> wrote:
>
> > > Dopo aver letto il link fornito nel 3d "ricordi di un pilota da caccia" un
> > > particolare mi è balzato agli occhi, che cioè ogni 4-5 voli un motore
> doveva
> > > essere cambiato. Inoltre sappiamo anche che in generale i motori italiani
> > > non erano in grado di erogare grande potenza. Ma perchè questo avveniva?
>
> > Oltre all'acciaio, anche le lavorazioni meccaniche. Per avere motori a
> > scoppio affidabili ed ad alte prestazioni servono metallurgia di qualità
> > e lavorazioni metalliche di precisione. Un buon progetto non basta.
>
> l' industria italiana riusci' a produrre , su licenza , i potenti motori
> Daimler Benz , motori in dotazione ai macchi 202 ed a tutta la serie 5 dei
> nostri caccia .
> Riuscire a produrre motori cosi' potenti e di tipo diverso rispetto a
> quelli a stella precedentemente prodotti non sembra indicare un livello
> tanto basso delle nostra industria .
Solo dal 42. E copiando pedestremente il progetto originale.
> martillio ha scritto:
>
> > Claudio Bianchini <fg...@tin.it> wrote:
>
> > > Dopo aver letto il link fornito nel 3d "ricordi di un pilota da caccia" un
> > > particolare mi è balzato agli occhi, che cioè ogni 4-5 voli un motore
> doveva
> > > essere cambiato. Inoltre sappiamo anche che in generale i motori italiani
> > > non erano in grado di erogare grande potenza. Ma perchè questo avveniva?
>
> > Oltre all'acciaio, anche le lavorazioni meccaniche. Per avere motori a
> > scoppio affidabili ed ad alte prestazioni servono metallurgia di qualità
> > e lavorazioni metalliche di precisione. Un buon progetto non basta.
>
> l' industria italiana riusci' a produrre , su licenza , i potenti motori
> Daimler Benz , motori in dotazione ai macchi 202 ed a tutta la serie 5 dei
> nostri caccia .
> Riuscire a produrre motori cosi' potenti e di tipo diverso rispetto a
> quelli a stella precedentemente prodotti non sembra indicare un livello
> tanto basso delle nostra industria .
I motori vennero prodotti solo dal 42. E copiando pedestremente il
progetto originale.
> Per me la causa di tutto fu la fiat , nel 40 tutti i nostri principali
> caccia erano motorizzati con propulsori dello stesso tipo , il Fiat A.74
> I furboni della fiat avranno fatto questo ragionamento , perche' spendere
> soldi per produrre un nuovo motore e aerei di nuovo tipo che lo impieghino
> se riusciamo a sbolognare in ogni caso la nostra attuale mercanzia ?
> In fin dei conti il caccia piu' prodotto fu il biplano della fiat CR-42 ,
> prodotto fino a meta' 43 ...
Nssuno volle modificare l'andazzo...
Produrre motori con tecnologia più sofisticata avrebbe richiesto
notevoli investimenti.
Concordo, anche se una concausa della limitata potenza dei motori fu la
mancanza di benzina a alto numero di ottano, che invece Americani e
britannici avevano.
Perň il motore FIAT A-74 non forně mai piů di 840 CV di potenza
continuativa, mentre il Pratt & Whirney R-1830 da cui derivava arrivň al
culmine del suo sviluppo a erogarne 1200; ma occorreva investirci
quattrini, e la FIAT sapeva che qualunque porcheria avesse prodotto, il
Governo italiano gliel'avrebbe comprata.
Per far rigare diritto quella banda di ladroni ci sarebbe voluto Stalin,
IMHO, e Mussolini non era di quella tempra.
Carlo "Jurassic Park"
"Jurassic Park" ha scritto nel messaggio
news:4e57e231$0$15667$4faf...@reader2.news.tin.it...
>Per far rigare diritto quella banda di ladroni ci sarebbe voluto Stalin,
>IMHO, e Mussolini non era di quella tempra.
Due righe che riassumono magistralmente cosa sarebbe servito per raddrizzare
l'andazzo.
Carlo "Jurassic Park"
se all'aeronautica fosse rimasto Balbo le cose sarebbero andate
meglio?
un Albert Speer in Italia avrebbe potuto funzionare... o invece che a
norimberga l'omologo italiano sarebbe finito in Svizzera a godersi le
mazzette intascate...
Giovanni
In verità il DB 605 prodotto dalla Fiat su licenza, Fiat 1050 RC.58I, era il
parente povero dell'originale: "...Versione italiana costruita su licenza
del DB 605 era in grado di erogare una potenza pari a 1.475 CV ma a causa
dei materiali meno pregiati a disposizione risultò meno affidabile del
motore tedesco...."
Ciao
Echo
>
>> l' industria italiana riusci' a produrre , su licenza , i
>> potenti motori Daimler Benz , motori in dotazione ai macchi
>> 202 ed a tutta la serie 5 dei nostri caccia .
>> Riuscire a produrre motori cosi' potenti e di tipo diverso
>> rispetto a quelli a stella precedentemente prodotti non
>> sembra indicare un livello tanto basso delle nostra industria
>> .
>
> In veritᅵ il DB 605 prodotto dalla Fiat su licenza, Fiat 1050
> RC.58I, era il parente povero dell'originale: "...Versione
> italiana costruita su licenza del DB 605 era in grado di
> erogare una potenza pari a 1.475 CV ma a causa dei materiali
> meno pregiati a disposizione risultᅵ meno affidabile del
> motore tedesco...."
Il regime (cioᅵ Mussolini) nei decenni precedenti aveva badato
piᅵ alla apparenza che alla sostanza: grandi imprese, record,
ma il resto?
L'Italia sembra alternare regimi poco appariscenti e grigi ma
piᅵ efficaci a regimi retti da pubblicitari appariscenti che
finiscono male.
:-/
--
Non ho fatto il