Nel territorio vivevano palestinesi di religione musulmana, ebraica e
cristiana.
Al termine della guerra il Medioriente venne diviso in sfere di influenza
francesi e britanniche.
La Gran Bretagna ottenne il mandato sulla Palestina.
Con la crisi economica del '29, aumento' il numero di immigrati ebrei
dall'Europa.
Se nel novembre 1931 la popolazione ebraica di Palestina ammontava a 174.606
abitanti, nel 1935, con lo sviluppo della politica antisemita della Germania
nazista, si contarono ufficialmente 61.854 immigrati ebrei.
Nell'ottobre 1933 si verifico' una sommossa araba nettamente ostile ai
britannici. Il governo inglese era accusato di favorire l'aumento
dell'immigrazione ebraica e l'acquisto delle terre da parte degli ebrei.
I disordini, organizzati dal Comitato esecutivo arabo, iniziarono prima a
Gerusalemme e poi a Giaffa, provocando l'uccisione di 25 arabi ed un
poliziotto.
Da parte loro, gli estremisti ebrei ordinarono l'assassinio dei leader ebrei
troppo moderati e favorevoli ad un riavvicinamento con gli arabi.
Nel 1935 i partiti arabi presentarono al Comissario Britannico Sir Arthur
Wauchope delle rivendicazioni favorevoli ad un governo democratico.
Reclamavano anche l'arresto immediato dell'immigrazione ebraica ed il
divieto per gli arabi di vendere le terre agli ebrei.
Il Commissario accetto' di vietare la vendita delle terre se il proprietario
non ne avesse conservata a sufficienza per la sua famiglia.
Inoltre propose la creazione di un Consiglio Legislativo composto da 23
membri, dei quali 11 musulmani, 7 ebrei, 3 cristiani e 2 rappresentanti dei
commercianti. I dirigenti arabi accettarono questo progetto, ma non gli
ebrei e nel frebbraio/marzo 1936 il Parlamento Britannico lo boccio'.
Nell'aprile 1936 scoppio una violenta sommossa araba di notevole entita',
guidata dall'Alto Comitato Arabo, presieduto dal Gran Mufti' di Gerusalemme.
Comincio' con assassini isolati a Giaffa, poi con uno sciopero generale e,
infine, si trasformo' in vera guerriglia.
Gli inglesi furono obbligati a mandare rinforzi e lo sciopero' termino' alla
fine del 1936.
Il Regno Unito nomino' una commissione d'inchiesta che giunse in Palestina
nel novembre 1936.
I governi arabi di Transgiordania, Iraq ed Arabia Saudita sollecitarono
l'Alto Comitato Arabo ad adottare un atteggiamento piu' moderato.
La commissione reale inglese pubblico' il suo rapporto nel 1937. Era giunta
alla conclusione che la Gran Bretagna aveva fallito nel suo compito di
Potenza Mandataria a casa dell'opposizione araba allo stabilimento di un
focolare nazionale ebraico e della richiesta araba di un governo autonomo.
Secondo la commissione, l'unica soluzione era dividere la Palestina in due:
uno stato ebraico comprendente il nord della Palestina sino a Megiddo, con
la pianura marittima ad eccezione di un corridoio che avrebbe collegato i
luoghi santi di Gerusalemme e Betlemme; Questi sacri siti sarebbero restati
sotto mandato e cosi' anche Nazareth ed il Mare di Galilea.
Il resto della Palestina si sarebbe unito alla Transgiordania.
La Gran Bretagna avrebbe sostenuto l'ammissione alla Societa' delle Nazioni
della Transgiordania e del nuovo stato ebraico.
Da parte araba questo progetto venne accolto favorevolmente solo dalla
Transgiordania.
La Societa' delle Nazioni ammise il principio della spartizione, ma
consigliava di prolungare il mandato britannico.
Cosi' nel 1937 riprese l'agitazione araba.
L'8 settembre 1937, 400 delegati provenienti da tutto il mondo araba si
siunirono presso Damasco e presero una risoluzione che dichiarava la
Palestina parte integrante del patrimonio arabo, respingeva qualsiasi
progetto di spartizione, reclamavano l'annullamento della decisione della
Societa delle Nazioni, l'abrogazione del mandato britannico e la creazione
di un Palestina indipendente con delle garanzie per le minoranze.
Cosi' gli arabi, al contrario degli ebrei, escludevano assolutamente il
principio della spartizione.
Nel 1938, il nuovo Segretario alle Colonie, Malcolm MacDonald, era molto
meno favorevole del suo precedessore alla spartizione, cosi' il governo
britannico abbandono' l'idea e cerco' di arrivare ad un accordo fra arabi ed
ebrei.
Invito' ad una conferenza i rappresentanti dell'Agenzia Ebraica e degli
arabi di Palestina ma, nonostante i governi arabi fossero favorevoli, gli
arabi di Palestina si rifiutarono di incontrare e di riconoscere l'Agenzia
Ebraica.
Allora il governo britannico pubblico' un Libro Bianco in cui annunciava che
sarebbe stato creato, in dieci anni, uno Stato di Palestina. Durante i primi
cinque anni sarebbero stati ammessi 75.000 immigrati ebrei che avrebbero
portato la popolazione ebraica ad un terzo di quella araba. Al termine dei
cinque anni il paese sarebbe stato diviso in tre zone: una in cui l'acquisto
di terre da parte degli ebrei sarebbe stato vietato, una seconda in cui
sarebbe stato limitato ed una terza in cui sarebbe stato libero.
Questo progetto favoriva nettamente gli arabi e, quindi, gli ebrei vi si
opposero.
La Commissione dei Mandati (organo della Societa' delle Nazioni) boccio' il
progetto con 4 voti contro 3.
Lo scoppio della II Guerra Mondiale fece sospendere tutte le iniziative
diplomatiche.
Durante la guerra, i due principali gruppi armati ebraici (Haganah e Irgun
Zwai Leumi), considerando che tutto doveva essere subordinato alla battaglia
contro i nazisti, cessarono temporaneamente di lottare contro la politica
inglese; solo alcui irriducibili decisero di continuare la lotta e fondarono
il Gruppo Stern, sotto la guida di Abramo Stern (di origine italiana).
Abramo Stern fu ucciso dagli inglesi nel 1941, ma il suo gruppo continuo' a
funzionare e, nel 1944, venne ucciso il ministro di stato britannico Lord
Moyne.
Da parte araba, il Gran Mufti' di Gerusalemme si era alleato con i tedeschi
nella rivolta irachena e, dopo il fallimento della rivolta, fuggi' in
Germania, dove cerco', senza troppo successo, di dirigere la propaganda
tedesca nel mondo arabo.