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Parata del 2 giugno, commento e regia RAI: uno scandalo!!!!!

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Yuri Tartari

unread,
Jun 4, 2000, 3:00:00 AM6/4/00
to
Dovrebbero prendere esempio dai colleghi francesi (vedi parata del 14
luglio)...
...vabbè che sono tredici anni che non ci sono parate... ma tra un
granatiere in divisa storica ed un parà della Folgore in livrea
tropicale ce ne passa...
Incompetenza, superficialità e soprattutto tanto pressapochismo...

Saluti, YT

--
"...Ora, che cos'è meglio: essere il cane di Tamerlano o il suo suddito?
È chiaro che la condizione del suo cane è di gran lunga migliore..."
Voltaire, dalla voce "Delle leggi", Dizionario filosofico

Roberto Bagna

unread,
Jun 4, 2000, 3:00:00 AM6/4/00
to

Yuri Tartari <yuri.t...@tin.it> wrote in message
393A69C1...@tin.it...

> Dovrebbero prendere esempio dai colleghi francesi (vedi parata del 14
> luglio)...
> ...vabbè che sono tredici anni che non ci sono parate... ma tra un
> granatiere in divisa storica ed un parà della Folgore in livrea
> tropicale ce ne passa...
> Incompetenza, superficialità e soprattutto tanto pressapochismo...
>
Concordo.
Da fastidio poi tutto quell'ipocrita ripetere che le forze armate operano
per la pace. D'altra parte vivamo nell'epoca del "politicamente corretto".
Saltando di palo in frasca, mi ha incuriosito il particolare passo di parata
con il quale sono sfilati gli incursori della marina, sembrava una versione
ridotta del passo dell'oca; qualcuno ne sa qualcosa?

--
Roberto.


"Ci sedemmo dalla parte del torto,
perchè tutti gli altri posti erano già occupati".
Bertold Brecht

Giorgio Z.

unread,
Jun 4, 2000, 3:00:00 AM6/4/00
to
Yuri Tartari ha scritto:

>
> Dovrebbero prendere esempio dai colleghi francesi (vedi parata del 14
> luglio)...
> ...vabbè che sono tredici anni che non ci sono parate... ma tra un
> granatiere in divisa storica ed un parà della Folgore in livrea
> tropicale ce ne passa...
> Incompetenza, superficialità e soprattutto tanto pressapochismo...
>
> Saluti, YT
>
> --
> "...Ora, che cos'è meglio: essere il cane di Tamerlano o il suo suddito?
> È chiaro che la condizione del suo cane è di gran lunga migliore..."
> Voltaire, dalla voce "Delle leggi", Dizionario filosofico

Sono completamente d'accordo e aggiungerei un'aneddoto sulla RAI da
parte mia.
All'epoca delle incursioni alleate sulla federazione yugoslava un'
ineffabile inviato RAI faceva notare la scarsa capacità operativa
dell'esercito albanene concludendo il suo sevizio con più o meno la
seguente frase "... inoltre gli unici mezzi corazzati in dotazione
all'esercito albanese sono i trasporto truppe di fabbricazione cinese
del tipo di quello a cui sono appoggiato." Geniale! Infatti si trattava
della versione italiana dell' M113 in dotazione all' E.I. (se la memoria
non mi inganna VCC Camillino ?) con tanto di mini tricolore in evidenza.
Ma poi se ricordo bene gli albanesi non hanno (od avevano) anche la
copia cinese del T-54-55 cioè il T-59 ?


Ciao a tutti

Giorgio

Gigi

unread,
Jun 5, 2000, 3:00:00 AM6/5/00
to
sono pienamente d'accordo: il tempo dedicato ad inquadrare i politici di
tutte le razze che sedevano in tribuna è stato oltre il 50% di tutta la
trasmissione, ma è chiaro che volendo fare carriera in RAI bisogna
inquadrare i politici, non accontentare gli spettatori. Per la regia penso
sia stato preso il primo che si è presentato in via dei Fori Imperiali con
una videocamera in mano, e così tra un'immagine tremolante e l'altra si è
arrivati all'apoteosi finale, con un gabbiotto su tubi innocenti inquadrato
in primo piano commentato così da Daniela Vergara:" certo non è una bella
immagine questa, è la nostra postazione". E quanto a commenti abbiamo
appreso che la differenza tra Banda e Fanfara è che la Banda è formata da
professionisti diplomati al conservatorio mentre la Fanfara è composta da
personale di leva, ignorando il fatto che la Fanfara è composta solo da
Ottoni (con l'inserimento di tamburi per quella a cavallo) mentre nella
banda la varietà di strumenti è assai più vasta. Ma i due erano validamente
coadiuvati da un sedicente Tenente Colonello che ci ha informati che la
blindo Centauro ha un equipaggio di SETTE!!! uomini: immagino siano il
capocarro, il cannoniere, il pilota, il servente e tre che giocano a carte
non sapendo cosa altro fare.

Gigi

=====================================================
***La differenza tra un genio e un cretino è che il genio ha un limite***
=====================================================


Leandro Gelasi

unread,
Jun 5, 2000, 3:00:00 AM6/5/00
to
In article <8hg1u0$5o4$1...@stargate1.inet.it>,

"Gigi" <lgiana...@NOSPAMiccrea.bcc.it> writes:
Ma i due erano validamente
> coadiuvati da un sedicente Tenente Colonello che ci ha informati che la
> blindo Centauro ha un equipaggio di SETTE!!! uomini: immagino siano il
> capocarro, il cannoniere, il pilota, il servente e tre che giocano a carte
> non sapendo cosa altro fare.

Gia', magari se ci fosse posto...

LG
--
**************************************************************************
Leandro Gelasi
V Year Computer Science Engineering at Siena University
email : gela...@lucy.ing.unisi.it
Gilles Villeneuve will live forever
**************************************************************************

Sniper

unread,
Jun 5, 2000, 3:00:00 AM6/5/00
to

Yuri Tartari ha scritto nel messaggio <393A69C1...@tin.it>...

>Incompetenza, superficialità e soprattutto tanto pressapochismo...


Ma c'è ancora qualcuno che si aspetta serietà dalla stampa e dalla
televisione nostrane?

Non guardate me...

Ciao by Sniper!!

Joystick

unread,
Jun 6, 2000, 3:00:00 AM6/6/00
to
In article <393b6...@news.unisi.it>,

gela...@giunone.dii.unisi.it (Leandro Gelasi) wrote:
> In article <8hg1u0$5o4$1...@stargate1.inet.it>,
> "Gigi" <lgiana...@NOSPAMiccrea.bcc.it> writes:
> Ma i due erano validamente
> > coadiuvati da un sedicente Tenente Colonello che ci ha informati
che la
> > blindo Centauro ha un equipaggio di SETTE!!! uomini: immagino siano
il
> > capocarro, il cannoniere, il pilota, il servente e tre che giocano
a carte
> > non sapendo cosa altro fare.
>
> Gia', magari se ci fosse posto...

Aspetta...aspetta io sono al corrente di una versione della centauro
adibita anche al trasporto truppe.
Cioe esteticamente é un autoblindo normale solo leggermente allungata
pero al suo interno oltre al equipaggio vi é posto per tre o quattro
bersaglieri armati di tutto punto.
Credo che gli ultimi 150 veicoli in mano all'EI siano in questa
versione.

Jørgen Jørgensen


Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.

Antonio MARTINO

unread,
Jun 6, 2000, 3:00:00 AM6/6/00
to

Sniper <alec...@tin.it> wrote in message 8hh0gh$b8h$2...@nslave2.tin.it...
Mi associo al disagio che è emerso in queste ultime battute.

Ricordo nel 1989, la telecronaca da Parigi della parata militare.
D'accordo era il Bicentenario, ma fui molto sorpreso dal cronista italiano,
non era Frajese (che solo a vederlo mi vien voglia di spegnere), per almeno
due ore commentò ogni reparto, ogni mezzo, con un'estrema dovizia di
particolari, una vera e propria lezione di Storia Militare. Ricordo come
fosse ora la Legione Straniera, con in testa i veterani dalle lunghe barbe e
le scuri, il loro lento incedere, a testimoniare un corpo militare che porta
anche la civiltà.

Antonio

Yuri Tartari

unread,
Jun 6, 2000, 3:00:00 AM6/6/00
to

Antonio MARTINO ha scritto:

> Ricordo nel 1989, la telecronaca da Parigi della parata militare.
> D'accordo era il Bicentenario, ma fui molto sorpreso dal cronista italiano,
> non era Frajese (che solo a vederlo mi vien voglia di spegnere),

era...strano ma vero...Michele Cucuzza!!!

> per almeno
> due ore commentò ogni reparto, ogni mezzo, con un'estrema dovizia di
> particolari, una vera e propria lezione di Storia Militare. Ricordo come
> fosse ora la Legione Straniera, con in testa i veterani dalle lunghe barbe e
> le scuri, il loro lento incedere, a testimoniare un corpo militare che porta
> anche la civiltà.
>

Io ho la fortuna di prendere Antenne2 che tutti gli anni il 14 luglio dedica
tutta la mattinata alla trasmissione delle cerimonie, parata integrale
compresa...è tutto un altro mondo, altra mentalità...beh, loro hanno avuto De
Gaulle!

Darko

unread,
Jun 6, 2000, 3:00:00 AM6/6/00
to
E' vero, la regia ed il commento sono stati vergognosi... Ma anche qualche
reparto ha marciato molto male. L'addestramento formale non dovrebbe essere
sottovalutato.

Darko

P.S.: Alla fine le Crocerossime sono state le più brave considerando che non
dovrebbero saper marciare!!!

Darko

unread,
Jun 6, 2000, 3:00:00 AM6/6/00
to

> Saltando di palo in frasca, mi ha incuriosito il particolare passo di
parata
> con il quale sono sfilati gli incursori della marina, sembrava una
versione
> ridotta del passo dell'oca; qualcuno ne sa qualcosa?

No, cmq erano inguardabili!

dewi

unread,
Jun 6, 2000, 3:00:00 AM6/6/00
to

"Roberto Bagna" <bagn...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:jMw_4.90349$VM3.6...@news.infostrada.it...

>
> Yuri Tartari <yuri.t...@tin.it> wrote in message
> 393A69C1...@tin.it...
> > Dovrebbero prendere esempio dai colleghi francesi (vedi parata del
14
> > luglio)...
> > ...vabbè che sono tredici anni che non ci sono parate... ma tra un
> > granatiere in divisa storica ed un parà della Folgore in livrea
> > tropicale ce ne passa...
> > Incompetenza, superficialità e soprattutto tanto pressapochismo...
> >
> Concordo.
> Da fastidio poi tutto quell'ipocrita ripetere che le forze armate
operano
> per la pace. D'altra parte vivamo nell'epoca del "politicamente
corretto".
> Saltando di palo in frasca, mi ha incuriosito il particolare passo di
parata
> con il quale sono sfilati gli incursori della marina, sembrava una
versione
> ridotta del passo dell'oca; qualcuno ne sa qualcosa?

Se non sbaglio, marciano così perchè negli anni precedenti gli incursori
indossavano le pinne facenti parte dell'equipaggiamento. Visti così
erano alquanto ridicoli. Per non parlare degli inqualificabili
commenti....

dewi - 133° corso Auc
"memento audere semper"


bene

unread,
Jun 7, 2000, 3:00:00 AM6/7/00
to

Darko ha scritto:


>
> E' vero, la regia ed il commento sono stati vergognosi... Ma anche qualche
> reparto ha marciato molto male. L'addestramento formale non dovrebbe essere
> sottovalutato.

Permettimi di non essere d'accordo. L'addestramento formale aveva un
senso quando si combatteva in ordine chiuso, adesso, al piu', ha un
significato psicologico, e non dei migliori. Ricordo che al BAR per un
mese non facemmo che marciare, come se tutto l'addestramento fosse
finalizzato alla cerimonia del giuramento. Lezioni sulle armi scarse e
poco efficaci (c'era un ten. che, parlando della rigatura, ripete'
almeno 4/5 volte *sinistrose* invece di *sinistrorse*); allenamento
fisico limitato alla ridicola *reazione fisica* del mattino, che fatta
sul serio avrebbe provocato solo strappi muscolari; lezioni sul
regolamento e il codice militare praticamente nulla; indottrinamento sul
*a che serve il militare* nulla del tutto. E mi scappava da ridere
quando, ritmando la cadenza, ci si imponeva di gridare lo squallido
"Duri, massicci ed incazzati". Non eravamo duri, non eravamo massicci,
eravamo solo incazzati per l'evidente stupidita' dell'addestramento e,
consentitemelo, per la piu' che scarsa qualita' degli ufficiali, sia di
complemento che effettivi. Termino ricordando che Tsahal quando si
schiera fa *paura* per la sua scalcinatezza, ma e' uno degli strumenti
bellici piu' efficienti che vi siano.

Ciao
Bene

PS Quanto sopra si riferisce ovviamente al MIO servizio militare (9^
'83).

Toni

unread,
Jun 7, 2000, 3:00:00 AM6/7/00
to
Ahi ahi!
Hai ficcato il dito in una piaga.
Premetto che sono convinto che un esercito ben addestyrato ed
equipaggiato è sicuramente irrinunciabile.
Premetto anche che i militari fanno un lavoro assai ingrato, per la sua
finalità intrinseca.
Detto questo il mio servizio militare risale al 1986 (123° AUC
amministrazione) e non ho un buon ricordo nè della scuola ufficiali, nè
del servizio militare da me svolto (strettamente burocratico, ma della
peggior burocrazia), nè delle forze armate nel loro complesso.
Forse dipende dal fatto che non ho prestato servizio nel corpo alpino, e
in fondo mi dispiace davvero.
Ciao
Toni

Marco S.

unread,
Jun 7, 2000, 3:00:00 AM6/7/00
to

bene <be...@mclink.it> wrote in message > Permettimi di non essere

d'accordo. L'addestramento formale aveva un
> senso quando si combatteva in ordine chiuso, adesso, al piu', ha un
> significato psicologico, e non dei migliori. Ricordo che al BAR per un

Io penso invece che non esistano scorciatoie.
Tutti i grandi eserciti della storia moderna curavano ANCHE l'addestramento
formale (con l'eccezione che conferma la regola, rappresentata dall'Armata
della Virginia Settentrionale...ma loro avevano il problema di non consumare
troppo gli scarponi ! :-).
A mio personalissimo giudizio i significati psicologici dell'addestramento
formale sono importantissimi: l'individuo deve impegnarsi al massimo per
fare una piccola cosa nell'interesse comune, a prescindere che la giudichi
stupida o meno.
Spero che abbia conservato il ricordo del particolare stato psicologico che
si raggiunge quando si marcia inquadrati e si sente un unico, secco,
schioccante passo cadenzato, come di un corpo unico (o forse a questo non
siete mai arrivati ?).
Penso che questi momenti siano molto più significativi di quello che
appaiono in superficie.
Che tale significato abbia un valore negativo per noi civili sono
perfettamente daccordo (in nessuna azienda sono apprezzati questo tipo di
atteggiamenti).
Per i militari è diverso: collaborazione e disciplina significano sempre
sopravvivenza e vittoria.
E' vero che adesso c'è Rambo che fa tutto da solo, ma per ora ha combattuto
e vinto solo sulla celluloide.

Del resto avviene una cosa strana: gli ufficiali tedeschi, che erano tra i
più formali del mondo, sono stati di gran lunga quelli che hanno mostrato al
momento giusto più iniziativa personale (Vedi Rommel a Caporetto).

Marco


Alessandro Santini

unread,
Jun 8, 2000, 3:00:00 AM6/8/00
to
"Marco S." wrote:

> Tutti i grandi eserciti della storia moderna curavano ANCHE l'addestramento
> formale (con l'eccezione che conferma la regola, rappresentata dall'Armata
> della Virginia Settentrionale...ma loro avevano il problema di non consumare
> troppo gli scarponi ! :-).

Di eccezzuini ne esistono anche altre, e significative. A parte l'esercito
israeliano che citava bene, anche l'esercito USA della II GM era piuttosto
informale nell'aspetto, almeno rispetto agli standard europei.

> A mio personalissimo giudizio i significati psicologici dell'addestramento
> formale sono importantissimi: l'individuo deve impegnarsi al massimo per
> fare una piccola cosa nell'interesse comune, a prescindere che la giudichi
> stupida o meno.

In questo ti do ragione, almeno stando a quanto ho sempre letto.

> E' vero che adesso c'č Rambo che fa tutto da solo, ma per ora ha combattuto


> e vinto solo sulla celluloide.

:-)

> Del resto avviene una cosa strana: gli ufficiali tedeschi, che erano tra i

> piů formali del mondo, sono stati di gran lunga quelli che hanno mostrato al
> momento giusto piů iniziativa personale (Vedi Rommel a Caporetto).

quanto dici e' vero, ma tra la formalita' degli ufficiali tedeschi e la loro
iniziativa in combattimento non vedo collegamenti.

Gli ufficiali, ma in una certa misura anche sottufficiali e soldati, tedeschi,
erano addestrati a pensare indipendentemente nel caso che le direttive superiori
non corrisponedessero piu' alla situazione sul campo. Erano addestrati, tra
l'altro, a prendere il posto dei superiori nel caso che questi fossero
inpossibilitati ad esercitare il comando (un eufemismo per dire morti).

Il collegamento tra questo tipo di addestramento e le esercitazioni in ordine
chiuso non lo vedo proprio. Oltretutto gli eserciti europei contemporanei erano
tutti molto ''formali'', primo tra tutti quello inglese, ma non incoraggiavano
affatto l'iniziativa nei loro ufficiali.

Ciao

Ale

--
Coelum non animum mutant qui trans mare currunt

Leandro Gelasi

unread,
Jun 8, 2000, 3:00:00 AM6/8/00
to
In article <8hm833$klf$1...@nslave2.tin.it>,

"Marco S." <se...@tin.it> writes:
>
> bene <be...@mclink.it> wrote in message > Permettimi di non essere
> d'accordo. L'addestramento formale aveva un
>> senso quando si combatteva in ordine chiuso, adesso, al piu', ha un
>> significato psicologico, e non dei migliori. Ricordo che al BAR per un
>
> Io penso invece che non esistano scorciatoie.
> Tutti i grandi eserciti della storia moderna curavano ANCHE l'addestramento
> formale (con l'eccezione che conferma la regola, rappresentata dall'Armata
> della Virginia Settentrionale...ma loro avevano il problema di non consumare
> troppo gli scarponi ! :-).

per come la vedo io, in Italia di addestramento (in generale) se ne fa
talmente poco, che non ha senso dedicare troppo tempo a quello formale.

Un esercito deve prima far paura, e poi essere bello esteticamente.


> A mio personalissimo giudizio i significati psicologici dell'addestramento
> formale sono importantissimi: l'individuo deve impegnarsi al massimo per
> fare una piccola cosa nell'interesse comune, a prescindere che la giudichi
> stupida o meno.

> Spero che abbia conservato il ricordo del particolare stato psicologico che
> si raggiunge quando si marcia inquadrati e si sente un unico, secco,
> schioccante passo cadenzato, come di un corpo unico (o forse a questo non
> siete mai arrivati ?).
> Penso che questi momenti siano molto più significativi di quello che
> appaiono in superficie.
> Che tale significato abbia un valore negativo per noi civili sono
> perfettamente daccordo (in nessuna azienda sono apprezzati questo tipo di
> atteggiamenti).

Tranne in Giappone :-)


> Per i militari è diverso: collaborazione e disciplina significano sempre
> sopravvivenza e vittoria.

verissimo, ma cio' indipendentemente dall'addestramento formale

ciao

Marco S.

unread,
Jun 8, 2000, 3:00:00 AM6/8/00
to

Alessandro Santini <alesa...@yahoo.com> wrote in message
393F508E...@yahoo.com...
> "Marco S." wrote:

MMMM


> Tutti i grandi eserciti della storia moderna curavano ANCHE
l'addestramento
> > formale (con l'eccezione che conferma la regola, rappresentata
dall'Armata
> > della Virginia Settentrionale...ma loro avevano il problema di non
consumare
> > troppo gli scarponi ! :-).

AAAAA


>Di eccezzuini ne esistono anche altre, e significative. A parte l'esercito
> israeliano che citava bene, anche l'esercito USA della II GM era piuttosto
> informale nell'aspetto, almeno rispetto agli standard europei.

Premetto che non ho mai detto che l'addestramento formale sia
indispensabile, ma solo che è molto, molto più utile di quanto a prima vista
si possa pensare, anche per un esercito moderno.

Sull'esercito israeliano sono daccordo a metà: è vero che spesso Israele si
è trovato in situazioni strategiche difficilissime, ma ritengo che sui suoi
avversari l'esercito di Davide abbia sempre avuto un margine di superiorità
tattica e tecnologica (merito suo, intendiamoci, ma ciò significa che non ha
mai incontrato un avversario alla sua altezza, con in più un maggior
addestramento formale).

Se è corretto equiparare in termini di eccellenza militare la US Army
1941-45 con gli altri eserciti citati, non sono comunque daccordo sul suo
"training", a meno che dopo il 1945 abbia fatto in materia una virata di
180°.
Da quanto si vede al cinema, l'addestramento formale delle forze armate
americane è fortissimo, al limite del lavaggio del cervello (questo è ben
evidenziato in film come "Full Metal Jacket", dove si lascia intendere che
nei Marines arrivino addirittura a cambiarti nome: Cow-Boy, Jocker, Palla di
Lardo...quasi un'iniziazione religiosa !)
Che poi sul campo gli americani siano informali questo rientra nel carattere
nazionale e non significa che le settimane dedicate all'addestramento
formale non abbiano lasciato il segno nella loro "personalità militare".

MMMMM


> > Del resto avviene una cosa strana: gli ufficiali tedeschi, che erano tra
i

> > più formali del mondo, sono stati di gran lunga quelli che hanno
mostrato al
> > momento giusto più iniziativa personale (Vedi Rommel a Caporetto).

AAAA


> quanto dici e' vero, ma tra la formalita' degli ufficiali tedeschi e la
loro
> iniziativa in combattimento non vedo collegamenti.
>
> Gli ufficiali, ma in una certa misura anche sottufficiali e soldati,
tedeschi,
> erano addestrati a pensare indipendentemente nel caso che le direttive
superiori
> non corrisponedessero piu' alla situazione sul campo. Erano addestrati,
tra
> l'altro, a prendere il posto dei superiori nel caso che questi fossero
> inpossibilitati ad esercitare il comando (un eufemismo per dire morti).
>
> Il collegamento tra questo tipo di addestramento e le esercitazioni in
ordine
> chiuso non lo vedo proprio. Oltretutto gli eserciti europei contemporanei
erano
> tutti molto ''formali'', primo tra tutti quello inglese, ma non
incoraggiavano
> affatto l'iniziativa nei loro ufficiali.
>
> Ciao
>
> Ale

Sono perfettamente daccordo che non basta l'addestramento formale per
conferire ad ufficiali e sottufficiali queste qualità, ma ci vuole anche una
precisa e continua formazione tattica di queste persone.
Del resto avevo fatto l'esempio di Rommel più che altro per sostenere che il
formalismo non era di ostacolo alla formazione di ufficiali capaci e
dinamici, non certo per attribuirne ad esso il merito !

Io però qualche collegamento lo vedo.
Ti faccio un esempio (che sicuramente farà sorridere quelli del mestiere):
una compagnia vede uccisi tutti i suoi ufficiali e quindi subentra al
comando il sergente maggiore.
In un esercito formalizzato nessuno mette in discussione il fatto che è il
sergente maggiore a comandare, a prescindere dal grado di fiducia che il
sergente ha in se stesso e da quella che gli danno gli uomini.
Chi deve subentrare subentra e chi deve obbedire obbedisce (senza sentire
frasi del tipo: Dai sergente, non fare il pirla che per oggi ne abbiamo
viste abbastanza....!! oppure:-..Voi che fareste ora, ragazzi......???)
E' chiaro che il formalismo non supplisce alla mancanza di qualità personali
(anzi in tal caso può essere disastroso) ma, rispetto alla leadership pura
ha il vantaggio di annullare le crisi di comando, spesso molto pericolose
nei momenti delicati e comunque suscettibili di rallentare l'azione.
Quando parlo di formalismo, non intendo solo le esercitazioni in ordine
chiuso, ma anche il saluto obbligatorio verso tutti i superiori, lo status
nettamente separato tra i diversi gradi........tutto dovrebbe fare...(almeno
credo ...:-).

Spero di non essermi troppo dilungato, magari con argomenti speciosi, in
caso contrario prometto in futuro di moderarmi.

Marco


Darko

unread,
Jun 8, 2000, 3:00:00 AM6/8/00
to

"bene" ha scritto nel messaggio

> Permettimi di non essere d'accordo. L'addestramento formale aveva un
> senso quando si combatteva in ordine chiuso, adesso, al piu', ha un
> significato psicologico, e non dei migliori. Ricordo che al BAR per un
> mese non facemmo che marciare, come se tutto l'addestramento fosse
> finalizzato alla cerimonia del giuramento. Lezioni sulle armi scarse e
> poco efficaci (c'era un ten. che, parlando della rigatura, ripete'
> almeno 4/5 volte *sinistrose* invece di *sinistrorse*); allenamento
> fisico limitato alla ridicola *reazione fisica* del mattino, che fatta
> sul serio avrebbe provocato solo strappi muscolari; lezioni sul
> regolamento e il codice militare praticamente nulla; indottrinamento sul
> *a che serve il militare* nulla del tutto. E mi scappava da ridere
> quando, ritmando la cadenza, ci si imponeva di gridare lo squallido
> "Duri, massicci ed incazzati".

Questa roba non centra niente con l'addestramento formale, né con nessun
altro tipo di addestramento. Cmq ella formazione militare non è sufficiente
imparare l'uso delle armi e le tecniche di combattimento... Ma vedo che ci
sono già diversi messaggi in merito.

Darko

P.S.: ricordo le immagini di guerriglieri centroamericani che si cimentavano
in ripetitivi attenti-riposo.....

Davide Pastore

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
Marco S. <se...@tin.it> wrote

> Premetto che non ho mai detto che l'addestramento formale sia
> indispensabile, ma solo che č molto, molto piů utile di quanto a

> prima vista si possa pensare, anche per un esercito moderno.

Mi intrometto per fornire una mia (personalissima) opinione
sull'argomento, frutto del ripetuto e non sempre piacevole
contatto con gli istituti militari:

"La fase di addestramento del militare prevede necessariamente
che gli vengano impartiti ordini platealmente inutili, insensati ed
assurdi; di modo che egli possa prendere l'abitudine di obbedire
ciecamente, senza riflettere e senza obiettare."

--
Davide

"Solo se la vostra visione va oltre quella del vostro maestro,
siete adatti per ricevere e tramandare la trasmissione."

Massima Zen

Marco S.

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to

Davide Pastore <davide....@iol.it> wrote in message
Hoa05.150484$VM3.1...@news.infostrada.it...
> Marco S. <se...@tin.it> wrote

> > Premetto che non ho mai detto che l'addestramento formale sia
> > indispensabile, ma solo che è molto, molto più utile di quanto a
> > prima vista si possa pensare, anche per un esercito moderno.
>
> Mi intrometto per fornire una mia (personalissima) opinione
> sull'argomento, frutto del ripetuto e non sempre piacevole
> contatto con gli istituti militari:
>
> "La fase di addestramento del militare prevede necessariamente
> che gli vengano impartiti ordini platealmente inutili, insensati ed
> assurdi; di modo che egli possa prendere l'abitudine di obbedire
> ciecamente, senza riflettere e senza obiettare."
>
> --
> Davide
>
> "Solo se la vostra visione va oltre quella del vostro maestro,
> siete adatti per ricevere e tramandare la trasmissione."
>
> Massima Zen
>
Per carità la mia visione non supera quella del maestro, però almeno
concorda con essa !
Non ho mai detto che l'addestramento formale sia una scuola di libero
pensiero, di democrazia e meno che mai di vita.
Per come viene svolto in molti paesi ed in molti reparti mi sembra
suscettibile di sviluppare turbe psichiche anche gravi, sia pure nel
lodevole scopo di inculcare comportamenti finalizzati alla sopravvivenza sul
campo di battaglia.
Del resto si ritiene che in guerra sia meglio un reparto comandato da un
solo cretino piuttosto che da cento furbi.
Credo che la necessità dell'addestramento formale non vada criticata in sè
ma, come tante altre cose spiacevoli legate alle armi, rispetto alla
necessità della guerra. Eliminate questa e tutto il resto sparirà.

Marco


bene

unread,
Jun 10, 2000, 3:00:00 AM6/10/00
to

"Marco S." ha scritto:

> A mio personalissimo giudizio i significati psicologici dell'addestramento
> formale sono importantissimi: l'individuo deve impegnarsi al massimo per
> fare una piccola cosa nell'interesse comune, a prescindere che la giudichi
> stupida o meno.

Sono assai tentato di rispondere che sono io troppo individualista: ma
mi rivengono in mente i commenti che ci si scambiava tra amici durante
le pause o quando eravamo in liberta'. Mi ricordo un ragazzo mitissimo
che scandi': "Ho imparato che cosa e' l'odio!" (riferito non al
*nemico*, ma agli istruttori). Se ricordo bene le mie quattro nozioni di
storia militare, mi sembra che gli inizi dell'addestramento militare
scientifico al maneggio delle armi si collochino alla fine del XVI
secolo e nel circolo dei Nassau (con metodi precursori, peraltro, del
taylorismo), che l'addestramento all'ordine chiuso venne particolarmente
curato a partire dal XVIII secolo, quando l'accrescersi della zona di
letalita' dovuta al progresso tecnologico nelle armi da fuoco, e il
reclutamento di grossi eserciti professionali negli strati piu' bassi
della popolazione impose di creare dei veri e propri *automata* che
temessero piu' i superiori della morte ecc. ecc. Ancora capisco la
necessita' imprescindibile di addestrare formalmente i grandi eserciti
di leva del XX secolo, costituiti per lo piu' da contadini (che sono
sociologicamente degli individualisti e riconoscono solo le solidarieta'
di campanile: cfr. lo splendido comportamento degli alpini), ma oggi la
situazione e' completamente diversa. *Mi* puoi condizionare allo spirito
di corpo, all'intrapresa collettiva, in modi molto piu' efficaci (e piu'
rispettosi dell'individualita'), facendo leva ad es. sullo spirito
sportivo, sull'emulazione, sul senso di utilita' di quello che si fa (ad
es., perche' nessuno ci ha mai impartito la benche' minima nozione di
pronto soccorso, utilissima sia in eventi bellici, sia in interventi di
protezione civile, sia - e per sempre - nella vita quotidiana?), sul
carisma personale dei comandanti. Invece pigrizia intellettuale e
pressappochismo professionale continuavano a far usare metodi adatti
all'addestramento di contadini semialfabeti per reclute quasi tutte
provenienti da ambienti urbani e mediamente acculturate. In altre
parole: l'esprit de corps, la disciplina, il senso di partecipazione ad
azioni collettive si perdeva con QUEL tipo di addestramento, piuttosto
che acquistarlo. Tutto questo, ovviamente, IMHO.

Ciao
Bene

PS
Sul discorso delel attitudini e della qualita' degli ufficiali (e dei
sottufficiali, che troppo spesso dimentichiamo) tedeschi, bisogna pur
dire che gli eccezionali comandanti che nomini sono emersi dalla
temperie bellica, in cui la selezione darwiniana si fa nella maniera
piu' brutale ed efficace. Ricordi con quale piano, originariamente,
l'OKH voleva invadere nel '40 la Francia?

bene

unread,
Jun 10, 2000, 3:00:00 AM6/10/00
to

"Marco S." ha scritto:

> E' chiaro che il formalismo non supplisce alla mancanza di qualità personali
> (anzi in tal caso può essere disastroso) ma, rispetto alla leadership pura
> ha il vantaggio di annullare le crisi di comando, spesso molto pericolose
> nei momenti delicati e comunque suscettibili di rallentare l'azione.

Per come la vedo io, se il SM non ha la stoffa del leader - formalismo o
non formalismo - i soldati non lo seguiranno mai. Un tempo entro certi
limiti provvedevano le gerarchie sociali, assai rigide, a fornire un
quadro di riferimento: ma oggi (o meglio, per l'Italia, ieri, visto che
si va verso l'abolizione della leva), sotto le armi trovi di tutto, e
non e' affatto detto che il piu' capace o il piu' carismatico abbia
gradi di qualsiasi tipo. E, come dicono gli americani, gli uomini si
guidano "from the front": davanti a tutti, con l'esempio e la capacita'.
Questa piccola, aurea, regola, a mio modesto avviso vale sempre e in
tutte le situazioni, sia del viver militare che del viver civile.


> Quando parlo di formalismo, non intendo solo le esercitazioni in ordine
> chiuso, ma anche il saluto obbligatorio verso tutti i superiori, lo status
> nettamente separato tra i diversi gradi........tutto dovrebbe fare...(almeno
> credo ...:-).

Il saluto e' un fatto di normale cortesia, che credo non pesi a nessuno
(per lo meno, a me non pesava). Sullo status netamente separata ho
francamente dei dubbi: leggevo che in ASI i tedeschi si meravigliassero
della distanza tra gli ufficiali e la truppa, che nella Wehrmacht era
assai piu' ridotta. I fatti dimostrano quale fosse l'esercito piu'
efficiente. E Lucio Ceva da un giudizio sostanzialmente positivo sulle
truppe italiane in ASI proprio considerando quel che impararono, in
spirito di emulazione, dai tedeschi.

> Spero di non essermi troppo dilungato, magari con argomenti speciosi, in
> caso contrario prometto in futuro di moderarmi.

Ma no! Anzi, hai reso assai interessante una mia piccola querimonia
personale. Grazie.

Ciao
Bene

bene

unread,
Jun 10, 2000, 3:00:00 AM6/10/00
to

Davide Pastore ha scritto:

> "La fase di addestramento del militare prevede necessariamente
> che gli vengano impartiti ordini platealmente inutili, insensati ed
> assurdi; di modo che egli possa prendere l'abitudine di obbedire
> ciecamente, senza riflettere e senza obiettare."

Questo forse spiega perche', secondo una statistica di qualche anno fa,
che oggi, purtroppo, non saprei piu' dove reperire, il 98% dei militari
di leva italiani incorreva in punizioni disciplinari durante la naja. E
si ritorna agli *automata* federiciani, all'epoca delle guerre *di rete*
(per le quali cfr. ad es. Bruce Sterling, *Caos USA*, Roma, Fanucci,
1999).

Ciao
Bene

Davide Pastore

unread,
Jun 10, 2000, 3:00:00 AM6/10/00
to
bene <be...@mclink.it> wrote
> > [ senza riflettere e senza obiettare ]
> si ritorna agli *automata* federiciani

Esattissimo. Credo che l'idea sia per l'appunto quella.
Sugli effetti pratici che ne scaturiscono, preferirei non pronunciarmi
(dopotutto firmo con mome e cognome..).

> all'epoca delle guerre *di rete*

Il ritardo culturale delle FF.AA. rispetto al mondo esterno č un
fatto fisiologico, ed in parte voluto. La risposta militare classica
- ed ormai leggendaria - al 99% delle obiezioni intelligenti č la
celebre frase: "si č sempre fatto cosě".

bene

unread,
Jun 10, 2000, 3:00:00 AM6/10/00
to

Davide Pastore ha scritto:

> Esattissimo. Credo che l'idea sia per l'appunto quella.
> Sugli effetti pratici che ne scaturiscono, preferirei non pronunciarmi
> (dopotutto firmo con mome e cognome..).

Ti capisco perfettamente. :-))

> Il ritardo culturale delle FF.AA. rispetto al mondo esterno è un


> fatto fisiologico, ed in parte voluto. La risposta militare classica

> - ed ormai leggendaria - al 99% delle obiezioni intelligenti è la
> celebre frase: "si è sempre fatto così".

Il vizio e' vecchio, ed e' di quasi tutti gli eserciti: e' che cosi' si
finisce per *combattere l'ultima guerra prima di questa*. Salvo poi
avere dei brutti risvegli (e' uno dei motivi per cui, pur essendo un
*pacifista*, mi sembra essenziale, in questo brutto mondo in cui ci
tocca di vivere, avere delle FF.AA. il piu' possibile efficienti ed
agguerrite). Spero davvero che nelle nuove FF.AA. professionali, sempre
piu' proiettate verso interventi operativi (dove la pelle si rischia
davvero), queste stupide pigrizie mentali e pratiche abbiano sempre meno
alibi. Altrimenti ci sarebbero ottime ragioni per iniziare scioperi
fiscali seri: io ci tengo alla pelle di uno Huey, di un Davide Pastore e
di tutti gli altri operativi, che svolgono, tra grandi sacrifici, un
compito essenziale per il quale i *civili* non li ringrazieranno mai
abbastanza.

Ciao
Bene

Francesco Bertani

unread,
Jun 12, 2000, 3:00:00 AM6/12/00
to
On Mon, 12 Jun 2000 01:55:29 +0200, bene <be...@mclink.it> wrote:

>Ed e' bello tacere del c.te di cp.: per suo espresso e tassativo ordine
>ci era proibito non di riposare, ma di SEDERE sulle brande dopo la fine
>dell'istruzione. E non voleva musi lunghi "da femminucce": ma noi non
>avevamo riscaldamento in camerata, acqua calda e vetri nei bagni, a
>Salerno, a novembre/dicembre. E a Salerno FA freddo e puzzavamo per il
>sudore irrancidito.

Anche io ho fatto il CAR a Salerno.

>Si', ma detto che l'addestramento formale prevaleva su quello tecnico (e
>non parlo solo di sparare: alla scuola trasmissioni facevamo quasi piu'
>ore di guardia e servizio di caserma che lezioni in aula. Ma ricordo di
>aver letto all'epoca sulla *Rivista Militare* le lamentele di un
>comandante di battaglione carri che per le continue esigenze dei servizi
>di guarnigione non riusciva mai ad esercitare piu' di una cp. alla
>volta), resta il fatto che se pure sai sparare ecc., ma chi ti comanda
>e' palesemente inadeguato e non ci sono quasi piu' barriere di censo o
>di cultura che ti impediscano di riconoscere questo semplice fatto, tu
>appresso al tuo comandante non ci vai. Io, che pure all'epoca non avevo
>molta paura fisica, non ci sarei andato certamente.

A Roma, alla scuola delle trasmissioni dove mi hanno mandato dopo
Salerno a fare un corso di tre mesi sui ponti radio.
Sono andato in aula 2 (due) volte in tre mesi, gli altri giorni sempre
di servizio: guardie, pulizie, cucina, ecc, ecc.
L'esame non lo ho potuto dare (ero di guardia) come la meta' dei mie
commilitoni, tuttavia sul mio libretto risulta che ho preso una
votazione discreta (quelli che erano in aula per l'esame hanno
raccontato che gli istruttori, data la assoluta impreparazione
suggerivano le risposte).
Occhio, non ero un caso particolare, tutti i miei commilitoni erano
nella stessa situazione.
La scula era li per insegnare, ma gli alunni dovevano lavorare per
mantenere la scula. Una situazione assurda e paradossale che mi ha
veramente schifato.

Per fortuna poi a Padova e' andata meglio.

bene

unread,
Jun 13, 2000, 3:00:00 AM6/13/00
to

Francesco Bertani ha scritto:

> Per fortuna poi a Padova e' andata meglio.

42^ Pordoi o 32^ Falzarego? ;-))
Io 42^ e poi V CMZ (Treviso).

Ciao
bene

PS
La situazione della SCUT della Cecchignola (riferita, ovviamente, a 16
anni fa) mi e' stata illustrata all'epoca esattamente nei termini che
usi tu.

Francesco Bertani

unread,
Jun 15, 2000, 3:00:00 AM6/15/00
to
On Tue, 13 Jun 2000 11:17:25 +0200, bene <be...@mclink.it> wrote:

>42^ Pordoi o 32^ Falzarego? ;-))
>Io 42^ e poi V CMZ (Treviso).

Pordoi, 2 giorni e poi centro nodale di San Giovanni Barberano, in 3 +
sergente sopra un colle per tutto il resto della naia.

>PS
>La situazione della SCUT della Cecchignola (riferita, ovviamente, a 16
>anni fa) mi e' stata illustrata all'epoca esattamente nei termini che
>usi tu.

Infatti era una situazione da barzelletta che tutti conoscevano e a
cui nessuno metteva rimedio.

Ciao

Francesco

bene

unread,
Jun 16, 2000, 3:00:00 AM6/16/00
to

Francesco Bertani ha scritto:

> Pordoi, 2 giorni e poi centro nodale di San Giovanni Barberano, in 3 +
> sergente sopra un colle per tutto il resto della naia.

Azz ... ! E come facevate con l'H24 ad andare in licenza?

Ciao
bene

Francesco Bertani

unread,
Jun 16, 2000, 3:00:00 AM6/16/00
to
"bene" <be...@mclink.it> ha scritto nel messaggio
news:39495447...@mclink.it...

> > Pordoi, 2 giorni e poi centro nodale di San Giovanni Barberano, in 3 +
> > sergente sopra un colle per tutto il resto della naia.
>
> Azz ... ! E come facevate con l'H24 ad andare in licenza?

Ci mandavano un rimpiazzo dalla caserma, una settimana di licenza ogni 4.
Non era poi cosi' male, almeno ho imparato qualcosa sui ponti radio e le
centrali telefoniche.

Ciao

Francesco

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