Il cannone da 105/28 è la versione italiana, costruita dal settembre
1914 per l'Esercito italiano dalla Gio Ansaldo di Genova, del Canon de
105 mm long Modèle 1913, adottato dall'artiglieria francese alla
vigilia della guerra 1914-18 come canon da campagne de 105 mm à tire
rapide Schneider L 28. La Schneider l'aveva a sua volta ricavato dal
42-(106,7mm) M1910-12 realizzato dalla russa Putilov, azienda di cui
aveva assunto il controllo nel 1907. Ordinato per l'artiglieria
italiana (300 batterie), il pezzo armò a partire dal luglio 1915 i
gruppi pesanti campali ippotrainati del R. Esercito, con la
denominazione di cannone da 105 A. Secondo Pio Perrone l, l'Ansaldo
fornì 2050 bocche da fuoco per 1446 affusti (compresi alcuni pezzi da
106,7 originariamente destinati alla Russia); rispettivamente 1730 e
1131 secondo l'ing. Rocca. La sua produzione durò fino al 1919. Poco
prima della battaglia di Vittorio Veneto, ne erano in linea 426; ogni
complesso costava 121.000 lire dell'epoca. II cannone da 105/28 ha la
bocca da fuoco in acciaio cerchiata, a rigatura sinistrorsa, con
otturatore a vite cilindrica, congegno di sparo percussione a martello,
a ripetizione. L'affusto a ruote, a coda unica, è a deformazione a
lungo rinculo (1.20 m), a scorrimento sulla sala per puntamento in
direzione (14°), con congegno di elevazione (da - 5° a +37°). II
freno è idraulico, e il ricuperatore idropneumatico. Il congegno di
puntamento comprende un alzo indipendente a tamburo con cannocchiale
panoramica mod. Cortese-Falcone. Il pezzo ha utilizzato diversi tipi di
granate. L'esperienza bellica tra il 1915 e il 1918 mostrò che il
munizionamento non era cli grande efficienza cosicché nel dopoguerra
si cercò di migliorarlo. Quello che risaliva alla Grande Guerra
(Granata e Granata Monoblocco da 105 con spoletta a percussione) fu
perfezionato nella Granata da 105 mod. 32, la quale si dimostrò assai
superiore, specie con spoletta a tempo e a percussione. Si faceva
sempre uso di tre o due cariche, che consentivano rispettivamente le
seguenti gittate:
- Granata da 105: I.a 7.800 m, II.a 9.950 m, III.a 11.425 m
- Granata da 105 mod. 32: II.a 11 125 m, III, A 13.642 m.
Erano inoltre disponibili granate da 105 shrapnel, perforanti,
semiperforanti e fumogene. Per il tiro controcarro, fu ultimamente
adottata la granata da 105 E.P. mod. 43 a carica cava, che consentiva
di perforare 100 mm di corazza a 60°.Le munizioni delle batterie
motorizzate erano trasportate su carri rimorchio Modello 34 a due assi
(della capacità massima di 120 colpi) in cassette porta-munizioni di 3
ciascuna, oppure su autocarri. Bossoli, spolette, detonatori e cariche
erano portati separatamente (cassette da 6 ciascuna). Il bossolo poteva
essere riutilizzato fino a 7 volte. Nel traino, da parte di sei cavalli
su tre pariglie, con avantreno, la bocca da fuoco veniva arretrata e
bloccata in posizione di massimo rinculo. Tuttavia, a causa della
penuria di cavalli verificatasi nell'ultima fase del conflitto (1918),
si decise di trainare i cannoni da 105 mediante autocarro trattore Fiat
18 B.L.R. . Più tardi (dal 1926), per questi pezzi, ridenominati
"Cannone 105/28", fu studiato un carrello elastico a rimorchio del
trattore pesante campale Pavesi. Tale carrello, che consentiva maggiore
velocità, era del tipo biga a ruote gommate con razze in acciaio e
veniva sistemato sotto l'affusto sùbito dietro le ruote dello stesso,
Nel 1938, dopo esperienze condotte in Africa Settentrionale, si
preferì abolirlo sostituendo le ruote originali d'affusto con altre in
elektron, dotate di gommatura semipneumatica, poi sostituite
gradualmente con quelle in lamierino d'acciaio. Il cannone da 105/28
prese parte, dopo la Grande Guerra, a quella per la conquista
dell'Etiopia (dove operò un raggruppamento di 36 pezzi) e
successivamente alla Guerra di Spagna con 68 esemplari, poi ceduti
all'Esercito spagnolo. Al 10 giugno 1940 ne restavano 936 più 59 in
Africa Orientale Italiana. Gli inglesi, che ne catturarono molti
esemplari sia in Libia che in Africa Orientale, lo giudicarono il
miglior cannone italiano presente sui fronti africani. Al 30 settembre
1942, ne rimanevano 442 in Patria, 58 nei Balcani, 26 in Egeo e 62 in
Russia; di quelli trasformati a ruote gommate 48 in Patria e 47 in
Africa Settentrionale. Altri 109, ex francesi mod. 13, erano adibiti
alla difesa costiera. Nel 1946, il 105/28, che aveva anche partecipato
nel 1944 alla Guerra di Liberazione, era considerato ancora,
nell'Esercito italiano, fra i materiali "da tenere a numero e in
efficienza". Sebbene distribuito di massima all'artiglieria pesante
campale - a parte un breve periodo (1934-37) in cui un gruppo (III
gruppo motorizzato da 105/28) fu assegnato a ciascuno dei reggimenti
artiglieria Celere - questo materiale entrò a far parte negli anni
1941 e 1942 e sempre in ragione di un gruppo di tre batterie, del
reggimento artiglieria per divisione corazzata. Il cannone da 105/28,
nonostante fosse in programma la sua sostituzione con un nuovo pezzo
italiano da 105/40, fu considerato tra i migliori dell'artiglieria
italiana e paragonato favorevolmente al 105 germanico ed all'88
britannico, di ideazione e costruzione ben più moderna. Gli inglesi ne
sperimentarono presso il poligono della Scuola di Artiglieria del Medio
Oriente due dei numerosi esemplari catturati agli italiani nel 1940-41
insieme con considerevoli quantitativi di munizioni e ne riportarono
un'impressione favorevole.
Lo Schneider da 105 non fu impiegato soltanto in Italia, ma restò in
uso fino alla Seconda Guerra presso l'artiglieria francese in una
versione a traino meccanico con ruote pneumatiche e con un nuovo
munizionamento che portava l'originaria gittata a ben 16 800 m (V° 725
m/sec). Fu poi utilizzato, oltre che in Russia nel modello Putilov 1910
e in Belgio (originale Schneider 1913), in Polonia (sia nel tipo
originale Schneider che in quello con affusto modificato vz 29), in
Jugoslavia (tipo Ansaldo), in Grecia, Bulgaria, Estonia e
Cecoslovacchia. L'esercito germanico, infine, reimpiegò dal 1939 al
1945 .tutti i 105 appartenenti alle diverse varianti citate di cui
riuscì ad impossessarsi. I tecnici del reparto revisione e montaggio
dei cannone da 127/54 della Oto Melara hanno provveduto a restaurare il
tutto, ripristinando la funzionalità del congegno di elevazione,
l'impianto di frenatura ruote.
Dati di massima - Cannone da 105/28
Schneider 1913 - Ansaldo (munizioni 1933)
Calibro/Caliber - 105 - 105
Lunghezza b.d.f./Lenght, barrel - 2980 mm - 2987 mm
Lunghezza pezzo/Lenght, gun - 6300* mm - 6925' mm
Carreggiata/Track - 1645 mm - 1650 mm
Spessore scudo/Shield thickness - 4 mm - 4,5 mm
Peso, al traino/Weight, traveling - 2600 - 2800 **
Peso, in batteria/Weight, firing - 2300 - 2470 Kg
Celerità di tiro/ROF - 6-8m' - 6 al m'
Velocità iniziale/Muzzle V. - 555 - 565 m/sec
Peso granata/Shell Weght - 15,74 kg - 16,24 kg
Gittata max/Max range - 11800 in - 13600 m
* Con manovella di mira in posizione di sparo/with hand spike in firing
position.
** Con carrello elastico di 320 Kg/with elastic limber; con il vecchio
avantreno 2745 kg/with old limber.