Il CAI, il corpo aereo italiano, operò sul mare del Nord dal 27 settembre
1940 al 15 aprile 1941. Venne costituito dalla 15° brigata bombardamento
terrestre, su due stormi, un comando caccia su uno stormo caccia, ed una
squadriglia autonoma di ricognizione. I bombardieri erano quelli del 13° e
43° stormo, il primo su 43° gruppo, squadriglie 3a e 5a, e 11° gruppo su 1a
e 4a, reparti tutti su FIAT Br.20M, mentre sullo stesso tipo d'aereo volava
il 43° stormo articolato su 98° (sqadriglie 240 e 241) e 99° gruppo (242a e
243a squadriglia) . Lo stormo caccia venne invece costituito ad hoc,
articolato sui gruppi 18° ( sq. 83,85,95) su FIAT Cr.42 e 20° (sq.
351,352,353) su FIAT G50, mentre la 172a squadriglia ricognizione aveva 6
Br20 e 5 CantZ.1007bis; erano poi disponibili per collegamento una dozzina
di Ca133. Il CAI esordì con 12 Br20 sfaciati in atteraggi d'emergenza e 5
precipitati. La pima missione di bombardamento non fu molto migliore: su
sedici partiti tre andarono perduti, nella notte tra 24 e 25 ottobre '40.
Le missioni proseguirono fino all'aprile successivo, quando alla luce dei
limiti degli aerei, della fine virtuale della battaglia d'inghilterra
(finita per la verità da parecchio) e dello scarso peso delle nostre
missioni, il CAI venne ritirato.
Jaco
Secondo i dati di parte italiana (che non so se siano stati
confermati da parte inglese) i CR.42 furono impegnati in
due scontri aerei con la RAF:
1) 11.11.1940
40x Falco + ?x Cicogna vs. ?.xHurricane (46° + 257° Sqd).
Esito:
3x Cicogna abbattuti, 1x crashlandato in Francia.
1x Falco abbattuto, 2x cr.lan. in Uk (uno dei quali è l'esemplare
esposto in non mi ricordo più che museo inglese), 19x atterrati
fuori campo in Francia per esaurimento carburante.
3x Hurricane abbattuti. (non male).
2) 23.11.1940
20-30x Falco (in FreiJagd) vs. ?x Spitfire (18° Sqd).
Esito:
2x Falco abbattuti, 6x Spitfire abbattuti (da non crederci...).
_SE_ quanto dichiarato dagli italiani è vero, evidentemente gli
Spit hanno commesso il fatale errore di impegnarsi in duello
manovrato.
--
Davide
"Solo se la vostra visione va oltre quella del vostro maestro,
siete adatti per ricevere e tramandare la trasmissione."
Massima Zen
Secondo "Fighter command war Diaries, vol. 2 sept.1940 dec.1941" e "Fighter
command losses , vol. 1 1939-1941" andrebbe accreditata la versione che
riporta l'articolo di RID del 9-90 sul CAI: forse i Cr42 hanno colpito
qualcuno degli Hurricane, ma non ne abbatterono nessuno. Quel giorno il
Fighter command per se due Hurricane del 17° sq. sulla foce del Tamigi,
contro Ju87 scortati daBf109. L'aereo atterato era quello del serg.
Salvadori, atterrato vicino Orford credendo di essere in Belgio.....
>2) 23.11.1940
>20-30x Falco (in FreiJagd) vs. ?x Spitfire (18° Sqd).
>Esito:
>2x Falco abbattuti, 6x Spitfire abbattuti (da non crederci...).
Gli Spit erano del 603° sq. Quel giorno la RAF non perse alcun caccia anche
se 26 dei 29 piloti italiani rivendicarono vittorie; confermati i due Cr42
abbattuti su Dover.
ciao
Jaco
Sì, temevo una cosa del genere.
N.B. - i miei dati sono tratti da Nino Arena, "La Regia Aeronautica",
USSMA. Opera ponderosa (3.300+ pagine in 6 volumi) ma, pare,
non sempre veritiera.
Si consosco, la ho anche io; non male davvero, ma concordo in pieno, un pò
enfatica a volte....
Ciao
Jaco
T segnalo qualche link sperando che tu mastichi un po' d'inglese :
Questi due descrivono i nostri caccia utilizzati nella battaglia
e sono tratti dal sito Italian Wings :
http://members.xoom.com/iwai/cr42.html
http://members.xoom.com/_XOOM/iwai/g50.html
Questa e' la descrizione delle principali azioni, tratta dal sito di
Hakan Gustaffson sui biplani della seconda guerra mondiale
http://www.dalnet.se/~surfcity/falco_bob.htm
Spero di esserti stato utile
Ciao
Antonio
--
"Manco' la fortuna, non il valore"
El Alamein, 1-7-1942
Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.
Deve essere quello che e' in mostra al museo della battaglia d'Inghilterra
annesso al museo storico della RAF di Londra. Consiglio a tutti gli
appassionati di storia militare, ma anche di storia in genere, di visitarlo se
passano per Londra.
Underground linea nera, fermata Colindale, seguire i cartelli!
Alessandro
- Nemo me impune lacessit -
beh, ricordiamoci che i vincitori hanno la possibilità di manipolare
l'informazione meglio di chi ha perso.
Se il dato è vero, allora complimenti davvero ai nostri piloti (anche se
ammetto che abbattere 6 Spit è un po' surreale per i Cr-42..).
> (anche se
> ammetto che abbattere 6 Spit è un po' surreale per i Cr-42..).
No, se il pilota nemico ci fa il favore di impegnarsi in un duello
manovrato. Lo Spit Mk.I sarà anche una scheggia in confronto
al Bf 109E, ma a mettersi contro un biplano non c'è storia.
N.B. - ad esempio, ricordo di aver letto non so più dove che
durante la guerra Iran-Iraq un Phantom iraniano abbia avuto
la geniale pensata di mettersi a duellare in virate strette
contro un Mi-24, andando poi ad arricchire il Guinnes dei
Primati, voce "se non lo vedo, non ci credo".
Davide Pastore wrote:
> > ammetto che abbattere 6 Spit è un po' surreale per i Cr-42..).
>
A parte che il manico è importante, c'e' un particolare da non
sottovalutare.
le breda da 12.7 mm a bordo dei Cr e dei c200 avevano una notevole
forza perforante data da una carica doppia.
Erano seconde solo al cannone da 13mm Tedesco.
In una prova fatta dai tedeschi su una corazza di Spitfire MKI
le nostre 12,7 la forarono come burro.
Una cosa da tenere in considerazione è che , effettivamente, gli
abbattimenti siano solo propaganda , cosa che serviva al regime.
Daltronde gli inglesi avevano fama di essere abbastanza equilibrati
in fatto di dati.
Mi riprometto di fare un conrollo con chi di dovere :)
ciao
> No, se il pilota nemico ci fa il favore di impegnarsi in un duello
> manovrato. Lo Spit Mk.I sarà anche una scheggia in confronto
> al Bf 109E, ma a mettersi contro un biplano non c'è storia.
BHA! la serie MKI e il 109F erano quasi pari , ma in mano al pilota :)
--
Maurizio alias ariete
F.R. del 4° st caccia - L'e' Buna! -
WB id: ariete
email : ari...@warbirds.org
A questo indirizzo , datomi da un amico, trovi
molte norizie.
ciao
SUPPONGO che tu ti stia rivolgendo a me (se non quoti almeno
parte del messaggio, è difficile capire a chi stai parlando...) circa
i combattimenti aerei Falco vs. Spitfire.
Temo però che, come già fattomi osservare, quei numeri
fossero abbastanza "partigiani". Cancella pure tutto.
Ehm, "doppia" di cosa? Di quella della Browning .303?
Bhč, visto che la munizione pesa il TRIPLO mi sembra il minimo!
Per la veritŕ le Safat da 12,7 erano abbastanze deboluccie
nella LORO categoria. L'unico loro (piccolo) vantaggio era
che PARTE del munizionamento nei nastri era esplosivo, anche
se la carica era ovviamente molto limitata [Sospetto anche che
una munizione esplodente da 12,7 sia vietata dalle convenzioni
internazionali, ma non ne sono sicuro].
> Erano seconde solo al cannone da 13mm Tedesco.
Che non era un peso massimo manco lui (o lei).
Pregoti dare un'occhiata ad Elevon:
http://www.csd.uwo.ca/~pettypi/elevon/gustin_military/fgun.html
> i combattimenti aerei Falco vs. Spitfire.
>
> Temo però che, come già fattomi osservare, quei numeri
> fossero abbastanza "partigiani". Cancella pure tutto.
Allora come non detto, ma era ugualmente interessante
saperene la fonte :)
Ehm... guarda che, se leggi tutti i miei post al riguardo, l'ho
già riportata...
Cmq, trattasi di Nino Arena, "La Regia Aeronautica", USSMA.
6 volumi, 3.300+ pagine, formato enciclopedia. Strazeppo di
dati interessanti come tutti i libri di Arena, a parte un certo
- diciamo così - "entusiasmo" (tutti i ns. piloti sono eroi, tutti
i ns. combattimenti sono gloriosi, etc.) ed una sua ineliminabile
tendenza ad usare un linguaggio Ministerial-Burocratese, con
arzigogoli, incisi, subordinate, orge di gerundi e participi, periodi
lunghissimi (tipo questo post, per intenderci).
L'opera è in vendita presso il sito ufficiale A.M.I. Costo totale:
278.000, 183.000 per chi fa (o ha fatto) parte della famiglia.
Già che siamo in argomento, consiglio però nella stessa lista
"Direttive Tecnico-Operative di Superaereo", due volumi in
quattro tomi, 150./100.000 in totale. Raccolta variegata e
disordinata, ma interessante, di vari ordini concernenti la Regia
durante la Guerra. Bellissime ad esempio le icone usate nei
diagrammi per rappresentare le unità aeree.
N.B. - E, visto che recentemente ho come avuto la sensazione
che si mettesse in dubbio la posizione relativa dell'Aeronautica
rispetto alla F.A. da essa bombardata a Punta Stilo, vorrei
capire il motivo per cui l'Ufficio Storico M.M.I. ha bisogno del
mio Codice Fiscale per farmi una spedizione in Contrassegno.
(Sempre meglio dell'USSME, che non sa neanche che un
fenomeno fisico chiamato "spedizione in contrassegno" esista).
> Ehm... guarda che, se leggi tutti i miei post al riguardo, l'ho
> già riportata...
>
> Cmq, trattasi di Nino Arena, "La Regia Aeronautica", USSMA.
Allora non la prendo assolutamente in considerazione.
Mi dispiace ma non ho una buona opinione a riguardo
delle sue ricerche.
>
> Già che siamo in argomento, consiglio però nella stessa lista
> rispetto alla F.A. da essa bombardata a Punta Stilo, vorrei
> capire il motivo per cui l'Ufficio Storico M.M.I. ha bisogno del
> mio Codice Fiscale per farmi una spedizione in Contrassegno.
> SNIP!
Ma! sono cose oscure e misteriose :)
Probabilmente , tramite il tuo codice fiscale possono
capire se sei persona gradita ,o meno , come
ricercatore di cose aereonautiche.
SE cerchi la verità e obiettività non trovi sempre tutte le porte
aperte.
Purtroppo :(
--
IL LADRO D'ANIME ha scritto:
>
> Davide Pastore <davide....@iol.it> wrote in message
>> >
> > Per la verità le Safat da 12,7 erano abbastanze deboluccie
> > nella LORO categoria. L'unico loro (piccolo) vantaggio era
> > che PARTE del munizionamento nei nastri era esplosivo, anche
> > se la carica era ovviamente molto limitata [Sospetto anche che
> > una munizione esplodente da 12,7 sia vietata dalle convenzioni
> > internazionali, ma non ne sono sicuro].
> >
(snip)
> >
> >Mi sembra che il principale difetto delle Breda Safat fosse la
> collocazione: sparare attraverso l'elica rallentava ulteriormente una già
> non esuberante mitragliatrice. Inoltre i caccia italiani disponevano di sole
> 2 armi contro una media di 4 o 8 dei caccia alleati .
Permettetemi di spezzare una lancia in favore della Breda-Safat
12.7mm, che non sara' stata il massimo della categoria, ma era
un'arma sicuramente valida. Inoltre attenzione a farsi prendere
da dati e tabelle: fattori fondamentali in una mitragliatrice
sono l'affidabilita' e la facilita' di manutenzione. Orbene,
la Safat era di facile manutenzione e, riguardo all'affidabilità,
be', vi furono molti piloti che non lamentarono _mai_ un
inceppamento in tutta la loro carriera.
Ad titolo di paragone, la mitragliatrice Scotti Isotta Fraschini
da 12.7 aveva sulla carta prestazioni superiori alla Safat, ma la
sua inaffidabilita' la rese impopolare tra gli armieri dei
bombardieri che ne erano equipaggiati.
Inoltre, secondo me, due 12.7 non sono molto inferiori a sei o
otto .303. I proiettili da .303 possono essere fermati da corazze,
molto piu' difficile e' fermare un proiettile da 12.7. Spesso
un bombardiere riusciva a rientrare alla base con centinaia di
fori da .303 senza grossi problemi, se dotato, come comunemente
accadeva, di corazze e serbatoi autosigillanti. Con proiettili
da 12.7 la musica era molto diversa.
Avere le mitragliatrici nel muso, poi, riduce si' la cadenza
di tiro, ma da' in compenso un tiro collimato praticamente
per tutte le distanze.
Secondo me, all'inizio della guerra, le due 12.7 dei caccia
italiani equiparavano le otto Browning degli Inglesi. Poi,
purtroppo per noi, il discorso cambio', loro montrono i cannoni
da 20mm e noi... sempre le solite, "vecchie" due Safat!
Mmh... tieni conto che la distanza assiale tra le armi nelle ali
non è poi così enorme in rapporto alle dimensioni del bersaglio
tipico. E cmq la dispersione insita allarga i proiettili in una rosa.
Piuttosto, un vantaggio secco (che non viene quasi mai evidenziato)
è rappresentato dal concentrare le masse lungo l'asse longitudinale,
diminuendo molto il momento di inerzia al rollio. Esempio: il Bf 109E
ed il Bf109F sparavano all'incirca la stessa quantità di metallo per
unità di tempo, ma il secondo era nettamente preferibile come
qualità evolutive.
N.B. - ergo, secondo logica i Veltro IIIa Serie (quelli con gli MG151
nelle ali) dovevano essere dei "chiodi" - come lo erano le versioni
del 109 similmente armate: es. Bf 109G-6/R-6.
> il problema è che i caccia italiani non erano, almeno inizialmente,
forniti
> di blindatura.
A me risulta che i CR.42 fossero dotati di seggiolino blindato sin
dalla prima serie del 1939 (vedi "Monografie Aeronautiche Italiane
n. 58-59).
Molti caccia iniziarono la guerra senza la blindatura del posto
di pilotaggio, che venne introdotta successivamente (es.: i Bf.109
durante la campagna di Francia non avevano poggiatesta blindato).
> Per quanto riguarda i bombardieri italiani oltre a essere di
> struttura lignea o mista non disponevano dei serbatoi autosigillanti e
> questo era sicuramente un punto a favore degli inglesi.
I Fiat BR.20M disponevano di serbatoi autosigillanti, o, con
termine in uso all'epoca, "semapizzati" ovvero rivestiti di una
gomma che si scioglieva a contatto con la benzina sigillando
il foro (vedi "Monografie Aeronautiche Italiane n. 56). Tale
trattamento garantiva contro proiettili da 7.7mm e, molto
parzialmente, da 12.7 mm.
Anche gli S.79 e, (ma su questo non sono sicurissimo) i Cant Z.1007
erano dotati di serbatoi semapizzati.
Inoltre la struttura lignea o mista, sebbene presentasse alcuni
inconvenienti (scarsa resistenza ai climi estremi, peso) non
era sinonimo di scarsa robustezza. Il BR.20 era un aereo molto
robusto, cosi' come gli aerei caratteristici della SIAI con
fusoliera in tubi matallici rivestita in tela, tipo di struttura
molto resistente ai danni da combattimento. Del resto anche il
Vickers Wellington aveva una struttura geodetica rivestita in
tela, e la sua resistenza al combattimento era ottima.
> Nessuno discute la
> breda Safat,ma, già nel 1940, per esempio, i francesi disponevano ,nei
loro
> caccia, di un cannoncino da 20 e ciò dava loro un'indubbia superiorità
di
> armamento sui caccia italiani.
Vero.
Quello che maggiormente penalizzava i caccia italiani, secondo me,
era comunque la scarsa potenza dei motori disponibili.
Anche quando vennero prodotti su licenza il DB.601 ed il DB.605,
la versione Italiana aveva parecchi cavalli in meno di quella
originale tedesca.
I bombardieri supplirono in parte con la formula trimotore, che
tuttavia aveva il problema di costringere ad una sistemazione
molto scomoda della gondola del puntatore.
Ciao
Antonio
--
Manco' la fortuna, non il valore
El Alamein, 1-7-1942
Sì, specialmente il primo. La produzione Alfa Romeo di
Pomigliano d'Arco (a qualcuno è venuta in mente l'Alfasud?...)
era, per usare il termine più gentile possibile, poco curata oltre
che lentissima.
E cmq anche nel migliore dei casi i motori italiani erano di
proposito downgradati per sopperire a qul capolavoro di
intelligenza che va sotto il nome di autarchia. Esempio:
il supercomunissimo Fiat A.74, che era in tutto e per tutto
una copia del P&W R.1830 ma con una cilindrata leggermente
SUPERIORE [già. CR.42 e Wildcat avevano sostanzialmente
lo stesso motore. Sorpresa, eh?] aveva solo i 2/3 della potenza.
Parte della responsabilità va alla benzina (87 ottani anzichè 91
o anche 100) ma gran parte va ai materiali.
> > > I Fiat BR.20M disponevano di serbatoi autosigillanti, o, con
> termine in uso all'epoca, "semapizzati" ovvero rivestiti di una
> gomma che si scioglieva a contatto con la benzina sigillando
> il foro (vedi "Monografie Aeronautiche Italiane n. 56). Tale
> trattamento garantiva contro proiettili da 7.7mm e, molto
> parzialmente, da 12.7 mm.
> questo non lo sapevo.....
> Anche gli S.79 e, (ma su questo non sono sicurissimo) i Cant Z.1007
> erano dotati di serbatoi semapizzati.
> Su questo , invece, non ci metterei la mano sul fuoco: non ricordo con
precisione il numero, ma, in Storia Militare, mi sembra a proposito dei
bombardamenti su Malta, viene detto che entrambi i suddetti aerei erano
privi di serbatoi autosigillanti
> Inoltre la struttura lignea o mista, sebbene presentasse alcuni
> inconvenienti (scarsa resistenza ai climi estremi, peso) non
> era sinonimo di scarsa robustezza. Il BR.20 era un aereo molto
> robusto, cosi' come gli aerei caratteristici della SIAI con
> fusoliera in tubi matallici rivestita in tela, tipo di struttura
> molto resistente ai danni da combattimento. Del resto anche il
> Vickers Wellington aveva una struttura geodetica rivestita in
> tela, e la sua resistenza al combattimento era ottima.
>
ok, ma non credo che un'aereo di struttura lignea sia cosě resistente ai
proiettili incendiari. Quando un Bleheim incontrava un Cant, per esempio,
erano dolori( per noi italiani ovviamente)
Un Saluto.